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Analogie fuorvianti: Donbass e Alto Adige

Lettere scritte dall'autore  leo76

Buonasera,scrivo in merito a quanto detto ieri da una giornalista pur di valore come la Gabanelli, la quale suggeriva che la situazione del Donbass sarebbe analoga a quella dell’Alto Adige in Italia. E’ un’analogia assolutamente fuori luogo. L’atteggiamento dell’Italia verso l’Alto Adige è molto liberale e anzi nella regione a giudizio di molti si troverebbero casi di discriminazione verso gli italofoni. In Donbass il governo nazionalista ucraino stava portando avanti un processo di ucrainizzazione linguistica e culturale di zone a schiacciante maggioranza russa e soprattutto di repressione militare violenta verso i separatisti,a quanto pare con aiuto statunitense. Al proposito i leader militari premiati da Zelenski con i più alti titoli sono accusati -non dalla propaganda russa ma da osservatori umanitari- di crimini equiparabili a quelli di cui si macchiano i russi. Se ora è evidente che l’Ucraina è vittima di un’aggressione feroce, questo non significa che tutto ciò che negli ultimi anni è successo in Donbass la veda altrettanto vittima, tutt’altro. Se proprio si vuole fare un’analogia tra Donbass e Alto Adige e tra l’invasione russa e un’ipotetica invasione austriaca in Italia, si immagini uno scenario in cui il governo italiano, appoggiato e pungolato da potenze rivali all’Austria, attui misure repressive verso gli altoatesini e mandi milizie di stampo neonazista contro i filo austriaci che vorrebbero separarsi e che tali milizie siano poi accusate di massacri, stupri, fosse comuni. Lo scenario già non sarebbe così semplice come nell’analogia di Milena Gabanelli a cui mi riferisco.

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11 commenti a "Analogie fuorvianti: Donbass e Alto Adige"

Pagine: 1 2

  1. 1
    white knight -

    Gentile leo76, concordo pienamente con lei, è un paragone che non sta in piedi.
    Poi io simpatizzo sempre per i separatisti di qualsiasi nazionalità: gli stati nazionali sono roba da ‘800, in particolare quelli centralisti come la Francia e l’Italia che mantengono ancora una struttura amministrativa Napoleon-Borbonica…
    Per la narrazione “dem-mainstream” e “meridional-medi-terr….anea” invece esistono separatismi di serie A (Kosovo, Bosnia, Cecenia, Tibet), separatismi di serie B (Catalogna, Paesi Baschi, Irlanda del Nord, Palestina, Fiandre) e separatismi di serie C (Veneto e/o Nord Est italico in generale).

  2. 2
    rossana -

    Leo,
    condivido volentieri l’intero contenuto della sua lettera di apertura, così come leggo sempre con piacere i commenti di White knight sul tema del conflitto in corso.

    Le ragioni di quanto sta accadendo in Ucraina sono ben più di quante si possa immaginare. Quelle che sembrano più rilevanti potrebbero in realtà essere del tutto collaterali.

    Forse la radice di base, lontana nel tempo, finisce con il passare inosservata. Soprattutto se non si ha un’approfondita esperienza delle armi in dotazione alle tre potenze mondiali.

    Come sempre, nelle persone come negli Stati, il peggior pericolo a favore di future pessime conseguenze è la paura, sentimento irrazionale difficile da contenere e dominare.

  3. 3
    Trader -

    L’esempio corretto è questo: in Alto Adige c’è una guerra civile tra italofoni e tedescofoni. Con la scusa di aiutare la minoranza tedesca, l’Austria invade l’Italia. Assalta le maggiori città italiane, compresa la capitale, uccidendo militari e civili. Bombarda Roma e Milano e molte altre città, attacca con i carriarmati, ma l’Austria non definisce questo atti una “guerra”, bensì un'”operazione speciale”. L’Austria sostiene che è l’esercito italiano ad uccidere i civili, il loro esercito non fa male a nessuno, non stanno facendo la guerra, sono tutti bravi ragazzi in gita in Italia.

  4. 4
    Golem -

    Quello che si dimentica, è che gli altoatesini germanofoni, per anni hanno compiuto attentati verso installazioni italiane, specie tralicci elettrici isolati, per poi avere una “ricca” autonomia da parte dello stato italiano. Nel Dombass succedeva lo stesso, perchè l’Ucraina non è che sparava i russofoni come fossero quaglie per divertimento, ma rispondeva agli attacchi dei separatisti che facevano terrorismo, e non accettavano gli esiti del crollo dell’URSS, come gli alto atesini non accettavano quelli della Prima Guerra Mondiale, e l’Italia non è stata invasa dall’Austria per riprendersi l’Alto Adige.
    Perchè non vi informate fino in fondo prima di sparare cazzate, non considerando che la Gabanelli non è una sprovveduta, avendolo dimostrato più e più volte.

  5. 5
    Geko -

    Trader, è esattamente così. Ora per favore spiegami come mai molti italiani stanno dalla parte di Putin e odiano Zelensky… per me rimarrà per sempre un mistero. Io attribuisco la cosa puramente alla codardia umana. Altrimenti non saprei spiegarmelo.. inconsciamente vorrebbero dare l’ ucraina in sacrificio alla russia pur di non rischiare conflitti anche in Italia.. di conseguenza odiano zelensky perché non si arrende in nome della pace e quiete del loro orticello.. tu che dici?

