Belinda Victoria
E’ stato recentissimamente pubblicato dalla Fermenti Editrice il mio romanzo fantasy-umoristico per ragazzi “Belinda Victoria” (sito www.belindavictoria.com), presentato da Umberto Silva. Mi farebbe piacere se ne venisse fatto cenno nei vari siti predisposti ad hoc ma, essendo alla prima esperienza, mi trovo in difficoltà. E’ fondamentalmente per questo che Le scrivo ma gradirei anche ricevere qualche giudizio su questo romanzo corale che, a parere di coloro che l’hanno sinora letto, risulta positivo poiché “molto, molto originale”. Si discosta infatti dal solito filone fantasy anche se non si può non considerarlo tale.
Mi auguro di ricevere dunque una risposta in merito e, nel frattempo, Le giungano i migliori auguri per un sereno 2008.
Daniela Bigottà
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Categorie: - Cultura
67 commenti
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Bè,dire che è un romanzo per ragazzi….mmm…ha un linguaggio abbastanza complesso o magari sono stupido io.
“Belinda Victoria” , sebbene sia la protagonista del romanzo, non occupa un posto di puro privilegio. La trama del libro è infatti di tipo corale e comprende dunque personaggi maschili, oltre che femminili, di varie età, estrazioni sociali ed anche di etnie diverse.
Belinda Victoria è il fantasy più bello che ho letto finora. E’ diverso da tutti, è anche divertente, ti prende, eccome! Lo dice un appassionato di fantasy. Che c’entra se Belinda Victoria è piccola? Con tutti i personaggi che ci sono c’è l’imbarazzo della scelta. Secondo me si adatta benissimo anche agli adulti e io non sono un ragazzino. Come è possibile che non sia famoso… boh, non capisco. Magari uno vede che ha tante pagine e si spaventa. Ma dico che è meglio leggerne così tante che 50 di un libro così così. Se ne avesse avute 1000 meglio ancora perchè se non uscirà il secondo non so come andrà avanti la faccenda. Ma io dico a Daniela Bigottà: ma quali siti predisposti ad hoc! Mandalo a qualche testa fina che però vada oltre il titolo. Prima o poi capiterà qualcuno che capirà cos’è questo libro. Lei dice che lo si giudica molto originale. Per me è una rivoluzione nella letteratura fantasy e meno male anche perchè tutti quei mostri che ci sono negli altri fantasy mi danno gli incubi notturni, dopo un po’ stufano. Anche qui ci sono i mostri, ma sono di passaggio anche se capovolgono un po’ le cose, e poi le scene cambiano, non ci annoia e c’è la suspence. Io auguro a Daniela Bigottà che il libro vada super-bene perché se lo merita. Magari bisogna conoscere qualcuno o creare il caso letterario ma sono sicuro che questo è un caso letterario. Bello anche il sito, chi l’ha fatto? Ciao. Fabio
Felicemente sorpresa per questo commento. Ritengo tu viva all’ombra della cupola, Fabio. Belinda Victoria la si conosce infatti da queste parti. Ti ringrazio anche per i suggerimenti. Si tratta comunque di iniziative già prese ed ora, quel che posso fare, è aspettare. Circa il sito, anche se dovrei tacerlo, ho curato io il contenuto ma, senza l’aiuto di un tecnico che reputo esperto, non sarebbe mai esistito o, perlomeno, non sarebbe stato impostato talmente bene. Non è però ancora finito. Posso inoltre dirti che sono già alle prese con la seconda parte di Belinda Victoria, comunque vada la prima. Eppoi, riflettendoci bene, non mi preme tanto ‘quando’ il libro venga scoperto. Ora o tra anni o decenni, non ha quella gran rilevanza. L’importante per me è che la protagonista concluda il suo avventuroso percorso e che, su queste sue prodezze condotte avanti con determinazione e coraggio ma anche con un’indubbia vivacità di spirito, prima o poi qualcuno si soffermi a riflettere. Tu l’hai già fatto e te ne sono immensamente grata.
