Amore clandestino a 50 anni
Buongiorno a tutti e grazie anticipatamente a chi vorrà rispondermi seriamente. Prima volta su un forum, sono una quasi cinquantenne più o meno serenamente sposata da 15 anni con figlio, ora un po’ “difficile”, di 14. Il problema? Circa un anno fa mi sono ritrovata travolta da un amore intensissimo (e ricambiato con passione), che tuttora mi coinvolge, per un altro uomo (vedovo) che non è né più bello né più giovane (anzi…) né più ricco di mio marito…una passione, insomma, costruita soprattutto sul fascino della sua intelligenza, sensibilità, classe e savoir faire nonché su tante, troppe affinità culturali e caratteriali (non così col marito, ahimè, anche se sono certa della costanza del suo amore x me seppur mal dimostrato). Abbiamo avuto una breve relazione (ma non di letto e non certo x mancanza di desiderio) che, scoperta da mio marito (che ha dato più volte in escandescenze con atteggiamenti tendenzialmente violenti), abbiamo cercato di troncare pur concedendoci ancora qlc messaggino…., ma entrambi (credo) soffriamo enormemente la reciproca mancanza….insomma, io ho fatto la scelta più “politically correct” soprattutto x mio figlio ma l’interesse x il mio partner ufficiale (anche a causa del processo continuo cui mi sono trovata sottoposta) si è sostanzialmente spento anche se continuo a volergli molto bene e non vorrei fargli del male… Il mio dilemma perciò è tra il cogliere l’amore della vita (il promesso amante sarebbe davvero l’anima gemella che non avevo mai incontrato) prima che sia troppo tardi, a costo di riprovazione familiare e sociale, oppure convincermi (ma chissà quando…) che forse si tratta di un’infatuazione (tutt’altro che fugace però) e che anche con qs uomo finirei poi nella solita routine con l’aggravante di trovarmi poi accanto un anziano già ora meno dotato fisicamente (ma per me non sarebbe così importante!). Aiutatemi ad uscire da qs gabbia di confusione x favore!
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Categorie: - Amore
32 commenti
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Il problema è che l’uomo è fondamentalmente propenso a cercare sempre qualcosa di meglio o nuovo,penso che sia proprio nella sua natura,non ci accontentiamo mai e ci chiediamo sempre cos’è meglio per NOI senza pensare al dolore che arrechiamo agli altri.
Lo stile di vita occidentale ci continua a martellare con messaggi egoistici,in amore siamo importanti solo NOI non importa chi soffre,l’importante è essere felici NOI e gli altri se ne devono fare una ragione…
Poi il tutto chiaramente è condito da frasi d’effetto romantiche in cui ci alleggeriamo l’anima “segui il tuo cuore” “l’amore vero lo saprai riconoscere” “la vita è una sola non sprecarla”
Tutte frasi che ci creano un alibi ma in fondo sappiamo che il tutto è guidato da un profondo egoismo.
L’egoismo non è una qualità eh? ma ormai l’amore è diventato questo: Egoismo.
Dal momento che hai aperto il cuore ad un altro uomo hai compromesso la serenità della tua famiglia,quindi non ci sono consigli che posso darti,ormai il danno è fatto.
Adesso puoi solo scegliere se essere egoista o altruista,ma al giorno d’oggi è molto difficile essere altruista e se sceglierai l’egoismo nessuno te ne farà una colpa…
Beh, ringrazia Iddio che gli atteggiamenti di tuo marito sono violenti solo “tendenzialmente”… chiedi una separazione consensuale con affido, se fossi in lui stapperei una bottiglia di quello buono.
Cosa intendi per “meno dotato fisicamente”? Sembri prevenuta sull’amore. Dalla tua lettera si evince una visione abbastanza stereotipata del l’intimita’. Un uomo che ha fede nell’amore con cui lo guardi resce a sentirsi l’uomo che desideri. Il resto sara’ una conseguenza.
Qual è il problema? Accusalo di violenza domestica (sei donna, sono sufficienti le parole quindi), divorzia, portalo sul lastrico, fatti pagare il mantenimento e divertiti con il tuo nuovo stallone (intelligente, acculturato e simpatico, certo).