  6. 6
    Golem -

    Geko, posso dire la mia? E’ una storia lunga naturalmente, ma l’italiano di cultura medio bassa, tende ad andare contro tutto quello che è “filogovernativo”, perché si sente “trascurato” dal proprio Paese, e gli si potrebbe dare ragione, ma ragiona da ignorante, e dovrebbe provare a vivere proprio in quella Russia per capire quanto si sbaglia. E poi c’è la figura dell’uomo forte che affascina dai tempi di Giulio Cesare gli italiani, che di fondo più sono ignoranti più tendono ad essere fascistoidi, e Putin è un fascista vestito di rosso. Per molti filorussi Putin poi è uno uno “con le palle”, ignorando che è un criminale, assassino corrotto e mafioso, sin da quando era nel KGB.
    Oggi leggevo un’articolo di Noham Chomsky, un socio-filosofo americano antiamericano che denuncia le colpe del suo governo nella questione Ucraina. Questo in Russia non sarebbe possibile perchè Chomsky sarebbe già stato ucciso dall’omm ‘e mmerda con palle. È chiara la differenza tra noi e loro? Non basta per capire da che parte stare? No. Per alcuni no.

  7. 7
    leo76 -

    In realtà nel mio intervento non c’è la minima giustificazione dell’aggressione russa verso l’Ucraina e tanto meno apprezzamento per Putin,ma un riferimento alla complessità della situazione precedente, non analoga a quella altoatesina. Quindi quello che Trader definisce “esempio corretto” c’entra poco visto che si riferisce all’aggressione e alla relativa propaganda russe. Interessante però che lui nel suo “esempio corretto” liquidi la questione precedente all’invasione con un “c’è una guerra civile” e basta. E’ esattamente l’atteggiamento occidentale, di completo disinteresse per tutto quel che succedeva in Donbass prima, massacri compresi. Quanto a Golem solo banalità: sia nel far risalire al crollo dell’URSS la guerra in Donbass e chiudiamola così,sia riguardo alla fortuna di vivere a ovest che ha Chomsky (il quale con onestà intellettuale cerca le cause che hanno portato al conflitto fuori dalla consuete propagande di tifosi atlantisti e russi).

  8. 8
    Adam -

    @Leo76
    Sarà laconica ma la definizione guerra civile resta una fotografia piu realistica di quanto da Lei fatta.
    Vi erano milizie in entrambi gli schieramenti e ahime dolorosamente anche ombre di crimini di guerra.

    La sua ricostruzione sembrerebbe trasudare di parzialità, per esempio parlando di neonazisti non c’è solo Azov. Sarebbe interessante non ometterne il ruolo giocato tra gli indipendentisti.
    Cit:


    “Russian ethnic and imperialist nationalism has shaped the official ideology of the Donetsk and Luhansk People’s Republics. Far-right nationalist groups have played a greater role on the pro-Russian side of the conflict than on the Ukrainian side, especially at the beginning. Leaders of the Donetsk People’s Militia are closely linked to the neo-Nazi party Russian National Unity (RNU)
    RNU is particularly linked to the Russian Orthodox Army, a religious ultranationalist unit which is part of the Donetsk People’s Militia.[Other neo-Nazi units include the ‘Rusich’, ‘Svarozhich’ and ‘Ratibor’ battalions, which have Slavic swastikas on their badges.”

  9. 9
    Golem -

    Leo76, mentre ti ricordo che, al netto delle differenze locali, il parallelismo con l’Alto Adige l’ha fatto non solo la Gabanelli, ma gente più preparata di te e di me (che comunque lo avevo proposto in tempi non sospetti) è una banalità anche il fatto che la Russia non si faccia scrupoli, al contrario “noi”, per quanto riguarda gli “errori” del loro regime? Eh, che dici? Non sarebbe il caso di lasciare da parte gli scupoli se l’altro, IL NEMICO, fa lo stesso? Ecco perché, banalmente, trovo idiota cercare “giustificazioni” per i russi in questo momento storico, russi che sono dei mafiosi senza se e senza ma, a partire da chi li governa. Se ci avessi lavorato con loro come ho fatto io, lo avresti scoperto anche tu, “mister teorie” e scopritore di banalità…altrui.
    Un ultima cosa, visto che questa guerra non c’entrerebbe col Dombass (e la strategica vicinanza ai porti sul Mar Nero) spiegaci tu quale ne sia la vera ragione. E dimmi, oggi che sei un fior fiore di storico e geopolitico, forse eri anche virologo durante il Covid? Le doti sembri averle.

  10. 10
    leo76 -

    Adam, sono d’accordo e non sono all’oscuro dei crimini dei separatisti, spero la giustizia faccia il suo corso e siano un giorno puniti.
    Però questa guerra civile (che a me sembra essere stata fin da quando ho iniziato a seguirla anche e forse soprattutto scontro a distanza Usa-Russia) ha fatto circa 15mila morti con atrocità da ambo le parti. Sarà che non l’ho capita, ma l’analogia col nostro Alto Adige mi è sembrata una semplificazione buoni vs cattivi.

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