Basta sputare nel piatto dove si mangia!!!
di
Elisabetta79
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, mi sono alzata stamattina con la voglia di esprimere il mio punto di vista sulle cose, in questo caso forse tirare le orecchie a un pò di persone...e lo dico a voce alta perchè l'ho fatto anche con me stessa dopo tanta tanta autocritica.. Benedetto Dio, continuo...
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Data di pubblicazione: 14 Novembre 2012.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso - Riflessioni
118 commenti
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Concetti vasti, che riguardano caso per caso, con diverse modalità e declinazioni. Paradossalmente due ragioni, opposte, rendono possibile non riconoscere un partner potenzialmente violento: la famigliarità con la violenza e certe modalità vissute in famiglia (adattamento), anche di molestia morale e psicologica fatte passare però come “normalità”, sia l’esatto contrario, e cioè la non famigliarità con la violenza. Un cazzotto in faccia possiamo riconoscerlo tutti, ma ci sono tipi di violenza e manipolazione molto più striscianti, che creano la bassa autostima dell’individuo, lo mandano in confusione in maniera molto più sottile, attraverso incongruenze, sottili ricatti, e via dicendo. A posteriori posso assicurare che una volta compresi questi meccanismi, che prima erano ignoti, perché non vi si era mai avuto a che fare e non facevano parte della logica “normonevrotica” o non in maniera così pericolosa ed eclatante, o perché non erano mai stati decodificati per adattamento durante l’infanzia, dopo una fase di spavento e forte spaesamento (a me è capitato questo?) difficilmente una persona non riconoscerà anche il minimo campanello d’allarme. Questa introduzione, scusate la lunghezza, mi pareva necessaria per sfatare alcuni, purtroppo pericolosi, luoghi comuni.
@Ma tu hai permesso tutto quello che ha portato a un simile atto di violenza. Se lui ti avesse percepito più forte e strutturata, non sarebbe mai arrivato a un gesto del genere.
Se lo ha fatto, è perché sapeva di poterlo fare senza troppe conseguenze. Altrimenti si sarebbe contenuto@
Ho volutamente detto sempre persone, la violenza non è prerogativa di un unico sesso verso l’altro. Mi dispiace dirti però, Kombo, che ti sbagli nel dire quanto hai affermato. Ti sbagli per due fondamentali ragioni. La prima è che non conosci Kikki e la sua storia e quindi non puoi assolutamente sapere se lei ha in qualche modo preparato il terrero e come ad un’esplosione violenta. Emersa in un momento “topico”, e cioè quando lei lo ha lasciato e lui non ha saputo gestire abbandono/perdita di controllo sulla relazione. La seconda cosa in cui sbagli è credere che la logica di una persona violenta sia quella “abituale”. Non esiste un solo tipo di violento e non sappiamo quale tipo sia l’ex di Kikki. Ma il violento, in generale, o se vuoi il “disfunzionale” non ragiona su cause e conseguenze con la logica che dici. Tanto è vero che un violento non lo contieni, ti sposti. E se devi per forza in qualche modo “gestirlo” (tipo nel caso in cui vi sia una separazione in atto con figli e avvocati, per esempio) devi entrare in una logica altra. X difenderti. Lui potrebbe averla picchiata così proprio perché l’ha percepita PIU’ FORTE di lui, non viceversa. Tanto da vederla come un nemico. Esiste sempre un primo episodio di violenza, minimo o massimo. Se è il primo eclantante e l’ultimo è spesso anche perché prima non c’è stata una “preparazione” è vero, ma da parte del soggetto disfunzionale verso te. Ciao!
@SARAH: infatti..
“La prima è che non conosci Kikki e la sua storia e quindi non puoi assolutamente sapere se lei ha in qualche modo preparato il terrero e come ad un’esplosione violenta. Emersa in un momento “topico”, e cioè quando lei lo ha lasciato e lui non ha saputo gestire abbandono/perdita di controllo sulla relazione”
Ho solo una domanda: lo ha denunciato? Invece di esporre il problema in questa sede, lo ha esposto a qualcuno che prendesse provvedimenti in merito?
La domanda implicita è: per lei è ammissibile o no che qualcuno la tratti in questo modo?
“Lui potrebbe averla picchiata così proprio perché l’ha percepita PIU’ FORTE di lui, non viceversa. Tanto da vederla come un nemico”
Certo, può essere anche così. Ovviamente non lo sappiamo.
Ma vorrei farti capire che “più forte” ha la stessa valenza di “meno forte”, per come stai intendendo tu il termine.
Voglio dire che in entrambi casi c’è una dinamica di dominanza. Una sorta di gerarchia all’interno della coppia. In realtà, entrambi sono in una posizione vulnerabile, perché la vittima ha bisogno del carnefice, come il masochista ha bisogno del sadico.
In realtà nessuno ha la forza. Entrambi la vogliono, ed entrambi pensano di poterla acquisire nel rapporto.
Se una dinamica del genere ha attecchito, può essere solo perché tutti e due avevano questa inconscia illusione.
Infatti, Luna, dimostri di aver capito il problema dicendo che l’origine della violenza può essere anche ricercata nella frustrazione perché percepiva lei più forte. Il passo successivo è capire che probabilmente entrambi pensavano una cosa del genere e che entrambi soggiacevano a una dinamica di dominanza.
Per uscire da questo loop, non bisogna parlare di forza, ma di assertività. Il comportamento assertivo (documentatevi, non sto qui a spiegare) è l’unico modo per prevenire episodi del genere. Ho detto prevenire perché è chairo che l’episodio non può essere arginato.
Non dico che tutti dobbiamo diventare per forza dei Paul Ekman per capire chi può essere pericoloso e chi no. Ma sicuramente sarebbe utile anche affinare il proprio intuito.
Altri commenti non meritano repliche. Vi comportate come cani rabbiosi, come dannati. Non so per quale motivo.
Fatto sta che non accetto commenti insultanti, giudizi di merito, frasi mortificanti o sminuenti. Se siete abituati come le bestie, non è affar mio signori.
Se volete ragionare sostenendo garbatamente il vostro punto di vista allora sarò ben lieto di fare altrettanto.
Se pensate che il mio ragionamento abbia delle falle o sia sbagliato, ditemelo. Fatemi notare dove non vi va bene come ha fatto Luna.
LUNA, ti parlo come autrice di questa lettera che ha evidentemente scatenato l’ira di molti e dalla quale ci si è discostati talmente tanto da aver dimenticato l’argomento originario. Quello che hai scritto, sebbene non abbia alcuna attinenza col mio topic, ma solo con quello di Kikki, è una cosa che francamente in pochi riusciranno a capire perchè troppo difficile da intendere da chi è priogioniero di schemi mentali mediocri o di ancora troppo diffusi retaggi culturali, ma che io invece condivido perfettamente perchè è capitato a me e trovo come uno sfatare quelle ridicole affermazioni Norwoodiane di “donne che amano troppo!”:
“Vi sono persone che non hanno mai avuto altre relazioni, nè prima nè dopo, con episodi di violenza, bensì relazioni funzionali e paritarie. Persone che non avevano alcuna tendenza masochista e che avevano un buon livello di autostima.
E che sono state oggetto di violenza psicologica e morale o anche fisica proprio perché avevano autostima, erano considerate troppo autonome e libere da parte del partner.”
Ecco, io ho sempre avuto relazioni normali e sane ma mi sono imbattuta cmq in una persona che nn mi ha mai usato violenza fisica, ma psicologica.. e non so quale delle due sia peggio.
Anche io con i miei ex godevo di buona autostima e del loro rispetto, ma è successo anche di trovarmi davanti a una persona profondamente sadica che mi ha distrutta dentro, odiava il mio amore,il mio voler avere un’autonomia professionale e personale..e non ti dico come me lo ha dimostrato perchè non ci crederesti!
E con persone cosi, fondamentalmente insicure, avere autostima, avere una laurea (ebbene si!), essere solari e gioiose è una colpa.
E io già da 2 anni non sorrido piu.. sono spenta dentro.
LUNA COMPLIMENTI VERAMENTE PER LE TUE PAROLE.
Io son qui dopo quasi due mesi che ho lascito un “uomo” dopo una convivenza lontano da casa, molto lontano sopratutto dai miei cari.. Ho subito violenze psicologiche, violenze fisiche dove ho rischiato veramente tanto.. Poi un giorno son riuscita a dire basta.. Tutti amavano il mio modo di essere sempre positivo solare e pieno di vita, mezzo pazzerella e con un ottima autostima, tranne lui pian piano tutti i miei pregi son diventati difetti e qualsiasi cosa facessi o non facessi erano insulti, e botte senza fine, (in quei momenti lui non connetteva più) a tal punto che dovevo fuggire per strada, più soffri più non hai le forze per uscirne.. Io dopo l’ennesima violenza fisica senza spiegare i particolari perché mi vengono i brividi,son fuggita e non l’ho più voluto vedere, volevo che quello fosse l’ultimo ricordo che avevo di lui, mi cercava ogni giorno per parlare da persone civili..(la solita scusa)
Io in quei giorni, la mattina riempivo la vasca da bagno e rimanevo la per tanto tempo a guardare gli ematomi che mi aveva lascito in modo tale che mi rendessi conto della gravità e se per caso mi veniva in mente di parlargli ripensavo al mio corpo ammaccato.. e cosi son riuscita a lasciarlo, la rabbia del primo periodo è passata anche perché una persona del genere che ha subito le stesse violenze da piccolo, è malato punto e basta è inutile pure provare rabbia.. Non se la merita.. Non potrà mai capire la gravità delle sue azioni. Io potevo solo alimentare la sua instabilità perché lo perdonavo. Ho molta paura di incontrarlo o che mi possa ancora far del male, quindi ogni tanto l’ansia mi assale ma cerco di scacciarla senza farmaci ma con gran forza di volontà. e ritornerò a vivere e lui è già passato anche se non sono passati neanche due mesi. Monica
ho notato nella mia esperienza che ci sono persone che aggrediscono quando dall’altra parte c’è un no,un rifiuto o un opinione diversa.Ho avuto a che fare con un paio di uomini che diventavano aggressivi solo perché le cose non erano come volevano loro,quindi non per forza se una è debole allora l’altro ne approfitta,capita anche il contrario,se sei forte l’altro magari cerca con l’aggressività di spaventarti,in realtà ti teme ma qui poi si finisce in un circolo di aggressività e rapporti come questo non hanno senso,si può capire qualche caso isolato dovuto a circostanze particolari ma quando si comprende che non è così tagliare è la cosa migliore,per levarmi uno di torno l’ho minacciato di denuncia fortuna che si è spaventato e mi ha lasciata in pace.