Penso che la ‘giusta’ recensione del magnifico libro di Daniela Bigottà dovrebbe farla un esperto perchè Belinda Victoria racchiude mondi che si intersecano tra loro con stupefacente scioltezza. Non si tratta di uno di quei soliti fantasy infarciti di combattimenti, magie, spargimenti di sangue, mostri dalle orrende fattezze. Eppure esistono la lotta, la perseveranza, la strategia, la malvagità. Il tutto condotto da una mente e una penna capaci di fluidificare la tensione che si crea man mano, al punto che, anche i drammi, non perdendo la loro connotazione primaria, vengono descritti più spesso che raramente in modo umoristico. Un umorismo che non cancella però la tensione narrativa e, soprattutto, la volontà dei protagonisti di fronteggiare gli ostacoli, fino al loro superamento. “Non tutto quello che appare negativo alla fine lo è” è una delle tante frasi-cardine del libro che, pur lussurreggiante di contesti fantastici e inverosimili, approda alla fine come una foglia sospinta da un venticello svagato sulla concretezza del quotidiano. Romanzo indubbiamente unico nel suo genere ma sostanzialmente riconducibile al filone del realismo-magico, Belinda Victoria interviene sulla realtà avvolgendola in un’atmosfera dove il Destino fa da filo conduttore stravolgendo progetti architettati a tavolino e ribaltando situazioni che appaiono inviolabili. Non è solo la stupenda prefazione di Umberto Silva, ma anche la lettura stessa del libro a rendermi prodondamente convinta che esso si adatti non solo ai ragazzi ma anche e soprattutto agli adulti. E, come scrive in merito Umberto Silva, concludo dicendo: “Belinda Victoria, una stupefacente vittoria della poesia sull’assedio quotidiano del nulla”. E che vittoria sia!
Sempre più entusiasta per i commenti sinora scritti. Ringrazio tutti quanti di cuore e tornerò a parlare di Belinda Victoria non appena mi sarà possibile poiché, specie in questi giorni, mi trovo sempre alle prese con impegni che paiono indemandabili. Il mio stile di vita è un po’ simile a quello dei personaggi del romanzo: nessuno sta mai fermo, le azioni si susseguono una dopo l’altra. Nessuna pausa, dunque. Ma è bello vivere anche così! Ciao!
“Senza troppo dilungarmi, ammetto di aver preferito questo libro all’intera
saga di Harry Potter. Finalmente un fantasy che si distingue da tutti gli
altri” .
Ringrazio tutti quanti. Ma non vi sembra di esagerare? Effettivamente provo il desiderio di continuare anche se, dell’esistenza di questo libro, non tutti sanno. Ma, poiché sono io stessa curiosa di sapere come procederà la vita dei protagonisti e quali saranno le peripezie che dovranno affrontare, è il caso mi dia da fare.
un libro da assaporare capitolo x capitolo…perfetto x una lettura serale, a piccole dosi, per scrollarsi la stanchezza della giornata e concedersi un momento di evasione fantastica ed emozionante avventura. la prosa è agile, l’immaginazione dell’autrice riogogliosa, la trama incalzante e la piccola protagonista eccezionale!!forse è di ispirazione autobiografica…certo è che si possono riconoscere situazioni e personaggi reali e verosimili inseriti nell’ambientazione surreale!buona lettura!
Io me lo sono bevuto in pochi giorni però me lo voglio rileggere. Non devo dire com’è ma la scena della tipa che si traveste da babbo natale mi ha fatto sganasciare! E quella del cane e del gatto insieme sul letto di due protagonisti? E quella in chiesa, con il pappagallo che insulta e la rabberciatura? Non ditemi che non si tratta di trovate geniali! Ma anche ridendo, ci si sofferma sulla morale, che c’è ad ogni pagina. La delusione però arriva a pagina 520 perché è l’ultima! Ma gira o non gira? Bisogna fare una petizione di firme? Io ci sto e do perfettamente ragione a tutti, Gianpiero in testa. Speriamo l’autrice faccia sapere. Dimenticavo? Chi ha composto la canzone del sito?
