Annoiarsi a lavoro
di
Anika
Riferimento alla lettera:
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui. Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un'altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine. Ho sempre pensato, fin da bambina,...
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Ti capisco molto bene, Chibi. 8 ore passate in apatia a fine giornata ti pesano più che averle effettivamente lavorate a pieno. Lo so perchè quando ho degli ordini da evadere e cose concrete da fare non mi accorgo del tempo che passa e alle 18 torno a casa soddisfatta! Peccato che una giornata simile mi capiti una volta al mese. Guardarsi attorno, mandare CV e provare a trovare opportunità migliori è la soluzione…Poi mal che vada uno rimane dov’è se non capita di meglio. Ovviamente si parla di stipendi più alti e concrete possibilità di crescita professionale (acquisire competenze concrete). Nella mia postazione attuale in ufficio, posso permettermi di navigare su internet quando non ho proprio una mazza da fare (generalmente il pomeriggio) e di non essere notata, ma tra pochi giorni mi sposteranno e chiunque passando potrà vedere cosa sto facendo a pc…Ho già l’ansia, dovrò apparire sempre occupata e so già che sarà faticoso. Non so se reggerò
Ti capisco Dolly,anche per me la parte peggiore è il pomeriggio ( tieni conto che io ne ho solo due) ma, rimanendo in azienda in pausa pranzo ti assicuro che sono interminabili.
Ho iniziato anche ad avere un calo di autostima importantebe l’umore ne sta risentendo…
Guarda è difficile, ho anche rinunciato a rendermi utile con i colleghi perché non sembra che sia apprezzato.
Quindi, nel limite del possibile, mi faccio gli affari miei.
Sul calo di autostima ne so qualcosa…Vedere i propri colleghi sempre indaffarati e io che faccio cose inutili per far passare il tempo mi fa sentire male. Anche i miei colleghi si lamentano che han troppo da fare, sono sempre nervosi e schizzati, ma non si fanno aiutare! Il massimo del compito che mi è stato affidato è di rispondere al telefono…Wow. Il bello è che questa esperienza (la mia prima in ambito lavorativo) mi sta facendo detestare l’ufficio in generale e lo starci dentro, oggi pomeriggio ho chiesto un permesso perchè altre 4 ore lì non le potevo reggere. Ho bisogno di staccare, ne sento proprio la necessità. Spesso ho pensato di parlarne con il mio titolare ma 1) provo un forte imbarazzo 2)ho paura apra gli occhi e mi possa licenziare anzichè darmi qualcosa di concreto da fare. Confrontarmi con chi conosco è difficile, o non credono alle mie parole o sottolineano come loro siano oberati di lavoro e non sappiano da che parte prendere.
Ciao Dolly, il nostro è un lavoro nel lavoro!
Le mie colleghe sono oberate, sbuffano dalla mattina alla sera che non stanno dietro a tutto… però, io non posso aiutarle, tranne che nell’archivio e altre robette così.
È successo anche a me di stare a casa, perché non sapevo più dove sbattere la testa.
Per quanto riguarda il discorso se parlarne con il titolare non saprei….sono situazioni che non vengono mai ben capite.. personalmente evito.. perché so che i miei titolari non capirebbero..
Io poi mi domando, quella che c’era prima di me faceva 8 ore tutti i giorni..ma cosa faceva, un giorno glielo chiederò perché sono troppo curiosa della risposta.
Se avrai occasione chiediglielo Chibi, vediamo cosa ti risponde! Spesso io e la mia collega ci chiediamo: “già una persona per l’ufficio estero sarebbe troppa data la mole minima di lavoro che c’è, come ha fatto ad assumerne addirittura due?”. Il piano del mio titolare era di costituire un ufficio estero completo, capace di fare piani export e aumentare il numero di clienti. Peccato che a me sia stata promessa una formazione in azienda che non è mai avvenuta. Sin dal primo giorno sono stata messa davanti ad un computer e basta. Io potrei non fare nulla tutto il giorno e nessuno se ne accorgerebbe…Però non è nel mio stile e provo comunque a fare qualcosa di mia iniziativa, ricontattare quei pochi clienti che abbiamo, promuovere l’azienda e i prodotti…Tutto questo con scarso successo e mi demotivo molto. Spesso mi sento un’incapace, mi chiedo se sia colpa mia o della gestione aziendale. Poi mi ripiglio e mi convinco che la mia autostima non può dipendere da un posto di lavoro!
