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Avventure vs Storie serie?

di Tao80

Dopo aver letto numerosi interventi sul sito, mi sono deciso a scrivere per parlare del mio “problema”, se tale puo’ essere chiamato. Cerchero’ di essere breve e chiaro, anche se tanti sono i pensieri che mi girano in testa. La mia vita sentimentale e’ costantemente divisa tra la voglia e la consapevolezza di poter avere una relazione importante, anche in vista di un futuro da costruire insieme al partner e, dall’altro lato, dal desiderio costante di cambiare partner e situazione, per cercare sempre nuove emozioni, fisiche, mentali ed emotive.

Io ho 30 anni, sono un bel ragazzo, piacente. Mi piace leggere ed ho due lauree, cerco di curare la mente ed il corpo. Questo lo dico non per vanto, ma per far capire che non sono superficiale, fighetto o tamarro. Sono consapevole di quello che sento e questo dilemma interiore mi crea non pochi dubbi ed incertezze, tanto che si riflette anche nelle mie vicende sentimentali.
In passato non me ne sono mai fatto un problema, data l’eta’ probabilmente, perche’ cercavo le esperienze, anche per crescere e capire meglio me stesso. Oggi pero’ mi chiedo se e’ proprio qualcosa di congenito dentro di me. Ho avuto molte relazioni in passato, tutte (o quasi) con ragazze in gamba, intelligenti e con cui avrei potuto tranquillamente stare insieme per anni. Purtroppo, dopo i primi mesi (o anche in alcuni casi dopo un anno o piu’) in cui tutto andava alla grande, mi sentivo coinvolto, davo tutto me stesso, improvvisamente cominciavo a sentire il bisogno di “altro”. Per altro intendo quello che dicevo sopra, nuove emozioni, non necessariamente fisiche, anzi molto di piu’ mentali, intellettive.

Mi rendo conto di aver chiuso rapporti senza ragione apparente, di aver fatto soffrire persone. Qualcuno mi dira’, ti e’ capitato perche’ non ti sei mai innamorato. Chissa’, forse non sono in grado di amare. Forse, semplicisticamente, mi piacciono troppo le donne, la seduzione, l’emozione di vivere costantemente quella “febbre” che si prova ad ogni inizio rapporto.

Certe volte mi fermo a pensare e mi dico che vorrei tanto avere una relazione stabile, proiettata verso un futuro condiviso, ragionamenti questi che e’ anche logico fare a 30 anni. Poi pero’ l’altra parte di me mi suggerisce che, in fondo, la vita e’ una e che potrei avere ancora tante esperienze, conoscere persone e cosi’ via. Comprendo benissimo che, in una relazione di lunga durata, l’atmosfera non puo’ essere la stessa dei primi mesi o del primo anno, e’ inevitabile che ci sia un mutamento, un’evoluzione. Probabilmente io non riesco ad entrare in quell’ordine di idee, la routine (per quanto accettata e resa interessante) mi blocca tantissimo.
Da un lato e’ vero che, se non avessi chiuso delle relazioni, se non avessi cercato altre donne, non sarei quello che sono ora (nel bene e nel male). Dall’altro lato pero’ mi rendo anche conto che avrei potuto costruire qualcosa di solido, avrei potuto scorprire ed apprezzare (e farmi apprezzare) meglio una persona, condividendo piu’ tempo insieme.
Un grazie a chi vorra’ intervenire.

Lettera pubblicata il 16 Agosto 2011. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Amore e relazioni - Me stesso

La lettera ha ricevuto finora 23 commenti

Pagine: 1 2 3

  1. 1
    David86 -

    Ciao Tao, sono David ed ho 25 anni, qualcuno in meno di te.
    Beh, ti dirò che magari un pò in anticipo rispetto a te e alla media, ma mi trovo nella stessa situazione. Ho avuto diverse storielle fino ai 18 anni, niente di impegnativo, durata massima un paio di mesi, poi proprio avevo il rifiuto, scappavo e le lasciavo senza una minima spiegazione gettandomi tra le braccia di un’altra. Poi è arrivata una ragazza semplice, intelligente acqua e sapone (ero abituato a voler ragazze bellissime, perfette ma spesso erano oche), insomma da un giorno all’altro…passano i giorni… ci sono rimasto insieme 6 anni e a novembre finisce tutto perchè stavolta subisco io l’abbandono e il tradimento. Da quel momento credimi ho sofferto così tanto che mi sono promesso una vita da single, non volevo più soffrire. E così ho passato l’inverno tra amici e nuove conoscenze, discoteche, bere, fare casino ecc. finchè a marzo ho conosciuto una nuova ragazza,,,,ora siamo fidanzati ufficialmente da un paio di mesi. Beh che ti devo dire a 25 anni, con un po piu di maturità rispetto alle altre storie ti devo dire che mi va bene così. Ho bisogno di una ragazza che si prenda cura di me, così evito di bere, e fare stupidaggini, mi rendo più buono e tranquillo solo sapendo di avere una persona da rispettare. Poi le avventure di una sera, hanno il loro fascino, ma scoprire piano piano l’intimità con una persona, non farci sesso ma fare l’amore, guardandosi negli occhi e dicendo Ti amo, per me è il massimo. Mi rendo conto di rifiutare molte occasioni che forse mi lascerebbero solo il vuoto dentro, ma sinceramente preferisco il rischio di soffrire di nuovo ma di vivere qualcosa di profondo e non limitarsi ad un atto carnale.