La canzone l’ho architettata io, confesso. Purtroppo nel sito scorre troppo celere e non si odono le parole ma una serie di suoni vagamente umani che accompagnano la musica di sottofondo. Circa la petizione di firme… questo libro dovrebbe averlo preliminarmente letto mezz’Italia, ti pare, Fabio? Così fosse, non ci sarebbe bisogno della petizione di firme. Spesso mi vien chiesto se si tratta di un libro per adulti o ragazzi. Per entrambi, rispondo. Ma ho notato che gli adulti si divertono forse di più. Non è però assolutamente per bambini, come è stato scritto da qualche parte: in tal caso avrei qualcosa da spartire con re Erode. Basti pensare al numero delle pagine. Spesso mi si domanda anche da dove scaturiscano alcune situazioni decisamente grottesche. Al momento mi limito a rispondere: non so neppure io ma sarò un po’ meno stringata quando mi verrà a mancare la tortura del mal di testa che ho dall’altro ieri. Ho ricevuto anche delle critiche non propriamente esuberanti, comunque. Non avrei dovuto usare la parola “dagherrotipo”, ad esempio, perchè sono in pochi a conoscerne il significato, poi mi si dice che talvolta, l’avvicendarsi degli eventi, troppo rapido, appesantisce la narrazione. C’è poi chi vede dell’ambiguità nella scelta degli “Uccelli del Paradiso” come annunciatori di nascita quando, a mio avviso, “Uccelli del Paradiso” viene semplicemente riferito ad una moltitudine di uccelli che vivono e provengono dal Cielo… zona Paradiso, per l’appunto. A chi scorge il doppio senso, dico dunque: “Sii meno malizioso, Belinda Victoria non ha nulla a che spartire con un romanzo erotico”. O, forse, questa parte, me l’avrei dovuta tacere…. Chissà quanti, cercando in questo sito le intitolazioni dei vari argomenti e leggendo “Belinda Victoria” avranno pensato a qualche discussione circa chissà quale porno-star! In effetti, il nome della protagonista del mio romanzo era finito, ovviamente per sbaglio, come sottotitolo di uno dei siti riguardanti non so più quale diva… non porno, quello no, comunque una di quelle che forse posano per i calendari di Max o Vattelapesca. Pensavo ad una éscalation delle vendite del libro, seppur con susseguenti e ripetuti reclami da parte degli eventuali acquirenti. Invece ci si è accorti prontamente dello sbaglio e Belinda Victoria è stata fatta rientrare nei ranghi. Han fatto bene: non si cerchi di inculcare nelle anime linde dei bambini cose troppo grandi per loro.
Vorrei lasciare anch’io un commento a “Belinda Victoria” , perchè credo che sia un libro che merita un approfondimento critico.
Al cospetto del dilagare , nella letteratura di largo consumo, di tante saghe costruite attorno ad universi di pura fantasia , ci si sentirebbe tentati di ascrivere , o di ingabbiare, anche il libro della Bigottà in quell’ambito così vago, ma al tempo stesso così limitativo ( proprio perché lì tutto è possibile!) , che è quello del genere “fantasy”o della letteratura per bambini. Eppure leggendo le sue pagine ci si accorge che forse c’è qualcosa di più, che fra dialoghi spiritosi e bizzarri accadimenti che si susseguono con la grazia di un’ avventura disneyana , l’autrice non perde mai di vista il rigore proprio di chi non vuole soltanto “raccontare” , bensì di chi vuole “fare letteratura”. Fra animali parlanti, buffi personaggi, talismani e diafane fate evanescenti proviamo inizialmente il disagio o la diffidenza di chi pensa di doversi immergere in un universo nuovo, ma poi ci accorgiamo poco per volta che quell’universo ci è familiare , che va a solleticare e a risvegliare una memoria culturale collettiva, atavica , dove la componente fantastica si sovrappone al realismo di un’ambientazione comunale- borghese. In questo è la dimensione “letteraria” del libro della Bigottà che prosegue idealmente quella tradizione tipicamente italiana ( nata coi novellieri del ‘500) e diventata poi mitteleuropea, di impreziosire con una veste colta e di rigore stilistico il confuso coacervo di temi e moduli propri della narrativa fiabesca e popolare. Non soltanto i temi trattati ( quello della bambina che cresce in una famiglia non sua è tipico della fiaba popolare ) ma anche il tempo storico della narrazione , collocabile in un passato più o meno remoto ( quello dei nostri nonni o bisnonni) e la collocazione geografica ( che dai nomi ai colori al paesaggio riconduce a certi paesi dell’Est europeo) contribuiscono a conferire una ricercata e consapevole architettura stilistica all’opera.
