L’ Amore tossico
Ho bisogno di mettere per iscritto questa storia nonostante so razionalmente cosa fare e in teoria non avrei bisogno di alcun consiglio perché è tutto chiaro. Sono una mamma di una splendida bimba di tre anni che vive con il suo compagno e padre della bimba da quasi cinque anni ormai. Ero innamorata di lui, per me esisteva solo lui, aveva la voglia di divertirsi che mi sollevava dai miei momenti bui, sono una persona malinconica che però ama staccarsi dalla realtà ogni tanto e sognare, ma il mio compagno aveva anche l’intelligenza e la lucidità di una persona che vuole trovare un posto nella vita, un lavoratore, una persona ordinata e precisa, eppure…. gli piaceva sballarsi.
Il fine settimana ogni tanto un pò di MD quando si va a ballare, un pò di coca prima della serata per caricarsi. Non si esagerava , non c’era nessuna dipendenza, ma esisteva comunque la consuetudine all’uso di sostanze quando l’occasione lo richiedeva.
Provai anche io, mi piaceva, ogni tanto facevo uso di queste sostanze, non sono mai caduta nella dipendenza, tutto era sempre sotto controllo.
Nasce mia figlia e cambia tutto, vita ritirata, per anni quasi sempre in casa, molto ordine, molta noia, priorità assoluta la mia bimba, dopo un anno smetto di allattare, ogni tanto di nuovo qualche sostanza stupefacente, sono molto annoiata e sola cerco di rendere la realtà più divertente, non sempre ci riesco.
Dopo tre anni dalla sua nascita la bimba è più autonoma e noi cominciamo a uscire di più, ogni tanto la baby sitter dorme con lei e noi possiamo andare di nuovo a ballare.
Conosco uno degli spacciatori da cui il mio compagno si rifornisce. E’ un uomo di 25 anni più grande d me, è molto affascinante, ha una voce bellissima e calda, parla varie lingue per via della vita in giro che ha fatto, per gli anni passati in galera anche all’estero.
Ogni tanto rimanevamo a cena da lui, ero ipnotizzata. Mi faccio dare alcune pagine che lui ha buttato giù per raccontare la sa vita, entro sempre più dentro l’intimità di questa persona o almeno credevo.
Lo aggiungo su Istagram, cominciamo a parlare tutti i giorni, è un galantuomo, doppi sensi velatissimi, sempre galante, sono inebriata, mi sono sempre piaciuti gli outsider e lui ha l’aspetto da duro ma sembra una persona addirittura colta quando apre la bocca, sono fottuta, il cervello parte.
Cominciamo a frequentarci, lui fa la parte del geloso , mi fa cancellare i contatti con tutti gli ex, è sempre arrabbiato con me, minaccia sempre di bloccarmi online e sparire, vivo nella paura di perderlo prima ancora di aver cominciato tutto, gli chiedo scusa piangendo al telefono, minaccia sempre di sparire dalla mia vita.
Vado a casa da lui e facciamo sesso come due animali, mi fa arrivare svariate volte con la lingua e le mani, mi lecca dappertutto e dice che sono solo sua.
Mi chiede dei soldi, prima mille euro , non voglio darglieli ma alla fine cedo, penso stupidamente che non vorrà perdermi per mille euro, mi rassicura che li riavrò presto, gli servono per un debito con i suoi fornitori, appena li riavrà me li restituirà con gli interessi pure! Voglio crederci, sbaglio , i soldi mai più visti. Continua la nostra storia, varie volte mi minaccia facendo il geloso, dice di venirmi a prendere dovunque mi trovi e di prendermi a calci perchè secondo lui ho un altro. Facciamo la pace di nuovo, dormo da lui, poi il giorno dopo altri soldi, 500 euro, me li chiede come un ordine , mi rifiuto, salgo a casa mia rimane là fuori ad aspettare dice che non intende andarsene, alla fine cedo. Dopo un mese così in cui scopro che non ha soldi neanche per fare la spesa, il frigo costantemente vuoto, arrivo a dargli 3000 euro poi decido di non volerlo vedere più.
Litighiamo come sempre ma il giorno dopo mi dice che ha affittato una delle stanze di casa sua ma ha bisogno di 240 euro per sistemarla altrimenti perderà l’affittuario. Non gli credo e decido di non dargli nulla.
Lui mi diceva sempre che avrebbe preso me e mia figlia come un marito che potevo andare da lui in qualsiasi momento per rimanere per sempre, che potevamo mangiare anche pane e cipolla ma la bimba avrebbe avuto sempre tutto, mi dice che smetterà di spacciare e fare qualsiasi attività illegale e che ha già smesso di pippare, mi dice che sono una stronza a pensare che lui vuole solo prendermi i soldi e che lui per me cambierebbe vita e sarebbe un uomo impeccabile perchè mi ama. Tante parole, me le disse dal primo momento, me le ricorda, ma io gli dico che ormai penso che vuole solo approfittare dei miei soldi. Mi blocca su ogni piattaforma virtuale, sparisce.
Nonostante so che mi sto scansando un fosso in cui stavo precipitando soffro come un cane. Vorrei andare da lui ogni giorno, chiamarlo e sentirlo, lo tengo sempre davanti agli occhi come un fantasma che appare.
