Accettare il passato
Salve a tutti voi,
vorrei raccontarvi la mia storia, con la speranza che sia d’aiuto a tutte quelle persone che passano o hanno passato quello che passo io oggi. Nel mio bisogno di uno sfogo e di un posto dove abbassare ogni difesa mi sono ritrovata qui. Purtroppo non è facile parlare con i conoscenti e amici, per tutti noi troppo significativi, si finisce per aver paura del giudizio e quindi non essere onesti.
Sono una delle tante persone che non riescono ad accettare il proprio passato. Non mi definisco una cattiva ragazza, non mi sono mai concessa stravizi particolari, non sono una mangiatrice di uomini e nemmeno una “facile”. Sono cresciuta con sani principi e moltissimi valori. Eppure c’è stato un periodo della mia vita, di un anno, dove ho tradito. Non starò qui a mentire, con un certo gusto in quel tempo. Mi piaceva sentirmi libera, priva di legami particolari, sfuggente. Molto presto sono tornata sulla “retta via”, non è stata per me la regola, ma l’eccezione, soprattutto perché non sono mai stata così scaltra da non farmi beccare.
Infondo non mi importava molto, in quel tempo, del giudizio altrui. Non ne vado fiera, sono stata egoista, ho pensato esclusivamente a me stessa non portando rispetto per la persona che era al mio fianco, che con un gesto di profondo amore ha sempre perdonato la sua donna.
Da quell’anno, ero molto giovane, ne sono passati quattro, eppure ancora non riesco a togliermi questa “etichetta” di dosso. Non ho più tradito e quella è stata solo una parentesi nella mia vita, sono felicemente fidanzata, sto bene con il mio partner, non ho problemi di alcun tipo. Il mio senso di colpa però è diventato il mio peggior nemico ed ora mi sta inghiottendo.
A volte ho la sensazione che quegli eventi appartenuti ad una parte della mia vita possano decidere chi sono, non mi sento bene, non accetto che è qualcosa che non potrò mai cambiare. Mi capita di sentirmi come alla continua ricerca di un patibolo per poter espiare i miei peccati, come se le persone che sanno vedono di me solo i miei tradimenti amorosi e nulla più. Sembra quasi che un errore possa decidere chi sono e non solo, condizionarmi in maniera definitiva.
So bene che il passato è passato, non ci resta che accettarlo. Attraverso quest’ultimo capiamo cosa vogliamo e cosa non vogliamo. Non deciderà chi sono, non è il mio biglietto da visita. Dovrei andare avanti, perdonarmi, pensare che ho imparato dai miei errori.
Però come si può perdonare il male e la sofferenza causati al prossimo? Come si può perdonare se stessi per l’idea sbagliata che abbiamo trasmesso del nostro io?
Noi siamo padroni delle nostre scelte e l’esperienza insegna, possiamo quindi fare i conti con i nostri sbagli considerarli una fase e lasciare che facciano parte di qualcosa di morto e sepolto dentro di noi?
Ci sto provando, tento di metabolizzare il senso di colpa.
Come vivete, o vivreste, la mia situazione?
Un saluto e un grazie a tutti voi.
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Categorie: - Me stesso
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“Però come si può perdonare il male e la sofferenza causati al prossimo?”non si può puoi solo imparare a convivere col senso di colpa,non ho ben capito se stai ancora con chi hai tradito o stai con un altro. Non è che hai paura di ricascarci?Paura che tutto possa crollare per quell’errore?Guarda certi errori si pagano e sarei falsa se non ti direi che ben ti sta,magari tutte si sentissero come,non starò a dirti che tutti possiamo sbagliare,vai a vanti e bla bla bla,il dolore che fai volutamente agli altri non ha giustificazioni,un tradimento è gravissimo e cambia la persona che lo subisce,ci sono cose nella nostra vita che dobbiamo accettare,magari non passeranno mai,dobbiamo solo conviverci e trovare con esse un equilibrio,io non credo che passerà,tornerà sempre perchè un tradimetno distrugge una persona,non è un comune sbaglio.
Cara Sarah,
grazie per la tua risposta e per la tua sincerità. Rispondendo alla tua domanda , si sto ancora con la stessa persona . Ho sbagliato e non posso difendermi in alcun modo , neppur volendo. Però su una cosa mi sento di ribattere , seppur in modo pacato , il tradimento cambia anche chi tradisce non solo chi subisce il male. Io l’ho capito, non l’ho più fatto e il senso di colpa mi fa stare male . E’ qualcosa che non posso ignorare, sta lì e devo continuare a vivere sapendo che c’è e che prima o poi dovrò accettarlo. Non ho alcuna paura di ricascarci perchè conosco le conseguenze , è qualcosa distante da me ormai da anni. Non ci saranno mai giustificazioni , nemmeno l’età, è stato un periodo lontano dal mio vero e attuale essere .Forse anche per questo non mi perdono perchè ho tradito anche me stessa.
Proverò , come hai detto giustamente te, a trovare con il mio passato e i miei sbagli il giusto equilibrio…
Grazie.
