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Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto

di maria grazia

Riferimento alla lettera: Carissimi lettori,eccomi qui a scrivere un' altra lettera "a tema", su un argomento molto sentito, almeno da quel che emerge in questo forum. e cioè la questione - tutta al femminile - sul riappropriarsi della propria dignità, libertà e autoaffermazione dopo che per tanto, troppo tempo, si è state soffocate...
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Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2016

L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.

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Categorie: - Attualità

45 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    maria grazia -

    “A volte mi chiedo se il figlio non sia una scusa per stare a casa…”

    queste sono valutazioni che ognuno farà per sè. magari per alcune donne sarà così, forse mia cognata è una di queste. e del resto io sono contraria al matrimonio e a qualsiasi altra forma che vincoli materialmente un uomo ad una qualunque donna, e viceversa. ma vedi, il punto non è questo. il punto è che si deve dare A TUTTE LE DONNE, indistintamente, la possibilità di realizzarsi nel lavoro pur volendo una famiglia. se poi alcune di queste donne non sono meritevoli e si giocano male le loro carte, ne pagheranno le conseguenze negli anni a venire. un pò come è successo a mia madre, che ha puntato tutto sul matrimonio ( provenendo da una cultura arcaica e patriarcale ) e non ha provveduto a crearsi le basi per una sua autonomia. Ora si lamenta in continuazione di queste sue passate scelte e ne riconosce l’ assurdità. ma resta il fatto che non è giusto che altre donne, quelle più meritevoli, o più sveglie, o più di buona volontà, o semplicemente più favorite da un diverso background e da un diverso temperamento, debbano pagare per la superficialità, l’ ignoranza ( intesa come NON SAPERE LE COSE ) e/o la negligenza di alcune. sarebbe come impedire A TUTTI gli uomini di avere dei diritti sul lavoro solo perchè al mondo esistono anche gli sfaccendati. un discorso un pò assurdo, non credi ?

  • 27
    Anna -

    Scelta difficile comunque. Io penso, ma potrei sbagliarmi, che stando tante ore lontana dai figli non hai la possibilità di educarli secondo i tuoi valori. Questo ruolo viene svolto dalla maestra dell’asilo. Il che forse è un bene in certi casi.
    La donna é meglio che lavori. Di questi tempi!

  • 28
    rossana -

    Yngvi,
    concordo con il tuo punto di vista: oggi la scelta “lavoro o famiglia”, più di ieri, è soggettiva, sia per gli uomini che per le donne.

    se le possibilità di carriera sono più promettenti per uno dei due, sarà quello il partner da supportare, prendendosi maggior carico delle incombenze a carattere famigliare, in una concordata suddivisione dei compiti. l’ideale potrebbe però verificarsi quando nessuno dei due è troppo attratto dal successo lavorativo ed entrambi contribuiscono sia al mantenimento economico che alla cura dei figli.

    difficile, per entrambi i sessi, ottenere risultati ottimali sui due fronti. preferibile che anche la donna abbia un reddito, di modo da essere sempre autonoma in tutte le sue scelte. ma… per ottenere un qualsiasi posto di lavoro occorrono più requisiti, non ultimi conoscenze ed esperienze, che si devono raggiungere a poco a poco, nei tempi giusti… se ci sono, bene o male, ci si può sempre riciclare; altrimenti, la partita è persa in qualsiasi momento si possa perdere l’impiego…

    resta purtroppo ancora vero che in Italia, a parità di competenze le donne percepiscono un compenso di circa il 30% in meno degli uomini, cosa che permane profondamente ingiusta, e che il supporto alla maternità, visti i costi esorbitanti degli asili nido, è pressoché nullo, oltre che essere, forse volutamente, disincentivante.

  • 29
    yngvi -

    @Mariagrazia…ti potrei dare ragione, solo una cosa…non so dove vivi, io abito nel nordest e credimi, ne conosco ben poche di donne che non lavorano…lavorano tutte, forse adesso c’è un po’ di crisi e qualcuna, come qualcuno rimane a casa…quindi non vedo le donne non favorite per colpa di altre sfaccendate. certo che, oggi, è sicuramnete più difficile trovare un lavoro. ma questo vale anche per me.

