Bullismo
di
natonel1983
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti. Ho deciso di registrarmi e di scrivere su questo sito al fine di cercare un po’ di conforto e comprensione. Sono un ragazzo di 26 anni e la mia vita è triste. Anzi posso dire che la mia vita è finita 7 anni e mezzo fa. Cosa...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 5 Febbraio 2010
L'autore ha condiviso 16 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore natonel1983.
Natone,
premetto che non ho letto le altre tue otto lettere, che sono tante e che probabilmente denotano il tuo bisogno di confronto e di conforto.
visto il tuo percorso di crescita in ambito sociale dalle elementari al liceo, e considerando i tuoi scarsi e sofferti risultati scolastici, mi sembra purtroppo normale che il tuo carattere si sia formato in modo instabile, suscettibile e diffidente oltre misura e portato piuttosto a respingere l’amicizia anzichè imparare a coltivarla.
secondo me, se ti è possibile, anche frequentando psicologi che offrono supporto gratuito, potrebbe esserti utile seguire una breve terapia d’appoggio. se avessi la fortuna di trovare il professionista giusto per te, l’aiuto che te ne potrebbe derivare ti sarebbe di certo di grande supporto.
su un forum è molto difficile trovare amici che restino tali anche nella vita reale. la comprensione e la condivisione qui sono temporanei, volti a dare un parere o a suggerire la soluzione che a chi legge appare migliore. nel tuo caso, temo che questo non possa bastare e che tu abbia bisogno di un percorso più profondo, da fare innanzitutto con te stesso e soprattutto da seguire in modo più continuativo.
non ti perdere d’animo e cerca la strada più adatta a te per poter superare almeno la maggior parte delle tue difficoltà.
Ciao Rossana. Inanzitutto grazie per avermi scritto e per le belle parole spese. Scrissi per la prima volta su questo sito che avevo la varicella che mi costrinse a stare a casa per 3 mesi di fila. Allora non avevo più amici (quindi nessuno che mi chiedesse “come stai?”,”come va?” e cose simili durante la mia convalescenza). La varicella mi constrinse,tra le tante cose,a sospendere una terapia psicologica che porto avanti da 4 anni sino a oggi. Me la posso permettere per tirata di capelli visto che tra le tante mie frustazioni sono senza lavoro,i soldi me li passano i miei a cui ho nascosto per 2 anni questa mia decisione di andare da una psicologa perchè ero certo,e ne ho avuto la prova,non avrebbero sopportato il peso di un ulteriore fallimento nella loro vita. Nonostante io abbia avuto dei giovamenti in questa terapia tutto è come voler riempire un oceano con un secchiello. La mia povera terapista (a cui voglio un bene che non può immaginare) è troppo sola nel recuperare una persona ridotta a polvere come me. Il guaio è che io dovevo andare in terapia molto ma molto prima,quando ogni danno poteva essere riparato. Ora penso sia tardi.
Per il fatto delle amicizie perse è che oggi io ho represso ogni mio sentimento positivo:amore e amicizia. Chi amo se non ho nemmeno amiche donne? a chi voglio bene se sono senza amici?. Gli unici sentimenti che provo sono odio e rabbia che “diluisco” nell’indifferenza. Indifferenza con cui affronto ogni giorno della mia vita,sapendo che sono solo in qualsiasi cosa e allora dovrò stare attento a ogni “minaccia” o cambiamento improvviso che possa destabilizzare le mie certezze e la mia stabilità precaria. Ovvio la vita non è solo guai e dolore ma credimi,intorno a me,ci sono soltanto queste 2 cose con me in mezzo a cercare un senso a tutto questo.
ciao Natone,
mi fa piacere sapere che per qualche anno ti sei fatto aiutare da una psicologa. purtroppo, a mio avviso, lei ti può indirizzare, se è brava nel suo lavoro, ma chi deve fare lo sforzo maggiore sei tu. devi voler procedere in avanti, verso l’equilibrio, anche a piccoli passi, e non scoraggiarti se, a volte, dopo 3 passi in avanti ti può succedere di doverne fare una decina all’indietro.
