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Qual è il ruolo di un padre?

Scrivo questa lettera dopo che mio padre mi ha detto, per l’ennesima volta: “sarebbe stato meglio se non fossi mai nata”. Questa volta non ho nemmeno pianto, ho continuato a fare quello che stavo facendo come se niente fosse poiché le sue parole non fanno altro che confermare quello che ho da sempre sospettato. Eppure, non riesco a non pensarci. Forse, tutti questi anni di offese, ingiurie ed accuse mi hanno davvero scavato dentro e privato di ogni briciolo di autostima. A volte, quando medito su me stessa, non so se a risuonare nella mia testa sia la mia o la sua voce. Non so più se l’idea che ho di me, dei miei difetti e dei miei pregi sia davvero mia o influenzata da lui, che continua a ripetermi che il mio carattere è sbagliato, che non vado bene, che se tutti mi abbandonano è soltanto colpa mia  e merito di stare da sola.

Ho 25 anni e la mia vita lascia molto a desiderare. Vivo a casa con lui e mio fratello perché devo ancora completare l’università (mi mancano tre esami e la tesi per finire la magistrale) e perché non riesco a trovare uno straccio di lavoro. Ho fatto anche diversi colloqui, ma probabilmente, i datori di lavoro rimangono sempre poco convinti di fronte ad una persona timida, emotiva ed un po’ impacciata, nonostante sia molto seria e determinata in quello che faccio (alla triennale mi sono laureata con 110 e lode). E così, anche durante i colloqui, mi sembra di rivedere il viso corrucciato di mio padre che mi dice che non valgo niente e che sarebbe meglio se me ne stessi da sola, invece di importunare la gente con la mia presenza. E, a volte, penso che abbia ragione.

Mia madre è morta circa sei anni fa. Non avevamo un rapporto molto forte perché era una donna molto fredda e distaccata, ma sapevo che mi voleva bene perché faceva molti sacrifici per me e mio fratello. Dopo solo un anno dalla sua morte, mio padre si è messo di proposito a cercare una donna, perché, come ci fa spesso intendere, un uomo non può stare a lungo senza una donna in casa, che si occupi dei lavori domestici e che si occupi anche di lui, in tutti i sensi… Fin da subito, ha portato le sue nuove fiamme in casa, senza tenere minimamente conto dei nostri sentimenti e della vergogna che ci procurava. Io e mio fratello abbiamo sofferto molto, ma, a differenza mia, mio fratello si è rassegnato molto presto e ha rinunciato a ragionare con lui. Invece, per me, è iniziato l’inferno. Da circa tre anni, mio padre sta con una rumena che lavora come badante in un paese vicino al mio. Dopo nemmeno una settimana che si erano conosciuti, ha preso portarla a casa tutti i fine settimana, pretendendo che io e mio fratello ci dimostrassimo sorridenti e felici davanti a lei per non offenderla. Persino il giorno prima della mia laurea, l’ha portata a casa e pretendeva che passassi del tempo con lei, nonostante io avessi mille cose a cui pensare. Io non riesco a fingere che mi sia simpatica e che la situazione mi stia bene e così sono iniziati i litigi. Mi dice che sono una persona incivile, un’egoista e che sta bene solo quando non ci sono perché “il mio carattere sbagliato” gli impedisce di essere felice con questa donna. Eppure ciò che chiedo è soltanto un po’ di delicatezza in più e di non costringermi a fare qualcosa che non mi sento di fare, ma lui non capisce.  Così, senza avere nemmeno l’appoggio di mio fratello, comincio a chiedermi se sono davvero io sbagliata e se ha sempre avuto ragione lui.

Non so nemmeno cosa pensare di lui come padre. Sebbene in maniera limitata, ha sempre contribuito al sostentamento economico della famiglia e si è sempre occupato delle questioni pratiche. Ciò che è mancato è stato un interesse vero verso i suoi figli e forse un vero e proprio affetto. Ricordo che, da piccola, mia madre doveva quasi implorarlo perché stesse con noi mentre lei andava a lavoro. Non gli è mai importato nulla di quali fossero le nostre passioni, di come andassimo a scuola, di come andasse la nostra vita. Non ho mai potuto contare su di lui quando avevo un problema. A casa non si parlava mai, noi dovevamo semplicemente ubbidire e dargli fastidio il meno possibile. Di ritorno da lavoro, non faceva altro che andare a bere con i suoi amici al bar, ha sempre pensato che fosse compito della donna stare a casa con i figli e non si è mai degnato di stare con noi. Ma ciò che mi chiedo ora, dopo 25 anni, in cui, forse è riuscito a farmi il lavaggio del cervello, è: ha davvero sbagliato? E’ davvero sbagliato non amare i propri figli? A volte penso che, in fondo, non siamo che animali e che forse l’amore non è una cosa così scontata. Forse lui ha il diritto di odiarmi, disprezzarmi e di offendermi perché non sono come vuole. Ho davvero qualcosa da imputargli?