NINA, bypasso le considerazioni sulla negatività del tradimento (emotive, prima ancora che etiche e morali) per risponderti su un altro piano. Anche perché non sta scrivendo chi hai tradito, parlando del suo malessere, ma tu, parlando di uno stato d’ansia e tormento che non si capisce bene perché sia scattato ad un certo punto o cmq perduri e da dove venga realmente. Difficilmente lo capirai in un forum, ma, se vuoi, parliamone. Non ho capito se il lui con cui stai è lo stesso di allora e se è lui ad avere problemi attuali connessi ai tuoi passati tradimenti. Se così fosse il tuo agire attuale, non solo la fedeltà, ma in generale in modo costruttivo in senso affettivo, empatico mi pare sia più utile dell’affossarti nel senso di colpa. Con ciò, SARAH, non intendo minimizzare l’accaduto. Ma sarebbe il ‘colmo’ se, rimasta con chi mi ha tradito e cercando di perdonare o avendo perdonato (accade) mi ritrovassi a dover star male nel presente perché chi mi ha tradito nel passato invece di reagire costruttivamente a ciò che considera un errore mi fa ‘pesare’ anche uno sterile senso di colpa in cui implode. Cosa diversa da metabolizzare ciò che cmq si considera un errore commesso, traendone frutti costruttivi. E ciò lo dico pensando anche a una coppia che conosco. In cui a lei è interessato molto più un reale pentimento costruttivo che un affossarsi di lui nel flagellarsi. Molto più che lui ‘rimediasse’ mostrandosi agente responsabile e presente di una serenità reale e condivisa.
se invece lui è un altro tanto più vale il discorso sul presente che ho già fatto. E se ti sembra che sia rimasto un conto in sospeso con chi hai ferito, se esiste un modo diretto possibile scusati, accettando che possa anche non dirti ‘ok’. Comunque sia ti consiglio di volgere questa energia bloccata in modo sterile in qualcosa di costruttivo. Piuttosto di imploderci dai una mano in un canile o fai volontariato, mettendo parte di te a costruttivo servizio del prossimo. Però, sono onesta (anche se ovviamente è solo un’impressione), questo mi sembra più un problema d’ansia, e tra te e te. Un problema di iper giudizio su te più che legato all’esterno. Lo chiami senso di colpa e non voglio dire che non sia vero che non ti dispiaccia per la sofferenza causata. Ma tutta l’enfasi che metti a 4 anni di distanza e il fatto che tu dica ‘biglietto da visita – decidere chi sono – mi condiziona’ pare più ansia, fissa, crisi di identità che pentimento. Perché il pentimento è più costruttivo e meno egocentrico, mi sa. Non è un giudizio, NINA. Pentita sei, ma dico sull’implosione. Perché dici che ti condiziona? Ogettivamente la gente ti fa storie sul passato? O te le fai tu? Che giudizio temi da amici e conoscenti? Sei sicura che il problema non sia che non riconoscendoti ora, rispetto le regole, e i tuoi principi, in quell’anno stai facendo tutto sto casino per rifiutare un pezzo di te? Non perché tu sia ancora e sempre quella di quell’anno (la gente evolve oltre a fare errori) ma perché anche quella, con gusto, sei stata tu. Forse se incominci ad accettare che anche quella eri e sei stata tu ti farai un grande favore. A te, al tuo compagno, a amici e parenti e alla tua vita che evolve. Siamo tante cose. C’è gente che va alle superiori e se ne frega, poi fa le serali e si laurea. C’è chi passa la vita a dirsi “sono stato un cretino” non prende mai il diploma ma neanche usa le energie costruttivamente, disperdendole per darsi addosso per cosa ha fatto o non ha fatto decenni fa. E’ solo un esempio. Capita a tutti o quasi di guardare indietro e riconoscersi errori etc. Dipende però come usi il concetto. Ti sembrerà estremo, ma poiché e se vivi il tuo presente secondo te stessa forse ti farebbe di gran lunga meglio uscire dal concetto di meritare un patibolo e del non darti addosso abbastanza, guardarti negli occhi, allo specchio, e dirti ‘quell’anno mi andava di essere e fare così. Nella mia vita sono stata anche così. Anche quella sono io. E quella di oggi’. E probabilmente molto di più.
nina io sono stata tradita,non fisicamente ma lo sono stata e credimi il dolore dle tradito non sarà mai come quello del traditore,devo dire però che tu sei una rarità perchè i traditori di solito non hanno questo forte senso di colpa e se lo hanno lo nascondono e tendono invece a essere aggressivi con chi hanno ferito,credo veramente che con certe cose ci devi convivere e basta,le devi accettare e basta,io lo so bene anche se riguarda non ciò che ho fatto ma ciò che ho subito e siccome il passato non lo possiamo cambiare dobbiamo solo cercare di farci pace per quanto possibile e convivere coi pesi che portiamo ma non possiamo levarci.
SARAH, tu senti di aver subito un tradimento emotivo, sentimentale, mi pare, o lo hai appunto effettivamente subito, ed è quello che ti fa così male. Spero per te (sai tu, ovviamente) che tu riesca ad uscire da questa sensazione per cui la ferita sarà indelebile per sempre, da questo peso di cui ti carichi tu dell’insicurezza e in generale del modo di essere e reagire di un’altra persona. Potresti anche non perdonare mai lui, ma comunque non tenerti per sempre questo carico. Ovviamente sai tu, SARAH, son rielaborazioni personali e fasi.
luna io so già che perdonare sarà impossibile,ci ho provato sapendo che probabilmente non lo avrei fatto quindi non ho rimpianti ma passassero anni io penserò sempre la stessa cosa riguardo ai tradimenti,non mi frega nulla di lui e di quello che fa semplicemente l’unica cosa con cui sto ancora combattendo è la paura di essere tradita ancora,perchè vedi se avessi fatto qualcosa di male avrei anche potuto pensare che bastasse evitare certi errori ma non avendo fatto nulla la paura rimane,più che altro noto con grande dispiacere di quanto le persone si rendano conto di ciò che perdono troppo tardi e spesso non tornano per amore ma solo per sicurezza,convenienza,apparenza,è il fidarsi ancora il difficile ma credimi quel capitolo è chiuso,so che il perdono non ci sarà mai perchè lui è stato un vero bastardo e nonostante le occasioni che gli ho dato per rimediare o per salvare il salvabile lui ha continuato con le menzogne che puntualmente sgamavo.La fiducia oramai la darò difficilmente a qualcuno.