Sei una donna, vivi in Italia e siamo nel 2015. La legge è dalla tua parte, quindi puoi fare tutte le carognate che vuoi! Sfrutta questa cosa, sei fortunata.
Ovviamente quando anche il nuovo uomo diventerà non più tanto nuovo, potrai ripetere la procedura. Non ci sono limiti, è sempre festa.
“Dal momento che hai aperto il cuore ad un altro uomo hai compromesso la serenità della tua famiglia,quindi non ci sono consigli che posso darti,ormai il danno è fatto.
Adesso puoi solo scegliere se essere egoista o altruista,ma al giorno d’oggi è molto difficile essere altruista e se sceglierai l’egoismo nessuno te ne farà una colpa…” – parole giuste e sagge.
per me, sia che tu segua il tuo desiderio, di per sé legittimo, sia che tu resti dove sei, la netta sensazione che tuo marito non è più o non è mai stato la persona ottimale per te non ti lascerà più.
non hai colpa nell’esserti innamorata di un altro ma di solito questo avviene quando non si ama o non si ama più il/la partner che ci sta accanto. per la maggior parte delle persone è difficile accontentarsi dell’affetto che subentra alla fine di un amore. poi, è anche vero che l’essere umano tende a non apprezzare mai abbastanza quanto già ha (“più o meno serenamente” è in linea di massima la norma) e che oggi la cultura orienta a cercare il massimo benessere soprattutto per sé, anche a scapito di altri.
l’atteggiamento di tuo marito, volto al possesso, resta comunque ben poco apprezzabile. sciocco e, a parer mio, pure deleterio.
interessante la tua osservazione sull’età dell’uomo che affermi di amare, con la relativa previsione di doverti forse presto occupare di una persona più anziana… è sincera, mentre quando si guarda al denaro si preferisce non farne cenno…
nemmeno io ho suggerimenti da dare…
L’amore della vita ..haha!
Il commento di walk, nella sua freddezza, è disarmante.
Per me, di base, ha centrato il punto: in questa triade amorosa, tu, tuo marito e l’ “altro” non siete più tre adolescenti o giù di lì alle prese con i primi innamoramenti in chat e fatti di messaggini letti e non letti sullo smartphone, a cui certe insicurezze e confusioni sono accettate e perdonate. Voi siete tre adulti, con la responsabilità di una famiglia sulle spalle (c’è di mezzo anche un ragazzo “difficile”, e non è poco) e con la maturità che si spera che alla veneranda età di 50 anni si sia ormai sviluppata.
Vuoi sapere cosa dovresti fare? Non lo so, non sono te e non ho l’arroganza di sapere meglio di te cosa dovresti fare della tua vita (come di fatto ha già detto giustamente rossana). Solo, siete tre adulti: comportatevi da tali, per cortesia.
Che sia la tua “anima gemella” lo potrà dire solo il tempo. A tuo figlio non fai un favore se permani in una situazione frustrante che non ha che una sola via d’uscita da quel che racconti.
Non so quale sia la differenza d’età con questo uomo dei sogni, ma in una storia tra due partner maturi, che non ha niente da costruire da zero, come succede tra due giovanissimi che iniziano la vita di coppia, restano quei momenti quotidiani di piaceri reciproci che derivano dalle affinità che fanno sentire capiti, e quindi che si “esiste”.
Resta da accertare se il tuo è un bisogno di evasione dalla noiosa routine quotidiana o un reale disagio che segna la fine del tuo matrimonio, e non dell’Amore tra te e tuo marito. Quello ho paura che non ci sia mai stato per come lo intendo io, sennó non sarebbe mai finito.
Insomma, va dove ti porta il cuore, ma poi chiama il cervello per andarlo a recuperare se è il caso. E ricordati che l’egoismo non egotico ti salverá la vita. Non è altruismo restare con chi non si ama o non ti ama. È essere fessi.
