Lui è sposato ed io sono un’amante
di
chillido44
Riferimento alla lettera:
Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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CLA’: balle, la risposta non è questa. E non ho parlato di una famiglia mulino bianco perfetta in generale, il mio era un quesito specifico. Se hai voglia rileggilo, e se hai voglia (ovvio non è obbligatorio) usa le energie che usi per darti addosso per vedere invece che la risposta è un’altra. Non dev’essere precisamente quella che ho in mente io, ma di certo, mi permetto di dire e me ne prendo la responsabilità, non è quella che hai dato tu.
MARGOT: 1499. segnamocelo questo commento, da rileggere se dovesse servire, e non solo a te. Margot, piacere di conoscerti per chi sei TU. Un abbraccio forterrimo.
ALEBA: a parte che ti ringrazio per la tua testimonianza, che a me serve moltissimo, anche per l’effetto specchio, non penso assolutamente che tu sia proprio scema. No. E’ ovvio che il suo disagio lo avevi colto, pensi che io non avevo colto il suo a riguardo? La casa non era l’unico problema e non è sempre stato il mostro di lokness, ma certo che aveva dei problemi. Solo che, mentre tentavo di spiegargli che erano incastri che uno si può togliere, per vivere meglio (che sia con me o anche no, ma rimane il fatto che un filtro “ossessivo” o fissarsi in una paura filtrando il mondo attraverso quel limite bene non fa) al contempo, come te probabilmente, cercavo di rassicurarlo. Cercavo di rassicurarlo sul fatto che le cose non stanno così, che partiva da presupposti sbagliati. Ma chi rassicurava me? che poi io non è che avessi bisogno di rassicurazioni pazzesche, solo di normalità. E casamiacasamia non è normalità, serenità. Non lo è perché ognuno ha diritto anche di vivere da solo, ma se vivi con qualcuno vivi con qualcuno, e non puoi guardarlo tutto il giorno come se fosse il nemico che ti vuole derubare, che sia di sentimenti, beni, o quel che è. Guarda, io conosco anche persone che si amano e vivono in due case diverse, anche persone che, passate anche storie come le tue e le mie, non se la sentono – almeno all’inizio che sia – di buttarsi senza rete in una convivenza. ma il punto è che esiste un modo funzionale o disfunzionale, credo, anche di vivere i propri bisogni e le proprie ansie. Di trovare anche un accordo assertivo. di decidere se avere un conto unico, un conto in comune, un conto in comune e anche due conti separati. Di pagare uno il mutuo e l’altro il resto. di pagarlo insieme o no. di scegliere se uno dei due può andare un anno in aspettativa per finire gli studi, se avere un bambino o tre, se metterli in una scuola pubblica o privata, se accettare un lavoro o un altro. Siamo umani e quindi anche chi dialoga, e ha un rapporto paritario, nel viaggio della vita può andare in crisi di fronte ai problemi o scoppiare pure. E’ un fatto. Ma se il tuo vedere un nemico nell’altro o in una situazione precede persino il fatto di vivere una relazione allora è un vero casino. Perché leggerai la tua relazione e l’altro senza vederlo, ma come un tribunale che porta ogni giorno le prove che costui o costei ti vuole fregare. Se c’è qualcosa che
Margot, mi fa molto piacere sentirti parlare così!
Certamente quello che ho scritto era riferito esclusivamente a me! ogni storia è a sè. La tua poi è ancora più complessa e sofferente della mia.
Tu devi assolutamente pensarla in questo modo. Ci vorrà del tempo ma son sicura che ne uscirai. Lo ricorderai come un bruttissimo incidente di percorso che ti ha aiutata a rafforzarti.
Lui dopo che avevo scritto (di solito è quasi sempre così) mi ha chiamata 2 volte ma non ho volutamente risposto. Era un pò tardi quindi mi sembrava strano mi chiamasse. Molto probabilmente l’ha fatto per chiedermi un favore.
Stamattina invece vedendomi in garage mi ha fatto uno squillo. Lui era seduto beatamente insieme alla compagna ed ai genitori di lei.
Nella sua vita non conto niente. Lo vedo ogni giorno che passa. Lui pensa a cambiare la cucina, a comprare la bici, a portare in giro il figlio..Ed IO? Quale incarico ricopro? In fondo alla lista..sempre che abbia voglia o che abbia la luna girata nel verso giusto.
Lo disprezzo molto..eppure non riesco a non guardare quello che fa. La mia psiocologa un giorno mi ha detto che è come se cercassi da lui qualcosa (questo me l’ha detto in merito al fatto che quando capisco che sta per uscire con la sua famiglia, invece di fregarmene, aspetto di aver la conferma, seppur sia una cosa che mi crea sofferenza)..ma cosa? Conferme? Mi piace soffrire?
Forse sono la classica persona che trova stimoli in relazioni di questo tipo..Con l’altro uomo è tutto così tranquillo, sicuro..quasi irreale. Probabilmente avrò delle cellule che godono come pazze quando ho la tachicardia. Addirittura di mattina nel scendere le scale (xk facendo gli stessi orari di lavoro capita di vederlo) tremo, ho il cuore che batte all’impazzata..ma talmente forte che mi causa dei tremendi mal di testa.
Cmq sn convinta che lui non è il classico uomo fedifrago che tradisce xk non ha il coraggio di affrontare la realtà e cercare quello che davvero lo rende felice..Lo fa perchè gli è capitata l’occasione! Se non gli fosse capitata sarebbe la stessa identica cosa.
……….Mi ha appena chiamata..è a casa cn tutta la famiglia..parlava piano ma è la prima volta che ha avuto il coraggio di farlo.
Cn qst non voglio dire che cambio idea! Però quando poi mi da queste “dimostrazioni” è come se tutto il male fino ad ora provato sparisse..Ha un enorme potere sul mio umore. Come se lui fosse la mia DROGA! Iniettata nelle vene crea un enorme piacere…poi inzia l’astinenza e le dosi devono essere sempre maggiori. (Di questo lui non è al corrente per fortuna).
Sn in un vicolo cieco porca miseria!
A fine mese la sua compagna andrà dai suoi parenti e ci resterà per 2 mesi. Lui sarà da solo! Ho il terrore. Quasi la presenza della sua compagna mi rassicura..ma quando non ci sarà più…cosa farà? E soprattutto, cosa frò IO???
la mia esperienza mi ha insegnato è l’autotutela, quella sana. Non guardare il mondo pensando che sono tutti stronzi che ti vogliono fregare, ma pensare che è meglio avere delle risorse (e non farsele togliere) che comunque vada ti permetteranno di non crollare del tutto, e quelle risorse sono prima interne che esterne, il resto è conseguenza. Tra essere heidi ed essere un calcolatore elettronico esiste l’autostima, sì, che ha un senso molto più ampio di sono brava bella fotomodella, e che, personalmente, vedo, oltre che nel miracolo e la forza dell’amore materno, nello scatto che hai avuto e che così bene descrivi, nel tuo aver recuperato il concetto: sono una persona, sono una donna, per me i valori sono questi, per me il benessere e la serenità è questo, non quello che mi viene proposto quotidianamente come legge o realtà. E non ho dubbi che la tua serenità, reale, il tuo sentirti realmente in contatto con te stessa, in modo positivo (anche se immagino non sia così facile autoconcedersi di sentire e sapere e volere) non possa che giovare anche a tua figlia, che lei riesca a percepirlo a livello istintuale, emotivo prima ancora che razionale. A me dispiace molto per come il mio lui ha filtrato me e la nostra storia, anche perché per dieci anni, prima, avevo visto quanto avesse paura delle relazioni (a causa di ciò che aveva visto in casa sua, dei genitori ecc) ma avevo visto anche quanto lui comunque, poiché ci teneva a me e noi, riuscisse anche a stare in asse sulle sua paure. a concedersi, di fatto, di credere che non è detto che le relazioni siano solo un pericolo, che lo sia la vicinanza emotiva. Anche se ogni volta che c’era un problema a differenza di me che ho reagito alle mie esperienze anche a casa dei miei pensando che le relazioni sono dinamiche e non cose che comperi preconfezionate al supermercato (ho reagito, però, ovviamente, anche con quelli che evidentemente si sono rivelati i miei punti deboli quando c’è stata assurdità ecc, certo… da notare che io vengo da dei problemi tra me e mia madre, ma al contempo ho in famiglia relazioni assolutamente funzionali, paritarie, progettuali e di lungo corso, mentre la sua esperienza è esattamente inversa) dicevo lui aveva un atteggiamento pessimista. Però finché non è arrivata la questione casa e sua madre peraltro ci ha messo un manipolatorio zampino le sue dinamiche non sono esplose in quella maniera, assolutista e insieme contorta, insicura (tu non mi ami, tu mi lascerai, tu mi fregherai, tu vuoi aprofittarti di me… tutte cose nella sua testa, non reali) e insieme arrogante e dittatoriale. Mutuata da sua madre. La quale dopo anni un bel dì mi ha detto “tornatene a casa tua!” e al finale si capisce quanto per lei la figata sia che siccome non ci siamo mai sposati io non toccherò il malloppo. (che non avrei toccato comunque, ndr). Perché lei ragiona su quei termini, in maniera preventiva, ossessiva, esattamente come il tuo ex, purtroppo. E questo ha trasmesso a suo figlio, purtroppo.
Luna, leggendoti non ho potuto trattenere le lacrime.
Bacioni
Ciao ragazze vi leggo e mi convinco sempre di più di aver trovato in voi DONNE che si sono date un’altra possibilità, donne che hanno affrontato il marcio della loro vita, l’hanno guardato in faccia e se ne sono allontanate al punto che tale schifezza nn ha più alcun peso nella loro vita. anche quando tu Luna racconti e in alcuni passaggi si sente la rabbia nel descrivere qualcosa di buono che ti sei vista trasformare in un gabbia soffocante piano a piano, si capisce che da questa tua esperienza hai tirato fuori parti più forti della tua personalità. Anche tu Aleba mi ispiri. E ti ammiro quando dici che sei arrivata a capire che se nn ce la facevi per te, hai deciso di migliorare la tua vita per tua figlia.
Siete veramente grandi!
@EMe: amica mia dove sei? spero di risentirti presto.
@Clà: guarda che il 1499 è per te, per me, per tutte noi. Tu vali di più di qualsiasi doppione fallato a cui lui tivoglia far assomigliare. Tu vali di più del semplice svago sessuale a cui lui ti vuole ridurre. Questo che ti dico nn significa “nn ci devi andare più a letto” o “nn ti ama” o “nn ti considera”. Dico invece che tu hai un tuo valore intrinseco ( che ora nn vedi più, ma lo ritroverai) che nessuno ti può togliere e tanto meno questo tuo lui può farti CREDERE che vali quanto una sco..... Lo sai perchè? Se fosse veramente così nn si impegnerebbe tanto a lasciarti lì, nell’angolo della sua mente dove tu occupi un solo ruolo. Lui (come tutti gli esseri pensanti) sanno che ogni persona “vale” per tutto quell’insieme di caratteristiche che la formano e contraddistinguono. Sa anche lui (sebbene nn lo ammetterà mai) che potrebbe e vorrebbe apprezzare te per più di quel solo aspetto a cui ha deciso di ridurti. In poche parole (e con una quantità di codardia unica, che alcuni soggetti in questo forum hanno definito forza data dall’indifferenza) lui preferisce nn GUARDARTI, nn APPREZZARTI per ciò che sei ma preferisce svuotarti a causa della sua inferiorità mentale e affettiva rispetto a te. Già malgrado il loro essere così machi da poter portarsi a letto due donne invece di una, si riducono ad avere una seconda donna fissa oppure si riducono a cambiare più partner (cadendo spesso in mani squallide quanto loro) pur di nn aprire gli occhi e apprezzare la vita anche attraverso le persone che offrono loro il loro amore. Io mi sento vuota, ma propositiva. Nn ti dico che sto bene, sarebbe una bugia. Ma sono lucida. Lo sai cosa ho fatto ieri quando mi ha chiamata? ho risposto perchè so che poi mi sarei trovata a richiamarlo, ho ascoltato, all’inizio ho cominciato a ripetere i miei soliti schemi, poi lui i suoi (cioè paragonarmi, sminuirmi)poi appena le paranoie stavano salendo ho gentilmente rifiutato il suo invito (voleva portarmi a un concerto) ho passato un’ora a farmi 15000 domande al secondo, poi piano piano mi sono calmata, il cervello ha ricominciato a girare per il verso giusto, mi sono detta di aver fatto la scelta giusta, ho sorvolato sulle sue frasi perchè ho
capito che prima cosa per me nn hanno e nn devono avere peso e che seconda cosa nn corrispondono alla realtà. Mi sono ricordata quello che mi dite sempre, che da quando ci sono in mezzo lui mi ha imposto di guardarmi e di guardare il mondo attreverso la sua concezione distorta della realtà. Mi sono sentita triste per la situazione, ma anche sollevata e abbastanza fiera di me. Oggi è un altro giorno terribile. Sta dando il meglio di se. è passato in questi giorni a dirmi che si che deve finire e che a lui sta bene, ma ora ci ha ripensato nn vuole che sia proprio adesso. Questa Luna è una molestia o no? E quindi oggi si sente in diritto di fare il piacione con me. Ma nn molla neanche le altre. Con me è sempre più discreto. Capirete che la cosa così confonde. Ma guardo oltre, faccio la mia vita (che nn comprende più lui) ma nn la cambio e tanto meno cambio le mie abitudini. Se esco e lo trovo nello stesso locale dove sto andando resto lì con i miei amici, ma lo evito e mi impongo di nn preoccuparmi di quello che fa. Frequentiamo la stessa palestra, se lo trovo lì io resto lontana da lui ma nn me ne vado. E se lo vedo con un’altra? Resto ma me ne frego. Perchè mi ha distrutta, ma ora basta. Nn può togliermi anche la mia vita, le mie persone e le mie abitudini. Fa più male così e va più a rilento. Forse però così facendo lo schiferò ancora di più, perchè imparerò ad osservarlo con gli occhi liberi dalle sue fandonie. Ormai devo andare avanti per questa strada, perchè oggi come oggi nn riesco più a pensare di averlo voluto tanto. Forse ci ricadrò (spero di no proprio) ma so che la dipendenza da lui che provo nn è amore. So anche che posso aspirare di meglio per me e per il miofuturo. Invece lui si è chiuso anche davanti a ogni novità, anche davanti a me. Credo di essere stata una delle sue migliori possibilità, ma so che nn ha voluto vedermi, amarmi e considerarmi. E nn per una mia mancanza ma per una sua preconcetta volontà nel considerarmi priva di qualsiasi valore fondamentale per essere una donna meritevole del suo amore.
ALEBA: mi dispiace però che ti faccio piangere! Un bacione a te.
MARGOT: sentirti più serena, più lucida, più centrata in modo sano su te stessa, determinata verso il tuo bene e la tua libertà di pensiero, azione, identità per me una grande gioia.
Permettimi solo di dirti una cosa, con leìa quali naturalmente però non voglio confonderti:
sei tu che devi/puoi fare quello che tu ritieni necessario a ritrovare la tua libertà e il tuo spazio vitale (sentire, agire, muoverti, percepirti ecc) indipendentemente da e certamente questo incontro con te può vivere anche fasi diverse e di diverso assestamento. Comprendo infatti quando tu dici: non voglio permettergli di togliermi le mie abitudini.