KOMBO, io ho postato uno sfogo del tutto personale dettato da un momento di amarezza che dura da anni, sfogo dovuto al dolore, in un sito che,sebbene pieno di limiti, sembra nato per accogliere le manifestazioni piu disparate della nostra personalità quasi mai pacate e serene, se hai notato! Non mi sembra che ci sia nessuno che urli di gioia in questo sito, no??
Poi tu hai postato un commento, il primo, in cui ti sei improvvisato psicanalista di una persona che non conosci, hai iniziato a darmi dell’infantile e di avere delle riproposizioni mentali disneyane o qualcosa del genere..non ricordo bene, per non parlare dell’esplicita visione del dialogo intesa come distruzione dell’altro, in questo caso io, e tante altre cose..
Bene tu vuoi un dialogo disteso e pacato? Anche io, ma ti ricordo che sei stato tu il primo ad attaccare e sbarellare.
Quando bastava semplicemente dirsi che si hanno 2 visioni diverse dell’amore e che non si andrà mai d’accordo! tutto qui!
Elisabetta, come mai sono due anni che ti sei spenta, visto che (se ho capito bene), la causa di cio’ e’ il tuo ormai ex ?
Non sei rifiorita una volta che e’ sparito lui ? Te lo chiedo perche’ anche io ho subito violenze psicologiche, ma eliminata la causa non dico che tornavo spensierato e tonto come prima, pero’ un certo tipo di felicita’ si’. Certo quella del reduce con le cicatrici, ma intanto tie’ io sono ancora in piedi, no ?
ELISABETTA: ciao 🙂 la violenza fisica è sempre anche morale e psicologica, anche se anche di mera violenza psicologica si può morire. E la violenza psicologica diventa fisica nel senso che lede la salute e che lede il proprio spazio vitale e in altre manifestazioni.
Norwood non dice cazzate nè cose ridicole. Il punto è che lei tocca certi aspetti di una questione che è molto più ampia e articolata. Lei in particolare guarda la questione e certe questioni dal punto di vista della dipendenza emotiva e psicologica e dice cose molto vere, anche sulla codipendenza. Da quel punto di vista lei non ha torto. Dice cose molto importanti che possono essere utili, per le osservazioni di certe dinamiche, anche in chi non ama troppo. Perché certi meccanismi possono innescarsi, ma per reazione, in seguito alla violenza psicologica e morale e fisica. Ovvero: non sei andato/a a cercarteli per nulla, ma sotto un certo tipo di pressione sei talmente disorientato che si possono innescare certi meccanismi.
Ma non perché delle parti di te siano andate a cercare un carnefice per i meccanismi a cui accenna Kombo (in ogni relazione, Kombo, si innescano meccanismi di equilibrio e “potere”, intercambiabili però. Nelle relazioni disfunzionali a cui mi riferisco nello specifico io non esiste. Non esiste perché i ruoli sono fissi, ma decisi da uno solo. Puoi non crederci, ma è così. Se ti sto dicendo che è un mondo altro con una logica diversa lo dico perché è vero. E non è che non reagisci adeguatamente per un gioco di potere o masochismo o mancanza di assertività, ma perché accade altro).
Lei, diciamo, la nooewood, per farla breve, che parla di quell’aspetto di “famigliarità” a cui facevo accenno anch’io. E non credo che faccia male leggerlo anche a chi non è in partenza qualcuno che ha determinati problemi, purché non lo legga dandosi un’eccesso di responsabilità, ma lo legga come possibilità di cogliere eventuali meccanismi.
Tuttavia non è il solo modo, non è il solo aspetto. Un testo come “Molestie Morali” di Hirigoyen Marie-France è molto importante, a mio avviso, perché mostra altri aspetti, anche come la fregatura possa essere proprio la non famigliarità. E per altri meccanismi che si innescano, anche se tu non pensi MINIMAMENTE, Kombo, che la violenza psicologica, morale o fisica sia lecita.
Kombo, se tu leggi ciò che scrive Mony a te sembrerà pazzesco che lei si guardasse i lividi senza reagire e correre al primo comissariato di polizia, penserai che fosse solo perché lei stava difendendo il suo carneficie per un istinto di crocerossina o per mancanza di istinto di conservazione. A me non sembra pazzesco, non perché non lo sia, nel senso di non grave, ma perché tu parli da persona che sta fuori e non dentro a una situazione traumatica che attraverso una serie di caratteristiche porta anche lo stesso cervello a difendersi, come può, e ad adattarsi, come può. Immagino che questa mia risposta non ti soddisferà, ma puoi sicuramente informarti meglio sull’argoment
se ti interessa.
@In realtà nessuno ha la forza. Entrambi la vogliono, ed entrambi pensano di poterla acquisire nel rapporto.
assolutamente no, Kombo. Questa non è una regola, te lo assicuro. In alcuni casi può essere, vi è anche una dinamica molto più radicata e chiara vittima/carnefice, ma ti possono assicurare che non è la regola. Questo è solo un aspetto possibile e tu lo stai guardando, perdonami se sono molto diretta, in maniera semplicistica, pur se ti riconosco la volontà di guardare la dinamica in modo costruttivo.
@Se una dinamica del genere ha attecchito, può essere solo perché tutti e due avevano questa inconscia illusione.
Infatti, Luna, dimostri di aver capito il problema dicendo che l’origine della violenza può essere anche ricercata nella frustrazione perché percepiva lei più forte. Il passo successivo è capire che probabilmente entrambi pensavano una cosa del genere e che entrambi soggiacevano a una dinamica di dominanza.
Io il problema lo conosco molto bene, non lo dico per spocchia, lo conosco molto bene e sono abbastanza preparata sull’argomento nelle sue varie sfacettature e caratteristiche. E non in maniera proiettiva, te lo assicuro.
Come ti assicuro che può non fregartene un ciufolo della dinamica di dominanza, ma puoi incontrare chi non riesce a percepire le relazioni fuori da questo tipo di dinamica di dominanza. E’ un suo filtro (che sia uomo o donna) che legge la realtà e la relazione e il tuo modo di fare, essere in una determinata chiave. La cosa che ti disorienta è che tu non leggi la realtà con quella chiave, quindi all’inizio puoi fare molto fatica a capire cosa sta effettivamente succedendo. Anche perché tu, Kombo, immagini che una persona si presenti tirandoti quattro schiaffoni o trattandoti in una eclatante maniera. Invece non funziona così, nella maggior parte dei casi. Anzi. E molto spesso la cosa esplode in passaggi particolarmente importanti, convivenza, matrimonio, nascita dei figli, o in passaggi come la laurea, una promozione, o una difficoltà nel lavoro… C’è, tra tanti testi, un altro che spiega molto bene ciò, solo che al momento non trovo il titolo esatto. Beninteso, non sto parlando di teoria citando dei libri, sto parlando di testi scritti che decodificano in maniera più chiara meccanismi più complessi, e tutt’altro che ovvi. Io scema non sono, nè masochista, nè vivo le relazioni su basi di dominanza o sudditanza, ma ero disorientata, te lo assicuro. Certi meccanismi diventano chiari nel momento che li conosci, allora diventa chiara anche la tua parte, ma spesso in modo ben diverso da ciò che credi tu. E ciò è importante perché comprendi che in seguito non ti accadrà mai più. L’intuito si affina e io faccio informazione anche per questo, oltre per svelarli durante e per sostenere i recuperi dopo catastrofi interiori, ma non è così semplice individuare certe modalità se non le conosci, se non le incontri. E non perché prima tu vivessi sulla luna. Ma perché sono un’altra logica. Fidati 😉
“Anche io con i miei ex godevo di buona autostima e del loro rispetto, ma è successo anche di trovarmi davanti a una persona profondamente sadica che mi ha distrutta dentro, odiava il mio amore,il mio voler avere un’autonomia professionale e personale..e non ti dico come me lo ha dimostrato perchè non ci crederesti!”
Beh allora ti eri sbagliata su quella persona.
Quella persona alla fine non era quello che credevi e si è palesata come complessata e insufficiente e problematica nei tuoi confronti.
almeno per come la metti tu.
Può succedere per carità in quanto tutti tentiamo automaticamente di fare bella figura e di mostrare il meglio di noi stessi in un primo momento, nascondendo magari paure e complessi vari…o lati problematici di noi stessi che magari in molti casi non si ammettono o non si vogliono neanche vedere…
Ecco perché il conoscersi a fondo è un continuo scoprirsi nel tempo e soprattutto nei momenti di crisi.
Conoscere non solo l’altro ma anche se stessi…
Voglio dire quando tutto va bene, “fila liscio” da se non ci son problemi ma quando le circostanze diventano difficili o problematiche, allora forse si vede anche “il vero” volto di qualcuno…
Ecco perché è bene non correre troppo con le nuove conoscenze, il rischio è di finire dalle stelle alle stalle in men che non si dica…
questo non vuol dire essere diffidenti in partenza ma neanche regalare completa fiducia senza prima aver sondato “il terreno” in momenti o su questioni problematiche…
Detto questo si sa…l’amore rende ciechi (varie salumerie sugli occhi 🙂 e può facilmente portare a idealizzare una persona facendone un immagine che non per forza corrisponde al vero..o al vero al 100% diciamo…
Poi è anche vero…e qui viene il bello che uno/a magari per anni si mostra per qualcosa e poi di colpo può pure cambiare…per vari motivi, per sua frustrazione, per una sua rivoluzione interna o per agenti/effetti esterni che la causano…e qui può cambiare anche magari “ruolo” sia in bene che in male, relativamente, sia in senso verso se stesso che verso gli altri che erano abituati a vederlo in un certo modo o in un certo ruolo appunto e ora si accorgono che “non torna” più, qualcosa è cambiato…
Concordo con kombo sull’ambiguità di fondo che può instaurarsi fra vittima e carnefice laddove effettivamente entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro.- dipendenza.