Sono molto giù ma resisto, vorrei cancellarlo dalla mia mente ma rimane ancorà lì aggrappato.
Ho paura di essere impazzita perchè più lui abusa di me più io mi perdo dentro il sogno che lui aveva inventato di una vita con lui.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso
87 commenti
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La tua vita è una parabola incompiuta di eseperienze esistenziali e culturali. Ti attira il mondo elegante delle classi agiate, ma non sei pronta a condividerne i comportamenti. Questo è un fatto. Per realizzarti ne devi descrivere i prestigi come fanno i giornalisti che più amo. Non ti mancheranno abiti, balli, feste, aste, prime teatrali e concerti. Tu sei fatta così. O lo accetti o cambi aria. Non hai bisogno di sostanze. Devi accettare il tuo ruolo di arbitro del gusto. Il resto è storia. Ti sei comportata come una donna che ha la sindrome della culla vuota.
PS Se le cose fossero state diversamente, da donna, ti saresti interessata ad un altro tipo (commerciante, operaio, ecc.) Magari lo hai fatto e ti è andata male. Nel mio caso è stato così e ho capito subito che sarei diventata una persona chic e alla moda per amore della chiesa. Non posso vivere contro la mia natura. Purtoppo il tempio è un ritrovo di mercanti, ma Dio non torna mai di sabato a riscuotere.
In tutto questo il tuo compagno nonché padre di tua figlia che fine ha fatto? Il tuo spacciatore-amante ti ha solo usata per soldi e forse lo hai capito anche tu in tempo. Fatti un favore: eliminalo dalla tua vita, se stai ancora con il padre di tua figlia lascialo perché é chiaro che per te non conta nulla e soprattutto rimettiti in riga perché una figlia non puó crescere bene con una madre del genere.
Rossella; quello che scrivi è molto affascinante ma non credo di aver capito fino in fondo cosa tu mi voglia dire, pur facendo parte di una classe agiata mi ha sempre affascinato la strada, le persone sbagliate e quelle che hanno poche possibilità, sicuramente fossi stata più sveglia mi sarei messa con un imprenditore o un notaio ma forse,anche perché non ho mai avuto bisogno di beni materiali, solo di quelli affettivi che non si comprano, ho sempre puntato a persone più” semplici ” di me.
MisterT, sono daccordo quando dici che una madre non deve comportarsi così e infatti questa parabola sventurata è durata poco meno di due mesi e devo solo ringraziare mia figlia che mi ha dato la forza di smettere, per il suo bene rinuncio a questa mia ossessione, le mamme sono esseri umani , la società ci vuole perfette ma non lo siamo, non vuole essere una scusa ma non mi sembra giusto essere messa al patibolo per aver assecondato un desiderio sbagliato. Il mio compagno è mentalmente assente da circa due anni, la passione è sfiorita con la nascita della bimba e ora stranamente sta tornando, forse il tradimento non è sempre così deleterio, lui si era accorto che qualcosa non andava ma non ha mai voluto scoprire cosa, per quieto vivere ?
La spazzatura é più pulita.
Povera figlia.
Duna, non fino in fondo, io neanche un po’. Complimenti comunque per quello che hai capito.
Bohemien82 , non meriteresti neanche un commento , mia figlia è una bimba felice e serena a cui non manca nulla , sopratutto l’amore della madre .
Tutta la storia è molto radical-chic e l’ambientazione è sinistra (colgo anche uno sfondo di banlieue da maigret in b/n).
Poi alcuni dicono che in Italia non c’è mobilità sociale: non è affatto vero.
C’è, ma è a senso unico, come nel caso di Duna.
Verso il basso.
Nessuno è obbligato a diventare genitore; si può tranquillamente vivere un’esistenza improntata su ciò che più ci aggrada ( droghe comprese). Però, quando si ha la responsabilità di un altro essere umano, mi spiace ma certi comportamenti non sono più comprensibili e assecondabili. Se tua figlia sta benissimo, evidentemente hai la fortuna di avere una rete affettiva che sostiene anche tutti I tuoi sbagli. Questo è un grande vantaggio, ma sicuramente non una giustificazione per le tue azioni.
Speriamo che il padre sia più assennato.
Suzanne , mia figlia l’ho cresciuta da sola i miei parenti vivono in un altra città, mi aspettavo i soliti commenti moralisti , come al solito siamo tutti pronti a puntare il dito ritenendoci superiori moralmente agli altri .
Mia figlia è stata cresciuta dalla sottoscritta in quanto la mia famiglia non vive nella mia stessa città.
I moralizzatori sono pronti a puntare il dito ritenendosi moralmente superiori.
Fare sporadicamente uso di sostanze non significa essere drogati, ma non perdo tempo a giustificare i miei comportamenti nei confronti di persone così ottuse.
“mi ha sempre affascinato la strada, le persone sbagliate e quelle che hanno poche possibilità”. Ancora una volta, e con apprezzabile quanto candida sincerità, si conferma l’inquietante caratteristica eminentemente femminile di essere attratte da conclamati casi umani. Quasi un cupio dissolvi genetico.
Prima di morire vorrei scoprire il perchè.
Che squallore.