Quindi sì, dal mio punto di vista penso che scegliere (faccio un esempio ics ora) di andare a prendere il caffé in un preciso bar perché quel bar ti piace, lo trovi un posto gradevole, dove ci sono altre persone gradevoli con cui hai famigliarità, o perché ti stimola anche solo per i colori con cui è dipinto o per la marca di caffé che hanno, e ciò indipendentemente se anche lui possa passare di là, è una forma di libertà. Andare senza pensarci, perché hai voglia di andarci, e non metterti il veto assoluto di andarci come se lui fosse una spauracchio che può sbucare dalla tazzina del caffé è effettivamente concederti un piacere. concedere un piacere a te stessa che va al di là. Ciò quindi è sano.
Al contempo però la libertà è anche dire, mentre ti viene voglia di un caffé: dove mi va di andare adesso, veramente? A destra o a sinistra? in quel bar o in un altro?
e poter decidere al contempo di costruirti, in libertà, anche delle nuove abitudini. e anche di poterti dire: sai che ti dico, margot, quella palestra mi piaceva, ma poiché io ho anche bisogno di respirare liberamente, vedere gente nuova e non vedere un idiota che fa lo scemo con tutte davanti a me, non perché lo temo, ma perché preferisco stare in un ambiente veramente armonico per me, posso anche decidere di cambiare palestra. Perché non ho nulla da dimostrare a lui, ma semmai ho voglia di fare qualcosa che fa stare bene me.
Riesco a spiegarmi?
se per te è utile stare sotto dei suoi attacchi e scoprire che riesci a reggerli e fino a che punto vederlo con occhi diversi ti disgusta e quindi ti libera lo sai tu. Ma, al contempo, tu non hai alcun dovere di dimostrare a te stessa, e tantomeno a lui, che tu puoi reggere delle sue dinamiche fastidiose, antipatiche, idiote, invasive, invadenti, infantili e moleste. Perché lui in fondo è anche, con le sue dinamiche, come uno che va ad urlare con una tromba stonata nelle orecchie alla gente, in questo caso a te. quindi non metto in dubbio che i tuoi timpani possanoa anche resistere, ma al contempo che sia anche naturale potersi dire: a me ‘ste strombazzate hanno anche rotto le palle. E quindi, se è vero che al lavoro mi tocca sentire lo stesso questo… inquinamento acustico, però fuori da lì nello spazio libero e più ampio, posso anche scegliere di
ascoltare mozart, gospel, o anche solo il silenzio e il rumore dei grilli o la mia voce e basta, quella dei miei pensieri e delle mie sensazioni aperte verso un mondo e un orizzonte più ampio rispetto al microcosmo di un piccolo dittatore che però, con le sue performance, tenta di convincere le persone che il mondo è molto più piccolo di quello che è, persino il mondo interiore, invece di un mondo con tante pi
risorse dentro e, fuori, con tante tante scelte possibili. Anche su dove andare a bere un caffè. Non so se sono riuscita a spiegarmi bene. comunque sia Msrgot sono contenta che… ti parli così, finalmente. un abbraccio
CLA’: @Mi ha appena chiamata..è a casa cn tutta la famiglia..parlava piano ma è la prima volta che ha avuto il coraggio di farlo. qst non voglio dire che cambio idea! Però quando poi mi da queste “dimostrazioni” è come se tutto il male fino ad ora provato sparisse…
esattamente cosa dimostra secondo te quando fa così? che ti dà maggiore importanza, secondo te, al punto da sfidare l’ordine costituito? o che ha una grande faccia come il culo nel momento in cui manda squilli mentre sorride alla compagna e alla suocera e dice: passami il sale?
sai, Clà, tu dicevi che forse sei una di quelle persone che hanno bisogno di questo tipo di adrenalina. Io questo ovviamente non posso saperlo. Ma non potrebbe essere (anche) lui ad avere la stessa cosa? cioè a provare una sorta di scossa-piacere proprio in questo rischio/ambiguità?
Anche il gioco di sguardi mentre esce con la famiglia per fare il picnic domenicale, ecc.
Non so neanche questo. Ma non mi sorprende poi tanto che tu dica: una tranquillità quasi irreale nel momento in cui da tot sei abituata a mettere la dita nella presa della corrente e produci adrenalina e cortisolo o quel che è come si chiama alla c.....
Nel momento in cui uno è lineare probabilmente ti sembra che lo strano sia lui perché sei abituata con mister arzigogolo. Quasi che uno ti dicesse: guarda che per arrivare al lavoro ogni giorno fai il giro del mondo, cammini attraverso le fogne, ti metti un giubbotto antiproiettile, ma in realtà il lavoro è dietro l’angolo, puoi andarci tranquillamente e non te ne sei mai accorta. Un certo disorientamento è anche normale.
E non significa necessariamente che tu sia una che ha bisogno di mettere le dita nella corrente per sentirti viva, anche solo che da troppo tempo pensi che la normalità sia mettere le dita nella corrente e che tutto il resto sia noia, come cantava qualcuno. Comunque sia spero che tu possa scoprire presto che non serve girare con l’adrenalina a palla, e gli ormoni dello stress prodotti come se tu dovessi affrontare ogni giorno un bombardamento aereo. E che non hai bisogno neanche tu, magari, di uno impegnato o sfuggente, con una rassicurante compagna che da un lato frustra e da un altro lato assicura una certa distanza, per non concederti una maggiore serenità. Da un’altra parte, ovviamente. Non con un fedifrago con faccia da culo.
Luna..la tua recidività nel continuare a leggere righe e righe di storie come la mia (o altre) mi spiazza (in modo positivo)! Per caso sei la “strizza-cervelli” di questo blog?
Scherzi a parte…mi piacerebbe ricambiare ma proprio non sn la persona più adatta a dare consigli (in primis non li seguo).
Purtroppo ho la mente annebbiata.
Lui è fuori cn la famiglia e mi faccio mille domande su dove possa essere. Oggi nemmeno una chiamata ma me l’aspettavo..
Una parte di me è contenta per non averlo sentito..l’altra ha paura che uscendo con la famiglia si possa accorgere dell’errore di percorso (IO) e mandarmi a quel paese. E’ come se avessi paura che condividendo dei momenti ,al di fuori delle quattro mura domestiche, lui si possa allontanare del tutto!
E’ ridicolo….lui è già lontano…
Quando lo vedo cn amici e parenti mi rendo conto di nn essere in grado di competere cn niente e nessuno. Perchè mai dovrebbe rinunciare a tutto questo???? Per me???
Sicuramente lui quando mi ha conosciuta nn aveva intenzione di lasciare la famiglia (perchè, come già scritto, lo avrebbe potuto fare anke prima di incontrarmi).
Quindi non so che cavolo mi aspetto da uno così.L’ho idealizzato troppo e mi sn sopravvalutata! Credevo di riuscire a far innamorare un uomo di me..ma niente! Ho fallito! Sn la ragazza del “quarto d’ora”, nulla più! Forse nemmeno quello!
Se io dovessi interrompere qst corsa al massacro a lui non cambierebbe nulla. Non avrebbe perso niente! Il buco non è quello che gli manca (piccola volgarità)!
Però mi chiedo, (ma non più in maniera ossessiva), perchè la tradisca. Forse nn sn affari miei ma sarei curiosa di saperlo. Se non ha problemi seri cn la compagna allora xk ci siam visti per 3 mesi? Però è vero anke ke se una persona arriva a tradire è xk qualcosina ke non va probabilmente c’è! Ma non tanto grave da lasciarla.
Eppure un mio collega ha lasciato la moglie ed un figlio di 10 anni per un’altra donna ke frequentava da 1 anno.
Ma poi cavolo…Gigi d’Alessio (lo cito xk chiunque credo lo conosca, poi personalmente la sua musica può piacere o no)..4 figli, 1nipote, 20 anni di matrimonio…ha mollato tutto per una ventenne ed hanno avuto un figlio!
Quindi si può fare..ma credo ke ci debba essere l’intenzione seria da parte dell’uomo (in qst caso) e la donna (io) dovebbe essere più furba.
Vorrei commentare gli ultimi post di Margot e Luna ma davvero non ho la forza. Non voglio sembrare egoista..anzi, se nessuno esprimerà un giudizio su quanto scritto da me ora non importa!
Mi dispiace aver annoiato la maggior parte dei lettori.
Clà, ti scrivo la prima cosa che mi è venuta in mente leggendoti.
Invece di chiederti tutte queste cose su di lui: dov’è con la famiglia? ci sono possibilità che si renda conto che io sono un errore? cosa non funziona nel suo matrimonio? perchè la’ha tradita? perchè non la lascia? perchè non si è innamorato di me? Comincia a chiedere a te stessa: cosa voglio dalla vita? voglio essere la ragazza del quarto d’ora? voglio avere anche il minimo sospetto di essere stata un errore? Noi donne pensiamo troppo a “cosa staranno provando i nostri uomini” e ci preoccupiamo molto poco di cosa sta chiedendo la nostra anima…forse abbiamo la convinzione che la nostra anima possa essere dissetata da loro, o forse pensiamo che loro (gli uomini) siano in grado di curare le sue ferite sempre e comunque MA NON E’ COSI’ siamo noi che dobbiamo occuparci della nostra casa interiore, amarci coccolarci e ascoltarci. ASCOLTARCI!!
E’ malsano intestardirsi al punto da prostrarsi (anche solo davanti a noi stesse) per far innamorare un uomo e portarlo a scegliere. Ognuno deve scegliere per sè stesso/a e le scelte condizionate da una pressione presto o tardi ti presentano il conto da pagare. Quindi fai tu le tue scelte….ma tieni in capo alla lista delle tue priorità le tue personalissime esigenze. Se non ti va di essere la ragazza del quarto d’ora…SPOSTATI è più facile di quanto credi.
Quando in un uomo, in un Amore o presunto tale, cacci l’ anima… quando va male, quando vieni abbandonata li’ come un rottame, quando non vieni SCELTA, e’ come se il cervello andasse in tilt. Io sono leggermente sollevata dal fatto che un terapista abbia avuto il buon cuore di dirmi che e’ n-o-r-m-a-l-e. Ovvero che e’ possibile che accada che una donna intelligente, in gamba, capace e mediamente sicura di cio’ che e’, si trasformi in una bambina impaurita e piena di sensi di colpa. Circoli viziosissimi di “vorrei”, “non vorrei”, “avrei voluto”, “avrei dovuto, ma non potevo”, “dovrei, ma non posso”, “dovresti”, “devi” e “non devi” sono VELENO per la sanita’ mentale di una qualunque persona che sia gia’ provata e segnata da un rapporto squilibrato nella sostanza.
L’ “AMORE PER SE STESSI”: che bella espressione. Come no? Donne, amatevi! E se tutto cio’ che vivi ti urla che “FAI SCHIFO”, FREGATEVENE. Siete macchine, robot perfetti, no? Lo sapete BENISSIMO che valete un sacco e che il pirla e’ lui che non sa, che sbaglia, che non capisce, che non puo’. E magari andasse cosi’ o sempre cosi’!!!!! Purtroppo non va cosi’…Va invece che ti senti male. Che ti senti inferiore, che ti senti una P-O-V-E-R-I-N-A, anche se la razionalita’ di fa arrivare al concetto che non e’ affatto vero. Non e’ vero ma intanto il dubbio resta inconscio perche’ DI FATTO nessuno si e’ buttato nel fuoco per te o e’ entrato nella gabbia dei leoni per salvarti mentre tu sai bene che l’ avresti fatto, al posto suo. Perche’ prima degli epiloghi, cento e una occasione arrivano a far vedere quanto sei capace di distruggerti e sfiancarti e sacrificarti per questo benedetto Amore. Cosi’ va che, all’ epilogo, non puo’ che sorgere l’ emozione suprema che porta qui il 90% di noi: IL SENSO DI FALLIMENTO PERSONALE. Poi vai a scavare e vedi che hai davvero fatto quel che potevi e che nulla piu’ sarebbe stato “abbastanza” perche’ il problema non era SOLO TUO o, addirittura TUO ma era di un altro essere umano ed e’ cosa nota che le disfunzioni personali possano essere risolte solo dalla volonta’ del singolo. Se non vuole/puo’/riesce, nessuno puo’ farlo al posto suo. Le persone, uomini e donne, con dinamiche di merda sono veramente ma veramente pericolose perche’ ti tirano sotto, talmente sotto, che costa quanto noleggiare la macchina che ha sondato il Titanic tornare vagamente a galla….
Aleba hai ragione…è una cosa che noto molto ank’io…non penso mai a cosa voglio veramente io! Sn sempre preoccupata nel pensare a cosa possano volere gli altri da me.
Purtroppo è come se fossi stata stregata da qeull’uomo ( o come dice Luna, da quella faccia di culo)!
E’ inevitabile porsi certe domande.
Ancora più difficile è vivere a pochi metri di distanza. L’idea di tornare a casa mi fa venir la nausea!
Da ieri sera cerco di non guardare più se è in casa oppure no. Mi faccio del male da sola..ma a volte la curiosità è irresistibile. Poi mi ritrovo a star peggio di prima.
Ma non basta…ieri sera ero alla finestra e l’ho visto rientrare. Appena in casa mi ha chiamata ma non ho rsp.
5 min fa l’ho visto ancora…dovrei andare in giro bendata!
Io non voglio essere un piacevole “quarto d’ora”..ma appena mi cerca è difficile desistere!
Di positivo ho notato ke le miei giornate nn sn più basate sulle sue possibili chiamate. Io vado avanti cn i miei impegni, hobby, ecc..
Se lui chiama bene, altrimenti nn mi ritrovo in casa senza aver nulla da fare xk mi ha dato buca!
E non soffro più per una sua non chiamata! Pazienza, chiamerà domani…(forse).
Altra domanda : la vera “vittoria” in un rapporto è non essere tradita/o , oppure farsi tradire ma non farsi lasciare??
Luna, la frase @ “con una rassicurante compagna che da un lato frustra e da un altro lato assicura una certa distanza, per non concederti una maggiore serenità.” cosa intendi esattamente? Pensi ke per lui sia stato e sia ancora SOLO sesso, vero?
ALEBA: @siamo noi che dobbiamo occuparci della nostra casa interiore, amarci coccolarci e ascoltarci. ASCOLTARCI!!
E’ malsano intestardirsi al punto da prostrarsi (anche solo davanti a noi stesse) per far innamorare un uomo e portarlo a scegliere..
verissimo, Aleba. E tra l’altro si prova una grande gioia e “pienezza” comunque a occuparsi con amore della propria casa interiore. si può scoprirne molti angoli ancora nascosti o trascurati.
Siamo animali sociali, i sentimenti sono importanti, i rapporti positivi con gli altri sono un’importante ricchezza, ma occuparsi del proprio nido interiore in modo sano rimane fondamentale. anche perché chi ti ama davvero, in modo sano, non credo possa desiderare di violare il tuo nido interiore o che possa provare soddisfazione a vederti confusa/o, stare male, apolide dentro te stesso prima ancora che fuori.