Patry,
è ormai assodato che la figura dell’amante nella propria vita sia dovuta a determinate mancanze non manifestate o riscontrate. Ognuno di noi ha una propria reazione di fronte a un fatto cosi grave, quando prendi atto di una scoperta del genere; sicuramente la violenza fisica non è mai la soluzione giusta con cui si affronta un tale episodio, ma dato che hai parlato di atteggiamenti, credo tu ti riferissi ad una rabbia verbale peraltro a mio avviso comprensibile. I dubbi espressi, li puoi rimuovere solo tu, in base a quello che hai sempre desiderato per te e che tuo marito forse nel corso degli anni non ha saputo adempiere perchè non appartengono alla sua natura, d’altra parte non tutti sono coinvolti dal fascino della cultura ne tantomeno portati ad abilità innate come la classe, o a temperamenti emotivi più delicati. Avrà certamente un suo stile, e non è una colpa. 14 anni di vita vissuta insieme giorno dopo giorno, sotto lo stesso tetto, è diverso dal vivere qualche anno fatto senz’altro d’incontri temporanei e non quotidiani, attraverso la figura dei messaggi, chiamate dal telefonino o via social… dovresti essere abbastanza consapevole che la perfezione nella qualità dell’essere umano non esiste. Sono sicuro che pur concentrando la tua vita insieme a l’altro, col tempo avresti modo di rapportarti in altri difetti che in questo momento non vedi o ne ignori l’esistenza; tutti i rapporti nella loro ciclicità entrano nella fase abitudinaria e cambiano puntuali il gusto della storia. Se non si è in grado di accettare o apprezzare la personalità di chi si ama o si ha amato, non ha senso continuare, o pensare al matrimonio con l’idea di ipotetici cambiamenti; le aspettative come di consueto saranno sempre smontate o demolite. A volte penso che nella vita sarebbe meglio rimanere da soli, perchè cè sempre questo malcontento che ritorna, ognuno di noi conosce benissimo se stesso ed i propri limiti, possibile che nei medesimi racconti ci sia il denominatore comune che ha la forma e il nome dell’insoddisfazione? fermarsi volontariamente allo stato della singletudine non equivale ad essere in prigione, ma vi dà soltanto la garanzia di una libertà perenne, che lascierebbe agli altri la scelta del proprio coinvolgimento.
Ciao.. So quanto questa situazione sia difficile e ti posso assicurare di esserci passato anche io.. Ma il mio consiglio è provare a pensare a una vita senza tuo marito.. Se lasciandolo ( a prescindere dall’altro) tu sia davvero felice.. Insomma se è la sua presenza a renderti insoddisfatta.. Come dice la canzone di Alex Britti l’altro è “una su un milione” e secondo me ci sono tante altre persone che ci attirano e che in quel momento ci sembrano anime gemelle.. Basta solo sceglierne una e sperare che vada bene.. Sperare quindi che ci renda felici.. Poi non può sempre essere tutto rose e fiori.. Però coraggio il mio consiglio è rifletterci per bene e valutare se ne vale davvero la pena.. In bocca al lupo
Buonasera e cmq grazie a tutti indistintamente x aver espresso opinioni, talora critiche o ciniche, talora più sensibili e riflessive.
Mi preme, alla luce dei vari commenti letti, precisare intanto che non associo l’intimità alle misure…solo che riconosco oggettivamente un pregio del marito nella prestanza fisica (tipica di uno sportivo un po’ fanatico come lui) ma è ora molto più forte l’attrazione per un uomo più modesto corporalmente ma ben più capace di comunicare i propri sentimenti e coinvolgermi con la sua passione, il principale “inadempimento” del coniuge è stato infatti quello di non saper esprimere quel che eventualmente sentiva (solo ora, per recuperare, ci prova).
