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Basta sputare nel piatto dove si mangia!!!

di Elisabetta79

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti, mi sono alzata stamattina con la voglia di esprimere il mio punto di vista sulle cose, in questo caso forse tirare le orecchie a un pò di persone...e lo dico a voce alta perchè l'ho fatto anche con me stessa dopo tanta tanta autocritica.. Benedetto Dio, continuo...
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Data di pubblicazione: 14 Novembre 2012

L'autore ha condiviso 7 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Elisabetta79.

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Categorie: - Amore - Me Stesso

118 commenti

  • 76
    mony -

    Ciao Elisabetta, nelle tue descrizioni rivedo alla perfezione il mio ex, e ti giuro son sorpresa, quasi stupita e un po spaventata del fatto che il mio ex non sia unico..
    Però lui aveva il brutto vizio di alzarmi le mani in maniera estrema(estremo in tutto).
    Quindi riesco a capirti alla perfezione ecco perché mi son soffermata sulla tua lettera, ho subito percepito una storia simile ma non credevo al punto tale da leggere il profilo del mio ex.
    Io l’ho lasciato non perché non l’amavo ma perché avevo toccato il fondo, anche io ho perso parecchi lavori sudatissimi per opera del suo continuo massacrarmi..
    Aver lasciato in un certo senso sembra molto più semplice, del tipo è stata una mia decisione e quindi ora posso guardare avanti..
    Ma lasciare un narcisista/sadico, ossessivo compulsivo non è semplice ti assale fisso l’ansia che ti possa cercare, che prima o poi ti farà pagare il fatto di avergli rovinato la vita (visto dal loro punto di vista illogico)..
    Vivere in un paese, uscire nei luoghi dove posso incontrarlo è effettivamente difficile ma non impossibile…
    Non dargli la possibilità di continuare a rovinarti la vita, dopo la rabbia c’e’ una pace interiore allucinante, cerca dentro di te e credimi la troverai come ho fatto io… MONICA

  • 77
    elisabetta -

    KOMBO, parole molto sagge!! In realtà è quello che ci chiediamo tutti cioè le persone che mi conoscono bene e che sanno come sono fatta. me lo chiedo sempre come sia potuto succedere, mi sembra strano, sai???
    La sua mamma con cui ho continuato a rimanere in contatto fino ad oggi (mi ha chiamata 5 minuti fa!) non riesce a darsi una spiegazione valida..(anche xkè lei non sa proprio tutto, certe cose non le capirebbe), lei ha sempre preso le mie parti e mi ha vista soffrire e piangere come una disperata e ha imparato a conoscermi col passare del tempo tanto da considerarmi come una figlia e io lei come una madre.

    Purtroppo non lo so, Kombo. Ora sono disoccupata e per questo ho dovuto interrompere il “contesto protetto” che mi stava portando a capire molte cose, e spero di ricominciare quanto prima per poter trovare il bandolo della matassa (se vi è) una volta per tutte oppure per riuscire semplicemente ad accettare che sia andata cosi.

    Forse è un’esperienza che mi serviva..?? bohh

  • 78
    elisabetta -

    E’ possibile rincoglionire cosi tanto per amore??
    Ero come stregata.. mai successo prima di allora!!!

    Chissà! Quanto meno ho imparato a conoscere me stessa e i miei limiti, cosa che, probabilmente, ha giocato un ruolo fondamentale in questa storia. Certe esperienze servono.

    A che prezzo però!

    Tu come stai Kombo?
    Dimmi di te, se ne hai voglia.

  • 79
    elisabetta -

    …Anche se in merito alla figura del narcisista mi sono documentata molto e, sostenuta anche dalle parole della psicanalista, ho preso atto che queste persone scelgono quasi sempre donne inizialmente forti e indipendenti per renderle man mano deboli e incapaci di reagire. Ed è come mi sentivo io.. Io anzi non esistevo, come non esistevano i miei sentimenti. Ero o ero diventata zero!