Ma alla fine il senso della lettera quale sarebbe? Mica ho capito
Golem, provo a darti una risposta anche se sicuramente la mia analisi risulterà incompleta e maldestra. Credo che noi donne tendiamo ad essere attratte dal fascino del “dannato”, da quell’ aura speciale che evocano le “anime fragili”. E per anima fragile non intendo il comune ragazzo “sensibile” e azzerbinato, ma proprio il disadattato. Per un qualche misterioso meccanismo della nostra mente, si tende ad associare la negatività, l’ asocialità e la sfuggevolezza con il fascino e ciò ingenera nella donna la propensione al soccorso e all’ accudimento perchè questo è insito proprio nel nostro DNA. Ci sono poi persone, come l’ autrice di questa lettera, che sono attirate più di altre verso il torbido, e questo va semplicemente accettato e gestito come un dato della propria personalità, facendo in modo che la propria devianza non abbia ricadute su coloro che sono vicini alla persona ( familiari, figli, ecc.. ).
Dopodichè, la maggior parte di queste storie falliscono perchè il tizio si rivela un bluff. Altre volte – pochissime – il caso umano diventa un caso di successo grazie anche all’ amore della compagna. Ma in quest’ ultima situazione non siamo ovviamente in presenza di un VERO borderline, ma solo di una persona NORMALE ( una parola antisesso per la maggior parte delle donne ) che stava vivendo un momento sfortunato.
Lo spacciatore acculturato, psicopatico e uomo di mondo è intramontabile. Non passa mai di moda a quanto pare. L’ importante appunto è non fargli prestiti se volete rivedere i vostri soldi 🙂
A me invece gli psicopatici piacciono solo se fanno i ragionieri, portano gli occhiali e hanno la camicia inamidata. Vai a capire..
Duna, onestamente ne ho un po’ piene le scatole di chi si giustifica per qualunque azione compia, e mai una riflessione sulla ricaduta che esse possono avere sul prossimo. Te la puoi raccontare quanto e come vuoi, perché la vita è tua e noi alla fine non c’entriamo proprio nulla, ma dalla tua lettera emerge un solo dato evidente ed esplicito: sei totalmente incentrata su te stessa. Potrei raccontarti l’epilogo drammatico di una mia ex compagna di scuola che, come te, ha continuato a “sballarsi ogni tanto” col suo compagno pluripregiudicato che entra ed esce continuamente dal carcere. Non servirebbe però a nulla, perché non si impara dai propri errori, figuriamoci da quelli altrui. Puoi essere tossica di droga, tossica di innamoramento o tossica di egocentrismo, resta il fatto che nella tua bolla non ti rendi conto che la tua vita non è più solamente tua ( e quindi, prima di sprecarla, dovresti rifletterci un pochino).
Ahahah ma vi posso garantire che di casi umani ne conosco benissimo…me in primis…ma nessun istinto da crocerossina si è rivelato in quelle che ho incontrato 😀
Poco male dato credo aver ben donde di come invece “funzionino”
Questi son verament discorsi che lasciano il tempo che trovano ..a quanto pare le donne son così superficiali da non rendersi conto chi sia davvero come sopra raccontato accoratamente da mg,.
superficiali nel senso che si limitano all’ “apparenza”, senza aver spirito di indagare oltre (per non parlare di affezionarsi realmente)
Ritengo convintamebte dunque sian ben altri i meccanismi che fan scattare le famose “farfalle” a queste qui
Bohemien82 , non meriteresti neanche un commento , mia figlia è una bimba felice e serena a cui non manca nulla , sopratutto l’amore della madre .
Infatti avresti fatto meglio a non rispondermi. Che tua figlia é una bimba felice è tutto da vedere. Nei prossimi anni..
Bohémienne o come cavolo ti chiami , tu conosci sicuramente bene me è mia figlia in base a questa lettera e quindi puoi giudicarmi e fare pronostici.
Duna,
raramente ci si mette a nudo di fronte a noi stessi. per lo più lo si evita con amici e parenti. più facile tentare con estranei, in cerca di un confronto a 360 gradi, ma, a mio avviso, con ancor minor possibilità di essere compresi, anche se magari (quasi sempre) respinti.
dal mio punto di vista, nessun innamoramento sincero e disinteressato è tossico. l’amore resta il più ricco e il più coinvolgente dei sentimenti. declinato, ovviamente, da chi lo prova, quasi sempre senza conoscerne minimamente le intrinseche pulsioni.
ti immagino come spirito libero, che si è sentito svuotato da un sentimento di coppia giunto al termine della sua pur forte sintonia iniziale oppure anche soltanto un po’ soffocato dalle responsabilità e dagli impegni dell’essere ora genitori.
ti sei lasciata andare a vivere in libertà, pur non potendotelo più permettere. l’ambigua realtà del compagno con cui eri forse pronta a barattare la sicurezza in cambio di nuova linfa vitale ti ha mostrato inadeguatezza, consentendoti di rientrare nei limiti della quotidianità che hai contribuito a creare, soprattutto, credo, per la tua bambina.
dopo la brutta esperienza, riesamina il rapporto con tuo marito e traine le debite considerazioni.
Insomma, ti sei mollata giù e non torni più su, però arriverà presto o tardi l’eredità e galleggerai di nuovo, la tua in fondo è una vita facile, in discesa. Goditi il cielo azzurro e il mare calmo.