Quando mi si ripeteva “in bocca al lupo!”, mai avrei immaginato che si trattasse di parole talmente propizie. Ricordo che rispondevo: “Basta non faccia la fine di Cappuccetto Rosso!” Non l’ho fatta. Eppure, ecco il Lupo, sul mio tragitto. Ma non un lupo a quattro zampe ma lui!, il Prof. Pierpaolo Lupo, il genio delle recensioni. Come ogni essere intelligente, il Prof. Lupo è umile e sta sovente nascosto, usando pseudonimi per quanto scrive. In sintesi: ha fornito uno spaccato del libro che mi ha mozzato il fiato: il tempo storico della narrazione, la collocazione geografica… azzeccatissimi. Non penso però di aver fatto della letteratura, ritengo debba imparare ancora molto, a riguardo. Cosa dire? mi sento onorata, sono contenta, ho le ali ai piedi, sulla schiena, sto volando. Questi pareri così entusiasmanti, positivi, mi incoraggiano, mi rinnovano le cellule, mi spronano a continuare, a non abbandonare la storia, attenta però non montarmi la testa, come mi accorgo che sto invece facendo. Calma, Daniela, mi dico, torna coi piedi per terra. E, come al solito aggiungo: “Ma tieni la testa nel cielo”.
Ringrazio tanto Daniela delle belle parole, ma io non sono un professore…
Perché, come ho saputo, non hai scelto l’insegnamento nonostante una splendida laurea in letteratura? L’umiltà è una caratteristica molto pregevole, propria della persona intelligente. Dunque, anche se non insegni, ti chiamo ‘professore’ ugualmente.
Non so più nulla della nostra eroina Belinda Victoria. Ha già iniziato la missione che le ha affidato Artemisia? Non posso certo sapere qual è ma almeno dimmi se il secondo libro è in cantiere. Bravo il dottor Lupo. Se sapessi scrivere come lui, ci farei un articolo di 15 pagine. Ciao!
Mi spiace dare a Fabio una notizia che, da quel che intuisco, non gradirà. Anche se, con ogni probabilità, continuerò a scrivere la seconda parte di Belinda Victoria, aggiungo che la giovane protagonista è stata rapita non solo nella fantasia, ma anche nella realtà. Scrivete comunque alla posta della fata Artemisia, che dovrebbe essere accessibile tra qualche giorno, e chiedete il suo prezioso intervento. Sono certa che qualcosa farà.
Ho appena finito di leggere “Belinda Victoria” e devo dire in tutta sincerità che non ho mai letto un fantasy tanto originale. Ho trascorso delle ore bellissime su quelle pagine, piene di ironia, fantasia ed anche contenuti morali. Non penso sia una lettura solo per ragazzi, infatti io non lo sono e per me è stata una piacevolissima sorpresa. E speravo potesse continuare…Ma, leggendo qui sopra, l’ultimo intervento dell’Autrice del libro, devo dire di essere rimasta a dir poco sconcertata!!! Ma che significa – “la giovane protagonista è stata rapita non solo nella fantasia, ma anche nella realtà”??? Forse che Belinda Victoria non potrà avere un seguito? E da chi è stata rapita? No, no, …io mi rivolgo a Daniela Bigottà : Belinda Victoria non deve finire qui! Non può finire così!!! La pregherei di farni sapere qualcosa in merito, qui, poichè, nonostante io abbia cercato di comunicare con la Fata Artemisia attraverso il sito belindavictoria.com ed anche ripetutamente, non ho mai potuto scrivervi qualcosa, poichè là non vi è possibilità di accesso in questo senso!!! Come mai???
Gentile sig.ra Bigottà, io spero di aver inteso male le sue parole che qui sopra ho riportato fra virgolette, poichè se Belinda Victoria finisse qui, sarebbe un terribile errore e una gran perdita per la letteratura fantasy e non.
Ossia? E’ uno scherzo, vero? Sono rimasta di pietra. Non capisco, vorrei saperne di più. Una volta tanto che il mercato editoriale italiano sforna un bel libro, sparisce, anziché viaggiare nel mondo? Ho lodato nell’altro mio messaggio il fatto che in Belinda Victoria non ci siano combattimenti ma, se è il caso di farne, si conti su di me. Aspetto di sapere. Ma presto!!!!!!!!
La posta della fata Artemisia è lì lì per essere aperta. Per ora non posso dire quel che è capitato a Belinda Victoria. Ma lo si saprà abbastanza presto perchè intendo mantenere fede a quanto dichiarato a molti e anche alla gentilissima dott.ssa Berrino, di Radio Montecarlo (se pur si chiama ancora così). La saga avrà infatti un suo seguito e non ci vorrà poi così tanto tempo poiché è già in cantiere. Lì si saprà pressoché tutto di quel che è accaduto nel mentre alla protagonista. Un po’ più realistico, forse, questo prossimo libro, un po’ meno fantasy. Ogni promessa va mantenuta. un abbraccio.