  • 80
    elisabetta -

    MONY, ciao!
    diciamo che per certi versi il mio ex si discosta un pò dalla figura stilizzata del narcisista nel senso che è molto freddo e anaffettivo per cui non è il tipo che ti viene a cwercare con l’ossessione di rovinarti la vita o di riaverti (piuttosto si taglierebbe un braccio). Anzi a volte avrei voluto tanto che lui mi cercasse per chiedermi almeno il perchè me ne fossi andato, ma non l’ha mai fatto e credimi questa è un’altra dimostrazione di cattiveria e indifferenza difficile da sopportare. E’ la sua leggerezza e superficialità che mi fanno male, il suo rifiutarsi di capire perchè “certi discorsi sono sterili”!!
    Il suo tipo di vendetta è diverso, è del tipo “voglio vederti soffrire e strisciare ai miei piedi perchè tanto su ci sei sempre e qualsiasi cosa io faccia tu mi perdoni sempre perchè sei incapace di farmi del male, ma io lo posso fare a te senza temere reazioni”. In pratica è questo il concetto.
    E ti dirò di piu, lui sa benissimo in cosa ha sbagliato e questo lo so perchè mi è stato detto e l’ho capito io tramite alcune frasi scritte su fb (siamo ancora amici, ma senza parlarci!), ma non ritiene di dover chiedere scusa un pò per orgoglio, e poi perchè le sue astruse impalcature mentali gli permettono di crearsi alibi altrettanto astrusi e al limite del patologico, del tipo “se lei mi ha lasciata vuol dire che non mi amava” oppure “se lei mi ha lasciato andare vuol dire che non se ne fregava niente e poi da quando l’ho lasciata non si è piu fatta sentire, neanche una telefonata per sapere come stavo!”
    Aaaah io???? Tutto questo per scaricarsi la coscienza e apparire agli occhi degli altri come puro d’animo..

    Cioè sono scuse che apparentemente fanno ridere, ma vissute in pieno e dette da un soggetto del genere, suonano davvero come un “per me non esisti come persona e offendo la tua intelligenza perchè so che tu a queste scuse ci credi perchè sei scema!”. Sai che male fa sentire la persona che credevi ti amasse, dirti queste cose con leggerezza e insensibilità da vendere??
    Sai cosa vuol dire quando tu prendi e te ne vai e lui ti dice “fai piano con le valigie che devo dormire?”
    Beh te lo dico io, fa malissimo.
    Sai cosa vuol dire quando tu ti avvicini per dargli un bacio sulla guancia e lui in presenza di altri ti dice “non ho obblighi istituzionali nei tuoi confronti”?
    Sai cosa vuol dire quando lui ti dice (per fortuna una sola volta!) : “sei inferiore”?
    Sai cosa vuol dire quando tu hai il progetto di aprire un’attività tutta tua e lui invece si sostenerti ti dice “fai come ti pare, a me non me ne frega niente, tanto fallirai”?
    Sai cosa vuol dire quando lui ti presta la macchina dicendoti “anche se non stiamo piu insieme io te la lascio per qualche mese per venirti incontro” e poi quando gliela restituisci ti chiede di pagargliela come se fosse stata in noleggio, sapendo che quei soldi mi sarebbero serviti per sopravvivere???

    Sai cos’è l’indifferenza e il godimento nel vederti stare male per lui?

    CONTINUA SOTTO..

  • 81
    passante -

    @elisabetta

    Certo che è possibile rincoglionirsi per amore, anzi forse innamorarsi non vuol dire altro che rincoglionirsi fino a non riconoscersi più…creare dipendenze malsane, aspettative assurde, salumerie e occhiali vari colorati sugli occhi, castrare la propria libertà e indipendenza, etc. etc..per poi finir male cmq, molto male…haahahha….
    scusa non sono costruttivo…e sto facendo anche dell’ironia ma purtroppo neanche tanta a pensarci bene…
    Ammenochè non si tratti di un rapporto/amore maturo ed equilibrato fra persone mature ed equilibrate….forse !

    chi lo sa…:)

    cmq ti sento meglio, stai prendendo atto di diverse cose …

    ciao

  • 82
    elisabetta -

    CONTINUA DA SOPRA..
    Sai cosa vuol dire quando lui sa che devi arrivare in stazione dopo un lungo viaggio (fatto per andare a trovarlo e per cercare di rimettersi insieme)e il giorno prima ti ha detto “chiamami che vengo a prenderti” e poi quando arrivi li non vedi nessuno e lasci squillare il tel a vuoto per 12 volte aspettando sotto un sole feroce di Milano e poi sentirsi dire il giorno dopo “mi spiace, ma avevo caldo e non me la sentivo!” E questo con il sorrisetto sulle labbra. E io che gli avevo portato anche un dolce che gli piace tanto fatto proprio da me..

    Sai cosa vuol dire, all’inizio della storia dopo che lui ha fatto i salti mortali per averti e dopo essersi assicurato che tu sia ben cotta a puntino, sentirsi dire dopo il primo bacio per 2 mesi di fila “ti amo” poi il giorno dopo “non ti amo piu”, poi “poi dopo qualche ora di nuovo “ti amo” e poi se gli chiedi “perchè fai questo?” lui ti risponde “perchè cosi voglio!!!!”?

    Cosi, per il gusto di ferire e farmi stare male.. ti pare giusto???

    Sai che destabilizzazione porta un tipo cosi?

    E poi c’è ancora dell’altro.. ma non mi va per il momento!!!