Cara LUNA , ti ringrazio per la risposta. Vorrei semplicemente provare a parlare in libero confronto dei miei problemi , se pur questo è solo un forum , la soluzione so bene che è dentro di me e che forse solo una terapia comportamentale potrebbe aiutarmi . Il mio fidanzato è sempre lo stesso di quattro anni fa. Lui Non mi crea problemi di alcun tipo , ha capito che è stato un momento , che non sono stata recitiva. Non mi addossa nessuna colpa. Sono io ad addossarmi colpe per un singolo errore . Non mi sento onesta , non lo sono stata , mi urta il mio giudizio su di me e il giudizio degli altri su di me , che come tutti sappiamo fanno presto a mettere etichette ( e si fa presto a dire “fregatene” ) . Mi dispiace ma nel dire questo non mi sento egocentrica , come nello stesso modo non sento egocentrico il mio pentimento . Hai ragione nel dire che ho un problema d’ansia , mi condiziona parecchio perchè è un parte di me che vorrei sopprimere perchè mi pesa sulla coscienza. Non riesco ad accettare, pur non avendo altre vie d’uscita, che io sono la stessa persona che ha sbagliato. Non è un problema che riguarda gli altri, il mio ragazzo mi dice che non ci sono problemi , è stato un momento appartenente al passato , che tutti sbagliamo e che l’importante è capire ed ammettere i propri errori per non farli più. Tra me e lui la dura sono io , sono io che non accetto . Lì per lì mi è piaciuto , è stato fare i conti con me stessa che non è stato per niente facile , tralasciando poi l’immoralità dell’atto in se. Luna ti ringrazio , concordo moltissime obiezioni che hai fatto e ti ringrazio per la sincerità con cui hai scritto. Le tue parole ” vivi il tuo presente secondo te stessa forse ti farebbe di gran lunga meglio uscire dal concetto di meritare un patibolo e del non darti addosso abbastanza, guardarti negli occhi, allo specchio, e dirti ‘quell’anno mi andava di essere e fare così. Nella mia vita sono stata anche così. Anche quella sono io. E quella di oggi’” sono state per me un momento di estrema riflessione. Ti ringrazio davvero.
Cara SARAH, mi dispiace in modo particolare di quello che stai passando. Non conosco il tuo caso dello specifico , quanto può essere diverso o simile da come ho agito io . Però , permettimi di dirlo , non essere tanto diffidente…capisco che il tradimento è qualcosa che fa veramente male, lo capisco anche a livello anche umano, però pensa a me. Sono una donna che si sente veramente pentita di quello che ha fatto , non ritradirei mai , non avere dubbi sulla mia sincerità.Il mio è più un problema di perdonarMI. Più che cercare il perdono , che mi rendo conto è veramente difficile da mettere in pratica , prova a cercare di dare nuove possibilità a te stessa e alle nuove persone che entreranno nella tua vita. Non sono tutti traditori…magari c’è qualche traditore pentito oppure qualcuno che merita veramente la tua fiducia sempre.
Un abbraccio ad entrambe, ancora grazie per le vostre risposte.
SARAH, è vero, alcune persone tornano indietro come dici tu, ma non tutte. E non credo sia sempre così difficile accorgersene. E infatti tu anche sgamavi le menzogne. Quindi di te puoi fidarti, direi. Che è il primo passo per poter fidarsi di qualcuno. Che lo merita, sino a prova contraria. A prova contraria tu, in quel caso, mi pare, hai prontamente reagito. Sarah, capisco quando dici ‘non ho fatto nulla di male’, ma il tradimento non è una punizione, che ti meriti quando fai qualcosa di male. Anche dove vi siano problemi, effettivamente, da entrambe le parti, e anche laddove una persona tradisca pensando ‘ora te la faccio pagare’. Tu dici ‘tradimento’ e ‘paura di essere tradita. Ma al di là della tua nausea e rabbia rispetto alle dinamiche dei traditori, cosa della tua personale esperienza ti ha colpita? Quali sensazioni ha risvegliato e di quali non ti liberi? Di cosa hai paura quando dici che hai paura di essere tradita? Che sensazioni hanno dato a te le bugie? Come ti sei sentita tu? Indifesa? O che? Non te lo chiedo perché tu risponda a me, ma perché un trauma che noi viviamo e non superiamo ancora ci parla di noi, prima di chi lo ha arrecato seguendo le sue logiche e motivazioni, insicurezze, egoismi, narcisismi, aggressività o modi di stare in equilibrio. Lui è stato un bastardo, ok. E di lui non ti frega, ok. Ma infatti tu non vieni nel forum ponendo la questione ‘come perdonare chi mi ha tradito’ o ‘come riconquistare chi mi ha tradito’ o ‘come superare questo malessere mentre sto ancora con lui’ etc, questioni che, per esempio, altri ‘traditi’ portano nel forum. Tu porti la tua paura di essere tradita e la tua visione di te dopo il tradimento. Porti il ‘un male che resta per sempre, ti cambia per sempre’