Io del mio nido interiore ho sempre avuto cura, si può sempre fare meglio e crescendo si imparano anche tante cose, anche su cosa significa per noi stessi stare bene insieme a se stessi, rilassati, nel proprio nido. Si possono scoprire anche dei limiti autoimposti dati ingenuamente per scontati. Per varie vicissitudini il mio nido è andato in disordine (proprio quando credevo fosse arrivato il momento di viverlo ancora meglio), e ho sofferto anche perché sapevo, credo, invece quanto è importante stare bene con se stessi, anche quando sembravo averlo dimenticato o veramente era difficilissimo poter essere chi sono. Mi sono sentita destabilizzata, limitata, giudicata, infelice, ingiustamente colpevolizzata ecc. e una parte di me si è autotrasmessa quella sensazione di giudizio, di limite… concretamente so che ho fatto tanto lo stesso, ma anche dove ho sbagliato (e probabilmente nuove “illuminazioni” in tal senso verranno), concretamente so perché quando avrei voluto stare meglio, per me, non ho potuto, per quanto la mia parte positiva e propositiva lo desiderasse pareva fossi capitata in un percorso ad ostacoli senza precedenti. Il mio nido mi è capitato di dover cercare di conservarlo stando dentro una macchina, per ore, o camminando e camminando a piedi per cercare di ricentrarmi quando intorno mi si destabilizzava. mi è capitato di dirmi: io ora mi farei del bene così, ma concretamente non posso, non posso veramente.
Anche se comunque il diritto al bene, mio bene, era così tanto offuscato da una situazione più grande di me.
ALE: @Ovvero che e’ possibile che accada che una donna intelligente, in gamba, capace e mediamente sicura di cio’ che e’, si trasformi in una bambina impaurita e piena di sensi di colpa. Circoli viziosissimi di “vorrei”, “non vorrei”, “avrei voluto”, “avrei dovuto, ma non potevo”, “dovrei, ma non posso”, “dovresti”, “devi” e “non devi” sono VELENO per la sanita’ mentale di una qualunque persona che sia gia’ provata e segnata da un rapporto squilibrato nella sostanza.
vero!
@Le persone, uomini e donne, con dinamiche di merda sono veramente ma veramente pericolose perche’ ti tirano sotto, talmente sotto, che costa quanto noleggiare la macchina che ha sondato il Titanic tornare vagamente a galla…
assolutamente sì :((( uno spreco di energie immenso, mentre ogni giorno magari ci si rimprovera pure di non averle le energie (e ci si sente pure rimprovera di non averle) mentre in realtà si stanno usando quantità pazzesche di combustibile.
@L’ “AMORE PER SE STESSI”: che bella espressione. Come no? Donne, amatevi! E se tutto cio’ che vivi ti urla che “FAI SCHIFO”, FREGATEVENE. Siete macchine, robot perfetti, no? Lo sapete BENISSIMO che valete un sacco e che il pirla e’ lui che non sa, che sbaglia, che non capisce, che non puo’. E magari andasse cosi’ o sempre cosi’!!!!! Purtroppo non va cosi’…Va invece che ti senti male.
Capisco quello che vuoi dire, il fatto è che le dinamiche di merda te lo tolgono davvero l’amore per te, anche perché spesso l’amore per te viene visto come un pericolo dall’altra persona (se ti ricordi chi sei e che ti ami con cacchio che ci caschi avanti) e il discorso non sta tanto nella razionalità, ma nel fatto che appena riesci ad agguantare un filo, almeno un filo del tuo diritto a volerti bene cominci comunque non a livello razionale, ma a livello istintivo a vedere le cose diversamente. Capisco cosa intendi quando dici: robot, macchine perfette…
però è anche vero che un po’ lo siamo macchine perfette, in un altro senso. ed è per questo che le dinamiche di merda producono certi effetti, perché si verificano una serie di risposte a livello emotivo e fisiologico, difronte alla tesione, la destabilizzazione, la svalutazione, l’aggressività. E perché in una situazione di perenne tensione e infelicità si producono anche ormoni e sostanze di risposta e adattamento e “ansiogene” che, accanto allo spaesamento emotivo, e ai calci all’autostima, contribuiscono a quella sensazione di tilt. Come essere costantemente doppati. Poi magari non dormi, fumi 80 sigarette, mangi male, sei sempre più debole, teso, rincoglionito. E pensi che è per amore che stai male, mentre sei sotto un effetto “stupefacente”. credi di combattere, con tutto te stesso, per risolvere un problema, sì, come no, ci metti anche l’anima, ti pare di venderla al diavolo. Ma hai davvero individuato il problema? Guarda Ale che ti sto dando ragione, e non parlo solo razionalmente. Sono una di quelle persone in gamba che sono state rincoglionite da tutti questi fattori. so cosa intendi.
CLA’: la vera “vittoria” in un rapporto è non essere tradita/o , oppure farsi tradire ma non farsi lasciare??
queste sono le non-vere-domande con cui ti rendi il cervello un insaccato salame.
Ti spiegherò meglio cosa intendevo, ora poco spazio. Il sesso non c’entrava una cippa con la mia affermazione. Pensare che sia solo sesso ti può liberare, che ci fai? ma il punto non è quello. E’ un rapporto molesto per te in ogni caso. Troppo toglie e ben poco dà.
Ultimo post (spero).
Dopo che la compagna è partita il pomeriggi stesso mi ha chiamta e siamo stati insieme 3 ore.Fare l’amore cn lui sembrava diverso, più sentimento che fisico. Mentre lo facevamo mi chiamava spesso amore e alla fine mi ha detto che mi vuole bene.Io mi sn messa a ridere..Chiedendomi xk ridessi gli ho rsp ke ank’io gliene voglio.
Il resto della serata lo ha passato a parlarmi dei suoi problemi di lavoro e dei suoi problemi cn la compagna.
Ha detto di aver voluto un figlio xk gli è sempre mancata una stabilità famigliare.Lei i primi anni sembrava la migliore del mondo x quanto riguarda la famiglia, ma negli ultimi 2 anni è cambiata.
Gli manca molto il figlio xk non lo vedrà x 2 mesi, ma cn lei non si sn lasciati molto bene. Ha detto ke dovrebbe star più attaccata al compagno rispetto ai genitori. Ha aggiunto, in seguito ad una mia frase, che se gli voglio credere bene, altrimenti posso pure mandarlo a quel paese. Mi ha chiesto di aiutarlo a scrivere la lettera di dimissioni.
Quella stessa sera sn andata a casa molto contenta, xk mi è sembrato sincero, aperto…Mi ha persino chiamata cn il mio nome, non lo aveva mai fatto (usava dire amore, tesoro..). Quando gliel’ho fatto notare anke a lui è sembrato strano..Era affettuoso, molto affettuoso.
Mi sn detta : possibile ke sia solo sesso? Vede in me qualcosa di più altrimenti non mi racconterebbe tutto questo.
Poi il giorno dopo l’ho visto davanti a casa e non mi ha nemmeno salutata. Mi ha fatto uno squillo ma credo gli sia partita la chiamata involontariamente…Poi il nulla, se nn oggi vedendomi rientrare un altro squillo. Che schifo!!!
Ora che è da solo non sto bene. Cerco di non guardare se è in casa o no xk altrimenti mi faccio mille paranoie. Se ci fosse stata la compagna sarei stata più tranquilla.
Sicuramente ha un’altra. Oppure x lui sn davvero una sco.... e via.
Quella sera mi sn illusa, nuovamente illusa. Facevo dei piccoli progetti (mangiare isieme, fare la spesa, uscire nel week-end, andare in piscina)…Ma niente di tutto questo verrà fatto. Forse qnd sarà in astinenza mi chiamerà..Ma ho deciso di nn rsp più.
BASTA!!! BASTA! BASTA! Non mi obbliga nessuno a restare in una tale situazione! Non credo neanke ke mi piaccia vivere cn l’adrenalina! Non voglio dimagrire, dormire male, avere mal di testa e tachicardia x lui.NOn ne vale la pena. Infondo cosa mi piace davvero di lui??? Il sesso? Forse no, xk qnd manca la fiducia, la stima, cade anke quello!
Lui ama solo la sua compagna, non potrei mai competere cn lei e cn tutto quello ke hanno vissuto.Cerca amore da lei, credo! Io vengo usata x far colpire la compagna anafettiva. Certo ke alla frase : “una persona non la si conosce mai veramente, nemmeno dopo anni e anni”…Ho rsp : “proprio tu lo dici???”
Lui non credo kiamerà in qst giorni (nel week-end avrà ben altro da fare)..ma se lo dovesse fare il mio obiettivo lo dovrò rispettare!
E se non lo rispetterò che Dio mi tagli una mano!
@ale: quando dici sarcasticamente che noi macchine perfette sappiamo quanto meschini siano questi uomini ma che ci lasciamo trascinare in situazione al limite della decenza, io mi sono rivista. È da qualche settimana che sto mettendo in atto i miei buoni propositi ma è difficile e a volte avrei cosi’tanta voglia di gridare, di piangere o di sfogarmi in qualche modo, di poter finalmente guardare in faccia la mia amica e dire tutto, tutto tutto. Ma nn posso. Nn ci riesco. E lo sai perche’? Perche’malgrado tutto quello che dovrebbe essere ovvio (cioe’che lui è una merda e che è lui a perderci) io sento di averci perso. Io so perfettamente cosa fare e come mi devo comportare. Sto cercando di ritrovare la mia strada. E Cla questo è per dirti che tu puoi andarci a letto quando e quanto vuoi, nn è questo il punto. Il punto è che lui ti usa come il mio usa me. E intendiamoci bene, nn so se è solo sesso tra di voi (anche perche’questo nn dovrebbe essere il punto centrale visto che il protrarsi di tale relazione dovra’avere qualcosa di fondo e ricorda la passione a suo modo è una forma d’amore) ma devi cmq considerare che data la loro codardia (intesa come la nn volonta’di prendere decisioni e la capacita’ di vivere una vita doppia) noi malgrado la loro forma distorta di affetto, rappresentiamo una breve parentesi nella loro vita. Sei cio’che lo fa evadere, cio’che lo fa sentire di nuovo giovane e privo degli impegni che una vita familiare comporta. Ma sei e rimarrai confinata nella sua seconda realta’. Sei la sua adrenalina. E lui nn lo è e nn lo sara’mai per te. Per sua natura nn riuscira’mai a darti quello che cerchi. L’amore che sogni e che speri di poter ricevere un giorno.
Io lo scrivo anche perche’ho bisogno di dirlo anche a me stessa. Oggi siamo stati alla stessa cena ed è venuto con la sua donna. Al solo pensiero avevo le palpitazioni ma nn per paura di lei ma perche’mi sentivo a disagio, mi sentivo un’intrusa. Mi ha dato fastidio dover passare tempo con colei che pugnalo alle spalle. Poi è venuto da me ci ha provato e nel mentre mi ha indicato la ragazza per cui va pazzo, elogiandone le doti fisiche (la definisce perfetta) e ricordandomi che devo aspirare a diventare come tale donna. Ma ormai so che nn devo ascoltarlo ma capirete che se la cosa è continua nn è facile restare indifferente. E anzi vi dico che ora passo molto tempo a scrutare questa ragazza per vedere in cosa è cosi’irrangiungibile e a paragonarmi a lei. Ma come mi sono ridotta!!! Insomma capirete che si passa dalle avances ai calci in culo cosi. E so pure che nn devo ricaderci nelle sue trappolette stupide che minano la mia autostima. Ma lo vedo con questa nuova ragazza e lop vedo perso per lei. Con me nn lo è mai stato. Cmq ora pero’io so tutto ma lui se nn con il sesso continua in qualche altra maniera ad usarmi. Ora ditemi solo questo: la sensazione che ho di nn essere stata mai realmente voluta corrisponde alla vera realta’?
Credo ke inconsciamente la maggior parte di noi vuole assolutamente che qst storie finiscano.
Dopo aver scritto l’ho visto per caso.Lui mi ha salutata mentre io ho fatto finta di non vederlo. Pensavo se ne fosse andato ma poi cn la bici mi ha seguita. Allora ho colto l’occasione per fargli capire come ci si sente a non essere cagati in pieno. Quando gli servo mi elogia cn “amore, mi sei mancata, ti voglio bene…”….poi finito il tutto io non esisto veramente più. E’ tutto molto raccapricciante, triste, squallido e per niente sano!
Lui che fà???? Gira la bici senza dirfe niente e se ne va.
Ma come può una persona sana cambiare radicalmente da un giorno all’altro??Ma loro non hanno sentimenti? Oppure sn stata una prova della sua virilità, del suo fascino? La verità è che a lui interessa solo che la compagna non gli abbia parlato per 3 giorni xk lui ha litigato cn suo papà. Se faccio la stessa identica cosa io a lui non importa!
Un giorno lo faccio impazzire, l’altro mi tiene lontana come se avessi la lebbra! Non sn sconvolta visti i precedenti…ma un pò allibita sì!
Se sei un leone pronto a sbranare devi ruggire come un leone, muoverti come un leone e atteggiarti come tale. Non puoi ingannare mostrandoti come un piccolo micino domestico che fa le fusa..Un pò di coerenza cavolo!
Per ora mi sembra di aver cagato un mattone (cit Luna). Spero che qst sensazioni non mi abbandoni e mi faccia pentire e logorare nel tempo. Ho un pò paura.
Forse avrei dovuto essere più furba..sapevo i suoi punti deboli e avrei potuto usarli a mio vantaggio..
Qnd 2 persone vivono una tale relazione e accadono qst discussioni, al fedifrago credo venga in mente ke forse è meglio restare dov’è!! Il fallimento è molto personale ma con il tempo spero passi..avrei potuto atteggirami a geisha all’infinito ma la sua idea nn sarebbe mai cambiata!
Che pensi di me ciò che vuole! (sapesse cosa penso io di lui…)
La dipendenza:
Che sia da una persona, da una sostanza, dal cibo, da un comportamento, da tutto ciò di cui non si può fare a meno…
E’ uno stato d’animo complicato e caotico, straziante a volte, pieno di sensi di colpa, molto spesso, che si consolida come una perseverante abitudine a farsi del male.
“Vorrei, ma non ci riesco…” : bisbigliata appena, interrotta da singhiozzi o urlata a squarciagola, è la frase più affermata in questi casi.
Vorrei smettere, vorrei lasciarlo, vorrei cambiare, vorrei, vorrei, vorrei… è il condizionale che ci frega, perché nel qui e ora, in realtà sto dicendo che “non ci riesco”.
È buffo come il verbo dipendere, che induce di per sé un senso di prigionia e catene, viri di significato quando è usato in maniera impersonale in una risposta, aprendo a diverse possibilità. Io dipendo da qualcosa o qualcuno. Ne voglio uscire? Dipende.
Quindi la domanda è: lo voglio davvero? Oppure è talmente forte il legame con questa cosa che riesce ad appagare dei bisogni – che magari io stessa ignoro – i quali mi portano automaticamente a perseverare?
Cosa succede dentro di me all’idea che questa cosa finisca? Quali velenose emozioni e sentimenti mi suscita?
Paura.
Paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non riuscire a dimostrare al mondo che si sbaglia, di cambiare quelle certezze che se pur sbagliate mi fanno sentire integra in qualche modo…
Vergogna.
Vergogna di riconoscere che forse avevano ragione loro, che ho un problema e non volevo ammetterlo, di constatare che mi sto raccontando bugie da troppo tempo (o che me le faccio raccontare assecondando…), per essermi resa ridicola, fragile, inerme…
Dolore.
Dolore per dover affrontare una perdita, elaborare un lutto, nell’affrontare episodi della mia vita che mi hanno portato a essere quella che sono, per il riconoscere che ho fallito…
Rabbia.
Rabbia per chi non c’è o non c’è stato, per chi c’era e mi ha ferito, per chi ho paura che mi abbandonerà se solo espongo le mie ragioni…
Colpa.
