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Avere tutto e non avere niente

di Anyu

Vi è mai capitato di sentirvi completamente vuoti?

Come se tutto quello che fate si ripetesse meccanicamente senza nessun trasporto da parte vostra? andare a lavoro, vivere il quotidiano, aspettare il weekend, passare del tempo con il proprio ragazzo e i propri amici.

Io da un po’ mi seno così, completamente vuota. Come se vedessi dal di fuori qualcuno che vive la mia vita in maniera completamente distaccata. Eppure non avrei nulla di cui lamentarmi. Ho un lavoro stabile, ho raggiunto importanti obiettivi personali quest’anno, ho un bravo ragazzo che mi ama, qualche buon amico. Eppure mi sento terribilmente sola. Come se niente bastasse più. 

A volte vorrei andare via, ricominciare da capo, cambiare ragazzo, cambiare amici, ma mi aiuterebbe tutto questo ad essere felice? Come si fa ad essere felici? Dicono che chi si accontenta gode, io credo invece che chi si accontenta di quello che ha, perde la possibilità di rincorrere la felicità. 

Vi siete mai chiesti perché vi chiedono sempre come state, ma mai nessuno vi chiede se siete felici? Probabilmente perché la felicità è qualcosa di così intimo, personale, di così difficile da definire, che la domanda quanto la risposta potrebbero spiazzare entrambe le parti. 

Quando provo a pensarci non riesco quasi mai a dare una risposta esaustiva. Mi capita di identificare la felicità in qualcosa di effimero: portare a termine un progetto, ottenere una gratificazione sul lavoro, vince una gara di corsa, superare un limite che credevo di avere, ma il tutto dura terribilmente poco, ed ecco che di colpo ripiombo di nuovo nel vuoto della mia routine. 

Ed è proprio quel maledetto accontentarsi che rovina tutto. Perchè se la smettessi, probabilmente, cercherei una lavoro meno stabile e ben retribuito di quello che ho, ma che mi gratifichi di più. Se avessi un po’ di coraggio chiederei al ragazzo che incontro la mattina in metro, quando vado al lavoro, di uscire con me.

Ma quanto fanno paura i salti nel vuoto? quanto ti blocca la paura di non riuscire o di essere rifiutato? di perdere tutto quello che hai per poi scoprire che rincorrevi una bolla di sapone.

Che prezzo ha la felicità?

E voi ve lo chiedete mai cosa serve per essere felici?

L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Anyu.

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Categorie: - Me stesso - Riflessioni

29 commenti

  • 1
    pax -

    Chiediti quanto saresti felice a perdere tutto.

    Povero il tuo ragazzo

  • 2
    Yog -

    Domanda vecchiotta la tua. Io propendo per l’equivalenza felicità=eudaimonia, ma anche la narda rende felici.

  • 3
    Angwhy -

    scusa Anyu ma quante pagine sono state scritte su questo tema,è da millenni che l’uomo si fa queste domande.la felicità è una condizione momentanea e comunque soggettiva e non di rado ci si rende conto di essa quando è gia passata.mollare tutto e cambiare vita non è sbagliato ma è solamente il primo passo,chi non è in grado di farlo e di andare fino in fondo e bene che si tenga quello che ha

  • 4
    Rossella -

    Il credente – anche se molti sono divisi su questo argomento- distingue la cattiva tristezza dalla tristezza buona. La seconda mette in movimento la fede, la speranza e la carità; eppure, per la mentalità contemporanea, la risolutezza che ne deriva viene vissuta come una maschera. Non si riconosce in quella tristezza la partecipazione alla collera stessa di Dio contro la ribellione del mondo e si sprofonda in uno stato d’angoscia. Vivere con un animo da vincitori, per quanto mi riguarda, significa avere fede e avere fede significa essere preparati a sostenere il giudizio temerario del mondo perché oltre a conoscere le nostre debolezze conosciamo i nostri errori (non fosse altro che per il fatto che ci vengono presentati) e li riconosciamo perché come spiegava santa Teresa di Lisieux a suor Maria della Trinità esiste un metodo per far risplendere il cuoio. “Gli si spalma sopra un impiastro, un materiale che lo imbratta, ma che serve a renderlo tenero; dopo questa operazione eccolo brillare come oro. Ebbene, le tentazioni sono per l’anima come questa fanghiglia: servono a far brillare in essa virtù precisamente opposte a tali tentazioni”.