forse non riesco a spiegarmi bene e veramente non voglio ‘invadere’ il tuo vissuto e il tuo trauma. Ne ho avuti e anche ne ho, anche se si stanno (li sto) sciogliendo. E anche grossi come meloni. Conosco la sensazione del ‘mai più’ e ‘per sempre’, ah sì! Però penso anche, davvero, che è la nostra lettura emotiva (nella quale riecheggiano cose nostre) anche a dare una forma o un’altra al fantasma-trauma reattivo che abbiamo tutto il diritto di avere, ma anche il diritto di tentare sul serio di liberarci. Ho un’amica che rispetto ad un tradimento diceva ‘camminerò per sempre su questa gamba spezzata’ e che non andava dallo psicologo perché tanto, diceva, mica poteva cambiare i fatti avvenuti e risaldarle la frattura e ridarle la ‘gamba’ di prima. Ora sta bene. Per quanto anche il passato, quello, faccia parte della sua biografia. E ti dirò anche che è ancora col marito. Oggi sdrammatizza persino quanto è successo. Che non sarà mai una figata. Ma quando dà una visione “costruttiva” di un avvenimento pessimo, non è perché è scema o a tutti i costi. Nè nega un periodo orrendo, nè perché ha amato troppo un bastardo e lo ha perdonato tenendosi un traditore. Lei è andata dallo striz perché, che si tenesse o no il marito, voleva guarire la ‘sua gamba rotta’ di lei, per stare meglio e vivere meglio. Non è andata per perdonare lui o fare un favore a lui, che ha fatto una scelta, un ‘torto’. Lui è andato dallo striz perché stava come NINA. Tu hai mollato il tuo traditore e se hai valutato, secondo il tuo modo di essere, i dati che avevi, la persona che avevi davanti etc che fosse il caso hai fatto benissimo. Capisco. Però spero che, al di là di come sono i traditori e ciò che sbagliano e il male che fanno e le balle che raccontano e si raccontano tu ti dedichi più alla ‘tua gamba’ che a lui/loro. Sai, io ho notato che fa la differenza.
@luna
guarda con lui mi sono sentita coem se dovessi lottare perennemente,quello che mi ha fatto male quando gli ho buttato addosso le prove(un email con lui che scriveva ti amo e le diceva che pensava varie volte di tornare da lei)è il negare palesemente,lo sminuire la cosa dicendo “me la sentivo è normale”, come fosse normale,mi ha fatto male il fatto che gli ho permesso di scegliere e lui vigliaccamente non lo ha fatto,prima di cercare le prove avevo già capito tutto,non sono stupida nè una che fa finta di vedere e gli dissi che se voleva lei poteva andare io mi sarei fatta da parte ma lui diceva che era solo la mia fantasia come se fossi matta,mi ha fatto male quando dopo avermi detto “perchè non ci sposiamo?”,coem se parlasse del tempo,mi disse che l’avrebbe amata sempre e io non dovevo essere gelosa e che magari tra noi l’amore sarebbe arrivato tra tre o quattro anni,sinceramente già lo consideravo incapace di ascoltare me e mi chiesi se ascoltava anche le stronzate che gli uscivano dalla bocca,mi sono sentita sempre in condizione di dovermi difendere dai suoi attacchi,dal cercare di abbattermi nelle piccole cose quando riuscivo a far uscire un sorriso,nel cercare di tenere la mia privacy se cercavo di interessarmi a qualcun altro,nel fargli accettare quella che ero e non quello che lui voleva,lui credeva fossi sua,probabilmente era convinto che tanto lo amavo e sarei stata sempre lì con lui,non mi ha ascoltata quando gli dissi che non potevo prendere in considerazione un perdono mai chiesto e dire “tanto non mi perdoni” è solo un pretesto per non guardarmi negli occhi e dire un semplice m i dispiace,non mi ascoltava quando gli dicevo che aveva rovinato tutto,che stavo male,non mi ascoltava quando gli dicevo che mi aveva tradita perchè per lui non era tradimento stare con me e cercare lei,non mi ascoltava neanche gli ultimi mesi quando io cercavo una cosa solo per me,senza di lui e mi chiedevo se salvare ancora qualcosa o chiudere la porta per sempre,lui voleva comprare una nuova casa in campagna,in qualche paesino e si immaginava di viverci con me perchè per lui io ero perfetta,ero paziente e comprensiva ma non mi ascoltava quando gli dicevo che io con lui stavo male e che lui non era per nulla perfetto per me,diceva ai suoi amici che stavamo insieme ma io mi sono tirata indietro da questo gioco e ho detto ai suoi amici la verità,insomma lui si faceva i suoi conti includendo me nella sua vita,mettendomi dove voleva lui non pensando che io avevo la mia volontà se è stato aggressivo è proprio perchè mi sono negata,io non sono la sua bambolina,ha scambiato il mio amore per possessione,sottomissione e chissàè cos’altro,si è fatto un film in testa su di noi cercando di forzare una storia che non c’era e non poteva basarsi su niente.Ho paura di incontrare un uomo che anche se può conquistarmi(cosa assai difficile)possa tradirmi e abbandonarmi,possa non avere rispetto per me,essere aggressivo e non accettarmi per quella che sono o magari mi
accetta solo per convenienza,ho paura della cattiveria,della menzogna,del volermi imporre qualcosa facendo finta che sia qualcosa che non è.Ora sembro più aggressiva,le persone attorno a me dicono che lo sono e che sembro tosta anche se in alcuni ambiti serve,non posso più permettermi il lusso di essere una ragazza dolce e comprensiva,paziente e palesemente innamorata perchè ho visto troppi uomini scegliere alla fine una stupida perchè più facile,scegliere una zo...... perchè arrapante,io merito un uomo vero ed è difficile trovarlo oggi,Basta che guardi su questo forum,con pochi si può parlare,molti sbraitano veleno sontro le donne inventando anche ciò che viene scritto,ho conosciuto altri uomini e sono anche rimasta molto delusa perchè chi faceva tutto il dolce e comprensivo poi era invece irrispettoso,aggressivo e offensivo.