Quanto alla violenza, beh, certo è stata più verbale che fisica ma non meno offensiva…Purtroppo devo ammettere che è probabilmente vero che non ho mai amato mio marito con la passione che provo ora x l’altro…sia o meno l’anima gemella (ma condividiamo davvero molti interessi oltre alla somiglianza caratteriale) e l’amore della vita cui sto responsabilmente rinunciando (ben lungi da voler fare quelle carognate che, secondo qualcuno, la legge mi consentirebbe…). Mi chiedo invece in cosa davvero consista il consigliato “comportamento da adulti”…Ho varie esperienze sentimentali alle spalle, come il mio mancato amante, ma sono certa che un coinvolgimento simile non l’ho provato a 15/20/25 anni (sfortuna, non colpa, direi) e, se l’amore non ha età, credo coinvolga tutti nello stesso modo con la differenza che proprio l’età matura (e un figlio) mi ha caricato di scrupoli, sofferenza e sensi di colpa che altri magari non hanno…Faccio in particolare tesoro di alcune parole di Gimmy là dove mi invita implicitamente a ritrovare motivi di apprezzamento nell’uomo che mi vive accanto anche se molto diverso da me…In ogni caso ciò che mi succede non l’ho minimamente cercato per noia, certo è venuto alla luce qualcosa che mi mancava e non me ne rendevo conto! Cari saluti
Lo sapevo… niente di nuovo,immaginavo la scelta che avresti fatto.
Non voglio giudicare,ma quando leggo certe storie mi sale un’amarezza tremenda,un altro uomo distrutto e un altra famiglia separata,ma non c’è da stupirsi come dicevo prima siamo nell’era dell’opportunismo e dell’egoismo,come potevi resistere a questa opportunità che riguarda te stessa? Poco male se qualcuno ci soffrirà tantissimo,l’importante è che TU non soffra…
Ti inviterei a leggere le decine di lettere pubblicate da uomini lasciati dalle compagne per sentire il dolore immane che provano,ma sono sicuro che è tempo perso,ormai la tua mente è totalmente inebriata dalla novità e dalle promesse di felicità trasmessa dalla relazione clandestina.
Da un lato mi fa sorridere la tua storia,sorprende tantissimo costatare che le persone che tradiscono sono tutte uguali,scaricano la colpa sul partner,pensano che la nuova storia sia quella giusta ect. cara Patry,non sei diversa dalle altre,la tua storia è una fotocopia di centinaia di altre storie,non sentirti speciale,anzi se vuoi essere diversa e spiccare dalle altre assumiti le tue responsabilità e ammetti le tua colpe,sei stanca della solita minestra e vuoi sentire nuove emozioni,non dare la colpa al tuo povero marito…
Patry,
equilibratissimo e molto apprezzabile il tuo commento. Hai analizzato tutto quanto molto bene.
Personalmente ammetto la rottura di un patto famigliare soltanto quando l’attrito fra i partner renda insostenibile per almeno uno dei due la quotidianità. Di recente, però, si va facendo strada l’idea alla Anna Karenina (all’epoca tanto riprovevole da indurre l’autore a far morire suicida la fedifraga) che sia lecito lasciare un amore finito o mai esistito per viverne uno apparentemente più coinvolgente di tutti i precedenti.
Avere esperienze in merito dà ovviamente un ottimo metro di misura. Tuttavia, non si dovrebbe mai perdere di vista il concetto che non si può avere tutto in un essere umano e che sempre l’entusiasmo dei primi tempi si stempera comunque nella successiva routine di coppia.
La decisione non può che essere soggettiva, legata soprattutto al tuo temperamento, che può essere maggiormente orientato alla sicurezza e all’altruismo, oppure alla sincerità del sentimento e all’egoismo. Scoperto l’altarino, ora non puoi fare a meno di decidere fra i due uomini.
Il mio Patry, vuole essere un invito a ripensare, le ragioni che ti hanno spinta verso tuo marito ed apprezzarne aldilà del suo aspetto fisico le qualità caratteriali che te lo hanno reso hai tuoi occhi l’uomo della tua vita. Non tutti sono capaci di esprimere i loro sentimenti, molto spesso lo si da per scontato, e non sanno invece quanto sia gradito ascoltare il suono di determinate parole dette da una persona che ama. Comunque sia un uomo che riconosce i suoi errori e si prodiga in tentativi per recuperare il rapporto, è senz’altro un uomo d’ammirare; vuol dire che ci tiene alla sua famiglia e anche se non gli appartiene l’uso dei complimenti o delle smancerie a suo modo, vuole dimostrarti di essere l’uomo di cui ti sei innamorata. Forse se gli avessi fatto presente prima, che ti sentivi trascurata e non amata come avresti voluto, magari ora non saresti cosi avvolta dalla passione mentale per qualcun altro. La donna per sua natura ha bisogno di continue conferme, e le prove dell’uomo sono come degli esami che non finiscono mai.