Infatti in molti casi non sono neanche posizioni così rigide ma possono scambiarsi i ruoli …nel senso il “carnefice” può diventare “vittima” in altri ambiti del rapporto….o anche semplicemente considerando un altro punto di vista, un’altra prospettiva…
È bene tener in considerazione tutto questo…
discorsi complessi certo e ci sarebbe molto da aggiungere…
Concordo con Kombo cmq sul tono di certi interventi, è un peccato veder a volte questa ma anche altre discussioni venir “rovinate” da commenti fuori luogo o eccessivamente rabbiosi e poco riflettuti.
Comprendo che qua ci stanno anche molte persone ferite e incazzate a loro modo e ne hanno pure tutto il diritto di esserlo ma si potrebbe fare forse a meno di attacchi diretti o indiretti personali gratuiti e fini a se stessi.
@LUNA:
Nel penultimo intervento fai riferimento due volte a un vuoto logico nel mio ragionamento senza però argomentare oltre. Cioè sembra che io non sia in grado di calarmi nel problema e capirne la natura. E fai riferimento a ”dell’altro” che spiegherebbe invece come stanno le cose (ma non dici cosa).
Nell’ultimo intervento in sostanza affermi che ho semplificato troppo col discorso dominanza/sudditanza perché non è la regola e ci sono anche altri elementi. Però non specifici quali; anzi in realtà l’unico riferimento che fai è personale e riguarda il fatto che eri disorientata.
In ultimo mi suggerisci di fidarmi.
Sicuramente mi fido, e sicuramente sei più preparata di me sull’argomento, ma dammi argomentazioni più convincenti.
@elisabetta:
il primo intervento che ho fatto era effettivamente più pungente, ma non era mia intenzione insultare. Se ti sei sentita attaccata o risentita mi dispiace, e ti chiedo scusa.
Se ti va di parlare del momento di amarezza e di difficoltà che puoi avere, io ci sono e ti ascolto.
@COLAM’S: la storia è lunga e molto molto complicata. In realtà non ho molto tempo per leggere tutti i commenti, prometto che lo farò piu tardi e risponderò a tutti come è giusto che sia, però in breve posso dirti solo che 2 anni fa mi ha lasciata lui (e non ti dico come!) poi siamo tornati insieme e l’anno scorso l’ho lasciato io.. Perchè? Perchè semplicemente lui era tornato per darmi il colpo di grazia!! Quindi all’atto pratico se proprio vogliamo essere precisi e pignoli è da 1 anno che non vivo! E’ difficile riprendersi soprattutto per le conseguenze disastrose che ci sono state dal punto di vista fisico, economico e morale sino ad oggi.. e forse anche domani..
E il bello è che siamo ancora contatti su fb senza parlarci ..
Scappo, ci sentiamo dopo o domani..
MONICA, ciao 🙂 poi non ti ho risposto direttamente. Ho letto la tua storia, e la lontananza dai tuoi cari purtroppo avrà fatto il suo. Per ragioni sulle quali non ha senso che mi dilungo. Son contenta che guardi avanti 🙂 l’ansia e lo stato d’allerta sono fisiologici ora, comprendo, penso (a meno che, ovviamente, un valido specialista non lo ritenga necessario in determinati casi) che il tuo affrontare l’ansia sarà positivo per te 🙂 ti rassicurerai vivendo, ricostruendo i confini della tua identità ecc. Anche su ciò non mi dilungo. – colam’s, ovviamente lascio che ti risponda elisabetta, per sè. Con la sua storia, il suo modo di essere, il punto a cui sta del suo percorso, specifico e generale. – non è un caso, comunque, se la sindrome da shock post traumatico di chi esce da una forte (per intensità e durata) esposizione alla violenza morale, fisica e psicologica sia stato paragonato a quello dei reduci del vietnam o da catastrofi naturali. Detto così può sembrare una bestemmia e un insulto per un paragone improprio. La cosa però si riferisce all’esperienza di shock, adattamento, ‘incasinamento’ delle difese, dell’identità, ansia, insonnia, depressione. La reattività dell’individuo non è connessa solo al suo carattere e al suo equilibrio ‘base’, ma anche al tipo di violenza, alle conseguenze sulla vita in genere, alle contingenze emotive quando c’era la violenza etc etc. Chiaro che indugiare nel malessere bene non fa, tuttavia il malessere è anche un sintomo, una diretta conseguenza. Caso per caso. A Elisabetta posso dire che non giudico assolutamente se dopo due anni sta male, ma che spero, mentre convive con dei punti deboli che percepisce ancora in ‘riparazione’, com’è naturale percepirli,
@LUNA ti ringrazio, davvero. @mony solo 2 mesi? sei una tigre! mi ricordo io 2 mesi dopo quello che era successo, ero totalmente cambiata, mi aveva distrutto… poi piano piano mi sono ripresa, adesso ho ancora qualche ricaduta ma va molto meglio. Per esempio una volta ero con il mio ragazzo in un supermercato e l’ho visto: mi è venuta tanta paura. Se poi un uomo alza la voce o le mani, cerco di andare il più lontano possibile @kombo no non l’ho denunciato, mi sono sentita con un amico carabiniere sulle modalità per denunciarlo, mi disse che ci volevano le prove, ma io non avevo niente per vari motivi. Il primo è che ho reagito troppo tardi, i lividi e gli ematomi se ne erano andati. Sono stata stupida, lo so, ma non riuscivo a reagire, avevo una paura e un confusione dentro che non sapevo cosa fare/pensare. Il secondo è che non volevo e non voglio mai più avere a che fare con una persona simile. Poi non c’era nessun tipo di gerarchia, certo litigi ma solo parole, normale, a volte avevo torto io come l’aveva lui. E no, non accetto in nessun modo e per nessun motivo di essere trattata così. Io sono una persona che va con i piedi di piombo, vedevo sia i difetti che i pregi e mi andava bene così, se mi fosse arrivato un campanello d’allarme, sarei scappata immediatamente. La mia teoria è che in amore bisogna rispettarsi e se uno domina e l’altro è sottomesso, non è amore per tutti e due. Capisci la mia rabbia quando leggo quella cosa del preparargli il campo dopo che ho sostenuto, aiutato e mi sono confrontata alla pari con una persona che in un attimo si è trasformata in un mostro? E’ difficile da capire (se non ci si passa è davvero difficile) però @kombo, prima di andare a dire una cosa del genere ad una persona che già si sente in colpa verso di sé e verso chi la ama (ci sono “conseguenze” che mi porto addosso e quindi dentro la mia relazione, fortuna che ho una persona che mi capisce) prova solo ad immaginare di amare una ragazza o donna, di darle tutto, di sostenerla, di aiutarla e che lei faccia lo stesso con te. Immagina che ti tradisca solo per soddisfare una voglia, come ti sentiresti? Non credo come uno che le ha preparato il campo, forse molto arrabbiato (io mi sono sentita così, mi sono odiata quando ad ogni carezza delle persone che mi vogliono bene mi stringevo).
che coltivi il suo bene, non tappando la parte che prova ancora rabbia, incredulità, frustrazione, anche per i possibili e incontrollabili rimandi e flash back etc, ma che coltivi la parte positiva, che guarda se stessa e avanti affrancandosi dall’esperienza negativa. E guardando in modo costruttivo la sua parte nella vicenda avvenuta. Ora, elisabetta, mi pare, hai ancora le difese alte (vedi l’interpretazione data ai commenti positivi che hai letto come ironici) e forse non ti fidi di saper riconoscere amici o nemici e di saperti proteggere adeguatamente. E lui diventa anche un simbolo di un genere. Lui però più che un uomo, donna o paguro era un individuo che funzionava in un certo modo. Anche con questo farai pace, nè essendo tonta nè girando col fucile. Saprai riconoscere tanto più cosa non vuoi e non va bene e non va bene per te tanto più perché hai vissuto una certa esperienza e non di meno. Però sei tu che devi e puoi levarti di dosso la sensazione (se ce l’hai, magari no, eh) che si percepisca che se una volta uno é entrato con una mazza da baseball nella tua casaidentità la porta è rimasta aperta e si annusa che vaiconlamazzadabaseball. Non te lo sei andata a cercare e non sei riuscita a difenderti adeguatamente non perché sei scema o masochista o perché giocavi a braccio di ferro. Non ho problemi a crederti. Esiste un modo costruttivo per guardare la tua parte, dove si è incastrato il meccanismo di difesa, sia per ragioni personali, sia semplicemente perché in quella logica altra tutto diviene estremo. Che i manipolatori e i vampiri psicologici annusino dei punti deboli, oltre a crearli, e non è un dato irrilevante quest’ultimo, che isolino le persone (impegnandole nella confusione, allerta etc) e che convertano la qualità in difetto (lì casca la logica, perché la risposta anche all’assertività è contraria), che manipolino la realtà in maniera financo fantascientifica è vero. Però non sempre quei punti deboli propri, su cui in seguito si ha cmq l’occasione di lavorare, erano estremi o patologici. Potevano essere anche normali piccole ombre, peculiarità, nevrosi che sono esplose a contatto con qualcuno che ha disfunzionalità di comportamento e logica, essere e non fare, gravi e patologiche.
