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Un’amicizia in potenza

L’anno scorso conobbi una persona in spiaggia con la quale ci scambiammo il recapito telefonico.Ci saremo sentiti un paio di volte via messaggi. Costui viene nella mia città a passare qualche settimana e per puro caso l’ho intravisto in spiaggia. Lui però non mi ha avvisato che era tornato nella mia città, nonostante in un messaggio mi abbia scritto che avrebbe avuto piacere di rivedermi. Lo contatto io? Io ci tengo a rincontrarlo. Temo di essere stato nell’ultima comunicazione un pò noioso, il che temo l’abbia fatto di volermi rincontrare. Forse rincontrandolo potrei in un certo senso dimostrarli che ha avuto un’impressione sbagliata con quell’ultima conversazione, considerando che a primo contatto l’anno scorso ho avuto la percezione di andare d’accordo con lui. Ho la certezza che si ricorda di me. Io penso che, non avendo nulla da perdere e pur essendo molto timido, dovrei provare. Fatemi sapere numerosi le vostre opinioni.
A presto

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3 commenti a

Un’amicizia in potenza

  1. 1
    Rossella -

    Stanotte ho sognato un fidanzato che è venuto a casa (nell’altra casa) per festeggiare il mio compleanno. Non sono stata contenta di vederlo. Punto primo. Non indossava la divisa. L’ho trovato bene, ma, appunto, questo stile moderno mi disorientava non poco. Non sapevo come mi sarei dovuta comportare con lui e poi con mia madre e poi con lui e poi con mia madre. Appena ha visto mia madre si è ritirato nel suo essere. Le mie riserve dipendevano dalla sua natura. Quando mia madre se ne è andata mi sono avvicinata per farmi salutare con l’entusiasmo che si prova da ragazzi a fare le cose di nascosto dai genitori (sinceramente questo m’ispirava la sua iniziativa… a colpo d’occhio si presentava più come un amante. Non siamo colleghi. Io su queste cose ho i paraocchi.) e lui mi ha baciata. Sulla guancia. Con trasporto, ma senza passione. Ma con molto trasporto. Ma senza passione.Nella nuvoletta in cui mi trovavo ho cominciato a mangiarmi la foglia non perché mi aspettassi chissà che da un uomo, lungi da me…

  2. 2
    Rossella -

    …non avevo percepito che lui stava vivendo il momento in maniera razionale. Ma di cosa parliamo? Era ovvio. Lui è il moralismo fatto persona. Quando mi sono allontanata ho avvertito un grande sollievo. Nell’immaginazione tutto sembra possibile, ma, sinceramente non me la sarei sentita di vivere quest’ebbrezza come un piacere effimero, peraltro nascondendo tutto a mia madre. Non sia mai. Io racconto a mia madre tutto. Per filo e per segno. In maniera socratica. Il primo giorno d’asilo sono tornata a casa e mi sono dovuta liberare dicendo tutto. Compresi i nomi dei compagni. Tutto, tranne le cose che avvengono nella nuvoletta. Ma si deve capire che si tratta di uno spazio sacro. Quando questo diventa un rito quotidiano il discorso comincia a cambiare. Comunque per me non deve essere un tabù il pensiero che la tua famiglia sa che sei una donna, ma deve avvenire al momento giusto.

  3. 3
    Xavi -

    …non avevo percepito che era della città di Potenza.
    Ma di cosa parliamo? Era ovvio.
    Pensavo più ad un’amicizia potente… una di quelle che ti aprono le porte della stanza dei bottoni il punto nevralgico del potere (ma ben più eccezionale è chi comanda la stanza delle asole): Potere o Potenza? Entrambi? Pòesse.

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