Annoiarsi a lavoro
Buonasera, ho trovato questo sito per caso et voilà eccomi qui.
Vi è mai capitato di essere stanchi della vostra vita? Di svegliarvi al mattino e come primo pensiero dire: un’altra giornata di me**a sta per cominciare! Beh, a me capita tutte le mattine.
Ho sempre pensato, fin da bambina, che impegnandomi e lavorando sodo sarei riuscita a raggiungere i miei obbiettivi. Sono sempre stata mediamente intelligente, molto amante della cultura e del sapere in generale. Ottimi risultati scolastici e grande desiderio di proseguire gli studi all’università. Succede però che vengo da una famiglia molto numerosa, con grandi difficoltà economiche e anche grandi disagi psicologici (tra i tanti problemi della mia famiglia annovero due tentati suicidi e problemi di droga e alcol), e quindi dopo il diploma decido di andare a lavorare.
Pensavo che sarei riuscita ad accontentarmi, dopo tutto con un diploma in mano cosa mi posso aspettare? E così faccio diversi lavori: cassiera, operaia, commessa. Tutti lavori mediocri, con paghe mediocri, in contesti mediocri. Per un po’ mi accontento, se non altro riesco ad aiutare economicamente la mia famiglia.
Dopo un paio d’anni trovo un lavoro che più si avvicina al mio titolo di studio: l’impiegata. Nella mente di tanti fare l’impiegata è fantastico perché in automatico lo associano a un lavoro d’élite. Ma ovviamente non è così.
Sono fortunata perché i miei colleghi e la mia datrice di lavoro sono brave persone e c’è un bel ambiente in ufficio. Il mio problema è che io in ufficio non faccio quasi nulla. Rispondo alle telefonate, se chiama qualcuno (in media 3 telefonate in 8 ore) e trascrivo dei dati al pc. Il punto è che ci sono delle intere giornate in cui non ho NIENTE da fare. Ne ho parlato con la responsabile, ma lei ha minimizzato.
Nella sua mente se una dipendente lavora meno di 8 ore al giorno significa che c’è qualcosa in azienda che non va. Io ho provato a spiegarle con tatto che, in poche parole, mi sta pagando per un lavoro che in realtà io non faccio. Ma lei è convinta che presto il rivestirò un ruolo centrale nella sua piccola azienda a conduzione familiare. Io non ho ben capito che gran ruolo potrò mai rivestire visto che non siamo una grande azienda o una multinazionale.
Non che prenda chissà quale stipendio, arrivo a malapena a 1000 euro al mese. Il punto è che lavoro dalle 8 alle 18 e quando torno a casa sono stanca e non ho più energie da dedicare ad altre attività che mi interessano (sport, lettura, yoga, pittura).
Nella mente di molti essere pagati per non fare niente è fantastico, ma non nella mia. Mi annoio a lavoro, non faccio quasi mai nulla di utile e questo mi ha portato ad essere apatica alla vita. Io ho tanti interessi che potrei coltivare se, anziché lavorare fino alle 18, potessi fare un part time.
Il punto è che nella realtà il part time non me lo posso permettere: in primo luogo perché la mia datrice di lavoro ha già chiarito che non me lo darà mai, seconda cosa faccio già fatica con 1000 euro al mese, figuriamoci con 500!
Non fraintendetemi: se avessi una carriera seria sarei ben felice di lavorare le mie 8 ore e avere il congruo stipendio. Il punto è che non è così: faccio un lavoro mediocre che mi permette una vita mediocre.
Non lo so, faccio fatica a rassegnarmi che questa sia davvero la mia vita. Certo non mi aspettavo di diventare amministratore delegato di qualche banca, ma ho sempre pensato che avrei realizzato qualcosa.
E niente vi saluto e vi auguro buone cose.
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potrà sembrare offensivo verso chi un lavoro non ce l’ha,ma in fondo lo capisco,ho ancora il ricordo delle giornate passate a far niente durante la leva,roba da mettersi un cappio al collo
Stanca di più stare senza far niente che lavorare. Ma quello che è proprio insopportabile è il non avere prospettive di crescita professionale e personale. Se poi ci aggiungiamo lo stipendio di sopravvivenza, direi che la depressione è inevitabile…
senti, perché non ti iscrivi all’università e così nei tempi morti del lavoro studi?? mi sembra un’idea che potrebbe andare bene visto la voglia che avevi di frequentarla.. così non rinunceresti alle tue ambizioni.. io lo farei
Grazie per le risposte. Apprezzo il fatto di avere un lavoro, almeno non vivo in mezzo a una strada. @Nicola ha centrato il punto. Fondamentalmente io non so fare nulla, non ho acquisito capacità o abilità che mi rendono indipendente a lavoro, non ho prospettive di carriera. @Lilly l’università costa, anche la statale e tra altro quella della mia città è tra le più care d’ Italia, e con 1000 euro al mese 450 euro di affitto, bollette e auto non mi rimane niente. Senza contare che, anche se per molte ore non lavoro, non è che posso stare alla scrivania con i libri in mano o leggendoli al PC. Devo comunque farmi vedere che faccio qualcosa, devo “fingere” di lavorare. E poi c’è il discorso famiglia che non apro nemmeno perché è troppo lungo.