La mia collega non ha titoli di studio o esperienze pregresse all’interno di un ufficio esterno, quindi la situazione le pesa meno e inoltre ha un part-time con due rientri pomeridiani. Prima di lei, però, c’era una persona molto competente che aveva lavorato come Export manager per delle Spa…è durato tipo qualche mese e poi si è licenziato. Ora ho visto su linkedin che sono 3 anni che lavora per un’altra azienda (stavolta una PMI). Che dire, posso immaginare benissimo il perchè abbia resistito così poco! Uno si sente davvero sprecato, figuriamoci poi se ha una certa esperienza e competenza.
Ciao Dolly capisco le tue perplessità, un ufficio estero non si mette in piede così solo perché c’è qualcuno che parla qualche lingua.. è un po’ complesso, dietro devono esserci dei commerciali, un piano aziendale, del titolare o del direttore estero..non so, mi sembrano le classiche cose improvvisate..
Sicuramente tu stai facendo meglio che puoi..ma senza un affiancamento o direttive aziendali è difficile capire in che direzione muoversi.
Sinceramente non so come fai a fare 8 ore così..
Io sono in crisi con un part-time..
Hai ragione e su una cosa in particolare: l’improvvisazione. Il prossimo anno vorrei chiedere una riduzione d’orario, stare a casa quei due pomeriggi a settimana in cui è presente la mia collega in ufficio…Già questo mi farebbe sentire più sollevata probabilmente. Non so neanche io come faccio ora, se non fosse per lo stipendio che mi serve campare sarei rimasta già a casa. Col senno di poi mi conveniva forse cambiare quando ancora vivevo con i miei, ora con una casa da mantenere è più complicato. C’è di buono che quest’occupazione, seppur squallida, mi ha permesso di mettere da parte qualche soldo e di rendermi autonoma…Ma soddisfazione in ciò che faccio dal punto di vista lavorativo ce n’è poca! Gli anni scorsi facevamo circa due fiere l’anno e io ero felicissima di parteciparvi perchè movimentavano un po’ il tutto, ma da febbraio è tutto fermo ed è una gran palla.
Ciao Dolly, stranamente, in questi ultimi giorni sono stata impegnata… sicuramente anche domani e venerdì..
In effetti devo dire che le giornate sono volate e il mio umore in ufficio era diverso.. decisamente migliore.
Loquace e collaborativa.
A te come è andata?
Farai un po’ di ferie?
( Io sto facendo le croci sul calendario..)
😅😅😅
Ciao Chiara, sono contenta di sapere che sei stata più impegnata, l’umore migliora decisamente quando ci si sente utili e produttivi 🙂 Io sono stata benissimo a casa per il ponte dell’Immacolata e una volta rientrata ho avuto 3 richieste da gestire, cosa che non mi capita quasi mai ahaha quindi anche io ho avuto maggiormente da fare, sebbene su 8 ore ne lavoro circa la metà 🙂 Sto comunque fremendo per la chiusura invernale, quest’anno sarà dal 24 dicembre al 6 gennaio e non vedo l’ora! Ormai manca poco. Voi fate la chiusura lunga?
Ciao Dolly, ovviamente è già tutto rientrato e ho ricominciato a spostare le mucchiette di fogli da una parte all’altra della scrivania…
Non ho scritto per non risultare noiosa e ripetitiva..!!
Fortunatamente i pomeriggi a casa mi aiutano a rigenerarmi, tra casa da riordinare, figlia, marito e letture (alla sera) compenso le mattine lunghe.
Di fatti quando arrivano le 12 ho sempre fretta di andare via…non ti nascondo che spesso mi “cade la penna” perché sono alla frutta e anche 5 minuti in più non li reggo.
