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Ho 27 anni e non voglio più vivere

Lettere scritte dall'autore  Motorhead

Mi scuso se sarò prolissa. Ho 27 anni e sto attraversando un periodo difficile, al punto da avere istinti suicidi, mai avuti prima. Ho vissuto un’infanzia tutto sommato normale, sebbene fossi una bambina introversa, spesso isolata. Compensavo con un’intelligenza fuori dalla norma, la prima della classe, con orgoglio dei miei genitori. Crescendo, la mia timidezza va scomparendo: divento sempre più estroversa, e faccio le mie prime esperienze sessuali molto precocemente. Frequento il liceo classico sempre con ottimi voti, nel frattempo ho diverse relazioni amorose, che puntualmente chiudo, non mi sentivo mai totalmente innamorata. L’ultimo anno di liceo, poco prima della maturità, mio padre muore in un incidente stradale. Naturalmente gli studi ne risentono, e mi diplomo con un voto più basso delle aspettative (80). Da quell’evento, passo un intero anno nella totale apatia. Rimango spesso in casa, per stare vicina a mia madre caduta in depressione. L’unico obiettivo raggiunto in quell’anno è aver frequentato un buon corso di inglese online. Durante le lunghe giornate chiusa in casa, ho occasione di riflettere su me stessa e arrivo alla conclusione di essere omosessuale: finalmente capisco perché non mi sono mai sentita innamorata degli uomini con cui ho avuto relazioni. Mi iscrivo ad un sito di incontri per donne per iniziare ad esplorare quel mondo a me ancora sconosciuto e lascio il mio fidanzato di allora, con cui stavo da ben due anni. Questa nuova consapevolezza mi dà la spinta per riprendere in mano la mia vita. Mia madre mi affitta un monolocale in una città universitaria, mi iscrivo all’università, che frequento con ottimo rendimento, e dove conosco una ragazza con cui avrò la mia prima relazione davvero sentita, conferma finale della mia omosessualità. Mia madre accetta di buon grado il mio orientamento sessuale, ma insorgono problemi quando conosco un’altra ragazza, con cui tradisco la mia fidanzata. Ero al quarto anno di università. Passo mesi di totale scombussolamento in cui fatico a studiare, sono sempre di pessimo umore e litigo spesso con mia madre. Finalmente mi decido a mollare la mia fidanzata e subito inizio una relazione con la nuova. Proprio a causa di questa relazione, turbolenta e a tratti violenta, il mio rendimento universitario va sempre calando. Vado un anno fuori corso, in pratica ci metto un anno intero a scrivere la tesi. Durante questo anno mi do da fare per cercarmi un lavoro, perché mi rendo conto che non avevo mai lavorato prima. Riesco a trovare solo presso un’azienda che vende elettrodomestici porta a porta, e oltretutto, non mi pagano: mollo dopo un solo mese. Dopo poco, trovo finalmente le forze di chiudere la relazione malata che stavo vivendo. A fatica finisco la tesi e alla veneranda età di 26 anni mi laureo. Cerco subito lavoro, ma fallisco un colloquio dietro l’altro. L’unico posto che riesco a ottenere, è come educatrice in un centro diurno per disabili, un lavoro che non mi piace, non c’entra con i miei studi ed è pure malpagato. Tuttavia, è un periodo felice: finalmente riesco a pagarmi almeno l’affitto del monolocale da sola, e sopratutto conosco una ragazza di cui mi innamoro perdutamente, al punto che dopo pochi mesi le compro un anello, delapidando i pochi risparmi che il mio magro stipendio mi permette. Pochi mesi fa, a causa di una mia negligenza, anche se non troppo grave, vengo licenziata in tronco. Da allora ancora non sono riuscita a trovare lavoro e vivo nella disperazione profonda. Mia madre mi aiuta economicamente e la mia compagna mi è vicina, entrambe mi incoraggiano dopo ogni colloquio fallito. Mando centinaia di curriculum a settimana, per le mansioni più svariate, ma con una laurea umanistica, un inglese ormai ammuffito e un curriculum praticamente vuoto, vengo scartata per ogni posto di lavoro. Ho fatto un colloquio persino per uno stage, non ho passato nemmeno quello. Intanto i mesi passano e io continuo a dipendere economicamente da mia madre: essendo stata licenziata non ho percepito nemmeno la disoccupazione. Alla frustrazione per essere disoccupata si aggiunge la sensazione di essere una persona fallita, per non avere iniziato a lavorare prima, per avere scoperto il mio orientamento sessuale così tardi, per essermi laureata fuori corso e pure con un voto mediocre…proprio io che ero la prima della classe. Non so come muovermi, ho seriamente bisogno di un parere esterno su come uscire da questa situazione che mi porta a pensare alla morte come unica soluzione.

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8 commenti

  1. 1
    Eugen79 -

    Hai delle convinzioni assurde, tipo che laurearsi a 26 anni sarebbe in ritardo folle oppure che 80 come voto di diploma sia poco. Per avere un metro di giudizio così starato devi avere una rete di conoscenze insufficiente. Lavora su questo: cerca di frequentare tante altre persone!