  • 83
    kombo -

    @kiky9326 e passante:
    la scienza esiste proprio per questo. Per trarre principi generali da casi particolari in modo da non dover riaffrontare ogni problema da capo.
    Quindi, non ho bisogno, ad esempio, di aver provato gli attacchi di panico per curarli o comprenderli. Non ho bisogno di rompermi un braccio per capire cosa è una frattura.
    Allo stesso modo, in queste situazioni è rintracciabile una logica sottostante, per quanto essa sia dettata da sensazioni ed emozioni. Una “logica emotiva” c’è, altrimenti non esisterebbe la psicanalisi e non potremmo fare questi ragionamenti.

    @elisabetta:
    domanda complessa; se vuoi ti lascio la mia email:
    latinorum750@hotmail.it

  • 84
    elisabetta -

    Mamma mia, è vergognoso quanto ho scritto.. Spero di non avervele scartavetrate perchè la cosa mi dispiacerebbe.. Forse avevo bisogno di parlare?!?!

    PASSANTE: Eh si, sto prendendo atto di molte cose dopo essermi confrontata con voi!

    KOMBO: ti scriverò

    LUNA: ti sei eclissata? 🙂

    KIKY: come stai?

    COLAM’S: ciaoo

    Manca qualcuno?

  • 85
    mony -

    Io Elisabetta ti capisco benissimo, però queste persone non cambiano mai credimi.
    Le stesse manipolazioni mentali le utilizzava il mio ex con me, mi picchiava e poi mi diceva alzati dal letto che sei una larva, ero triste e mi umiliava che avevo un brutto carattere, mi diceva che ero una fallita quando in realtà lo mantenevo io, mi avvicinavo e mi scansava fisso o con una scusa o con un altra, sta di fatto che non aveva sensi di colpa e viveva benissimo.
    Secondo uno studio i narcisisti amano troppo se stessi per riuscire ad amare gli altri. Non sono in grado di mantenere relazioni sentimentali felici e durature. Per il “narciso”, l’amore è un gioco in cui fare sempre la “parte del leone”, in cui mantenere sempre il potere anche a costo di mentire, tradire e umiliare il partner.
    La personalità narcisistica è poi risultata incompatibile con la possibilità di stabilire relazioni sentimentali soddisfacenti, durature e affettivamente importanti. Infatti, nonostante sia vero che per amare gli altri bisogna prima di tutto amare se stessi, i narcisisti, in realtà, non amano veramente se stessi ma si sopravvalutano continuamente, a spese di chi sta loro vicino.
    Il narcisismo implica necessariamente lo sfruttamento e l’umiliazione del partner. Certo, spesso i narcisisti sono estremamente affascinanti ma, alla “prova del cuore”, rivelano gradualmente la loro vera natura: egoisti, infedeli, manipolatori, prepotenti …

  • 86
    kiky9326 -

    @kombo non riesco a farti capire, per ogni persona BISOGNA iniziare da capo. La scienza spiega molto perchè ne è in grado, ma non tutto, ogni persona reagisce alla sua maniera nelle molteplicità delle situazioni. E tu puoi trarre tutti i principi generali che vuoi, puoi immaginare cosa prova chi ha attacchi di panico, puoi studiarli e curarli, puoi anche immaginare chi si rompe un braccio ecc… puoi capire come funziona, come si cura e tutto quello che vuoi, ma non puoi provare ne capire appieno ne le emozioni e i ne i sentimenti. Ti ripeto, se tu avessi capito ciò che ho provato io, non ti saresti mai permesso di dirmi quelle cose che secondo la logica potrebbero anche essere esatte, ma ripeto ancora che in quei casi non c’è una logica, non ha senso maltrattare una persona che ti aiuta. Dal lato opposto infatti, ci sono persone che hanno subito questo tipo di situazione che reagiscono in maniera differente dalla mia: si prendono tutta la colpa, iniziano a disprezzarsi e a far finta (che è un buon meccanismo di auto convinzione) di compatire chi ha la stessa situazione, dicendo le cose che hai detto tu. Questo è capitato proprio a me: una ragazza che invece di cercare di capirmi, mi ha detto cose anche peggiori delle tue, tempo dopo ho scoperto che anche a lei era capitata una situazione simile. Poi scusami, hai avuto l’arroganza di sapere “cosa sarebbe successo se” e di essere più che certo dei miei problemi non conoscendomi, inoltre nomini la scienza: la scienza più “seria” è quella che utilizza il metodo sperimentale, ovvero, si fanno ipotesi; cosa che tu non hai fatto semplificando tutto a pochi fattori ed essendo certo al massimo della verità delle tue parole. Poi la psicoanalisi, è vero è scienza, ma applicata a delle persone e le persone non sono macchine che dato un input reagiscono tutte alla stessa maniera. Un esempio molto chiaro, il primo rapporto sessuale. Puoi mettere 100 persone a leggere, studiare, guardare, immaginare le stesse cose, ma pur essendoci fattori comuni, nessuna ti dirà esattamente in tutto e per tutto ciò che ha provato.