Carissima Anika,
ti capisco alla perfezione perchè è bene o male quello che vivo io (e vivono tante altre persone come noi) da anni a questa parte.
Il tuo problema in realtà è un fiume di problemi, difficilmente risolvibili con un’unica soluzione.
Abbiamo la stessa identica età e piu o meno lo stesso identico lavoro, solo che io lavoro part time e anche se ho molto tempo libero non riesco a coltivare piu i miei interessi a causa di una forte depressione per aver perso mia madre e per una relazione di 4 anni finita. Sento e provo quello che hai descritto tu. Apatia. Una non-vita. E’ pesante averne coscienza, sopratutto se la persona è intelligente e di cultura come te. Si ha proprio la certezza di perdere il proprio tempo. Si ha la certezza che continuando così si butti letteralmente la vita nel cesso. Non so cosa si può fare per cambiare le cose. Anche perchè ognuno dentro di sè ha la risposta per sè stessi. Posso solo dirti che già farsi le domande che ti fai tu è già un…
Non mi risulta che i privati paghino perché una stia a girarsi i pollici. Nel caso, fai bene a preoccuparti, perché c’è il concreto rischio che fra un paio di mesi circa ti mandino ad annoiarti a casa tua.
Chris, grazie vedo che hai capito benissimo quello che intendevo dire. A volte vorrei essere stupida, così non mi renderei conto della mia vita di merda. Yog, lavoro nel privato e ti assicuro che vengo pagate per fare poco o niente. Ed è sotto gli occhi di tutti. Ma non credo che mi licenzieranno, anzi! Vogliono assumere qualcun’altro. Per fare cosa non lo so. E’ che per me questa vita non ha alcun senso: non riesco a coltivare i miei hobby, non riesco a viaggiare (mia grandissima passione!), non riesco a passare del tempo di qualità con i miei cari. Allora che c.... lavoro a fare?!
Anika, sono una ragazza in una situazione simile alla tua, mi piacerebbe parlarne con te privatamente, se vuoi.
Ciao.
Cara, ti racconto la mia situazione lavorativa in tal modo ti sentirai fortunata.
Ho due lauree con la massima votazione e un master, lavoro come impiegata e come te non faccio nulla tutto il giorno. Unica grande differenza è che con i tuoi stessi orari lavorativi io guadagno la metà del tuo stipendio. C’è chi sta peggio di te pensa a questo e apprezza quello che hai.
ma perchè uno dovrebbe apprezzare di essere pagato senza fare nulla? Aspettare che passi il tempo per poter uscire dal lavoro e fare finalmente qualcosa di concreto? Fidatevi senza nulla da fare il tempo non passa mai e però tu intanto invecchi…..
Mi sono imbattuta per caso in questa conversazione e anch’io sono nella stessa identica situazione, noia mortale al lavoro ( lavoro part-time con due rientri), l’ambiente è quello di un’azienda piccola familiare, sono praticamente una passacarte, senza la possibilità di avere una benché minima iniziativa..( decidono solo i titolari). Torno a casa stanca per la noia…ho la sensazione di non usare minimamente le mie competenze e capacità ( ho fatto e continuo a fare molti corsi serali di aggiornamento). Chiaramente tutto questo non viene preso minimamente in considerazione dai miei capi.
La soluzione a queste giornate orrende dove sei costretto a guardare un pc, aggiorni la casella email e cancella le spam e in realtà quello che fai è inutile non serve a nulla e non fai nulla, cerchi stupide notizie online poi guardi la finestra e man mano osservi la giornata che passa dal color grigio, al giallo (se si è fortunati) a un tremendo nero. E tu sei ancora li sulla tua stupida sedia a non fare nulla, hai anche contato se hai ferie disponibili o permessi per andartene dall’infernale ufficio. Finisce la giornata e sei stanca stravolta e bisogna ancora cucinare vedere i figli e ascoltarli, mentre dai risposte arrabbiate e sei ogni giorno più nervosa.
La soluzione a questa orrenda situazione si chiama SMART WORKING ma solo pochi eletti e pochissime aziende capiscono il vero valore.
Purtroppo, per esperienza personale diretta non ci sente meglio pensando a chi sta peggio, anzi…
Ho letto recentemente che questa situazione per gli psicologi ha un nome e cognome ed è bore out. È una condizione che, nel lungo periodo potrebbe portare a depressione, stati d’ansia e mancanza di autostima.
Tutto questo per dire che è una cosa seria e non un “capriccio” di persone che si lamentano del brodo grasso.