Scusate se la lettera è molto confusa, l’ho scritta per sfogarmi, senza avere un’idea precisa, ma mi piacerebbe avere le vostre opinioni.

 

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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17 commenti a

Qual è il ruolo di un padre?

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  1. 1
    Rossella -

    I genitori sono importanti. Si può dire che si divorzia perché ci si sente falliti come figli… capita agli uomini e capita alle donne. Durante il fidanzamento la cosa sembra ininfluente perché i ragazzi pensano che sia importante emanciparsi dalla famiglia. A venti/venticinque anni non ti senti in colpa perché qualcuno ti ha offeso in pubblico… a trenta cominci a pensarci e comprendi di aver mancato di rispetto alla tua famiglia. Infatti penso che oggigiorno sia impossibile restare insieme dopo un tradimento perché diventa una notizia di dominio pubblico. Nessun uomo accetterebbe di recitare davanti alla madre la parte del burattino e nessuna donna subirebbe un tradimento davanti agli occhi del padre o del fratello. La verità è che quando i genitori ti vedono stare male sono tenuti a farti presente che quella persona non sta offendendo te ma loro. Quando lo capiranno si lasceranno perché al primo posto vengono i genitori… non si tratta di un comandamento, si tratta di quella legge di natura che ti porta a non voler essere succube di qualcuno. Cosa dovrebbe pensare tuo padre del fatto che tuo marito si gira a guardare altre donne? Che ci stai perché ti ha strappato da una situazione d’indigenza economica e morale… mio padre e mia madre penserebbero questo e penso che ne morirebbero e io prima di loro. Nel 2015 i matrimoni hanno le ore contate.

  2. 2
    maria grazia -

    “Forse lui ha il diritto di odiarmi, disprezzarmi e di offendermi perché non sono come vuole.”

    no. assolutamente no. tuo padre non ha alcun diritto di rinnegarti e di umiliarti, anche perchè è stato lui a metterti al mondo. piuttosto, mi sembra un uomo molto egoista ( scusa la franchezza ) perchè il fatto di “aver sempre portato la pagnotta” non lo autorizza a non tener conto del vostro stato d’ animo e a mancarvi di rispetto. fossi in te cercherei di convincere tuo fratello a parlargli in modo calmo, MA DECISO. voi non potete essere la valvola di sfogo del suo malessere e di tutti i suoi disagi personali.

  3. 3
    idra40 -

    Onore al tuo merito, Mocchiri.Laurearti e continuare i tuoi studi ,nonostante questo
    disagio familiare,è la migliore e più concreta dimostrazione, per te stessa,che sei una ragazza in gamba, molto intelligente, decisa e che ce la farà.

    Stringi i denti ancora e consegui la magistrale.Completa il tuo percorso.Ti sarà più semplice trovare un impiego.Gioca a tuo favore anche la giovane età.Se è il caso, comincia a pensare di andartene in altra città ,dopo la laurea,se vi può essere maggiore offerta lavorativa.
    Lotta, Mocchiri,lotta con le armi che hai.
    L’ intelletto.La bravura.
    Diventa.
    Diventa, fòrmati e lascia la tua casa.

    C’è una vita intera che ti aspetta.POtrà essere più serena solo lontano da lì.
    Coraggio! Vinci le lacrime e la malinconia
    e vai avanti.

    Le persone non cambiano.Non tutti hanno senso paterno o materno.Molti ne sono privi.
    Molti dovrebbero star soli.Avere molte donne,( o uomini nel caso di certe donne ) se credono.Ma lontani dall’idea di famiglia/figli.Creano solo disagi, tensioni, infelicità.
    Non mi sento di fare altri commenti, in proposito.

