L’ Amore tossico
di
duna
Riferimento alla lettera:
Ho bisogno di mettere per iscritto questa storia nonostante so razionalmente cosa fare e in teoria non avrei bisogno di alcun consiglio perché è tutto chiaro. Sono una mamma di una splendida bimba di tre anni che vive con il suo compagno e padre della bimba da quasi cinque anni...
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso
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Golem , ti ringrazio per le informazioni utili che apporti con i tuoi interventi , sicuramente ora che conosco i nomi di queste patologie farò una ricerca a riguardo , mi ritrovo molto nel profilo che hai descritto perché effettivamente, e da ragazzina con degli esiti ancora più penoso dal punto di vista della mia sofferenza emotiva , io ero alla perenna ricerca dell’amore in individui incapaci di darlo e assolutamente non raccomandabili !
Duna, se osservi “freddamente” il tono degli interventi che ti riguardano noterai come in questi si intravedano le “chiare ombre” di esperienze personali, subite o provocate, che ne muovono le ragioni, e che in qualche modo si vogliono stigmatizzare come vittime o giustificare come protagonisti. Esperienze che hanno evidentemente inciso sul proprio “SE'”. Questo è il modo peggiore per analizzare una situazione “esterna”, in quanto la si proietta attraverso il proprio vissuto e non quello del soggetto in discussione. Come ho avuto modo di dirti, ho molto apprezzato la tua autoanalisi, che ti ha consentito di mettere a fuoco la potenziale pericolosità di certe tue emozione, e che diventa ancora più eccezionale in ragione della tua giovane età. Quando affrontai (assieme a lei) la questione che la riguardava, si giunse alla conclusione che il senso di abbandono che la rese così insicura era principalmente dovuta alla prematura morte di un padre adorato, quando lei, appena adolescente, non aveva ancora discriminato la parte sentimentale da quella sessuale del rapporto amoroso e del modo col quale si intersecano in un rapporto maturo. Nella sua psiche ancora immatura, quella morte la lesse come un “abbandono”, e da lì. Continua.
Segue. il senso di inferiorità che ne è derivato, con tutte le conseguenze in termini di autostima che ne hanno connotato le successive scelte. Ti basti pensare che un paio di relazioni con ragazzi “normali”, e persino dediti, che si sono sovrapposte a quella deleteria per mancanza di costante reciprocità da parte del “delinquente” (che aveva pure “affascinati” velleità da pittore senza valore, a completare l’iconografia filmografica) sono state praticamente svalutate da lei per un parallelismo grottesco, che le suonava inconsciamente suppergiù in questa maniera: “se questo stravede per me, nel momento in cui io sento di non valere niente vuol dire che vale meno di me”. E non serve avere intelligenze brillanti e delicate sensibilità per salvarsi da questi “divoratori di energie altrui”, anzi, perchè quella sindrome che sta alla radice di quel perverso quanto inconsapevole parallelismo prevale su ogni razionalità. Come ho già detto è fondamentale che invece tu abbia razionalizzato il tuo stato, pur in assenza di quelle informazioni che poi ti ho fornito. L’errore più grosso sarebbe quello di mantenere dentro di te una visione tutto sommato “positiva” della storia, come intravedo in certi commenti, e non definirla un errore completo da dimenticare.
Duna,
a me è successo di addormentarmi una notte vegliando il piccolo che aveva 39 di febbre. non so come avrei potuto trovarlo al risveglio se la medicina che gli avevo prima somministrato non gli avesse apportato il minimo dell’effetto previsto… erano già alcuni giorni e alcune notti che me ne prendevo cura, senza grandi risultati. aveva senso sentirsi in colpa? no, ma me ne rammarico tuttora…
secondo me, contano i fatti, che sono sempre legati ai temperamenti e alla circostanze. le sole analisi ABBASTANZA valide sui comportamenti sono quelle autoelaborate, in quanto a qualsiasi disturbo di carattere psichico fanno capo tali e tanti diversi fattori che spesso nemmeno i migliori psichiatri o psicanalisti ne vengono a capo con chiarezza e assoluta sicurezza. siamo e non siamo, sempre, tutti “malati”.
l’importante, come più vole già evidenziato, è rendersi conto delle persone con cui si ha a che fare e soprattutto di quanto queste ci possano o meno arrecare benessere. e tu a questo sei arrivata in un paio di mesi, grazie anche alla fame di denaro del partner. si è quindi trattato di un tradimento, magari momentaneo, del rapporto di coppia. meno corrosivo di chi tradisce a lungo solo con il pensiero.