SARAH, grazie per la tua risposta. Sai, leggendo io ho l’impressione che il tradimento sia stata la goccia e al contempo la punta dell’iceberg. La cosa che, in modo definitivo, ti ha fatto sentire ‘tradita’ ma sotto tanti aspetti che comunque, anche se non avesse avuto quella faccia da culo plateale rispetto a l’altra e rispetto a parlarti di relazione in un certo modo, erano cmq, già di base, per te motivo di disagio, malessere etc. Scusami, perché tra nick omonimi e vicende ci si può confondere e ricordare male: sei sempre tu la persona che, se ricordo bene, ha vissuto da separata in casa soffrendone molto, per un periodo? Tu parli di tradimento e capisco che di per sè la cosa ti abbia ferita, non minimizzo. Ma cazzarola a me pare che il problema fosse a monte. Nelle tante, altre, cose che scrivi. E il tradimento e gestito in un certo paraculoso modo ‘coerente’ (non giustificabile, coerente)con un certo suo, più generale, di porsi e ‘manifestarsi’
capisco la rabbia e la ‘corazza’ di per sè, anche senza il tradimento hai vissuto una relazione negativa, in cui via via ti sei sentita incastrata in una dinamica molesta. Ma il punto non è che eri dolce e comprensiva per natura, che è una cosa positiva, ma verso chi e di fronte a cosa. Hai ascoltato veramente il tuo malessere? Ad un certo punto sì, certamente. Bene! Ma prima no? Guarda che non è un giudizio, nè ‘te la sei cercata’. Comprendo il tuo disagio. Dico però di non vederti vittima passiva per i tuoi valori. Qua non si tratta di valori e di meglio le zo....... Qua, mi pare, si tratta anche di non esserti concessa, forse, di far scattare prima le difese. Il che non vuol dire che lui ha ragione. Vuol dire che lui é quel che è. E anzi bene che te ne sei liberata. Ora le difese le hai in allerta. Troppo? Si riequiliberanno e certo che potrai essere chi sei. Ora hai questa fase, in cui certi aspetti son enfatizzati e preponderanti. Però ti servono anche per dirti ‘ora so riconoscere certe cose quando le incontro’. Capisco sia l’enfasi, che la corazza che la delusione. Ma la dolcezza è tua e quando per te sarà il caso di lasciarla uscire e vivertela la vivrai. Ora sei convalescente e va anche bene così. A me i tuoi perché sembrano perché da ‘tradimento’ da molestia morale etc più che tradimento in senso ‘classico’. A ferirti mi pare sia stata la dinamica della relazione stessa, come ti rigirava le frittate sul tuo essere e sentire. Certo, sai tu. E certo che l’ha gestita in modo narcisista e paraculoso. Ma posso dirti? In generale non mi pare un lord. Lui oltre che traditore è stato molesto. Se il tradimento è di per sè una violenza non è che sia la prassi, persino in quel frangente, essere così estremamente paraculosi. Quella non ha certo inteso farti un favore altruistico. Ma ti ha levato dai co… un pericolo per la tua serenità mica da poco, eh. Non tutti i mali vengono per nuocere.
@luna
si eravamo per così dire separati in casa per problemi economici,inoltre il tradimento è arrivato praticamente all’inizio e siccome sono rimasta incastrata in quella casa ho dovuto ingoiare il rospo,in quel periodo avevo anche problemi di saluti,avevo una fortissima anemia che spesso mi dava mancamenti e mi impediva di fare anche le cose più semplici,ho fatto tante analisi,mesi e mesi passati a cercare l’origine di quest’anemia,ognuno diceva la sua e io continuavo a stare male,le pillole cominciavano a farmi sentire male,allora ho fatto le flebo ma ho avuto uno shock e ho dovuto interrompere e ti giuro che quella volta ho provato un dolore tale che non augurerei a nessuno.Mi hanno dato un altro tipo di ferro che ordinavano dall’Olanda mi sembra e me le facevano a giorni alterni e lentissime,quindi sono passati tre mesi in cui andavo e venivo dall’ospedale,nel mentre c’era forse la possibilità di un lavoro ma mi avevano detto che finchè non finivo le flebo non potevo iniziare a fare nulla,nel mentre mettici i miei tentativi di suicidio su cui ci sarebbe da scrivere un libro,i vari problemi familiari e di soldi e credimi in quel periodo avrei davvero voluto morire.Dopo tanto ho capito da dove derivava l’anemia ma per risolvere il problema c’è voluto un altro anno,ho sempre pensato che indipendentemente dal tradimento lui non fosse adatto a me,lo osservavo in tante piccole cose e cercavo di fargli capire che lui non aveva atteggiamenti reciproci con me ma neanche come amico,ho cercato di stare calma solo per avere una convivenza civile,giusto il tempo per risolvere i miei casini ma lui ha continuato a farmi del male,lui è fatto di maschere e dopo avergliele tolte tutte ho visto che sotto c’era solo meschinità,ho tentato di essere sua amica o anche solo un amica superficiale,gli avevo anceh procurato i numeri di un paio di psicologi che non lo avrebbero fatto pagare tanto,per superare