  2. 2
    Max -

    Carissima, la tua situazione non è semplice, ma la tua intelligenza e la tua sensibilità sono notevoli, basta riuscire a rimettere insieme i pezzi di te stessa e riuscirai a ripartire. In certe situazioni, quando non si vede via d’uscita, l’idea del suicidio si fa strada e anche a me in più occasioni è capitato di pensarci, ma non è certo questa la soluzione. Dunque: se hai una compagna con cui vivi una relazione che ti dà serenità e ti fa bene, già questo è un ottimo elemento da cui partire. Tua madre, per giunta, sembra comprensiva e disposta ad aiutarti e anche questo non è poco. Un lavoro, prima o poi, lo troverai. Nell’attesa, potresti optare per offrirti come baby-sitter, o come assistente a una persona anziana, o disabile. Non so per quale motivo ti abbiano licenziata dal tuo precedente lavoro: sicuramente in quei posti, soprattutto con gli ultimi arrivati, sono molto esigenti. Magari stai un po’ più attenta alle negligenze e vedrai che la prossima volta andrà meglio.

  3. 3
    Sofia -

    Sono basita…laurearsi a 26 anni è tardi? Scoprire il proprio orientamento sessuale dopo le superiori (quindi poco più che adolescente) è tardi? Due esperienze lavorative e dici che il tuo curriculum è vuoto? Pensa che ci sono persone che alla tua età iniziano l’università, altre che si sposano e fanno figli poi scoprono di essere omosessuali, altre che per vari motivi alla tua età non hanno mai lavorato…le tue tempistiche sono assolutamente normali, a 27 anni puoi ancora fare tutto nella vita e te lo dico da 40enne…continua a cercare lavoro che chi cerca trova e sopratutto non farti seghe mentali inutili sul passato.

  4. 4
    Angela 85 -

    Ciao carissima se ti può consolare anchio ho una laurea umanistica e non ho mai trovato occupazione. Sono caduta in depressione mi son sentita frustrata e ancora oggi mi sento. Ma penso a mio marito non voglio che abbia una moglie depressa. Quindi ci convivi con questo disagio. A volte mi sento fallita anchio. Ti capisco. So come ti senti. Magari vedi se puoi collaborare CN qualche associazione anche se prenderai poco. Io ho pensato a questo x me almeno DS avere qualche soddisfazione e mi dia autostima. Cmq sei giovane non demordere. Continua a inviare cv. Io ho 36anni son fuori età ma te sei giovane. Ti auguro buona fortuna. Non mollare

  5. 5
    Eugen79 -

    “essendo stata licenziata non ho percepito nemmeno la disoccupazione”…ma questo è un non-sense! L’indennità di disoccupazione viene data proprio a chi viene licenziato, perché si trova senza lavoro per cause non imputabili a lui stesso! Viene negata solo ai dimissionari…Sei andata a chiedere in un patronato?

  6. 6
    Alex5272 -

    Conosco persone con laurea umanistica che lavorano anche in settori ben pagati come per esempio risorse umane, poi ci sono concorsi anche per le lauree umanistiche o per esempio nessuno farebbe più l’insegnante…non so in cosa tu sia laureata ma forse il problema è come lo cerchi il lavoro…iscriviti a tutte le agenzie possibili, manda candidature in diversi siti…chiediti cosa non è andato bene nei colloqui andati male e parti da dove hai sbagliato per non ripetere lo stesso errore..
    Per il resto mi dispiace per il tuo lutto ma su tutto il resto mi sembra tu abbia una vita normale, non un quadro così tragico..

  7. 7
    Paolo Grande -

    Cara Motörhead, ora la situazione ti appare senza uscita, ma sei disposta a valutare punti di vista diversi?
    Che cosa ti ha permesso di laurearti? Che cosa ha fatto sì di chiarirti sul tuo orientamento sessuale? Che cosa ti ha fatto ottenere i lavori che hai avuto? Tutto questo nonostante le difficoltà familiari e nella tua vita sentimentale!
    E ora, che cosa ti piacerebbe fare? O almeno, che caratteristiche dovrebbe avere il prossimo lavoro per essere felice di farlo? Hai valutato se fare formazione per avere più possibilità di fare un lavoro che ti interessa?
    Guardando “indietro” vedi ricordi “pesanti” e spiacevoli; cosa possono insegnarti per poi guardare “avanti”?
    Per finire 2 info pratiche: quando si arriva a pensare a soluzioni estreme, è meglio farsi aiutare da uno psicoterapeuta (gratis nelle ASL o puoi cercarne di pro-bono o low cost).
    Come disoccupazione, venendo licenziati ci sono max 2 anni di NASPI, meglio informarsi quanto prima a patronati/sindacati/INPS.

  8. 8
    Em -

    Ciao cara!
    La tua situazione la stanno vivendo tante altre persone. Inoltre se hai 27 anni sei giovane e a passo con molti altri tuoi coetanei.
    CERTO, ognuno pensa al proprio, ma non disperare.
    Anche io ho perso mio padre e avevo 14 anni. Casini su casini ma mia madre mi disse “la vita va avanti figlia! Tu devi andare avanti!”. Guai se piangevo! Purtroppo tutti abbiamo problemi ma dobbiamo affrontarli altrimenti ci divorano.
    Per l’omosessualità be’ sei normale. Io esco da una relazione tossica, non ho parenti, famiglia, amici…vivo sola 24/24h.
    Fai tu. A confronto te stai bene! Beata te.
    Come te anche io ho una laurea umanistica ma è ponderato il fatto che in Italia non sia riconosciuta tanto quanto una scientifica.
    Per i voti e i tuoi studi che dirti, io tanto QI, da piccola componevo, memoria super eppure non sono uscita con la lode (causa un 20 finale) e sono finita a guidare camion! Studio lirica, strumento ma sono conducente.
    Non demordere, abbi speranza!

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