“ si trattava di un errore di battitura dovuto all’interesse nullo che provo nei tuoi confronti .”
Questa precisazione serve più che altro a te stessa. Perché a me del tuo interesse o meno importa meno dell’interesse che provo a grattarmi le ascelle. Tanto per citare ancora Hank e rimanere in tema. ?
Duna, io non volevo sicuramente mettere in dubbio le difficoltà di essere madre, I momenti di crisi, la voglia lecita di evadere, il sentirsi “sole” ad affrontare una responsabilità enorme. Questo è assolutamente comprensibile e umano, cosí come lecito è sbagliare strada nella propria vita, anche solo per piccoli tratti. Quello che appariva dalla tua lettera iniziale però era una mancanza totale di consapevolezza di ciò che stavi vivendo, come se ne fossi ancora invischiata, o volessi in qualche modo esserlo. In questo senso forse non aveva più di tanto senso trovare il bello in una situazione che di positivo non poteva dare nulla a tua figlia, né tantomeno a te. Mi spiace se ti sei sentita messa alla gogna, ma forse a volte serve un pochino per ritrovare il senso della realtà.
L’ innamoramento non è governabile, lo sappiamo tutti. Quello che invece è gestibile ( nel senso che può essere guidato dalla nostra volontà ) è la misura in cui accettiamo o meno di subìre comportamenti scorretti da parte dell’ altro solo perchè proviamo attrazione per questa persona. Maggiore sarà il nostro grado di evoluzione e di consapevolezza, minore sarà la probabilità che ci intratterremo troppo a lungo con chi non ci fa stare bene, ma questo non tanto perchè “ce lo imponiamo”, ma proprio perchè ci viene abbastanza naturale nel momento in cui riusciamo ad amare noi stessi e a dare un senso e una pienezza alla nostra vita A PRESCINDERE da chi rapisce i nostri sensi. Potremmo semplificare parecchio il discorso dicendo che diventa una “questione di orgoglio”, ma sarebbe riduttivo.
Man mano che una donna riacquista autostima e compie un percorso nel quale accetta di rielaborare in chiave critica le proprie passate infelici relazioni, automaticamente le sarà sempre più difficile rimanere al fianco di soggetti abusanti e negativi per il proprio equilibrio.
Ovviamente non si parla solo del “bandito” o di altre figure “stereotipate” nell’ immaginario collettivo. Lo stronzo egoista che ci ha fatto del male potrebbe…
..potrebbe anche essere stato il tranquillo ragazzo della porta accanto ligio al dovere oppure il “poeta” radical chic.
Non è il percorso lavorativo che definisce il valore di una persona, infatti. Ma il modo in cui quella determinata persona vive il suo percorso, o la misura in cui si prodiga o meno per uscire da determinate situazioni.
Non occorre essere state madri per capire che certi genitori sono cattivi genitori. Basta anche solo essere stati figli. Sono dell’ idea comunque che l’ accudimento al nascituro viene vissuto sopratutto come una gioia ( e non tanto come un’ enorme fatica incombente ) se c’è una reale predisposizione ad essere padri o madri.
io le uniche dipendenze che ho sviluppato negli anni e che mantengo ancora oggi sono quelle da cioccolata ( la mia proprio non è curabile ), da musica rock e da film dell’ orrore ( Dario Argento in primis ). Ognuno ha le sue debolezze. Sempre meglio comunque della dipendenza affettiva dai mortiferi.
“L’innamoramento non è governabile. Questo lo sanno tutti”
La passione non é governabile. L’unica terapia possibile nei confronti della passione consiste nel bloccarla non appena si manifesta. C’è un solo momento in cui è possibile il controllo della passione, quando l’io, colpito dal desiderio di un falso bene o dalla paura di un falso male, s’accinge a dare il proprio assenso responsabile: la possibilità di scelta si gioca solamente nei brevi istanti che intercorrono fra l’impatto di un’immagine allettante e l’atto di assenso della volontà.” Seneca
Questo invece, a quanto pare, lo sanno in pochi. Ed è qui la differenza tra chi condurrá una vita felice o quanto meno serena e chi invece si barcamenerà di novitá in novità senza sentirsi mai appagato..la donna 2.0 ne è un esempio. Psicofarmaci a litri e poi appuntamento su Instagram…
Bohemien82, con il termine innamoramento non si intende L’ AMORE. E’ questo l’ equivoco in cui cadono in tantissimi, te compreso. Anche citando Seneca temo che tu sia impreparato sull’ argomento.