L’uomo deve faticare in termini d’impegno nel corteggiamento e di capacità d’incamerare possibili scacchi molto più di quanto sia costretta a fare la donna, che finisce per essere sempre quella che sceglie (è così anche nella maggior parte delle specie animali).
Una volta conquistata la preda, però, di solito l’uomo ne diventa il dominatore. La donna, invece, resta legata all’immagine di sé come di quella a cui tutto è dovuto e tutto le deve essere di continuo rinnovato, come nel corteggiamento.
L’idiosincrasia che si viene a formare deriva dal fatto che l’umanità ha voluto rendere permanente l’evento temporaneo del congiungimento amoroso (volto o meno alla procreazione, in quanto gli umani non fanno sesso soltanto nei momenti favorevoli al concepimento). Da questa scelta, orientata alla famiglia e alla trasmissione di eredità (un tempo soltanto di diritto per i figli legittimi) ricade sia la pretesa culturale che l’amore, precipuamente sessuale, debba durare per sempre, sia lo scarso impegno dell’uomo medio nel mantenere vivo il sentimento della donna nei suoi cofronti.
Non stupisce di conseguenza che, non essendo più costretta a vita ad accettare “quanto passa il convento”, la donna possa riprendere a guardarsi intorno, più o meno volontariamente, percependo possibilità di maggior gratificazione esistenziale.
Fino a ieri, per l’uomo la donna era un complemento mentre per la donna l’uomo era l’intera vita. Oggi non so più né cosa sia per l’uno, né cosa voglia e cerchi l’altra (prima orientata quasi solo esclusivamente alla famiglia): tutta la vasta gamma della relazione fra i sessi sembra in totale stravolgimento!
Patry, tante autorevoli teorie per una sola constatazione: che tra te e tuo marito non è mai sbocciato il vero amore, quella cosa fatta di intese sottili, complicità e “comunicazione” soprattutto, che lega una coppia un giorno dopo l’altro in maniera indissolubile, tanto che nessun “terzo” puó ambire di interrompere.
L’altro è semplicemente la realizzazione – o l’illusione – di un bisogno che col padre di tuo figlio non avevi mai soddisfatto evidentemente. E non soddisferai mai se non ne parlate guardandovi negli occhi e fate la radiografia del vostro rapporto, per “vedere” quello che c’è dentro veramente. A volte si “recita” una parte inconsapevolmente, non avendo altri parametri cui rifarsi, e perchè non ci si è “conosciuti” abbastanza per capire cosa realmente si vuole. Il matrimonio, come istituzione, molto frequentemente diventa il palcoscenico di queste “rappresentazioni”.
La vita è una sola e non va “recitata”, va vissuta, sforzandosi di cercare quella libertà che ci fa essere noi stessi, qualcuno la chiama egoismo, io onestà.
Tocca a te trovarla.
“Quanto alla violenza, beh, certo è stata più verbale che fisica ma non meno offensiva…”
La violenza verbale non è certo meno sgradevole di quella fisica. anzi, non è nemmeno detto che sia meno dannosa. una frase o una parola possono fare molto più male di uno schiaffo.
“La vita è una sola e non va “recitata”, va vissuta, sforzandosi di cercare quella libertà che ci fa essere noi stessi, qualcuno la chiama egoismo, io onestà.
Tocca a te trovarla.”
Golem, poi come fa una donna a non volerti conquistare!! 🙂
Non ci vuole molto perchè succeda Maria Grazia, basta essere se stessi, e non “recitare”, appunto. Il grosso problema nelle relazioni umane è che la maggior parte di noi recita la parte di ció chè “crede” di essere, anche senza renderse conto, come abbiamo potuto constatare anche su questo forum. Io li sgamo (quasi) subito, sia i “veri” che i “tarocchi”, ignari o consapevoli che siano questi ultimi, categoria questa ridondante per numero rispetto ai “veri”.
