Belinda Victoria
Riferimento alla lettera:
E' stato recentissimamente pubblicato dalla Fermenti Editrice il mio romanzo fantasy-umoristico per ragazzi "Belinda Victoria" (sito www.belindavictoria.com), presentato da Umberto Silva. Mi farebbe piacere se ne venisse fatto cenno nei vari siti predisposti ad hoc ma, essendo alla prima esperienza, mi trovo in difficoltà. E' fondamentalmente per questo che Le...
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Data di pubblicazione: 3 Gennaio 2008
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Categorie: - Cultura e Spiritualità
67 commenti
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Domenica scorsa ero in chiesa ed assistevo alla celebrazione di ben 4 battesimi, 3 maschi e una femmina, ad un certo punto sento all’esterno un tamburellare, era la banda del paese, c’erano uomini che entravano in chiesa con le bandiere dell’avis, c’era il sindaco con la fascia tricolore… tutte queste cose insieme mi hanno trasmesso emozione, la stessa emozione provata leggendo il fantasy “Belinda Victoria”. Pensavo fosse un’altra magia della Bigottà, una magia che trasforma i sogni in realtà, ero convinto che quell’unica bambina fosse veramente Belinda! eccezionale…
Daniela,pensavo di non sentirti + per un bel po’.Nell’altra discussione sul collasso dicevi che ti si era rotto il pc…meno male,il sito non si è privato della tua presenza.
Ciao!!! Che bella sorpresa leggere le vostre parole prima di passare alla mia nottata, che già immagino insonne per buona parte! Il PC? Ho fatto la furba: passo attraverso Outlook ed evito Alice. E’ da lì che si origina il guaio. Poi, dopodomani, verrà ripristinato tutto a dovere. Sono qui sola col mio gatto. Spero in una bella giornata, mi auguro di risentirvi. Anche se non vi conosco di persona, vi voglio un gran bene. Ciao!
Devi qui ringraziare Lupetto per il vivo interesse che ha mostrato nel leggere tutto quello che è reperibile nel sito http://www.larecherche.it. All’ultima domanda, quella odierna, rispondo: “In verità, poiché, anche per quel che mi riguarda, sono portata a trovare pressoché in tutto, anche nello star male (non nel morire, cmq!), un certo qual lato grottesco, ecco che, quando ti leggevo mentre parlavi dei tuoi nonni, la mia mente ideava autonomamente un contesto che mi faceva anche sorridere. Questi passaggi di eredità scomode, le eredità invece ambite (nel mio caso, qui intendo!), che se vanno allegramente in fumo… era come se stessi rilegggendo l’ultimo capitolo di Belinda Victoria, quando gli antenati degli uni e degli altri si incontrano nella villa della contessa Kablinski. Cosa diresti tu, cosa direi io, se questo accadesse nella realtà? Che discorsi salterebbero fuori? Sto dando corpo ai fantasmi, lo so. Ma mi piace viaggiare con la fantasia, far rivivere il passato o soltanto immaginarlo. Per cui, sì, ammetto. Lupetto possiede una certa vena ironica nel raccontare. Poi sta agli altri il coglierla visto che c’è chi non si smuove neanche con la gag più spiritosa. Il suo è un umorismo alleniano, se così posso dire. Lupetto, ora dimmi: Hai visto tutti i film di Woody? Io sì, tranne forse l’ultimo.
A coloro che mi chiedevano quando si sarebbe potuto scrivere alla fata Artemisia, dico che ora è possibile. Non datele troppo da fare, poveretta!