Rossana, avevo quasi deciso di non leggere più le risposte poiché’ erano prevalentemente composte dagli insulti dei benpensanti , poi ho letto il tuo commento carico di umanità e mi ha sollevato davvero lo spirito . E’ vero ho scelto una strada sbagliata perché ho voluto per una volta fidarmi degli istinti , ho sbagliato , ma appunto mi sono prontamente levata dai piedi , meno di due mesi è durata la storia . Desideravo amare ed essere amata ma era solo un mio sogno che non rispecchiava la realtà , non metterei a rischio la sicurezza di mia figlia neanche in nome dell’amore e della passione questo è sicuro , credo che tutto sommato è stata un’ esperienza formativa in cui mi sono misurata con me stessa e con il mio desiderio di non arrendermi a una vita tranquilla ma spenta .
Ciao Duna, io anni fa ho condotto un lungo dibattito sull’azione degli istinti sui nostri comportamenti sociali, in particolare quelli femminili e ai loro risvolti “sentimentali
“. A me non interessa il lato “umano” in termini di empatia, te lo dico subito per correttezza, ci sono altri che ci pensano, ma mi ha colpito molto la tua sincera dichiarazione relativa alla attrazione che provi per gli aspetti diciamo “trasgressivi” delle relazioni interpersonali, e quanto e perchè questi agiscano sulla fase di “infatuazione” o innamoramento, com’è accaduto nel tuo caso e in migliaia di altri casi come il tuo. Vorrei sapere se ti sei mai chiesta il perchè di questa tua particolare inclinazione -sempre che tu la ritenga tale- e se sì, quale risposta ti sei data. E per finire, cogliendo spunto dalla tua ultima dichiarazione, cosa intenda tu per una “vita spenta”. Thank you.
Duna,
ci sono persone, uomini e donne, che mal sopportano la monotonia della miglior possibile quotidianità. sono quelle che cercano amore in soggetti a loro affini, non per garantirsi sicurezza economica ma per condividere il futuro con qualcuno/a che possa offrire una mente ricca di stimoli, dinamica e magari persino imprevedibile.
la tranquillità è importante ma per alcuni/e la pazzia in minime dosi è decisamente più attraente e stimolante, magari anche soltanto per il continuo evolversi di interessi banali, da esaurire per passare ad altri…
negli uomini questo tipo di personalità è quasi sempre sia concesso che apprezzato mentre nelle donne viene di solito riprovato, ma non tutte sono votate a concludere le loro aspettative con una soddisfacente e arricchente maternità. ci sono anche donne che amano la vivacità del pensiero oppure il gusto dell’avventura, pur senza esagerare in entrambi i settori. vivere per vivere, non solo vegetare.
tieni conto del tuo modo di essere e cerca di realizzare per te il meglio che puoi, evitando però, nei limiti del possibile, di arrecare sofferenze a chi ami.
grazie per gli apprezzamenti.
Concordo con vari commenti, tra cui Suzanne commenti 8 e 16, in cui ha riassunto bene il concetto. A prescindere dall’assunzione di stupefacenti, è sconcertante che la vita con tua figlia ti annoi, che tu preferisca andare in giro a divertirti la notte, lasciandola dormire a tre anni con un’estranea, poi trovi un amante che spaccia e fa uso di droga e ti prende in giro, al quale passi cifre considerevoli di denaro, soldi che potevano essere spesi per tua figlia. Nonostante ciò, giudichi te stessa una madre perfetta, amorevole e chi sostiene il contrario si sbaglia. Invece di pensare ad avere una vita con il tuo amante spacciatore, pensa alla vita che hai con tua figlia!
Nel frattempo non si capisce bene cosa faccia tuo marito, se accetta le corna silenziosamente e tiene la figlia le serate in cui ti diverti a casa del tuo amante oppure se ti abbia lasciato, comunque anche lui deve essere un bel tipo!
Io ad esempio voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte,fatte così, voglio una vita che se ne frega, ma che se ne frega di tutto sì.
E poi voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormono mai, voglio una vita di quelle che non si sa mai.
Per poi trovarci come le stars a bere del whisky (anche coca va bene) al Roxy bar.
O forse non c’incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i fatti suoi.
Voglio una vita spericolata, voglio una vita come quelle dei film!
Voglio una vita esagerata,
voglio una vita come Charlie Sheen.
Voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormi mai, voglio una vita, la voglio piena di guai.
Il compagno di Duna, o marito che sia, per me resta la figura più inquietante ed enigmatica di tutta la storia. Certo, un bel tipo anche lui, in ogni caso Duna deve ripartire da lì, capirai…
Rossana, onestamente il tuo discorso proprio non l’ho compreso: “vivacità di pensiero”, “mente ricca di stimoli”, “vivere per vivere e non per vegetare”, ma cosa c’entra questo discorso con la propria autodistruzione psico-emotiva? Un tossico che ci usa per spillarci soldi sarebbe l’alternativa alla noia della quotidianità come madre? Ti parlo come figlia di un genitore che ha sempre posto I figli all’ultimo posto della sua scala di priorità e posso dirti che pensare di poter essere, io bimba che non ho chiesto di venire al mondo, considerata come un imbroglio ad una vita ricca di stimoli, mi fa venire la pelle d’oca. Hai proprio ragione, non siamo obbligati a sentirci realizzati nell’essere genitori, ma una volta che abbiamo scelto questa strada, non possiamo far finta di non esserlo.