Quindi, posto che passione e innamoramento sono la stessa cosa, tutto quello che possiamo fare è sopire i nostri impulsi nel momento in cui comprendiamo che il nostro “oggetto” del desiderio non ci può ricambiare dandoci quello che vorremmo. Ma non possiamo DECIDERE chi dev’ essere la persona che ci attrae. E non è detto comunque che una scelta “razionale” in questo senso sarebbe in assoluto la migliore per noi.
La passione ( o innamoramento, o attrazione che dir si voglia ) non è in nessun modo “manovrabile”, reprimibile o direzionabile. Va semplicemente accettato.
Inoltre, chi ti dice che chi si concede numerose avventure stia peggio di chi sta in coppia fissa? non è mica detto. Sono scelte di vita. L’ importante è farle assecondando la propria indole e il proprio sentire, con cognizione di causa e inquadrando quel che si vive nella sua giusta ottica, riconoscendo la realtà. Questo significa che non possiamo dare un significato amoroso a qualsiasi relazione “en passant” che ci capita di vivere come invece..
..come invece spesso molti – in prevalenza donne – tendono a fare.
Chiaro che se poi la serialità degli incontri con persone da cui non siamo davvero coinvolti altro non è che una “fuga”, una scelta di ripiego rispetto a una vita sentimentale infelice, o peggio ancora il tentativo febbrile di riempire vuoti incolmabili, la cosa si fa veramente triste.
Non credo comunque che chi si espone su fb o su instagram cerca nello specifico incontri sessuali. La maggior parte di quelle donne si mette in mostra semplicemente per vanità e per esibizionismo. Sono i maschi che scambiano tutto questo per “disponibilità” ( imbattendosi in non poche delusioni nel momento in cui tentano l’ approccio online con queste donzelle ).
Bohemien82,
interessante la citazione di Seneca, ribadita in seguito da molti altri pensatori. grazie per averla postata.
anche per me all’apparire di un FORTE coinvolgimento, sia fisico che emotivo oppure di entrambi, esiste UN SOLO attimo, nei primissimi momenti, in cui può avvenire l’accettazione o il rifiuto.
se si accetta con riserva, non si potrà in seguito che andare fino in fondo, magari per anni, nel constatare via via svanite, ad una ad una, le proprie aspettative o le proprie speranze. oppure, anche, nell’essere “salvati” con il presentarsi di un’ottima possibilità alternativa di riscatto.
ogni decisione ha il suo prezzo. niente viene gratis, e il sì o il no restano quasi sempre vincolanti.
Certo citare un filosofo di quella portata fa una scena incredibile ma non cambia una virgola in questo contesto, infatti reagisce alla citazione chi è molto attento alla forma e all’immagine. Ma mentre Seneca si rivolgeva ad un panorama molto più vasto della psicologia sociale, qui si tratta di reazioni umane legate ad episodi che nascono in un retroterra emotivo soggettivo quanto problematico di cui si è ampiamente accennato, che hanno trovato riscontro nell’interessata, che le ha riviste con sicurezza nelle dinamiche della sa vicenda. Non credo che il filosofo si stesse riferendo alle “passioni” che riguardano questa lettera, quanto alla ignorante superstizione e all’ira irrazionale, altrimenti dovremmo riconoscere la banalità di quelle dichiarazioni, giacchè è piuttosto evidente che se si “SAPESSE” che quel bicchiere col quale stai per dissetarti contiene cicuta sarebbe da stupidi bervi. A meno che non si sia “costretti” a berlo. Insomma, si nota che l’eufonia e il fascino della “dottità” sono sempre in funzione. E per corroborare il dotto climax che pervade gli ultimi commenti, ai dotti proporrei una delle frasi di Lucio Anneo che mi pare più indicata in questo caso: “Imago animi sermo est: qualis vita, talis oratio”.
Yog commento 36 ha ancora una volta in poche parole riassunto un concetto giusto in modo ironicamente divertente.
Crescere una figlia non è un’impresa eroica e non giustifica certi comportamenti.
Duna, nel commento 30 dici che:
1) non lavori, quindi si deduce che hai tanti risparmi da parte, oppure i soldi che regalavi all’amante erano di tuo marito!