@kombo senza offesa (davvero) tu non sei in grado di calarti nel problema e capirne la natura, semplicemente perchè non ci sei passato. E’ talmente disarmante una cosa simile, ti distrugge e ti spacca dentro. Non so nemmeno io come spiegarti bene: il giorno prima credi di avere qualcuno accanto che ti ama, poi questo il giorno dopo ti distrugge, non una volta col tradimento, ma ben due. Ti senti perso, non sai cosa fare, dove andare e a chi rivolgerti. Ho avuto anche un sacco di problemi, nelle interrogazioni scolastiche con professori maschi, con i ragazzi non riuscivo a starci, nemmeno un bacio. Prima pensavo:” se uno prova a picchiarmi lo rovino” poi quando è successo, non potevo fare niente. Non si può capire una cosa del genere se non si è provata. @LUNA vorrei chiederti una cosa a proposito dei flash back, però in privato se puoi, qui c’è la mia mail kiky93a@hotmail.it
PASSANTE, LUNA..: quanto avete ragione!! Il bello è che la mia o la storia di chiunque racchiude uno o più aspetti di quelli elencati finora, quindi benedico il giorno che ho postato sta lettera perchè sto imparando a conoscere gente nuova e cose nuove. Più pareri ci sono, meglio è! Sto scoprendo cose e aspetti caratteriali (non solo miei!) che gettano luce su alcune ombre e di questo sono contentissima.
@LUNA: io non so che lavoro tu faccia, però per quanto ne so e per la profondissima conoscenza dell’animo umano e delle dinamiche relazionali che dimostri, potresti essere uan psicologa! 🙂
“Però sei tu che devi e puoi levarti di dosso la sensazione (se ce l’hai, magari no, eh) che si percepisca che se una volta uno é entrato con una mazza da baseball nella tua casaidentità la porta è rimasta aperta e si annusa che vaiconlamazzadabaseball.”
Credo di aver capito il concetto, sì, ho le difese alte purtroppo è vero, ma deriva dal fatto che in qualsiasi occasione decida di abbandonarle puntualmente mi ritrovo fregata. E allora li scatta un altro meccanismo che si chiama sfiducia in se stessi perchè se sono sulla difensiva allontano la gente, se mi apro e do me stessa a qualcuno rimango fregata uguale! Si chiama “non sapere piu come comportarsi!” Ed ecco la confusione!
Io ti dico una cosa però Luna, una cosa che ho imparato da questa storia:semmai conoscerò di nuovo qualcuno in difficoltà (come il mio ex quando ci siamo consociuti) non mi riterrò in dovere di stargli accanto, ma non per cattiveria, anzi sono sicura che mi piangerà il cuore, ma perchè una storia non si può basare sul bisogno di uno dei 2 di stare insieme e per guarire le ferite, bensi sulla pariteticità di intenzioni e progetti e punti di partenza.
E’ come se due macchine partissero dalla strada, ma da distanze diverse e a velocità diverse pretendendo di camminare una al fianco dell’altra.. E’ la stessa cosa..
C’è una frase che odio per quanto è vera: “L’amore immaturo dice ti amo perchè ho bisogno di te, l’amore maturo dice ho bisogno di te perchè ti amo!”
E la mia storia, molto semplicisticamente, si riassume proprio in questo.
Gli sono servita per scampare al pericolo di morte che stava correndo, punto.
Mi diceva “sei un angeo venuto dal cielo per salvarmi!” Me lo diceva lui, io non ci davo peso, ma pensandoci bene ora tutto torna!
Ha continuato a prendere tutto da me, proprio tutto, e quando ha deciso che ormai aveva bisogno di aria fresca e che io non gli servivo piu da tutti i punti di vista..allora è venuto fuori con tutto il suo odio, la sua invidia e il suo senso di inferiorità che aveva ben celato in quegli anni, sebbene ci siano stati episodi che avrebbero potuto farmi riflettere.. Ma sai, io non concepisco l’amore come rivalità, per cui mi era impossibile credere di essere stata scelta come vittima di uno strano piano diabolico che mirava a distruggermi nel profondo per permettere a lui di sentirsi migliore. Mbah, cose da non crederci! CONTINUA DOPO
CONTINUA DA SOPRA..
Io fino ad allora non sapevo che esistesse la competizione e la rivalità in coppia, per me non era proprio contemplabile. Per cui tutto cio non l’ho riconosciuto come un problema psicologico grave (narcisismo sadico, disse la psicologa!)da cui difendersi, bensi come un aspetto del carattere che era stato influenzato da esperienze passate e che sarebbe stato solo un periodo.. Mi dicevo, passerà!
Passerà un par de palle!
Sono io che sono passata di moda… e ora lui si lamenta perchè trova solo stronze..ahahah, perchè ovviamente con tipette anche viste una sola volta, mette in atto una serie di comportamenti cavallereschi e adulatori a dir poco patetici, ma che ora ho capito che servono solo a conquistare, ma non riesce perchè sono loro che lo fregano… E poi si lamenta..
Ma ora dirò una cosa che sicuramente molti avranno già capito, e che è arrivato il momento di ammetterlo anche a me stessa anche se fa male:
La verità, diciamocelo, è che lui non mi ha mai amato..
E PER FINIRE..
Non dimenticherò mai la sua soddisfazione, il suo godimento nel vedermi soffrire! Era quello che voleva lui, vedermi schiacciata.. per sentirsi meglio lui. La dinamica di coppia era di tipo sadico, io mi avvicinavo per abbracciarlo o baciarlo e lui mi allontanava, poi io restavo ferita e lui mi rincorreva nell’altra stanza per abbracciarmi e si finiva per fare l’amore. Ma non era amore, era un suo bisogno di “tenermi buona”, di offendere la mia intelligenza!
Se io parlavo anche in pubblico o dicevo la mia, lui era sempre pronto ad azzittirmi come se fossi una scema deficiente, mi creava delle insicurezze atroci. Poi io ovviamente mi inacidivo e restavo sulla difensiva e allora “avevo un caratteraccio”. Cioè se mi corazzavo, ero stronza, se mi scoprivo in tutta la dolcezza di cui sono capace lui era come se mi piantasse un palo nel cuore, sempre!!
Alla fine non ero piu me stessa, non capivo piu cosa voleva!!!
E mi ha intortata talmente bene che mi sono sentita come soggiogata, senza forze.. anche quando mi ha tolto il lavoro (lavoravo per lui) sapendo che avevo mutuo a carico per la casa che avevo appena comprato in vitsa del matrimonio..e io non ho reagito.. Cornuta e mazziata nel giro di 4 gg senza che potessi fare niente. Ero come nella morsa dei tentacoli di una piovra..è da allora che sono rovinata e un lavoro vero e proprio non l’ho piu trovato. Anzi per niente. E sono disoccupata. Ti dirò di più: nel momento di comprare casa lui fece di tutto perchè ottenessi il mutuo e che tutto sembrasse normale, ma in realtà già sapeva che mi avrebbe lasciata e che mi avrebbe tolto il lavoro e che x me sarebbe stato difficile pagare il mutuo. Cosi fu! E la risposta è stata: sono fatto cosi!
Veramente a quel punto mi viene da dire: possibile che dopo tutto quello che ho fatto (bypasso volutamente il cosa e il come per non fracassarvi le palle!)dopo tutto l’amore che ti ho dimostrato e di cui tu ti sei cibato, non meritavo neanche un briciolo di rispetto??
La cosa che mi uccide di piu è la sua malafede, il farmi del male consapevole di farlo, l’aver approfittato della mia buona fede e del mio amore incondizionato per poterci fare quello che voleva. Perchè nessuna donna lo ha mai veramente amato in vita sua, pur essendo un ragazzo bellissimo e brillante per tanti versi, mentre io fino ad ora sono stata l’unica che lo abbia mai desiderato per quello che era, di un amore che mai ho provato.. x poi essere fatta a pezzi con la sega elettrica.
La sua motivazione, e qui sono d’accordo con Luna quando dice che a volte le violenze sono rivolte proprio a chi ha autostima, era che io non ero fatta per stare “sotto padrone”, nè a lavoro nè da nessuna parte. E per questo il “non voler gonfiare il suo ego era visto come un atto di ribellione ingiustificato, che meritava di essere punito.
E quando l’ho lasciato io la seconda volta, la sua vendetta è stata definitiva!!
Mi spiegate come caxxo è che sono capitata nella mani di una sadico?
@kiky9326:
Se sei calato dentro la situazione sei meno in grado di renderti conto. Se qualcuno ti mettesse a tua insaputa dentro una stanza con le finestre chiuse, tu non sapresti dove ti trovi: se in un appartamento, in una villa, a quale piano, in quale città.
E’ quando prendi le distanze che riesci a capire e a mettere a fuoco. Altrimenti, se fosse come dici tu, nessuno potrebbe sapere cos’è la luna, almeno che non ci sia stato.
Allora dimmi cosa secondo te è incomprensibile dal mio punto di vista.
@elisabetta:
io non mi arrischio in ulteriori interpretazioni, non ci conosciamo, quindi mi mancano molti pezzi per capire come sei fatta e per capire come lui possa essersi insinuato tra le crepe della tua anima corrodendola lentamente.
E’ un argomento molto delicato, non si può fare una psicanalisi in questa sede, ma bisogna affrontarlo in un contesto ”protetto”, in cui tu possa sentirti completamente accettata, rilassata e a tuo agio.