Prossima settimana lavoro fino al 23 compreso e poi rientro il 4.
La nostra azienda è molto piccola e le ferie sono viste male dal titolare..che è un signore stile padre padrone!!!
Continuo ad inviare CV.
A te come va?
Buona giornata.
Chiara
Thread molto interessante, come spaccato di scarsa capacità organizzativa di aziende datate e come constatazione di ambizioni insoddisfatte di giovani donne, con visione di vita molto più ampia ed esigente di quella di una trentina d’anni fa.
particolarmente apprezzato, come quasi sempre, il commento 40.
Rossana, mi è piaciuto molto quello che hai scritto, in poche righe hai centrato il problema.
Grazie!!
È piaciuto anche a me Chiara. Perchè è quello che uno vuole sentirsi dire in certi momenti. Forse però la verità è che il lavoro “dipendente” (ma anche quello indipendente) bene o male è SEMPRE stato così, perché di fatto si è degli interfaccia con una realtà più ampia che non sia la nostra sola individualità. Anche quando si fa il lavoro che si è sempre sognato il compromesso è sempre presente.
Andrebbe piuttosto aperta una discussione su quanto, in quel senso, siano cambiate le nostre aspettative rispetto a quelle dei nostri genitori, e quanto siano realistiche. La tendenza di questo momento “storico” a mostrarCI realtà illusorie a cui mirare é piuttosto alta, quando invece il “piatto piange”
Golem, per quello che riguarda la mia situazione si tratta di mala organizzazione aziendale, siamo nel 2020 con tutta la velocità della tecnologia per molti lavori soprattutto amministrativi ma, i titolari ( persone anziane e poco avvezze ai cambiamenti) ancora non hanno capito che si fa’ tutto in metà del tempo.
E il tempo che rimane si potrebbe essere impiegato per fare controlli di gestione..e tanto altro!
Quando mi confronto con le mie amiche,impiegate come me,.ti assicuro che c’è un abisso..
Io lavoro da 23 anni, è la prima volta che mi trovo in un’azienda piccola, anzi molto piccola e con tutto il bene che voglio ai miei titolari e colleghi, non fa’ per me.
Non ho stimoli e obiettivi.
Se propongo qualcosa mi guardano come se fosse un’aliena…
Mi sento ferma al palo.
Ho ancora molto da dare e offrire in ambito lavorativo.
E soprattutto ho tanta voglia di imparare cose nuove!
Non mi sento mai arrivata.
Bè, mi sembra che ci siano tutti gli elementi oggettivi per prendere una decisione. Inutile pensare di fare cambiare la “vecchia”… gestione. Tempo, acqua e sapone sprecati.
Voglia d’imparare cose nuove?Per alcuni “cose nuove”vuol dire ripartire completamente da capo e, in alcuni casi e con la buona sorte a fianco ,sfruttare la fortuna di certi quiz in TV e aprire una propria attività in proprio dopo aver perso un” sicuro”(?)mestiere(vedasi l’esperienza del trio ‘3 di denari’a reazione a catena Rai1).
In ogni caso è bene tener presente se l’ETA’ AVANZATA può remare contro a qualsiasi ambizione di cambio di stile di vita!
Ciao a tutti, riscrivo il commento perché il precedente non è stato pubblicato. Ho letto i vostri commenti, tutti molto interessanti. Chiara siamo sulla stessa barca, dopo qualche giorno di lavoro pseudo-intenso, ora il nulla. Meno male tra poco ferie. Anche io alle 18:00 faccio cadere la penna stile Fantozzi, non posso proprio farcela a stare un minuto di più. Rossana ha centrato il punto, si tratta di scarsa gestione aziendale. È anche vero che, come dice Golem, esiste un conflitto tra il mondo “reale” e le aspettative individuali, però qua si parla di piccoli imprenditori che hanno difficoltà a gestire un’azienda, ad affidare mansioni, a rendersi conto delle cose. Il mio titolare sembra vivere un po’ nel suo mondo, ha le sue convinzioni e non le cambi. Sì, credo sia quasi impossibile un cambiamento quando si ha a che fare con mentalità di questo tipo. Peccato, perché ne gioverebbero tutti.
