Bisogno di leggerezza
Un pensiero fluttuante.
Mi sento consapevole e più forte,sento di poter affrontare la tempesta, non so però come ne uscirò.
E più che altro mi sento vecchia. “Non hai le rughe, non hai i capelli bianchi” mi ha detto una bambina. “Quindi non sei vecchia” ha concluso con tono saccente. Io, dopo averla ringraziata con uno sgangherato sorriso, ho puntato gli occhi verso me stessa, scrutandomi a fondo. Ebbene, rughe effettive non ce ne sono, non considerando i solchetti ai lati della bocca, ma quelli sono dovuti al fatto che sorrido troppo, capelli bianchi nemmeno uno… eppure…
Eppure ho un disperato bisogno di leggerezza. Una leggerezza che non ho mai conosciuto e che sento scivolarmi tra le mani come la sabbia bianca della clessidra.
Cosa succede, dunque? Voglio andare avanti ma sono ancora qui… malinconica e grigia come il fumo di un comignolo a Londra. Certo che i toni scuri, se si tratta di me, calzano sempre a pennello. Maledetti.
Vorrei imboccare altre strade, scoprire altri sentieri, fidarmi… ma sono caduta e adesso ho paura di cadere di nuovo.
Come si può correre felici in direzioni sconosciute se si continua a guardarsi alle spalle?
Come mai rimaniamo bloccati nel dolore, a contorcersi tra gli spasmi, quando sarebbe razionalmente più facile voltare pagina? Mi domando, ma sarà sempre così, o anche peggio? No, perchè, in caso mi diciate, dall’alto delle vostre esperienze, che più in là si va con gli anni e più malinconici e disincantati si diventa… potrei anche pensare di farmi ibernare.
L’amara realtà è che ho una tremenda sete di vita; non posso permettermi rimpianti o rimorsi, non posso ancora rallentare…
E voi? Avete rallentato?
Buona Notte…
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Categorie: - Me stesso
15 commenti
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parlo di me…e di tanto altri che conosco.
man mano che avanzi, che cadi, che ti fanno cadere, che crei difese contro il male, contro il dolore, ti allontani dall’incanto e dalla freschezza. questo si.
a 30nni posso dirti che la freschezza dei 20 non la riavrò mai più, rughe o non rughe.
Vedrai, più passare il tempo e più ti senterai giovane..
a me è successo questo, ma è qualcosa che ti deve venire da dentro..
altrimenti è davvero finita!!
Ciao. Vorrei esprimerti le mie impressioni partendo da una notizia che ho appreso in mattinata e che mi è dispiaciuta moltissimo: è scomparso Raimondo Vianello. A maggio avrebbe fatto 88 anni e mi sembra superfluo dire che è stato un’icona italiana di simpatia e cordialità.
Perchè ti parlo di lui? Perchè lui mi dava una grande sensazione di leggerezza. Malgrado l’età e malgrado l’avessi conosciuto bene sul finire della carriera (sono nato all’inizio degli anni ’80), ho sempre visto in lui un uomo semplice, simpatico, amante dello sport fino alla fine, un personaggio “mai vecchio” sotto certi aspetti, forse per via della sua classe e del suo stile molto british, forse perchè ha sempre ironizzato sulla moglie e sui suoi gusti femminili.
Sai che penso? Lui era così perchè quando si guardava, non la pensava come te. La vita è un insieme di situazioni, alcune piacevoli, altre meno, sta a noi e alla nostra mentalità affrontarle al meglio e trarre il meglio da ogni occasione. Poi dobbiamo accettare una cosa: il tempo passa, si invecchia, si cresce, si cambia. Sta a noi decidere di goderci il presente, avere stima per il futuro in modo da avere sempre un passato piacevole da ricordare. Sognare, mai smettere di sognare, chi non sogna non ha motivo di vivere.
Pensa cosa vuoi veramente. Magari ti manca solo qualcosa che ti accenda un po’ di passione, non saprei, qualcosa che ti piace fare, qualcosa che ti ispira, magari musica o sport, stare con qualcuno di piacevole che ti ridia un po’ di fiducia e autostima, magari persino un nuovo amore ti farebbe bene. Sei tu a stabilire cosa ti manca davvero e stai tranquilla che magari prima o poi verrà da sè.