tutte le sue paure e il suo non affrontare i problemi,ho cercato di stargli vicino e mi sono odiata per questo perchè il mio amore per lui mi impediva di prenderlo a calci,certo non stavo sottomessa ma come ho detto non l’ho preso manco a calci,ricordo ancora l’estate dell’anno scorso quando piangendo gli dissi:”Anche se io non ti perdonerò mai per quello che mi hai fatto non voglio che stai da solo perchè ti amo” lui tendeva spesso a isolarsi e nonostante tutto allora volevo ancora il suo bene,volevo che fosse felice anche con un altra,ho capito quanto io possa amare e credimi non gli ho dato neanche la metà dell’amore che provavo perchè il suo tradimento mi ha fermata eppure a lui quello che per me era poco bastava e lo faceva stare bene,a me faceva solo male.Non sai quanti mesi ho passato odiandomi per questo amore,negando ciò che provavo,ora non mi odio più perchè io lo amavo davvero,non ho rimpianti,ci ho provato non poteva andare,non avrebbe mai funzionato,sono davvero convinta che lui non pagherà mai abbastanza e il desiderio di vendetta si affievola
sempre di più,odio anche lei perchè sapeva tutto e ha voluto intromettersi per poi tenersi l’uomo che lei aveva tradito,ha avuto un comportamento scorretto e io le scrissi che un giorno la vita avrebbe bussato alla sua porta per presentare il conto del male che mi ha fatto e sarà salatissimo!Ora mi prendo più cura di me,sto meglio,sono più equilibrata ma è dura,una cosa che mi ha fatto male è quel mi dispiace mai arrivato,nella lettera che gli lascia quando me ne andai di casa gli scrissi che avrebbe potuto salvare qualcosa e che l’unica cosa che doveva fare era parlare con me ma non era stato capace di fare neanche quello,neanche una minima consolazione,un minimo sollievo,ora si è già consolato e questo conferma solo che lui continua nel suo circolo vizioso,fa finta di essere chi non è per accalappiare quella di turno ma la meschinità prima o poi tornerà perchè fa parte del suo essere,è così e certo a 40 anni non può cambiare.Tempo fa mi dissi anche che sarei stata più felice dimenticando quell’amore che averlo,per questo pur potendolo avere io l’ho rifiutato perchè da parte sua non c’era amore e averlo senza essere ricambiata per me non aveva senso,ho tagliato perchè preferisco strapparmi il cuore con le mie mani piuttosto che farlo sanguinare lentamente e dolorosamente.
SARAH, con sincera empatia, grazie di avermi risposto. Avevo letto la tua storia a pezzi, non essendo certa che fossi sempre tu. Capisco molte delle cose che hai scritto, nel senso che conosco il mix problemi di salute, casa, in più problemi di salute di congiunti e lutti. Quindi capisco, forse anche più di quanto credi, anche se ogni storia e persona è diversa. Mi permetto di ribadire che il tradimento è stato solo parte della parte. Ora vado di fretta, perdonami, perché ti ho letta e non voglio risponderti in fretta. La cosa è anche recente, quindi ti stai risollevando. E’ normale. La sofferenza e la disperazione di esserti sentita in una trappola la comprendo. Non so quanto ora, intanto, la tua generale qualità di vita sia migliorata o in miglioramento, cosa fondamentale. Per il resto ti dico: era ieri. Passato. E non minimizzando, credimi. Te lo dico di cuore. E capendo anche perché non è così facile lasciarsi quei traumi indietro. Tornerò (se vuoi). Un abbraccio.
intendo che la mia situazione è migliorata perchè non mi alzo più gridando di dolore,e lo facevo davvero,non riuscivo ad alzarmi dal letto e urla in una maniera che non riuscivo a controllarmi,era come se fossi staccata dal mio corpo e vedessi un essere che urlavavo di dolore come se le stessero strappando la carne,non ho più tentato il suicidio e progetto il mio futuro in maniera più concreta.
Ottimo 😀 ! Non ho difficoltà a credere agli incubi e alla sensazione…
Sarah,
mi ha fatto piacere conoscere meglio e più a fondo il tuo lato umano e i dettagli della storia che ti ha fatto e ti sta ancora facendo molto soffrire, attraverso i post qui intercorsi fra te e Luna.
per amore di sincerità, devo ammettere che concordo con Luna su questa frase di sintesi: “a me pare che il problema fosse a monte”. altra frase per me significativa è la tua che riporto: “mi sono odiata per questo perchè il mio amore per lui mi impediva di prenderlo a calci.”
mi sembra di aver capito che ti è purtroppo successo d’innamorarti della persona sbagliata, come capita a molti, per le ragioni più svariate. al di là del male opportunistico che quest’uomo ti ha fatto, senza nessun rispetto per te, per la tua sensibilità e per l’amore che nutrivi per lui, mi dispiace dover affermare che, secondo me, nel periodo in cui sei stata con lui (o meglio: nel periodo in cui l’hai amato) hai tradito innanzitutto te stessa, non certo volontariamente e non certo in modo indolore.