@kombo è vero l’esempio della stanza, infatti se tu poi esci dalla stanza, vedi dove ti trovi e capisci che sei per esempio in una villa. Se invece tu non sai nemmeno che la villa esiste, non sai nemmeno cosa si prova a stare dentro la stanza. Analogamente, non puoi sapere cosa si prova in una determinata situazione se non ci sei passato dentro, al massimo, volendo proprio esagerare, puoi immaginartelo (se qualcuno ti racconta qualcosa della stanza, potresti immaginare come è), puoi anche studiare o documentarti (abbiamo molte descrizioni di come è fatta la luna, oltre al fatto che possiamo vederla), ma non arriverai mai a concepire cosa si prova realmente se appunto non lo provi. Tu non capisci cosa si prova ad essere pugnalati alle spalle, perchè altrimenti non diresti le cose che hai detto che mi attribuivano la colpa e la responsabilità di quello che è successo. La cosa gerarchia, il fatto dei punti deboli che volevo si rafforzassero in me, il fatto che io mi volessi sottomettere a lui. Tu ragioni per logica, ma la logica come ha detto LUNA, serve a poco in certe situazioni, avresti potuto fare delle ipotesi, tu invece hai subito tratto delle conclusioni che nel mio caso (magari per altre persone no) sono totalmente sbagliate. E ti ripeto che mi hanno molto offesa (lo so che non era tua intenzione), per i motivi che ti ho detto: mi ha rovinata. Prima ero una persona normale, che aveva intenzione di vivere una relazione alla pari e che la stava vivendo, poi bam! tradita e picchiata (infatti dopo che mi ha tradita è venuto a scusarsi, a dire che ero l’unica e quella che lo ha fatto sentire amato per davvero e NON sfruttato -immagino per i soldi- come le altre, ma per me era troppo). Non sto dicendo che non capisci perchè sei uno stupido, ma che non puoi capire perchè non ci sei passato. Ti fa o faccio una domanda personale a cu ovviamente sei libero di rispondere o meno: sei mai stato fregato da qualcuno di cui non sospettavi potesse farti del male o ferirti?
“E’ quando prendi le distanze che riesci a capire e a mettere a fuoco. Altrimenti, se fosse come dici tu, nessuno potrebbe sapere cos’è la luna, almeno che non ci sia stato.”
Infatti ma tu poi dire veramente di sapere cos’è la luna?
ci sei già stato?
Probabilmente come tutti noi ne hai una nozione e puoi pure ammirarla col telescopio o senza, o guardandoti dei documentari…o studiandola scientificamente…
Ma tutto questo non sarà mai come trovarsi veramente a passeggiare sulla luna…
In questo senso kiky ha sicuramente ragione, fin che non si è vissuta la stessa o analoga esperienza non si può capire o meglio sapere veramente cosa vuol dire aver vissuto quella esperienza.
Senza tener presente che la stessa esperienza sarà diversa cmq in ognuno di noi per le diversità intrinseche delle nostre personalità…qualcuno avrà semplicemente paura trovandosi a passeggiare sulla luna e non vedrà l’ora di tornare sulla terra, altri si sentiranno a loro agio o benissimo, etc…
“Mi spiegate come caxxo è che sono capitata nella mani di una sadico?”
Beh magari ne eri attratta in un primo momento proprio per certe sue qualità poi in un secondo momento hai visto/vissuto che quelle qualità nascondevano una parte in ombra che poi è saltata fuori…
In genere non sono per i rapporti paritari nel senso completo appiattimento dei ruoli…un uomo dovrebbe sempre riuscire a esser appunto uomo e a dare una direzione, a “condurre” nel rapporto senza per questo implicare sadismi o dinamiche carnefice/vittima.
Non fraintendetemi, pari diritti e tutto quanto, libertà individuale e tutto quanto ma non appiattitemi completamente le differenze fra uomo e donna…
Detto questo, son pochi gli uomini davvero ingamba…questo è sicuro, così come anche le donne…
Senza voler esser presuntuoso…che io ho i miei difetti e i miei limiti ci mancherebbe…e momenti di crisi e confusione capitano a tutti…..constato solamente…
🙂
Ciao Elisabetta, nelle tue descrizioni rivedo alla perfezione il mio ex, e ti giuro son sorpresa, quasi stupita e un po spaventata del fatto che il mio ex non sia unico..
Però lui aveva il brutto vizio di alzarmi le mani in maniera estrema(estremo in tutto).
Quindi riesco a capirti alla perfezione ecco perché mi son soffermata sulla tua lettera, ho subito percepito una storia simile ma non credevo al punto tale da leggere il profilo del mio ex.
Io l’ho lasciato non perché non l’amavo ma perché avevo toccato il fondo, anche io ho perso parecchi lavori sudatissimi per opera del suo continuo massacrarmi..
Aver lasciato in un certo senso sembra molto più semplice, del tipo è stata una mia decisione e quindi ora posso guardare avanti..
Ma lasciare un narcisista/sadico, ossessivo compulsivo non è semplice ti assale fisso l’ansia che ti possa cercare, che prima o poi ti farà pagare il fatto di avergli rovinato la vita (visto dal loro punto di vista illogico)..
Vivere in un paese, uscire nei luoghi dove posso incontrarlo è effettivamente difficile ma non impossibile…
Non dargli la possibilità di continuare a rovinarti la vita, dopo la rabbia c’e’ una pace interiore allucinante, cerca dentro di te e credimi la troverai come ho fatto io… MONICA
KOMBO, parole molto sagge!! In realtà è quello che ci chiediamo tutti cioè le persone che mi conoscono bene e che sanno come sono fatta. me lo chiedo sempre come sia potuto succedere, mi sembra strano, sai???
La sua mamma con cui ho continuato a rimanere in contatto fino ad oggi (mi ha chiamata 5 minuti fa!) non riesce a darsi una spiegazione valida..(anche xkè lei non sa proprio tutto, certe cose non le capirebbe), lei ha sempre preso le mie parti e mi ha vista soffrire e piangere come una disperata e ha imparato a conoscermi col passare del tempo tanto da considerarmi come una figlia e io lei come una madre.
Purtroppo non lo so, Kombo. Ora sono disoccupata e per questo ho dovuto interrompere il “contesto protetto” che mi stava portando a capire molte cose, e spero di ricominciare quanto prima per poter trovare il bandolo della matassa (se vi è) una volta per tutte oppure per riuscire semplicemente ad accettare che sia andata cosi.
Forse è un’esperienza che mi serviva..?? bohh
E’ possibile rincoglionire cosi tanto per amore??
Ero come stregata.. mai successo prima di allora!!!
Chissà! Quanto meno ho imparato a conoscere me stessa e i miei limiti, cosa che, probabilmente, ha giocato un ruolo fondamentale in questa storia. Certe esperienze servono.
A che prezzo però!
Tu come stai Kombo?
Dimmi di te, se ne hai voglia.
…Anche se in merito alla figura del narcisista mi sono documentata molto e, sostenuta anche dalle parole della psicanalista, ho preso atto che queste persone scelgono quasi sempre donne inizialmente forti e indipendenti per renderle man mano deboli e incapaci di reagire. Ed è come mi sentivo io.. Io anzi non esistevo, come non esistevano i miei sentimenti. Ero o ero diventata zero!
MONY, ciao!
diciamo che per certi versi il mio ex si discosta un pò dalla figura stilizzata del narcisista nel senso che è molto freddo e anaffettivo per cui non è il tipo che ti viene a cwercare con l’ossessione di rovinarti la vita o di riaverti (piuttosto si taglierebbe un braccio). Anzi a volte avrei voluto tanto che lui mi cercasse per chiedermi almeno il perchè me ne fossi andato, ma non l’ha mai fatto e credimi questa è un’altra dimostrazione di cattiveria e indifferenza difficile da sopportare. E’ la sua leggerezza e superficialità che mi fanno male, il suo rifiutarsi di capire perchè “certi discorsi sono sterili”!!
Il suo tipo di vendetta è diverso, è del tipo “voglio vederti soffrire e strisciare ai miei piedi perchè tanto su ci sei sempre e qualsiasi cosa io faccia tu mi perdoni sempre perchè sei incapace di farmi del male, ma io lo posso fare a te senza temere reazioni”. In pratica è questo il concetto.
E ti dirò di piu, lui sa benissimo in cosa ha sbagliato e questo lo so perchè mi è stato detto e l’ho capito io tramite alcune frasi scritte su fb (siamo ancora amici, ma senza parlarci!), ma non ritiene di dover chiedere scusa un pò per orgoglio, e poi perchè le sue astruse impalcature mentali gli permettono di crearsi alibi altrettanto astrusi e al limite del patologico, del tipo “se lei mi ha lasciata vuol dire che non mi amava” oppure “se lei mi ha lasciato andare vuol dire che non se ne fregava niente e poi da quando l’ho lasciata non si è piu fatta sentire, neanche una telefonata per sapere come stavo!”
Aaaah io???? Tutto questo per scaricarsi la coscienza e apparire agli occhi degli altri come puro d’animo..
Cioè sono scuse che apparentemente fanno ridere, ma vissute in pieno e dette da un soggetto del genere, suonano davvero come un “per me non esisti come persona e offendo la tua intelligenza perchè so che tu a queste scuse ci credi perchè sei scema!”. Sai che male fa sentire la persona che credevi ti amasse, dirti queste cose con leggerezza e insensibilità da vendere??
Sai cosa vuol dire quando tu prendi e te ne vai e lui ti dice “fai piano con le valigie che devo dormire?”
Beh te lo dico io, fa malissimo.
Sai cosa vuol dire quando tu ti avvicini per dargli un bacio sulla guancia e lui in presenza di altri ti dice “non ho obblighi istituzionali nei tuoi confronti”?
Sai cosa vuol dire quando lui ti dice (per fortuna una sola volta!) : “sei inferiore”?
Sai cosa vuol dire quando tu hai il progetto di aprire un’attività tutta tua e lui invece si sostenerti ti dice “fai come ti pare, a me non me ne frega niente, tanto fallirai”?
Sai cosa vuol dire quando lui ti presta la macchina dicendoti “anche se non stiamo piu insieme io te la lascio per qualche mese per venirti incontro” e poi quando gliela restituisci ti chiede di pagargliela come se fosse stata in noleggio, sapendo che quei soldi mi sarebbero serviti per sopravvivere???
Sai cos’è l’indifferenza e il godimento nel vederti stare male per lui?
CONTINUA SOTTO..