  • 5
    Rossella -

    La pretesa di essere quelli che non sbagliano mai ci porta sulla strada di passioni che non sono buone. Se decido di mettermi in discussione in un’amicizia lo faccio perché credo nella castità e vivo il voto come una garanzia per rendere possibile un vincolo d’amore che non creerà divisioni, o contrapposizioni; lo faccio perché penso che anche un marito ed una moglie dovrebbero desiderare di vivere un rapporto di predilezione reciproca per conservare un cuore bambino, che si stupisce di essere preso in considerazione dall’altro a dispetto della sua piccolezza. Da questa gioia scaturisce il mondo spirituale con le sue immagini di grazia e giustizia. Anche se ormai questo si rivela una gabbia che viene aperta da complessi e frustrazioni e porta a restare prigionieri del vortice delle passioni tristi e a vivere la giustizia come il pretesto per far crescere l’orgoglio e il pregiudizio verso gli altri. Le persone si divertono a creare insicurezze per sentirsi forti.

  • 6
    Unknow91 -

    La vita è un percorso, è normale che più si va avanti più vuoi, ma non sottovalutare il fatto che hai un lavoro e soprattutto un ragazzo dovresti già essere felice così.

  • 7
    distrutto97 -

    Ehm……io sono solo,non ho amici,non ho nessuno e SN pure un drogato….c’è stato un periodo in cui tutto mi pareva vuoto e senza senso,ma credimi,tieniti ben stretto ciò che hai……la vita di voi normali ha senso…io SN finito nel maledetto tunnel dell’eroina anche xke sn solo e odio tutto di me….un incubo…e così la positività di quando ero più piccolo è sparita e rimaniamo solo io,il vuoto,la depressione e la droga…sicuramente a te andrà meglio,io SN nato x essere un rifiuto umano,ciao

  • 8
    Aloneinthedark -

    Salve,ti posso dire che queste domande se le pone qualsiasi essere umano, anche il più ricco, anche chi fa una vita avventurosa, anche chi cambia donna o uomo ogni giorno. Chiunque ha dei periodi della sua vita, in cui dice:posso avere di meglio, voglio di più.So che riceverò aspre critiche perché guai a toccare la società consumistica, ma io forse sono riuscito a trovare una risposta, guardando ai nostri avi.mi sono reso conto che la società ci impone di essere perfetti, di avere una vita perfetta,di aspirare ad avere sempre di più.e credo che siano meccanismi automatici,i social tendono ad amplificare,questa voglia di perfezione.nessuno è pronto ad accettare una vita fatta di piccole cose e pure ripetitiva,i media ci dicono che noi possiamo avere tutto,che niente ci è precluso,così facendo disumanizzano l’essere umano,che si sente continuamente inappropriato,perché ci sarà sempre qualcuno che avrà avuto dalla vita qualcosa in più di noi.continuiamo a misurarci,in un’eterna gara,con persone conosciute e non, a chi ha di più e a chi ha la vita più movimentata.il salto nel buio può andare bene o male,può creare soddisfazioni o cocenti delusioni,quindi non saprei darti consigli,posso solo dirti che nessuno ha una vita perfetta.

  • 9
    distrutto97 -

    E io non posso avere niente…..