Ciao Dolly, la penso esattamente come te, su tutti i punti.
Al momento sono in crisi nera.
Aspetto le ferie come la manna dal cielo, nella speranza di aver da fare i primi giorni al mio rientro.
Per il resto, lavorativamente parlando, sono in crisi nera.
A livello razionale sono consapevole di tutti gli aspetti positivi ma, a livello emotivo, è tutto diverso.
Ho visto che ho ripetuto crisi nera molte volte!!!
Ciao Chiara, anche io spero ci sia qualcosa in più da fare al rientro. Oggi è l’ultimo giorno di lavoro prima della pausa natalizia e ho chiesto 4 ore di permesso oggi per non fare la giornata intera…Devo comunque stare attenta a non bruciarmi tutte le ferie e i permessi che ho! Ma se non ho assolutamente nulla da fare è inutile rimanere in ufficio, tanto vale che me ne sto a casa, dove le cose da fare non mi mancano. Stamattina abbiamo una riunione aziendale per fare il punto di quest’anno 2020, quindi dovrò farmi un po’ di coraggio ed esternare le mie perplessità. La prendo come un’occasione per dire la mia, ma sono sempre in grande difficoltà perchè provo un forte senso di imbarazzo, come se fossi io in difetto. Non so spiegarlo. Hai ragione, emotivamente parlando sono situazioni che pesano, questa apatia ho paura vada ad incidere anche su altre aree della mia vita! Facciamoci forza
Ciao Dolly, anche se in ritardo, ti auguro di trascorrere delle buone feste!
In questi giorni a casa sto molto bene e ho avuto modo di fare un po’ il punto della mia situazione lavorativa, utilizzando la scrittura per fare “ordine”.
Ho realizzato che devo ridimensionare molto l’aspettativa che riponevo nel lavoro attuale, perché tendo sempre a paragonarlo al precedente ed è un paragone che non ha senso fare.
Quando posso,tra un impegno e l’altro in casa, leggo, mi aiuta molto a distrarmi.
Anche mio marito mi rincuora (visto che l’autostima è ai minimi termini)e so che posso sempre contare sul suo sostegno, qualunque decisione prenda.
Il mio umore purtroppo non è sempre dei migliori ( sicuramente anche la pandemia, la mancanza di vita sociale, non poter uscire, invitare gli amici..non aiuta, anzi, nel mio caso amplifica la frustrazione che provo al lavoro).
Se l’umore continua così, dovrò parlarne con il mio medico di base.
È una situazione nuova per me e non so come…
Ciao Chiara, ricambio gli auguri di buone feste! Mi fa piacere che ti stai riposando (anche mentalmente) durante questo periodo di pausa e che puoi avere del tempo per riflettere. Anche per me è così devo dire, inoltre passare del tempo con chi amiamo è sempre un toccasana. Secondo me il fatto che tuo marito ti sia vicino è estremamente importante e non scontato come potrebbe sembrare. Se posso permettermi di darti un consiglio (e lo do anche a me stessa), non far dipendere la tua autostima dal lavoro. Anche io spesso lo faccio inconsapevolmente e non è giusto. Alla fine dobbiamo ricordarci che un buon posto di lavoro è importante, ma non è tutto: conta anche la vita al di fuori dell’ufficio, coltivare le passioni e gli affetti. Il lavoro ci deve innanzitutto permettere di guadagnare per vivere dignitosamente. Io spesso mi demoralizzo, ma poi quando parlo con gli altri non c’è n’è uno che sia contento del proprio lavoro! Comunque se non ti senti bene, ottima idea anche quella di
parlarne con il tuo medico. Sfrutta questo periodo a casa per stare il più possibile con la tua famiglia, così ti rigeneri. Sai, dopo 5 giorni di noia in ufficio, il weekend lo usavo per svagarmi con il cinema o una gita fuori porta… Ovviamente con il covid non è più possibile e la vita casalinga non aiuta l’umore o a sfogare l’energia repressa. A me piace stare a casa a rilassarmi, ma ho anche bisogno di fare altro, proprio perché già passo 8 ore al giorno a fissare uno schermo. Speriamo di poter tornare presto a recuperare la socialità, altrimenti aumenta solo il senso di alienazione e io ne so qualcosa.