se fossi in te, non penserei al momento ad avere amici o amiche ma piuttosto ad esercitarmi a star bene con me stesso, senza nemmeno troppo preoccuparmi di dare o meno gratificazioni ai miei genitori.
ti suggerisco alcuni orientamenti di base, terra a terra, sperando ti possano servire almeno un poco:
1) stabilisci una routine giornaliera, fatta di piccole azioni quotidiane ripetitive, da assolvere più o meno a ore fisse, in modo da trovare in esse un briciolo di stabilità pratica;
2) prova a trarre soddisfazione dalle piccole cose salutari che puoi facilmente trovare, come ad esempio un buon caffè in un bar elegante, un pezzetto di pizza o di dolce, di tanto in tanto, ma non mandando giù come se fossero bevanda o cibo scontati ma assaporandoli e pensando alla fortuna che hai di poterli avere quasi sempre a portata di mano. io provo piacere nell’esaminare in ogni stagione fiori o piante sul solito percorso, notandone i cambiamenti a seconda dei momenti: aiuole fiorite dai diversi colori o rami nudi in inverno; goccioline di pioggia che brillano al sole; l’azzurro del cielo a primavera o le nebbie umide in autunno… per me significa sentirmi viva e percepire la vita all’intorno, vita che non aggredisce ma accarezza…
3) impara a riflettere su di te, sul tuo passato e ad elaborare a poco a poco i vissuti più dolorosi vivisezionandoli. cerca di capire quanto avevi torto tu, quanto hanno sbagliato i tuoi genitori e perchè, quanto invece e perchè gli altri si sono accaniti su di te. fa male, lo so, ma finchè si nasconde il dolore sotto il tappeto non se ne viene fuori. bisogna purtroppo viverlo e riviverlo, parlarne magari qui in modo e con sfaccettature diversi, come credo tu già faccia, ma soprattutto scriverne su un quaderno per te, per poter rileggere e magari modificare. a poco a poco ti dovrebbe coinvolgere sempre meno e dovresti potertelo lasciare alle spalle.
4) se già non ce l’hai, cercati un passatempo di tuo gusto: che so, una collezione, una partita di calcio, al limite anche un puzzle. tutto può andar bene purchè ti piaccia e tu lo possa gustare come un piccolo premio, che ti arrechi soddisfazione e serenità. non è necessario che sia costoso, basta che possa essere per te una piacevole evasione da altre cose più impegnative.
al momento non saprei cosa altro aggiungere. il mondo delle collezioni offre la possibilità di farsi “amici di superfice”, o meglio compagni con cui si condivide il solo interesse in comune. rappresenterebbe un buon inizio per avere relazioni “leggere”, dove l’interscambio avviene senza problemi, alla pari.
segue…
segue messaggio per Natone
perchè scrivi che i tuoi genitori “non avrebbero sopportato il peso di un ulteriore fallimento nella loro vita.”?
loro dovrebbero poterti sostenere e non contribuire a renderti tutto più difficile.
quanto poi al “troppo tardi” per la terapia, non è mai troppo tardi per “volersi bene e cercare di migliorare la propria esistenza”, in qualsiasi modo si possa provare a farlo. tu, poi, devi essere molto giovane!
secondo me, quello che conta è volere davvero voltar pagina e sforzarsi nell’intento. domina la tua mente, se puoi. non permetterle di continuare a farti del male. convincila che il passato è passato e che adesso tu desideri essere sereno, al riparo da quanto ti ha ferito, che ora potresti fronteggiare molto meglio di un tempo.
il cuore è quasi sempre sincero; la mente no: ha bisogno di un padrone, e il suo padrone sei tu, con quello che desideri e a cui aspiri. se non la metti di brutto sulla giusta strada, la tua mente continuerà a ostacolarti il cammino.
in definitiva ognuno è quello che vuole essere, quello che la sua mente lo porta a diventare.
spero di essermi spiegata e ti auguro buon lavoro!
