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Amare vuol dire anche saper lasciare andare

Lettere scritte dall'autore  SARA CINTI

..ed è proprio quello che è successo a me. provo a raccontare in breve la mia storia. 5 anni di relazione, di cui 4 a distanza (lieve …250 km) e 1 di convivenza. 5 anni di differenza di età (io donna di 33 anni lui uomo di 28). La nostra relazione è sempre stata un uragano di emozioni. Ho da sempre dovuto fare i conti con una media di una “antagonista” all’anno. Per lo più sue coetanee e residenti nella sua regione. Flirt un pò troppo spinti a parer mio dato che si professava innamorato di me. lo ho compreso e giustificato sempre. Per l’età, per la distanza, per la mia vita così diversa dalla sua, per l’amore che mi regalava ogni volta che rinsaviva e che ricuciva ogni ferita. Fino a che un evento di troppo, un antagonista un pò più audace delle precedenti, un flirt diventato dannoso per me. Un suo amico che lo ha tradito, un suo progetto che è sfumato. tutto in pochi mesi ed il castello di sabbia si è frantumato assieme alla fiducia che avevo di lui e all’amore che provavo. Inizia il calvario. Io oramai disincantata. Lui in completa confusione con il mondo, il primo lock down. La distanza imposta e 250 km che sembravano 2000.
Decide di cambiare vita. Lascia il lavoro, gli amici rimasti, la sua famiglia e si trasferisce da me.
io impiegata…lui artista. Ne approfitta di questo reset interiore per curare la sua passione e nella mia città studia musica. Senza un lavoro, senza socializzare, senza pensare alla nostra relazione. Ma solo alla sua carriera di musicista.
Termina l’accademia 7 mesi dopo. Non arriva il lavoro. Nessun amico. Le mie amicizie non andavano bene. Altri lavori al di fuori della sua passione non andavano bene. La mia vita (ancora così diversa dalla sua ipotetica) non andava bene. Inizia di nuovo il calvario e il suo equilibrio gli sfugge di nuovo dalle mani. E sfugge anche il mio. Inizia a lanciare sul tavolo di casa l’idea di tornare nel suo paese d’origine per arginare quella solitudine prima e per cercare lavoro li poi…
Io, dal mio canto, ancora con le vecchie ferite apertissime e sanguinanti, impreco di non farlo, convivere da me era la sua ultima possibilità per noi. Se se ne va, io scelgo me e non più lui. Cerca di farmi ragionare, credo di manipolarmi anche un pò, convincendomi che lo fa per avere una stabilità economica nel suo paese che possa poi dare a me la possibilità di vivere da lui in futuro. I miei occhi scoppiano e il cuore smette di battere. Le valigie sono pronte, la mia casa viene svuotata di ogni suo oggetto e io decido di non aspettarlo più. Di tornare a vivere. Lo intimo di venire a prendere tutto.
Finalmente arriva il giorno del giudizio. Torna a casa mia dopo qualche settimana di assenza per motivi famigliari e si porta via tutto. subendo la mia scelta. arrabbiandosi per la mia poca comprensione (???) e la mia poca lungimiranza e costruttività. (???) Ci ho provato a costruire la nostra convivenza portando avanti anche la mia vita e lasciando a lui la libertà di realizzare la sua passione. Non mi son sentita ripagata da niente. Nessun calore umano, nessuna voglia di mettersi in gioco se non per la sua professione. Nessuna voglia di mediare alle mie illazioni sicuramente non facili da gestire ma dettate da un dolore che ho voluto sorvolare ma non ho saputo cancellare. Tante piccole bugie “bianche o grigie” anche durante la convivenza. mi son sentita trascurata, data per scontata. Molto mamma e poco donna.
Sono fiera della scelta che ho preso. Credo che lui ha necessità di trovare la sua strada prima di avventurarsi in una relazione vera. C’è rabbia dentro di me se penso a quante possibilità mi ha dato in 5 anni per scappare lontanissima. Invece ho voluto aspettare di palpare la sua presenza con mano cosi che ora la sua assenza lascia un vero vuoto. Avrei dovuto evitare? Il cuore lo voleva accanto a me.
Ora però ho paura. paura che non colga nulla di istruttivo nel mio gesto estremo. che non ne faccia tesoro per crescere e imparare ad amare con i fatti e non solo con le parole.
Ora lui si sente solo “abbandonato” da tutti. Da me che non lo ho compreso e non lo sto aspettando, dalla sua professione che non lo ha realizzato, dalle amicizie che non ha trovato. L’unica sua compagna di avventure in questo anno è stata la maledetta solitudine..ennesima “femmina” che me lo ha portato via.
Non credo che chi mi legge possa dire cosa succederà a me e a lui, ma vorrei confrontarmi e confortarmi con chi, come me, ha dovuto lasciar andare la persona che ama perchè insieme non si decolla.
Nella speranza che la mia persona possa aver lasciato in lui un calore, il mio gesto lo farà ragionare? o forse le persone come lui sono solo opportuniste e non riusciranno mai a scaldare chi hanno vicino?

