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I ricordi più belli del proprio papà

Ciao a tutti, frequento il forum da un po’ ma non avevo mai scritto. Oggi lo faccio per chiedere a ciascuno e a ciascuna di voi un regalo. Mio padre è ancora vivo ma purtroppo non ha mai saputo fare il padre. Credo in quella teoria secondo cui ogni persona sulla terra sia un’anima che ha deciso di incarnarsi in questo tempo per una missione d’amore ben precisa. Secondo questa teoria siamo noi a creare la nostra realtà e a scegliere già dal cielo i genitori e le principali esperienze di vita per poter apprendere delle lezioni. Io non mi ricordo ma ho scelto un padre assente, molto immaturo, che ha abbandonato me e mio fratello quando ero adolescente (13 anni) non sostenendoci più nè economicamente tantomeno psicologicamente. E’ un vampiro energetico che ho imparato a perdonare ma che tengo lontano dalla mia vita. Pur sapendo che mi vuole e mi ha voluto molto bene, ma non sa essere padre, io soffro per il fatto di non avere bei ricordi insieme a lui. La famiglia per lui era un legaccio fastidioso dal quale sciogliersi non appena possibile. La psicoterapeuta mi ha consigliato di suggestionarmi creando un padre nuovo e modificando i miei ricordi. Ho già scelto il viso del mio nuovo padre ma ho molta difficoltà a creare dei ricordi felici che una figlia/o con un padre ha avuto. Per questo vi chiedo in regalo un ricordo di un momento speciale con il vostro papà che vi ha fatti sentire sostenuti, amati, pronti per affrontare il mondo, perchè alla fine l’amore di un padre serve a questo. non voglio rubarli ma solo capire cosa si prova per creare il mio papà buono. Aiutatemi per favore. Grazie di cuore.

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14 commenti a

I ricordi più belli del proprio papà

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  1. 1
    Lady Gray -

    io di ricordi belli con il mio papà ne ho tanti, lui è stato un figlio sfortunato, orfano da quando era bimbo, e forse questo lo ha trasformato in quel donatore d’amore che è stato ed è tutt’oggi per me e i miei fratelli.
    Ti racconto una cosa che ogni anno si ripeteva nella mia infanzia.
    Io sono la più piccola, e quando ero bambina ad ogni mio compleanno al momento del taglio della torta lui prendeva un pochino di panna con il dito, faceva finta di farmela assaggiare e poi me la spiaccicava sulla faccia, da li iniziava la guerra, i miei fratelli erano già pronti con i cucchiaini in posizione catapulta e dopo qualche minut ci trovavamo imbrattati di panna e fragole. Non ricordo il sapore di quelle torte che mia mamma faceva in casa, ma ancora risuonano in me le risate.

    Un abbraccio

  2. 2
    Rossella -

    Non credo in nessuna forma d’amore che non passi dal sacrificio personale. Ti consiglio di essere realista. Come vedi la mancanza di determinazione di tuo padre ha fatto in modo che lui non apparire come una persona amabile. Cosa che da figlio dovresti dimostrarti in grado di fare! Invece non ti passa neanche per l’anticamera del cervello il fatto che a tua volta potresti diventare padre e riconsiderare il rapporto con lui. Non ti piacerebbe dare il suo nome a tuo figlio ? Sarebbe bello! Pensa che questo atteggiamento, alla lunga, si potrebbe rivelare deleterio e potenzialmente pericoloso … è difficile innamorarsi di un uomo che non ci dimostri la totale disponibilità e dedizione. Un uomo che ha per la testa altre storie non potrà mai essere una persona capace d’ispirare buoni sentimenti. Chi ci dice che non ti comporteresti allo stesso modo davanti all’intemperanza di un figlio? Pensaci… “sono montagne e si confrontano”!

  3. 3
    marinella -

    Grazie Lady Gray per il tuo ricordo :):)

  4. 4
    rossana -

    Marinella,
    non ho molti ricordi positivi di un padre emotivamente abbastanza assente, almeno fino al momento in cui non ho potuto dare un contributo economico alle spese di famiglia. ti racconto quello che mi sembra il più dolce.

    mi sono sposata giovane, nella chiesa del mio paesino d’origine, in un giorno di settembre un po’ imbronciato. a metà cerimonia mio padre, esperto in musica e canto, mi dedicò una famosa “Ave Maria”, non potendo evitare, probabilmente per l’emozione, un istante d’incrinatura nella voce.

    prima di quel momento, graditissimo nonostante l’inconveniente, non aveva fatto altro che strattonarmi, nell’intento ansioso, a me rivelato soltanto in seguito, di evitare le pubbliche rimostranze della donna e del bambino che l’uomo che stavo per sposare aveva lasciato… soltanto mio padre era al corrente che si riproponeva di venire a “presentarci i suoi auguri”…

    spesso ripenso a quel mattino, agitato più del previsto, ma in particolare ho cercato a lungo, senza esito, d’individuare il nome esatto dell’autore dell’inno che ha segnato il distacco dalla mia famiglia. mi piacerebbe poterlo risentire, di tanto in tanto, ricollegandolo con certezza all’uomo che lo stava interpretando per me e che ora non è più in vita…

  5. 5
    ets -

    Il ricordo più bello che ho di lui e’ che era un grande lavoratore. Ecco, ciò che ho inconsciamente imparato da lui e’ proprio quello: il lavoro.

