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Capire se stessi

Sono gay.
Due sole parole eppure così difficili da scrivere o pronunciare. Io queste parole non le ho mai dette, dalla mia bocca non sono mai uscite.
Delle volte sogno come sarebbe poterle urlare. Immagino la scena in cui queste lettere vengono lentamente scandite, come nel più scontato dei film.
Sebbene io non abbia mai avuto ne la forza ne il coraggio, numerose sono state le persone che, nel corso di questi 24 anni, non hanno mancato di farlo al posto mio: “Che gay, sei proprio un frocio” il tutto accompagnato dall’immancabile risatina di turno. Parole che ogni omosessuale del globo si sarà sentito dire durante l’adolescenza e che per me erano delle vere e proprie coltellate nel petto. Ogni volta una profonda sensazione di voler sprofondare nel vuoto.
Oggi ripenso alla mia solita reazione, mi chiedo perché io non abbia mai risposto: Si, lo sono e allora? Ma abbia sempre preferito far finta di nulla. Fingere di credere che scherzassero, che fossero solo parole dette dai tuoi amici adolescenti. Che in realtà loro non pensassero veramente che io fossi gay. Perché io non volevo essere gay.
L’ adolescenza è oramai terminata da un pezzo e io ne conservo pochissimi ricordi, ho preferito cancellare tutto, meglio ignorare che affrontare mi sono detto.
Si perché Non ho mai affrontato la questione, non mi sono mai fermato a riflettere. Ho semplicemente continuato a vivere, così pare abbia fatto anche la mia famiglia. “Quando ci fai conoscere la tua fidanzata?” La domanda che ogni tanto viene messa a caso in qualche discorso. La risposta? Vaga. Oramai sono esperto. Ho imparato a trincerarmi dietro un finto muro di privacy che in realtà nasconde solo solitudine.
Eppure non posso pensare che nessuno non se ne sia mai accorto, tutti lo sanno ma semplicemente fingono che non sia vero e questo mi distrugge.
Quante volte ho cercato e sognato un minimo segnale che mi spingesse ad aprirmi, un segnale che non indicasse totale repulsione verso il mio essere omosessuale.
“Io i gay vorrei bruciarli tutti” la frase pronunciata una volta dal fratellino tredicenne. Delle parole immature dette senza neanche crederci, ma che si sono insediate prepotentemente nella mia memoria.

Durante gli anni universitari, ho subito capito cosa avrei voluto fare nella vita e dopo i disastrosi anni liceali sono diventato quasi uno studente modello, ottenendo ottimi risultati. Tutti erano increduli del mio “successo”. Così in preda all’entusiasmo per l’aver trovato finalmente la mia strada , mi sono posto come obiettivo la laurea cercando di ignorare totalmente quello che accadeva dentro di me.
Mi sentivo finalmente appagato, che stupido.
Nonostante io abbia quasi raggiunto l’obiettivo è bastato un periodo sfortunato per farmi crollare il mondo addosso.
Ho iniziato a fare un resoconto della mia vita, ma soprattutto ho iniziato ad invidiare quella degli altri.
Ho iniziato a pensare a tutto ciò che mi sono perso, ai legami che non sono riuscito a creare, sia d’amore che d’amicizia. Non è facile stabilire un rapporto vero quando si è incapaci di capire se stessi, quando si cerca di nascondere se stessi. Cose che non mi erano mai sembrate priorità.
La paura di non riuscirle a realizzare in futuro, mi ha fatto aprire gli occhi su quanto io abbia trascurato il presente. Ho sempre ignorato e sono andato avanti.
A che pro sognare in un futuro migliore se poi non si costruiscono le basi per poterlo realizzare? Ho paura di entrare in un circolo di autodistruzione in cui sia il presente che il futuro mi sfuggono di mano. So che devo porre rimedio a tutto questo, spero solo di avere la forza per farcela.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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3 commenti

  1. 1
    filipp -

    Ciao! Io ti consiglio di procedere per gradi e di confidarti prima di tutto con qualche tuo caro amico. Vedere che ti continuerà a volere bene come prima ti aiuterà a capire che le persone ti vogliono bene e sono affezionati a te per la persona che sei e non per i tuoi orientamenti sessuali. Il mio attuale migliore amico dopo 2 anni che eravamo amici mi confidò il suo essere omosessuale. Non ti nascondo che forse un po’ lo sospettavo ma non gli dissi mai nulla per non metterlo a disagio. Adesso siamo più amici di prima perché possiamo parlare di tutto e lui si sente libero di raccontare tutto quello che lo riguarda anche della sua sfera sentimentale quindi il nostro rapporto è senza dubbio migliore ora. Quando me lo disse pensai a chissà come ci sarà rimasto quando magari anche io usavo nomi non troppo carini per riferirmi agli omosessuali o per qualche battutina goliardica che da ragazzi si sa, si fanno. Mi sono sentito pure un po’ in colpa ma io di lui non sapevo ed ero solo un po’ immaturo e quelle cose erano dette con estrema superficialità. Per questo non dare peso alle parole del tuo fratellino… Non sa quello che dice.

  2. 2
    cam -

    Un mio caro amico ha confessato di essere omosessuale a me e ai suoi amici più cari. Lo sospettavo anche io, ma adesso è felice, ha trovato il moroso e, perfino i suoi genitori, molto credenti, stanno iniziando ad accettarlo.
    Non credo sia facile, io non lo posso capire fino infondo, ma credo che prima o poi scoppierai oppure ti condannerai da solo a una vita di bugie e di falsità. Si tratta della tua felicità, del tuo modo di essere. Parlane con i tuoi genitori e i tuoi amici più stretti; circondati delle persone che ti vogliono bene. E non dare peso alle parole leggere del tuo fratellino e delle persone superficiali.
    Io sono stata presa in giro per il mio aspetto fisico in passato. E come te mi vergognavo per il mio modo di essere. Poi con il tempo ho imparato che le persone sanno essere molto cattive. Quando ho smesso di autocompatirmi tutto è cambiato. Ho acquisito sicurezza, ho imparato a valorizzarmi e adesso a 23 anni ho avuto le mie storie, le mie delusioni… E ho capito che non era la verità quello che veniva fuori dalle loro boccacce, ma io mi comportavo come se lo fosse. E adesso noto che i ragazzi mi guardano e mi corteggiano. E’ una cosa diversa, ma questa cosa ai tempi delle medie mi ha segnata molto. Ho avuto anche un periodo di esaurimento.
    Non disperare e affrontala.

  3. 3
    Nathan -

    In fatto di sessualità l’ipocrisia regna sovrana. Ti basti pensare che senza citare gli antichi Greci, che nella Roma antica non era affatto inusuale che un uomo sposato intrattenesse relazioni sessuali con ragazzi. Nessuno si scandalizzava, non esisteva neppure la parola omosessuale. Con l’avvento del Cristianesimo tutto é cambiato. Anche la parte di società che non si ritrovava nei dogmi cristiani ne è influenzata, gli stessi omosessuali. Trovare la propria serenità in un contesto del genere capisco possa essere problematico. Ma si può essere colpevoli per qualcosa che non si è scelto ? Può essere sbagliato amare qualcuno ? Consiglierei un supporto psicologico per fare chiarezza perlomeno dentro te. E se così sarà il resto del mondo se ne farà una ragione. Hai solo una vita lo troverei quantomeno inutile passarla a negare te stesso. Forza..

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