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Casta? non esiste

di RENNI

Caro Direttore,
estremamente imbarazzata ed allibita, devo dire anche molto risentita le scrivo.
Nel mio lavoro ho spesso a che fare con impiegati del pubblico impiego e tra alti e bassi me la sono sempre cavata o meglio chiudi gli occhi, tappati il naso e fai finta di niente perche’ di loro prima o poi avrai ancora bisogno.
Credo che oggi siamo al limite della decenza, le norme introdotte sul pubblico impiego sono inconsistenti , hanno peggiorato la situazione perche’ chi non faceva niente ed era cafone e arrogante lo è diventato ancora di piu’, incalzato dal fatto che i privilegi sono diminuiti. Come mi piacerebbe che il nostro ministro passasse una settimana con me ed i colleghi a girare per posti pubblici…..passatemi il sorriso beffardo!
Naturalmente non faro’ nomi.
Pratica in stand by da 6 mesi circa presso un ufficio pubblico, tra visite ed incontri vari con i responsabili dell’ufficio, riusciamo a raggiungere un accordo. Essendo la cosa piuttosto complessa e non avendo prima d’ora eseguito pratiche dello stesso genere ci siamo affidati a chi dovrebbe sapere le cose a mena dito.
Eseguo quanto richiesto a parole ed invio i progetti, peccato che tornano indietro perche’ completamente errati. Stupore! Non avremo capito forse , ritorno nuovamente e chiedo spiegazioni; c’e’ stato un errore !
Vengo liquidata gentilmente con tanto di scuse e mi viene detto che devo attendere la rettifica al parere precedente. Ora passano 3 mesi ma del parere nemmeno l’ombra per cui , ormai alle strette con un altro ente che mi intima le integrazioni entro dieci giorni, decido di integrare quanto di dovere tralasciando la parte che doveva essere rettificata.
Il mio piu’ grosso errore è stato quello di sottolineare che attendevo risposta di rettifica e che l’ente aveva sbagliato. L’impiegato mi chiama al telefono e me ne dice di tutti i colori.
Scusi ma le parole:
“lei è stata poco furba, non doveva sottolineare che avevamo sbagliato”
“lei fa la furba”
“lei è falsa”
“lei è venuta qui con il Sig.Tale e adesso lo chiamo cosi’ vediamo”
Devono uscire dalla bocca di un impiegato statale?
La telefonata va vanti cosi’ per 10 minuti, naturalmente io non riesco ad avere parola, ma sul “lei è venuta qui con il Sig…..” non ci ho piu’ visto. Ho capito che il sig. Tale, che io tra l’altro so chi è ma a livello lavorativo non ho mai avuto a che fare, è un caro amico di questo ufficio pubblico, che l’impiegato pubblico che mi urlava gentili parole era completamente ubriaco e che era appena tornato dalle ferie. Sono rimasta senza parole!
Ho cercato di spiegare all’illustrissimo impiegato che non avevo alternative, diversamente , vista la sua negligenza, la mia pratica sarebbe stata archiviata e io avrei dovuto ripresentare tutto.
Ho chiamato il responsabile d’ufficio, con calma ho spiegato l’accaduto…come è finita? Il responsabile è stato gentile e in 10 minuti ha risolto ma quando tornero’ in quell’ufficio, perche’ dovro’ tornarci, le porte saranno tutte chiuse!
Direttore, secondo lei, per lavorare bisogna soffrire cosi’? dobbiamo dargliela vinta continuamente a questi fannulloni? Dobbiamo continuante a tacere? Dobbiamo continuare a credere alle parole di Brunetta?
Non siamo a Roma, non siamo a Napoli ,non siamo Palermo ma siamo in provincia di Piacenza .
distinti saluti

Lettera pubblicata il 30 Agosto 2011. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Lavoro