Dai scrivi ancora aspettiamo impazienti.ciao e……………… in bocca al lupo baci.
Scrivo sì! Usando un linguaggio degno della contessa Kablinski, posso garantire che, entro due anni, 3 mesi e 5 giorni, il libro uscirà. Può darsi anche prima. Al momento ho notato un fatto curioso, che è stato notato anche da altri: la mia città sta popolandosi di cani corso e ho saputo di tre gatti neri battezzati Lollo.
Proprio divertente…e vivo!!!
Questo è il libro che piace a me…prende spunto dal quotidiano,ci incastra un pò di magia…e il messaggio…che si legge in qualche ora…dura tutta la vita
Brava Bigottà
Io vorrei solo dire una cosa : Belinda Victoria tira sù il morale!!! Tutti dovrebbero leggerlo! Vivissimi complimenti a Daniela Bigottà ! Il tuo libro è un’antidepressivo senza alcuna controindicazione! Aspetto il seguito. Grazie.
Sono qui per dire questo: siccome le cartoline di Belinda Victoria sono ormai in metà mondo, un eccellente grafico americano si è offerto di darle un volto. C’è dell’altro ma non posso anticiparlo perchè ho letto che è vietato farsi pubblicità. Cercate sul web. C’è poi un mistero che ruota attorno a questo romanzo. Lo svelerò quando uscirà “Belinda Victoria 2”, di cui taccio per ora il titolo. Spero dunque, almeno col prossimo libro, di perseguire il mio scopo che, come molti sanno, è quello di fare della beneficenza.
Domenica scorsa ero in chiesa ed assistevo alla celebrazione di ben 4 battesimi, 3 maschi e una femmina, ad un certo punto sento all’esterno un tamburellare, era la banda del paese, c’erano uomini che entravano in chiesa con le bandiere dell’avis, c’era il sindaco con la fascia tricolore… tutte queste cose insieme mi hanno trasmesso emozione, la stessa emozione provata leggendo il fantasy “Belinda Victoria”. Pensavo fosse un’altra magia della Bigottà, una magia che trasforma i sogni in realtà, ero convinto che quell’unica bambina fosse veramente Belinda! eccezionale…
Daniela,pensavo di non sentirti + per un bel po’.Nell’altra discussione sul collasso dicevi che ti si era rotto il pc…meno male,il sito non si è privato della tua presenza.
Ciao!!! Che bella sorpresa leggere le vostre parole prima di passare alla mia nottata, che già immagino insonne per buona parte! Il PC? Ho fatto la furba: passo attraverso Outlook ed evito Alice. E’ da lì che si origina il guaio. Poi, dopodomani, verrà ripristinato tutto a dovere. Sono qui sola col mio gatto. Spero in una bella giornata, mi auguro di risentirvi. Anche se non vi conosco di persona, vi voglio un gran bene. Ciao!
Devi qui ringraziare Lupetto per il vivo interesse che ha mostrato nel leggere tutto quello che è reperibile nel sito http://www.larecherche.it. All’ultima domanda, quella odierna, rispondo: “In verità, poiché, anche per quel che mi riguarda, sono portata a trovare pressoché in tutto, anche nello star male (non nel morire, cmq!), un certo qual lato grottesco, ecco che, quando ti leggevo mentre parlavi dei tuoi nonni, la mia mente ideava autonomamente un contesto che mi faceva anche sorridere. Questi passaggi di eredità scomode, le eredità invece ambite (nel mio caso, qui intendo!), che se vanno allegramente in fumo… era come se stessi rilegggendo l’ultimo capitolo di Belinda Victoria, quando gli antenati degli uni e degli altri si incontrano nella villa della contessa Kablinski. Cosa diresti tu, cosa direi io, se questo accadesse nella realtà? Che discorsi salterebbero fuori? Sto dando corpo ai fantasmi, lo so. Ma mi piace viaggiare con la fantasia, far rivivere il passato o soltanto immaginarlo. Per cui, sì, ammetto. Lupetto possiede una certa vena ironica nel raccontare. Poi sta agli altri il coglierla visto che c’è chi non si smuove neanche con la gag più spiritosa. Il suo è un umorismo alleniano, se così posso dire. Lupetto, ora dimmi: Hai visto tutti i film di Woody? Io sì, tranne forse l’ultimo.