  • 30
    maria grazia -

    Yngvi
    con tutto il rispetto.. ma tu continui a parlare di cose tanto valide per te quanto ALEATORIE e non inerenti al TEMA TRATTATO. qui si discuteva infatti di diritti delle donne ( legislativamente e culturalmente ancora in gran parte negati ) e non della tua vicina o della tua conoscente che “grazie a Dio lavorano”. ecchissenefrega! scusa l’ espressione… resta il fatto che rimangono tante altre donne a cui questa opportunità viene negata senza validi motivi, tante ingiustizie irrisolte. e su questa cosa, a mio modesto avviso, bisogna rifletterci e cercare di porvi rimedio. rossana ha colto perfettamente il punto in questo passo:
    “resta purtroppo ancora vero che in Italia, a parità di competenze le donne percepiscono un compenso di circa il 30% in meno degli uomini, cosa che permane profondamente ingiusta, e che il supporto alla maternità, visti i costi esorbitanti degli asili nido, è pressoché nullo, oltre che essere, forse volutamente, disincentivante.”
    penso che i nostri politici e i nostri amministratori pubblici, invece di continuare a espandere il debito del paese insensatamente e a gonfiare in maniera scellerata gli stipendi e i vitalizi della propria categoria, potrebbero cominciare ad attivarsi CONCRETAMENTE per rendere le condizioni dei cittadini ( che includono anche le donne lavoratrici ) meno penose e più degne di un paese che si proclama civile. Tra l’ altro mi risulta che nella zona territoriale che hai citato sempre più imprenditori si suicidano perchè impossibilitati a pagare i debiti, a mandare avanti la propria azienda e a mantenere la propria famiglia. figurarsi assumere nuovo personale! maschile o femminile che sia.. certamente però quando c’è una crisi come quella attuale, le donne che cercano un lavoro sono le prime a farne le spese.
    comunque vivo in Nord Italia ( almeno per il momento.. ).

  • 31
    Sofia -

    Yngvi ( non potevi metterti un nick più facile miseria! Il mio CEL ci ha messo mezz’ora perché non me lo prendeva!!)
    Cmq…ti do perfettamente ragione su tutto ciò che hai detto fin ora! Anche te Rossana in questo ultimo commento hai detto cose giuste! …
    Ho lavorato per due anni in asilo nido..e spesse volte vedevo al mattino cioè sempre già alle 7 vedevo correre e portare di corsa questi bambini…a volte me li lasciavano direttamente in braccia e in due secondi mi giravo un attimo e i genitori erano già spariti!
    E poi alla sera molti facevano il tempo extra fino alle 19.00…e io ho lavorato con bimbi dai 3 mesi ai 3 anni pensa…a com’erano piccoli…eravamo noi educatrici le loro mamme! Non quelle vere…che a volte non riuscivano nemmeno a venirli a prendere…e mandavano o il marito o i nonni o le amiche…poi si arriva di corsa a casa dal lavoro si fa alla veloce cena e si sta a malapena un ora con il proprio figlio e poi lo si mette a letto…
    Nella vita si fa solo QUELLO CHE SI PUÒ MAI QUELLO CHE SI VORREBBE…MAI! E LE UNICHE SCELTE CHE ABBIAMO SONO DA SCEGLIERE TRA IL MALE E IL PEGGIO…c’è sempre una scelta e un sacrificio…sempre!
    Questa è la dura legge della vita e società bastarda di oggi…e di quel schifoso che ha deciso di introdurre l’euro!

    L’euro…questa maledetta trovata…ha dato la rovina totale di famiglie e famiglie… La rovina totale dell’Italia…
    Tutto è raddoppiato…tutto costa il triplo! La vita di oggi è impossibile…ed è un inferno e un alternarsi di sacrifici uno dietro l’altro…

    A volte quando facevo la baby sitter tutto il giorno vedevo nel viso delle madri la tristezza quando i bambini ….pur loro essendo arrivate a casa da un po…continuavano a voler giocare o stare in braccio a me….

    Capivo il loro dolore….
    Ma sapevo che per la vita bastarda e società bastarda che c’è ora è impensabile avere un solo stipendio per una famiglia media di moglie marito con due o tre figli..
    Ciao..

  • 32
    J.J Bad -

    Tutte s**onzate.
    Tutti problemi che ci creiamo nella nostra testa bacata di persone ormai presuntuose e che hanno dimenticato cosa sia l’umiltà, la semplicitò.
    L’unica REALE analisi della situazione è che questa società consumistica e fatta di apparenze e status sta facendoci dimenticare che la SEMPLICITA’ è la cosa più importante.
    Sempre.
    Tutto il resto sono seghe mentali della nostra società malata.

