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In amore vince chi fugge? (2)

di silvy1984

Ciao a tutti, vi seguo molto, vi leggo ma non ho mai scritto niente e oggi vorrei il vostro parere…..
Vi pongo una semplice domanda:
In amore vince chi fugge?

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore silvy1984.

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Categorie: - Amore - Riflessioni

23 commenti

  • 1
    camy -

    in amore vince chi è sincero e resta. il resto sono tatticucce e giochini da adolescenti. nel senso che vanno bene solo per flirt momentanei e senza reale impegno reciproco. ma alla lunga, per una vera relazione, in amore vince chi resta e ama davvero. senza mai dimenticare di amare anche se stessi, cosa fondamentale. lascia perdere questi detti, queste cose che si sentono in giorno.. sii semplicemente te stessa. anche perché, a cosa ti serve trovare e conquistare un uomo con sti giochetti? che quindi non ti ama per quello che sei? e come potresti mantenerla nel tempo una relazione così, sempre piena di tattiche, strategie e recite? sono riflessioni che ti consiglio di fare.

  • 2
    verdebottiglia -

    Secondo me, no. Se si parla veramente di Amore, in amore vince chi resta, chi lotta, chi non ha voglia di giocare al gatto col topo.
    Diverso è il caso di gente ancora immatura, o che non sa quello che vuole, o che ha solo voglia di giocare. In questo caso, vince chi fugge perchè risveglia l’interesse di persone che desiderano movimentare la loro vita, a cui piacciono le prede difficili da raggiungere. Ma qua non si tratta d’amore.
    La vera tristezza, è chiamare Amore, altro sentimento o cosa, che amore in realtà non è. C’è molta confusione su questo tema…
    Saluti!

  • 3
    Golem -

    “Si ama solo ciò che non si possiede del tutto”

    Marcel Proust

    Il senso della tua domanda sta tutto in questo aforisma

  • 4
    kiky9326 -

    In amore “vero” no, vince chi resta nonostante le difficoltà, gli ostacoli e le paure. Con “amore vero” intendo una relazione dove ci sia rispetto e lealtà tra i partners e nessun tipo di interesse economico o comunque dove non ci sia altro fine che voler stare insieme all’altro perché piace. Per tutto il resto sarebbe meglio andare a gambe levate anche se fa male; anche perché andando avanti sarà ancora peggio e il male da emotivo potrebbe diventare fisico.

  • 5
    Max (Lighthouse68) -

    Chi ci crede resta, tutto il resto sono mere scuse, that’s all

  • 6
    Angelo9 -

    Perfettamente d’accordo con i post 1 e 2. Non ho mai sopportato certi giochetti e certe tattiche. L’Amore e’ un sentimento positivo, non puo’ e non deve avvalersi di simulazioni o inganni. L’Amore e’ sincerita’, coraggio della verita’. Con questo mio atteggiamento sono andato incontro ad amarezze per amori che evidentemente non erano tali, ma il medesimo atteggiamento mi ha consentito di trovare la donna giusta per me e formare la famiglia che desideravo. In conclusione, perche’ perdere tempo in giravolte tattiche quando la sincerita’ e’ sempre la via immediatamente disponibile e piu’ facile ? L’Amore e’ Amore: ha bisogno di esternarsi, di comunicarsi, di espandersi, anche affrontando le difficolta’ che ne potrebbero derivare.

  • 7
    Katy -

    Boh…a dire il vero, non so. Se fuggi hai dei motivi. Se resti ne hai altri. Non so, se intendi la tattica, una specie di metodo per conquistare….io non sono mai fuggita. Ecco perche mi è sempre andata male? Non voglio saperlo…:-)

  • 8
    mary -

    Salve a tutti..io in questo momento vorrei fuggire ma non x essere raggiunta dal mio ex….vorrei riuscire a fuggire da qst mia delusione amorosa…

  • 9
    Aton -

    Bla bla bla. In amore non vince chi fugge e neanche chi resta. La partita è complicata e il rischio peggiore è lo stallo, perché intanto il tempo fugge, specie per le femmine.

  • 10
    Alberto -

    camy scusa se mi permetto ma sei stata mollata da uno che e’ fuggito?…

    Silvy cmq si, in amore purtroppo vince chi riesce a fuggire, a non farsi sentire, vince perché’ così’ facendo riesce a rimanere nei pensieri dell’altro. L amore e’ un gioco e a questo gioco si gioca così’..non son ”cose che si sentono in giro” e’ cosi’ Punto, chi dice il contrario e’ solo uno che e’ stato mollato appunto da uno più’ forte/disinnamorato che e’ fuggito. Non e’ un dramma capita a tutti, ma almeno diciamo le cose come stanno per non essere ipocriti e per mettere a riparo la nostra dignità, anche se la verità delle cose e’ più’ dolorosa. Essere mollati non è mica una vergogna. Capita di essere deboli, a volte forti…un po e un po.. il mio consiglio e’ quello di rispettare le decisioni prese qualunque esse siano assumendosene tutta la responsabilità. Se molli non cercare mai più’ il tuo ex, se vieni mollato, altrettanto!!! Senza stalkerizzare nessuno, dignitosamente e cercando di mantenere un atteggiamento granitico/signorile

