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Voi a che punto siete con l’Avere e con l’Essere?

Salve, pensando al libro “Avere o Essere” di Fromm mi chiedevo quanto fossi avanti nella strada dell’avere (successo, denaro, potere ecc.) e quanto fossi avanti nella strada dell’essere ( dare: amore gratuito, condividere: amore vicendevole , sacrificarsi ecc.) . La risposta che mi sono dato è che sono a mare su entrambi i fronti. Il cristianesimo mi sembra inerente la strada dell’essere ma i valori della società perseguono l’avere, quindi le realizzazioni pratiche del cristianesimo mi sembrano ideologie, perché i valori che si perseguono sono altri e non il dare, il condividere, il sacrificarsi. Specialmente la condivisione attraverso l’amore vicendevole mi sembra assente tra i cosiddetti cristiani. Si vede soltanto un po’ di amore gratuito nel volontariato ma di amore vicendevole non ne ho mai visto tra i credenti. Voi a che punto siete con l’avere e con l’essere ?

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4 commenti a

Voi a che punto siete con l’Avere e con l’Essere?

  1. 1
    Rossella -

    Intorno ai 33 anni mi sono resa conto che le mie esigenze cominciavano a cambiare e che il bisogno di “essere” mi avrebbe riportato nel mondo antico. Non ci sono motivazioni reali, al di fuori da quelle che vengono dalla storia di Roma, che, in qualche modo mi potrebbero portare a giustificare una forma di paganesimo che comunque c’è ed è presente nella tradizione. E’ innegabile che questa realtà, che pure attraversa la mia storia, mi procura un certo disagio. Dall’altra parte, proprio perché è parte della mia storia, sto attenta a vivere l’ideale come qualcosa di concreto che ha bisogno d’incarnarsi nella realtà. Il servizio militare obbligatorio abitua, anche anzitempo, sia gli uomini che le donne all’arroganza del gesto. Le reliquie dei santi sono figure vive proprio perché alla mia età, tanto per dire, cominci ad essere causa del tuo male. Io penso questo.

  2. 2
    Angwhy -

    Lo penso anche io carissima,comunque il servizo militare obbligatorio è stato abolito da un pò,ma ci sono sempre i servizi della ASL a cui potresti (dovresti) rivolgerti,chissà mai che non facciano il miracolo

  3. 3
    Yog -

    Se uno non riesce ad “avere”, di solito punta sull’ “essere” perché è oggettivamente più economico e c’è qualcuno che poi riesce a trasformarlo in avere. Poi c’è chi butta a mare tutto e scrive una delle tante edizioni di “Essere, Avere o Imbutirsi di narda” che era anche esposto al Salone del Libro. Cosa poi sappia Rossella del servizio militare, dato che non lo ha fatto, è una questione intrigante. In ogni caso se fate una VFP1 vi pagano pure.

  4. 4
    rossana -

    Gianni,
    la domanda mi ha indotta a riflettere, anche se mi sembra di aver già scritto in passato qualcosa in proposito…

    non ricordo di aver mai avuto progetti riguardo all’essere, e nemmeno ora, quasi a fine vita, so molto bene cosa ho raggiunto, o meglio chi sono. quando ci penso su mi ritrovo in tali e tante sfumature da perderci il senno.

    in ogni caso, carenze e limiti passati e presenti, mi ritengo abbastanza contenta di come mi percepisco, benché stia ancora faticando per chiarirmi alcune idee.

    quanto all’avere, c’è stata in adolescenza l’spirazione a una decappotabile di lusso, e anche l’intuizione di poterla acquisire in modo indiretto, ma sono quasi subito tornata con i piedi per terra, cioè a quello che avrei potuto avere con le mie forze e concrete possibilità.

    a livello personale, ho raggiunto quanto per me, inconsciamente, era fondamentale (libertà e indipendenza economica). in ambito lavorativo ho dovuto accontentarmi di un impiego meno prestigioso di quello che avrei desiderato ma ugualmente consono alle mie inclinazioni e capacità.

    un po’ più tormentato l’aspetto emotivo di coppia e maternità (questa abbastanza trascurata, sia per ambizione che per necessità a carattere economico).

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