  • 87
    LUNA -

    ciao a tutti 🙂 Kiky, io tanti anni fa ho deciso di interagire nel forum solo ‘in chiaro’ e in particolare su questi argomenti. L’anonimato protegge le persone e molte persone leggono senza palesarsi, magari vivendo situazioni estreme o delle quali non sono ancora o non del tutto consapevoli, ma trovano motivo di sentirsi comprese o per riflettere grazie alle esperienze e dialoghi altrui. Per me questo è anche un modo, insieme a voi, di lanciare un messaggio in una bottiglia. Anche perché, per cercare ‘violenza psicologica’ in google devi poter sapere che il problema è quello. Ma spesso la gente non lo sa. Non lo sa perché di questo argomento, di cosa sia realmente e di come si manifesti e perché non sia così facilmente individuabile, si sa e parla troppo poco. Non lo sa perché è una cosa talmente pazzesca che anche se stai male sei portato a dubitare delle tue stesse percezioni anche quando le hai. Non lo sai perché sei vittima di un’altra logica, di un meccanismo veramente complesso e perverso che ti stritola. E tra l’altro poiché il narcisista perverso è un maestro nel meccanismo attraverso cui ti lede e massacra via via e attorno lascia poche tracce veramente visibili delle sue malefatte o riesce persino a manipolare gli altri dandogli una certa visione di te (se gli altri, tanto più, hanno ragioni per dargli ragione, o se semplicemente ignorano cosa sia la vera violenza psicologica e morale, confondendola con bisticci, carattere e ciò che è tutt’altro) ti riesce difficile far capire agli altri che qualcosa di molto brutto ti sta accadendo. Qualcosa di inafferrabile già per te. Qualcosa per cui sembri tu la persona strana, malata, incoerente, nervosa. Il molestatore ti fa sentire stupido, inadeguato. Ti convince (a volte a parole dirette, ma neanche serve) che la percezione esterna di te sia uguale alla sua. Sei inadeguato, sei colpevole. Sei confuso. Chi mai potrebbe dargli torto? Ma non vedi che è logico quel che ti dice e fa? Etc. Il problema è che la violenza di questo tipo segue un’altra logica. E’ veramente complessa. Tu ci stai dentro, è vero. Chi sta fuori, KOMBO, vede delle cose, è vero. Ma se non sa il resto, il meccanismo e le sue conseguenze, non può capire. Io ho imparato da sola quello che so. Un giorno mi ha cambiato la vita, non scherzo, scoprire casualmente che quella strana cosa che era entrata nella mia vita probabilmente aveva un nome. Una definizione. Ho letto un libro e ho letto che certi miei pensieri, reazioni interiori, conseguenze interiori erano lì, nero su bianco. Cioè somigliavano molto a ciò che stavo leggendo. Uno pensa: bene, figo, hai trovato l’america. Non è così. Perché io sotto violenza psicologica e morale stavo da 4 anni. Sì, quattro. E sino a quel giorno, per quanto io non fossi stupida, per quanto io non sia masochista etc etc, per quanto io avessi usato tutta la mia intelligenza, anche emotiva, anche la mia cultura, la mia sensibilità e logica e il mio amor proprio oltre all’amore per capire che azzo fosse quella roba

  • 88
    kiky9326 -

    @elisabetta adesso sta andando molto meglio, ho un ragazzo che mi capisce, che m sostiene, insomma, che mi ama per davvero.@tutti Però ho un problema e mi vergogno molto a pubblicare la lettera con il titolo perchè è una cosa molto privata, ma non riesco a parlarne con nessuno, quindi ho deciso di chiedere qui. Il fatto è che dopo più di 6 mesi non abbiamo avuto un rapporto completo dal punto di vista sessuale. Nei primi 3/4 mesi, quando provavo certe sensazioni mentre eravamo a letto, mi venivano forti flash back, in cui rivedevo e risentivo l’episodio col mio ex (più che altro era un rivivere le emozioni: paura, confusione ecc…) e il mio corpo si contraeva verso di me, a volte, finite le crisi ho avuto anche un calo di zuccheri. Adesso va meglio, le crisi capitano si e no 1 volta ogni 20gg sono meno forti e riesco a controllarmi. Lui non mi fa pressioni, anzi, mi dice di non preoccuparmi e che piano piano si risolverà tutto, ma io ho paura di non riuscirci. Io lo amo e mi sento pronta, solo che quando arriviamo lì le mie gambe “scalciano”senza aver modo di controllarle col rischio che lui si faccia male. Se avete consigli da darmi vi ringrazio di cuore.

  • 89
    Denny -

    @Elisabetta, non ti disperare vedrai che tutto passa.