a mio avviso, questo è quello che più temi possa ripetersi in futuro: cioè di cadere di nuovo vittima di qualcuno che possa approfittare di te. un modo per esorcizzare questa paura è chiedersi cosa ti aveva attratto verso questa specie d’uomo, al fine di evitare di ripetere scelte analoghe, spesso dettate dalla “coazione a ripetere” dell’inconscio. nessuno ci può ferire più di tanto, se non siamo noi a permetterglielo!
anche l’azione dell’essere traditi può essere vissuta in modo diverso, meno doloroso, se interpretata con minor accento su di sè e con maggior consapevolezza che si tratta di una parte della cattiveria che esiste in tutti gli esseri umani e che talvolta, come nel caso di Nina, non tutti sono sempre capaci di controllare o anche soltanto di averne al momento piena consapevolezza. se altri si comportano male verso di noi, sta a noi vedere il marcio nel loro comportamento, giustificarlo o meno, evitando però di farne un dramma per la nostra psiche e per il nostro futuro.
a supporto del punto a cui sono arrivata dopo lunghe elaborazioni, riporto un estratto del pensiero di Epitteto: « Non sono i fatti in sé che turbano gli uomini, ma i giudizi che gli uomini formulano sui fatti. Per esempio, la morte non è nulla di terribile (perché altrimenti sarebbe sembrata tale anche a Socrate): ma il giudizio che la vuole terribile, ecco, questo è terribile. Di conseguenza, quando subiamo un impedimento, siamo turbati o afflitti, non dobbiamo mai accusare nessun altro tranne noi stessi, ossia i nostri giudizi. Incolpare gli altri dei propri mali è tipico di chi non ha educazione filosofica; chi l’ha intrapresa incolpa sé stesso; chi l’ha completata non incolpa né gli altri né se stesso.»
Nina,
se fossi in te, dato che amo partire sempre da me stessa, in quanto arbitra primaria del bene e del male che sono in grado di procurarmi, più che non macerarmi per quanto fosse successo, mi chiederei perchè in quell’anno avessi “svirgolato” arrecando danno all’immagine che vorrei avere (e che desidererei gli altri abbiano di me) e alla fiducia che mi era accordata da un compagno.
era un’attrazione fisica o un bisogno emotivo? com’è cominciata e come è finita? cosa ne hai tratto di bene o di male? che momento della tua vita stavi sperimentando all’epoca? cosa ti manca nel rapporto con il tuo compagno?
se ti va di dare maggiori dettagli in merito, cercherò di finalizzare meglio il mio pensiero, pur sottolineando fin d’ora che mi sembra sterile negare che esistano in noi pulsioni negative, a volte impossibili da sopprimere, con le quali è preferibile abituarsi a convivere: a mio avviso, negarle non farebbe che portare a guai peggiori.
tanto per farti un esempio, sono una persona che evita di norma l’aggressività. di recente mi sono trovata in uno stato di tale frustrazione che non ho potuto fare a meno di esternarla per iscritto verso l’ultima persona che mi aveva offesa, trattandomi in modo per me ingiusto. mai l’avevo fatto in passato in modo così netto e pesante. nel momento di mettere a segno la mia reazione, forse eccessiva, ho percepito un messaggio interiore che mi consigliava di non proseguire nel mio intento. non ho voluto ascoltarlo e sono andata avanti per la mia strada. me ne è derivato un grande danno, emotivo ed economico.
in questa circostanza ho comunque preso atto di una parte oscura e negativa di me, che non sono stata in grado di dominare. vorrei poter dire che me ne sono pentita ma non è così: ho pagato e patito ma sono contenta lo stesso di aver reagito. non sempre la cattiveria che alberga in noi è negativa: spesso ha risvolti che ci sono necessari, se non imprescindibili, per mantenere salda la nostra identità.
socialmente, come è giusto che sia, questi atteggiamenti, pure punibili per legge, sono riprovevoli ma a volte, per noi, sono espressioni di forti bisogni individuali ai quali, forse, non è giusto rinunciare… sarebbe però sempre importante comprendere da cosa nascono, al fine di evitare che si possano ripetere, se non desideriamo che questo possa accadere.
@rossana
dici bene su ciò che mi fa paura ma sai anche cosa?vedo molti uomini che si infatuano subito e mi spaventano perchè la vedo come una voglia di possedermi e non amarmi,mi mettono ansia,fretta e mi spavento.Per la questiona cosa ci ho trovato in lui beh lui sembrava un altra persona,ha mille facce,lui mi diceva che era solo un periodo e che non era così stronzo,freddo e via dicendo,gli ho dato la possibilità di dimostrarmelo ma poi col tempo e conoscendolo ho capito che era davvero marcio e quel poco di buono che avevo trovato era svanito perchè probabilmente era solo una maschera.Su questo mi sono soffermata molto con la mia psicologa e lei mi chiese anche cosa questi uomini vedano in me,perhcè alla fine sono attratti da me e spesso purtroppo non vogliono lasciarmi andare,io le ho risposto che apprezzano qualità come dicevo prima con luna,la dolcezza,la simpatia,la sincerità e il fatto che non sono morbosa e oppressiva,con me si sentono al sicuro ed è questo che li spinge a tornare ma ahimè io ho bisogno d’amore non sono la caritas e non voglio fare la crocerossina,voglio dare ma anche ricevere ed è questo il problema.