    Ma di fare a te coraggio ,sperando che questo messaggio ti sia utile per non
    lasciarti immalinconire o schiacchiare da pensieri bui.
    Non hai sbagliato in niente, Mocchiri.
    Pensa ai tuoi studi,alla tua vita, ai tuoi progetti.Scrollati di dosso quelle basse umilizaioni verbali, pensando a te e alla vita che aspetta di essere costruita passo dopo passo.
    Non scoraggiarti se non trovi appoggio in tuo fratello.
    Fai di questa mancanza , un punto a tuo favore.Adesso ti sembra forse difficile,
    o paradossale ciò che dico.
    Fidati, ti temprerà molto.Ce la farai.Anche da sola, se è il caso.
    La vita ti ripagherà.
    Ripeto: non hai sbagliato in nulla.Non rimproverarti niente.E prosegui.

    ps: scusate se faccio un commento off topic.Ma devo capire se sono io o se è impressione di qualcun altro.
    I commenti di Rossella, in questo post ed anche in altri, mi sembrano del tutto avulsi dall’argomento.Non dico fuori tema, dico proprio che mi sembrano fuori fase.Non ne capisco mai , ma proprio mai il senso.
    probabilmente è un problema mio,non credo cognitivo.
    penso dettato dal caldo che mi ha spossato.
    Mi scuso fin d’ora con la stessa Rossella, ma mi sembra che scriva da un altro pianeta.
    Specifico che il tono non è polemico, nè irriguardoso.Solo una mia personale presa d’atto.

    Saluti a tutti.

  4. 4
    Golem -

    Idra, Rossella non ti risponderá. Non lo fa con nessuno.
    I suoi interventi seguono un logica insondabile che nessuno è riuscito a decriptare. Ma è un pó la mascotte di LaD, e in fondo rappresenta un pó l’allegoria del mondo virtuale in cui siamo: si dà e si ha l’impressione di comunicare e di creare relazioni tra gli interlocutori, ma in realtà NON esiste nessun VERO rapporto tra ció chè sembra e ció chè è.
    Ciao.

  5. 5
    Martina -

    Ciao..

    Io credo che…il tuo desiderio estremo di ricevere amore e considerazione da parte di quest’uomo ti stia spingendo a cercare di vedere prospettive nelle cose che…forse da un lato vanno considerate, perché non siamo tutti uguali, ma che da un altro lato sono solo un doloroso frustrante e innaturale, per te, esercizio mentale.
    Mi sembra di capire che tu stia cercando di vedere la cosa dalla sua prospettiva, ti poni tante domande, hai dubbi su chi sei tu, su cosa susciti negli altri, e tutte queste incertezze si ripercuotono sulla tua persona, perché creano instabilità. In sostanza, stai portando un’instabilità, che è esterna, perché è legata al tuo rapporto con lui, dentro di te, e così però la generalizzi.
    Io credo che tu debba in qualche modo schermarti nei suoi confronti, devi uccidere ogni speranza, non devi sforzarti di capirlo.

    Lui non è un genitore, e forse in questi termini non è sbagliato che non ti ami, ma a questo punto non merita di essere chiamato padre…non merita di avere nessuna influenza su di te, non ha il diritto di giudicarti, definirti, insinuare nulla su di te, perché non credo nemmeno ti conosca!
    Lui ti sta facendo il lavaggio del cervello, ti ha già in pugno, lui ha la forza di imporsi con la sua opinione, mentre tu non hai lo stesso potere, lui ha presa dentro di te…e secondo me questo legame non ha nulla di filiale, ma è più simile ad una malattia…devi riconquistare la tua indipendenza mentale per poterti fare una vita che non sia macchiata da lui.