A coloro che mi chiedevano quando si sarebbe potuto scrivere alla fata Artemisia, dico che ora è possibile. Non datele troppo da fare, poveretta!
Alla scuola media mi fecero vedere qualche film di Woody Allen,in privato non ne vidi mai.Io trovo che la + grande opera cinematografica di ogni tempo sia il tenente COlombo,mi riferisco a quelli vecchi:le belle ville,le trame tranquille,gli assassini quasi + simpatici del tenente e tutti geniali.Se noti,il tenente Colombo è un po’ come me:disprezzato,additato come trasandato e imbranato,fuori dal mondo.E’ indubbio che gli anni 70 furono i migliori del cinema.I film comici sono effettivamente i migliori se ben orchestrati,ma non devono essere volgari e insulsi.Mi può divertire il Pozzetto di turno 1 o 2 volte,quando non è troppo volgare,ma poi sono personaggi che stancano.Unire la comicità all’intelligenza è difficile:nel cinema italiano penso ci sia riuscita solo la coppia Bud Spencer Terence Hill,che peraltro svilupparono i loro talenti all’estero e non in Italia.COsì come tra i cartoni animati la + grande opera d’arte sono Tom e Jerry,anche qui mi riferisco a quelli vecchi.Sono un tipo fuori dal comune,sono sicura che lascerò un’impronta nelle tue ispirazioni per il tuo prossimo libro.Sono altrettanto convinta che non conoscere mai una persona come me all’infuori di me.Non mi aspettavo lo stile poetico nella narrazione,pensavo fossi come Manzoni che scriveva lunghissimi romanzi con linguaggio ordinario.Hai fatto il liceo classico?
La prima cosa che mi è balzata all’occhio, leggendoti, è il tenente Colombo: mi sono sempre paragonata a lui per questa mia aria inoffensiva, da statuetta da presepe, che tutti pensano di poter rigirare come vogliono. Non è così. Sono tollerante, rispetto gli altri ma, quando si esagera, dico no. Dico no poiché le persone che nuocciono sono da fermare, in quanto adotteranno lo stesso comportamento lesivo anche con altri e la catena va dunque spezzata. Purtroppo non sempre ci si riesce ma, perlomeno, si tenti! Non ho fatto il liceo classico ma le magistrali: i miei non hanno voluto. Come, dopo, non hanno voluto che mi iscrivessi a medicina per diventare cardio-chirurgo. Ho così optato per psicologia perché, altrimenti, gli studi sarebbero durati troppo e, ero stata a vivere in Germania, dopo le magistrali.
Essere come Manzoni? Magari! Posso dire che, quando scrivo, il genere che prediligo è quello umoristico-fantasy poiché ritengo che, nella vita occorra anche sognare e trovare il lato ironico di talune situazioni. Poi, talvolta, mi trovo a raccontare storie realmente accadute cui, di ironico, non esiste un bel niente. Vedi “I piedi per terra, la testa in cielo”. Mi fa piacere che Lupetto abbia capito che, un’impronta, in me, l’hai già lasciata. Sono oltretutto convinta che gli incontri non avvengano per caso: ce li manda il Destino. Nel secondo libro di Belinda, gli antenati usciranno dalle cornici (è già avvenuto nel primo, d’accordo, ma, in questo caso cambia qualcosa!), e si metteranno a discorrere con gli abitanti della Villa delle Quarantasei Querce. Inviterò anche i tuoi, di antenati. Se vuoi raccontarmi di uno in particolare, lo renderò riconoscibile. Al momento posso dire che, grazie ad un’amica (le “Mosche Bianche”, come le chiamo io, esistono ancora!), ho trovato un buon grafico americano che s’è offerto di dare un volto a Belinda Victoria. Un passo alla volta. Non ho fretta. Dopotutto l’attesa racchiude in sé momenti magnifici.
Insisto:sono convinta che non riuscirai a scrivere senza pensarmi.Ti auguro di sfondare nella tua attività,diversamente da me che non ci sono riuscita nel lavoro autonomo,anzi,quella che sarebbe stata la parcella + alta della mia vita non mi fu pagata a causa di un mancato fallimento con suicidio.Un altro mio ex cliente,che mi pagò,morì in incidente stradale a 32 anni.