  2. 2
    Almost-Imperfect -

    @tao
    ognuno si sceglie la vita che preferisce e di ostacoli ce ne sono tanti, ma se tu ad ogni difficoltà guardi altrove, forse non riuscirai mai a raggiungere la maturità giusta per condividere la tua vita con un’altra persona.
    In ogni caso pensa che la tua voglia di conoscenza coinvolge altre persone che magari, a differenza di te, credono di più nei rapporti e nella stabilità
    Trovare la donna giusta c’entra e non c’entra, a volte bisogna essere noi quelli giusti per gli altri

  3. 3
    aria85 -

    Ognuno di noi ha un’indole,un carattere,che lo rende unico e diverso dagli altri.
    Per ognuno di noi ci sono delle attitutini,la tendenza a scegliere una strada piuttosto che un’altra.
    Che male c’è?
    Se guardi in prospettiva e non ti vedi padre,ne marito.Se quel che ti fa star bene è diverso da quel che impone la cosiddetta normalità,ben venga.
    Ascoltati e agisci di conseguenza.
    L’importante è che tu sappia essere sereno e soddisfatto delle tue scelte,e che non siano spinte da eventuali paure o senso di inadeguatezza.
    L’unica accortezza che ti invito ad avere è quella di fare attenzione alle persone con cui ti accompagni,alle donne che frequenti.
    Sii sempre chiaro con loro,oltre che con te stesso,perchè tanto tu hai diritto alla tua libertà quanto loro hanno dritto a non essere ferite.

  4. 4
    rossana -

    Tao,
    il tuo quesito è molto interessante e, per la tua età, a mio avviso dimostri una consapevolezza elevata sul tuo modo di essere.

    secondo me, al di là di questa affermazione “mi piacciono troppo le donne, la seduzione, l’emozione di vivere costantemente quella “febbre” che si prova ad ogni inizio rapporto.”, che mi sembra centrale, ci sono parecchie altre ragioni di instabilità emotiva.

    1) ti sei mai innamorato davvero in modo molto profondo?
    2) la vita non si può estendere di un solo giorno ma si può ampliare in larghezza e in intensità. c’è chi l’amplia moltissimo, al suo interno, senza mai lasciare il giardino di casa, e c’è chi ha bisogno di spaziare fra i continenti. è una questione di connotazione di base.
    3) c’è chi è portato per la vita di coppia e chi no. come c’è chi è portato per la paternità/maternità (e vorrebbe avere tanti bambini) e chi non può sopportare nemmeno l’idea di doversi sacrificare per un solo figlio… ed è bene essere consapevoli di questi orientamenti soggettivi ed essere molto chiari nell’esplicitarli nell’eventualità di un rapporto di coppia…
    4) a volte può esistere una necessità di continue affermazioni personali per attutire un senso di malcelata insicurezza di vario genere.
    5) ci sono persone interessanti ed attraenti fondamentalmente incapaci d’amare in modo maturo (sindrome di Casanova).
    6) esistono menti inquiete per natura, che hanno bisogno di continui stimoli intellettuali e che possono considerarsi appagate soltanto quando si incontrano con un’altra simile in tutto e per tutto a loro, concedendosi a vicenda una modalità di relazione più libera del consueto.
    7) in ultimo, può darsi che si abbia bisogno di crescita emotiva e personale, che si enfatizza in ogni nuova relazione, in quanto nello stabilire un nuovo rapporto è inevitabile che si mettano in moto, nell’ambito di una coevoluzione, aspetti della personalità spesso ignorati dall’interessato/a stesso/a.

    altro dirti non so. mi piacerebbe sapere in quale/i delle alternative sopra esposte ti identifichi meglio. spero, inoltre, che tu sia sempre molto chiaro con ogni ragazza di tuo interesse fin dall’inizio della relazione…

  5. 5
    Tao80 -

    Ciao Rossana,
    la tua disamina e’ molto interessante e tocca vari punti. Secondo me e’ difficile identificarmi in uno solo, probabilmente e’ un po’ di tutto. Come dicevo nella mia lettera, fino a pochi anni fa non me ne facevo un problema, anzi, era un mio modo di essere. Ora pero’ mi sento costantemente in bilico tra questi due poli. Un po’ alla “Aut Aut” di Soren Kierkegaard, dove appunto si descrivono due tipi e visioni della vita completamente divergenti: uno basato sul continuo cambiemento e la ricerca del piacere (spesso momentaneo ed effimero) e l’altro basato su un “progetto”, un sentimento forte e duraturo, incrollabile direi.