Rimane il fatto che ognuno di noi vive questa situazione in maniera diversa e mi dispiace ancora di più per tutte quelle persone altamente qualificate e preparate che sono nella stessa situazione. Ogni mattina mi alzo con tutti i buoni propositi, ma di fatto mi scontro con una realtà e mentalità aziendale, vecchia, poco stimolante, senza obiettivi a lungo termine. Vivo veramente alla giornata… è incredibile che esistano aziende così nel 2020, ma si, ci sono e posso testimoniare!
Scusate se scrivo a rate..ma è un argomento che mi tocca da vicino.
Tante volte dipende anche da una cattiva gestione aziendale, nel senso che ho colleghi che, a sentir loro sono oberati ( ma che non accettano nessun aiuto, ) e altri, che come me hanno da fare solo il classico “compitino”.
Ripeto nel mio caso l’azienda ha una struttura vecchia e obsoleta nella gestione globale del lavoro, sia di ufficio che di produzione. In tutto questo divido l’ufficio con i titolari, non vi dico la fatica di “sembrare” sempre impegnata.
Sono passati 2 anni da questa lettera ed eccomi di nuovo qui. Causa covid l’azienda in cui lavoravo ha chiuso i battenti. Attualmente sono a casa in disoccupazione e sto da Dio! Non dover più essere costretta a passare 8 ore al giorno a fissare lo schermo di un PC facendo un ca**o è una liberazione. Questo licenziamento mi ha fatto capire quanto il mondo del lavoro qui in Italia sia profondamente sbagliato. Imprenditori con concezioni del lavoro anni ’80 che si lamentano di tutto quando la verità è che nessuno gli ha costretti a fare gli imprenditori. Se volevano lo stipendio il 10 del mese e poche rotture di ca**o dovevano fare i dipendenti. Hai voluto la bicicletta? Adesso pedali. Stipendi da fame che tra un pò non ci paghi manco l’affitto e non dico il mutuo perchè ormai anche accendere un mutuo con certi stipendi diventa utopia. Mi reputo fortunata perchè ho qualche risparmio da parte e per i prossimi 2 anni sono coperta dalla disoccupazione ma so di non poter andare avanti così
Sto cercando un altro lavoro ma questa volta sono disincantata. Quando trovai lavoro nella mia precedente azienda, 7 anni fa, avevo molte speranze e pensavo che avrei potuto imparare molto. Oggi so che sto cercando un lavoro, possibilmente part time, in cui ci siano poche rogne. Giusto per arrivare a fine mese, senza troppe pretese. Una volta sognavo di poter coltivare le mie passioni, di poter viaggiare. Oggi mi basta pagare l’affitto e avere qualcosa da mettere in tavola, in attesa che arrivi la fine di questa vita del ca**o. Quindi a chi mi legge dico: se sei una persona formata e competente e ne hai la possibilità scappa da questo paese! L’Italia è meravigliosa, ha paesaggi stupendi, un cibo divino e la sanità gratuita. Ma cosa te ne fai di queste cose se vivi per lavorare? Cosa te ne fai di queste cose se guadagni a malapena per sopravvivere? Ma che vita una vita passata a lavorare per 1000 euro al mese? Ma cosa vuoi costruirci con 1000 euro al mese?
Boh, trovo assai interessante, care Chibi ed Ellen, che vi paghino a fronte del nulla o per fare osservazioni sulla cangiante luminosità della vostra finestra.
Datori di Lavoro così munifici temo abbiano assai poco futuro, perciò fossi in voi mi preoccuperei di ben altro.
Quanto allo smartworking, sì, in casi come i vostri è l’ideale perché permette di non far niente, ma almeno di farlo a casa.
L’Italia riserva inesauribili sorprese.
Yog, mi dispiace ma non hai capito oppure non mi sono spiegata bene. Io ho molti tempi morti per una gestione aziendale sbagliata nella suddivisione delle mansioni. Non sono io che non voglio lavorare, ne ho veramente poco e spesso non mi occupa tutta la giornata. Con tutta la mia buona volontà non ho trovato come impiegare i tempi morti perché rischio di “pestare” i piedi ad altri colleghi, in conclusione devo limitarmi a fare il mio e basta. I problemi aziendali sono sotto gli occhi di tutti, ma i nostri titolari non li vogliono vedere.
In ogni caso per quel poco, mi ha fatto piacere condividere con alcune di voi questa situazione, che non sempre viene capita, anzi! Un saluto. E tante belle cose a tutti.
@yog io sono assai felice che con ferie e permessi il mio contratto duri ancora 15 giorni e giuro se potessi andrei via oggi. A causa covid la ricerca del lavoro è rallentata e mi toccherà la disoccupazione per la prima volta nella mia vita. Ma non sono preoccupata ma suoer sollevata di andare via da li. @anika sono davvero felice che tu ora ti senta libera e non perdere le tue passioni quelle sono le uniche piccole cose che ci fanno sentire vivi.