  6. 6
    marinella -

    Grazie Rossana per il tuo ricordo molto dolce… Ets grazie anche a te. Se vi viene in mente altro a me sarebbe tanto utile! Un abbraccio

  7. 7
    rossana -

    Marinella,
    se mi si invita a raccontare, non resisto alla tentazione, come si addice a chi, alla mia età, cerca spesso i suoi ricordi.

    il primo che ho in merito a mio padre è la visita a un suo benefattore, gravemente ammalato, in cui mi aveva permesso, piccolissima, di accompagnarlo. ricordo una stanza abbastanza buia, un uomo vecchio seduto in una poltrona, quasi immobile, e il mio sentirmi immersa in una sofferenza mai conosciuta prima ma vicina a chi poteva darmi sostegno.

    il successivo è molto più allegro: mio padre non frequentava affatto i bar, che negli anni ’50 erano chiamati osterie. un pomeriggio, chissà perché, siamo entrati insieme nell’unica esistente in paese. non ricordo se già si cantasse fin dal momento del nostro ingresso ma in seguito, seduto a un tavolo con altri avventori, con me sulle ginocchia, mio padre ha diretto a lungo l’improvvisato coro. si è per certo cantato “Vola colomba” (https://www.youtube.com/watch?v=Zg4cCMdwFSU), e io ero così coinvolta emotivamente dalla canzone, e così orgogliosa di lui. adesso l’osteria è diventata abitazione ma quando passo nei pressi di quella che fu una bettola, spesso ricordo quel pomeriggio così speciale, in cui mio padre è stato per me un re.

    l’ultimo relativo all’infanzia, si colloca di nuovo in una visita, a un uomo influente, che veniva dalla città (forse soltanto nelle circostanze in cui era messo in contatto diretto con altri mio padre dava segno di considerarmi). l’amico mi aveva regalato una minuscola mucca di plastica, dalla quale si poteva fingere di spremere latte-acqua muovendole su e giù la coda dopo aver riempito il mini-serbatoio nel suo ventre, come se si fosse trattato della pompa con la quale si traeva l’acqua dal pozzo di casa. ero felice per il dono, davvero speciale per una bimba di campagna, avvezza a vedere giocattoli di scarso valore soltanto nelle fiere… forse, è proprio in virtù di questo che ricordo di essere uscita da quella casa, in una tiepida serata, a cavalluccio sulle spalle del mio papà. non credo che questo piacere di vicinanza fisica si sia poi ripetuto in seguito…

    i successivi ricordi rientrano in una fase più adulta, e sono più razionali, meno intriganti… questi tre hanno lasciato il segno forse quasi soltanto perché legati a emozioni, le sole che lasciano tracce nei percorsi di vita e le sole che consentono per brevi momenti di sentirsi vivi in un’atmosfera d’eternità…

  8. 8
    marinella -

    Bellissimi ricordi, Rossana, e ti ringrazio per aver accolto il mio appello in modo così puntuale e coinvolto :) Mi è piaciuta moltissimo la scena dell’osteria, commovente! Ti mando un abbraccio e ti ringrazio per il regalo prezioso, se puoi mandami una preghiera o un pensiero gentile perchè non sto attraversando un bel periodo, grazie <3 baci

  9. 9
    rossana -

    Marinella,
    un pensiero positivo te lo mando ben volentieri. di più in tutta onestà non posso fare.

    andrà tutto bene!

  10. 10
    una figlia abbandonata -

    Mio padre è sempre stato assente, è vivo ma non ci parliamo. Di lui ricordo le sue spalle, le sue bestemmie, le sue parolacce.Ho vissuto in un clima teso, con lui che gridava per ogni minima cosa. Quando sono andata lontana per studiare, spesso riprometteva soldi per poi negarmeli con le scuse più assurde e mi sono ritrovata ad elemosinare denaro dagli amici. Quando mi sono sposata mi ha promesso aiuto economico, poi negato e alla fine me lo ha dato solo perchè non lo pigliavo più al telefono.Non è stato il padre della sposa, si è impicciato solo per criticarmi e offendermi per poi abbandonarmi più e più volte, quando ho perso il lavoro e piangevo perchè non riuscivo più a pagare l’affitto, mi ha sbattuto la porta in faccia e quando non ho più voluto parlargli si è inventato che lui mi voleva aiutare e io non volevo. Come puoi inventarti un nuovo padre?Come si fa?Mio padre non sta bene eppure io non provo niente, soffro per il padre che non è mai stato, non mi manca, mi manca quello che non è stato.

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