E comunque, in questa lettera di amore non c’è la minima traccia, nemmeno ricercandolo col microscopio nei sogni della ragazza.
E ancora: no, non è vero che tutte le relazioni ci arricchiscono; alcune invece ci svuotano e ci devastano umanamente. Meglio scegliere bene quali brividi valgono la pena…
Io l’ho compreso. Ma anche tu, pur non condividendo, dai.
Cerco di mettere un pò d’ordine visto che i due quesiti fondamentali sono: Dove era il padre nel frattempo e che razza di madre sono io.
La mia storia con il delinquente è durata due mesi scarsi, di cui un solo mese ha comportato la frequentazione dal vivo e il primo mese era caratterizzato solo da contatti via cellulare, conversazioni su whats up e Istagram. Un mese è un periodo di tempo breve per scoprire un adulterio, inoltre ci vedavamo durante la mattina quando il padre era a lavoro.
In quanto al mio essere madre, sono stata una mamma a tempo pieno che ha rinunciato al lavoro quando è nata la figlia e che non ha avuto aiuto alcuno da nessuno in quanto vivo in una città che non è quella dei miei familiari, ho dovuto fare tutto da sola e spesso ero anche senza il mio compagno che va in trasferta per lavoro anche cinque giorni di fila. E’ sata molto dura perchè non avevo esperienza con i bambini ma mia figlia è sempre stata la mia gioia e per lei ho scalato le montagne, c’è da dire che non sono mancati momenti di sconforto totale, la solitudine e il sentirsi fuori dal mondo con una bimba che dipende solo da te. A un anno e mezzo l’ho iscritta a scuola e sono riuscita a trovare un pò di tempo per me.
Golem, cerco di rispondere alla tua difficile domanda che richiederebbe un viaggio nel mio inconscio.
Non sempre mi infatuo di persone sbagliate ma spesso capita, mi piace il rischio, la trasgressione ? Non saprei, posso dirti che mi deprime molto la consuetudine a dare per scontato che tutti dobbiamo condurre più o meno la stessa vita: Il matrimonio, i figli, il lavoro di 8 ore etc, mi interessano molto tutte le persone che conducono vite alternative alla massa o che hanno avuto il coraggio di intraprendere strade diverse, sono anche un pò affascinata da chi fa cose sbagliate è vero, se dovessi capire il motivo potrei dirti che forse non mi sono mai sentita amata dai miei genitori per cui sarebbe una forma di ribellione inconsapevole nei confronti dei loro standard molto rigidi, la realtà non la conosco e credo risieda nei miei gusti un pò artistici e controcorrente. Una vita spenta è qualsiasi vita che viene condotta senza gusto personale, ovvero per far piacere agli altri e non a se stessi, ti faccio un esempio: se non ami il tuo lavoro ma sei costretto a farlo avrai probabilmente una vita spenta.
Ciao Duna. ho estratto dalla tua lettera questo periodo “più lui abusa di me più io mi perdo dentro il sogno che lui aveva inventato di una vita con lui”. Per quanto mi riguarda la tua è la “lettura” più interessante degli ultimi mesi, sia per le ragioni che espone che per la tua presa di coscienza al riguardo, che è una rarità in chi subisce certi fascini, che in altri momenti, ma per quelle ragioni, ho definito da “cupio dissolvi”.
Come ho avuto modo di accennare, anni fa dovetti affrontare una situazione che “confinava” con quella infatuazione deleteria che hai vissuto, che nel caso specifico riguardava mia moglie, alla luce di una crisi silente che stava erodendo il nostro già allora ultra decennale rapporto. Come puoi immaginare non sarebbe possibile ripercorrere tutto il lungo percorso che ci ha condotti a far emergere IN LEI le principali ragioni di quelle NON RARE attrazioni, che molte donne provano per soggetti che, giudicati in condizioni di “sobrietà”, sarebbero definiti “illusogeni” se non “mortiferi”. Non solo fisicamente, stante la nota attività alla quale nel suo e tuo caso si dedicavano, ma anche metaforicamente, visti nei termini di quello che dovrebbe essere il precipuo obbiettivo di una relazione. Continua
Segue. Al di là delle diverse variabili soggettive, e dopo circa tre anni di reciproca “autoanalisi”, la conclusione, se vuoi parziale, ma più vicina alla verità, è stata quella di una sua mancata maturazione “emotiva”, le cui cause andavano ricercate principalmente in una educazione molto restrittiva, su un soggetto dalla forte componente creativa e in fondo dalla scarsa esperienza di vita, essendo il “mortifero” in parola la prima esperienza della vita di una lei 19enne. Ma quell’esperienza, sia pure non estrema come è accaduto a te, le è rimasta come parametro di “rifugio emotivo” per quasi 30anni, inibendole altre doti che poi sono felicemente emerse quando era già l’ottima madre di una figlia 18enne.
E’difficile nelle poche battute concesse dal forum riassumere tutta la dinamica psicologica che le rendeva attraente quello che poi essa stessa ha definito UN PERDENTE, ma concordo con te che di fronte a quella che potrebbe essere giudicata una vita “noiosa”, nel momento in cui all’interno di questa non si sono trovate le ragioni per renderla interessante -che comunque esistono- ci si rifugi in immagini idealizzate che nascono da “illusioni infantili” di origine direi oniro-cinematografica… Ho finito i caratteri ma continueremo se vuoi.