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Rosa -

    Ci vuole tempo. La scrittura aiuta ad accorciare, quando possiedi la scienza di un Leopardi. Puoi stringere attraverso trattazione, ecc. Tutto misurato. Tutto pesato. Quando a casa tua si verificano situazioni anomale è segno che di fondo c’è una storia significativa che deve andare a morire perché non c’entra con il mito, ma può avere a che vedere con la storia, anche in una forma solenne. Non importa. Prepararsi alle nozze nel rispetto della castità ed essere pronti a difenderla dopo con ulteriori chiarimenti. Non è una persona di famiglia. Questo si vede nell’esperienza dei tuoi guai e anche nella perdita di significato della roba e della storia che vivi. Devi cambiare faccia, anche a costo di farti brutto. Come sta accadendo a me, in attesa dell’erotica apparenza. Attesa che mi costa. Non riesco ad ottenere l’altro titolo perché il fascino del motivo irrazionale non mi consente di tenere la posizione alta.

  2. 2
    Max -

    Ciao Sara, permettimi una risposta sincera e un po’ cruda. Questo tuo ragazzo ti ha cornificata più volte; quando è venuto da te si è concentrato solo sulla sua passione, senza cercare di sbarcare in qualche modo il lunario, mentre tu svolgevi il tuo lavoro da impiegata; non ha saputo tenersi gli amici ed è finito più solo di prima; alla fine se n’è tornato a casa propria, non si capisce bene per fare che cosa. Tu non stai lasciando andare la persona che ami; tu, a mio modesto avviso, ti sei liberata da un’autentica blatta, che succhiava ogni tua energia e non era in grado di costruire alcunché. Non sperare che cresca e meno che mai che torni indietro. Guarda a te stessa e a relazioni più lineari e costruttive.

  3. 3
    Max -

    Ciao Rosa (a suo tempo Rossella). Scusami tanto, ma tu quando scrivi rileggi mai ciò che invii? Ti rendi conto che nei tuoi messaggi c’è tutto e il contrario di tutto e non si riesce a comprenderne il filo logico? E non per tirarmela, ma specifico che ho frequentato il Liceo Classico e mi son laureato in Filosofia, per cui un po’ di dimestichezza con i testi ermetici e con il linguaggio criptico credo di averla, ma con te si supera ogni limite dell’immaginabile! E non voglio essere polemico, credimi. Solo che, siccome sembri comunque una persona molto profonda e sensibile, mi dispiace davvero che questi tuoi tesori nascosti non possano venire apprezzati come meriterebbero.

  4. 4
    Angwhy -

    Caro Max è solo qualche burlone che ci marcia anche se inizialmente pure io pensavo fosse una che si collegava da qualche centro di igiene mentale.

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