È così. La protagonista di questo thread è una donna intelligente, si capisce, ma che probabilmente ha “recitato”, forse inconsapevolmente, una “parte” nella sua vita, ed oggi, alle soglie dei cinquanta, un “disturbo” dell’anima a le dice che forse è ora di capire chi si è e cosa si vuole dalla vita, e cosa DARE a questa. Perchè la Vita non è la mamma che ti perdona le birichinate, un romanzo rosa che ti fa sognare, o “grigio”, che ti fa “bagnare” o peggio ancora un forum virtuale dove “rifugiarsi”. La VITA non ti perdona di averla IGNORATA per inseguire le favole. E se il “biglietto” per lo spettacolo che è la VITA VERA lo paghi prima, con quella sempre dolorosa ricerca della verità e della libertà di cui parlavo, quello per l’illusione e la finzione lo paghi alla fine. Ed è molto più salato, perchè è la vita stessa il prezzo, che è stata sprecata.
Ciao honey.
“La VITA non ti perdona di averla IGNORATA per inseguire le favole.”
no Golem. Non te lo perdona.
Patry,
ti senti colpevole di esserti illusa d’amare? pensi che tuo marito abbia fatto altrettanto?
forse avresti fatto meglio ad attendere il tuo vedovo anziché provare a costruire una tua vita, una tua famiglia e un tuo fasullo amore…
non credo che sia così. dal mio punto di vista sei stata fortunata e sfortunata nello stesso tempo, per ragioni che non sto ad eplicitare. tanto sei tu che devi purtroppo tirare le conclusioni e prendere decisioni.
un abbraccio.
Riflessione laterale: ma a cinquant’anni si perde ancora tempo con ‘ste menate sull’anima gemella?
Scusate se vi tedio replicando o se sbaglio qlc nome. Spiace che il caustico Walk abbia travisato visto che la mia volontà razionale, pur a prezzo di sacrifici e rimpianti, è quella di salvare la famiglia…c’è da chiedergli se, nella sua aprioristica difesa degli uomini lasciati, abbia avuto un pensiero per l’altro uomo (sempre maschio!) che ha avuto la disgrazia di incontrarmi dopo anni al capezzale della moglie malata di cancro e che sta seriamente soffrendo x non poter rivivere con me…Apprezzo molto le sagge parole di Rossana e Gimmy…solo a qs ultimo vorrei chiedere se considera “smancerie” il dichiarare un “ti amo” alla propria donna (mai successo in 22 anni) o proporle di sposarlo (lo feci io…). Quanto a Golem, di cui apprezzo l’acutezza riflessiva, posso ammettere di aver forse recitato una parte nel matrimonio ma non condivido il principio in generale… una componente “teatrale” è necessaria al mondo (nel piccolo come nel grande palcoscenico) x ragioni di civiltà e pacifica convivenza… rischioso essere sempre e completamente se stessi…saremmo più primitivi e costantemente tutti in guerra, temo! Quanto a Giuseppe (quanti anni hai?), ammesso che meriti una risposta, posso solo dirgli che sono cmq grata al destino di avermi fatto provare, sebbene tardi, l’intensità emozionale che ho vissuto nell’ultimo anno…(c’è chi muore ignorando certe vibrazioni) e gli consiglio leggere almeno un libro che non è di Liala ma del Nobel G.Marquez (L’amore ai tempi del colera), per il resto ho anche molto altro da pensare, oltre che all’anima gemella, gli assicuro!
“Mi chiedo invece in cosa davvero consista il consigliato “comportamento da adulti”…”
Tralascio l’ironia e presto il fianco alle critiche che sicuro fioccheranno copiose, spiego in cosa consiste per me: nel sapere che quando ci si lega in un vincolo come il matrimonio, e che quando da esso nasce un’altra persona, finisce la responsabilità solo verso sè stessi. Si diventa responsabili anche verso il coniuge e verso il figlio.