  • 90
    LUNA -

    non potevo sapere cosa fosse. Perché è un altro pianeta. Oggi per me non lo è, KOMBO. Oggi per me è una cosa che esiste e se posso o mi viene richiesto faccio, per quel che posso, il ‘traduttore’. Perché dico ‘il traduttore’? Perché l’ho fatto tra me e me, quando ci stavo dentro. Mi spiegavo le cose. E l’ho fatto tra me e fuori, anche perché potesse avere un ponte, tra ciò che accade o è accaduto nella casa e il semplicemente visibile. Perché là in mezzo ci stai tu. Credimi, KOMBO, io questo lo dico con dolore, non supponenza. Chi ha provato cosa sia forse mi può capire. Perché si soffre anche della mancanza di quel ponte. Son felice che tu abbia detto a ELISABETTA ‘Ti ascolto’ e che tu mi abbia chiesto ‘spiegami meglio’. Io posso darti dei titoli di libri, se ti interessano. Non ti diranno tutto, ma un’altra prospettiva, sì. Però, vedi, mi è difficile darti una sola, breve risposta. E non per poca chiarezza mia interiore sul tema o prolissità. Su questo tema io mi muovo più a panza che per nozioni, per quanto ne abbia. E’ un mix. Di mie esperienze, di quelle degli altri, di persone vicinissime con cui, casualmente, ho condiviso un percorso simile, anche se non uguale. Gente che mi ha raccontato la sua storia casualmente, là fuori, senza che io minimamente facessi cenno alla mia, e non me l’ha manco chiesta, ma poiché ‘annusava’ che capivo l’idioma mi ha fatto un dono di raccontarmi la sua. La donna che al supermercato che, col pretesto che io sorridevo, mi ha detto ‘io ho paura per mia figlia, signorina. Lei sorrideva come lei, da quando sta con lui è strana, non sorride più e non si capisce perché’. E io a domandarmi cosa, senza sapere nulla di sua figlia, potevo dirle e non dovevo dirle. Kombo, scusa questa risposta poco utile e lineare. Di panza. Te ne darò di migliori. KIKI, non uso la mail perché potrei non riuscire a starci dietro. Sei sicura di non voler dirmelo in chiaro? Come ti senti tu. Pensaci, serenamente. Posso dirti che una mia amica li ha avuti, anche le reazioni a toni alti, etc. Anche incubi, ora non più. Hai mai pensato di fare un corso di autodifesa? Non pensando che al mondo è pieno di aggressori. Il senso è un altro. Riguarda la fiducia in te. Buh. ELISABETTA: il punto è chi aiuti, come si pone, cosa ti chiede e come, se cerca un rapporto di dipendenza o un sostegno per la sua autonomia. Non è una sfumatura. ‘sei la mia salvatrice’ è un’affermazione dipendente. Ognuno si salva sempre da sè. Il non dipendente ti è grato perché gli hai ricordato dov’è la sua canna da pesca, non perché sei il suo pesce salvatore. Se aiuteria una persona non dipendente, anche se è nella stramerda, di solito non avrai guai. Idem se chi ti aiuterà non ti aiuterà in termini di dipendenza. Forse non riesco a essere chiara. Diffida non di chi ti mostra le sue debolezze e ha l’affanno, ma di chi ti dice sei fantastica, sei il mio polmone.

  • 91
    kiky9326 -

    @LUNA la domanda l’ho fatta nella lettera precedente a questa, non so con chi parlarne, ho bisogno di tanti consigli perchè questa situazione mi fa soffrire. Il corso di auto difesa l’ho smesso da quando sono stata picchiata perchè appena un uomo/ragazzo muoveva le mani troppo velocemente o anche verso di me io mi stringevo a me dalla paura e poi perchè non volevo dare spiegazioni di un cambiamento così grande in poco tempo.