Simpaticissima! Sei già nei miei pensieri. Mi piace come racconti le cose, con immediatezza e spontaneità, senza nasconderti, con l’ironia che fa da sottofondo. Non sfonderò mai, con la scrittura. Ma neppur così tanto mi interessa. Questo libro, quello o quelli che lo seguiranno, saranno l’eredità che lascio a mio figlio, eventualmente ai miei nipoti, ai figli dei miei nipoti. L’importante e che ci sia prima o poi qualcuno che riesca laddove ha fallito la nonna o bisnonna che dir si voglia. Questo anche e soprattutto perchè deve essere fatta prima o poi della beneficenza. Se mi dici il nome del tuo antenato che ritieni più caratteristico, comincio a sondarlo lasciando andare la mente. Poi mi dirai se ho azzeccato. E’ quell’antenato (o quell’antenata!), che s’introfulerà, suo malgrado, nel secondo libro di Belinda Victoria. L’istinto mi dice che è un uomo. Resto dunque in attesa dell’identikit. Notte!
Ti dico un nome:Amedeo.A cosa ti porta la tua immaginazione?
Amedeo aveva una moglie e tre figli, penso. La moglie si chiamava Rosangela. Soffriva di disturbi biliari ed è morto a 56 anni. Era affezionato alla sorella. Non mi sembra molto alto. Dimmi tu se ho azzeccato qualcosa!
Aveva una moglie e disturbi epatici.Età di morte:72,una figlia.Aveva una sorella.Aveva gli occhi verde prato come un lupo.Hai colto diversi aspetti.E se ti dico Vanda?
p.s.:Belinda è una donna sana?Non riesco a immaginare talenti e virtù senza malattie.
Ho azzeccato ben poco! Comunque Belinda è sana ma è una bambina! Sono però contenta che tuo nonno sia morto almeno a 72 anni e non a 56. Io, oltre al resto, ho preso l’influenza e ora vado nel letto perché sto tutt’altro che bene. Qui siamo tutti acciaccati. Belinda, da quel che so, ha una salute di ferro e un caratterino niente male. Bisognerebbe un po’ imitarla. Ti dirò di Vanda. Ma, in totale, come si chiamava la moglie di tuo nonno, ovvero tua nonna?
Un po’ di suspence, comunque anticipo che la moglie di Amedeo era chiamata Angelina perchè Angela era il suo secondo nome,il primo nome non era quasi mai usato dai parenti e familiari.
Vanda mi fa pensare ad una donna anziana, non alta, con un caratterino alla Belinda, che racconta qualche bugia ma solo perché non le piace parlare troppo di sé e vuole tenere gli altri un po’ sulle corde. Non una persona muffa, insomma. Mi sembra sia morta in età più avanzata rispetto a quella del nonno e se la immagino insieme a te, mi sembra ti chiami Teresa.
Per il resto dico che si può sentire la mia voce cliccando su radiomontecarlo.net/luisella.php. Ma lì i commenti possono lasciarli solo i lettori del romanzo. Inviterei comunque Lupetto a iscriversi a Leo, di modo che possa farle una comunicazione più o meno privata. Ciao a tutti!
Di Vanda hai azzeccato tutto,è la moglie di Amedeo ma per i parenti era Angelina,quindi Rosangela non era tanto lontano.
Vanda è un nome che oggi non si usa quasi +,come Amedeo,già dai nomi si può intuire l’età.Purtroppo entrambi sono in cielo e si spera stiano molto meglio di noi.
Ho visto http://www.belindavictoria.com e mi sono iscritta al forum,puoi vedere la mia discussione.
Vedi che potrei quasi fare la maga? Comunque, non sei entrata nel forum del mio sito per il semplice fatto che lì, c’è solo la possibilità di scrivere alla fata Artemisia. Sei entrata invece nel forum di Leo “Io e Belinda Victoria” dove, per la verità, non entro quasi mai perché non ho ben inteso come si fa e impiego ore per scrivere poi una breve e-mail. Difatti non lo frequenta quasi nessuno perché ho avvisato che non riesco ad entrare. Ti dicevo dunque di iscriverti a Leo di modo che, tramite la posta privata, possa poi darti il mio indirizzo personale. Sei una persona interessante e hai personalità Dunque, non conviene lasciarti perdere. Ciao.