@Anika, con 1000 euro al mese effettivamente non puoi costruirci assolutamente nulla, ma puoi comunque fare una marea di cose:
-affitto di un monolocale
-acqua
-luce
-rifiuti
-gas
-wifi
-cibo del discount
-mascherine
-benza per un utilitaria sperando non si rompa per i prossimi vent’anni
Se vuoi viaggiare evitando il saccappelo e gli ostelli pulciosi e spassartela meglio, devi fare economia di scala (accoppiarti a un altro stipendio a parità di costi fissi) oppure ereditare o vincere al grattavvinci una somma interessante oppure, ancora, cambiare lavoro triplicando almeno il netto a fine mese.
Le possibilità ci sono, come vedi, anche perché da soli a 1000 euro al mese puoi campare, ma senza Campari, credo che tu possa capire la metafora.
A meno che uno (mai dire mai, siamo pur sempre in Italia) non abbia come hobby dei suoi sogni quello di girare i discount più infami cercando le offerte migliori per le scatolette di tonno di marche strane.
A 1000 euro, il donnaiolo non lo fai, il tonnaiolo sì.
Yog mi hai strappato una risata! Comunque con 1.000 € diciamo che si sopravvive a malapena, poi dipende dove vivi perché ti assicuro che a Milano e dintorni con 1.000€ non arrivi neanche a metà mese! Anche se mi “accoppiassi” con qualcuno che ne prende altri 1000 (un’amica con cui dividere le spese o un ipotetico partner) non è che si farebbe questa gran vita. Forse ci si potrebbe permettere di prendere due pizze d’asporto al sabato sera, sai che roba! Io inventiva non ne ho e poi questo è il momento peggiore per mettersi a fare imprenditoria (cosa per cui comunque ci vuole un investimento iniziale). Non ho qualifiche particolari perché, a parte un misero diploma, non ho titoli di studio. La mia ex datrice di lavoro, prima di chiudere, mi ha detto: “almeno hai imparato un lavoro”. Certo, infatti rispondere al telefono e trascrivere dei dati al computer sono proprio le competenze più ricercate nel mondo del lavoro! Attualmente non posso permettermi di investire su di me e…
…e acquisire nuove conoscenze. Qualcuno potrebbe obbiettare fesserie come “impara da autodidatta” (questa l’ho già sentita!). Certo infatti da domani grazie ai video su youtube imparerò il tedesco e tutti i segreti della contabilità! Sempre grazie a youtube o similari, secondo tanti decerebrati, potrò imparare in men che non si dica i segreti del mondo informatico o dell’alta finanza. Il punto è che non ho competenze specifiche, non ho soldi da investire in corsi per ampliare il mio cv e quindi non posso ambire a posizioni ben retribuite. Che poi anche qui ben retribuite ci sarebbe da aprire un altro capitolo. Piccolo spoiler: lavorare 14 ore al giorno 6 giorni su 7 con 2 settimane di ferie all’anno per 1800 euro al mese non è essere ben retribuiti. Ma neanche guadagnarne 5000 e poi non poterseli godere perché si lavora h24. In Italia manca il giusto equilibrio tra stipendio congruo al costo della vita e tempo libero da dedicare alle cose davvero importanti come la famiglia.
Infine, giusto per chiarire, ci tengo a precisare che sto esponendo un mio punto di vista. Non sono qui perché qualcuno mi dia soluzioni. La mia è una mera constatazione di quanto sia sbagliato il mondo del lavoro in Italia. Non è normale che ci sia gente, come è successo a me e come succede ad altri, che venga pagata per fare niente o quasi e quando ti proponi di fare qualcosa rischi quasi il licenziamento. Non è normale percepire stipendi che, quando sei molto fortunato, coprono a stento i costi di affitto e bollette. Non è normale che vengano proposti stage non retribuiti o retribuiti una miseria. Il lavoro va pagato, SEMPRE e in modo congruo rispetto al reale costo della vita.Questa non è vita. Questo è un sopravvivere in attesa che sopraggiunga la propria dipartita.
Anika, sono d’accordo con te. Anche a me è successo di proporre e rendermi utile, ottenendo esattamente l’effetto opposto…mi rendo conto che può sembrare strano, ma succede più spesso di quello che uno pensa. Ancora di più in azienda ferme agli anni 80 come metodologia, distribuzione dei carichi di lavoro e mentalità.
Io, che mi occupo di ciclo passivo e lavoro con le banche ( quindi tutto home banking) sono veloce nell’eseguirlo.
Lo stesso vale per altre mansioni di mia competenza. Mail, whatsapp, modalità online…insomma si fa tutto nella metà del tempo.
Ho proposto di fare dei controlli di gestione, soprattutto per il magazzino e le distinte basi (che non esistono, si usano foglietti sui quali scrivere il materiale utilizzato)
argomentandoli, ma mi hanno risposto che il loro magazzino va bene così.