  • 10
    Anyu -

    Unknown91, Lo so che dovrei già essere felice così, e mi sento terribilmente in colpa per questo, ma cosa posso farci se di fatto non lo sono? Non ci si puó autoconvincere, benchè provi a ripetermi tutti i giorni che non ho motivi per non esserlo.
    Rossella, mh io non ho capito nulla!!!
    Aloneinthedark probabilmente hai ragione, sicuramente il paragone ci spinge a fare i conti con quello che non abbiamo e che vorremmo, non credo peró si tratti solo di questo. sinceramente quando penso a quello che mi manca non lo rapporto a quello che vedo nella vita degli altri, ma a quello che vorrei per me stessa, a quello di cui avrei bisogno per essere felice. Mi conosco e so che la quotidianeità mi uccide. Ho sempre bisogno di nuovi stimoli che al momento non ho. Ma lasciar andare tutto in questo momento significherebbe anche perdere delle certezze, e questo spaventa terribilmente. Non metto in dubbio che nessuno ha una vita perfetta, ma questo pensiero di certo non mi consola.

  • 11
    Madmax -

    “ho tutto nella vita, lavoro, soldi,amici, amore, ma niente mi rende felice” bu hu huu T___T

    Smettila di fare la bambina!

    renditi conto che ci sono migliardi di persone che stanno buttate nel fondo di un pozzo che non possono scalare. Persone che si trovano a terra perche sono sole, attraversano un periodo di difficoltà economica, magari sono stati lasciati abbandonati da persone come te! Persone che non riescono a godersi le piccole cose, gli attimi di felicità che ti offre la vita, sei troppo concentrata a cercare cose inutili quando hai tutto davanti a te, oh povera principessina si é stancata di un giocattolo e ne vuole un altro nuovo, mah sai spero che un giorno tu possa provare la vera solitudine e magari li mentre una lacrima scivola sul tuo viso rimpiangerai il solito tram tram.

  • 12
    unknow91 -

    condivido pienamente quello che hai scritto Madmax

  • 13
    Yog -

    Non è che il “tram tram” significa solo il passaggio ripetuto e noioso del noto veicolo ad azionamento elettrico impiegato per il trasporto urbano. Nella forma corretta “tran-tran” si può riferire a qualsiasi apparato mosso ciclicamente; tale moto, pur essendo armonico, raramente dà la felicità se ci si limita a percepirlo. Per goderne, bisogna prendervi parte.

  • 14
    alb -

    Rossella, articolati e da approfondire i tuoi commenti,li condivido.
    La ripetitivita’ fa’ parte del quotidiano di miliardi di persone,della massa,direi di tutti,ogni giorno e’ una battaglia,con te stesso e con gli altri,metaforicamente.
    Ad esempio,una categoria di persone che e’ riuscita a fare dell’arte il proprio lavoro,musica teatro cinema,pittura,scultura,danza e cosi’via,partendo dalla base ha iniziato con i giorni uguali ai giorni, ed e’ riuscita a valorizzare,ed a far emergere il proprio talento con impegno, duro lavoro, periodi di vuoto,nella terra di nessuno e non tutti ci sono riusciti e ci riescono e ci riusciranno,non uno su mille ma uno su centomila ce la fa’ …forse.
    Poi c ‘e anche l ambito professionale,di lavoro,imprenditoriale nascono nuove professioni, e poi quello sentimentale, ti devi fare un autoanalisi dura e spietata con te stessa,se hai una persona fidata con cui parlarne, o se sono solo sogni, buone intenzioni di cui una volta ho sentito che ne sono lastricate le pareti dell’inferno–sempre metafora, o c ‘e’ qualcosa di solido, ma lo sai solo tu.
    Ma senza darti sensi di colpa inutili,se rimani cosi.
    Saluto

  • 15
    Golem -

    Ecco Alb, brava, approfondisci e poi ci spieghi tutto, che noi comuni mortali quello aspettiamo. Capire Rossella.

  • 16
    Yog -

    Alb, le pareti dell’Inferno attualmente sono rivestite con una irritante carta da parati a righe strette verticali.
    Sono i vialetti di accesso ad essere lastricati di buone intenzioni (basaltiche, che si consumano meno).

  • 17
    rossana -

    Alb,
    i commenti di Rossella offrono spesso spunti d’interesse, pur essendo quasi sempre abbastanza criptici. con lei è difficile annoiarsi. raramente è ripetitiva…

  • 18
    Golem -

    Sono d’accordo, con Rossye non ci si annoia mai. Non si sa dove voglia andare a parare, ma lo fa sempre in maniera diversa.
    Un caro saluto.