Ciao a tutti, mi aggiungo alla discussione perchè mi ritrovo nella stessa situazione. Lavoro part time come impiegata, ma certi giorni non ho nulla da fare e passo le mie 4 ore di lavoro a fissare il pc o leggere qualche articolo. Ho un carattere ansioso e poca autostima, ed è per questo che nonostante sia laureata preferisco fare un lavoro ripetitivo e con poche responsabilità. Tuttavia, un conto è avere poca responsabilità, un conto è non avere nulla da fare e sentirsi inutili! Le volte che ho preso un po’ di iniziativa mi sono trovata a pestare i piedi ai miei colleghi. Per il momento non ho intenzione di cambiare lavoro (anche per via di tutte le ansie e paure che un cambiamento del genere comporterebbe). Sto facendo diversi corsi online (se ne trovano molti anche gratuiti) per avere l’illusione di stare investendo un po’ su me stessa, ma il problema di come passare il tempo in ufficio resta…Meno ho da fare e più aumenta l’apatia e diminuisce l’entusiasmo.
Ciao Dolly! Sono tornata! Dopo un rientro dalle vacanze con un po’ di cose da fare, già settimana scorsa è tornato tutto come prima, noia totale.
Alla fine, dopo averne parlato anche con il mio medico, ho iniziato ad assumere degli integratori per l’umore ( diciamo che da novembre in poi era in caduta libera con ripercussioni anche in famiglia). A distanza di 20 giorni sento i benefici.
Certo è che non posso assumerlo a vita, sia chiaro, al momento godo dei benefici del ritrovato buon umore, vedo che è un buon sostegno per affrontare le lunghe giornate in ufficio.
Ciao Lolly, capisco benissimo come ti senti.
E, purtroppo, non ho soluzioni…io stessa mi arrabatto tutti i giorni cercando anche di trovare cose utili da fare.
Sicuramente fai benissimo a seguire dei corsi ( lo faccio anche io), servono da stimolo e gratificazione personale, sperando poi,di poterli sfruttare in qualche modo.
Sai, anche parlarne con chi vive la stessa situazione è un piccolo aiuto, ci si sente meno soli e capiti.
Per tante persone è difficile capire come si sente chi si annoia al lavoro e tutto ciò che ne segue a livello personale, autostima, umore e compagnia bella!
Ciao cara Chiara, mi fa molto piacere rileggerti! Sono contenta che tu abbia sentito un parere medico, non bisogna sottovalutare certi segnali e soprattutto non c’è nulla di male nel farsi aiutare! Anche io al rientro dalle ferie ho avuto vari ordini da sbrigare, ma ora ho già terminato i miei impegni e sto pensando a come farmi passare la settimana che a breve comincerà. Ora sono in una postazione diversa e non posso farmi gli affari miei (passatemi il termine) a computer altrimenti vengo notata da tutti. Tuttavia sono vicina alla mia collega dell’amministrazione e noto che passa buona parte della giornata lavorativa attaccata al cellulare, anche davanti ai titolari, non si fa il benchè minimo scrupolo! Ogni tanto deve venire il capo a richiamarla all’ordine e dirle cosa fare. Io non intendo cazzeggiare alla luce del sole, ma evidentemente l’avere poco da fare sul posto di lavoro è più comune di quanto crediamo (e non è un bene). Comunque, vedere i colleghi che si fanno i loro mi ha fatto aprire gli occhi…Non sono solo io ad annoiarmi!