@elisabetta
Certo che è possibile rincoglionirsi per amore, anzi forse innamorarsi non vuol dire altro che rincoglionirsi fino a non riconoscersi più…creare dipendenze malsane, aspettative assurde, salumerie e occhiali vari colorati sugli occhi, castrare la propria libertà e indipendenza, etc. etc..per poi finir male cmq, molto male…haahahha….
scusa non sono costruttivo…e sto facendo anche dell’ironia ma purtroppo neanche tanta a pensarci bene…
Ammenochè non si tratti di un rapporto/amore maturo ed equilibrato fra persone mature ed equilibrate….forse !
chi lo sa…:)
cmq ti sento meglio, stai prendendo atto di diverse cose …
ciao
CONTINUA DA SOPRA..
Sai cosa vuol dire quando lui sa che devi arrivare in stazione dopo un lungo viaggio (fatto per andare a trovarlo e per cercare di rimettersi insieme)e il giorno prima ti ha detto “chiamami che vengo a prenderti” e poi quando arrivi li non vedi nessuno e lasci squillare il tel a vuoto per 12 volte aspettando sotto un sole feroce di Milano e poi sentirsi dire il giorno dopo “mi spiace, ma avevo caldo e non me la sentivo!” E questo con il sorrisetto sulle labbra. E io che gli avevo portato anche un dolce che gli piace tanto fatto proprio da me..
Sai cosa vuol dire, all’inizio della storia dopo che lui ha fatto i salti mortali per averti e dopo essersi assicurato che tu sia ben cotta a puntino, sentirsi dire dopo il primo bacio per 2 mesi di fila “ti amo” poi il giorno dopo “non ti amo piu”, poi “poi dopo qualche ora di nuovo “ti amo” e poi se gli chiedi “perchè fai questo?” lui ti risponde “perchè cosi voglio!!!!”?
Cosi, per il gusto di ferire e farmi stare male.. ti pare giusto???
Sai che destabilizzazione porta un tipo cosi?
E poi c’è ancora dell’altro.. ma non mi va per il momento!!!
@kiky9326 e passante:
la scienza esiste proprio per questo. Per trarre principi generali da casi particolari in modo da non dover riaffrontare ogni problema da capo.
Quindi, non ho bisogno, ad esempio, di aver provato gli attacchi di panico per curarli o comprenderli. Non ho bisogno di rompermi un braccio per capire cosa è una frattura.
Allo stesso modo, in queste situazioni è rintracciabile una logica sottostante, per quanto essa sia dettata da sensazioni ed emozioni. Una “logica emotiva” c’è, altrimenti non esisterebbe la psicanalisi e non potremmo fare questi ragionamenti.
@elisabetta:
domanda complessa; se vuoi ti lascio la mia email:
latinorum750@hotmail.it
Mamma mia, è vergognoso quanto ho scritto.. Spero di non avervele scartavetrate perchè la cosa mi dispiacerebbe.. Forse avevo bisogno di parlare?!?!
PASSANTE: Eh si, sto prendendo atto di molte cose dopo essermi confrontata con voi!
KOMBO: ti scriverò
LUNA: ti sei eclissata? 🙂
KIKY: come stai?
COLAM’S: ciaoo
Manca qualcuno?
Io Elisabetta ti capisco benissimo, però queste persone non cambiano mai credimi.
Le stesse manipolazioni mentali le utilizzava il mio ex con me, mi picchiava e poi mi diceva alzati dal letto che sei una larva, ero triste e mi umiliava che avevo un brutto carattere, mi diceva che ero una fallita quando in realtà lo mantenevo io, mi avvicinavo e mi scansava fisso o con una scusa o con un altra, sta di fatto che non aveva sensi di colpa e viveva benissimo.
Secondo uno studio i narcisisti amano troppo se stessi per riuscire ad amare gli altri. Non sono in grado di mantenere relazioni sentimentali felici e durature. Per il “narciso”, l’amore è un gioco in cui fare sempre la “parte del leone”, in cui mantenere sempre il potere anche a costo di mentire, tradire e umiliare il partner.
La personalità narcisistica è poi risultata incompatibile con la possibilità di stabilire relazioni sentimentali soddisfacenti, durature e affettivamente importanti. Infatti, nonostante sia vero che per amare gli altri bisogna prima di tutto amare se stessi, i narcisisti, in realtà, non amano veramente se stessi ma si sopravvalutano continuamente, a spese di chi sta loro vicino.
Il narcisismo implica necessariamente lo sfruttamento e l’umiliazione del partner. Certo, spesso i narcisisti sono estremamente affascinanti ma, alla “prova del cuore”, rivelano gradualmente la loro vera natura: egoisti, infedeli, manipolatori, prepotenti …
@kombo non riesco a farti capire, per ogni persona BISOGNA iniziare da capo. La scienza spiega molto perchè ne è in grado, ma non tutto, ogni persona reagisce alla sua maniera nelle molteplicità delle situazioni. E tu puoi trarre tutti i principi generali che vuoi, puoi immaginare cosa prova chi ha attacchi di panico, puoi studiarli e curarli, puoi anche immaginare chi si rompe un braccio ecc… puoi capire come funziona, come si cura e tutto quello che vuoi, ma non puoi provare ne capire appieno ne le emozioni e i ne i sentimenti. Ti ripeto, se tu avessi capito ciò che ho provato io, non ti saresti mai permesso di dirmi quelle cose che secondo la logica potrebbero anche essere esatte, ma ripeto ancora che in quei casi non c’è una logica, non ha senso maltrattare una persona che ti aiuta. Dal lato opposto infatti, ci sono persone che hanno subito questo tipo di situazione che reagiscono in maniera differente dalla mia: si prendono tutta la colpa, iniziano a disprezzarsi e a far finta (che è un buon meccanismo di auto convinzione) di compatire chi ha la stessa situazione, dicendo le cose che hai detto tu. Questo è capitato proprio a me: una ragazza che invece di cercare di capirmi, mi ha detto cose anche peggiori delle tue, tempo dopo ho scoperto che anche a lei era capitata una situazione simile. Poi scusami, hai avuto l’arroganza di sapere “cosa sarebbe successo se” e di essere più che certo dei miei problemi non conoscendomi, inoltre nomini la scienza: la scienza più “seria” è quella che utilizza il metodo sperimentale, ovvero, si fanno ipotesi; cosa che tu non hai fatto semplificando tutto a pochi fattori ed essendo certo al massimo della verità delle tue parole. Poi la psicoanalisi, è vero è scienza, ma applicata a delle persone e le persone non sono macchine che dato un input reagiscono tutte alla stessa maniera. Un esempio molto chiaro, il primo rapporto sessuale. Puoi mettere 100 persone a leggere, studiare, guardare, immaginare le stesse cose, ma pur essendoci fattori comuni, nessuna ti dirà esattamente in tutto e per tutto ciò che ha provato.
ciao a tutti 🙂 Kiky, io tanti anni fa ho deciso di interagire nel forum solo ‘in chiaro’ e in particolare su questi argomenti. L’anonimato protegge le persone e molte persone leggono senza palesarsi, magari vivendo situazioni estreme o delle quali non sono ancora o non del tutto consapevoli, ma trovano motivo di sentirsi comprese o per riflettere grazie alle esperienze e dialoghi altrui. Per me questo è anche un modo, insieme a voi, di lanciare un messaggio in una bottiglia. Anche perché, per cercare ‘violenza psicologica’ in google devi poter sapere che il problema è quello. Ma spesso la gente non lo sa. Non lo sa perché di questo argomento, di cosa sia realmente e di come si manifesti e perché non sia così facilmente individuabile, si sa e parla troppo poco. Non lo sa perché è una cosa talmente pazzesca che anche se stai male sei portato a dubitare delle tue stesse percezioni anche quando le hai. Non lo sai perché sei vittima di un’altra logica, di un meccanismo veramente complesso e perverso che ti stritola. E tra l’altro poiché il narcisista perverso è un maestro nel meccanismo attraverso cui ti lede e massacra via via e attorno lascia poche tracce veramente visibili delle sue malefatte o riesce persino a manipolare gli altri dandogli una certa visione di te (se gli altri, tanto più, hanno ragioni per dargli ragione, o se semplicemente ignorano cosa sia la vera violenza psicologica e morale, confondendola con bisticci, carattere e ciò che è tutt’altro) ti riesce difficile far capire agli altri che qualcosa di molto brutto ti sta accadendo. Qualcosa di inafferrabile già per te. Qualcosa per cui sembri tu la persona strana, malata, incoerente, nervosa. Il molestatore ti fa sentire stupido, inadeguato. Ti convince (a volte a parole dirette, ma neanche serve) che la percezione esterna di te sia uguale alla sua. Sei inadeguato, sei colpevole. Sei confuso. Chi mai potrebbe dargli torto? Ma non vedi che è logico quel che ti dice e fa? Etc. Il problema è che la violenza di questo tipo segue un’altra logica. E’ veramente complessa. Tu ci stai dentro, è vero. Chi sta fuori, KOMBO, vede delle cose, è vero. Ma se non sa il resto, il meccanismo e le sue conseguenze, non può capire. Io ho imparato da sola quello che so. Un giorno mi ha cambiato la vita, non scherzo, scoprire casualmente che quella strana cosa che era entrata nella mia vita probabilmente aveva un nome. Una definizione. Ho letto un libro e ho letto che certi miei pensieri, reazioni interiori, conseguenze interiori erano lì, nero su bianco. Cioè somigliavano molto a ciò che stavo leggendo. Uno pensa: bene, figo, hai trovato l’america. Non è così. Perché io sotto violenza psicologica e morale stavo da 4 anni. Sì, quattro. E sino a quel giorno, per quanto io non fossi stupida, per quanto io non sia masochista etc etc, per quanto io avessi usato tutta la mia intelligenza, anche emotiva, anche la mia cultura, la mia sensibilità e logica e il mio amor proprio oltre all’amore per capire che azzo fosse quella roba
@elisabetta adesso sta andando molto meglio, ho un ragazzo che mi capisce, che m sostiene, insomma, che mi ama per davvero.@tutti Però ho un problema e mi vergogno molto a pubblicare la lettera con il titolo perchè è una cosa molto privata, ma non riesco a parlarne con nessuno, quindi ho deciso di chiedere qui. Il fatto è che dopo più di 6 mesi non abbiamo avuto un rapporto completo dal punto di vista sessuale. Nei primi 3/4 mesi, quando provavo certe sensazioni mentre eravamo a letto, mi venivano forti flash back, in cui rivedevo e risentivo l’episodio col mio ex (più che altro era un rivivere le emozioni: paura, confusione ecc…) e il mio corpo si contraeva verso di me, a volte, finite le crisi ho avuto anche un calo di zuccheri. Adesso va meglio, le crisi capitano si e no 1 volta ogni 20gg sono meno forti e riesco a controllarmi. Lui non mi fa pressioni, anzi, mi dice di non preoccuparmi e che piano piano si risolverà tutto, ma io ho paura di non riuscirci. Io lo amo e mi sento pronta, solo che quando arriviamo lì le mie gambe “scalciano”senza aver modo di controllarle col rischio che lui si faccia male. Se avete consigli da darmi vi ringrazio di cuore.