  • 92
    LUNA -

    KIKI, ciao. Dicevo del corso (non sapendo che lo stavi già facendo) lontano da una situazione ancora così a “caldo”. In realtà non so quanto possa servire effettivamente per difendersi da un malintenzionato, però per “ricentrarsi” e per la propria autostima può funzionare (per esempio per una mia amica è stato così), per scaricare, anche, certo quando una persona se la sente. In generale (a gusto e fase della vita) credo possano servire a questo scopo, rilassare e o scaricare e a riequilibrare meglio il contatto mente/corpo anche attività come lo yoga o altre invece più dinamiche. (lo yoga a me annoia, per esempio).
    Non ho capito, scusami, quanto tempo è passato da trauma e se hai fatto (forse lo hai scritto, scusa non ricordo) qualche terapia da uno specialista, sia di usuale tipo psicologico o proprio specifica riguardo i traumi.
    Sembra che tu abbia una sorta di “memoria” fisica della cosa…
    Quindi (scusa se sono diretta) con i preliminari va tutto bene?
    Non hai problemi con il contatto fisico ma in una determinata, specifica situazione?
    Un consiglio banalissimo e forse scemo o che magari hai già ampiamento attuato: credo che forse dovresti regarlarti un po’ di coccole tu. A cominciare da bei bagnetti caldi in cui ti dedichi a coccolarti anche gli alluci e i mignolini, alle caviglie e alle orecchie. Spalmarti creme profumate ecc. Magari non serve, non lo so, ma tentar non nuoce. Intendo il fatto che se ti è rimasta una memoria fisica pessima penso non possa farti che bene associare al tuo corpo memorie positive, anche non necessariamente connesse ad un’altra persona. Ho fatto a suo tempo una lezione (poi non sono riuscita a fare il corso per ragioni di tempo) di Feldenkrais, mi pare si chiami così. A parte che fa bene per la schiena mi pareva interessante l’impostazione di movimento libero, personale, di autoascolto, almeno per come ha svolto la lezione l’insegnante. Questo come contorno. Ti ho chiesto appunto se hai in qualche modo affrontato i traumi anche in sede adeguata se tu lo avessi ritenuto o lo ritieni necessario.
    Non tormentarti comunque con la cosa “non ci riuscirò mai” o cose del genere. Non ti serve. Il tuo fisico comunque non vuole remarti contro. Sei sempre tu.

    ELISABETTA: ovviamente non conosco te, la tua vicenda, i tuoi rapporti con le persone coinvolte, quindi ciò che ti scrivo, e scusa l’invadenza, è rivolto a te ma puoi anche “disconoscerlo”, ovviamente.
    A me sembra che tu sia ancora troppo legata al tuo ex. che tu abbia ancora delle aspettative nei suoi confronti. Anche che sia lui a risolverti questo dilemma (umano) sul perché dando amore hai ricevuto calci nel sedere e molestie invece di ciò che “di regola” si dovrebbe ricevere dando. Dovremmo ricordarci però che non funziona così. Dare amore non è un’assicurazione di riceverlo e frasi come “ho dato 1000, perché invece di darmi almeno 100 mi ha dato meno 100?!?”, pur essendo umanissime, non vogliono dire nulla. Mi spiego meglio: è vero che in linea di massima

  • 93
    LUNA -

    se siamo assertivi è più facile ricevere assertività, e idem con l’amore e l’affetto. Ma dipende anche da dove seminiamo i nostri semi, su quale terreno. La vita ti sorride se la guardi sorridendo e spesso se entri in un negozio e la tipa dietro il bancone ha un atteggiamento negativo magari da sorriso e assertività nasce un rimando positivo, un punto di incontro. Io a questo ci credo e infatti non vado in giro ponendomi negativamente verso il prossimo, e ho per esempio anche degli ottimi amici da una vita con cui condivido rapporti e emozioni positive. Tuttavia di per sè amare qualcuno o trattare bene qualcuno non farà automaticamente sì che ci sia “la giustizia” a cui fai riferimento. Del resto, per questa “giustizia”, lui trattandoti di m… avrebbe dovuto ricevere m… o per lo meno indifferenza, invece, come noti tu stessa, riceveva il contrario. Dunque la questione è un’altra: lui funziona così, e segue le sue regole. Sta a te cosa fartene rispetto al tuo modo di vedere la vita e i tuoi rapporti. Il fatto che non possiamo “controllare gli altri”, ciò che provano, come funzionano o come si rapportano con noi non significa che allora possono farci quello che vogliono. Ovvero, non è che perché non posso controllare gli altri non ho diritto di sentire e di dirmi che una situazione non mi va bene. Se io sento di volere un rapporto basato sulla parità,la reciprocità, il rispetto e lo scambio e il sostegno è chiaro che posso dire: questo comportamento di tizio non va bene per me, non lo accetto.
    Però se tizio funziona a modo suo non cambierà perché secondo una regola, anche di comportamento umano sociale e relazionale, dovrebbe comportarsi diversamente.
    Il mio consiglio è di affrancarti il più possibile da questa persona. Nomini fb dicendo che non vi parlate, ma pare, scusami, che speri che in qualche modo questo contatto si realizzi. Certo in forma diversa da prima, però non hai tagliato il cordone.
    E non so, onestamente (questo lo sai tu!) quanto bene ti faccia, almeno in questo momento, frequentare e sentire una persona a lui così vicina come sua madre.
    A te, anche per stare meglio, forse farebbe proprio bene cambiare aria.
    Lui si è comportato molto male, lo abbiamo capito. Ho già detto che non giudico i meccanismi per cui una persona rimane incastrata nella dinamica che descrivi. Però puoi domandarti, ed è questo che da fuori ti diceva KOMBO, quali tue “false idee” ti hanno comunque portato anche però persino ad aumentare le dosi di dolcezza tentando di far capire ad una persona che avrebbe dovuto vedere la dolcezza mentre ti lanciava pietre e ti usava contro quello che per te avrebbe magari potuto (o dovuto) ottenere un altro effetto. Non si tratta di odiare costui. Ma di affrancarti da lui in un certo modo sì, e anche da certe domande, umane ma non funzionali, che ti fai. Le domande “giuste” portano a migliori intuizioni. Affrancarti: non sono certa che tu lo stia facendo. Ovviamente sai tu. (per riflettere, non per giudicare, bacio!)