Ciao Lolly, benvenuta nella discussione! La tua descrizione sembra combaciare con la mia. Anche io sono una tipa ansiosa e ho timore a buttarmi in qualcosa di nuovo. Ogni cambiamento mi arreca stress e paura, quindi tendo ad adagiarmi in situazioni e dinamiche a me familiari. Inizialmente mi dicevo “un lavoro così tranquillo per cominciare e inserirmi nel mondo adulto va più che bene, almeno non mi stresso e non impazzisco”, ma alla lunga mi sentivo solo molto annoiata. Purtroppo non è mai facile cambiare, specie quando si tratta di cose così importanti! In fin dei conti uno stipendio sicuro lo abbiamo già e chi ci garantisce che altrove ci troveremmo meglio? E’ un terno al lotto. Pensa che tu almeno hai un part-time e non devi stare là tutto il giorno, poi già fare qualche corso è importante! Secondo me ragazze il modo migliore per trovare una situazione occupativa soddisfacente rimane il networking ed il passaparola, l’ho visto anche tra diverse mie conoscenze.
Ciao!Grazie per avermi raccontato le vostre storie,mi fa stare meglio. A causa della mia ansia trovo difficile la convivenza anche con i miei (pochi) colleghi.Sono molto lunatici, a volte mi trattano bene e altre sono scontrosi e maleducati.Non so mai come comportarmi, quando faccio troppo poco non va bene, se faccio troppo idem perchè magari poi faccio degli errori. Mi sembra che lo spirito di iniziativa sia poco apprezzato,quindi ho imparato a fare il minimo indispensabile e solo quando mi viene espressamente chiesto. Chiedo sempre il permesso prima di fare ogni minima cosa, e questo credetemi è frustrante. So però che il problema principale sono io e la mia scarsa autostima. Prendo tutto sul personale, quando in realtà dovrei pensare che IO VALGO, e che se l’azienda mi tiene per fare poche mansioni come fossi una tirocinante, tanto peggio per loro.
Gli anni scorsi ho avuto modo di lavorare per persone esterne all’azienda ed è stato stimolante! Mi davano tante cose da fare, delegavano con fiducia ma al tempo stesso erano sempre pronti a risolvere ogni mio minimo dubbio o errore, facendomi sentire una vera APPRENDISTA, cioè persona che deve essere formata per un lavoro e che è lì per apprendere! Questo mi ha fatto capire che forse il problema non ero solo io e il mio carattere chiuso (che magari mi fa sembrare strana o antipatica agli occhi dei miei colleghi), ma che “l’ansia sociale” che provo ogni volta in ufficio deriva dalle persone che ci sono dentro e dal loro modo di fare.. Quello che sto cercando di fare ora è lavorare su me stessa per: non sentirmi più in colpa se non ho niente da fare(il mio dovere di essere fisicamente in ufficio lo faccio,da lì in avanti la responsabilità non è più mia se non mi danno da fare) e non sentirmi a disagio a chiedere se posso o non posso fare una cosa(xk alla fine i capi preferiscono…
Ciao Lolly, se può farti sentire meno sola, anche io ho colleghi lunatici, per non dire arroganti. Hanno poca pazienza e capita che rispondano male anche ai clienti per telefono, immagina quante volte ho pensato “se odiano così tanto assistere il cliente, lo potrei fare io al loro posto!”. Oppure c’è sempre il sapientino di turno che deve mettere becco su ogni cosa e pensa di sapere tutto lui dall’alto della sua convinzione. Quindi alla fine anche io spesso ho rinunciato a rendermi utile, non sai mai di che umore sono queste persone. Mi limito a fare il mio e basta. Io non so di cosa ti occupi tu in ufficio, quanti anni hai, se vivi da sola o in famiglia, ma se hai modo di guardarti attorno, io ti esorto a farlo. Magari riesci a trovare una realtà dove a tutti gli effetti puoi imparare qualcosa di più e la tua autostima ne gioverà! Io al momento sto cercando di capire se è lavorare in questo ufficio il problema o se è proprio il lavoro d’ufficio a non piacermi (continua)
Anche su questo converrebbe riflettere. Mi pesa molto passare tutta la giornata seduta davanti al computer e francamente non so più il perchè. Sono confusa, forse il lavoro d’ufficio non fa proprio per me. Purtroppo a 18-19 anni siamo maggiorenni ma non adulti, facciamo scelte legate agli studi che ci condizioneranno il futuro, ma non abbiamo idea di come sia davvero il mondo lavorativo. Quegli anni non tornano indietro e io ora rifletto e capisco che ero solo una ragazzina senza una personalità definita, in realtà non avevo la minima idea di cosa volevo fare “da grande”. Ora come ora penso che se dopo il liceo fossi andata a fare la commessa in un negozio d’abbigliamento forse sarei stata più felice e avrei preso comunque di più! Non lo dico a caso, ho una grande passione per la moda e quando aiuto una mia amica in negozio, il tempo vola e mi piace proprio. Assurdo
Purtroppo non avendo mai lavorato in altri uffici non ho termini di paragone, non so se altrove mi piacerebbe o se lo troverei comunque alienante. Ho voglia di più dinamicità! Però anche io sono frenata dall’idea di cambiare aria, ora che ho una casa da mantenere e responsabilità ho paura a lasciare un posto sicuro e a tempo indeterminato.