Non mi dilungo oltre perché potrei scriverci un libro…
Ciao a tutti, mi unisco ad Anika e alle altre persone che lamentano noia e insoddisfazione sul posto di lavoro. Nel 2017 mi sono laureata col massimo dei voti in lingue, i miei umilissimi genitori erano orgogliosi di me e io un po’ mi illudevo che il fantomatico pezzo di carta mi avrebbe aiutata a trovarmi un buon e soddisfacente posto di lavoro. Dove? Ma in ufficio naturalmente! Trovo lavoro in una piccola azienda a conduzione famigliare nella mia città che si presenta come realtà dinamica e in forte espansione, con un portafoglio clienti già esistente e da coltivare. Accetto e inizia la mia “avventura” nel mondo del lavoro e basta qualche giorno per rendermi conto che clienti esteri non ce ne sono e che devo fare tutto da zero senza alcun tipo di affiancamento. In questi 3 anni sono stata abbandonata a me stessa, ho cercato di inventarmi il lavoro, di fare il possibile per combinare qualcosa, ma i risultati sono deprimenti e di conseguenza zero motivazione. Non so davvero che…
Mi consolo pensando che almeno non sono la sola ad avere avuto queste esperienze.
Ciao a tutti, riprendo il mio messaggio di ieri in cerca di qualche opinione e punto di vista. Come spiegavo, lavoro per una piccola azienda a conduzione familiare gestita da zio e nipote, quando facevo i colloqui di selezione mi era stato spiegato che sarei stata formata e affiancata da una Export manager. La export manager in questione, mia attuale collega, è una signora tedesca sulla 50ina alla sua prima esperienza di lavoro praticamente…è stata scelta solo perchè di madrelingua tedesca. Nella testa dei miei titolari basta sapere le lingue ed ecco fatto l’ufficio estero. In questi 3 anni ho cercato di farmi venire delle idee e di provare a smuovere qualcosa nel nostro piccolo, ma senza una strategia export solida, senza investimenti, senza obiettivi aziendali è davvero dura. La mia collega nonché export manager è una persona carina ma molto pigra e la situazione le fa solo comodo. Quel poco che c’è da fare (qualche ordine) lo smolla volentieri a me… (continua)
Se all’inizio cercavo di arrangiarmi e di proporre l’azienda a potenziali clienti (soprattutto a distanza, via mail o telefono), ora non ho motivazione e, non essendoci nulla di concreto da fare il più delle volte, finisco per cazzeggiare su internet. Io non sono mai stata una fancazzista, ma mi sento bloccata in questa situazione che mi da pochi stimoli dal punto di vista intellettivo. Mi annoio talmente tanto che mi sono anche buttata a capofitto nello shopping per colmare il senso di insoddisfazione! Ogni giorno mi sembra non passi mai e guardo sempre l’orologio. Ora ho terminato l’apprendistato e sono appena stata assunta ufficialmente, ma la voglia di guardare altrove è tanta…Ovviamente ho la famiglia contro, che non comprende e mi reputa un po’ lamentona e ingrata. Cosa mi consigliate? Col covid ora è tutto molto più complicato. Non vorrei però trovarmi un giorno a non saper fare nulla di utile e con un’età non più appetibile per il mondo del lavoro…
Dolly, renditi conto che, ahitè, non sei skillata.
I tuoi “umilissimi genitori” temo che abbiano davvero ecceduto in umiltà, sennò ti avrebbero fatto conseguire una laurea con possibilità di carriera.
Date le premesse, ti conviene rilassarti e sperare che il lavoro – per via di agnazione, se ho ben capito – ti duri fino ai 70, ma ne dubito assai.
Cara Dolly ti capisco PERFETTAMENTE! La tua paura è fondata: purtroppo nel mercato del lavoro dopo i 30 anni sembra che uno sia da buttare. Il punto è che devi chiederti se ti va bene vivere così. Se prendi uno stipendio alto o comunque che ti permette di fare la vita che vuoi, e fai un orario comodo che ti permette di dedicarti alle tue passioni potresti anche valutare di rimanere. Per esempio se domani mi offrissero 1500 euro al mese per lavorare 4 ore al giorno dal lunedì al venerdì senza fare nulla come facevo prima io lo farei (ovviamente non succederà mai è per capire il punto). Di sicuro non lavorerò mai più dalle 8 alle 18 per 1100 euro al mese. Piuttosto farei 28 ore settimanali al supermercato per 900 euro al mese (l’ho già fatto quindi so di cosa parlo). Per quanto riguarda i tuoi amici e parenti ignorali e anzi evita di spiegare loro la questione tanto non capirebbero: in questo paese se hai il posto fisso da 1000 euro al mese non hai diritto di lamentarti.
Care ragazze, mi sembra di capire che il problema è legato alla tipologia di azienda a gestione familiare ( come quella dove lavoro io), di gente preparata non sanno cosa farsene. Lo vivo quotidianamente sulla mia pelle.