2) Tu eri a divertirti con l’amante, mentre tuo marito era al lavoro. E in quelle ore la figlia dov’era? Era con la baby sitter (pagata con i soldi del marito)?
3) un mese è un periodo di tempo troppo breve per scoprire un adulterio. Dipende che rapporto hai con il partner, se non vi filate e vi fate i fatti vostri no. Ma dovendo gestire una neonata non è facile farsi ognuno i fatti propri.
Bohemien82, con il termine innamoramento non si intende L’ AMORE. E’ questo l’ equivoco in cui cadono in tantissimi, te compreso. Anche citando Seneca temo che tu sia impreparato sull’ argomento.
No gioia non sono impreparato sull’argomento o per lo meno non sono del tutto preparato perchè trattasi di tematiche appartenenti alla sfera esperenziale individuale. Invece tu non hai, di sicuro, capito ciò che ho citato.Ciò che voleva dire Seneca è che non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele e soprattutto attraccare quando si trova un porto sicuro perchè poi se ci si trova in mare quando è tempesta pochissimi sanno affrontare le onde alte..e salvarsi. La maggior parte annega.
Rossana se invece tu vuoi approfondire ciò che ho scritto è tratto da Seneca “La passione va bloccata all’inizio”.
Tanti spunti interessanti , ma rispondo per ora a Trader poiché ci tengo a precisare che i soldi che ho dato al mio amante erano del mio conto corrente , ho smesso di lavorare tre anni fa’ ma oltre ad avere un mio gruzzolo percepisco una rendita da un immobile che affitto quindi non dipendo economicamente dal mio compagno , la mia bimba che ha 3 anni , quindi non è più un neonato è a scuola fino alle 16:00 dal lunedì al venerdì .
Comunque trovo molto tedioso chi parla attraverso citazioni colte …. ?
Il gruzzolo evaporerà prima di quanto credi e l’immobile è una palla al piede, lo vedrai con il tempo.
Se tu percepissi – ma non voglio crederlo – con sollievo la faccenda che la bimba stia föra d’ball cinque giorni a settimana, fatti qualche domanda. Se la risposta fosse quella che credo, vorrebbe dire che “giri storta”, tipo certi celebri utensili che trovi al Lipl che, appunto, funzionano. Ma “girano storti”.
Yog ma che droghe ti prendi ? Non si è capito un ca…, e quando mai avere una proprietà e ‘ una palla al piede ? La bimba non è fuori dalle palle, è così strano che una bimba di tre anni vada alla scuola dell ‘infanzia ? ?
Come sempre l’ analisi di Golem è la più corretta. Credo anch’ io che Seneca non si riferisse meramente ai rapporti di coppia e ai flirts nell’ espletare quelle sue osservazioni, e citarlo per darsi un tono non ha molto senso.
Ho notato un atteggiamento maschilista e derisorio da parte di molti uomini in questo forum , Golem che è una persona intelligente che non si erige a giudice degli errori altrui .
Non credo proprio che l’essere umano eviti ciò che è nocivo, se ne conosce le conseguenze, anzi tutt’altro ( si veda “Memorie dal sottosuolo” se si è interessati all’argomento). Semplicemente, in moltissime persone, anzi direi quasi in tutti in forme diverse, esiste questa pulsione verso l’autodistruzione, il caos, la negatività ( thanathos, il desiderio di “morte”, declinata in tanti modi). Duna sapeva benissimo che questa relazione non avrebbe portato nulla di buono, eppure, ancora dopo averla vissuta verificandone gli esiti negativi, sembra quasi combattuta nel volerla perpetuare.
Sull’argomento “eros e thanatos” si è scritto di tutto e di più, e ognuno preferisce vedervi quello che gli piace, ma l’autodistruzione insita in quell’abbinamento è sempre il risultato di una “nevrosi” legata al conflitto irrisolto tra ISTANZE ISTINTUALI E CONDIZIONAMENTO CULTURALE. Continuiamo a vedere proposte letture “occidentalocentriche” dei comportamenti erotici, ma non se ne relativizzano gli effetti dovuti a quella “subcultura” che ne indirizza le manifestazioni, a partire dalla matrice greca e ai suoi miti.