Colpa verso chi mi è stato vicino e ha continuato ad avvertirmi del pericolo, verso me stessa, per non essermi amata di più, verso gli altri, per non aver saputo dare loro quello di cui avevano bisogno o averli tiranneggiati insieme alla mia incapacità di uscirne…
E poi? Poi, dopo aver dato fondo a tutto questo?
A patto di esser riuscita con coraggio a scaraventare fuori dall’anima i suoi pericolosi contenuti… che cosa mi rimane?
C’è il vuoto. Il nulla. L’abisso.
Senza quella persona, quella sostanza, quel comportamento … io non sono niente.
Ecco il fondo di tutta la questione.
Ecco l’angoscia che mi impedisce di rinascere.
Ecco il limite, il filo spinato che delimita i miei confini con la gioia
Non so che io stessa ho in mano le tenaglie per rompere quella rete che mi imprigiona.
Non so che posso già usarle.
Non so che infondo sono libera.
Libera.
Non mi sento così da molto tempo. Forse non lo sono mai stata.
Libera.
Fa uno strano effetto: è un formicolio sottopelle, l’impulso di gridare, una corsa per i campi, le lacrime che premono per vedere la luce.
In effetti, non è poi così buio e vuoto, qua fuori.
E io non sono così male come credevo.
Io, semplicemente, sono.
Anzi.
Io, ho il diritto di essere.
Posso.
Posso volere.
Posso scegliere.
E questo è il nuovo inizio, tutto da scoprire.
MARGOT, ALEBA, ALE: “Il condizionamento viene spesso messo in atto attraverso un processo che paralizza attraverso uno stato di indeterminazione e di incertezza”.
“Sono confuse al punto da non poter reagire in alcun modo. La confusione genera stress. Fisiologicamente lo stress è massimo quando si è immobilizzati e in preda ad una grande incertezza. Spesso dicono che a suscitare l’angoscia non sono tanto le aggressioni dichiarate, quanto le situazioni in cui non sono sicure di non essere in parte responsabili”.
“E’ un fenomeno difensivo contro la paura, il dolore e l’impotenza di fronte ad un evento traumatico che è così lontano da quanto si può concepire normalmente, che lo psichismo non può fare altro che deformarlo o scacciarlo dalla coscienza. La dissociazione opera una distinzione tra quello che può e quello che non si può sopportare, destinando ciò che è intollerabile all’amnesia. Filtra così l’esperienza vissuta, arrecando così sollievo e protezione parziale, rafforzando così il condizionamento”.
“Le vittime sono paralizzate in una rabbia che impedisce ogni reazione, perché è censurata, o si ritorce contro di loro (…) capiscono, ma contemporaneamente vedono, possiedono una iperlucidità che porta a parlare delle fragilità, delle debolezze del proprio aggressore”
“Dopo molti tentativi di dialogo falliti si instaura uno stato d’ansia permanente, “congelato”, preludio di uno stato di apprensione e di anticipazione cronica (…) i disturbi psicosomatici non sono effetto diretto, ma del fatto che il soggetto non è in condizione di reagire. Qualsiasi cosa faccia ha torto, qualsiasi cosa faccia è colpevole”.
“(gli aggressori) impongono la loro visione pessimista del mondo e la loro cronica insoddisfazione della vita. Con il loro pessimismo inducono chi hanno accanto a deprimersi, per poi rimproverarglielo. Il desiderio dell’altro e la sua vitalità mettono in luce le loro mancanze. Molto spesso le vittime sono persone piene di energia e che hanno gioia di vivere”.
“(l’aggressore) è bloccato in questa modalità di relazione con l’altro e non si mette mai in discussione. Anche se la sua perversità passa inosservata per un po’, si manifesta in tutte le situazioni in cui dovrà impegnarsi e riconoscere la propria parte di responsabilità, perché gli è impossibile rimettersi in discussione (…) risparmiandosi inoltre qualsiasi conflitto interiore negativo, addossando all’altro ogni responsabilità di ciò che non va”.
(da “Molestie morali”, se il direttore mi concede, perché mi sembra spieghi bene quello che sembra male d’amore che manda in tilt e invece è shock da stress. concetto che va oltre – o integra – anche a quello di dipendenza affettiva, mostrando come il nostro sistema reagisce in difesa di fronte a meccanismi che producono eccessiva incertezza, svalutazione ecc.
Reagisce in modo esagerato tanto quanto lo stimolo viene percepito come fortemente lesivo.
Non dico che sia facile, ma una volta capito che ciò che si crede sia mal d’amore o propria responsabilità totale è anche sintomo post traumatico forse si può anche capire che, come dopo un incidente, è il caso di prendersi cura di sè per riportare i propri livelli, anche reattivi, alla normalità. Anche centrando un problema per quello che è, o almeno comiciando a prenderne atto. Sul serio).
CLA’: sì, semplicemente sei e hai il diritto di essere.
Luna, a volte mi chiedo tu come stai, come vivi adesso, se ne sei uscita e ti sei ritrovata. Ti penso perchè io vado spesso in crisi, soprattutto i fine settimana quando ci troviamo, per qualche ora, tutti in casa (lui, io e la bimba).
Per me è difficile togliermi di mezzo per uscire dalle sue dinamiche. Perchè sono solo io che ragiono sulla nostra relazione, mentre per lui quella sbagliata sono io, sempre io e solo io. Anche le rare volte che riconosce di aver sbagliato, lo fa con l’atteggiamento di chi dice “ok ho sbagliato, e allora? prova a lamentarti o a dilungarti sul mio errore”.
Domenica mi ha aggredita, non solo verbalmente. Ha cominciato a prendermi a spintoni, mi ha costretta contro il muro. Quando mi sono divincolata mi ha spinta per terra. Gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri, e lui mi ha detto “chiamali”. Poi è andato a dormire (erano le 15.00. Aveva bevuto tanto vino. Il giorno dopo mi ha detto che gli dispiaceva per quanto era accaduto. Dopo altre 24 ore mi ha accusata di essere talmente stronza che avrei chiamato i carabinieri per il padre di mia figlia, che lui non mi ha messo le mani addosso. Spingere non è mettere le mani addosso. Luna, a volte penso che solo morendo sarei veramente libera, solo che in quel modo chiuderei in prigione mia figlia, quella stessa prigione dalla quale io non riesco a fuggire. Ci sono mille ostacoli, molti dei quali sono solo nella mia mente, altri ancora originano dai suoi atteggiamenti. Poi c’è il lato pratico.
Lui non è cattivo, è solo infelice. Non è mai stato felice. Non sa come si vive nella felicità….. per quasi due decenni ho pensato che la mia missione su questa terra fosse fargli conoscere la vera felicità, è difficile riconoscere che ho fallito, che ho lavorato a vuoto. Vorrei avere un livello di lucidità tale da non guardare giù mentre risalgo dalla fossa dove sono precipitata. Vorrei davvero impedire a me stessa di alimentare anche il più piccolo dubbio sul fatto che “avrei potuto impegnarmi di più”.
Grazie Luna, mi aiuti sempre, tanto
ALEBA: @Per me è difficile togliermi di mezzo per uscire dalle sue dinamiche. Perchè sono solo io che ragiono sulla nostra relazione, mentre per lui quella sbagliata sono io, sempre io e solo io. Anche le rare volte che riconosce di aver sbagliato, lo fa con l’atteggiamento di chi dice “ok ho sbagliato, e allora? prova a lamentarti o a dilungarti sul mio errore”.
Ma di fatto, Aleba, il fatto che solo tu ragioni sulla relazione è proprio una parte di quella famosa dinamica, no? Potrei scriverti le identiche cose riguardo la mia esperienza. Di fronte a una discussione su un suo errore: sguardo vacuo, leggere il giornale o fare altro, molta fretta e mai il momento giusto, un’epressione indecifrabile tipo: sto ascoltando e sono turbato, non sto ascoltando per niente. Nei casi peggiori incapacità di reggere una tensione dell’altra persona, seppure reattiva.
@Luna, a volte penso che solo morendo sarei veramente libera
anche questo pensiero è frutto delle famose dinamiche. Non hai bisogno di morire per sentirti veramente libera. Semmai hai bisogno di ricominciare a vivere, lontano dalle dinamiche.
il pensiero nasce non dall’impossibilità effettiva di essere altrimenti libera, ma dal senso di oppressione delle dinamiche.
@Ci sono mille ostacoli, molti dei quali sono solo nella mia mente, altri ancora originano dai suoi atteggiamenti. Poi c’è il lato pratico.
anche il fatto che i mille ostacoli siano nella tua mente, e originati dai suoi atteggiamenti fa parte dell’esistenza stessa della dinamica. Anche mettere in fondo alla lista il lato pratico, che in realtà è quello più concreto e sul quale sarebbe importante investire le energie e le risorse. Le energie vengono però male indirizzate, perché spese per compensare, controllare, adattarti, giustificare, preservarti dall’aggressione. Inoltre la questione pratica viene vissuta non come una possibilità di allontanarsi dal conflitto e quindi poter ragionare e sentire anche più lucidamente, o come un diritto, bensì con ansia. Anche perché oltre agli effetti problemi (non li conosco in concreto e possono essere concretissimi, ma di solito è anche per la loro esistenza che appunto si genera il terreno su cui si innesta la prevaricazione. Ecco perché diventa importante intervenire su quell’aspetto, investendo le proprie risorse. Ecco perché la questione pratica finisce al terzo posto, mentre dovrebbe essere al primo
@lui non è cattivo, è solo infelice. Non è mai stato felice. Non sa come si vive nella felicità…..
e tu, tu sei felice così? a sfiancarti è anche il fatto di dirti (dirmi) che lui non è cattivo. A me non interessa sapere se lui è cattivo. Uno può anche non essere cattivo, ma se mi urla con una tromba nelle orecchie e mi rompe un timpano, che lo faccia per cattiveria, ignoranza, incapacità emotiva, o stupidità, con dolo volontario o meno sempre mi sta spaccando un timpano.
nelle relazioni non disfunzionali e non caratterizzate da dinamiche di questo tipo non è necessario riconoscere una cattiveria nell’altro per poter ammettere una effettività incompatibilità di carattere, di progetti, intenti, vedute. Non è necessario continuamente passare tra rabbia e frustrazione e giustificazione. Si può anche stare male in una relazione e basta, e prenderne atto.
@Spingere non è mettere le mani addosso.
La negazione è una sua arma di difesa, mi pare, che sa usare benissimo. Ma non ha solo la sua, ha anche la tua. Con la quale proteggi al contempo i suoi errori per lui, ma anche per te stessa, quando ti fanno troppo male. Ma chi protegge te?
Che sia mettere le mani addosso o no ti ha fatto stare bene? non hai comunque percepito un eccesso di tensione? o un’incapacità di gestire i conflitti in modo diverso e non lesivo?
Quella non è comunque una realtà oggettiva?
@per quasi due decenni ho pensato che la mia missione su questa terra fosse fargli conoscere la vera felicità, è difficile riconoscere che ho fallito, che ho lavorato a vuoto.
Anche questa frase la capisco – come tutte le altre, purtroppo conosco il meccanismo 🙁 – e capisco il senso di frustrazione. Tuttavia, lucidamente parlando, non hai fallito un tubo. Perché una relazione è una realtà paritaria in cui le persone, oltre a stare bene con se stesse (no a immolarsi per il benessere dell’altro fino a scomparire o distruggersi) pensano anche empaticamente alla serenità dell’altro, che rimane non perché ha una missione o è legato dalla paura ecc, bensì perché si sente amato, protetto, in un progetto paritario di serenità.
ma questo vale per entrambi, non per uno che ha una missione salvifica e l’altro che è semplicemente quello che è, che tanto l’altro corre come un criceto sulla ruota. Fa molto male, e lo so, vedere le ferite in un altro, sapere che non è mai stato felice, neppure da bambino, conoscere magari quali siano state le prevaricazioni violente che può avere subito. Tuttavia non hai fallito nessuna missione, perchè se lui non è capace di vivere una relazione sana la colpa non è tua. nè è una tua colpa non averlo reso più capace. e inoltre è ovvio che nessuno può avere come missione quella che dici. perché dovrebbe pensare a vivere. e vivere non è questo, non è quello che dici.
Aleba, nessuna delle frasi che hai scritto, nessuna delle sensazioni, emozioni e paure che descrivi purtroppo di stupisce. Le conosco tutte e conosco la loro potenza. Quindi mentre le ho “svolte” una per una non l’ho mai fatto con giudizio. invece mi trovo a ringraziarti perché mentre le svolgo insieme a te non posso che rimarcare tutto ciò anche a me stessa. E questo specchio aiuta anche la mia lucidità nel guardare il mio vissuto. ora non ho più spazio, tornerò. un grande abbraccio. E abbi cura di te, per piacere, più che puoi. sei una grande donna, ma in una piccola scatola, purtroppo troppo piena di spilli. Ma non è colpa tua, non sei un puntaspilli e la scatola non è la vita
Vi scrivo a quest’ora perche’ho girato per tutti i posti che conosco (compresa casa sua e dei suoi genitori)per vedere se stesse con la nuova concubina. Ha detto che per lei lascerebbe tutto perche’è tutto cio’che desidera dalla vita. Penserete che sono pazza ma ora vi dico tutto: siamo andati acena fuori con amici e dopo un po’è arrivato lui mano nella mano con la nuova fiamma. Al che gia’mi ero innervosita. Poi ha passato la serata a corteggiarla, adularla e a dirle quanto è irresistibile il tutto davanti a me. Lei ha cominciato a starci al che ovviamente la situazione è peggiorata. Io ho dovuto assistere a tutto senza poter dire una parola. Ha detto che se solo gli dara’un cenno lascera’tutto per stare con lei. O mio Dio!!! Mi capite? Mi sono sentita un cesso, ma a parte il fisico, proprio un gabinetto in cui hanno cagato tanta merda da nn poterla smaltire. Poi io sono andata in bagno e al mio ritorno erano scomparsi. Per questo ho cominciato a girare per tutti i posti dove poteva essere e nn li ho trovati, ma la cosa nn mi ha sollevata. Anzi!!!poi sono andata a casa sua ma nn c’era e neanche a casa di lei, per i boschi, a casa dei suoi dappertutto ma niente. Sto impazzendo!! Mi sento una schifosa. E sinceramente al di la’del rifletterci sul perche’mi comporto da cesso vorrei dire che fondamentalmente mi sono rovinata la vita per un uomo a cui faccio schifo e che preferisce un carlino a me. Cio’mi convince che sono un’emerita idiota e che mi sono fatta fottere. Ha vinto lui. E basta. Io sono qui inerme a aspettare di morire.
Margot cara, io credo ke tu ti senta sollevata dal fatto che quell’uomo che tanto ti tormenta abbia trovato un’altra vittima. (purtroppo).
Stai male, inevitabile…ma sapere che lui si stia allontanando ti creerà all’inizio non poco dolore…ma pian piano realizzerai che è la cosa più giusta e sana per te!
Riprenderai il controllo della tua vita, dei tuoi sentimenti e del tuo valore che brutalmente è stato calpestato!
Lascialo andare….è la tua salvezza!
Immagino che vi chiederete : “ma non aveva detto che non avrebbe più scritto?”
Non saprei da dove cominciare…potrei dire che l’unica cosa che voglio fare è dormire. Dormire per non pensare. Ho lasciato spento il tel per nn aspettare una chiamata che non arriva…e perchè non arriva?