Personalmente sto cercando altro e seguo corsi serali finanziati dalla regione, sono sposata ed ho una figlia, il periodo non è dei migliori ma io non voglio fossilizarmi in una situazione che non mi appaga in nessun modo. Ho ancora tanto da dare!
Dolly,capisco anche il punto di vista dei tuoi genitori che è quello di tutti i genitori alla fin fine, ma prova, manda qualche CV, fai dei colloqui anche solo per la tua autostima.
E se nella vostra città ci sono, fate dei corsi, è sempre un modo per farsi conoscere dalle varie associazioni che li organizzano e si può sempre lasciare il proprio CV.
Un grande abbraccio virtuale a tutte!
Hai mai parlato della cosa con i titolari? Del fatto che ti avevano prospettato contatti con clienti esteri che di fatto non ci sono? Comunque se vuoi crescere e fare carriera le realtà a conduzione familiare sono da evitare come la peste. La mia ex titolare licenziandomi causa covid mi ha detto che comunque avevo imparato un mestiere e che avevo competenze da spendere. Non le ho riso in faccia per non litigare e lasciarci in buoni rapporti ma quante gliene avrei dette. Ad oggi io non so fare niente. In teoria dovrei sapere gestire la contabilità e l’amministrazione ma di fatto né durante l’apprendistato né successivamente nessuno mi ha insegnato nulla di concreto. A parte rispondere al telefono, fare qualche fattura e pagare i fornitori tramite homebaniking io non so fare niente. Ora sono a casa e mando cv nella speranza che se dovessero assumermi come impiegata siano disposti a spiegarmi cosa devo fare. Perciò io fossi in te mi guarderei in giro, anche all’estero eventualmente.
Cara Chibi hai ragione e credo anche io che il problema siano le piccole realtà in cui non c’è possibilità di crescita/carriera. Se posso chiederti mi interessa sapere che tipo di corsi stai facendo e in quale regione. Io mi sono informata ma i corsi che vorrei fare sono tutti a pagamento e in questo momento non ho neanche i soldi per piangere.
Si, il problema è l’azienda a conduzione familia.
Io ho un’esperienza precedente di 18 anni in
un’azienda grande e strutturata dove ho imparato di tutto e campo di rendita.
L’azienda poi ha delocalizzato la produzione et voilà, lavorino in aziendina piccolina…uno strazio.
@Yog Non sarò “skillata” a livello commerciale perchè ho fatto studi umanistici, ma per fare il back office estero (come era stato promesso a me) alla fin fine non è che ci voglia chissà quale titolo. Io non sapevo nulla del mestiere, ma ora quando arriva qualche ordine anche da paesi extra UE so bene qual è l’iter da seguire e i documenti da preparare (a differenza della mia collega “export manager” che dopo 4 anni non sa nemmeno usare il gestionale!). Le competenze si possono anche acquisire facendo esperienza, ed è così per tutti, per qualunque tipo di lavoro. Ho solo avuto sfortuna a capitare in un’azienda piccola e deprimente. Mie ex compagne di università svolgono lo stesso lavoro in aziende più grandi e ne sono la prova vivente.
@Anika Si, hai ragione, spesso analizzo lati positivi e negativi di stare qui. Non guadagno una fortuna, sono 1300 euro al mese per 8 ore di lavoro al giorno, 5 gg su 7. Lo stipendio mi permette di vivere, lavoro a pochi minuti da casa,…
ambiente rilassato e nessuno mi mette pressione, questo nel bene e nel male. Nel bene perchè certamente non sono sotto stress, nel male perchè non mi vengono assegnati compiti e non ho obiettivi chiari e definiti da raggiungere. Stipendio e tranquillità mi fanno rimanere, ma ho anche voglia di mettermi in gioco, di fare qualcosa che mi dia più soddisfazione. Oppure ho pensato di rimanere e chiedere una riduzione di orario (la mia collega fa un part-time), ma sarebbero 300 euro in meno che comunque fan comodo. Mi avvicino ai 30 e devo capire cosa voglio, anche perchè nei miei piani c’è il crearmi una famiglia nei prossimi anni.
@Chibi Hai ragione, le aziende familiari sono così nella maggior parte dei casi e a detta di molti…Poca organizzazione e poca pianificazione. All’inizio è stata proprio questa sensazione di “casa” ad attirarmi rispetto ad altri ambienti “snob”, ma ora ho i miei ripensamenti. Giusto ieri sera ho risposto a due offerte, vediamo. 🙂
Anika, io abito in Romagna, diverse associazioni di categoria ( CNA, iscom,cescot assoform) organizzano corsi sia serali che pomeridiani finanziati dalla regione.
Spesso rivolti a disoccupati, per aiutarli nel reinserimento nel mondo del lavoro.
Perché spesso fungono anche da intermediari con le aziende.
A dimenticavo, che nella maggioranza dei casi, i corsi sono gratuiti.