Invecchiare è inevitabile, l’importante è invecchiare bene, tenersi un po’ ma senza esagerare. Per dirti, io ho 28 anni ma a scapito delle graziose e fresce ragazzine di 20 anni certe volte preferisco quelle over 30, con la loro maturità ed intelligenza le trovo maledettamente attraenti.
In bocca al lupo.
caro navon,
a 30 anni non hai più la freschezza di quando ne avevi 20??
io ne ho 32, ma solo sulla carta d’identità, la giovinezza la devi sentire dentro
nonostante tutto quello che ti dicono..
io ho 29 anni ma piu passa il tempo e piu mi sento malinconico,disincantato e deluso.
Non sono vecchio,questo non lo credo, ho il mio lavoro, faccio tanto sport, ho amici,esco ,bevo , mangio, parto spesso per vedere il mondo nei miei giorni di vacanza, xo’ non sono piu felice come una volta…troppe persone ,troppe donne mi hanno fatto del male e ora sono stanco, penso al mio passato, alle occasioni perse, a quello che poteva essere e non e’ stato e mi prende un profondo senso di malinconia…
Ciao Mo, molto intrigante la tua lettera, mi ha colpito in qualche cosa
che sento anche mia…forse perché alla mia età nessuno si permette di dirmi che ho i capelli bianchi.
Forse perché non mi piace molto il mondo di oggi, certo perché ho vissuto gli anni della giovinezza in
un modo che oggi sarebbe inconcepibile…molto povera di cose, ma ricca di ideali e sentimenti. La certezza
che il mondo non avrebbe potuto che migliorare…e il constatare il vuoto e lo smarrimento di tanti giovani.
Forse sognavamo troppo e oggi non si usa più… Non è la nostalgia della giovinezza, è il constatare che per
trovare un punto di riferimento, bisogna guardare al passato. Bello il pensiero di magirama su Raimondo Vianello.
E penso ai Manfredi, Sordi, Gasman, Totò, Tognazzi De Sica (il padre). Oggi esistono le brutte copie di questi personaggi.
Andare al cinema era un avvenimento…oggi è uno sfinimento.
Mi alzo spesso all’alba, e vado in una collinetta a due passi da casa mia, é sempre lo spettacolo più bello del mondo!
molto bella anche la tua toroseduto…belle teste,belle anime…è bello leggervi…
Ciao Mo, ma quanti anni hai 99?
Scherzi a parte, capisco perfettamente quello che provi, a me è sempre successo nella vita, ma ad ogni periodo buio e riflessivo ne arrivava dopo uno splendido e pieno di emozioni.
Come hanno già detto altri amici nei post precedenti, parte tutto dalla nostra testa.
Conosci la storiella del calabrone?
“Scientificamente e tecnicamente il calabrone non potrebbe volere, perchè le sue ali non dovrebbero riuscire a reggere il suo peso e farlo volare. Ma lui questo non lo sa e quindi vola lo stesso.”
Io ho 44 anni e nonostante stia vivendo un matrimonio infelice da 14 anni, (che ho illustrato in un altro post) mi sento lo stesso spirito di quando avevo 16 anni, ma è qualcosa che va coltivato dentro di noi, dobbiamo crederci, perchè tanto non costa nulla.
Ti faccio un esempio. Io due anni fa ho messo a posto la mia Vespa 125 PX che avevo a 16 anni e che era in garage da 25.
Il giorno che ci sono risalito, mi sono infilato l’iPod e ho fatto 350 km da solo coi miei pensieri. Quando stavo tornando a casa mi sono reso conto che cantavo a squarciagola, ridevo e piangevo.
Mi sono dovuto fermare ad asciugarmi gli occhi e da quella sera ho ricominciato a fare cose abbandonate per chissà quali motivi come ricominciare ad uscire con i miei due amici per la pelle.
L’altra sera eravamo in un pub pieno di giovani, e a un certo punto ci siamo resi conto che stavamo ridendo come dei deficienti come abbiamo sempre fatto e che eravamo gli unici a ridere e a divertirsi solo sparando una marea di stron….te. Nel giro di qualche minuto abbiamo cominciato a cantare a voce alta, e dopo i primi momenti di imbarazzo da parte di tutti, si sono uniti a noi dei ragazzi di 20 anni a cantare Siamo Solo Noi di Vasco.
E’ stato bellissimo e ti dimostra che lo spirito non ha età.
Da come scrivi sei troppo intelligente per essere triste, vedrai che è solo un momento, vatti a fare un giro al mare da sola con un bel libro e tuffati in acqua senza pensare e ridi, ridi!!