Duna, ma in questa vita “accesa” a cui tu ambisci tua figlia che ruolo avrebbe? Te lo chiedo perchè da come ne parli sembra che lei per te sia più una costrizione che una gioia, un impegno “obbligato”, un pò come il famoso lavoro delle otto ore al giorno che in genere un pò tutti detestiamo. Potrei sbagliarmi ma io colgo questo da ciò che scrivi. io sono stata figlia di genitori che si sono sposati e hanno messo su famiglia più per seguire una convenzione sociale che per un loro reale desiderio, e ti assicuro che in queste situazioni, per quanto uno si sforzi di essere il miglior genitore del mondo nelle incombenze pratiche, il bambino ( e in seguito l’ adolescente ) avverte chiaramente di essere sopratutto “un peso”. Lo capisci da tante cose. Volenti o nolenti, quando abbiamo dei figli tutte le nostre decisioni, nel bene e nel male, avranno delle ricadute anche su di loro. Non è come quando non si hanno figli e paghiamo lo scotto dei nostri errori esclusivamente a livello diretto e personale. Non sta certo a me fare il giudice della vita di qualcun altro, ci mancherebbe. Ma credo che dovresti riflettere su questi aspetti.
Anni fa rimasi incinta del ragazzo con cui avevo avuto la storia più lunga della mia vita: uno scapestrato con precedenti penali e dedito all’ uso di cocaina. Ma aveva un volto da cinema e due magnifici occhi azzurri ed ero “innamorata”. FORTUNA volle che ebbi un aborto spontaneo e persi il bambino ( o la bambina, non saprei ). Perchè sarebbe stato veramente difficile per me crescermi mio figlio COMPLETAMENTE DA SOLA, senza cioè l’ aiuto ne di suo padre e ne tantomeno dei miei familiari, che oltre che vivere in un’ altra regione erano fatti “a modo loro”.
Anche secondo me certi rapporti non hanno nulla di “amorevole” e di arricchente, ma sono unicamente fonte di sofferenza e di tossicità e andrebbero semplicemente evitati. Se certe relazioni hanno un’ utilità, questa consiste unicamente nell’ amara lezione che ci lasciano: quella di non ripeterle in futuro.
Non so se hai mai visto il film “Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa”, con Asia Argento. Se non lo hai fatto, ti consiglio di guardarlo.
A me invece le droghe non mi hanno mai interessato. La mente preferisco aprirla in altri modi. De gustibus.
Un saluto.
“mia figlia è sempre stata la mia gioia e per lei ho scalato le montagne (…) A un anno e mezzo l’ho iscritta a scuola e sono riuscita a trovare un pò di tempo per me”.
Probabilmente non hai cognizioni orografiche, in ogni caso tempo per te ne hai trovato fin troppo. Purtroppo non basta autoassolversi, Duna.
Yog: non ho cognizioni orografiche ma ho la cognizione che devi essere una persona arrogante e saccente.
Golem: Mi ha colpito molto la tua storia, il fatto che hai voluto condividere qui con noi la problematica avuta con tua moglie, ti dirò di più anche la mia prima storia d’amore se così possiamo definirla fu con un ragazzo mortifero, un violento, traditore e geloso patologico che contribuì a farmi crescere come un adolescente molto insicura che sapeva che quella persona non avrebbe mai portato nulla di buone nella sua vita, eppure pensava di non meritare di meglio. Sono sicura che la mancanza di autostima sia uno dei motivi per cui ci si rifugia in storie che sono fallimentari dal primo istante, se avessi avuto più amore e rispetto per me stessa non mi sarei avvicinata a lui come ad altre persone del mio passato, ed è vero che c’è la componente della fascinazione verso il male, stavo appunto riflettendo che in tempi non sospetti, durante una cena a casa del mio spacciatore-futuro amante, fu proprio lui a dire che la “gente normale” prova sia un’ attrazione che una repulsione verso la figura del bandito; io credo, che ci sia qualcosa di quasi romantico in questo personaggio che rifiuta le regole della società a costo di…
segue- in galera. Ovviamente, questa è un idea romantica è infantile, condizionata, come dici anche tu dal cinema e dai romanzi. Purtroppo, nella realtà, queste persone sono spesso molto meschine e di romantico hanno ben poco.