Cara Rossana,grazie ancora per le tue parole. Mi spiace “deluderti” (lo metto tra virgolette perchè ti devo deludere ma positivamente). Io dal settembre del 2009,mese e anno in cui dopo quasi 10 anni rimasi solo e senza amici,invece di piangermi addosso decisi di “ricominciare da me”. Iniziai a uscire da solo,a andare allo stadio da solo,a farmi lunghe passeggiate sempre da solo. Cose che prima facevo con delle gente ma che poi ho ripetuto con la mia forza e il mio coraggio per conto mio. Ho alternato alti e bassi visto che tante volte mi sono sentito solo e disperso e la voglia di “mollare” e rinchiudermi in casa era tanta. Ma oggi anche nella solitudine ho trovato una stabilità tranquilla anche,come dici tu,in tanti piccoli gesti quotidiani e non che ripeto per colmare le mie giornate e i miei vuoti. Ne sono felice perchè ho messo del colore dove gli altri hanno messo del nero. Solo che questa stabilità è discretamente fragile,basta un po per sfasciarla e tanta per recuperarla.
Poi ho anche passioni come la musica e la foto e la solitudine mi permette di dare solo a me le emozioni che esse danno. Compongo con i suoni e catturo con le foto quel che di bello il mondo ci riserva.
Per i miei conti col passato,cara Rossana,io onestamente penso che ho pagato i miei conti e scontato la mia condanna solo soffro che chi ha sbagliato con me non ha avuto minimo risentimento e rimorso. Sappi che non cerco più vendette ma chiarimenti e scuse da dare e ricevere.
Per me al momento è molto difficile dare ascolto al cuore poichè è ancora inquinato e vuole andare per conto suo nel male che ho intorno a me,la mente mi aiuta a non sbagliare ma giuro che una volta che avrò (spero) quella pace in me e intorno a me lo libererò (il cuore) da ogni catena che gli ho messo. Ma credimi per ora per me è difficile farlo.
Natone,
credo di poterti capire e mi fa piacere che tu già abbia raggiunto un tuo equilibrio all’interno della casa, anche se fragile. si tratta ora di spostarlo pian piano all’esterno, perchè nessuno verrà a cercarti ma devi essere tu a rimetterti in gioco.
bellissimi i tuoi hobby: dovrebbero farti sentire ricco e ti auguro di cuore che un giorno tu possa condividere questa ricchezza con persone a te affini.
forse dovresti cercarle nei luoghi frequentati da chi ha le tue stesse passioni (un corso di fotografia, per esempio) o unendoti nella stagione estiva a un gruppo che ami la montagna e che effettui gite collettive. gente tranquilla, che cerca serenità…
quanto a “chiarimenti e scuse”, mi sembra preferibile che tu metta una pietra sopra al passato, che è passato. tu hai sofferto e sei cresciuto nel bene della tua indole. anche gli altri sono cresciuti ma dubito che siano migliorati. potresti trovare ancora dolore nel sentire le loro negazioni o le loro irrisioni.
a mio avviso, potresti affrontarli solo da un punto di forza, fisico o legale. il fisico dovrebbe prevedere che tu sia affiancato da amici, decisi a sostenerti; il legale è perso, proprio perchè questo tipo di reati cade in prescrizione, nè un’eventuale legge sarebbe facilmente applicabile a dei ragazzini… la legislazione è carente in questo contesto e lascia i responsabili impuniti.
guarda avanti più che puoi, cercati libri che ti aiutino a razionalizzare e ad accantonare. lasciati alle spalle il dolore e cerca di consolidare la tua autonomia interiore. il resto verrà da sè, se non ti ostini a restare chiuso in casa.
un abbraccio.