Perchè il mondo deve essere considerato così brutto quando ci sono persone che descrivono le proprie senzazioni, guardano al mondo
con uno sguardo d’ amore, come si evince dalle parole di toroseduto?
Perchè lo sguardo dell’ uomo sul mondo deve essere uno sguardo innamorato, invaghito della bellezza di ciò che ci circonda!
Mi viene in mente ” L’insostenibile leggerezza dell’ essere” di Kundera, romanzo che mi è piaciuto davvero tanto..E’ vero a volte il peso della leggerezza è insostenibile,
perchè se non c’è sofferenza non c’è passione, non c’è amore viscerale, se non c’è sacrificio, non c’è dedizione..
Sono una persona molto pessimista in genere, ma quando mi alzo la mattina e vedo il cielo, quando vado in treno e vedo scorrere i paesaggi, quando visito le città e vedo di cosa è capace l’ uomo,
allora dico, che bella la vita, che bello l’ uomo, che bello il mondo!
bello leggervi tutti!
Ciao a tutti. Purtroppo questo senso di malinconia e di rammarico è un fattore comune, quasi inevitabile. Io penso però che la colpa non sia nostra, ma del mondo che ci circonda, un mondo ottuso e vuoto che ci guarda storto.
Non è solo fattore relativo all’età vera e propria, è qualcosa che ti prende, che ti invade, forse perchè ritengo ridicolo sentirsi vecchi a 30 anni, così come esagerato sentirsi vecchi anche a 50 o 60. La vecchiaia dev’essere un dono che si conquista vivendo, qualcosa di cui andar persino fieri, come diceva Einstein, “persino un vecchietto di 90 anni sorriderebbe davanti a uno specchio rotto sapendo che avrà ancora 7 anni di sfortuna davanti”.
Mi riferisco a tutti ma in particolare ad Alemar753 e a Toroseduto. Parlare di gente come Vianello, ma anche di Manfredi, Sordi e tutti gli altri, ci fa capire quanto ci mancheranno, perchè oggi il mondo non è come il loro, perchè non possono avere eredi oggi giorno, perchè c’è gente “di vertice” che con la scusa di migliorarci la vita ce l’ha incasinata, complessata, ci ha reso schiavi del superfluo solo per farci sopra degli interessi, delle lobby.
Da questo nasce la nostalgia per quei grandi artisti (perchè erano davvero artisti) e il ramamrico di sentirsi vecchi a 30 anni. Io di anni ne ho 28 ed è vero, dopo tante delusioni e tanto dispiacere si vive di cose piccole, si guarda al futuro con un’idea piatta, forse perchè quando ero ragazzino ho vissuto in primis la fase di decadenza, forse perchè oggi siamo in piena crisi.
Avere tutto e subito, vivere secondo degli standard, orientarsi solo al divertimento, dimenticare ogni valore e ogni principio, sono solo alcuni dei gravi mali che affliggono la società attuale. Quando hai tutto, non apprezzi niente, le piccole cose ti sembrano ridicole, vivi progettato per pensare in un certo modo e per avere determinate esigenze, impossibile sentirsi liberi in un ambiente così fatiscente e cupo.
Speriamo in tempi migliori, cari amici, speriamo davvero.
Il Tempo è troppo lento per chi soffre…Troppo breve per chi gioisce…Troppo lungo per chi aspetta…Per chi ama, non esiste.
Non è mia, e non ricordo dove l’ho letta. Ho voluto riportare e condividere questa frase in questa lettera, in effetti stiamo parlando del Tempo.
Ed è bello trovare in questa lettera dei post di persone di tutte le età. Sarebbe impossibile in qualsiasi altro luogo. Ho letto il libro che ha citato bauhas, e forse nella memoria è scattato qualcosa che ha in comune con la frase citata all’inizio.
Sono un divoratore di libri, la mia seconda passione da sempre, la prima è la Musica. Forse qualcuno lo ricorderà, anche se ogni tanto mi prendo delle pause da questo Forum, non sempre s’incontrano persone molto aperte al dialogo e al confronto fra le diverse vicissitudini.
