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Caritas Cremonese, tutto regolare?

Gent. mo DIRETTORE, l’altra sera seduti al tavolino di un bar tra amici, ho assistito a questa civile discussione. Uno di noi fa il volontario per un’associazione di volontariato di CREMA, che trasporta persone bisognose o all’ospedale oppure presso le varie case di cura di CREMONA, oppure dal medico, in farmacia o anche dalla pettinatrice. Queste persone pagano una piccola cifra all’inizio dell’anno per avere una tessera di iscrizione all’associazione e che da diritto alle cose sopracitate. La tessera serve in quanto ad un eventuale controllo, l’associazione trasporta solo persone associate e non trasporta altre persone, in quanto la macchina non è un taxi. L’altro della compagnia che ha intavolato la discussione, lavora per la CARITAS CREMONESE e fa l’autista dei pulmini a più posti che si vedono sfrecciare per le vie di CREMONA. Lui trasporta sia cose che persone. Inoltre, specialmente d’estate, sempre tramite la CARITAS, trasporta degli anziani nelle località di villeggiatura dove ci sono alberghi di proprietà della CARITAS. Premesso che queste persone trasportate saranno sicuramente assicurate, al primo dei partecipanti alla discussione non risultava chiaro a chi andassero i soldi del viaggio, visto che non essendo pulmini di linea non possono emettere biglietto, quindi questi soldi erano in nero. Anche se ci fosse il solito bigliettino come ricevuta, sappiamo poi che fine fanno spesso questi blocchetti. il dipendente CARITAS non sapeva più che pesci pigliare: lui doveva solo guidare e di queste cose a lui non interessava nulla. A mio modesto parere credo che la CARITAS potrebbe lasciare questi viaggi alla varie associazioni di volontariato in modo che possano avere qualche entrata più sostanziosa del solito: io credo che per un trasporto con andata e ritorno dall’ospedale all’associazione rimangono ben pochi margini di guadagno. La CARITAS altresi’ mi sembra già abbastanza impegnata con i richiedenti asilo e tutto quel che ne segue. Se anche dovesse lasciare qualcosa alle altre associazioni di volontariato, credo che tutti i soggetti interessati potrebbero stare tutti un po’ meglio. Ringraziandola per la sua cortese ospitalità, porgo i miei più distinti saluti.

maopagio55@gmail. com

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3 commenti a

Caritas Cremonese, tutto regolare?

  1. 1
    Gabriele -

    Quindi? È tutta qui la questione? I soldi dove vanno a finire? Ricordo a chi ha scritto il post, che la dinamica che ha descritto è perfettamente regolare: entro una certa somma qualsiasi associazione può incamerare soldi, l’unica cosa è che stia sotto un determinato quantitativo, che se non ricordo male per le associazioni dovrebbe essere entro e non oltre i 300.000€ quindi la dinamica descritta non è irregolare. Oltretutto, se io a prescindere dall’usufruizione di un servizio, voglio fare una DONAZIONE di un qualsiasi importo, lo posso fare, e l’associazione beneficiaria la può accettare, che sia l’importo di un centesimo, come un milione di euro

  2. 2
    Maurizio Pagliarini -

    Un conto è donare. Un conto è far pagare il costo del viaggio e poi farlo passare come? Come una donazione? Mi sembra che ci sia qualcosa che non va….o per la Caritas va tutto bene?

  3. 3
    Gabriele -

    È stata menzionata un’iscrizione associativa. Quindi, vi sono dei membri che hanno la possibilità di accedere ad un servizio. Il fatto che non si possa emettere un biglietto o altro titolo di viaggio, non significa che non ci possa essere un trasporto, definito come “trasporto persone”: l’importante è che il servizio di trasporto avvenga in condizioni di sicurezza ovvero il mezzo deve essere revisionato e regolarmente circolante ( a norma per la destinazione del tipo di persone trasportate, per esempio trasporto disabili); l’autista deve avere una patente idonea, per il trasporto persone. Se poi l’associazione chiede contributi per sostenere il servizio, lo può fare, se non vi sono convenzioni varie, e se rimane entro certi importi già scritti nel post sopra.

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