Non arriva per il semplice fatto che ho rifiutato di prestargli dei soldi (meno di una settimana fa mi ha chiesto 200€)..Io non son riuscita a dirgli di no. Ma ieri proprio non ce l’ho fatta.
Il giorno prima è andato quasi tutto bene..
Dopo aver fatto l’amore mi ha chiesto se cn lui mi trovo bene. Ho rsp di sì e ho girato la domanda a lui. Ha rsp dichiarando che quando fa l’amore cn me ci mette il cuore, i sentimenti…Non riuscirebbe a fare l’amore in altro modo. Anche xk oltre a quello parliamo, scherziamo. Quando sa di dover uscire cn me ha piacere..altrimenti inventerebbe scuse per non vedermi. Gli piaccio come sono, una bravissima persona, dolce, dolcissima…So, sempre a suo dire, come interessare/tenere un uomo.L’unico difetto che mi accomuna a lui è il fatto di arrabbiarmi subito.
Poi ha iniziato a chiedermi se mi vedo cn altre persone, aggiungendo “a me non frega niente degli altri uomini, te lo chiedo xk sn curioso”.
Ho provato a farlo esprimere in modo diverso (è straniero) ma ha detto la stessa identica cosa. A lui io interessa, ma gli altri uomini no! Che arrampicata sugli specchi!!
Gli ho chiesto se mi accompagnava al lavoro il giorno sucessivo..Lo ha fatto. Siamo andati cn la mia macchina..poi puntuale è venuto a prendermi salutando le mie colleghe. Un mio collega invece scherzava dcendo che era geloso..a quel punto lui mi ha chiesto un pò seccato chi fosse e cosa volesse. Stasera avrei dovuto dormire da lui.
Da qnd la sua famiglia è partita dorme a casa rare volte. Mi dice che va da un amico e c’è la mamma di quest’ultimo che fa da mamma anche a lui. Se non avessimo abitato così vicino mi avrebbe portata sempre a casa sua.
Io ovviamente non ci ho creduto (ma ho fatto il possibile per sembrare una ragazza “aperta” e non gelosa)…Lui dice che non avrebbe problemi a dirmi che ha un’altra, ma nn è così.Io sono l’unica.
Avevamo parlato anche di andare al mare, di sentirci cn le video-chat.
Ma dopo che ieri mi sn un pò alterata alla sua richiesta di soldi non si è più fatto sentire. Qiundi per lui io rappresento sesso e soldi?
E’ una contraddizione unica quell’uomo. Non riesce a rendersi conto di quello che dice, non da il giusto peso alle parole.
Addirittura dopo un piccolo battibecco gli ho detto che avrei voluto non vederlo più. Non capiva…lui non vorrebbe lascirmi ma se io dovessi decidere lui accetterebbe, a patto che io dopo non lo stressa. Io stressare lui?? Aspetto sempre che sia lui a farsi sentire, anche ora che è da solo. Mi sarò permessa una volta di dargli il buongiorno.
Perchè si comporta così? Cn la compagna sn sicura che non si permette di fare certe affermazioni.
Possibile che io non ne esca?
Sn arrivata alla conclusione di tenerlo così com’è, pur di non perderlo.Che in qualche modo mi appaghi , altrimenti non vedo una spiegazione. Sn molto dimagrita, ho il sonno tormentato. Appena lui chiama io dimentico tutto e sn pronta a ripartire da zero.
Quando sto cn lui vorrei che il tempo non passasse..vorrei vederlo e sentirlo sempre.Eppure mi capita di considerarlo misero, non adatto a me. Ma mi intestardisco e vado avanti, nonostante tutto.
Trascuro chiunque. Mi sto comportando male nei confronti di un altro uomo che è all’oscuro di tutto, ma ciononostante continua a farmi sentire importante.
Ho paura diventi una dipendenza questa relazione. Ho paura di quando tornerà la famiglia…Mi trascurerà. Ed ho paura di averlo perso, nonostante sappia che sarebbe la mia salvezza!
Ho paura di capitare ancora in un’altra relazione di questo tipo…se non peggio!Ho paura di restare da sola, di non essere amata, di non meritare una storia normale. E se dovesse capitare ho paura di non farla funzionare, come cn il mio ex.
Ho paura di uscirne e di non saperne uscire.
Ci sono donne capaci di aggirare gli uomini e farsi pagare, regalare qualsiasi cosa. Non le ho mai ammirate ma in qst preciso momento le invidio molto.
Ps : l’idea di dormire nel suo letto mi ha messa molto a disagio ed ero un pò perplessa.Magari trovandomi non sarei riuscita, ma il sapere che lui vorrebbe dormire cn me mi ha fatto piacere, anche se ovviamente qualsiasi programma salta sempre!
Luna, mi chiedo spesso ank’io, anche se non lo scrivo(sbagliando), come stavi allora e come ti senti. Cosa provi quando ci leggi.
MARGOT: spero che tu stia meglio rispetto all’altro giorno, quando hai scritto, e che dopo la fase compulsiva tu sia riuscita a calmarti un po’. Tu stai lì a dirti che ti senti un cesso, che ti sei fatta fottere, che puoi solo aspettare di morire, che ha vinto lui… e altre schifezze che certamente bene non ti fanno, anche se comprendo il tuo senso di frustrazione e confusione. E’ che non riesci a metterti nell’ottica che anche tu puoi lasciare lui, anche tu puoi pensare che lui non fa per te, che TU puoi liberarti di lui e stare bene, meglio, essere libera di avere una vita più piena e serena, finalmente. Che lui ha delle dinamiche che meglio perderle che trovarle, e poiché sono sue, purtroppo, se le porta in giro con sè, comunque. Lui continua a fare il gioco del: sono io che decido, ma alla fine è un gioco che può fare solo perché tu ci caschi, perché sennò, nel farlo, sarebbe come se si mettesse in piedi su una panchina dicendo: io sono napoleone! io sono l’imperatore!
decidere di crederci, di dargli credito, di gettargli uova marce o semplicemente di passargli davanti mentre delira in piedi sulla panchina e andare avanti per la tua strada (e dunque annullare gli effetti dei suoi deliri su di te) sta in te molto più di quanto pensi. E non lo dico per dire che sei una scema se non ce la fai, dico che ti sfugge quanto tu possa realmente farlo, e quanto lui in realtà non ha tutto il potere che gli attribuisci. E’ un potere fittizio, il suo. Esiste perché gli viene dato credito, sennò si dissolve, e diventa solo un suo parlare a vanvera.
Il fatto che lui abbia tanto bisogno di essere plateale a me dice piuttosto, tra l’altro, che quel tale è molto dipendente anche lui dall’esterno. Altrimenti non avrebbe bisogno di verbalizzare tanto le cose che dici anche riguardo alla sua nuova fiamma.
Io ti auguro Margot di riuscire veramente a vedere che il potere di quel tale, per quanto possa essere un buon manipolatore, è solo un castello di carte. Il suo potere si annulla nel momento in cui tu non ci caschi più.
CLA’: @Sn arrivata alla conclusione di tenerlo così com’è, pur di non perderlo.Che in qualche modo mi appaghi , altrimenti non vedo una spiegazione. Sn molto dimagrita, ho il sonno tormentato. Appena lui chiama io dimentico tutto e sn pronta a ripartire da zero.
Cara Clà, volere è potere non è tanto una frase stupida, sai? Se vuoi tenertelo così com’è pur di non perderlo te lo terrai, anche se venisse il mondo a dirti che non ti conviene. Te lo terrai così, con tutti gli adattamenti del caso se per te è la cosa giusta da fare. L’asino casca nel momento in cui di mezzo c’è anche il volere suo però. Cioè quando lui oltre al fatto di… farsi tenere così com’è diventa invece sfuggente, e dipende quanto. Intendo dire che probabilmente è più facile comunque tenerselo così com’è quando lui è nella fase di avvicinamento, perché la sua famiglia non c’è o comunque gli va bene così, meno facile, questo suo “così com’è”, nel momento in cui non chiama,
non c’è, detta regole di distacco ecc. Tu mi pare però che a volte fai il procedimento inverso, cioè cerchi le giustificazioni tipo: se me lo tengo così ci sarà pure un motivo. Forse non è così male come sembra, forse in realtà lui tiene a me più di quanto non sembri, forse lui è vero quando è meglio e invece non è se stesso quando è peggio, forse questo è solo un tipo relazione diverso da altre, mica tutti dobbiamo stare in schemi precisi…
beh, è anche vero che esistono molti tipi di relazione, c’era persino uno (era un libro? un film? non ricordo) che si innamorava del suo portachiavi parlante, o qualcosa del genere. Il centro rimane sempre quello, però: così stiamo bene o no? è quello che per noi è una relazione veramente appagante?
@Luna, mi chiedo spesso ank’io, anche se non lo scrivo(sbagliando), come stavi allora e come ti senti. Cosa provi quando ci leggi.
Perché “sbagliando”? non ho capito bene il senso.
Cosa provo quando vi leggo? empatia, dispiacere. dispiacere perché dispiace percepire che qualcuno è come un’automobilina che continua a fare roar roar con il motore, consumando energie e ruote, ma sbattendo contro il muro. Quello che mi dispiace però è anche la difficoltà nel sentire la percezione di sè, più completa, una libertà interiore, per cui una scelta (che è sempre un fatto personale, in un verso o nell’altro, anche quello di andarsene o restare) sia dettata dalla consapevolezza potendo davvero valutare tutti i fattori e il proprio sentire, e non dettata dalla tensione, dall’ansia, dalle compulsioni, dalla paura, da un annebbiamento della propria autostima. E mi dispiace per l’incessante, logorante lavorio mentale a cui questo tipo di dinamiche portano. E anche ad una revisione arbitraria e deprimente di se stessi. Ma in ciò, e in altro che sento, non c’è giudizio, anche se forse non riesco ad esprimere bene quello che sento.
Mi chiedi come sto io. Io sto in una fase in cui mi confronto anche i vari effetti globali della situazione che ho attraversato a lungo. Ed è per questo, anche, che vorrei dire: scendete prima, scendete prima che sia peggio. Prima di avere ancora meno energie, prima di avere ancora più cose, in generale, da mettere a posto. Tanto, comunque, poi dovrete rimboccarvi le maniche per mettere ordine, anche in voi stesse, quindi prima lo fate e meglio è. Che sia perché lui se ne va o perché ve ne andate voi sarà così comunque. Arriverà quel giorno, oggi, domani o tra qualche anno, e più tempo sarà passato e più dovrete mettere ordine. Non è facile spiegare questo concetto e il mio stato d’animo, perché è complesso. Però posso dirti che oggi, quando penso alla semplicità contrapposta alla difficoltà, vedo le cose in un altro modo. Io devo andarmi a cercare quando mi perdo, ora è ancora così. Un giorno tornerà ad essere naturale non doverci pensare. Perché mi conosco. So chi sono al di là di questa guerra che ho attraversato. E me lo devo ricordare, anche quando me ne dimentico.
Carissima…leggendo le tue parole…rivedo me…anch’io sono stata amante per 8 mesi…di un uomo che convive da 10 anni…ho chiuso con lui da novembre…che dire…è stata dura…molto dura!!pensavo…mi passerà ma ancora oggi lo amo…ci siamo sentiti spesso fino a febbraio…poi basta a me faceva male e a lui anche…così solo una telefonata a marzo per il suo compleanno e una ad aprile per una mia perdita…poi silenzio…un pomeriggio di giugno mi chiama per sapere come sto…io molto fredda,volevo mantenere il distacco…ma appena metto giu il telefono scoppio a piangere…così il giorno dopo gli scrivo un sms,se potevamo vederci per un caffè era da febbraio che non ci vedevamo…lui non risponde…ed io lascio perdere,un paio di settiamane dopo,una mattina ero con una amica a fare shopping…alzo gli occhi e lo vedo…il cuore mi batte a mille…volevo scappare,lui mi vede…così prendo coraggio e vado a salutarlo 2 baci sulle guancie da vecchi conoscenti…ma gli sguardi suoi…lui mi dice…”ti trovo bene,lo sai perchè non ti ho risposto…vederti è splendido ma…”insomma mi ama ancora e io amo lui…non ci cercheremo più…ma io penso di avere perso l’uomo della mia vita…
SOLEDAD: mi dispiace che stai male, non conosco le motivazioni per cui questa storia non si è concretizzata diversamente e capisco sì che rinunciare a quello che pensiamo sia il grande amore dela nostra vita sia durissimo. Tuttavia, augurandoti che in realtà il grande amore della tua vita debba ancora arrivare, e possa essere una storia alla luce del sole, serena, concreta e animata da progetti concreti, mi viene spontaneo domandarmi come mai un amore così grande, che dici, se davvero era da entrambe le parti, non si sia concretizzato, perché non ci sia stata una scelta chiara e definitiva da parte di lui, invece di portare avanti un rapporto clandestino, e non vi sia stata anche la chiarezza, da parte sua, verso una persona con cui lui è da dieci anni, pure se una chiarezza che non può che portare anche dolore. Ma forse la chiarezza ci rende anche liberi e ci permette di liberare gli altri. Forse non c’è stata quella chiarezza perché era lì che voleva restare? Forse c’è stata?
Ripeto, non conosco la storia e non posso ovviamente entrare nel cuore, nelle motivazioni e nelle difficoltà a scegliere degli altri. Le storie si vivono in due e quando i protagonisti sono di più, in un ruolo e in un altro, c’è sempre troppa sofferenza, però, questo è certo. Quello che voglio dire è che, comunque siano andate le cose, ti auguro di poter vivere un grande amore fatto anche di reciprocità, verità, progetti, quotidianità, verità più che menzogne, libertà e non momenti rubati, concentrazione su un progetto veramente comune e possibile. Di presente e futuro, più che di rimpianti e di se. E lo stesso auguro alla persona con cui lui convive. Perché le storie part-time, o part-heart ci impediscono comunque, credo, di vivere completamente e di sentirci completi, completi nella nostra identità. Sia che siamo nel ruolo di chi sa di viverle, sia nel ruolo di chi non sa. Anche se nelle storie part-time e part-heart ognuno sa il suo motivo. Ma di solito è quando possiamo sentirci completi nel presente, innanzitutto con noi stessi, e sentire l’altro veramente presente, con noi, che siamo più sereni. almeno questa è la mia esperienza. Non sono mai stata nel ruolo dell’amante, ma conosco la sensazione del grande amore, però incompleto. Ma incompleto perchè?
Anche se le persone che attraversano la nostra vita e di cui attraversiamo la vita qualcosa ci danno, prendono, e lasciano e possono lasciare un segno, positivo o a volte negativo, o entrambe le cose che sia.
La storia di Clà, però, non credo sia “solo” una storia clandestina (“solo” nel senso che di per sè già è un fatto, anche emotivo, di energie, attese, menzogne di cui trovarsi a fare parte, implosione), ma anche una storia – da come lei la racconta – di ulteriori ambiguità, e prevaricazioni, tensioni e malesseri, abbassamento dell’autostima, incertezza, la sensazione di non essere soltanto travolta da un sentimento e da una passione, ma da una serie di dinamiche.
Clà:ti ringrazio ma nn credo che per me esista un modo di allontanarmi da lui che nn mi faccia delirare. Purtroppo è così.