Ciao, Daniela! Ti ho sentita parlare a Radio Montecarlo e devo dire che sei stata molto chiara nell’esposizione. Con poche parole hai detto in pratica tutto anche se per fortuna non hai svelato la trama, se non per grandi linee. E’ stato dato il volto a Belinda Victoria? Quando lo si può vedere? Un amico di Torino mi ha chiesto dove trovare il libro senza passare per Internet e non so cosa rispondere. Fammi sapere e anche qualcosa sul secondo libro che quella che ti ha intervistato ha detto che sta per essere pubblicato. Ma è vero? Quando?
“Cosa sta succedendo?” come spesso domanda la contessa Kablinski. Mi sembra che ci siano delle cose che vanno ok, altre che non vanno ok, per Belinda. E’ stata rapita, cosa significa? Il libro, nella tua città, non esiste più. Perché? Altrove neanche. Perché? Fosse che son state vendute un milione di copie, ok. Ma cosa è successo? Lasciamo da parte la fata Artemisia. Tu Daniela, dici e non dici. Se ti serve una mano lancio un SOS nel mio sito. Parli del secondo libro che ancora non c’è ma il primo dov’è? Mi sa che hanno rapito te. Fai sapere.
Il libro nelle librerie non c’è. Ok, vero. Nessun SOS per ora. Per il resto, aggiungo che non mi rapisce nessuno. Per il volto di Belinda si sta muovewndo un grafico americano cui il romanzo è piaciuto parecchio. Ho già visto le bozze e sono molto d’effetto. Il secondo libro è in cantiere ed è molto impegnativo. Partirà. Certo che partirà. Non ora, ovviamente! Tutto al momento opportuno. La trama non posso rivelarla e so che potrebbe fare discutere. E’ stato un messaggio didascalico, il mio, ma, per ora, è tutto. Vi abbraccio.
finalmente riusciamo a sentire su radiomontecarlo, la voce dell’autrice del fantasy “belinda victoria”, un po alla volta prende forma il mistero che avvolge: autrice,libro che all’improvviso non si trova più, nuova pubblicazione che ancora non c’è, ma che preavvisa un assalto nelle librerie per accaparrarselo…insomma questa Bigottà si sta facendo sempre più misteriosa e non solo. Ora ci parla pure di una trama che farà discutere, e forse nemmeno in gran coro, riusciremmo a saperne il motivo. Vai Bigotta, illuminaci con i tuoi indizi, pezzo dopo pezzo sarà compito nostro a comporre il puzzle!
Ok, non c’è nelle librerie. Ma perché se si va sul sito di Unilibro, lo si può acquistare a prezzo maggiorato di 5 euro per problemi di reperimento? Siamo pazzi? Qui gatta ci cova….
Non allarmiamoci. La calma è la virtù dei forti. Ho letto la domanda di Liliana anche altrove. Non preoccuparti. Nessuno metterà mai a tacere Belinda. Ogni sera lei racconta man mano quel che è successo sulle pagine del secondo libro che stiamo scrivendo… praticamente insieme e che sarà prima o poi pubblicato. Dopotutto si tratta di un fantasy dove la fantasia si alterna alla realtà. Posso aggiungere che il grafico americano di cui avevo parlato ha fatto pervenire la sua ultima interpretazione di Belinda, che verrà presto inserita nel sito. L’immagine si riferisce a quel che accadrà nel primo capitolo. Il grafico inserirà a propria volta l’immagine sul proprio sito dove, inutile dirlo, si parlerà anche di Belinda Victoria. Ai pochi americani che sono riusciti a leggerlo, essendo scritto in italiano, il libro è molto piaciuto. Sto anche cercando di farlo tradurre in inglese e la traduzione sarà sicuramente pronta per la fine di luglio del 2010. Ma non è escluso anche prima. Perché no?
Con questo, auguro la buonanotte.
Se andate sul sito http://www.renderosity.com/mod/gallery/browse.php?username=DennisReed&page=1
vi accorgerete che Belinda Victoria se n’è andata in America. Mai perderla d’occhio, la ragazzina!
Sta ottenendo un successo formidabile. Mi sembra che Belinda Victoria la capiscano di più gli americani, che parlano una lingua diversa, che gli italiani. Penso che si tratti di un buon trampolino e, ora come ora, visto che è scritto nero su bianco – e anche in inglese, sul sito di grafica più importante del mondo -, il secondo libro non deve farsi aspettare. A proposito, a che punto è?