@Elisabetta, non ti disperare vedrai che tutto passa.
non potevo sapere cosa fosse. Perché è un altro pianeta. Oggi per me non lo è, KOMBO. Oggi per me è una cosa che esiste e se posso o mi viene richiesto faccio, per quel che posso, il ‘traduttore’. Perché dico ‘il traduttore’? Perché l’ho fatto tra me e me, quando ci stavo dentro. Mi spiegavo le cose. E l’ho fatto tra me e fuori, anche perché potesse avere un ponte, tra ciò che accade o è accaduto nella casa e il semplicemente visibile. Perché là in mezzo ci stai tu. Credimi, KOMBO, io questo lo dico con dolore, non supponenza. Chi ha provato cosa sia forse mi può capire. Perché si soffre anche della mancanza di quel ponte. Son felice che tu abbia detto a ELISABETTA ‘Ti ascolto’ e che tu mi abbia chiesto ‘spiegami meglio’. Io posso darti dei titoli di libri, se ti interessano. Non ti diranno tutto, ma un’altra prospettiva, sì. Però, vedi, mi è difficile darti una sola, breve risposta. E non per poca chiarezza mia interiore sul tema o prolissità. Su questo tema io mi muovo più a panza che per nozioni, per quanto ne abbia. E’ un mix. Di mie esperienze, di quelle degli altri, di persone vicinissime con cui, casualmente, ho condiviso un percorso simile, anche se non uguale. Gente che mi ha raccontato la sua storia casualmente, là fuori, senza che io minimamente facessi cenno alla mia, e non me l’ha manco chiesta, ma poiché ‘annusava’ che capivo l’idioma mi ha fatto un dono di raccontarmi la sua. La donna che al supermercato che, col pretesto che io sorridevo, mi ha detto ‘io ho paura per mia figlia, signorina. Lei sorrideva come lei, da quando sta con lui è strana, non sorride più e non si capisce perché’. E io a domandarmi cosa, senza sapere nulla di sua figlia, potevo dirle e non dovevo dirle. Kombo, scusa questa risposta poco utile e lineare. Di panza. Te ne darò di migliori. KIKI, non uso la mail perché potrei non riuscire a starci dietro. Sei sicura di non voler dirmelo in chiaro? Come ti senti tu. Pensaci, serenamente. Posso dirti che una mia amica li ha avuti, anche le reazioni a toni alti, etc. Anche incubi, ora non più. Hai mai pensato di fare un corso di autodifesa? Non pensando che al mondo è pieno di aggressori. Il senso è un altro. Riguarda la fiducia in te. Buh. ELISABETTA: il punto è chi aiuti, come si pone, cosa ti chiede e come, se cerca un rapporto di dipendenza o un sostegno per la sua autonomia. Non è una sfumatura. ‘sei la mia salvatrice’ è un’affermazione dipendente. Ognuno si salva sempre da sè. Il non dipendente ti è grato perché gli hai ricordato dov’è la sua canna da pesca, non perché sei il suo pesce salvatore. Se aiuteria una persona non dipendente, anche se è nella stramerda, di solito non avrai guai. Idem se chi ti aiuterà non ti aiuterà in termini di dipendenza. Forse non riesco a essere chiara. Diffida non di chi ti mostra le sue debolezze e ha l’affanno, ma di chi ti dice sei fantastica, sei il mio polmone.
@LUNA la domanda l’ho fatta nella lettera precedente a questa, non so con chi parlarne, ho bisogno di tanti consigli perchè questa situazione mi fa soffrire. Il corso di auto difesa l’ho smesso da quando sono stata picchiata perchè appena un uomo/ragazzo muoveva le mani troppo velocemente o anche verso di me io mi stringevo a me dalla paura e poi perchè non volevo dare spiegazioni di un cambiamento così grande in poco tempo.
KIKI, ciao. Dicevo del corso (non sapendo che lo stavi già facendo) lontano da una situazione ancora così a “caldo”. In realtà non so quanto possa servire effettivamente per difendersi da un malintenzionato, però per “ricentrarsi” e per la propria autostima può funzionare (per esempio per una mia amica è stato così), per scaricare, anche, certo quando una persona se la sente. In generale (a gusto e fase della vita) credo possano servire a questo scopo, rilassare e o scaricare e a riequilibrare meglio il contatto mente/corpo anche attività come lo yoga o altre invece più dinamiche. (lo yoga a me annoia, per esempio).
Non ho capito, scusami, quanto tempo è passato da trauma e se hai fatto (forse lo hai scritto, scusa non ricordo) qualche terapia da uno specialista, sia di usuale tipo psicologico o proprio specifica riguardo i traumi.
Sembra che tu abbia una sorta di “memoria” fisica della cosa…
Quindi (scusa se sono diretta) con i preliminari va tutto bene?
Non hai problemi con il contatto fisico ma in una determinata, specifica situazione?
Un consiglio banalissimo e forse scemo o che magari hai già ampiamento attuato: credo che forse dovresti regarlarti un po’ di coccole tu. A cominciare da bei bagnetti caldi in cui ti dedichi a coccolarti anche gli alluci e i mignolini, alle caviglie e alle orecchie. Spalmarti creme profumate ecc. Magari non serve, non lo so, ma tentar non nuoce. Intendo il fatto che se ti è rimasta una memoria fisica pessima penso non possa farti che bene associare al tuo corpo memorie positive, anche non necessariamente connesse ad un’altra persona. Ho fatto a suo tempo una lezione (poi non sono riuscita a fare il corso per ragioni di tempo) di Feldenkrais, mi pare si chiami così. A parte che fa bene per la schiena mi pareva interessante l’impostazione di movimento libero, personale, di autoascolto, almeno per come ha svolto la lezione l’insegnante. Questo come contorno. Ti ho chiesto appunto se hai in qualche modo affrontato i traumi anche in sede adeguata se tu lo avessi ritenuto o lo ritieni necessario.
Non tormentarti comunque con la cosa “non ci riuscirò mai” o cose del genere. Non ti serve. Il tuo fisico comunque non vuole remarti contro. Sei sempre tu.
ELISABETTA: ovviamente non conosco te, la tua vicenda, i tuoi rapporti con le persone coinvolte, quindi ciò che ti scrivo, e scusa l’invadenza, è rivolto a te ma puoi anche “disconoscerlo”, ovviamente.
A me sembra che tu sia ancora troppo legata al tuo ex. che tu abbia ancora delle aspettative nei suoi confronti. Anche che sia lui a risolverti questo dilemma (umano) sul perché dando amore hai ricevuto calci nel sedere e molestie invece di ciò che “di regola” si dovrebbe ricevere dando. Dovremmo ricordarci però che non funziona così. Dare amore non è un’assicurazione di riceverlo e frasi come “ho dato 1000, perché invece di darmi almeno 100 mi ha dato meno 100?!?”, pur essendo umanissime, non vogliono dire nulla. Mi spiego meglio: è vero che in linea di massima
se siamo assertivi è più facile ricevere assertività, e idem con l’amore e l’affetto. Ma dipende anche da dove seminiamo i nostri semi, su quale terreno. La vita ti sorride se la guardi sorridendo e spesso se entri in un negozio e la tipa dietro il bancone ha un atteggiamento negativo magari da sorriso e assertività nasce un rimando positivo, un punto di incontro. Io a questo ci credo e infatti non vado in giro ponendomi negativamente verso il prossimo, e ho per esempio anche degli ottimi amici da una vita con cui condivido rapporti e emozioni positive. Tuttavia di per sè amare qualcuno o trattare bene qualcuno non farà automaticamente sì che ci sia “la giustizia” a cui fai riferimento. Del resto, per questa “giustizia”, lui trattandoti di m… avrebbe dovuto ricevere m… o per lo meno indifferenza, invece, come noti tu stessa, riceveva il contrario. Dunque la questione è un’altra: lui funziona così, e segue le sue regole. Sta a te cosa fartene rispetto al tuo modo di vedere la vita e i tuoi rapporti. Il fatto che non possiamo “controllare gli altri”, ciò che provano, come funzionano o come si rapportano con noi non significa che allora possono farci quello che vogliono. Ovvero, non è che perché non posso controllare gli altri non ho diritto di sentire e di dirmi che una situazione non mi va bene. Se io sento di volere un rapporto basato sulla parità,la reciprocità, il rispetto e lo scambio e il sostegno è chiaro che posso dire: questo comportamento di tizio non va bene per me, non lo accetto.
Però se tizio funziona a modo suo non cambierà perché secondo una regola, anche di comportamento umano sociale e relazionale, dovrebbe comportarsi diversamente.
Il mio consiglio è di affrancarti il più possibile da questa persona. Nomini fb dicendo che non vi parlate, ma pare, scusami, che speri che in qualche modo questo contatto si realizzi. Certo in forma diversa da prima, però non hai tagliato il cordone.