Sembra di essere seduti intorno ad un caminetto, e raccontarsi i propri pensieri. Mi complimento con magirama, 28 anni e una maturità che incoraggia al confronto, al dialogo pacato e rispettoso. Dico questo perché molte volte ho abbandonato qualche discussione che sconfinava
nel cattivo gusto e si arrivava alla prevaricazione. Bello anche Geronimo, fratello di sangue e di Vespa 125! Anche se sono passato alla Harley 350 monocilindrica. Dicevo della musica, è stato il lavoro e lo studio di tutta la mia vita, non ancora concluso. Anche se ho preso le distanze da molte cose.
Oltre le parole, ci vorrebbe un sottofondo, ho in mente una musica ad hoc! Sopra di noi solo il cielo. E’ mia potete ascoltarla gratuitamente su questo link http://www.myspace.com/mariusmusica cliccate (se lo volete) e vi trovate sulla mia pagina, ci sono 10 brani, vi consiglio anche IN VOLO CON TE.
E’ una mia composizione mai commercializzata, la cosa più viscerale e personale in 30 anni di attività. La dedico a Mo, che mi ha dato un’idea per un prossimo brano. A presto, Ciao!
Oddio ragazzi così mi commuovo!!
Che bello tornare a casa la sera dopo una faticosa giornata e trovare tutte le vostre risposte!Leggo e rileggo ogni commento per poter esprimere al meglio quello che vorrei dirvi. Intanto grazie; detto con il cuore gonfio di gioia e gli occhi lucidi.
Oggi ho sorriso molto.Lo faccio sempre,ma da come avrete capito è un periodo cupo.Oggi il cielo era terso e di un azzurro davvero sorprendente;bambini allegri in giro,gite,volti felici.
Ho lavorato fino alle 5,all’aria aperta.Prendendo il solito autobus per tornare a casa ho incontrato la solita signora solitaria,colpita da un brutto Parkinson,che faceva i suoi soliti 3 o 4 giri consecutivi.
Chiede sempre se qualcuno ha delle caramelle,per la gola secca.Oggi non ne avevo.D’un tratto è salita una donna, che si è avvicinata subito alla nostra amica e le ha consegnato festosa delle coloratissime caramelle.Le aveva portate apposta.
Mi sono sciolta in un enorme sorriso e quando la benefattrice si è voltata verso di me ci siamo scambiate un complice sguardo carico di affetto.
Ecco, può sembrare banale,ma ancora godo del dolce riverbero di calore e amore che questo gesto mi ha fatto provare. Mi manca veramente qualcosa, e la spinta può venire soltanto da dentro di me.
Vi ho raccontato questo piccolo episodio perchè; amo la vita. Amo i piccoli dettagli e l’interezza.Mi commuovo davanti ad un albero in fiore e mi perdo a guardare le nuvole.
Ho 20 anni.
E mi rendo conto del vuoto che colma questa società, questo mondo, che come si suol dire va a rotoli…
Fortunatamente sono cresciuta con solide basi, la mia mamma, purtroppo da sola, ha dovuto tirarmi su con quello che aveva, senza farmi mancare mai nulla, ma insegnandomi il valore di certe cose e soprattutto che alcune cose sono incommensurabili.
Le più importanti, le meno concrete. Il rispetto per gli altri e se stessi, i propri sogni, i propri ideali…
continua…
Se fossimo veramente seduti intorno ad un camino con il fuoco scoppiettante, su morbide poltrone e soffici cuscini, suppongo che a questo punto, già che abbiamo la musica, sarebbe perfetto un tè, o cioccolata calda per chi preferisce, e da amante del tè quale sono, ci penserei io…
Il tempo… passiamo la nostra intera esistenza a combattere contro questo mitologico mostro dalle mille teste che riuscirà sempre e comunque a giocarci un tiro mancino e a farci finire con le gambe per aria.Inutile dire quanto poco fruttuosa sia l’affannosa ricerca di appigli…
Tornando a noi, Magirama,ho passato ore a ridere con Vianello e la Mondaini,a cercare di imitarla nel suo”ChebarbaChenoia”con l’imperturbabile(o quasi :p) marito che cercava di leggere l’emblematico giornale… Personaggi come lui e gli altri che citate, non ce ne saranno più. Non credo poi si voglia entrare nell’argomento politica, anche se sarebbe doveroso e necessario, ma
lasciamocelo da parte per altre occasioni. La mia riflessione ha toccato diversi di voi, e ne sono lieta oltre misura. Si respira una gran voglia di vivere dalle vostre parole, dai racconti.