Ciao Dolly,a fine anno avevo mandato qualche cv ma non ho ricevuto nessuna proposta..ora come ora, visto anche il livello di disoccupazione che c’è in Italia,so che dovrei sentirmi grata di avercelo un lavoro (sia come sia).Vivendo ancora con i miei posso anche permettermi di avere uno stipendio di lavoro part time in cui faccio poco,ma non potrò continuare sempre così,sia per una questione economica sia dal punto di vista di stimoli. Se ti piace la moda e lavorare nei negozi, potresti iniziare a guardare qualche offerta in giro. Penso che arricchire le proprie competenze e guardarsi attorno in cerca di nuove opportunità sia sempre un’ottima cosa. La paura di uscire dalla comfort zone ci sará sempre,ma come dice un monologo di un film “le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro”.
Ciao ragazze, sto imparando a vivere la giornata in ufficio, quel che viene viene.
Ciao Lolly e Chiara, grazie dei vostri messaggi e consigli. È vero, bisogna imparare a uscire dalla propria comfort zone. Rispondo ad annunci da circa un anno, ma senza essere richiamata. Ricordo che dopo la laurea mi richiamavano in tanti e ora il nulla. Mi guardo attorno e vedo giovani realizzati e intraprendenti e l’invidia, purtroppo, è forte. Così come è forte l’imbarazzo quando a fine giornata il mio compagno mi chiede come è andata. Sono parecchio giù, speriamo di trovare presto un po’ di serenità. I miei mi hanno consigliato di informarmi sui concorsi pubblici, ora come ora non tralascio alcuna possibilità di andare via da qui. Il mio capo mi ha dato un fatturato estero da raggiungere entro fine anno ed è un budget fuori da ogni logica, non lo raggiungerò mai, non ho i mezzi e non so come fare. Tanto vale togliere le tende.
Capisco benissimo il vostro stato d’animo che è quasi del tutto simile al mio.
Continuate a cercare e non tralasciare nulla, non è detto che l’unica soluzione sia solo il lavoro impiegatizio..per carità è ancora molto ambito ma non dà più tante soddisfazioni.
Al momento ho smesso di inviare CV ( tanto non mi chiama nessuno!) e come scrivevo vivo alla giornata ( al lavoro,intendo).
Questa pandemia di certo non aiuta, se prima nel weekend c’era modo di staccare, uscire e vedere gli amici…ora la vita sociale si è drasticamente ridotta e al lunedì mattina la ripartenza è dura!
Personalmente mi sento abbastanza triste e demotivata, (la cura che mi ha dato il medico aiuta ma non fa miracoli), poi i questo ultimo anno ho imparato a fingere e fare buon viso a cattivo gioco davanti ai colleghi e ai titolari.
È dura si. Annoiarsi e trovarsi quotidianamente in situazioni così apatiche, dove non si ha la possibilità neppure di decidere se spostare una penna, può realmente portare a…
e stati d’animo vicini alla depressione.