  • 33
    maria grazia -

    J.J Bad
    credo che tu abbia frainteso tutto il nostro discorso. qui non si stava parlando di fissarsi sulla conquista di cose materiali e futili, ma sulla necessità di difendere orgogliosamente la propria dignità, i propri spazi e le proprie esigenze. Una cosa a cui TUTTI abbiamo diritto. uomini E DONNE.
    e in quanto a vivere in estrema semplicità, nessuno ha niente da insegnarmi, STANNE CERTO!

  • 34
    CC. -

    E’triste il fatto che l’autrice definisce queste ragazze “cattive ragazze” e chiaro che è sempre stata immersa nel maschilismo e ancora qualche rimasuglio lo ha. Per me essere cattive ragazze e proprio ciò che dici inizialmente io direi che questo è essere ragazze sveglie e se i maschilisti non approvano chi se ne frega no? Non abbiamo bisogno di uomini così ne tanto meno definirsi cattive ragazze solo perché ci si riappropria della propria dignità e autonomia. Questo significa svegliarsi non essere cattive.

  • 35
    maria grazia -

    CC.
    infatti era esattamente questo il senso. anch’ io penso che il termine usato dall’ autrice sia fuorviante, ma non perchè sia l’ autrice in errore, ma perchè siamo tutti noi, culturalmente, ancora molto indietro e quindi passibili di travisare le cose.

  • 36
    Diego -

    Ti faccio tanti auguri Maria Grazia, spero che le donne realizzino tutto quello che tu sostieni, senza mai perdere femminilità.
    Personalmente sono sempre stato lontano dalle contrapposizioni, ma credo invece molto nella complementarità, per questo non ho mai alzato le pretese e non mi sono mai trincerato dentro sarcofaghi di opulenza o appartenenza di gruppo, sono povero, solo e me stesso, e se per questo le donne mi evitano non me ne dolgo, anzi fanno molto bene. Ciao.

  • 37
    maria grazia -

    Diego, ti ringrazio per i tuoi gentilissimi auguri. tutto quello che posso dire, è che sono decisa più che mai a realizzare i miei obiettivi e stavolta combatterò fino in fondo contro chi cerca di ostacolarmi e di crearmi dei problemi, fosse l’ ultima cosa che faccio! con questo, non disprezzo chi non la pensa come me, o chi a differenza di me non ha ambizioni o non sente il desiderio di cambiare.
    un caro saluto.

  • 38
    Diego -

    Ricambio il caro saluto, ma ti chiedo: Cosa è per te “felicità”?
    Capisco che vorresti raggiungerla perchè ti manca e mi piacerebbe sapere come la intendi.

  • 39
    maria grazia -

    Diego, ti sbagli. SONO felice, più di quanto non lo sia mai stata! e ti dirò che questo è difficile da accettare per le persone che in questo momento mi sono vicine, e che NON SARANNO MAI IN GRADO DI ESSERE FELICI così come lo sono io. Mia madre vorrebbe che io condividessi con lei le sue inquietudini, le sue angoscie e il suo stato di perenne frustrazione. ma io non posso, e non per “egoismo”, ma perchè ora mi trovo “su un altro piano”. certo, io per “felicità” non intendo quello che intendono la maggior parte delle persone: soldi, lusso, bei ragazzi, bei vestiti, belle macchine. per me FELICITA’ vuol dire LIBERTA’, sopratutto MENTALE. consapevolezza interiore, serenità, la rinuncia ad ogni ansia e ogni pressione esterna, ad ogni desiderio inutile. il sapere che nessuno avrà più il potere di condizionarmi, di farmi pressioni o di farmi sentire inadeguata: che sia un partner, un genitore, un conoscente, ecc…
    in passato mi sono adattata a molte situazioni e ho assecondato – per quieto vivere – comportamenti altrui che non avrei dovuto assecondare, specie in ambito familiare. ecco, questo non sono più disposta a farlo nel momento in cui questi comportamenti vanno a toccare la mia sfera esistenziale e personale, così come non sono più disposta a rinunciare facilmente a un obiettivo pratico ( ad esempio la realizzazione lavorativa ) senza lottare fino in fondo. ma si tratta più che altro di scelte soggettive volte a riconquistare un ruolo sociale che legittimamente mi spetta. sopratutto per capacità e per meriti. ma è chiaro che la mia serenità interiore e la mia tranquillità non dipendono da una realizzazione lavorativa o da un successo economico.

    tu invece Diego, sei felice ?