Credo che solo con-appunto- il tempo e l’esperienza si acquisisca quella saggezza e serenità d’animo che rendono un anziano una persona venerabile e un modello. Il mio sentirmi vecchia non ha ovviamente nulla a che fare con le rughe e la saggezza;forse mi sento semplicemente un po’stanca di gente che non ha voglia di lottare e mi fa perdere la strada…
Vorrei tanto che più persone la pensassero come voi e si svegliassero dal torpore in cui si macerano per vivere veramente…
La canzone, Toroseduto, è bellissima. Grazie.
E grazie ancora a tutti.
Un abbraccio
Mo
Mo, ho riletto con molta più attenzione la tua lettera. Poi ho capito il senso di quello che mi era sfuggito, il grande dolore che ti porti dentro. Ho scambiato la tua tristezza, pensando ad una donna sui 35, 40 anni. i tuoi toni crepuscolari… E’ brutto leggere un libro o una frase e scoprire che hai confuso tutto, forse per superficialità o per esserti lasciato influenzare da chi ha risposto prima.
Sono andato a leggere la tua lettera di circa un mese fa. E mi sono vergognato di aver frainteso assieme a qualcun’altro, il peso reale delle tue parole e la tua età. 20 anni. Ti dice qualcosa, se faccio riferimento al libro che ha vinto il premio Strega “La solitudine dei numeri primi”? Se l’hai letto naturalmente. Credo di si, una che scrive come te dev’essere una grande lettrice. Credo che tu non sia un “numero primo”
Forse lo era lui. Glosstar aveva visto giusto, lui ha vissuto quasi la tua stessa esperienza, non ti è rimasto niente delle cose che ti aveva predetto e messo in guardia? Da questa lettera, penso di no. Forse è giusto che ognuno viva le sue esperienze e speranze, ora a circa un mese di distanza, non credo che tu ti possa imporre un repentino cambio di direzione, almeno dall’intensità del rapporto che hai vissuto. ho il triplo dei tuoi anni,
alla tua età ho vissuto qualcosa di simile. Forse anche più drammatico, mi sono autoescluso dalla vita per 9 anni. Poi senza sapere perché e da dove è arrivato quello in cui non speravo più. Se non avessi tribolato e sofferto come un appestato per tutto quel tempo, non sarei stato in grado di cogliere quella grande luce che mi correva incontro. Non è un tentativo di consolazione, è andata come doveva andare, ero pronto a pagare il prezzo più alto,
l’ho fatto e rimanendo immobile, passivo e senza speranza, ho avuto quello che sentivo di meritare. Ora, più di quando ho scritto senza sapere, la musica IN VOLO CON TE è tua. Scaricala e ascoltala più volte, è una cosa che arriva fino in fondo all’anima. Scrivi ancor
Ci insegnano a esser giovani a tutti i costi, giovani di una gioventù che attraversa il solo corpo e sfiora l’anima senza mai raggiungerla. Come scimmie ammaestrate inseguiamo una giovinezza sintetica sui pedali della cyclette di qualche palestra dove l’orgoglio trasforma il sudore in lacrime alla vista della ruga–ferita aperta sul viso–che creme cosmetiche e unguenti balsamici non sono riusciti a cauterizzare.
Così mentre alcuni tentano di rallentare il tachimetro del tempo, io ne accetto l’ineluttabile scorrere. Dei miei –enta non sono i folti e lunghi capelli a essere il rimpianto ma soltanto quell’ingenuità, quello stupore che accompagnava un’esistenza fitta di sogni, di attese, di desideri.
Oggi che sono le rughe a definire i confini del mio sorriso, a esse riconosco il merito di appartenermi come medaglie guadagnate nel quotidiano viaggio del vivere. Un viaggio nel quale lo sfogliare di ogni pagina del calendario ha invecchiato il corpo ma ha dato un senso alla mia vita aggiungendo quel distillato di esperienza e spero di saggezza, che e’ il valore aggiunto che io posso oggi donare a chi mi vive intorno.
Un viaggio lungo qualche decade, speso su sentieri spesso accidentati ma che ha cominciato ad avere un senso solo quando, smesso di preoccuparmi per le buche, ho finalmente alzato lo sguardo e ho iniziato a godermi il panorama che questa unica e straordinaria avventura mi stava regalando.
In fondo l’immortalità appartiene agli dei. Per noi mortali e’ tutta un’altra storia, ma se riusciamo a VIVERE tutti i sessanta minuti che compongono ogni ora della nostra esistenza, beh vivere una sola volta e’ più che abbastanza.
G.