Se vogliamo parlare di tranquillità, sì anche da me c’è, e pure troppa per i miei gusti.
Ogni tanto un po’ di pepe non guasta…qualche obiettivo da raggiungere..nuove mansioni.
Le famose skills e o competenze trasversali si acquisiscono con l’esperienza, se ne fai poca ne acquisisci poche…se questo fosse stato il mio primo lavoro, mio Dio non ci voglio neppure pensare..
sarei quasi a zero.
Come dicevo, io campo di rendita dal mio precedente lavoro…
Al momento, l’aspetto positivo per me, sono le 30 ore settimanali.
Posso seguire famiglia e casa senza scapicollarmi.
Ciò non toglie che anche la gratificazione lavorativa aiuta a livello di autostima.
Come dicono i mental coach sono in k-!
Scusate se mi intrometto, ma credo che stiate guardando solo i lati negativi della situazione, trascurando quelli positivi. In una piccola azienda non c’è possibilità di carriera, ok. Però in genere si vive in un contesto più umano, informale e piacevole, dove i dipendenti e i padroni sono persone, non solo numeri. O pezzi meccanici, visto che una grande azienda è come una macchina, che per funzionare bene necessita che ogni pezzo svolga la sua (unica) funzione a dovere, o viene sostituito. Inoltre, credo che per un dipendente sia assolutamente irrilevante quanto è grossa o prestigiosa la ditta dove lavora e quanto fattura: quel che importa è che gli piaccia il lavoro che svolge, che abbia uno stipendio decente, che venga trattato con rispetto e abbia orari di lavoro non massacranti. Rinunciare a questo diventando un semplice numero per due biglietti di banca in più per me non conviene. Chiaro che poi la cosa è soggettiva, ma ci sono lati positivi da non ignorare. Saluti.
Beh Dolly che dire? A questo punto devi chiederti se ti interessa fare carriera o vivere tranquilla. Lavorare in un ambiente “rilassato” è una cosa importante. Non andare a lavoro con l’ansia di quel che sarà è un aspetto da non sottovalutare. Inoltre lavori vicino casa e anche quello è un plus. Molto dipende anche se vivi con i tuoi o per conto tuo. 1300 euro e vivere con i genitori è una “pacchia”, 1300 euro e vivere soli o a dividere le spese con qualcuno è tutta un’altra storia. Il mio punto di vista, che non è verità assoluta ma solo l’idea che mi sono fatta lavorando, è che qui in Italia non vale la pena “darsi da fare”. Mi spiego meglio. Fatto salvo qualche rara eccezione nella grandi città e in aziende serie con REALI prospettive di carriera, è difficile che una persona venga pagata BENE e in modo proporzionato a studi effettuati ed impegno profuso. 1300 euro li prende mio fratello a fare l’operaio metalmeccanico con la terza media per intenderci. CONTINUO NEL…
Perché ti dico questo? Per farti capire che è giusto che tu ti guardi intorno per cogliere eventuali opportunità ma d’altra parte sii saggia e metti tutto sul piatto della bilancia. Se devi lasciare un posto a 1300 euro, in cui non hai rogne né grosse responsabilità, vicino casa magari per andare a 30 km di distanza per gli stessi soldi o poco più e magari in un posto in cui ti rompono i co...... e ti stanno col fiato sul collo… beh non sarebbe un grande affare! Sii prudente è in definitiva il mio consiglio.
Chibi grazie per la risposta mi informerò!
Grazie a tutti per i commenti e per i vostri punti di vista, è bello confrontarsi. Bottex ha ragione quando parla dell’umanità che in molte grandi aziende viene meno, in effetti il nostro datore di lavoro ha un atteggiamento piuttosto paterno con noi dipendenti (siamo tutti tra i 25 e i 30 anni). Tuttavia io credo che possano esistere anche le vie di mezzo, la mia azienda mi andrebbe benissimo se solo avessi qualcosa in più da fare. I primi tempi che ero lì mi sembrava di rubare lo stipendio e di essere stata presa per gli sgravi fiscali, invece, come nel caso di Anika, i miei datori non vedono o non vogliono vedere la realtà dei fatti. Da aggiungere che inizialmente, siccome lato estero c’era poco, mi erano state affidate mansioni di contabilità ed ero anche contenta di questo, ma ora è stata assunta un’altra ragazza per occuparsene e quindi addio! Cara Anika, la penso come te. Io credo proprio che per la posizione di back office estero lo stipendio sia più o meno quello e…
bisogna mettersi il cuore in pace. Se dovessero propormi di più da un’altra parte potrei valutare, ma lasciare un posto indeterminato a 2 minuti da casa per la stessa cifra, dove magari mi stressano dalla mattina alla sera, è lontano e torno a casa alle 21…Anche no. Già ora, nonostante tutto, ho comunque poco tempo da dedicare alle mie passioni. Io convivo da poco con il mio compagno e nell’ultimo anno abbiamo fatto sacrifici per mettere su casa. Contribuisco alle bollette e alla spesa, ma il mutuo lo paga solamente lui perchè guadagna molto di più di me, diciamo ben più del doppio(è ingegnere informatico). In questi anni la mia visione della carriera è cambiata, ho capito che col mio titolo di studio non potrò mai fare chissà cosa e che forse mi viene accontentarmi. Rimanere qua (ho comunque uno stipendio senza tirarmi il collo) e tra un po’ chiedere magari un part-time con due rientri settimanali (come Chibi) per dedicarmi a ciò che conta davvero, cioè VIVERE.