L’amore può finire per i più svariati motivi, tu sei libera di fare le scelte che ritieni più opportune per te (e ci mancherebbe!), ma spero tu abbia ben chiaro quello che le tue scelte causeranno in altre persone a cui tu, tempo fa, hai fatto determinate promesse, che non penso sia il caso di starti a ricordare perchè, credo (anzi spero), le ricorderai benissimo da sola. Un matrimonio, in particolare con un figlio di mezzo, non è come comprare un qualcosa su eBay ed esercitare il diritto di recesso perchè si è scontenti o inebriati dalla novità di turno: è molto di più, è un vincolo che vale per la vita, e anche se oggi passa il messaggio che tutto è reversibile, beh, in questo caso non lo è. E’ un impegno che all’epoca è stato preso, vuoi per errore o vuoi per leggerezza o vuoi per quello che ti pare, senza conoscerne appieno le conseguenze sulla propria vita e, in seconda battuta, sulla famiglia che si sarebbe costituita. E questo non è giustificabile in nessun caso per quanto mi riguarda.
Non conosco la tua condizione, non sono in te e non posso mettermi a dirti cosa è giusto per te: se la tua coscienza ti dice di agire in un determinato modo fai pure, ma spero vivamente che tu abbia davanti agli occhi il dolore che le tue scelte causeranno. E le sofferenze che tu puoi aver provato in anni di matrimonio “finto”, le eventuali “mancanze” di tuo marito, non sono nè una scusante nè un’attenuante. Questo intende il sottoscritto per “comportamento da adulti”, nè più e nè meno che scelta consapevole, basata anche sulla sofferenza e sul danno che la stessa arreca ad altri con i quali, e mi preme ribadirlo, ci si era vincolati con delle promesse. Eh si, per me una promessa è sacra, e quando la si fa ci si assume la piena responsabilità di essa.
Quando tu hai giurato su “finchè morte non vi separi” e “nella buona e nella cattiva sorte” lo hai fatto. E’ un giuramento, e tu te ne sei presa ogni responsabilità.
Poi, fai ciò che ritieni opportuno e buona vita, ci mancherebbe.
Patry, “c’è chi muore ignorando certe vibrazioni “. Lo so, e non da molto. Da quando con mia moglie abbiamo superato una crisi simile alla vostra, parlandone, “guardandoci negli occhi”, e finalmente “comunicando”. Ma lo abbiamo voluto entrambe, lo ripeto.
Per questo, sentendone il bisogno, dopo aver faticosamente capito le ragioni della crisi, da allora dico “ti amo” a mia moglie tutti i giorni. Per quelle “vibrazioni” che una volte percepite senti essere diverse da qualunque altra mai provata, e ci trovi il vero profumo dell’amore. Un “profumo” che sente solo “quella” coppia e che non conosce parole per essere spiegato ad altri. Ma io quelle “vibrazioni” uniche le ho sentite solo con “lei”.
Se quella che hai conosciuto è come quella che lega la mia coppia, non credo che potrai rinunciarci. Neppure “recitando” a fin di bene.
Questo ti direbbe Florentino Ariza.
Ho letto ora il commento di Patry
Che dire, diventa manifesta la vera intenzione con cui a volte scrivete qua sopra. Walk è caustico, Golem non è condiviso in generale, Giuseppe non merita risposta, io mi metto insieme a loro: voi cercate, come ho detto in un’altra lettera, assoluzione. Scrivete aspettandovi già che il grosso dela gente vi dica “si stai facendo bene! viviti la vita!”, perchè ad oggi è questo il messaggio dominante. Non volete discutere realmente e non vi piace chi magari vi “bastona” e vi propone un punto di vista diverso rispetto a quello che vi eravate già fatti prima ancora di pubblicare la vostra lettera, e del quale in realtà volete solamente conferma e non confutazione.
In questo modo, ogni discussione diventa futile, c’è un errore di comunicazione a priori.
Buona vita, spero tu faccia la scelta giusta per te.
