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Io ho quel che ho donato

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Ciao a tutti, come molti di noi, mi trovo qui a condividere la fine della mia storia d’amore. Lei se n’è andata, lo scorso mese, ponendo fine a tre anni e mezzo di matrimonio e a due anni di fidanzamento. Era da mesi ormai che alla condivisione del proprio amletico dubbio sentimentale con il sottoscritto aveva preferito l’autoesilio a casa dei propri genitori. Una volta entrata nella sua torre d’avorio ha smesso di fatto di considerarmi la sua metà, parte integrante della sua vita, quella vita di coppia che aveva trovato consacrazione nel “vincolo” matrimoniale. Già dalla primavera dello scorso anno, a dire il vero, avevo notato in lei segnali tipici di apatia e una malcelata insofferenza. Aveva iniziato a dedicarsi a ritmo serrato agli aperitivi con gli amici/colleghi di lavoro, un manipolo di avvocati diversificati in quanto età e turbolenti trascorsi di coppia ma tutti uniti nell’intento di rinnovare un voto d’eterna giovinezza, incoscienza. Unica donna sposata di quel gruppo, giovane, garbata e carina qual’è, era diventata un’occasione d’apprezzamento da parte dei marpioni ai quali concedeva il suo tempo, spesso la sera, sottraendolo alla coppia ed allo svolgimento dei propri impegni coniugali. Mi contattava sbronza dicendomi, quando terminavo il lavoro, di raggiungerla, passava ore al cellulare ad alimentare deliranti chat dispensando selfie e propositi di festa, si disinteressava del mio desiderio verso di lei lasciandomi addormentare dopo aver addotto i tipici pretestuosi lamenti femminili (scusa ma non mi sento bene, dai che ci rifacciamo questo fine settimana, sono molto stressata dal lavoro, e balle varie…). Essendo già passato dal torchio di una precedente storia di sette anni terminata meschinamente dalla mia ex prima del matrimonio, ho mostrato tutta la mia volontà di affrontare quel crescente disagio senza volermi inutilmente scornare con lei ma cercando ogni occasione per dialogare e confermare nella quotidianotà la mia abnegazione verso il rapporto. Forse avrò sottostimato l’irreparabilità della situazione ma di certo non potevo immaginare fosse disposta, in nome di quella sbandata, a gettare nel cesso gli anni ed i progetti costruiti insieme. Fino allo scorso anno, inutile dirlo, l’amore tra noi era sempre stato travolgente, totalizzante, esclusivo… c’erano volte in cui, al colmo della gratitudine per la bellezza condivisa, la stringevo prima di addormentarmi, piangendo di felicità ma anche di angoscia al pensiero che l’eternità probabilmente non ci sarebbe stata concessa… per lei ho ridefinito il mio concetto d’Amore trovandomi disposto a corteggiarla serratamente per molti mesi riuscendo in maniera, a sua detta sorprendente, a conquistare il suo cuore con gesti tanto folli quanto spontanei. Tra questi ne annovero giusto uno: nel ricevere un messaggio da lei mentre si trovava in vacanza in Puglia con scritto “mi manchi…quanto vorrei tu fossi qui…” ho fatto fagotto la sera stessa e mi sono sciroccato in auto i mille chilometri che mi separavano da lei presentandomi, ai futuri suoceri increduli, con un “avevo finito i tarallini”. Poi l’ho caricata in macchina e riportata a casa dando di fatto inizio alla nostra storia. Complicità totale, vita sessuale esplosiva, realizzazione di continui progetti… insomma una situazione tanto idilliaca da risultare quasi stucchevole per i nostri amici spesso meno appagati