Quando dichiaro che nessuno scientemente cerca di autodanneggiarsi intendo dire che dietro il rischio del “dolore” che si intravede in quelle scelte di carattere emotivo, si cela l’aspettativa immaginifica di un maggior “piacere relativo” ed esclusivo, che attinge a tutto un retroterra di mito e cultura che nei secoli ne ha disegnato i contorni. Nel caso specifico, la figura del maschio “fuori norma”, con tutte le superfetazioni di 3000 anni di “occidentalità”, non è lontana dal mito maschile degli eroi omerici che vanno da Odisseo a Ettore e ad Achille, ognuno con le proprie, soggettive sfumature temperamentali, ma tutti veleggianti, eroicamente appunto, tra eros e thanatos. >>>>
Personalmente mi ha colpito questo punto “..che conducono vite alternative alla massa o che hanno avuto il coraggio di intraprendere strade diverse”, come se, la vita alternativa degna di nota fosse per forza legata a qualcosa di losco e illegale. Ci sono tantissime persone che hanno vite “alternative”, ma non per questo hanno bisogno di drogarsi o vivere di illeciti. Il binomio donna / bandito è vecchio come il mondo, legato alla fascinazione insita nel personaggio, come ad esempio Felice Maniero. È anche vero che nella maggior parte dei casi, queste donne sono spesso molto giovani (per cui più facilmente manipolabili) e/o donne con scarsa autostima e personalità, che hanno bisogno di una guida e in un certo senso vivere di luce riflessa.
>>>L’eroe occidentale è sempre uno che sfida la morte (e gli Dei) per avvicinarsi… all’immortalità, anche nella inevitabile sconfitta che sopraggiungerà. Per fare un esempio rozzo, nessuna donna (salvo la mia “amata” Santa Teresa d’Avila, che per quella eccezionalità erotica fu immortalata nel marmo dal Bernini durante il suo orgasmo di provenienza Celeste) si ecciterebbe per la potenza posseduta dalla divinità costituita, ma lo fa volentieri di colui, mortale, che la sfida sul terreno della principale prerogativa di quest’ultima: il “possesso” della morte, diventandone di fatto “controllore”, ed ergendosi in questo modo allo stesso livello della divinità. Oggi, con tutta la secolarizzazione intervenuta sui miti classici e sulla religione, i moderni “eroi” sono diventati coloro che sfidano le “norme” o che ne “fanno” di nuove. La casistica spazia dai grandi tycoon dell’economia (meglio quando provenissero da un retroterra delinquenziale) sino al caso di Duna. In mezzo si collocano gli artisti o artistoidi “maledetti” che affascinano per quel senso di precarietà che trasmettono, come metafora di una vita in “bilico”.
Ripeto, questi parametri ancestrali portati in culture diverse direbbero poco in termini “sessuali”. Informarsi please.
Duna,
in piena sintonia con il commento 71.
a mio avviso, semplicistico distinguere a priori, a livello standard, quanto è bene e quanto è male. c’è chi ama la quiete/stabilità e chi predilige il movimento/avventura.
tutti quanti, poi, indipendentemente dal temperamento e da tutte le pregresse esperienze formative (infantili e non), finiamo con l’oscillare fra i due estremi, mantenendoci al centro solo quando in questo si trova benessere e serenità.
per me, è sempre una questione d’equilibri, e ognuno ha pieno diritto di cercare il più adatto alle sue esigenze e al momento in cui gli è necessario (talvolta indispensabile) un tentativo di adattamento.
una domanda, forse un po’ indiscreta: ti è facile/frequente provare interesse/attrazione per qualcuno dell’altro sesso?
Si duna, purtroppo in questo forum la tendenza predominante è quella di annichilire la donna con commenti e considerazioni che ledono la dignità del genere femminile, e credo che le utenti donne che intervengono qui – abituate forse alla svalutazione e alle discriminazioni – non si rendano nemmeno conto della gravità di certe affermazioni. Fortunatamente, in rete ci sono anche spazi dove ci si può confrontare in modo tranquillo e maturo, anche con utenti maschili, senza subìre offese derisioni e senza sorbirsi alcun tipo di giudizio.
Anch’ io penso che la naturale inclinazione dell’ essere umano ( e delle donne in particolare ) sia quella di NON scappare davanti a un soggetto di sesso opposto che appare affascinante e al tempo stesso pericoloso. Se non fosse così, cioè se potessimo semplicemente “decidere” che una certa persona va cancellata dalla nostra mente, molte relazioni ( e i loro relativi esiti ) non si spiegherebbero. Non possiamo “spegnere” o “accendere” la passione come si fa con gli interruttori della luce.