    Chissà perché vi mantiene? Chissà quale ragione si dà per spiegarsi questo.
    A volte ci sono personaggi che possono rendere instabili e incerte alcune verità che credevamo consolidate, come l’amore di un genitore. Bisogna capire se è giusto permetterglielo, cosa comporta per noi considerare la loro prospettiva e farla nostra…oppure se SOLO la nostra consapevolezza deve rimanere arricchita dall’esperienza di qualcuno che è diverso da noi, senza che questo però…

  6. 6
    rossana -

    Mocchiri,
    “E’ davvero sbagliato non amare i propri figli?” – dal mio punto di vista, i sentimenti sono o non sono, non si possono inventare, semmai, in alcuni casi, soltanto simulare, più o meno bene.

    ha ragione Idra nell’affermare che non tutti hanno inclinazione alla maternità o alla paternità e che questo tipo di persone farebbe molti meno danni se non mettesse su famiglia. i padri, poi, amano quasi sempre soltanto chi soddisfa le loro aspettative, che nel tuo caso sarebbe innanzitutto quella di aderire al suo modo egoistico di vivere di soddisfazioni sensuali, che non tiene in alcun conto la sensibilità dei figli.

    sei grande abbastanza ormai per dargli sempre meno retta. non è il caso che ti confronti con lui: lascialo dire ma scrollati di dosso i suoi giudizi e le sue cattiverie. sei forte: ce la puoi fare a venirne fuori al meglio, nonostante lui!

  7. 7
    gimmy -

    Mocchiri,
    penso che se tuo padre è una persona costantemente fredda,e con una mentalità primitiva,sia dovuto principalmente alla mancata affettività di altrettanti genitori che a loro volta sono stati carenti di un inadeguata tenerezza nei suoi confronti.E’ cresciuto con una disciplina comportamentale al quanto disatrosa,in un ambiente dove la noncuranza forse era la sua normalità quotidiana,quindi adesso cosa ci si può aspettare da lui? un amore viscerale che non ha mai conosciuto? Se ha imparato questo dal suo passato,questo a sua volta può insegnare,non sei tu ad essere sbagliata,non metterti strane idee in testa,sei soltanto una vittima dei suoi continui errori; non si rende conto che mentre le donne vanno e vengono,i figli invece restano per sempre. A volte un padre dovrebbe partorire lui per capire l’amore immenso della paternità,forse tenere in grembo per 9 mesi la propria prole aiuterebbe finalmente a far comprendere,che i figli non sono semplici parenti,ma pezzi di cuore.Se ti può consolare anch’io proverei lo stesso disagio e fastidio se mio padre portasse a casa un repentino cambio di estranee senza tener presente il dovuto rispetto o il dolore che simili decisioni potrebbero arrecarmi.E’ stato indelicato e inopportuno e per quanto a lui facesse comodo,non significa che da parte vostra ci doveva essere accettazione e gradimento in una volontà tra l’altro imposta,senza una minima discussione preventiva.Sbaglia lui ad avere simili atteggiamenti,e ad offenderti in modo gratuito,ma purtroppo credo che difficilmente si possa pensare ad un cambiamento d’idee cosi radicate da tempo.Dovresti trovare la chiave giusta per fargli assimilare tutto il tuo malessere,ma non penso che tu non ci abbia provato.Quindi l’unica cosa che mi sento di dirti è,stringi i denti e vai avanti per la tua strada, cerca di costruirti un futuro e vai via dalle mura domestiche, solitamente gli affetti mancano sempre quando smettono di essere nella propria consuetudine e a…

  8. 8
    gimmy -

    differenza di una moglie i figli non possono essere sostituiti.

  9. 9
    stellaperduta -

    scappa.. appena puoi! nessuno ha il diritto di rovinarti la vita!!! ora è arrivato il momento di abbandonare questa vita e cominciare la TUA! In bocca al lupo!

  10. 10
    michelle -

    Mocchiri,
    Ti hanno gia` dato ottimi consigli. Avendo avuto un’esperienza simile, cio` che consiglio sempre a chi scrive lettere come la tua e` di allontanarsi appena possibile da questa situazione, che minera` la tua personalita` e autostima.
    Poi se ne senti la necessita`, ti consiglio un percorso di psicoterapia, che appunto puo` aiutarti a ritrovare te stessa, a capire chi sei veramente indipendentemente da cio` che ti sei sentita dire da tuo padre.
    Il rischio che corri altrimenti e` di rivivere le stesse sensazioni nelle relazioni con gli altri, in particolare relazioni amorose. Potresti inconsciamente essere attratta da persone che ti giudicheranno e tratteranno allo stesso modo, che non ti daranno il giusto valore, il che ti fara` sentire ancora piu` sbagliata. Putroppo l’ho capito solo con tante esperienze sbagliate, quindi a distanza di anni.
    Ricordati che dal momento in cui qualcuno ti fa sentire sbagliata, il problema non e` mai tuo..

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