Luna: carissima, quanto mi sei mancata!!! purtroppo hai ragione tu e io mi ripeto sempre le frasi che mi hai detto (che le sue parole sono distruttive solo per il valore estremo che ne do io) ma a volte mi soffoca. Già è proprio questa la sensazione che mi provoca. Soffocamento. Io gli sto lontano. Io evito di dare importanza alle sue parole (ah e ultimamente in parecchi casi mi sono stupita di come provassi indifferenza e di come lui reagisse malissimo a questo) ma lui torna e affonda il colpo più che può, perchè sa che ancora provo molto per lui. Sono una fessa in questo senso. Nn riesco a farmelo essere del tutto indifferente e lui rinizia con i suoi continui paragoni. C’è da sempre chi è più bella, più sexy, più matura, più donna, di me e chi per lui può essere definita uno spettacolo. Io sono, da quando ne ho memoria, la peggiore scelta che possa fare, sempre secondo lui. Una volta mi è stato detto riguardo i paragoni che è idiota farne ma soprattutto che dire è meglio questo per queste cose qui e così via, dipende solo dall’opinione di chi guarda e giudica e da come costui vede il mondo. Cioè se per lui il mondo è un continuo concorso a votazione. E io mi faccio fare a pezzi da due anni da uno stronzo deviato così. Io frequento colui che incarna buona parte delle deviazioni che io odio. Grazie al confronto con altre donne nella mia stessa situazione ho capito che io vivo una storia da amante effettiva. cioè io nn ho il problema i riuscirlo a vedere o sentire, se nn ci vediamo o mi chiama o lo chiamo. Facciamo la vita da coppietta e spesso abbiamo forti litigi che arrivano sempre ad essere risolti. Perchè io mi costringo a pensare che nn possa farmi così tanto del male. Come quando mi ha presentata la donna per cui cambierebbe vita, al che gli ho domandato se è proprio lei che preferisce, e se la preferisce anche a me. La sua risposta è che nn ha mai detto di preferirla a me ma che le piace molto e che nn può scegliere tra le due perchè siamo diverse, ma che l’altra è perfetta a differenza mia. So per certo che questa mia dipendenza da lui è frutto della paura di nn essere mai abbastanza. Ma anzi vi dico che oggi come oggi mi soffermo e nn riesco a trovarmi. Mi cerco ma faccio fatica a sentirmi ancora me. Nn so più chi sono. So solo che nn sono questo delirio che lui mi fa essere. Luna sai quando dici che tu lo sai chi sei e che a volte ti devi cercare, capisco quale sforzo debba essere cercare se stessi col lanternino perchè c’è stato chi si è divertito a seppellirlo. Sei una grande persona e ti ammiro per nn esserti gettata alle ortiche!
@Come quando mi ha presentata la donna per cui cambierebbe vita, al che gli ho domandato se è proprio lei che preferisce, e se la preferisce anche a me
quindi non solo lui affonda la lama, ma tu gli presti il fianco perché lo possa fare. Perché queste domande, in realtà, nascono anche dal meccanismo delle sue risposte. e se tu hai paura di non essere mai abbastanza comunque sia sempre avrai la sensazione di non essere mai abbastanza finché appunto starai nella visione del mondo di cui LUI ha bisogno. Perché, fondamentalmente, manco lui si crede abbastanza. E ha più pare di te. Ma non lo dico per dire poverino, ovviamente. Ma per ribadire che anche lui è estremamente dipendente dal giudizio degli altri nel momento in cui innesca e porta avanti certi meccanismi. Una persona decentemente risolta e con una sana autostima non passa il tempo a dare votazioni.
@Ma anzi vi dico che oggi come oggi mi soffermo e nn riesco a trovarmi. Mi cerco ma faccio fatica a sentirmi ancora me. Nn so più chi sono. So solo che nn sono questo delirio che lui mi fa essere.
sai cos’è Margot? che tu forse non ti soffermi, ma sei ferma. E’ nella vita stagnante e confusa in queste dinamiche che non ti trovi. Non credo che si ritrovi se stessi nell’elucubrazione mentale e angosciata che nasce dalle molestie psicologiche, dalle relazioni sbilanciate o dallo sforzo che comporta difendersene in continuazione, o fare un continuo processo di adattamento/negazione/sublimazione ecc per poterle reggere, con tutta la loro frustrazione e gran popo’ (che ci sta proprio bene, perché son proprio dinamiche culo e sono un vero cesso) di emozioni negative. Credo che si ritrova se stessi nella semplicità, anche dei gesti più banali, come farsi un caffè la mattina, ma esserci mentre ci si fa il caffé.
Sennò non ci si sofferma a cercarsi, ma si procede, anche mentalmente, in continua tesi e antitesi: secondo il suo parametro non valgo, ora vedo se trovo dentro un modo per dimostrare a LUI e di conseguenza a me, che si sbaglia, ecc ecc.
Io temo che tu stia facendo un errore anche a dirti:
@So per certo che questa mia dipendenza da lui è frutto della paura di nn essere mai abbastanza.
e ti spiego perché: può essere certamente che una parte della parte sia in ciò, una cosa tua che devi/puoi risolvere, anche se peraltro credo che al 99% degli invidividui al mondo, in maniera diversa, capiti, almeno una volta nella vita di provare/manifestare un’ansia da prestazione o affini nel corso della vita (e dicendo 99 per cento e dicendo una volta credo di essermi tenuta bassa… perché anche la persona che più sa chi è, di fronte ad una nuova prova, un evento improvviso o vissuto come particolare, un’emozione che sente di non poter completamente controllare, in fasi di cambiamento, crescita ecc, uno sgambetto, di fronte al nuovo o il fatto che non ci è dato di conoscere il futuro e viviamo nel presente, o anche di fronte a banalità può provare la sensazione di essere confuso e inadeguato).
Peraltro
è vero che le difese basse, in modo cronico o contingente, il non essere allenati ad ascoltarsi, andare avanti con delle false idee su chi siamo e cosa sia l’amore, possono portarci a fare delle scelte sbagliate e/o a cascarci dentro con… tre piedi, pure uno in prestito. Ed è vero che le dipendenze sono una risposta inadeguata al senso di vuoto/crisi/ansia… inadeguato non in senso morale, ma funzionale, perché le dipendenze portano a loro volta senso di vuoto/crisi/ansia, tantopiù quando sono forti.
Ma se ti dico che ti sbagli (non nella tua analisi, ma a farne il centro unico della questione, al caso, ora) non è perché non possa essere utile dire: questa è la mia parte nella faccenda, questo è il mio fianco che gli ho messo lì per farmelo colpire…
ma perché COMUNQUE, qualsiasi siano le ragioni per cui questa relazione l’hai iniziata, nel presente ti ritrovi a fare i conti anche con tutto il carico di confusione/frustrazione/meccanismi di adattamento e difesa che le dinamiche stesse della relazione hanno innescato. Ovvero: molti dei pensieri e delle sensazioni che hai in questo momento, anche la sensazione di non avere te, sono frutto della violenza morale, confronti, votazioni, frustrazioni. Allora, poiché ora conta più uscirne che capire come sia iniziata, quello che intendo dire è che non sto dicendo che Margot non possa sicuramente avere bisogno di conoscersi meglio per evitare in futuro di mettersi nella merda così e concedersi invece delle scelte funzionali, positive, ecc, ma che anche la persona con la migliore autostima dell’universo si sentirebbe una cacca dopo essere passata attraverso la forca delle molestie morali, psicologiche e visioni deviate.
Ed è per questo che ti si dice che è facendo altro, spostandoti, provando a ritrovarti in qualche anche minimale spazio di libertà che potresti ritrovare te stessa molto di più che elucubrando su questa c.... di storia assurda e le sensazioni di frustrazione/terrore che ti porta. Sì, terrore.
Come si fa? facendolo. Si fa che se per tre minuti al giorno riesci a fare qualcosa per te e basta, che sia pure un centrino all’uncinetto e sei nel presente, sei tu con l’uncinetto, le sensazioni che ti dà fare all’uncinetto (anche: non mi piace), non stai scappando, ma sei. Sei più in te e nel presente di quando ti ammazzi di seghe mentali pensando lui è, lui fa, lui dice, io rispetto al lui sono… ecc ecc.
Per il resto del tempo ti fai ancora le seghe? ti viene da pensare che quei tre minuti al giorno invece erano allora una bugia?
invece è quando non ti fai le seghe che stai guarendo.
Chi lo ha detto che io non mi sono mai buttata alle ortiche? secondo quali parametri? secondo me sì, mi sono buttata alle ortiche. Ma il punto non è tanto questo (se pure comprendo assolutissimamente le sensazioni anche rispetto a questo, credimi, e le difficoltà, e l’ansia, spaesamento ecc ecc ecc) bensì il riuscire a recuperare il senso che le ortiche e chi ti punge il culo non sono l’universo tutto e il
solo orizzonte possibile, perché, azzo, veramente meglio fare un centrino all’uncinetto, mani, uncinetto, filo, se non si riesce a tornare subito a correre come prima e a percepirsi interi, che illudersi – sì, illudersi, negativamente – che un metro quadro di ortiche alte però 250 metri e con spuntoni in acciaio non chirurgico e non disinfettato siano il mondo, il proprio mondo.
Se alzi gli occhi cosa c’è oltre il pc? Spero che tu non scriva al lavoro e mi dica: lui che si scaccola il naso in questo momento mentre sta per prepararsi ad un nuovo plateale attacco alla sua principessa di turno (che tra due minuti diventerà a sua volta l’essere più inadeguato dell’universo, e se non tra due minuti comunque, nel momento in cui LUI non reggerà di sentirsi inadeguato rispetto a chiunque senta più alto di un millimetro rispetto a quello che lui riesce a sopportare e quindi dovrà tentare abbassare chi ha davanti, e magari dire: guarda, tu mi servi solo all’altezza della cintura, per essere sicuro che chi ha davanti non si accorga che c’è tutto un universo intorno e che lui è una specie di vito catozzo dell’intelligenza emotiva, e che quando parla può fare anche il figo, ma passa il tempo a ruttare e scoreggiare idiozie).
No, la mia domanda era: cosa c’è oltre lo schermo, per dire che cosa c’è, Margot, alla tua destra, alla tua sinistra, un metro più in alto di dove abitualmente tieni lo sguardo? e non lo sto solo dicendo in senso simbolico, lo sto dicendo in senso reale. Magari c’è una pianta che ha bisogno che la bagni, un libro che hai comprato e non hai ancora letto, un mobile che vorresti cambiare, una finestra che dà sul cortile, e quando vai per strada ci sono un sacco di cose che ora non vedi. Non è implodendo ancora di più che ti troverai, ma allargando lo sguardo. Guarda che non sto dicendo che sia semplice, sto dicendo però che mentre ti ammazzi di seghe mentali domandandoti perché lui non ti vuole nel suo mondo in realtà stai sempre nel suo mondo e mai nel tuo. Il tuo mondo sei tu, innanzitutto, ma stai mai con te veramente? Nelle piccole cose, veramente. Quando tempo e energie dedichi al tuo mondo, veramente? come puoi avere delle soddisfazioni per te stessa se lasci che nel tuo mondo crescano erbacce, vada tutto a puttane, mentre coltivi solo il suo? anche il suo mondo narcisista. Guarda che ho capito benissimo come ti senti, per quello che posso, ovvio, perché non sono te e non sono dentro di te. Ma guarda che i meccanismi come questo sono anche banali, pur nella loro potenza. Il casino sta negli effetti di confusione emotiva e mentale, mancanza di autodeterminazione, ansia, angoscia, depressione e fissazione che portano, e sì, poi bisogna rimboccarsi le maniche e avere pazienza per ritornare del tutto in asse. Ma se neanche cominci davvero… quei minuti al giorno che dedichi veramente a te sono l’inizio della tua salvezza, anche se hai delle ricadute.
Cara Luna dirti che nn ti sei buttata alle ortiche nn è perchè penso che tu nn possa aver passato dei momenti di totale delirio in cui, nn capendo più chi sei, hai commesso errori o ti sei ritrovata in situazioni nn idonee alla tua felicità. Lo dico perchè ammiro di te la tua forza, che nasce anche forse dall’essersi trovata nella pupù. ammiro il fatto che tu sia così diligentemente lucida e capace di analizzare la realtà per quella che è e di proporre a te e agli altri delle soluzioni costruttive. Ammiro di te di essere un punto fermo, su cui anche io mi appoggio spesso. Mi sei di aiuto malgrado nn ti conosca di persona, ma ti sento vicina sempre come un’amica. Io vorrei tanto essere più forte, per me e per tutto. Vorrei tanto nn essere così in balia delle sue elucubrazioni mentali. Perchè Luna hai ragione quando dici che lui ha più paura di me. E questo mi fa sentire ancora di più in un limbo. Ora però Luna mi trovo a un bivio: ha avuto un grave mancanza dentro la sua famiglia e mi sono sentita di volergli stare vicina. Ma ovviamente nn ho potuto. Sono l’altra. La donna ufficiale era lì a ricoprire il suo ruolo. e io sono stata ferma a guardare. Nn ho potuto fare o dire nulla. Nn ne avevo il diritto. E la cosa mi distrugge nn poter stargli vicino come vorrei. Mi sento impotente e braccata. Ho provato a chiamarlo ma mi evita.
Sono distrutta. Nn pensavo di potermi trovare in una tale situazione. Mi sento ancora più rifiutata visto che nn vuole da me neanche il mio aiuto. NN sono la sua famiglia. Sono ritornata ad essere un’estranea. Luna nn so veramente cosa mi stia succedendo, ma so che la mia testa frulla male. mi sento male, ma la testa mi dice che nn è il comportamento adatto e che sto sbagliando, sto valutando le cose in maniera errata. Ma nn riesco ad essere più lucida di così.
MARGOT: se “che lui ha più paura di te” ti fa sentire in un limbo perché ti viene da elucubrare cose tipo “non è colpa sua, è che è fragile come anatroccolo anche se mi tira pugni” o tipo che siete due anime gemelle perché entrambi avete paura o che stia a te proteggerlo e salvarlo dalle sue paure non ci siamo proprio.
Quando ti dico che anche lui ha paura non te lo dico perché tu vada in protezione sua o perché intendo dire “in realtà lui vorrebbe ma ha troppa paura”, te lo sto dicendo perché nel momento in cui tu vedi nella sua arroganza, aggressività e prevaricazione una specie di prova che lui sarebbe più figo di te o portatore di illuminate verità sulla tua identità, quella del mondo intero o anche degli alieni di un’altra galassia, io ti dico che non sta meglio di te. Ma non sta meglio di te non significa che allora sarebbe bello se vi faceste ricoverare insieme, ma che sarebbe il caso che ti sposti, perché qualsiasi siano le sue paure o pare è chiaro che se le gestisce in modo distruttivo. Ma se quel suo modo distruttivo per lui significa tenersi in equilibrio lui sta in equilibrio comunque mentre tu rischi la neurodeliri.
A parte ciò mi ritrovo a ripetermi anche su un altro punto (e non mi ritrovo a ripetermi perché tu non sei intelligente, intendiamoci):
@Ora però Luna mi trovo a un bivio: ha avuto un grave mancanza dentro la sua famiglia e mi sono sentita di volergli stare vicina. Ma ovviamente nn ho potuto. Sono l’altra. La donna ufficiale era lì a ricoprire il suo ruolo. e io sono stata ferma a guardare. Nn ho potuto fare o dire nulla. Nn ne avevo il diritto. E la cosa mi distrugge nn poter stargli vicino come vorrei. Mi sento impotente e braccata. Ho provato a chiamarlo ma mi evita.