E non so, onestamente (questo lo sai tu!) quanto bene ti faccia, almeno in questo momento, frequentare e sentire una persona a lui così vicina come sua madre.
A te, anche per stare meglio, forse farebbe proprio bene cambiare aria.
Lui si è comportato molto male, lo abbiamo capito. Ho già detto che non giudico i meccanismi per cui una persona rimane incastrata nella dinamica che descrivi. Però puoi domandarti, ed è questo che da fuori ti diceva KOMBO, quali tue “false idee” ti hanno comunque portato anche però persino ad aumentare le dosi di dolcezza tentando di far capire ad una persona che avrebbe dovuto vedere la dolcezza mentre ti lanciava pietre e ti usava contro quello che per te avrebbe magari potuto (o dovuto) ottenere un altro effetto. Non si tratta di odiare costui. Ma di affrancarti da lui in un certo modo sì, e anche da certe domande, umane ma non funzionali, che ti fai. Le domande “giuste” portano a migliori intuizioni. Affrancarti: non sono certa che tu lo stia facendo. Ovviamente sai tu. (per riflettere, non per giudicare, bacio!)
@LUNA no, mai affrontato il problema con psicologi eccetto una volta, ma prima di incontrare il mio attuale ragazzo. C’è un centro nella mia città in cui ci sono psicologi che offrono un servizio nel quale si parla e se possono ti consigliano, ma non riuscivo a “essere me stessa”, non so spiegarlo bene. Ho provato con i massaggi tutto bene, l’importante è che fosse una donna a massaggiarmi, se mi massaggiava un uomo provavo repulsione. E’ passato un anno e 5 mesi da quel pomeriggio e visto i progressi che sto facendo, per adesso riesco a fare a meno di uno psicologo. Per i preliminari va meglio e deve essere una cosa molto graduale, se no poi succede che il mio corpo lo respinge. E non riesco a spogliarmi del tutto (la biancheria intima rimane), non per l’imbarazzo, ma perchè c’è qualcosa di più forte che mi trattiene. Con il contatto fisico va quasi tutto bene, quasi perchè bocca e mani devono rimanere sopra l’ombelico se no scalcio. Lo so che mi ci vorrà del tempo, ma questa situazione mi fa stare male. Vogrrei fare l’amore con lui, ma appena si presenta l’occasione, cado in uno stato di confusione e paura in cui arrivo pure (pochi minuti) a pensare male del mio ragazzo. Non so cosa fare, ho pensato che forse ci sono troppe paure a trattenermi pur sapendo che lui è un bravo ragazzo. Non so cosa pensare, mi sento in colpa perchè il mio ragazzo si prende delle conseguenze da una situazione che non ha creato lui, anzi, da cui lui mi ha aiutata ad uscire. Vorrei avere un rapporto normale con la persona che amo e non ci riesco per cose che sono solo nella mia testa.
Ragazze/Donne… al momento non ho tempo per scrivere molto…solo una cosa, non riesco davvero a concepire come vi troviate tutte con tipi che poi finiscono a menarvi davvero.
Per me inconcepibile fare violenza fisica su una donna, mi sentirei un verme a dir poco…l’unica cosa del genere che potrei immaginarmi è tirare un ceffone al massimo per calmare magari una crisi isterica esagerata…
Con questo non voglio certo sminuire tutte le forme di violenza psicologica che uno magari anche inconsciamente (a meno che proprio non sia un sadico…) può infliggere…
Ma dico …dove andate a tirarli fuori sti tipi che alzano le mani ?
No perchè vedendo pure i miei amici non mi risulta che nessuno meni le donne…
Boh davvero, è scandaloso che al giorno d’oggi ci siano ancora casi del genere e che non sembrino neanche tanto isolati…
cmq scappate a gambe levate se uno fa violenza, via e a mai più rivedersi!
E denuciateli pure subito senza nessuna remora.
ma “passante”..la cosa che si evince dalle tue giuste considerazioni è che alle donne piace buscarle…o per meglio dire sembrano particolarmente attirate dai tipi burberi, selvaggi e maneschi!1! ahahhahaha alla prox un bel pugno nei reni non glielo leva nessuno 🙂
@kiky
perchè non provi a fare questo esercizio:stai per un pò nuda in casa,totalmente nuda,magari dopo la doccia,mettiti a letto e spalmati delicatamente con gli occhi chiusi la crema per il corpo,puoi anche provare insieme al tuo ragazzo,io sopo il mio ex avevo paura,mi aveva fatta male,non aveva delicatezza,era irruento ed è stato orribile,neanche mi guardavo,poi iniziavo a coccolarmi a tenere di più al mio corpo,ad accarezzarlo e a rilassarlo e devo dire che ha funzionato 🙂 provaci!ci vuole tempo ovviamente ma comunque hai bisogno di rilassarti tantissimo e solo il tempo non ti aiuterà,aiuta te stessa!
PASSANTE, io son la prima a dire che il problema non è di ‘genere’. Gli uomini stessi si indignano di fronte agli uomini violenti, non riconoscendoli come ‘colleghi’, semmai come individui pericolosi anche per le loro compagne, madri, figlie e sorelle. Peraltro esistono donne fisicamente violente. Verso altre piccole donne e donne, e piccoli uomini. Uomini, per ragioni di forza fisica, è più difficile, ma non impossibile. Quindi il concetto semmai è firmare la catena della violenza. Passante, neanch’io credo che tra i miei amici ci siano uomini violenti. No, non penso proprio. Tieni conto in generale, però, che non tutti i violenti l’hanno scritto in faccia palesemente, nei modi e nelle parole eclanti. Non hanno tutti l’aria del bullo di periferia, e magari pesano pure 50 kg. Non son tutti con l’aria da tossici o da una sera in questura. E non vanno a dire in giro che pestano la moglie o la trattano di m… ‘che hai fatto ieri?’ ‘ho strattonato mia moglie’. Con ciò voglio dire che forse incontri dei ‘violenti’ al bar e non lo sai. Anche perché non sempre si presentano aggressivi, a volte son repressi. Tanto da sembrare timidi. E tra l’altro una certa dose di aggressività, anche sublimata, nella nostra società è anche piuttosto tollerata. Quindi? Quindi dove l’hai trovato il violento? Se non ce l’aveva scritto
LUNA,ora non posso, ma ti rispondo domani perchè quanto hai detto non è completamente vero per quanto riguarda me, anche se molto interessante.
(scusate i refusi, ‘fErmare la catena’ ovviamente e ‘eclatanti’. Son senza occhiali :p) in fronte, non dava segni tali ed evidenti, l’hai conosciuto in questo mondo, nella vita di tutti i giorni, dove potresti conoscere chiunque. E con un biglietto da visita che magari era l’esatto contrario. Un mio amico ha avuto una morosa fuori come tre cavalli, gelosa paranoide, stalker e violenta. Una donna. Non l’ha conosciuta così. Io, che l’avevo vista poco, tre volte, in altro contesto, potevo percepirla un po’ particolare, ma a sentir lei parlava di sè e della vita come un angioletto. La terza volta a dire il vero disse un paio di cose un po’ strane (‘campanellin d’allarme’) ma niente di così eclatante e visibile da far pensare nell’immediato a quel dietro le quinte. Un’altra mia amica si mise con uno che in pochi mesi le fece una violenza psicologica da ridurla (momentaneamente) in poltiglia, anche perché, avendo lei un problema di salute, aveva le difese basse. Me ne parlava, prima, come un principe azzurro. E la prima volta che li vidi insieme lui le metteva il tappeto rosso, sorridente, spiritoso, solare, brillante. Ok, ammetto che pensai che per me (per me) era un tipo sopra le righe e pareva avesse ingoiato una centrale elettrica. E a me, in generale, la gente vivace o di per sè anche molto particolare non è che dia fastidio. Lui mi stonava, forse per quella sua aria perfetta e i sorrisi a 45 denti. A istinto. Però di sicuro male non la trattava, ai tempi, e se piaceva a lei… Per inciso ora a distanza di molti anni il tipo è sposato e ha un figlio. Chissà. Dubito che avrà cambiato personalità. Anche se dipende con che personalità si sta mescolando. Anche affine alla sua. Che abbia risolto un certo modo di funzionare senza un buon psichiatra però dubito fortemente. Questo per: dove si trovano. Col senno di poi certi banali o meno segnali li ricostruisci. E in seguito più facilmente li sgamerai. Ma metterei su due piani diversi cercarli/sceglierli/trovarli e scoprire via via delle più eclatanti caratteristiche/restarne spaesati/spostarsi. Anche perché certe cose si rivelano spesso in una quotidianità molto vicina. E non stiamo parlando semplicemente di caratteri di m, incompatibilità, modi di fare. Anche se col senno di poi, a ‘naso’, starai più attento/a. E’ rivedrai magari certi parametri di scelta. Però capita, anche senza andartela a cercare. Anche se, per dire, sei attratto/a da chi ti sembra fragile e ha problemi e hai un’idea incasinata d’empatia e di ‘ti aiuterò’, da rivedere, non è che stai cercando una persona problematica che ti bastona, e se hai troppo bisogno d’amore e ti incanta un apparente pifferaio magico che ti parla di mari e monti troppo presto e in un certo modo (campanello…) non è che stai cercando per forza ciò che sta veramente dietro. Anche se rileggere la questione, anche la propria parte (fosse pure di ingenuità eccessiva) in modo costruttivo è importante KIKKI: sai tu. Dici che ce la fai da sola e ti puoi e devi ascoltare tu. Ma nessuno e niente ti obbliga a non andare da uno psicologo, quando per te è il momento, e magari allegerirti il percorso e avere informazioni e strumenti più mirati e darti certe risposte prima. Se stai psicologicamente e emotivamente soffrendo e puoi avvalerti di un sostegno (diverso da amici e moroso, perché specializzato) non vedo perché no. Sarai cmq tu a farcela con le tue forze e risorse. Ma magari in modo più chiaro e mirato.