  • 11
    kiky9326 -

    @Aton l’amore non è una partita, né un gioco. Non è dover pensare di ottenere qualcosa di diverso dall’amore stesso, es: se io faccio questa mossa allora lei/lui… Quello è solo una specie di scambio, molte donne scambiano il proprio corpo per soldi e molti uomini i propri soldi per un corpo, oppure mentono per i propri interessi, ma non è amore questo. L’unica “strategia vincente” in una coppia è di farsi felici a vicenda. Quello che dico sempre al mio ragazzo è che la vita è una, sta a me quanto a lui rendercela il più felice possibile.

  • 12
    serialkinder -

    kiky, che c’entra: ” l’unica strategia vincente in una coppia è di farsi felici a vicenda”???????? Qui non si parla di come ci si debba comportare per andare d’accordo in coppia! Chi lascia e fugge non vince proprio nulla ma di sicuro lascia dietro di se un cretino o una cretina che, nonostante tutto, continuerà a rimanere vittima di questa persona per un bel pezzo, alle volte addirittura idealizzandola contro ogni logica! Mentre chi molla, solitamente, se ne fa presto una ragione! Il detto e’sbagliato ”In amore chi fugge conquista”…la libertà! Prima dell’altro fesso. Si parla di rapporti già conclusi

  • 13
    Angwhy -

    vince chi fugge ma tromba chi arriva

  • 14
    Golem -

    Non vince chi fugge, vince chi si fa desiderare, più o meno consapevolmente, come succede negli amori non ricambiati ad esempio. E’ quindi sbagliato chiamarla “vittoria”, immaginando per questo motivo un vincitore in fuga e uno sconfitto, che resta. Ma resta dove.
    Semplicemente NON era una storia d’amore, ma tuttalpiù un tentativo che lo diventasse.

  • 15
    siamesecat -

    Se uno fugge, perdono entrambi. Del resto, ed è già capitato parecchie volte, se uno fugge di certo non gli sto dietro. Che vada. Con questo non dico che non faccia male, fa sempre male, però è possibile farsene una ragione. Sarà perché non rincorro nessuno che sono ancora sola? Mah, può darsi, ma preferisco pensare di no. Anche nel fatto del corteggiamento, mi sa tanto di strategia adolescenziale. Che me ne faccio di uno che c’è poi non c’è, poi ritorna…? No, fai così una volta e con me hai chiuso. Non ti nego un rapporto civile di conoscenza/amicizia, non si nega, ma non pensare di conquistarmi così o di tenermi sempre sulla corda perché vorresti avere una vita piena di stimoli. Io pure da sola riesco ad avere una vita piena di stimoli, a parte qualche normale alto e basso, di certo non ho bisogno di giochetti inutili per sentimi viva. Io mi sento già viva. 😉

  • 16
    kiky9326 -

    @serialkinder io ho fatto un collegamento con ciò che ha detto Aton. La libertà se si è due persone intelligenti si può benissimo avere anche nella coppia. E’ chiaro che se io tengo un comportamento che GIUSTAMENTE (con motivi validi) ferisce il mio compagno, per la sua felicità cerco di evitarlo, ma non può pretendere di cambiarmi come io non posso fare questo con lui. Ripeto, se è amore vero, scappare è una cavolata. Ma se l’amore viene solo da una persona, questa se ne dovrebbe accorgere (purtroppo non succede così) e fuggire, allora sì che vince la libertà e non perde tempo e soprattutto dignità.

  • 17
    rossana -

    concordo con Aton: “La partita è complicata e il rischio peggiore è lo stallo.”

    ritengo le tattiche messe in atto ad hoc semplice immaturità, parte del gioco dell’amore, se in amore si ama giocare.

    essere se stessi ed essere apprezzati per quello che appare fin da subito evidente è la miglior garanzia per la durata di un rapporto teso a resistere al logorio del tempo e della quotidianità.

    importante, però, non consegnarsi mai del tutto nelle mani dell’altro ma conservare sempre gran parte della propria autonomia, sia emotiva che economica.

    se non si è sfuggenti per natura, inutile esserlo per farsi desiderare di più. poi, c’è chi ama le persone così connotate e chi, invece, preferisce soggetti meno complessi e più facilmente sia vivibili che interpretabili.

  • 18
    rossana -

    Golem,
    nel rispetto dell’infinita diversità dell’essere umano, che conduce a un’infinita diversità nel sentimento che insensatamente pare il più semplice e il più comune, per me
    “Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa.” (Ungaretti)

  • 19
    Golem -

    Cara Rossana le tue citazioni sono sempre illuminanti. Ma io penso sempre a quanti equivoci spesso quel sentimento ci conduce. Qualche giorno fa hai citato “la strada di Swann” e a pagina 124 una frase mi ricorda la solita questione che da tempo dibatto, e che riporta a più umane realtà l’idea dell’amore che molti di noi hanno, e che chi mi è molto vicino temo abbia provato, come sai.

