Anatomia di un fenomeno da baraccone
Signore e signori, accomodatevi: sta per entrare in scena il VIP del Nulla, l’unico essere vivente che riesce a fare rumore anche quando respira. Non si sa bene da dove sia uscito: forse da un reality, forse da un tombino, forse da un incubo collettivo. Ma eccolo qui, lucido come un soprammobile di plastica e resistente come una gomma da masticare appiccicata sotto un banco.
Il VIP del Nulla non ha un talento. Ha un buco nero dove dovrebbe esserci il talento. Tanto che gli astrofisici stanno studiando la sua aura per capire come faccia a risucchiare attenzione senza produrre nulla.
Biologia del VIP del Nulla:
gli scienziati hanno provato a classificarlo, ma nessuna categoria lo accetta. Non è un artista. Non è un professionista. Non è un intellettuale. Non è nemmeno un dilettante.
È un fenomeno da baraccone evoluto, una specie rara che si nutre di scandali come altri si nutrono di carboidrati. Se non crea caos per più di 48 ore, rischia la disidratazione emotiva.
Comportamento sociale:
il VIP del Nulla si muove in branco, ma solo se il branco lo fotografa. Ama circondarsi di persone che non lo contraddicono, perché la contraddizione gli provoca orticaria. Quando parla, emette suoni che ricordano vagamente il linguaggio umano, ma il contenuto è simile a quello di un foglio bianco spiegazzato.
Le relazioni? Una tragedia in tre atti:
1. Seduzione
2. Sfruttamento
3. Sparizione
Il tutto condito da lacrime strategiche e dichiarazioni melodrammatiche degne di una telenovela girata con il budget di un panino al bar.
Etica e morale;
il VIP del Nulla ha una bussola morale che gira come una trottola impazzita. Nord, sud, est, ovest: tutto uguale. L’importante è che ci sia una telecamera.
La sua etica è così elastica che potrebbe essere venduta come attrezzo da palestra.
Economia del disastro:
il VIP del Nulla è l’unico individuo capace di trasformare qualunque cosa in profitto:
• una lite
• una caduta
• un pianto
• un errore
• un disastro
• un silenzio
• un respiro
Se potesse, venderebbe anche la propria ombra. E probabilmente la chiamerebbe “Shadow Deluxe Edition”.
Perché la società lo applaude?
Perché la società, a volte, ha la stessa capacità critica di un tostapane. Ama il trash, adora il caos, si eccita davanti al disastro. E lui è un disastro con le gambe.
Il suo unico ruolo utile:
dovrebbe essere studiato nelle scuole come si studiano i funghi velenosi o gli insetti urticanti. Non per ammirarlo, ma per riconoscerlo e scappare.
“Bambini, questo è il VIP del Nulla. Non si tocca. Non si imita. Non si alimenta.”
Conclusione:
il VIP del Nulla non è un modello. Non è un ribelle. Non è un genio incompreso.
È un cartone animato mal disegnato, un effetto collaterale della cultura moderna, un vuoto ambulante con il microfono incorporato.
E finché la società continuerà ad applaudirlo, il Nulla continuerà a vincere.
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