Alla scuola media mi fecero vedere qualche film di Woody Allen,in privato non ne vidi mai.Io trovo che la + grande opera cinematografica di ogni tempo sia il tenente COlombo,mi riferisco a quelli vecchi:le belle ville,le trame tranquille,gli assassini quasi + simpatici del tenente e tutti geniali.Se noti,il tenente Colombo è un po’ come me:disprezzato,additato come trasandato e imbranato,fuori dal mondo.E’ indubbio che gli anni 70 furono i migliori del cinema.I film comici sono effettivamente i migliori se ben orchestrati,ma non devono essere volgari e insulsi.Mi può divertire il Pozzetto di turno 1 o 2 volte,quando non è troppo volgare,ma poi sono personaggi che stancano.Unire la comicità all’intelligenza è difficile:nel cinema italiano penso ci sia riuscita solo la coppia Bud Spencer Terence Hill,che peraltro svilupparono i loro talenti all’estero e non in Italia.COsì come tra i cartoni animati la + grande opera d’arte sono Tom e Jerry,anche qui mi riferisco a quelli vecchi.Sono un tipo fuori dal comune,sono sicura che lascerò un’impronta nelle tue ispirazioni per il tuo prossimo libro.Sono altrettanto convinta che non conoscere mai una persona come me all’infuori di me.Non mi aspettavo lo stile poetico nella narrazione,pensavo fossi come Manzoni che scriveva lunghissimi romanzi con linguaggio ordinario.Hai fatto il liceo classico?
La prima cosa che mi è balzata all’occhio, leggendoti, è il tenente Colombo: mi sono sempre paragonata a lui per questa mia aria inoffensiva, da statuetta da presepe, che tutti pensano di poter rigirare come vogliono. Non è così. Sono tollerante, rispetto gli altri ma, quando si esagera, dico no. Dico no poiché le persone che nuocciono sono da fermare, in quanto adotteranno lo stesso comportamento lesivo anche con altri e la catena va dunque spezzata. Purtroppo non sempre ci si riesce ma, perlomeno, si tenti! Non ho fatto il liceo classico ma le magistrali: i miei non hanno voluto. Come, dopo, non hanno voluto che mi iscrivessi a medicina per diventare cardio-chirurgo. Ho così optato per psicologia perché, altrimenti, gli studi sarebbero durati troppo e, ero stata a vivere in Germania, dopo le magistrali.
Essere come Manzoni? Magari! Posso dire che, quando scrivo, il genere che prediligo è quello umoristico-fantasy poiché ritengo che, nella vita occorra anche sognare e trovare il lato ironico di talune situazioni. Poi, talvolta, mi trovo a raccontare storie realmente accadute cui, di ironico, non esiste un bel niente. Vedi “I piedi per terra, la testa in cielo”. Mi fa piacere che Lupetto abbia capito che, un’impronta, in me, l’hai già lasciata. Sono oltretutto convinta che gli incontri non avvengano per caso: ce li manda il Destino. Nel secondo libro di Belinda, gli antenati usciranno dalle cornici (è già avvenuto nel primo, d’accordo, ma, in questo caso cambia qualcosa!), e si metteranno a discorrere con gli abitanti della Villa delle Quarantasei Querce. Inviterò anche i tuoi, di antenati. Se vuoi raccontarmi di uno in particolare, lo renderò riconoscibile. Al momento posso dire che, grazie ad un’amica (le “Mosche Bianche”, come le chiamo io, esistono ancora!), ho trovato un buon grafico americano che s’è offerto di dare un volto a Belinda Victoria. Un passo alla volta. Non ho fretta. Dopotutto l’attesa racchiude in sé momenti magnifici.
Insisto:sono convinta che non riuscirai a scrivere senza pensarmi.Ti auguro di sfondare nella tua attività,diversamente da me che non ci sono riuscita nel lavoro autonomo,anzi,quella che sarebbe stata la parcella + alta della mia vita non mi fu pagata a causa di un mancato fallimento con suicidio.Un altro mio ex cliente,che mi pagò,morì in incidente stradale a 32 anni.
Simpaticissima! Sei già nei miei pensieri. Mi piace come racconti le cose, con immediatezza e spontaneità, senza nasconderti, con l’ironia che fa da sottofondo. Non sfonderò mai, con la scrittura. Ma neppur così tanto mi interessa. Questo libro, quello o quelli che lo seguiranno, saranno l’eredità che lascio a mio figlio, eventualmente ai miei nipoti, ai figli dei miei nipoti. L’importante e che ci sia prima o poi qualcuno che riesca laddove ha fallito la nonna o bisnonna che dir si voglia. Questo anche e soprattutto perchè deve essere fatta prima o poi della beneficenza. Se mi dici il nome del tuo antenato che ritieni più caratteristico, comincio a sondarlo lasciando andare la mente. Poi mi dirai se ho azzeccato. E’ quell’antenato (o quell’antenata!), che s’introfulerà, suo malgrado, nel secondo libro di Belinda Victoria. L’istinto mi dice che è un uomo. Resto dunque in attesa dell’identikit. Notte!