    “Se il cul di un cane ti metti ad amare. Una rosa ti pare.”

    Più di qualunque trattato può la saggezza popolare. Quindi, amare si, purche’ il cuore non voli oltre la testa.
    Un caro saluto.

  • 20
    rossana -

    caro Golem,
    il cuore (cioè, l’amore) è più libero del vento: vola dove gli pare e piace, come un aquilone, quasi sempre ben oltre la nostra testa.

    fortunato chi riesce a tenerne il filo almeno ben stretto fra le mani. quando ti sfugge e si allontana, come prima o poi avviene, non restano che lacrime.

    credo non ci sia nulla di più sfaccettato e complesso dell’amore, sia che lo si viva fra le pozzanghere che nell’immensità di lontani cieli trapunti di stelle. per fortuna, dipende quasi sempre da noi rivestirlo con i colori che più ci aggradano e ci soddisfano.

    mi riporti, per favore, il riferimento che citi a proposito del libro di Proust, che ho in casa ma che potrebbe non essere la tua stessa edizione?

    ho letto “All’ombra delle fanciulle in fiore” (curiosamente successivo a “La strada di Swann”) quando avevo più o meno vent’anni, per cui ricordo molto poco del testo e dell’eventuale trama.

    Proust, con Garcia Marquez e Gadda, sono i miei autori preferiti, di cui di tanto in tanto rileggo i libri che più mi hanno appassionato. mi dispiace molto che in questi giorni il mondo, ma soprattutto l’America Latina, abbia perso un grande scrittore e un altrettanto grande uomo. non è sempre detto che le due cose possano coesistere in una sola persona.

    scusa la digressione. con te amo sempre molto comunicare…

  • 21
    Golem -

    Buongiorno Rossana. Il dialogo si è sgranato su diversi fronti del forum, anche se l’argomento principale resta sempre lo stesso.
    Nella strada di Swann la frase è pronunciata nei confronti della sguattera di cucina da Francoise, la cuoca della casa ove l’autore del racconto trascorreva le vacanze giovanili. La straordinaria capacità di Proust di analizzare nei minimi particolari le sfumature dell’animo umano, lo porta a descrivere la curiosa personalità di questa donna, che mentre provava una commovente empatia per le vicende umane che sentiva estranee, lette o descritte che fossero, non allo stesso modo si comportava con chi le viveva accanto, soprattutto se queste potevano offuscarne il ruolo privilegiato che ella riteneva di avere nei confronti della padrona di casa.
    La vicenda riguarda la scoperta della gravidanza della sguattera, e a cosa mai avrà potuto trovare in quest’ultima l’uomo con cui si accompagnava, riassumendo il tutto nella frase che ho riportato.
    Naturalmente lo stesso giudizio è intriso di gelosia e frustrato risentimento per la giovane età della ragazza, che Proust riesce a descrivere in punta di fioretto con la sua innarrivabile bravura.

    Sì: la scomparsa di Gabriel Garcia Marquez è un altro di quei lutti che ci privano di un monumento della letteratura universale. Ho amato molto “l’amore ai tempi del colera” e, se ci pensi bene, c’è molto della mia ricerca all’interno del misterioso labirinto dei sentimenti umani. Ho scoperto che l’autore ha definito questo il romanzo più rappresentativo della sua poetica più intima, e me ne compiaccio perchè come dicevo, non a caso è quello che ho amato di più.

    Dirti quali autori preferisco sarebbe fare torto ad altri che sicuramente scopro e scoprirò strada facendo. Purtroppo la vita è troppo breve per poter leggere anche solo la minima parte di quanto servirebbe. In ogni caso ho notato che la cultura portoghese, e la letteratura di conseguenza, è quella con la quale mi sento più in sintonia spiritualmente. Chissà: ancestrali richiami, visto che avevo una nonna con un cognome lusitano?

  • 22
    rossana -

    grazie, Golem, per il chiarimento sul passaggio relativo a Proust, che non avevo ben capito.

    mi sembrava incredibile che potesse esprimersi in una sintesi così terra terra, eppur tanto vera, soprattutto se sorretta da sentimento e non soltanto da sesso.

    un caro saluto.

  • 23
    omorana -

    Non so se sono realmente fuggito . Mesi fa a Dicembre la ragazza con cui stavo da pochi mesi mi lascia per miei sbagli (nessun tradimento Forse troppa ansia di perderla) Allora io attuo il nocontact,lei mi cercava e io non mi facevo trovare,mi telefonava per parlare da amica e io la tagliavo subito,poi una sera mi chiama in lacrime e allora le scrivo un messaggio che s e vuole riprovare io ci sono,tutto questo a febbario. da allora stiamo assieme meglio di prima

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