Maria Grazia: Non so risponderti per ora alla tua domanda, non so che ruolo dovrebbe avere mia figlia in una vita accesa, mia figlia è arrivata per caso, non ero né sposata né avevo un lavoro stabile ma accettai con gioia quel dono che la vita mi fece. Io vorrei solo che lei diventi una persona felice e che si senta amata, non riesco a progettare molto nel momento in cui mi trovo adesso. Conosco bene il film ” Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” ; è un film che spezza il cuore e purtroppo è una storia vera tutta incentrata sull’abuso subito da Jeremia dalla parte della madre tossica e sbandata, spero che non crediate che io sia ridotta come la tipa del film perché fortunatamente è una storia molto diversa dalla mia, sicuramente quel film mi ha sempre fatto molto riflettere sul ruolo dei genitori , non tutti dovremmo esserlo. Credo comunque che tutte le mamme avrebbero bisogno di una maggiore rete di aiuti da parte della società, è un ruolo bellissimo ma è anche il ruolo più difficile in assoluto
“Non saprei, posso dirti che mi deprime molto la consuetudine a dare per scontato che tutti dobbiamo condurre più o meno la stessa vita: Il matrimonio, i figli, il lavoro di 8 ore etc”
E per scampare a tutta questa “mediocrità” l’unica cosa che sei stata in grado di fare è trovarti un mezzo poco di buono e usare delle sostanze stupefacenti? Caspita siam al cospetto di un’altro Bukowsky ma al femminile! Comprati una playstation se ti annoi e quando crescerà magari ci giochi con tua figlia…
Bohemie , mi soprannominavano Hank . Comunque , anche se sarò di nuovo impopolare tra i moralizzatori , fumarsi un pacco di sigarette al giorno e bere tutti i fine settimana non è molto peggio che farsi un colpo una/due volte al mese , l’importante è che sia permesso dalla società giusto ? Per quanto riguarda la PlayStation , ti ringrazio del suggerimento ma sono rimasta ai tempi di Lara Croft the last revelation.
Duna, l’argomento è per certi versi sottovalutato, perchè rientra un po’ nel pregiudizio della “umoralità” sentimentale femminile, e non è stato approfondito nei suoi risvolti socio psicologici proprio per la scarsa “considerazione” che gli viene riconosciuta dagli “organi ufficiali”. Invece raccoglie in se molti aspetti provenienti proprio dalla nostra cultura occidentale e dai molti risvolti maschilisti che la caratterizza. Sarebbe molto lungo e tedioso entrare in tutti i dettagli e le possibile interazioni psicologiche che creano certi effetti ma ti basti sapere che negli USA è stata coniata un termine soecifico per quel tipo femminile: Serial Killer Groupies.
Sono donne che vivono in un’illusione di amore, quello stesso amore che da piccole ci fa immaginare che nostro padre è il nostro principe azzurro, che non ci lascerà mai e che ci proteggerà sempre da ogni cosa, anche quando purtroppo il padre in oggetto è violento. Sognano un amore romantico, basato sul concetto medievale di amore “cortese” in cui la donna veniva idealizzata divenendo espressione di nobiltà, sentimento puro e irraggiungibile che non necessitava di un contatto fisico.
L’amore per loro è trascendenza spirituale, e la dipendenza affettiva nel loro caso >>>
>>>è patologica, come la scelta di un partner problematico, e hanno ricevuto una rigida educazione in ambito religioso, politico e sessuale
La donna con bassa autostima, bisognosa di essere amata come evidentemente non lo è stata nel periodo infantile è a volte soggetta a preferenze sessuali devianti per poter rivivere il trauma e tentare di superarlo o perlomeno lenire quelle ferite nell’anima a volte insanabili. L’attrazione verso coloro che hanno compiuto reati efferati è da ricondurre a una deviazione del del comportamento sessuale di tipo predatorio. Si tratta di una psicopatologia solo di recente riconosciuta, nota con il nome di Ibristofilia”. Questo per dirti quanto sia sfaccettata e non banale la situazione che hai vissuto e che vivono non poche donne, che paradossalmente sono quelle più portate all’empatia e al romanticismo. E attenzione, non è solo il “bandito” ad attrarre ma tutti coloro che appaiono fuori norma, compresi artistoidi o presunti tali.
Quindi sappi che sei in buona compagnia. Ma oggi, come accadde alla mia lei quello che conta è che tu abbia aperto gli occhi.
Ciao duna. Penso che nessuno sia veramente “pronto” nel momento in cui diventa genitore, a prescindere dalla situazione contingente. La differenza secondo me la fa il livello con cui si è in grado di entrare in empatia con i propri figli e di comprendere NEL PROFONDO i loro bisogni ( e non parlo di doverli accontentare in tutto, non mi riferisco a questo ). Ecco, secondo me determinati genitori sono completamente incentrati su se stessi e non riescono proprio a immedesimarsi nei pensieri e nelle istanze dei loro figli, che sono visti non come persone ma come oggetti che devono eseguire determinati diktat. All’ opposto di questo atteggiamento parentale ossessivo e manipolativo, c’è anche quello del tutto evitante di chi trascura completamente i propri figli perchè ha sempre “cose più stimolanti e importanti da fare”. Si tratta in entrambi i casi di modalità che creano poi danni incalcolabili nella psiche e nella vita dei ragazzi. Sarebbe bene come dici tu abbandonare certi stereotipi preconcetti e accettare semplicemente l’ idea che non tutti sono adatti ad allevare figli.
Concordo anche sul fatto che le madri nel nostro paese ricevono troppo poco sostegno pratico e troppo poco supporto..
meglio comunque non aspettarsi troppo appoggio morale dal mondo piccolo-borghese italiano, dove si pensa ancora che il peso della genitorialità debba portarlo quasi solo esclusivamente la donna.
Ho citato quel film perchè la tua vicenda me lo ha a tratti ricordato, ma non penso affatto che tu sia quel genere di “madre”. Sicuramente quella storia ci fa riflettere e mette in luce una realtà troppo spesso trascurata nella concezione comune: il legame e l’ affinità tra due individui non si può creare semplicemente perchè c’è una parentela di sangue.