  • 40
    Diego -

    Molto bene Maria Grazia, mi fa piacere che sei fuori dalla sfera d’influenza negativa degli esseri umani, sai, a loro piace tanto intrigarsi la vita con problemi, patemi e complessi di ogni sorta, ma soprattutto piace spartirli con i parenti stretti, i partners e gli amici, davvero un bel modo di avvelenarsi reciprocamente, e guai se non bevi dal loro santo graal quel veleno spiritico che uccide.
    Devi essere davvero coraggiosa, è un decollo in candela da solista, degno dei migliori piloti dell’anima. Per la verità pochissimi.

  • 41
    Yngvi -

    @MARIAGRAZIA: CON IL TUO COMMENTO 39 hai descritto praticamente la mia vita e tutto quello che ho passato…pari…pari…

  • 42
    maria grazia -

    Yngvi, secondo me alla fin fine uomini e donne cercano in fondo le stesse cose, vivono gli stessi problemi e gli stessi disagi, così come le stesse speranze. ma una certa cultura, ancora molto imperante, ci ha messi l’ uno contro l’ altro in una sorta di perenne battaglia di pirro ( anzi, di PIRLO ) che non porta a nulla se non ad una sempre più marcata incomprensione, a danno di ENTRAMBE le parti. se invece riuscissimo tutti a capire che molto spesso ci complichiamo la vita inutilmente – come dice Diego – perchè siamo TUTTI manipolati da qualcosa di oscuro, di potente e invisibile ( i modelli imperanti, le convenzioni, l’ ignoranza e la mancanza di consapevolezza ), ne riusciremmo finalmente a venire a capo.
    A volte la mia vita da persona “anziana” me la immagino molto “rurale”, in estrema semplicità, circondata solo di quel tanto che basta per vivere dignitosamente, e immersa nella pace della natura. niente mostri immaginari, nè sovrastrutture, nè stupide ostinazioni frutto solo delle convinzioni distorte che ci hanno inculcato negli ultimi due/tre secoli.

    “Devi essere davvero coraggiosa, è un decollo in candela da solista, degno dei migliori piloti dell’anima. Per la verità pochissimi.”

    Diego, bellissima frase. Grazie di avermela dedicata! del resto credo che anche tu sappia cosa significhi essere “ricercatori” che lavorano su se stessi.

  • 43
    Diego -

    Maria Grazia, ad ognuno i suoi meriti, semplice constatazione la mia.

    Mah, veramente ricerco Anime viventi, davvero poche sulla Terra ormai, infatti la maggioranza si è trasformata in zombie, incapaci di vedere il vero Mondo e perfino di immaginarlo…

    Tutti sono alla ricerca del successo. 🙂

  • 44
    maria grazia -

    cercare il successo di per sè non è un male. ma lo diventa se lo si cerca per un motivo sbagliato, ad esempio ottenere l’ ammirazione e l’ approvazione degli altri. Le persone non sono più in grado di mettersi in sintonia con se stesse, di essere LIBERE, di non lasciarsi fuorviare dai modelli che ci vengono propinati a scopo politico o consumistico. Non sono più in grado di agire nel rispetto di se stesse e degli altri. Sono continuamente pressate dall’ esterno, sono incapaci di reagire e di anteporre il proprio benessere interiore di fronte alle assurde aspettative di coloro che gli stanno vicino. ecco perchè succedono tutti i disastri che vediamo.
    secondo te chi sarà più felice ? l’ uomo che sceglie di stare accanto alla donna che ama a dispetto di quello che dice di lei il “resto del mondo”, o quello che – per obbedire a una CONVENZIONE – rinuncia al VERO amore e si adatta alle logiche del quieto vivere e ai giudizi del paesello ?
    e questo è solo uno dei MILIONI di esempi che potrei fare riguardo quelle coercizioni che rendono gli esseri umani SCHIAVI, e quindi infelici.

    e comunque il mondo del lavoro ( perlomeno quello italiano ) non funziona per meriti. questo è poco ma sicuro!

  • 45
    Diego -

    Vuoi che risponda? 🙂

    L’uomo più felice è quello che non insegue le donne indaffarate.

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