  • 94
    kiky9326 -

    @LUNA no, mai affrontato il problema con psicologi eccetto una volta, ma prima di incontrare il mio attuale ragazzo. C’è un centro nella mia città in cui ci sono psicologi che offrono un servizio nel quale si parla e se possono ti consigliano, ma non riuscivo a “essere me stessa”, non so spiegarlo bene. Ho provato con i massaggi tutto bene, l’importante è che fosse una donna a massaggiarmi, se mi massaggiava un uomo provavo repulsione. E’ passato un anno e 5 mesi da quel pomeriggio e visto i progressi che sto facendo, per adesso riesco a fare a meno di uno psicologo. Per i preliminari va meglio e deve essere una cosa molto graduale, se no poi succede che il mio corpo lo respinge. E non riesco a spogliarmi del tutto (la biancheria intima rimane), non per l’imbarazzo, ma perchè c’è qualcosa di più forte che mi trattiene. Con il contatto fisico va quasi tutto bene, quasi perchè bocca e mani devono rimanere sopra l’ombelico se no scalcio. Lo so che mi ci vorrà del tempo, ma questa situazione mi fa stare male. Vogrrei fare l’amore con lui, ma appena si presenta l’occasione, cado in uno stato di confusione e paura in cui arrivo pure (pochi minuti) a pensare male del mio ragazzo. Non so cosa fare, ho pensato che forse ci sono troppe paure a trattenermi pur sapendo che lui è un bravo ragazzo. Non so cosa pensare, mi sento in colpa perchè il mio ragazzo si prende delle conseguenze da una situazione che non ha creato lui, anzi, da cui lui mi ha aiutata ad uscire. Vorrei avere un rapporto normale con la persona che amo e non ci riesco per cose che sono solo nella mia testa.

  • 95
    passante -

    Ragazze/Donne… al momento non ho tempo per scrivere molto…solo una cosa, non riesco davvero a concepire come vi troviate tutte con tipi che poi finiscono a menarvi davvero.
    Per me inconcepibile fare violenza fisica su una donna, mi sentirei un verme a dir poco…l’unica cosa del genere che potrei immaginarmi è tirare un ceffone al massimo per calmare magari una crisi isterica esagerata…
    Con questo non voglio certo sminuire tutte le forme di violenza psicologica che uno magari anche inconsciamente (a meno che proprio non sia un sadico…) può infliggere…
    Ma dico …dove andate a tirarli fuori sti tipi che alzano le mani ?
    No perchè vedendo pure i miei amici non mi risulta che nessuno meni le donne…
    Boh davvero, è scandaloso che al giorno d’oggi ci siano ancora casi del genere e che non sembrino neanche tanto isolati…
    cmq scappate a gambe levate se uno fa violenza, via e a mai più rivedersi!
    E denuciateli pure subito senza nessuna remora.

  • 96
    realtàdeifatti -

    ma “passante”..la cosa che si evince dalle tue giuste considerazioni è che alle donne piace buscarle…o per meglio dire sembrano particolarmente attirate dai tipi burberi, selvaggi e maneschi!1! ahahhahaha alla prox un bel pugno nei reni non glielo leva nessuno 🙂

  • 97
    sarah -

    @kiky
    perchè non provi a fare questo esercizio:stai per un pò nuda in casa,totalmente nuda,magari dopo la doccia,mettiti a letto e spalmati delicatamente con gli occhi chiusi la crema per il corpo,puoi anche provare insieme al tuo ragazzo,io sopo il mio ex avevo paura,mi aveva fatta male,non aveva delicatezza,era irruento ed è stato orribile,neanche mi guardavo,poi iniziavo a coccolarmi a tenere di più al mio corpo,ad accarezzarlo e a rilassarlo e devo dire che ha funzionato 🙂 provaci!ci vuole tempo ovviamente ma comunque hai bisogno di rilassarti tantissimo e solo il tempo non ti aiuterà,aiuta te stessa!