Condivido anche le tue affermazioni sull’ assoluta illusorietà di certe fantasie romantiche, che sono dettate più da una nostra insicurezza interiore e da nostri modelli idealizzati piuttosto che da basi concrete. Chi ha raggiunto una certa consapevolezza non si intrattiene in certi rapporti.
Nemmeno se una parte dentro di se continuerà ad essere attratta dal “bandito”.
https://www.youtube.com/watch?v=rDyb_alTkMQ
Duna,
PER ME, è tutto molto più semplice e nello stesso tempo molto più complesso. sempre PER ME, un innamoramento a 360 gradi corrisponde sia a un vuoto che a un forte bisogno interiore. non sempre si può fare quello che si vorrebbe, e che sarebbe auspicabile. talvolta istinti o sentimenti finiscono con il prevalere. sfido chiunque, che sia innamorato a un livello sufficientemente elevato, a lasciare chi lo sta ammaliando, prima di esserne del tutto deluso.
poi, nei limiti del possibile, distinguo fra sentimento, di qualsiasi natura (che NON può avere origine dalla volontà), e senso del dovere, della coerenza e del rispetto dei patti, che dipendono in gran parte dalla formazione e dalla personalità.
ho conosciuto persone perfettamente integrate socialmente ed economicamente, considerate da tutti “vincenti”, esprimere in privato incolmabili deserti affettivi e “pessimi soggetti” in grado di dare attenzioni e tenerezza. evito quindi di catalogare le persone in base al loro successo in ambito lavorativo.
prima di esprimersi su come ci si sente nel crescere un figlio, a mio avviso, bisognerebbe aver almeno provato ad aver cura di un neonato per i primi due-tre anni. peggio che mai se da parte di un solo genitore.
Bohemie , mi soprannominavano Hank .
Appunto, mi sbaglio di rado..
Comunque il vecchio Hank di certo non avrebbe sbagliato a scrivere bohemien. Rimedia.
Ma che senso ha cercare di giustificare un’ “infatuazione” che nasce da un’illusione dovuta a una nevrosi? Peraltro riconosciuta su queste stesse pagine come malata dalla stessa protagonista. Le nevrosi non si riempiono con nient’altro che “eliminandone” le cause, non alimentandole con letture fantasiose delle situazioni che creano. Sono “buche” lungo il percorso di crescita di un individuo, e nelle buche si cade, ci si fa male e si fa male a chi ci cammina a fianco dipendendo da noi. Posso azzardare l’ipotesi che una scelta di vita di Duna col fascinoso pusher -che ha dimostrato ampiamente le sue vere qualità- non avrebbe certamente giovato alla bambina, con tutta la buona volontà, l’amore e l’attenzione che la mamma avrebbe potuto metterci nel cercare di far quadrare il cerchio. I “mortiferi” uccidono tutto ciò che toccano perchè sono la quintessenza dell’egoismo. E per quello sono pessimi soggetti a prescindere o meno dai successi professionali. Sono l’antitesi dell’amore, e i bambini invece è solo di quello che hanno bisogno, non di “Un giorno in Pretura” quotidiano. In ogni caso il pessimo elemento in questione di grandi e “vere” tenerezze ha dimostrato di non essere capace. Come tutti i pessimi soggetti in realtà
Altrimenti non sarebbero tali.
Al di là di tutto, autoassolversi e giustificarsi sempre e comunque non ha molta utilità. Non è tanto ciò che effettivamente si fa nella vita, ma il grado di consapevolezza e riflessione che c’è dietro ( o che manca del tutto).
Certo, bisognerà essere genitori, ma anche figli di certi genitori per capire cosa si prova a crescere con chi ti considera un peso, un ingombro alla propria voglia di libertà (assolutamente lecito). Mi auguro che I brividi che sa dare l’esistere non siano esclusivamente quelli dell’attrazione verso il “bandito” ( capirai, se fossero banditi-romantici tutti gli spacciatori, ne avremmo in esubero), ma possano essere un tantino più propri, al di là di questi luoghi comuni.
Di droghe ne ho usate diverse anch’io, ma ero ventenne, libera e senza responsabilità se non verso me stessa.
Bohémien ho studiato Francese che è una lingua che trovo molto antipatica , proprio come te , si trattava di un errore di battitura dovuto all’interesse nullo che provo nei tuoi confronti .
“prima di esprimersi su come ci si sente nel crescere un figlio, a mio avviso, bisognerebbe aver almeno provato ad aver cura di un neonato per i primi due-tre anni. peggio che mai se da parte di un solo genitore.” Rossana ti ringrazio per questa freccia lanciata a mio favore , sono sicura che il signor Bohemien che è nato nel 82 quindi è anche più grande di me sa perfettamente cosa significhi nei primi anni di vita di un neonato non avere il tempo neanche per farsi una doccia perché si è sole a casa o andare al pronto soccorso in piena notte perché il bimbo ha la febbre a 40 o preparare brodaglie tutto il giorno per le pappe del bimbo metà delle quali verranno buttata nella spazzatura o non uscire di casa per due settimane di fila per nuove malattie esantematiche o stare tutto il giorno con un bimbo in braccio a camminare avanti e indietro per la casa e non avere un anima a cui lasciarlo anche solo due ore per dormire un po’ , ma lui conosce Molto bene il Francese però , attenzione !