Ti dico un nome:Amedeo.A cosa ti porta la tua immaginazione?
Amedeo aveva una moglie e tre figli, penso. La moglie si chiamava Rosangela. Soffriva di disturbi biliari ed è morto a 56 anni. Era affezionato alla sorella. Non mi sembra molto alto. Dimmi tu se ho azzeccato qualcosa!
Aveva una moglie e disturbi epatici.Età di morte:72,una figlia.Aveva una sorella.Aveva gli occhi verde prato come un lupo.Hai colto diversi aspetti.E se ti dico Vanda?
p.s.:Belinda è una donna sana?Non riesco a immaginare talenti e virtù senza malattie.
Ho azzeccato ben poco! Comunque Belinda è sana ma è una bambina! Sono però contenta che tuo nonno sia morto almeno a 72 anni e non a 56. Io, oltre al resto, ho preso l’influenza e ora vado nel letto perché sto tutt’altro che bene. Qui siamo tutti acciaccati. Belinda, da quel che so, ha una salute di ferro e un caratterino niente male. Bisognerebbe un po’ imitarla. Ti dirò di Vanda. Ma, in totale, come si chiamava la moglie di tuo nonno, ovvero tua nonna?
Un po’ di suspence, comunque anticipo che la moglie di Amedeo era chiamata Angelina perchè Angela era il suo secondo nome,il primo nome non era quasi mai usato dai parenti e familiari.
Vanda mi fa pensare ad una donna anziana, non alta, con un caratterino alla Belinda, che racconta qualche bugia ma solo perché non le piace parlare troppo di sé e vuole tenere gli altri un po’ sulle corde. Non una persona muffa, insomma. Mi sembra sia morta in età più avanzata rispetto a quella del nonno e se la immagino insieme a te, mi sembra ti chiami Teresa.
Per il resto dico che si può sentire la mia voce cliccando su radiomontecarlo.net/luisella.php. Ma lì i commenti possono lasciarli solo i lettori del romanzo. Inviterei comunque Lupetto a iscriversi a Leo, di modo che possa farle una comunicazione più o meno privata. Ciao a tutti!
Di Vanda hai azzeccato tutto,è la moglie di Amedeo ma per i parenti era Angelina,quindi Rosangela non era tanto lontano.
Vanda è un nome che oggi non si usa quasi +,come Amedeo,già dai nomi si può intuire l’età.Purtroppo entrambi sono in cielo e si spera stiano molto meglio di noi.
Ho visto http://www.belindavictoria.com e mi sono iscritta al forum,puoi vedere la mia discussione.
Vedi che potrei quasi fare la maga? Comunque, non sei entrata nel forum del mio sito per il semplice fatto che lì, c’è solo la possibilità di scrivere alla fata Artemisia. Sei entrata invece nel forum di Leo “Io e Belinda Victoria” dove, per la verità, non entro quasi mai perché non ho ben inteso come si fa e impiego ore per scrivere poi una breve e-mail. Difatti non lo frequenta quasi nessuno perché ho avvisato che non riesco ad entrare. Ti dicevo dunque di iscriverti a Leo di modo che, tramite la posta privata, possa poi darti il mio indirizzo personale. Sei una persona interessante e hai personalità Dunque, non conviene lasciarti perdere. Ciao.
Ciao, Daniela! Ti ho sentita parlare a Radio Montecarlo e devo dire che sei stata molto chiara nell’esposizione. Con poche parole hai detto in pratica tutto anche se per fortuna non hai svelato la trama, se non per grandi linee. E’ stato dato il volto a Belinda Victoria? Quando lo si può vedere? Un amico di Torino mi ha chiesto dove trovare il libro senza passare per Internet e non so cosa rispondere. Fammi sapere e anche qualcosa sul secondo libro che quella che ti ha intervistato ha detto che sta per essere pubblicato. Ma è vero? Quando?