  6. 6
    rossana -

    Tao,
    ho dimenticato un punto, e cioè quello relativo alla quantità di argomenti che è possibile trattare con un partner. quando sono di gran lunga inferiori a quello che sarebbe appena soddisfacente, per alcuni temperamenti l’attrazione mentale si esaurisce anche prima di quella fisica, e a volte è proprio quella a fare da perno aggregante in un rapporto.

    comunque, se ti senti coinvolto un po’ in tutti gli aspetti considerati, probabilmente sarà la sorte a decidere per te nel caso, alquanto raro, di un innamoramento molto profondo, laddove ci siano tutti i presupposti per farti cambiare l’attuale rotta. questo non include, però, che la scelta possa essere definitiva. meglio non mettere al mondo dei bambini, finchè non si è sicuri di sè e, per quanto possibile, del partner.

    essendo mutate molto, in meglio, le condizioni economiche in generale, che legavano i partner nella necessità di fare fronte comune per procurarsi l’essenziale, riducendo a quell’obiettivo anche il senso della vita riversato sui figli, credo che ora, al di là della leggerezza e della superficialità dilaganti, si cerchi nella coppia, molto più di un tempo, la soddisfazione di una ripetuta crescita interiore, messa in moto ogni volta dall’attrazione verso qualcuno (e qualcosa) di diverso, che scatena potenzialità latenti, a volte sconosciute agli stessi interessati. la libertà dei costumi e la parità quasi raggiunta fra uomo e donna rendono così molto più instabili di un tempo i rapporti amorosi.

    a mio avviso, in questo non c’è gran male, fino a quando non ci sono bambini di mezzo e se si è onesti e corretti fin dall’inizio nell’impostazione dei rapporti. mi sa che in futuro si dovranno sdrammatizzare ulteriormente molti aspetti dello stare insieme, rendendoli più fluidi e meno traumatizzanti anche per i figli. è il residuo del concetto di eternità che ha accompagnato l’amore romantico di fine ‘800 che crea dolore. adesso non ha più senso, se non in alcuni casi a sfondo tragico (come in realtà è stato sempre anche in passato, esteso poi erroneamente alle connotazioni comuni delle vite più ordinarie). che piaccia o no, che sia positivo e meno, questa è la strada che al momento sembra vada delineandosi…

    interessante il suggerimento del libro che hai citato. vedrò di procurarmelo…

  7. 7
    gessy -

    all’autore del post

    penso che la vita sia solo una,quindi non puoi adagiarti in una relazione se non senti di amare chi hai al tuo fianco.
    non credo che tu non sia in grado di amare,forse non hai conosciuto ancora la persona che fa per te davvero.
    quindi non accontentarti perchè la solidità di un rapporto si costruisce se alla base c’è un vero sentimento profondo,quindi lotta per i tuoi ideali di vita e non sentirti giù per come stai adesso.

  8. 8
    dancan -

    @gessy: si è vero, ma finchè uno gioca a fare il seduttore perchè dopo un po si annoia o vuole qualcosa di diverso, difficilmente troverà una donna con cui condividere la vita e fare qualcosa di importante, nn trovi?
    la vita è solo una. per tutti. e la vita comporta fare scelte. ed ogni scelta impone una rinuncia. e finchè lui rimarrà concentrato su se stesso ( si evince dal: la vita è una ed è giusto viverla… perchè gli altri non vivono?)
    una relazione si fonda innanzitutto sul rispetto reciproco e sull’amore. e finchè pensi solo a te stesso ( le avventure ) difficilmente troverai una persona di cui innamorarti.. ( eh già, i colpi di fulmine io li ho visti solo al cinema e sui romanzi)
    hai 30 anni. devi iniziare a fare delle scelte.. perchè come dici tu, la vita è solo una. ma come dico io, il tempo nn torna indietro.
    30 anni. ne hai 6 meno di me. e ti dico una cosa. piu tempo passi a saltare di ragazza in ragazza, meno diventi tollerante quando ne troverai una con cui stare per piu di qualche mese.. le abitudini sono ossi duri, da modellare…. e poi, sinceramente corri il rischio di innamorarti di una che magari, dopo averti fatto stare bene, ti molla. senza darti motivazioni plausibili. un po come hai fatto tu fin’ora. occhio, con le relazioni…..

  9. 9
    Almost-Imperfect -

    Certo scappare da una relazione prima che lo diventi può essere una comoda soluzione per evitare di soffrire ed anche un buon modo per non doversi né mettere in gioco, né crescere.
    Però se non si è proprio capaci di amare costantemente la stessa persona è inutile convincersi del contrario, solo perché il tempo passa. Io non lo vorrei uno così, non vorrei davvero incontrare ed innamorarmi, di un uomo che dopo un pò si stufa per passare ad altra; allora meglio saperlo prima, così non mi avvicino proprio

  10. 10
    Kid -

    Alm-Imp

    Meglio saperlo prima?

    Come se te lo venissero a dire!:P

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