Io ho praticato boxe per 11 anni poi jkd,krav maga,silat,kali,perchè visto che sei più giovane di me,potresti praticare un pò di sport violenti.Considerato che a me mi hanno quasi ucciso quei luridi,una volta soffocato,una volta spenzolato dalla finestra.Io voglio tentare il JIU-JITSU GIAPPONESE E JUDO poi bò forse di nuovo il KRAV MAGA o il ninjitsu ma non avete vogliare di spaccare tutto?A volte secondo me entrare in una palestra e combattere fa bene,i bulli rifuggono come nebbia al sole quando incontrano uno ke fa arti marziali di brutto.Hai mai pensato Natone di dover aiutare qualcuno da un aggressione,un giorno forse dovrai aiutare qualcuno in un modo o nell’altro da questi sciacalli,nella vita niente è per caso.Hai 30 anni,bene passate le ferie entri in una palestra e cominci a fare a botte a tutto spiano,calci,pugni,gomitate.Che aspetti non puoi continuare a farti commiserare ed a sentirti colpevole,sei una brava persona caduta in trappola da quella banda di sciacalli,ma devi ricominciare,io ho superato il PTSD.Dai retta a me fai 30 anni di arti marziali.ciao saluti Buon anno a te ed a tutti.Addio
Ottimo suggerimento, David. una capacità di difendersi (e di difendere) superiore alla media può di certo aiutare a sentirsi più sicuri e a sconfiggere l’eventuale paura che spesso permane in questi casi.
se la natura intima di Natone glielo consente, farà bene a seguire il tuo consiglio. l’importante è sforzarsi di andare avanti e di evitare di ripensare al passato.
buon 2013 a tutti!
Ciao a tutti.
X David: io faccio palestra da anni e pur potendo trovare sdegno da parte di qualcun di voi ci sono delle persone (di cui una recentissima) a cui vorrei dare una lezione fisica,perchè il male non capisci cos’è sino a quando lo ricevi. Credimi:ci penserò su per il corso di autodifesa. Grazie e Ciao
X Rossana: ti ringrazio ancora per i tuoi consigli sempre veritieri e preziosi. In effetti entrare in qualche associazione e gruppo per condividere passioni e stare insieme e una cosa a cui pensavo da tempo.
Buon anno anche a voi!
Si,ma vedi Natone,il mio discorso è tentato dalla rabbia di quegli anni e,forse il mio consiglio inappropriato.Oggi nella società ti fanno soffrire(quando vogliono proprio)con altri mezzi…tipo mobbing.Difficilmente qualcuno alza le mani e se lo fa,anche se ha ragione passa dalla parte del torto e rischia grosso da parte di questa LEGGE UGUALE PER TUTTI.Allora sarebbe una bella cosa come praticare un JIU JITSU giapponese o braziliano,che ti dia entusiasmo senza pensare che ti può servire per autodifesa,prova in WING CHUN che è fortissimo se le cadute non sono il tuo forte.La tua tragica esperienza la porterai con te,magari riuscendo a pensarci il meno possibile,ma ci sarà,perchè fa parte di te,così come i miei incubi,le mie paure,la mia sofferenza solitaria.Però ti posso assicurare che praticando al meglio una o due arti marziali ti sentirai rilassato,più tranquillo,come se avessi accettato questo dramma del passato…e poi potrai aiutare qualcuno,uno sport combattivo è il judo,molto sport e poca autodifesa,però un grande sport nel vero senso della parola.Ciao buona fortuna e buon anno a tutti
Tanti bravi ragazzi continuano a morire nel Vietnam del “bullismo”.Ieri,oggi,domani…Non è ora che qualche bastardo finisca in riformatorio?Oppure sono dei ragazzi un pò “impulsivi”o “esuberanti”come venivano definiti quelli che mi hanno rovinato la vita a quei tempi?Sarà sempre peggio perchè i bulli sanno di avere la strada libera,a volte continuano a sbeffeggiare i poveretti anche dopo morti.
David,
hai perfettamente ragione, in tutto e per tutto.
secondo me, in questo caso come nel caso del cosiddetto “femminicidio”, le nostre leggi sono arretrate e/o carenti, e i nostri politici, anzichè promuovere l’aggiornamento della legislazione in merito, pensano, purtroppo, a tutt’altro, più utile e più interessante unicamemente per loro…
recente è pure la pubblica vergogna del nostro povero Paese per quanto riguarda i trattamenti disumani a cui sono sottoposti i carcerati.
è tutto molto triste e molto grave ma sembra proprio che non ci siano grandi possibilità immediate di rimediare…