La lettera ha ricevuto finora 4 commenti

  1. 1
    silvana_1980 -

    La casta esiste invece purtroppo ma solo da un certo livello (dal livello dirigente) in su
    il resto sono tutti peones, me compresa…
    Dopodichè i lavoratori pubblici si suddividono in 2 categorie:
    1) chi si monta la testa perchè lavora nell’ente X, ottiene l’ufficio X, l’incarico X, e ha le spalle per non dire qualcos’altro coperte
    2) chi prende il lavoro statale per quello che è guardandolo con occhi realistici…un lavoro come gli altri, con diversi pregi tipo che la massima punizione che ti possono dare è un trasferimento agli antipodi e molti difetti il più grande è quello di dover avere a che fare con gli ELEMENTI della tipologia 1…Queste persone non si vantano di lavorare nell’ente X, di avere l’incarico X, l’ufficio X quasi se ne vergognano perchè vedono tutti i tramacci che ci stanno dietro…e non hanno di sicuro le spalle coperte anzi, sono col mirino puntato al primo sbaglio umano che fanno. Sbaglio facile visto che spesso e volentieri fanno il lavoro anche delle persone della tipologia 1.

    tu hai avuto a che fare con la tipologia 1, le palle al piede del pubblico quelle destinate a diventare capi capetti in quanto bastardi e senza remore per nulla…sono la futura casta. Purtroppo.

    ti capisco, danno il voltastomaco anche a me che li ho come colleghi e che appartengo alla tipologia 1, e guai a lamentarsi di loro vanno subito a piangere dal santolo protettore

    tanto per la cronaca io sono del nordest, ma tutto il mondo è paese…mi salvo pensando che a fine mese porto a casa la pagnotta

    soddisfazioni? poche, ma quando ci sono festeggio…nel mio piccolo

  2. 2
    silvana_1980 -

    pardon…appartengo alla tipologia 2,…”errore di sbaglio” 😛

  3. 3
    Almost-Imperfect -

    Personalmente credo che certe parole non dovrebbero uscire proprio dalla bocca di nessuno. Anche (e non solo) a lavoro, dove dovrebbero valere cose tipo educazione, rispetto… Mentre a me sembra che ultimamente sia una carenza di parecchi; degli impiegati statali, ok, ma anche di chi va agli sportelli o negli uffici e tratta da deficenti quelli che stanno seduti dalla parte di là, solo perché sono impiegati e a fine mese prendono lo stipendio…
    Al telefono non c’è più nessuno che da del lei… Nessuno… A me sembra cosi ovvio, tanto più che non si sa mai con chi si sta parlando. Una volta sono stata apostrofata con: “tesoro caro, alza il culo da codesta seggiola e vammi a cercare tizio…”.
    Il privato non va meglio, in uno degli studi in cui ho lavorato la persona che si doveva occupare della gestione interna, in tutto il giorno, era capace solo a limarsi le unghie, andare a fare la spesa, telefonare (roba sua), andare a comprare vestiti ai figli, spippolettare al pc per la rete a caccia di ricette e ricami. Eppure in fondo al mese prendeva parecchi più soldi di me, che dovevo fare anche il suo lavoro.
    E c’è ancora! Io no, da diversi anni, ma lei sta ancora lì a fare le stesse cose.
    Diciamo che dipende dalle persone no? Ce ne sono di buone e ce ne sono di pessime, come in tutte le altre cose della vita. Chi è ignorante, chi non ha voglia di lavorare, mettilo dove vuoi e sempre niente farà

  4. 4
    Anna -

    Mi associo alle considerazioni di Silvana e di almostimperfect. Preciso che la tipologia 1 solitamente entra grazie al politico e per questo è spesso un’arrogante, incopetente e a noi tocca fare il loro lavoro e sopportarli! Poi siccome ci sono i mezzi per far valere i diritti dei cittadini puoi usarli..si chiamano denunce con procedimento disciplinare a carico dell’impiegato. Lamentarsi ma no esercitare i propri diritti e dire che tutti i dipendenti pubblici sono dei fannulloni? Bè vieni tu a lavorare nel pubblico con stipendi miseri benchè hai una laurea, senza carriera e poi ti tocca vedere molti dirigenti strapagati che non hanno capacità ma la tessera politica c’è l’hanno in tasca, eccome! Brunetta dovrebbe iniziare a spiegare perchè le sue riforme non iniziano dai dirigenti della P.A chissà perchè????

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