sentimentalmente di noi. Le ho dato il mio cuore abnegandomi completamente senza mai rinunciare però alla mia dignità e a quella sana autorità maschile che compensava la sua cronica insicurezza. Da lei ho ricevuto altrettanto convincendomi di avere trovato la persona con cui condividere la mia vita realizzando il sogno di una famiglia. Abbiamo ristrutturato un mio appartamento, ho avviato un’attività commerciale, un piccolo bar, dando credito alle sue promesse d’amore eterno continuamente ribadite, supportate da un calore che mi ha fatto sentire sempre speciale per lei. Poi, come vi dicevo, qualcosa che ancora non mi è dato conoscere, ha rotto l’incanto lasciandomi solo a marcire nella sua totale apatia, mendicando un chiarimento. Sospetto si sia invaghita di un suo collega, per altro mio caro amico, pluriseparato e seduttore di professione. Beh, giunto a questo punto, dopo aver tentato di tutto per provare a sbrogliare la matassa di questo matrimonio, di fronte al suo ennesimo “non credo di essere ancora innamorata di te, che senso avrebbe che ritornassi a casa per essere infelice, per adesso è così, poi chissà”, ho risposto “quello che hai di fronte, fatto di un cuore, un cervello ed un pene in mezzo alle gambe è tuo marito. Il pacchetto è completo, non accetterò di diventare l’orsacchiotto Teddy e farmi bastare questo surrogato sentimentale”. E’ uscita di casa per l’ultima volta, salvo rientrare dopo qualche settimana per riprendersi tutte le sue cose. A breve, mi auguro, darà seguito anche alla mia richiesta di predisporre la separazione che ha scelto. Inutile dirvi che, nonostante si tratti di mia ex moglie, ho applicato da subito il no contact accettando di affrontare questo bagno di fuoco con dedizione e rispetto del dolore. Alterno momenti di disperazione e pianto, ad altri di nostalgia, di rabbia, senso d’impotenza, spaesamento ma nonostante tutto fluisco sforzandomi di aderire totalmente al tempo presente, cercando di assecondare ogni moto d’animo mi si presenti. Non c’è nulla di razionalizzabile in amore e non posso fare altro che rassegnarmi a questa evidenza. Aggiungiamoci pure il fatto che certe persone immature si innamorano del sogno che rappresenti dimostrando tutta la propria imperdonabile mancanza quando il rapporto richiede responsabilità e spirito di sacrificio. Lei è la stessa persona che in un radioso pomeriggio di giugno mi ha promesso davanti a Dio “…nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, fin che morte non ci separi”. Ora so che questo non fa la differenza. Certe persone vigliacche non hanno neppure il rispetto di dichiararti i propri dubbi e renderti partecipe della loro sofferenza. Ero disposto a soffrire con lei, senza colpevolizzarla, per dimostrarle come la vita regali sempre occasioni di crescita e di bellezza, nonostante tutto. Bisogna essere in due però a volerlo… per questo si chiama coppia. Sto uscendo spesso, faccio sport, mi organizzo per trasferte nel weekend, conosco nuova gente… ma sono soltanto l’ombra di me stesso. Per questo io “ho quel che ho donato” perchè fuori dalla speranza di un suo ritorno, disgustato per ciò che ha deciso per sempre di distruggere, sono convinto che un amore così vissuto dia senso ad un’intera esistenza. Ora però nessuna aspettativa e zero desideri, solo il presente. Ho la fortuna di avere il conforto dei miei splendidi familiari e di veri amici e da questo devo ripartire. Vi ringrazio per l’attenzione ed anticipatamente per voler condividere la vostra esperienza con me.  