Certi commenti modello slalom speciale riescono a non dire niente ma lo dicono bene.
Golem, la tua chiosa come sempre è corretta e molto completa, non credo però che il tutto sia riconducibile a fattori cul-turali ( dove il cul è inteso come “cool”, quindi come una certa corrente “pop” che negli ultimi 50 anni ha dettato il trend delle preferenze erotico-estetiche nel mondo occidentale ). Ci sono sicuramente anche elementi genetico-antropoligici insiti proprio nel DNA femminile che fanno sì che alcuni uomini ( queli vigorosi e sfacciati ) vengano preferiti ad altri ( quelli dolci, moderati e prevedibili ). Così come è un errore comune pensare che le donne che cadono preda del “fascino del bandito” siano generalmente delle sprovvedute senza intelligenza e senza personalità. Non è affatto così! La maggior parte di loro da quel che vedo sono anzi delle “tigri”, donne combattive e piene di energia e che, proprio in virtù di tutto ciò che hanno da offrire, diventano le vittime prescelte di narcisisti, manipolatori affettivi, o semplici stronzi egocentrici ( e questi ultimi si celano spesso anche tra i “poeti” ).
Anch’ io quando ho incontrato il mio, di bandito, ero una ragazza solare ed esuberante ( beh lo sono ancora adesso ), piena di positività e di speranze per il futuro e mi ero attirata..
.. attirata molte invidie proprio per questo mio modo di essere. Altro che vivere di luce riflessa! Ai maschi narcisisti non interessa chi è come loro: cioè “spenta”. Cercano anzi donne forti e indipendenti proprio per poterle sottomettere e degradare, loro vivono questo come una conferma del proprio potere. Chi ci cade non è perchè è “scema”, ma perchè non conoscendo certe dinamiche scambia erroneamente per sentimento quello che altro non è che il love bombing narcisistico, e scambia per amore la propria dipendenza biochimica da questi soggetti.
E in ogni caso non è detto che anche un criminale non possa amare in modo sincero, certo tutto dipende da cosa è disposto a mettere sul piatto all’ interno del rapporto, anche a dispetto della sua libertà individuale nel fare determinate scelte di vita. Chiaro che nel momento in cui amiamo qualcuno, qualcosa dobbiamo “sacrificare”, ma è un “sacrificio” che facciamo volentieri. Altrimenti se lo percepiamo unicamente come un obbligo e uno sforzo vuol dire che da parte nostra non c’è un vero sentimento, ma questo a prescindere dal nostro stile di vita.
Certo, vero è che quando si prende coscienza di alcuni meccanismi è ciò nonostante si tende a ripeterli, bisognerebbe capirne le ragioni psicologiche.
Maria Grazia, non sono d’accordo. Da quello che mi è capitato di vedere, la maggior parte delle donne innamorate del “bandito” non sono come le descrivi tu, non a caso a molte accade quando sono giovani.
A me è capitato di vedere 50 sfumature di grigio con la mia compagna e ci siamo fatti tanto di quel ridere per quanto fosse stereotipato il protagonista. Tra l’altro in una scena che doveva essere “strong” dava delle sculacciate che a confronto mia nonna menava più forte.
Ciao! Concordo con MaryG sulla presenza di forti componenti di tipo genetico, insiti nella natura femminile che, insieme a quelli sub-culturali e “romanzeschi”, contribuiscono a rafforzare il fascino esercitato dai “banditi”. In un senso questi uomini rappresentano la proiezione di un desiderio di libertà assoluta e di ribellione alle regole, ma anche di messa alla prova della propria forza interiore e del proprio spirito di sacrificio e dedizione, anche se, paradossalmente, finiscono col diventare spesso delle prigioni per l’anima. La donna passionale tralascia le istanze razionali lasciandosi condurre in vortici pericolosi dove dolore e piacere si confondono. Inoltre chi presenta tratti caratteriali contrastanti tende a sviluppare un’attrazione per gli opposti che può diventare destabilizzante e condurre a scelte inappropriate. La presa di coscienza serve sempre perché permette di valutare con distacco certi stati psicologici e decidere di conseguenza cosa è meglio per noi e per chi ci sta vicino.