SARAH, stelin, e quello sarebbe il problema? Semmai sarebbe la cosa su cui ‘concentrarti’, de ‘panza’, e già così ‘astenersi perditempo’. A volte sentiamo di volere qualcosa, ma non ci diamo il diritto di averla, fino in fondo. Non per forza sino a giungere al vero e proprio autoboicottamento, ma magari non scremando abbastanza. Il mondo attorno a noi non è sempre ‘equo’, purtroppo, e non è la questione che gli altri dovrebbero comportarsi bene frustrandoci immensamente se non lo fanno. Ma di scremare coloro che non troviamo che lo facciano. Pare una banalità? Non credo lo sia. Prendo atto che un comportamento altrui mi sembra iniquo o lesivo (e già a volte per struttura propria è difficile darsi il diritto di prenderne atto, non implodendoci dentro, ma ascoltandosi), faccio presente a me stesso, in primo luogo, cosa non va. Lo faccio presente all’altro. Che può prenderne atto, fregarsene, perseverare o no. E già questo ‘screma’. Facile a dirsi? Eppure chissà quante volte lo facciamo e funziona. E quando non lo facciamo che salta agli occhi. Nostri. Il problema non è stata la dolcezza o la pazienza, SARAH. La dolcezza e la pazienza di per sè non sono punti deboli. Dipende anche come, in quale chiave e con chi li investi.
e su cosa eserciti un concetto di empatia e pazienza che va oltre il salvavita e che cozza contro la molestia. Il moroso di NINA è stato accogliente, dolce e paziente, pare, ma non con una donna che lo tradisce avanti e ancora. La sua accoglienza non è ‘caritas’. NINA non gliela sta manco chiedendo, però, attenzione. – Io ti capisco, SARAH, per ciò che racconti, incubi inclusi. Esistono situazioni più grandi di noi, che non per forza andiamo a cercarci. Talmente violente o contorte, manipolanti, un altro schema per cui se ci siamo entrati orientandoci sulla normalità ci disorientano. E anche un segnale poteva benissimo non poter rappresentare per noi un preludio così drammatico. Penso però che oggi a uno che palesa aggressività giustificandosi faresti più attenzione. E anche come si pone verso sè e te. Vedi, io ti capisco. E penso che pensare che dolcezza e pazienza siano valori da condividere (no caritas) sia importante. No punti deboli, risorse. Però il ‘son tre volte bon e i me onzi col baston’ (mi picchiano perché son troppo buono) non è la chiave. Anzi, rischia di confonderti. Fermo restando che chi picchia, come racconti, non è mai giustificato. ROSSANA: grazie mille per la segnalazione di Eppiteto. Ho il dubbio che sia lui chi avevo letto tipo quindici anni fa, per il concetto estrapolato. NINA: grazie a te. Egocentrico nel senso tra te e te. Dai valore a quella esperienza, Nina. Cerchi di rimuoverla e si ingigantisce tipo un blob.
@luna
sono sempre stata una persona abbastanza diretta ma mi sono trovata davanti sempre persone che scappavano da ogni minima cosa,parlavo e non mi ascoltavano,lo mettevo pure per iscritto ma nulla,è come parlare con il muro e non è facile trovare uomini che davvero a parte l’emozione iniziale passeggera,si mettano in gioco e tengano a me,nella mia lettera di addio a lui misi tutta la mia frustrazione,gli scrissi che avevo provato in tutti i modi a fargli capire che mi stava facendo male,con le parole,con i gesti,con i miei occhi,i miei pianti e scrivendoglielo più e più volte ma niente!Non c’è mai l’altra parte sincera c’è sempre un uomo che vuole avermi,possedermi perchè mi trova bella,sexy e divertente ma io sono anche fragile,ho i miei pesi,i miei problemi,le mie sofferenze,ho anche la mia determinazione che se all’inizio piace poi spaventa perchè l’altro si sente inferiore ma se io scelgo un uomo non lo reputo mica inferiore…ripeto spesso corrono da quelle facili,da quelle sicure ma poi vedono che non possono dargli ciò che io posso dare e credimi posso dare moltissimo ma ora è tutto bloccato,quando soffro mi freno e nonostante i miei freni i miei ex con me stavano bene lo stesso ma a loro importava solo questo non gli importava di me e tutte le volte che ho tentato un dialogo sono stata abbandonata, come se non mi fosse permesso di dire “no”,come se non potessi dire “mi fai soffrire,le cose non mi stanno bene.”Non c’è mai la reciprocità ed è una cosa che dissi mille volte al mio ex e lui manco mi guardava.
A volte il blocco si chiama anche riprendere fiato e inventario. Non è sempre un male. C’è il lato della paura, del trauma, sì, capisco. Ma forse c’è anche un naturale bisogno di fermarsi, di non agire. Scrivere… Sì, capisco. Calcola però che il molestatore morale è il classico che ti dà la sensazione di non capire mai. Che magari dicendoglielo in cinese… Ma ha anche un certo atteggiamento rispetto al tuo tentare di comunicare. Quasi che tu parlassi in un’altra lingua e di cagate. Tanto più quando sei chiara e tocchi tasti importanti. E’ anche un modo per confonderti e tenerti in tensione. Per il resto pare, non lo dico io, che il modo astratto in cui le donne tra loro si spiegano meglio confonda invece gli uomini. A cui resta più impressa, forse, una frase breve che centra il cuore di un concetto, un’intenzione, che un papiro. Pare.
ti assicuro che manco facendo i disegnini quello capiva perchè non voleva capire!
se la dinamica è quella non ho dubbi. Leggi, se vuoi, il libro MOLESTIE MORALI. Trovi titolo, autore etc in google. Spiega anche questo meccanismo.