Il motivo per cui la vostra relazione è così non è perché tu non sei la donna ufficiale. Il fatto che tu non sia la sua fidanzata e che la storia sia clandestina è un fattore in più che ti crea disagio, ma forse non ti rendi conto che hai anche culo a non essere la sua donna ufficiale, perché se tu lo fossi ti beccheresti ancora più le sue dinamiche, che sono LUI. Tu continui a raccontarti questa menata che è perché non sei la sua donna ufficiale che lui pensa, agisce, tratta in un certo modo, ma pensi davvero che se tu fossi sua moglie sarebbe diverso? o se aveste un figlio, due o sei? Pensi che la sua testa, il suo modo di porsi davanti al mondo e la realtà sarebbero diversi? Praticamente lo status di moglie o compagna ufficiale lo farebbero cambiare? uh. Tanto è vero che stai lì a dirti che lei, la persona ufficiale, ha la fortuna di potergli stare vicino ai funerali, può stargli vicino come tu vorresti, e in questo file però ci dimentichiamo che la persona che ha vicino ha vicino una persona che nel frattempo ha un’altra storia e mentre ha un’altra storia dà le votazioni e cerca di averne un’altra ancora?
E mettiamo pure che lei non sappia niente e che si svegli ogni mattina pensando che ha accanto un compagno delizioso con cui fare l’albero
di Natale (anche se mi pare improbabile che un molestatore morale di siffatta specie e con queste dinamiche possa per anni fingere di essere Babbo Natale con una persona con cui mangia pastasciutta tutti i giorni… e che a lei pure non tiri pure un po’ di evidente merda, pure in modo più sottile che sia… e che lei non riesca a riconoscerla… di fatto neanche tu ci riesci completamente, quindi… quindi è probabile che pure lei si racconti qualche chilo di palle per non vedere o lo giustifichi parecchio, ma comunque sia se tu cominciassi a farti i c.... tuoi, invece che quelli di lei sarebbe sempre ora… ma nel senso che ti renderesti conto che il problema comunque sta nell’uno a uno, cioè di come lui tratta te, cosa di cui ti devi liberare, indipendentemente da come lui tratta la fioraia, l’altra collega o la sua fidanzata. Perché la tua grande gatta da pelare è come lui tratta te e il fatto che ti devi spostare), dicevo, mettiamo pure che sia così: a te piacerebbe non sapere che sei fidanzata da anni con uno che fuori casa si comporta come lui? e guarda che non mi riferisco solo al fatto che la tradisce, ma mi riferisco alla sua palese misoginia. Perché per parlare delle donne come lui fa le donne bisogna odiarle, non amarle. O perlomeno non avere un rapporto sereno, manco con la fioraia. Ecco… non ti sto dicendo: lui odia Margot, ti sto dicendo che lui ha un rapporto con il femminile, non solo con Margot, problematico. Tuttavia tu continui a farne un problema personale. E che ci sta che sia personale perché lui fa male a te quando ti fa male, ma il problema è che veramente non ti rendi conto che lui è così. Poi, certo, è chiaro che questa dinamica esiste anche perché tu quando lui si comporta come si sta comportando con te invece di pensare che veramente la botta di culo è non vederlo più (o vederlo, ma non averci più a che fare sul piano in cui sei ora) ti struggi e distruggi pensando a come farti vedere da lui, e come potresti consolarlo se solo ti fosse permesso.
Margot, come ti ho già detto non è che non capisco che la testa ti frulla male, e che può succedere, quello che dico è che sarebbe il caso che tu ti facessi aiutare per capire VERAMENTE cosa sta succedendo e risolvere la cosa in maniera VERAMENTE adeguata. Non sto dicendo che per forza tu non possa farcela da sola, ma visto che bene non stai e che il tempo e le energie che sprechi sono le tue, visto che l’incubo in cui senti di vivere è tuo, lo senti dentro e non ne puoi più, a me, concedimi, dispiace che tu pensi che una via d’uscita non ci sia, mentre ti friggi il cervello pensando che vorresti poter essere la sua fidanzata ufficiale e con altre fritture. Mi può dispiacere che ti friggi il cervello? mi può dispiacere per le tue sensazioni di angoscia e di essere intrappolata. Me lo concedi? fermo restando il libero arbitrio, mi può dispiacere?
A me x me stessa dispiace. Ciò non significa che io abbia un istinto da crocerossina nei tuoi confronti perché mi dispiace per me. Significa che quando vedo qualcuno che si rigira come una fettina appannata in una terrina di chiodi, solo che non è una fettina, ma è un essere umano, e dentro sente quell’angoscia ecc ecc ecc, sente i chiodi dentro, e se li infilza anche da sola nella testa, tanto si è ormai abituata a farseli infilare, mi dispiace. Allora mi viene spontaneo non riuscire ad andare avanti e fingere di non vedere. Anche se non posso farci niente. Perché è vero, sai, non posso farci niente, e lo so. Non può farci niente nessuno finché qualcosa non scatta in te. Allora, se tu aprirai uno spiraglio, ma devi aprirlo tu. Non a me, perché io provo un sincero affetto per te oltre questo schermo, ma io non sono nessuno. Io non posso venire a salvarti. Tu dici @ammiro di te la tua forza, ammiro il fatto che tu sia così diligentemente lucida e capace di analizzare la realtà per qlla che è e di proporre a te e agli altri delle soluzioni costruttive. Ammiro di te di essere un punto fermo.
Guarda che non è una questione di forza, è più una questione di costruttività, innanzitutto. le tue seghe mentali sono sterili e distruttive. Capisco perché le hai, ma rimangono distruttive. Te lo dico per esperienza.
Io vorrei che tu capissi una cosa, che non è una cazzata, credimi se puoi: stai male, e lo so che stai male, ma per fortuna, e te lo dico di cuore, tu con questa persona non dividi una casa, puoi tornare nella tua la sera, e i danni collaterali di questa vicenda sono ancora minimi. Il tuo spazio per spostarti è più ampio, quello interno e quello esterno. Chi sono per dirlo? che ne so? in questo fidati di me. I danni ti sembrano enormi? bene, c’è di peggio. Non sto facendo un confronto, ti sto dicendo un’altra cosa: che il fatto di avere avuto una relazione “parziale” con lui potrebbe essere proprio ciò di cui un giorno ringrazierai il Cielo. “mi è andata di culo” ti dirai “perché se avessi diviso, condiviso di più sarebbe stato più c.... ancora”. Tu dici che sono diligentemente lucida. è vero, io ho cercato di capire, di avere sempre una parte che non si facesse travolgere del tutto. Il mio tipo di intelligenza in questo può avermi anche aiutato. Ma la parte travolta? Oggi, meglio di ieri, so perché ne sono stata travolta. E, credimi, nn è questione di essere stupidi. Si può anche cadere, per varie circostanze, in qualcosa più grande di noi. Enorme è stato, Margot. Non per le seghe mentali, per la realtà. Anche se vorrei poterlo negare, ancora. La mia parte lucida ha voluto/dovuto capire per poter spiegare a me stessa, mentre ero intrappolata in un enigma feroce e avevo il cuore a pezzi. Ma anche per dare gli strumenti a chi da fuori, sennò, non poteva capire. “Ho questo. Poiché ho questo non sono in grado di dire con certezza che ce l’ho. Ma credo si tratti di questo, sintomi inclusi. Anche se spero di no. Ma è un sintomo anche questo”. Figo?
Luna, il mio sbagliare a non chiederti come stai è riferito al fatto di non riuscire a contraccambiare il tuo interesse nei miei ( e di altre persone) confronti all’interno di qst blog.
Se rileggo i miei post precedenti non ne trovo uno in cui scrivo senza parlare di ME! O parlo di lui, o di nessun altro ke scriva i suoi problemi. Sn molto egoista in qst, me ne rendo conto. Trascuro molte cose, persone soprattutto. La mia vita è concentrata su qst maledettissima storia. Energie spese solo ed esclusivamente per lui.
Vorrei essere come te, ma non ci riesco e non credo ci riuscirò mai.
Forse sn veramente propensa a fare questo tipo di vita.
Nessuna soddisfazione in famiglia, io che non vorrei essere io. Chiunque (e intendo dire chiunque) sembra migliore di me.
Più bella,, più sveglia e più amabile. Sento di avere una vita inconcludente! Niente che vada come dovebbe, o almeno come vorrei io.
Parlando cn la Dott.ssa di questo uomo è emerso che forse cerco qst tipi di relazione quando mi sento abbandonata, magari da un familgliare. Non so quanto sia vero..Ma alla domanda “mi capiteranno altre storie di questo tipo, in futuro?” lei non ha saputo rsp. Sono molto preoccupata.
Oggi l’altro uomo che frequento (son 2 giorni che non vedo e sento LUI), mi ha fatto una confessione…Sta veramente male quando non mi vede..Sente di aver dei seri problemi ma non vuole farmi sentire in colpa. Quasi piangeva.
Io davvero non so come affrontare la cosa. Oltretutto a detta sempre della mia Dott.ssa non sonon proprio capace si vivere una storia “normale e tranquilla” perchè non sono abituata. (vedi il tuo esempio sulla strada da percorrere per andare al lavoro, carica di tensione, senza pensare che il lavoro si trovi dietro l’angolo).
Quasi mi rivedo nell’uomo di Margot. A volte mi capita di trattarlo male, di non considerarlo abbastanza..E lui? Sta male senza di me!
E l’altro???? Sto male IO accorgendomi sempre più che non gli interesso minimamente!
Da qualche giorno sto leggendo “Donne che amano troppo”.
Ve lo consiglio.
La frase @ La storia di Clà, però, non credo sia “solo” una storia clandestina (“solo” nel senso che di per sè già è un fatto, anche emotivo, di energie, attese, menzogne di cui trovarsi a fare parte, implosione), ma anche una storia – da come lei la racconta – di ulteriori ambiguità, e prevaricazioni, tensioni e malesseri, abbassamento dell’autostima, incertezza, la sensazione di non essere soltanto travolta da un sentimento e da una passione, ma da una serie di dinamiche….è la tua sensazione, la tua visione di ciò che accade tra me e Lui, vero??
Luna, scrivi @Io vorrei che tu capissi una cosa, che non è una cazzata, credimi se puoi: stai male, e lo so che stai male, ma per fortuna, e te lo dico di cuore, tu con questa persona non dividi una casa, puoi tornare nella tua la sera, e i danni collaterali di questa vicenda sono ancora minimi. Il tuo spazio per spostarti è più ampio, quello interno e quello esterno…
Allora le compagne di tutti questi uomini???
So che l’attenzione la vuoi incontrare su Margot e basta, ma di riflesso mi viene da chiedere questo. E lo faccio xk credo ke lui, come gli altri protagoniti di questa vicenda, non siano così qnd si trovano nella loro di casa.
Ieri è partito!E lo ha fatto senza avvisarmi o salutare!Me lo aveva anticipato, dicendomi all’inizio ke dove sarebbe andato non avrebbe potuto dirmelo. Era un pò brillo quel giorno..mi disse che avrebbe voluto passare la notte cn me, senza per forza far l’amore, ma solo x stare abbracciati. Aggiunse che si è sempre trovato bene cn me, ke si è abituato, si è attaccato, ke io ho il mio carattere ma lui mi tiene così come sn.
E ripeteva “ti voglio tanto”…aggiungendo anche “bene”. Mi guardava in un modo…non lo aveva mai fatto (questo domenica scorsa). Poi c’è stato un momento di complicità e ho visto ke l’ha reso felice (io pure). Cn la paura ke tornasse tutto come prima gli ho chiesto “quanto durerà questo tuo atteggiamento? un’ora, un giorno?”Lui “tutta la vita”.
Il giorno seguente avremmo dovuto stare insieme tutto il giorno(sempre in seguito alla sua partenza), ma nn si è mai fatto sentire, se non per chiedermi dei soldi. Al mio silenzio (mi chiamava ma non rsp)mi ha scritto “sei tu che non mi vuoi bene amore”.
Il martedì mi vede rientrare..è a casa cn un amico e mi chiama…ha sempre detto ke avrebbe voluto parlarne cn qst suo amico ma non si fida del tutto..Mi scrive di nuovo che mi vuole bene e vuole vedermi.Accetto, ma x finta..Lo faccio uscire ma io non mi presento.Dopo un’ora ha capito il mio “gioco”. Mi scrive di nuovo (3 messaggio)che mi vuole bene ancora..ma tanto bene.
Il giorno dopo ancora mi scrive come ho passato la serata insieme a lui..Gli rsp e lui fa alterttanto….poi…sparisce!!!
Ora…quando scrivo tutte queste cose non lo faccio ignorando il fatto ke a qualcuno possa non fregare un bel niente…ma lo faccio cn la speranza che qualcuno/a mi faccia capire se sn io che voglio vedere anke quello ke in realtà non c’è…oppure è lui i manipolatore.
Una parte di me sa di aver un posto nel suo cuore. Ma non so se sia frutto della mia immaginazione oppure no.
Ho una strana sensazione…credo sia in vacanza cn un’altra. Sicuramente quella sarà più furba di me. Magrai mi ha chiesto i soldi proprio x pagarle la vacanza. Lei saprà come prenderlo, come farsi amare..o più semplicemente come tenerlo stretto.
Io invece servivo da tappa-buchi.
Lo penso, ma in maniera più distaccata…sento che di lui NON mi manca la parte peggiore, l’altro lato della medaglia..
Carissima Clà, ti giudichi già abbastanza (e il mio non è un giudizio), non giudicarti anche per interposta persona. Intendo dire, mi attribuisci una sensazione di egoismo nei miei confronti che io non percepisco. Io posso assolutamente scegliere di non rispondere più a Clà o Margot o chiunque se notassi una disparità nel rapporto, anche per me esiste il libero arbitrio. Una cosa te la posso dire, perché nella tua lettera tu parli del fatto che non sei contenta di come, in generale, mi pare, va la tua vita, e hai la sensazione che le tue energie siano bloccate, seppure in certi momenti sembrano esplodere attraverso delle manifestazioni di ansia, inquietudine, e circoli viziosi di pensieri e sensazioni negative e frustrazione e compulsione. Sì, questo genere di relazioni, che non ci fanno star bene, e che di fatto, in fondo, non portano da nessuna parte, tolgono e bloccano le energie. Sì, rendono egoisti, ma non egoisti nel senso di “penso a me stesso, sono concentrato su di me e quindi mentre sto facendo qualcosa per me magari trascuro gli altri”. E’ un’autoreferienzialità differente, nasce dall’implosione, dall’eccessiva concentrazione non su se stessi, ma su un malessere che è generato da mettere al centro un’altra persona o una relazione che diventa un impegno, fortissimo, di energie, ma a perdere.