Cara Patry, dire ” Ti Amo ” è il minimo sindacale che ci si aspetta dal rispettivo partner, quando cè un sentimento. Avrebbe dovuto avere le stesse accortezze per te, come il fervore messo per la cura del suo fisico. Lui non doveva far passare un intera vita senza essere manifesto, e tu avresti dovuto comunicargli il tuo malessere, a tempo debito; i silenzi nel rapporto prima o poi creano delle crepe, ed è difficile recuperare successivamente quelle attenzioni di cui si è stati privati. Capisco i tuoi tomenti, e comprendo anche harlock, quando parla di giuramenti; anche io di fatto sono orientato su questa linea, ma non posso fare a meno di pensare che anche lui, ha fatto delle promesse… e non mi sembra che si sia impegnato a mantenerle defraudandoti delle premure di cui una donna necessita, sia in maniera fisica che verbale. E’ naturale aggrapparsi poi a qualcun altro, quando quest’ultimo riesce ad essere in perfetta sintonia, con la propria idea dell’amore che si ha sempre voluto e creduto. Penso comunque, che da qualsiasi parte tu voglia pendere, aldilà delle sfumature confidenziali che ci hai raccontato, sei una donna amata e spero in una tua serenità emotiva ovunque il cuore decida di portarti.
Auguri Patry.
Eccone un’altra che parla di “vibrazioni”. Ma cosa vi ha fatto di male d’Alembert?
@ Harloch
Mi associo al tuo pensiero.
Temo (purtroppo) che cio che si e’ perso sia proprio il senso del sacro a cui tu accenni,dopodiché ce un muro insormontabile per costoro che qualsiasi spiegazione gli risulta inconcepibile,talmente il loro orizzonte si e’ accorciato fino all’inverosimile.
Buongiorno e grazie cmq a tutti! Naturalmente non mi aspettavo un avallo generalizzato come peraltro non mi aspettavo tante risposte (salvo errore) maschili…Harlock, capisco il senso del vincolo, della promessa, delle responsabilità anche se non ho fatto esattamente tutti quei giuramenti nel mio matrimonio civile (sulla cui scelta non mi soffermo) e così però chiudo il discorso sulla sacralità che mi sembra travalicare i più umani limiti di qs confronto…Apprezzo molto la sensibilità che, senza troppi pregiudizi maschilisti x fortuna, hanno espresso Gimmy e Golem…quel che penso farò è di restare al mio posto proprio x il senso di responsabilità che mi impone la coscienza ma penso anche che, salvo un ripensamento radicale e condiviso col marito (finora assai poco propenso vista la sua presunzione e refrattarieta’ ad ammettere qlc colpa…) sarà una vita condita di ipocrisia che cmq non darà una gran soddisfazione al consorte…lui ha sicuramente sofferto ma così finirebbe x accontentarsi di una facciata che semplicemente recupera e suggella la sua “proprietà”… è questo che vogliono gli uomini i quali, colpevoli o meno, non hanno saputo coinvolgere la propria donna con un amore vero e quotidianamente percepibile?
” è questo che vogliono gli uomini i quali, colpevoli o meno, non hanno saputo coinvolgere la propria donna con un amore vero e quotidianamente percepibile?”
Sì Patry. A quegli “uomini” basta questo.
Patry,hai apprezzato gli interventi di Gimmy e Golem…come mai non sono stupito?
Forse perché sono gli unici interventi che assecondano e legittimano il tuo nuovo “prurito”
Niente di nuovo… c’era da aspettarselo,i sentimenti più freschi sono considerati sempre quelli più giusti.
Hai detto che dovrei essere solidale col tuo amante? ho capito bene? Se è così vuol dire che non ha compreso bene il mio intervento,non era mia intenzione difendere il maschio in quanto tale,io intendevo difendere il matrimonio.
Tra l’altro tra noi maschietti l’uomo che ci prova con la moglie di un’altro non è visto molto bene,di solito ci consideriamo legittimati a prenderlo da parte e fargli ingoiare tutti i denti.
Mi fa piacere la scelta finale che hai fatto,forse avevo capito male,pensavo che ormai eri tra le braccia dell’amante,però per carità non fare la vittima… in fondo non sei andata all’altare con la pistola alla tempia,assumiti le tue colpe e tenta di risolvere i problemi guardando negli occhi il tuo uomo come ha fatto Golem con la moglie e vedrai che le cose si sistemeranno e sentirai anche la coscienza più leggera.