“Cosa sta succedendo?” come spesso domanda la contessa Kablinski. Mi sembra che ci siano delle cose che vanno ok, altre che non vanno ok, per Belinda. E’ stata rapita, cosa significa? Il libro, nella tua città, non esiste più. Perché? Altrove neanche. Perché? Fosse che son state vendute un milione di copie, ok. Ma cosa è successo? Lasciamo da parte la fata Artemisia. Tu Daniela, dici e non dici. Se ti serve una mano lancio un SOS nel mio sito. Parli del secondo libro che ancora non c’è ma il primo dov’è? Mi sa che hanno rapito te. Fai sapere.
Il libro nelle librerie non c’è. Ok, vero. Nessun SOS per ora. Per il resto, aggiungo che non mi rapisce nessuno. Per il volto di Belinda si sta muovewndo un grafico americano cui il romanzo è piaciuto parecchio. Ho già visto le bozze e sono molto d’effetto. Il secondo libro è in cantiere ed è molto impegnativo. Partirà. Certo che partirà. Non ora, ovviamente! Tutto al momento opportuno. La trama non posso rivelarla e so che potrebbe fare discutere. E’ stato un messaggio didascalico, il mio, ma, per ora, è tutto. Vi abbraccio.
finalmente riusciamo a sentire su radiomontecarlo, la voce dell’autrice del fantasy “belinda victoria”, un po alla volta prende forma il mistero che avvolge: autrice,libro che all’improvviso non si trova più, nuova pubblicazione che ancora non c’è, ma che preavvisa un assalto nelle librerie per accaparrarselo…insomma questa Bigottà si sta facendo sempre più misteriosa e non solo. Ora ci parla pure di una trama che farà discutere, e forse nemmeno in gran coro, riusciremmo a saperne il motivo. Vai Bigotta, illuminaci con i tuoi indizi, pezzo dopo pezzo sarà compito nostro a comporre il puzzle!
Ok, non c’è nelle librerie. Ma perché se si va sul sito di Unilibro, lo si può acquistare a prezzo maggiorato di 5 euro per problemi di reperimento? Siamo pazzi? Qui gatta ci cova….
Non allarmiamoci. La calma è la virtù dei forti. Ho letto la domanda di Liliana anche altrove. Non preoccuparti. Nessuno metterà mai a tacere Belinda. Ogni sera lei racconta man mano quel che è successo sulle pagine del secondo libro che stiamo scrivendo… praticamente insieme e che sarà prima o poi pubblicato. Dopotutto si tratta di un fantasy dove la fantasia si alterna alla realtà. Posso aggiungere che il grafico americano di cui avevo parlato ha fatto pervenire la sua ultima interpretazione di Belinda, che verrà presto inserita nel sito. L’immagine si riferisce a quel che accadrà nel primo capitolo. Il grafico inserirà a propria volta l’immagine sul proprio sito dove, inutile dirlo, si parlerà anche di Belinda Victoria. Ai pochi americani che sono riusciti a leggerlo, essendo scritto in italiano, il libro è molto piaciuto. Sto anche cercando di farlo tradurre in inglese e la traduzione sarà sicuramente pronta per la fine di luglio del 2010. Ma non è escluso anche prima. Perché no?
Con questo, auguro la buonanotte.
Se andate sul sito http://www.renderosity.com/mod/gallery/browse.php?username=DennisReed&page=1
vi accorgerete che Belinda Victoria se n’è andata in America. Mai perderla d’occhio, la ragazzina!
Sta ottenendo un successo formidabile. Mi sembra che Belinda Victoria la capiscano di più gli americani, che parlano una lingua diversa, che gli italiani. Penso che si tratti di un buon trampolino e, ora come ora, visto che è scritto nero su bianco – e anche in inglese, sul sito di grafica più importante del mondo -, il secondo libro non deve farsi aspettare. A proposito, a che punto è?