Da quello che scrivi, Duna, si intuisce che sei una donna molto intelligente ed umana: credo che soprattutto grazie all’amore per tua figlia riuscirai a liberarti presto dall'”amore tossico”
beetlejuice, liberissimo di non essere d’ accordo, per carità. Ma questo non smentisce le centinaia di migliaia di testimonianze di donne che, nonostante la loro evidente caratura, sono a suo tempo state vittima di certi soggetti maschili. Basterebbe guardare un pò più in là del proprio naso per constatarlo, ma come sempre risulta più comodo arroccarsi rigidamente sulle proprie posizioni. Tu poi accenni a un’ icona cinematografica che si rifà a una figura del tutto irreale ( e anche un pò grottesca ) del marchese de sad in chiave rivisitata ed edulcorata per il grande pubblico. Nessuna donna matura e intelligente si farebbe REALMENTE coinvolgere da quel film. Anche chi ha apprezzato la trama lo ha preso per quel che è: una piacevole e superficiale distrazione, niente di più.
Sono invece più portata a pensare che tu in passato ti sia perdutamente innamorato di qualche donzella inquieta che alle tue profferte di un affetto stabile e tranquillo ha invece preferito il fascino del bello e dannato. e forse questo ti fa ancora male. E così per ripicca tendi ora a screditare tutta un’ intera categoria di donne “di un certo tipo”.
poi magari mi sbaglio, neh!
Ciao.
Boh, allora mi mancherà qualche gene, visto che il fascino del “vigoroso e sfacciato” io non l’ho mai percepito…( vigoroso poi non si capisce bene che significato abbia. Mistero).
Ormai siamo alle categorizzazioni stile Puffi : l’uomo-puffo dolce e insignificante, l’uomo-puffo bandito e passionale, e cosí via. Che ridere.
Sinceramente non capisco perché quando si parla di qualunque argomento, si parta sempre per la tangente, alla ricerca delle misteriose dietrologie. Avere delle opinioni non significa certo screditare le “donne di un certo tipo”, ma se una donna (o uomo) arriva a dare soldi/mantenere qualcuno che la manipola fino a tal punto, non venitemi a dire che sono persone forti e sicure di sè. Comunque mi spiace deluderti, nessuna competizioni con belli e dannati, fortunatamente per noi omini tristi e standard con la Bianchina, non ce ne sono poi mica tanti.
Susanne fortissima la metafora puffosa, per cui il bandito sarebbe Gargamella? Mi prenoto io!
Ma non è che faccia molta differenza essere attratte dalle “canaglie” piuttosto che dagli artistoidi incompresi o dai “poeti” fragili e ipersensibili. Sono semplicemente le due facce della stessa medaglia: si tratta pur sempre dell’ inseguimento di un’ illusione ( riuscire a “salvare” e redimere l’ altro con la forza del nostro ammmore.. ) e di una proiezione ( proiettiamo sull’ altro i nostri stessi aspetti interiori non risolti e non sanati, quelli che intimamente ci fanno sentire “inadeguate”, così da esorcizzarli ).
La classifica in categorie ( inevitabile se si parla di un fenomeno di massa ) è solo un dettaglio.
I banditi sono maschi alfa e quindi ne godono le prerogative, non c’è bisogno di dibattere troppo.
Il problema è che, alfa o non alfa, un bandito deve pur evolvere, magari passando al notariato o alla grande imprenditoria, sennò finisce anche lui a vivere in un bilocale a Quarto Oggiaro con una tizia dedita alle amfetamine e la scala condominiale che puzza da zuppa di cavolo esornata da carcasse di animali macellati halal.
Evolvere in Italia non è affatto facile.
Duna commento 68: facendo la battuta a Yog “che droghe prendi?” sembra che ti prendi in giro da sola.
Dalla rendita di un immobile non si percepisce una rendita molto alta, dubito che ti permetta di essere autosufficiente e che ti avanzi tanto da regalare senza problemi migliaia di Euro a quello spacciatore. E’ triste che quei soldi non li abbia destinati alla tua famiglia.
Tua figlia ha tre anni, parli come se ne avesse sedici: è tristissimo che a lei tu preferisca la vita che fai, che tu sia più presa da queste storie che dalla tua famiglia.
Tua figlia è in asilo fino alle 16.00? Negli asili sono previsti anche altri orari d’uscita, fino a quell’ora restano i figli dei genitori che lavorano. Sei a casa tutto il giorno, sarebbe normale che tu desiderassi andare a prendere prima tua figlia. Questo tuo atteggiamento ci fa pensare.
Ancora una volta dò ragione a Yog.