Al lavoro mi sento totalmente inutile, una passacarte che non può decidere nulla perché tutto passa solo esclusivamente dai titolari.
È molto frustrante.
Una cara amica psicologa mi ha detto che solo nel momento in cui accetterò il fatto che non posso modificare la situazione in ufficio, mi sentirò meglio.
Invece, io vivo di rimpianti, mi manca l’azienda dove lavoravo prima e dove ero responsabile di un ufficio…era bello e stimolante trovare soluzioni alternative, parlarne con le colleghe, decidere in autonomia..insomma mi sentivo viva e piena di entusiasmo. Poi,l’azienda ha deciso di spostare la sede in un’altra regione, così ci siamo ritrovati senza un lavoro. È giàtanto che ho trovato questo…ma c’è una differenza enorme…ed io faccio tanta fatica ad adattarmi..non credevo..ma è così.
Ciao Chiara, è normale che tu faccia confronti con il tuo precedente posto di lavoro, specialmente perché la differenza (da quanto scrivi) è abissale. Sfido chiunque a non fare paragoni! Il consiglio che ti ha dato la tua amica (quello dell’accettazione) è quello che danno molti psicologi in svariate situazioni, ma non è facile se tutti i giorni si combatte con la monotonia. È una tecnica che può essere utile ad affrontare le giornate, ma non risolve il problema alla radice. Comunque anche io credo che il Covid abbia peggiorato la situazione, la prospettiva di un weekend di svago aiutava l’umore, ora anche io è come se non avessi più molto entusiasmo in generale. Secondo me la pandemia ha influito negativamente anche su questo aspetto e ha favorito il rimuginio! Prima uscivo di più e pensavo meno, proprio perché mi distraevo. Anche quella era una “strategia” (forse inconsapevole) per tirare avanti. Vi ritrovate anche voi?
Ciao Dolly, si mi ci ritrovo in pieno… infatti mi capita spesso di rimuginare, cosa che prima della pandemia non mi succedeva…
Tengo duro!
Teniamo duro!
Il weekend,ormai, non lo considero più…a casa ci rilassiamo, ma, devo dire che non stacco più di tanto… anche il tempo non aiuta..
Sicuramente, ci sono tanti fattori che ingigantiscono la situazione.
Comunque ragazze, una domanda è d’obbligo, voi cosa fate per passare le ore in ufficio?
Il mattino generalmente passa abbastanza bene, il pomeriggio..stendiamo un velo pietoso..
Il telefono che non suona, un gran silenzio..concilia il sonno! Difatti mi ritrovo spesso a sbadigliare e sbuffare…
Ciao Chiara, a chi lo dici! Vivendo in pianura padana, la nebbia è all’ordine del giorno e sicuramente influisce sull’umore 🙂 Un insieme di fattori che certamente non ci aiuta, come giustamente dici tu. Speriamo in un miglioramento nei prossimi mesi magari, andando incontro alla bella stagione e (si spera) a una maggiore libertà
Abitando e lavorando a due passi dal mare, non vedo l’ora arrivi un po’ di sole…anche solo vedere i turisti per strada mi mette di buon umore!
Ciao Chiara, sei romagnola? Che bello, io adoro la Romagna…ho bellissimi ricordi di infanzia in vacanza con i miei nonni e appena riesco torno sempre. Per me come la riviera romagnola non c’è niente! Ecco, ripensando a quei posti che fanno parte della mia vita mi torna sempre il sorriso 🙂
Si, sono romagnola!!!
Dai che bello! W la Romagna 😊
Ho realizzato che il mio problema, oltre alla noia, è che non ho libertà di movimento…non ho autonomia. Anche se so perfettamente cosa fare e come gestire il mio lavoro, devo sempre avere la conferma da parte della titolare.
Per me è difficile lavorare in queste condizioni, mi sento come in gabbia…
Io che sono sempre stata indipendente, puoi immaginare quanto mi stia stretta una situazione simile.