Dare tutto per un’azienda che non è nemmeno tua non ha senso, come ha giustamente detto Bottex. C’è un mio collega che lavora tutto il giorno(weekend compresi) gratis, rimane in ufficio oltre l’orario di lavoro e si mette sempre in mostra, ma non capisco a che pro. A me tutto questo non interessa perchè non vivo per lavorare, a maggior ragione se non ho voce in capitolo in azienda. Io voglio uno stipendio decente e fare qualcosa che mi gratifichi un minimo, alla fine non ho tutte queste pretese, non voglio di certo diventare dirigente. Per questo guardarsi attorno non fa mai male, magari qualche opportunità un po’ più accattivante salta fuori, chissà. Comunque è vero, in questo paese gli operai vengono pagati più dei laureati, mio padre ha sempre guadagnato ben più di me e faceva il magazziniere! Mi viene spesso da sorridere a pensare che tutti gli “adulti”, quando andavo a scuola, mi ripetevano che studiare era una pacchia e il lavoro un inferno…A me tuttora pare il contrario!
Buonasera ragazze, tasto dolente gli stipendi..si anche dove lavoro io gli operai sono pagati meglio… però nelle realtà di operaie ( vedi magazzini della frutta dove si fanno letteralmente il mazzo) gli stipendi sono da fame…la disparità è ancora molto evidente, purtroppo.
Ognuno di noi trova il suo di modo per superare la noia..pensa ai pro e i contro.. stipendio, vicinanza, lavoro e colleghi tranquilli..ed è giusto così!
Personalmente, pur essendo più grande di voi e con una famiglia e quindi “sistemata” non ho intenzione di fermarmi qui!! Veramente ci sono giornate dove mi sento morta dentro..magari io vivo male questa condizione e la voglia di mettermi ancora in gioco è forte.
Ma capisco perfettamente e invidio chi ha la capacità di adattarsi.
Però se riuscite fate dei corsi, aiutano anche l’autostima!
Chibi, non per farne una questione sociale, ma gli stipendi di chi lavora al mercato ortofrutticolo non fanno testo, sono poco più della mancetta che ogni adolescente altoborghese piglia ogni domenica per il solo fatto di esistere.
Tu quanto vorresti prendere al mese? Al netto, intendo.
Yog, il discorso dello stipendio era legato alle ancora enormi differenze tra uomo e donna.
Il mio stipendio per le ore che faccio, le mansioni e l’esperienza va benissimo così, grazie.
Cara Chibi, io sono combattuta tra l’adattarmi (pensando ai lati positivi elencati prima) e il cercare altrove per sentirmi, appunto, meno “morta dentro” e più utile. Il mio titolare sembra vivere in un mondo tutto suo, non si rende conto di ovvietà. C’è chi invidia una condizione simile (“ma è una pacchia!”) e a chi sta stretta perchè ha voglia di mettersi in gioco e crescere professionalmente. Io però credo che tutti noi (chi più e chi meno) abbiamo bisogno di stimoli e di sentirci gratificati, questo a prescindere dal tipo di lavoro. La noia è il peggior nemico per il nostro cervello, secondo me…Tu sai di poter e di voler dare di più e lo capisco benissimo. Inoltre la vita professionale di una donna non deve finire solo perchè ha messo su famiglia (anche se la società ci fa credere questo)! Secondo me fai proprio bene ad approfittare delle ore libere dall’ufficio per seguire dei corsi, sono pur sempre un nuovo stimolo e un’occasione per confrontarsi con altre persone.
Sai Dolly cosa mi succede..che alla sera, nei giorni dove faccio 8 ore, sono stanca, ma stanca come se fossi stata 24 ore sveglia..sono letteralmente stanca per la noia.
Ci sono giorni dove non devo neppure sforzarmi di usare il cervello..
E dire,che funziona bene quando serve!
No, io non posso ridurmi in uno stato simile.
Ne ho parlato anche con un’amica che è mental coach e si, mi ha dato qualche consiglio per tamponare, ma alla fin fine la soluzione non c’è…a parte cambiare.
Io invio CV come se non ci fosse un domani!
Purtroppo i titolari e le mie colleghe sono così abituate a quel modo di gestire il lavoro che non le cambi più, è talmente radicato in loro che non se ne accorgono neppure!