  • 19
    Angwhy -

    scusa Rossana con tutta la simpatia ma quelle sono altro che supercazzole prematurate con scappellamento a destra,come fai a dire che le capisci lo sai solo tu

  • 20
    Golem -

    Doppio scappellamento a destra.
    Saluti cari va. Cambiamo, giusto per non annoiare.

  • 21
    maria grazia -

    Qualche volta è anche a sinistra. Giusto per non annoiare.

  • 22
    Suzanne -

    Alla fine ti annoierai pure di questa insoddisfazione esistenziale e lascerai spazio a nuovi pensieri, di più ampio respiro. Forse.

  • 23
    rossana -

    Angwhy,
    mi dispiace non poter esprimermi in maggiori dettagli sui commenti di Rossella. a me piacciono quasi sempre. tra l’altro, è difficile che in un utente abituale non trovi qualcosa d’interessante o di utile.

    se non entro nel vivo nel concetto in discussione, prendendo posizioni nette (cosa che faccio abbastanza raramente), non giudico il valore dei contributi altrui o l’orientamento che li caratterizza: li prendo per come li comprendo, magari anche oltre le righe, e li valorizzo per cosa offrono, non soltanto a me. poco m’importa che siano o meno attinenti al tema.

    buon pomeriggio.

  • 24
    Golem -

    “Qualche volta è anche a sinistra. Giusto per non annoiare.”
    Giusto.
    Un caro saluto

  • 25
    Angwhy -

    Va be ma scusa tesoro,allora io metto la ricetta del baccalà alla Vicentina che potrà anche offrire spunti interessanti ma a chi scrive perchè gli è morto il cane o è stato multato ingiustamente per eccesso di velocità non gliene puo fregare di meno.penso che qui ci sia lavoro per fior di antropologi sempre che non ci stia menando per il naso tutti quanti

  • 26
    Golem -

    Angwhy
    Se non entro nel vivo nel concetto in discussione, prendendo posizioni nette (cosa che faccio abbastanza raramente).
    Suzanne,
    sfondi una porta aperta: per me NIENTE è minimizzabile.
    pur prendendo sempre nettamente posizione, talvolta anche in modo molto impopolare.

    Buon pomeriggio, cari saluti.

  • 27
    gabriele -

    Cara Anyu, ti posso comprendere perfettamente. IO ho 25 anni, studio e lavoro, ed ho molti interessi, e sono stati proprio questi interessi che mi rendono felice. Ti spiego. Anche io come te ero vittima non consapevole della quotidianità, nella consapevolezza, che potevo fare di più. Il lavoro è perfetto, lo studio tutto sommato va bene, amicizie le ho e continuo ad averne. ballo, recito e canto. una volta durante una cena (cena del mio gruppo Hip-Hop) c’era vicino a me un ragazzo cieco, che si sforzava di cantare, la classica canzone “tanti auguri a te”, ma vedevo che desisteva, perché non riusciva a trovare la sua tonalità, così mi sono alzato, e gli ho fatto da basso: chiunque abbia una base musicale, è ben consapevole, che senza bassi non si può eseguire nessun motivo musicale, tanto meno, se non si è mai stati messi nella condizione di emettere un suono. Così l’ho aiutato, e ora sono in contatto col padre di questo ragazzo, per far cantare chi pensa di non saperlo fare. Non so a te, ma a me questo mi rende felice: non essere avari, ma mettere al servizio degli altri le proprie attitudini, non solo per farsi sentire quanto si è bravi, ma anche per una realizzazione personale vera.

  • 28
    maria grazia -

    Boss, dev’ essere la supercazzola contraddittoria. Fino adesso non era stata ancora inventata.

    Un forte abbraccio!

  • 29
    milly -

    “Forse vi sono momentini minuscoli di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza.”
    Questa frase la diceva qualcuno, molti anni fa.

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