Di fatto se vuoi migliorare davvero la tua vita e sentire fluire le energie, rifluire, dovresti toglierti dal “lavoro” che impegna le tue giornate, con incessanti straordinari, non pagati… nel senso che la frustrazione nasce dal fatto che tutte quelle energie, mentali, fisiche, psicologiche, morali, emotive spese finiscono con il dare la sensazione di togliere sempre acqua da una stiva che continua a riempirsi, e non si vede mai la fine, o, se vuoi, la sensazione infernale di non fare altro che portare mattoni per costruire una casa, spaccandosi la schiena, concentrandosi sul progetto di quella casa, ma alla fine ogni volta che guardi il cantiere non c’è neanche un mattone. Oppure un minuto prima sembra esserci un inizio di costruzione, o quasi ti dici: è un castello! e poi invece non c’è niente. Sembra un incubo, uno di quegli incubi ricorrenti che alle volte nella vita onirica possono tormentarci. Il problema è quando diventano la realtà…
Conosco quella sensazione di essere autoreferenziali e implosi e egoisti a cui ti riferisci. Nasce anche dalla mancanza di spazio, energia, prima di tutto concessi a se stessi. Non puoi sentire gli altri se non ascolti te.
L’altro giorno parlavo con una mia amica, con cui ho un bellissimo rapporto, ci vogliamo molto bene, e – in una conversazione empatica, non colpevolizzante nè polemica – parlavamo di un episodio in cui io sono stata egoista. Lo sono stata davvero. Ma non era solo questione di essere egoisti. Io non avevo le energie sufficienti, davvero, e inoltre per come andava la mia vita io non avevo potuto, veramente, fare ciò che avrei voluto poter fare per lei,
quello che in un altro momento mi sarebbe stato possibile, in quel momento, per vari fattori, mi era impossibile. Ora, io sono contenta che io e lei nè abbiamo parlato. Lei non è perfetta, non lo sono nemmeno io. Ci vogliamo bene, ciò non significa che nella vita lei non possa avere sbagliato con me (è accaduto) e viceversa. E’ possibile anche non riuscire, quindi è ovvio che io mi sono scusata per l’episodio (lo sapevo già che le sue e anche le mie sensazioni a riguardo erano quelle, ma sono contenta che quando è stato il momento giusto ne abbiamo parlato) ma non mi crocefiggo, perché so in quale contesto è avvenuto. Quello che posso dire però, e che ho detto anche a lei, è questo: in quel momento, quando io non sono riuscita a fare una cosa che avrei voluto/potuto fare, non potevo per le energie al minimo e a causa di come andava la MIA vita, di che casino era, mi sono resa conto che non volevo che fosse così, che la MIA vita fosse un impedimento… a vivere. Che volevo scegliere non in base a quanto ero incasinata, a pezzi, tesa, braccata dalle dinamiche altrui (nel vero senso della parola, nel mio caso) e che una relazione non può essere simile ad una malattia invalidante, o c’è qualcosa che non va. Ciò non significa che il giorno dopo avessi risolto tutto, ma mi ricordo di averlo pensato con dolore. Di aver pensato con dolore: perché non posso essere… me? Quindi, se a TE non piace il fatto di non essere abbastanza reciproca nell’ascolto degli altri il problema è che forse sei tu che ti senti IMPEDITA, limitata dentro di te. Allo stesso modo quando dici: alla gente cosa frega di quello che scrivo? Con questo principio il forum non esisterebbe, perché tutti possiamo fregarcene o meno di cosa scrivono gli altri. Scegliamo di scrivere e di ascoltare e di rispondere. Facciamo quello che possiamo. Il discorso è se quello che possiamo ci fa stare bene o no. Per quanto mi riguarda io non ho nessun problema se non mi chiedi i fatti miei, non vedo uno scarso interesse nei miei confronti. Io parlo dei fatti miei, ma molto poco e come mi viene. E’ chiaro che ogni mia riflessione nasce anche dai fatti miei. La ragione è anche che per me non è una buona cosa andare in loop ripercorrendo episodi. io non sono meno egoista di te perché non vado in loop scrivendo i miei pensieri, semplicemente non è la mia fase, io non ho bisogno di andare in loop nel forum. Ma non perché sono migliore o peggiore. A te serve essere come sei ora qui, riflettere scrivendo, oltre che sfogarti? perché non può essere qualcosa che cerchi di fare per te? e soprattutto, che male c’è se cerchi di fare qualcosa per te? Forse è che ti accorgi che il pensiero di lui ti invade in modo molesto.
Su: vorrei essere come te, rivolto a me, posso dirti che sarebbe interessante invece che tu riscoprissi chi sei tu e come ti va di essere e sentirti. Io combatto le mie battaglie, tu le tue. Io ho le mie fragilità e le mie forze, tu le tue.
@cla: so che nn sono nella posizione migliore per dire nulla ma io vedo una nettissima differenza tra la mia e la tua di storia, perche’benche’siano nate nella più totale clandestinita’, io questo tipo di storia che racconti tu l”ho vissuta come donna ufficiale. E cioe’il mio ex di allora nascondendosi dietro frasi fatte usate ad effetto (è da dire che io volevo crederci), dietro sparizioni e riapparizioni fatte con tempistiche giuste, dietro sguardi proibitivi continuava a stare con me per chiedermi soldi. Nn sto qui a scendere nei particolari, ma al di la’dell’essere l’amante o la donna ufficiale, queste tecniche sono tipiche di uomini che ripudiano il lavoro come stile di vita e basano tutto sulla loro esteriorita’. Puntano sul loro fascino e sebbene possano avvicinarsi a persone che a loro piacciano, prima o dopo lo scopo ultimo è quello di adagiarsi sugli allori e di lasciarsi campare mentre si guardano intorno per scegliere la prossima preda.
@luna: lo so anch’io che lui sarebbe uguale anche se fossi la sua storia ufficiale e capisco che la sua donna ne debba subire più di me di soprusi. E Luna sai quando ti ringrazio è anche per questo perche’ridai ordine ai miei pensieri. Poi sai è vero nn dovrei concentrarmi su di lui, sul suo dolore ma su di me sul mio ritrovarmi. Ah e poi quando dico che ha più paura di me nn è per dire “oh poverino”, ma per spiegarti quanto questa sua paura di vivere una vita migliore e di aspirare a molto di più per se stesso lo porti a mortificare chi ha vicino e a privarlo di energia. Il suo nn capire che la vita da molto di più oltre il cerchio che ognuno si costruisce intorno, lo fa sentire in diritto di demolire le speranze altrui e di nn essere in grado di apprezzare e usare in modo costruttivo l’amore che riceve. Lui con il mio di amore avrebbe potuto farci di tutto, invece lo ha ignorato e quando gliel’ho fatto notare lo ha calpestato e si ci è pulito i piedi perche’vale molto molto poco. Questo Luna è solo per ricordarti che quando nn deliro sono abbastanza cosciente. E per ringraziarti per indicarmi ogni volta la via migliore.
@La frase @ La storia di Clà, però, non credo sia “solo” una storia clandestina (“solo” nel senso che di per sè già è un fatto, anche emotivo, di energie, attese, menzogne di cui trovarsi a fare parte, implosione), ma anche una storia – da come lei la racconta – di ulteriori ambiguità, e prevaricazioni, tensioni e malesseri, abbassamento dell’autostima, incertezza, la sensazione di non essere soltanto travolta da un sentimento e da una passione, ma da una serie di dinamiche….è la tua sensazione, la tua visione di ciò che accade tra me e Lui, vero??
sì, Clà, mi dispiace, è la sensazione che ho. e non è un giudizio sulla tua storia o sui tuoi sentimenti o su di lui, ma se devi farti tutte queste pippe mentali, se la tua emotività finisce con l’essere una montagna russa, se stai male, ecc ecc è evidente che c’è qualcosa che non va. Non andrebbe anche se foste insieme, nella stessa casa tutti i giorni, e tu fossi sua moglie, se tu ti sentissi come ti senti. Lo ripeto, ma è una cosa che non riesco a far capire, evidentemente. Forse però il fatto che io non sia mai stata un’amante, ma ti capisca su molte cose, potrebbe farti riflettere sul fatto che la clandestinità è solo uno degli aspetti che non vanno nella tua relazione, seppure lo metti al centro. O comunque il concetto potrebbe essere di ambiguità di rapporti, per esempio, che ha un significato più esteso.
@Luna, scrivi @Io vorrei che tu capissi una cosa, che non è una cazzata, credimi se puoi: stai male, e lo so che stai male, ma per fortuna, e te lo dico di cuore, tu con questa persona non dividi una casa, puoi tornare nella tua la sera, e i danni collaterali di questa vicenda sono ancora minimi. Il tuo spazio per spostarti è più ampio, quello interno e quello esterno…
Allora le compagne di tutti questi uomini???
So che l’attenzione la vuoi incontrare su Margot e basta, ma di riflesso mi viene da chiedere questo. E lo faccio xk credo ke lui, come gli altri protagoniti di questa vicenda, non siano così qnd si trovano nella loro di casa.
La mia frase non è solo per Margot, è una constatazione generale.
Potrei dirti semplicemente: saranno c.... delle loro compagne, perché il TUO problema è il rapporto che TU vivi, non quello che gli altri vivono. Se io ho un collega che ogni giorno mi ammazza di mobbing o una vicina che mi butta un secchio di piscio sul bucato il fatto che possano essere deliziosi a casa loro o eccezionali padroni del loro cane non cambia di una virgola il fatto che a me mi stiano trattando di merda, o che tentino di farlo, e che è sul rapporto tra me e chi sta davanti a me che mi devo basare.E peraltro il fatto che rompano i co… a me non significa che sia perché io valgo meno.
La mia frase però evidenziava altro. Prova a rileggerla. Forse è perché io ho vissuto 24 su 24 con chi aveva certe dinamiche che per esempio posso dire che non migliorano, anzi si enfatizzano. Ma se non vuoi credermi non posso farci niente. Sarà diverso con un’altra? non è un problema mio.
Quello che però posso dirti è che l’idea che se domani diventasse tuo marito sarebbe diverso, o che il problema stia nel fatto che lui tratta meglio lei di te è perché tu vali meno (la tratta bene? secondo te la tratta bene da quello che tu vedi? è il tuo concetto di trattare bene una compagna? vorresti essere nei suoi panni, cioè che vai in ferie e lui si vede con un’altra?), o l’idea che se non la tratta bene allora sarà perché forse gli importa più di te, o la fissazione sul fatto “se io fossi in un altro ruolo sarebbe diverso”, “se io fossi in un altro ruolo starei bene” ecc ecc sono tutte cose che ti servono per non affrontare come stai in questa relazione con lui, di qualsiasi tipo essa sia.
Per il resto: @Io davvero non so come affrontare la cosa. Oltretutto a detta sempre della mia Dott.ssa non sonon proprio capace si vivere una storia “normale e tranquilla” perchè non sono abituata. (vedi il tuo esempio sulla strada da percorrere per andare al lavoro, carica di tensione, senza pensare che il lavoro si trovi dietro l’angolo).
Donne che amano troppo parla infatti, se non erro, anche di questo.
E’ un libro interessante sì, che aiuta a riflettere su cose e dinamiche, meccanismi che possiamo dare per scontati.
Vedrai che bello che sarà quando comincerai a “sentire” che si può vivere anche senza tensione.
ho scritto un sacco, ma c’era molta carne al fuoco.
baci!
Il domandarmi se lui tratta meglio la compagna è quasi “normale” nella non-normalità!
Cmq credo davvero che la tratti meglio. Lavora molto, non esce mai, se non cn lei. A volte rientrando a casa li sorprendo a parlare sul balcone. Oppure qnd hanno degli amici a casa sn tutti fuori che ridono e scherzano. Perchè dovrebbe lasciare tutto quello? Per me???
A dimostrazione del fatto che non si è innamorato di me. E questo perchè nel suo cuore c’è spazio solo per la compagna e il figlio!
Credo davvero che se fossi stata diversa (ma lo penso sia in ambito lavorativo, che in ambito sociale..e soprattutto famigliare), sarei riuscita a concludere qualcosa di più!
Vedo uomini che cn le loro amanti sn diversi (escono a cena, fanno regali, chiamano ogni giorno….) ne ho avuto un esempio molto vicino, durato 8 anni!
Io non merito nemmeno le briciole!
Sì, Clà, vero che lo è, normale dico. Però dicevo che non ti serve. Soprattutto se finisci con il dirti cose come: @Io non merito nemmeno le briciole!
Dico che non ti aiuta molto guardare le cose in questa prospettiva.
Se stai male nel ruolo di amante stai male nel ruolo di amante, se stai male per come lui si comporta con te stai male per come lui si comporta con te, indipedentemente, questo voglio dire.
bene margot, ciao . .
e’ capitata a me la stessa cosa. ci sono passata, ne sto pagando ancora le conseguenze, ma con grinta vado avanti, gli stessi consigli che luna ha dato a te, li ha dati anche a me.e bello ritrovarsi, qua in queste pagine, a confidarci i nostri casini, i nostri malumori, ma per cortesia. se riesci a volerti un po piu bene, per te stessa , fallo! IGNORALO!lascia perdre. ma sono tutti uguali sti manipolatori,(uomini) che se fossero uomini con le palle, non avrebbero il coraggio di nascondersi dietro alle nostre fragilita’, approfittandosi del l’amore che noi, riusciamo a dare a loro, e’ che loro invece, da noi non vogliono Amore, ma solo sfruttarci, per una questione di soldi.piangono, si commiserano, ci vogliono prendere in giro, con le loro belle parole. margot, non credere che lui non sia tuo, ma che sia di sua moglie.lui ti racconta che divide tutto con la moglie, per farti venire sempre piu gelosa, e’ cosi tu scleri, rodendoti i fegato pensando a lui felice e contento con lei. no!! questo e un’ atteggiamento sbagliattissimo, tu non devi assolutissimamente ascoltare quello che lui ti possa raccontare, perche’ lui lo fa perche’ cosi tu ti attacchi sempre piu a lui, ( da un lato ti vuole succube di lui, fino a toglierti il fiato; e’ qui tu pensi che sia amore, che e’ pazzo di te, e che non riesce a stare senza di te. dall’altro, quando ha raggiunto il suo scopo, dell’attaccamento; ti dice che sei soffocante, e ti intima a darle piu spazio, e ti dice che non c’e l’ha con te ….ma che ha bisogno di respirare, che ti sente troppo preso, che sei avida di lui) e qui , che scatta il gioco della manipolazione, ti rigira le cose. ti prova uno stato di confusione, tu che vuoi sentirti AMATA DA LUI, e’ lui non ti da’ quello che fino a poco tempo prima TI dava, e tu pensi che ama di piu sua moglie.non cascarci, impara questi truchetti( maniopolazioni affettive ) si chiamano. soldi, soldi, sempre la stessa cosa per tutti, chi ne ha pochi , e chi ne ha di piu, loro puntano le gallinelle, che cercano l’amore, inizialmente e’ tutto bello, inizia il gioco divertente per loro, si burlano della nostra buona fede, per fotterci in tutti i sensi, magari gli andiamo pure bene, siamo perfette in tutto pre loro, ma per noi impegnarsi con noi, ti inventano mille scuse, ma come sono bravi,io l’ho capito subito che voleva soldi, perche lui non ne aveva per i suoi capricci,perche sua moglie non ne aveva per soddisfare il suo personaggio.magari poi alla fine a costo di tenersi le corna, gli sarebbero piaciuti pure a lei i miei soldi, chissa’ che cosa si e’ disposti a fare per tirare avanti.ormai non mi scandalizzo piu di nulla, ho aperto gli occhi, e nessuno me li chiude piu.svegliati margot, dobbiamo essere felici perche ce lo meritiamo, non continuiamo a farci prendere in giro, non commiseriamo amore da CHI A PRIORI NON E’ CAPACE A DARCELO,fatti furba non sganciare soldi, mettito alla prova, cosi vedrai se torna per amore o torna per ……