  • 98
    LUNA -

    PASSANTE, io son la prima a dire che il problema non è di ‘genere’. Gli uomini stessi si indignano di fronte agli uomini violenti, non riconoscendoli come ‘colleghi’, semmai come individui pericolosi anche per le loro compagne, madri, figlie e sorelle. Peraltro esistono donne fisicamente violente. Verso altre piccole donne e donne, e piccoli uomini. Uomini, per ragioni di forza fisica, è più difficile, ma non impossibile. Quindi il concetto semmai è firmare la catena della violenza. Passante, neanch’io credo che tra i miei amici ci siano uomini violenti. No, non penso proprio. Tieni conto in generale, però, che non tutti i violenti l’hanno scritto in faccia palesemente, nei modi e nelle parole eclanti. Non hanno tutti l’aria del bullo di periferia, e magari pesano pure 50 kg. Non son tutti con l’aria da tossici o da una sera in questura. E non vanno a dire in giro che pestano la moglie o la trattano di m… ‘che hai fatto ieri?’ ‘ho strattonato mia moglie’. Con ciò voglio dire che forse incontri dei ‘violenti’ al bar e non lo sai. Anche perché non sempre si presentano aggressivi, a volte son repressi. Tanto da sembrare timidi. E tra l’altro una certa dose di aggressività, anche sublimata, nella nostra società è anche piuttosto tollerata. Quindi? Quindi dove l’hai trovato il violento? Se non ce l’aveva scritto

  • 99
    elisabetta -

    LUNA,ora non posso, ma ti rispondo domani perchè quanto hai detto non è completamente vero per quanto riguarda me, anche se molto interessante.

  • 100
    LUNA -

    (scusate i refusi, ‘fErmare la catena’ ovviamente e ‘eclatanti’. Son senza occhiali :p) in fronte, non dava segni tali ed evidenti, l’hai conosciuto in questo mondo, nella vita di tutti i giorni, dove potresti conoscere chiunque. E con un biglietto da visita che magari era l’esatto contrario. Un mio amico ha avuto una morosa fuori come tre cavalli, gelosa paranoide, stalker e violenta. Una donna. Non l’ha conosciuta così. Io, che l’avevo vista poco, tre volte, in altro contesto, potevo percepirla un po’ particolare, ma a sentir lei parlava di sè e della vita come un angioletto. La terza volta a dire il vero disse un paio di cose un po’ strane (‘campanellin d’allarme’) ma niente di così eclatante e visibile da far pensare nell’immediato a quel dietro le quinte. Un’altra mia amica si mise con uno che in pochi mesi le fece una violenza psicologica da ridurla (momentaneamente) in poltiglia, anche perché, avendo lei un problema di salute, aveva le difese basse. Me ne parlava, prima, come un principe azzurro. E la prima volta che li vidi insieme lui le metteva il tappeto rosso, sorridente, spiritoso, solare, brillante. Ok, ammetto che pensai che per me (per me) era un tipo sopra le righe e pareva avesse ingoiato una centrale elettrica. E a me, in generale, la gente vivace o di per sè anche molto particolare non è che dia fastidio. Lui mi stonava, forse per quella sua aria perfetta e i sorrisi a 45 denti. A istinto. Però di sicuro male non la trattava, ai tempi, e se piaceva a lei… Per inciso ora a distanza di molti anni il tipo è sposato e ha un figlio. Chissà. Dubito che avrà cambiato personalità. Anche se dipende con che personalità si sta mescolando. Anche affine alla sua. Che abbia risolto un certo modo di funzionare senza un buon psichiatra però dubito fortemente. Questo per: dove si trovano. Col senno di poi certi banali o meno segnali li ricostruisci. E in seguito più facilmente li sgamerai. Ma metterei su due piani diversi cercarli/sceglierli/trovarli e scoprire via via delle più eclatanti caratteristiche/restarne spaesati/spostarsi. Anche perché certe cose si rivelano spesso in una quotidianità molto vicina. E non stiamo parlando semplicemente di caratteri di m, incompatibilità, modi di fare. Anche se col senno di poi, a ‘naso’, starai più attento/a. E’ rivedrai magari certi parametri di scelta. Però capita, anche senza andartela a cercare. Anche se, per dire, sei attratto/a da chi ti sembra fragile e ha problemi e hai un’idea incasinata d’empatia e di ‘ti aiuterò’, da rivedere, non è che stai cercando una persona problematica che ti bastona, e se hai troppo bisogno d’amore e ti incanta un apparente pifferaio magico che ti parla di mari e monti troppo presto e in un certo modo (campanello…) non è che stai cercando per forza ciò che sta veramente dietro. Anche se rileggere la questione, anche la propria parte (fosse pure di ingenuità eccessiva) in modo costruttivo è importante KIKKI: sai tu. Dici che ce la fai da sola e ti puoi e devi ascoltare tu. Ma nessuno e niente ti obbliga a non andare da uno psicologo, quando per te è il momento, e magari allegerirti il percorso e avere informazioni e strumenti più mirati e darti certe risposte prima. Se stai psicologicamente e emotivamente soffrendo e puoi avvalerti di un sostegno (diverso da amici e moroso, perché specializzato) non vedo perché no. Sarai cmq tu a farcela con le tue forze e risorse. Ma magari in modo più chiaro e mirato.