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27 commenti a

Io ho quel che ho donato

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  1. 1
    walk -

    Caro amico,mi dispiace tanto…quando leggo certe storie mi si stringe sempre il cuore,ma non c’è da stupirsi,è incredibile come certe situazioni sembrano simili tra di loro,sembra di leggere un copione già scritto e uguale per tutti.
    Storia travolgente=matrimonio=nuovo lavoro=nuove conoscenze=crisi matrimoniale.
    Mi sembra che questo sentimento così sacralizzato e osannato chiamato “amore” segua degli schemi molto precisi,sia in fase di scelta del partner che in fase di abbandono dello stesso.
    In tutta onestà credo che l’amore dei giorni d’oggi venga sopravvalutato,in realtà non è altro che un sentimento molto umano e quindi pieno di imperfezioni…
    Adesso ti arriveranno un sacco di consigli su come fare per superare il dolore (no contact,sport,attività,nuove amicizie) ma tieni presente che non serviranno a niente,più o meno è come pretendere di curare l’influenza col succo d’arancia… preparati a soffrire molto e sarà dura da superare,mi spiace,ma non chiuderti in te stesso,dai la possibilità ad altre persone di entrare nel tuo cuore e vedrai che le cose si sistemeranno.

  2. 2
    Rossella -

    In amore è importante dare ma è altrettanto importante ricevere… nella vita avrò dato l’1% di quello che ho ricevuto e questa consapevolezza mi fa capire che ci vuole costanza tanto nel dare quanto nel ricevere… basta mancare una volta per gettare tutto alle ortiche. A quel punto non ci resta che partire da noi stessi perchè subire non avrebbe senso… non lo aveva per le nostre nonne figuriamoci se potrebbe averlo per noi. Il fatto che gli uomini di oggi siano più inclini a non avere rispetto della famiglia non cambia di molto le cose.

  3. 3
    Golem -

    AV77 “Aggiungiamoci pure il fatto che certe persone immature si innamorano del sogno che rappresenti”

    È quello il problema. Mentre il tuo, paradossalmente, è stato quello di “esserci”. Se fossi rimasto un “sogno” irraggiungibile, oggi stava con un altro in attesa di separazione, pensando a…te.
    Peccato che non abbia capito con chi aveva a che fare, ma lo capirà.
    Previsione? Non so quando ma tornerà a cercarti.

    Rossella: fake di Golem ! Garantito
    “In amore è importante dare ma è altrettanto importante ricevere”
    Hai fatto la recita fino a questo momento, ma con quest’ultimo post ti sei tradita.
    Non si può fingere in eterno.

    MG. Si penserà ad un complotto, vedrai. Troppe coincidenze verso la constatazione dell’amore così sfacciatamente golemiana.

  4. 4
    Gaudente -

    Hai quello che hai donato ? A me pare che tu non abbia un bel niente…. donare impoverisce e basta.

  5. 5
    rossana -

    AV77,
    “io “ho quel che ho donato” perchè fuori dalla speranza di un suo ritorno, disgustato per ciò che ha deciso per sempre di distruggere, sono convinto che un amore così vissuto dia senso ad un’intera esistenza.” – vero: ci sono amori che danno senso a un’esistenza! un tempo, però, questo era più comune per le donne…

    in ogni caso, si può essere sicuri soltanto di quello che si vive in se stessi. il resto è sempre difficile da definire e nella migliore delle ipotesi aleatorio.

    mi dispiace molto per te, che di certo meritavi di meglio e di più. cerca di vedere la parte positiva nel fatto che non avete messo al mondo nuove creature, a condividere senza colpa il dolore.

    Walk,
    mi è molto piaciuta la tua sintesi di “curare il raffreddore con il succo d’arancia”. credo che me la ricorderò…

  6. 6
    remo -

    Lettera meravigliosa, complimenti…traspare tutta l’autenticità che c’è in te.

  7. 7
    glosstar -

    Sono solidale con te nel dolore e soprattutto nella dignità con cui l’affronti. Se ti riesce non diventare amaro o cinico, soltanto così potrai avere una nuova primavera.

    Hai tutto il mio rispetto.

    Auguri.

  8. 8
    ets -

    Scusa la banalità ma l’hai trattata troppo bene. E’ l’errore che facciamo tutti, che faccio pure io in continuazinoe.. ma quando le tratti troppo bene non ci sono mai buoni risultati.
    Non credo nemmeno ai corteggiamenti troppo lunghi, potrei azzardare l’ipotesi che non fosse convinta nemmeno all’inizio.
    Ma possiamo scrivere tutti i teoremi di questo mondo, il risultato è che tu non andavi più bene perchè eri rutinario, scontato, giornaliero.
    Lei non ha preso una sbandata, sa bene quello che sta facendo, semplicemente non è più innamorata di te e probabilmente ti tradiva già da tempo. Avrà gli ormoni in palla per qualcun altro, farfallone o no non centra. Non è colpa sua. E’ colpa di tua moglie

  9. 9
    Andrea -

    Complimenti, bellissima lettera che ho letto tutta d’un fiato.
    Credo che molti rapporti vadano in crisi quando il partner ci da per scontati.

  10. 10
    Sentenza -

    Solito disco, solita storia.

    “Poi, come vi dicevo, qualcosa che ancora non mi è dato conoscere, ha rotto l’incanto lasciandomi solo a marcire nella sua totale apatia, mendicando un chiarimento.”

    Si chiama microchip. E’ saltato. Difetto di fabbrica, nn è colpa tua!

    p.s. “qual è”

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