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Andare avanti nonostante tutte le avversità

Caro lettore,

con gran piacere (quasi) mi trovo a dover scrivere un’altra lettera di sfogo.

Bhe … hai presente la ragazza della prima lettera ? Bhe … oggi è  fidanzata ufficialmente.

Non sono triste ne arrabbiato, porto solo un po’ di delusione. Ho fallito… forse non ho nemmeno tentato… ho fallito anche questa volta… uao … che strana la vita!

Ma sai lettore, ascoltero’ uno dei membri di questo forum che nella mia prima lettera nei commenti mi ha espressamente detto : sii felice per loro.

E io lo saro’ o almeno mi sforzero’ di farlo… è  la mia unica alternativa.. vedere il mondo con positivita’. L’unico sentimento che porto adesso  è  la delusione… la delusione di non aver tentato… la delusione che quello che adesso  è  di qualcun altro… poteva essere mio. Questo mi delude … ma andrò  avanti nonostante tutte le avversita’ , nonostante le difficolta’: lo devo a me stesso.

L'autore ha scritto 11 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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5 commenti a

Andare avanti nonostante tutte le avversità

  1. 1
    Rossella -

    Penso che dovresti essere felice per loro. Ti spiego anche perché. Il fidanzamento per me è una convenzione. Un fatto moderno, al quale riesce a darvi peso chi ha una sensibilità più moderna. Per l’uomo è fondamentale. Gli uomini ci credono. Ma d’altro canto bisogna anche imparare ad accettare i rischi della vita e a limare quell’orgoglio che impedisce di accettare che quella donna potrebbe trovare la sua felicità accanto ad un altro uomo. Se quando ci siamo conosciuti non avevi i guanti gialli è difficile che io mi ricordi nello specifico (anche questa cosa mi dà fastidio… non riuscirei a fare finta di nulla. Lo vivrei come un disagio) . Il ricordo positivo scaturisce dal film che mi sono fatta nella mia testa, ma il resto non mi sembra naturale e non lo accetto. In quanto al matrimonio, considerando le mode del momento, lo vivrei come una gabbia e non so fino a che punto sarebbe giusto sostare in un ambiente in cui mi sento soffocare. Mi sentirei in dovere di chiedere la separazione per evitare di indebolirmi a livello spirituale. Non potrei agire contro la mia natura e parlarne non cambierebbe le cose perché nel mondo non esiste un uomo (che ho sposato) che potrebbe farmi pesare un problema di salute, un problema di famiglia, ecc. Mi sento calata nel mio ruolo. La mia femminilità imploderebbe o esploderebbe. L’uomo ha l’istinto sessuale, per lui è più facile mettersi a nudo. Quando non lo fa non riesco a fidarmi.Non vedo sentimento da parte sua.

  2. 2
    Itto Ogami -

    Salve giovane amico,
    non essere triste ! Ricordati che l’altro uomo si prende i tuoi scarti! Se lui fosse stato un uomo vero le avrebbe detto di no visto che non era vergine. Quindi che problemi ti fai ? Non l’hai lasciata tu, ha deciso lei di essere impudica con altri uomini. Vivi sereno, fatti molte docce per lavarti di dosso la sua lordura e cercane una giusta (occhio agli scarti)

  3. 3
    Anonimo -

    Vuoi sapere come la penso? Che hai una mentalità chiusa e retrograda e non te ne accorgi manco. Parli di delusione e ci associ due eventi diversi. 1) non aver tentato, provato, a impedire quello che è successo; 2) hai perso il possesso di qualcosa che ora è di un altro.
    Non ho letto le tue precedenti esternazioni, ma se vi è un progresso in esse, allora mi basta aver letto questa.
    Se anche la persona di cui si parla è impegnata sentimentalmente, anzi a maggior ragione secondo me, se senti di aver lesinato dovresti impegnarti in senso opposto e proporti, almeno per lenire quella delusione da evento 1).
    Per quanto riguarda il secondo punto… Ci sarebbe da stendere un velo pietoso. Parli di una persona e di una relazione come cose su cui è possibile esercitare il possesso. L’ amore non è possesso. Se proprio bisogna definirlo in un accezione materiale, l’ amore è un dono vicendevole.
    Un dono che non è solo materiale, fisico, spirituale, ma che tende ad un equilibrio e ad una unità di intenti. Ora gli equilibri possono essere stabilì o meno stabili, comunque sono soggetti a mutamenti nel corso del tempo. Spetta a entrambi i componenti della diade lavorare su questi equilibri affinché eventuali scompensi nella relazione vengano prontamente curati. Ho usato questo verbo non a caso, ci si prende cura di qualcuno che si ama, in primis noi stessi quando lo stato psicofisico necessita di un intervento correttivo (curativo). Quando parli di possesso parli di egoismo, di

  4. 4
    Anonimo -

    di una dinensione che non è di coppia, ma unica, autonoma, ma non completa, in qualche modo non funzionante. Invece di sforzarti ad essere felice per loro, cosa di cui non hai nessun obbligo, sii felice per te. Se hai da dire qualcosa a questa persona dillo, con fare civile e con i crismi di una persona che ha vissuto un sentimento. Se non ce la fai, o non vuoi, non essere deluso, ma neanche rimpiangere quello che hai fatto o omesso, serve solo a farti perdere altra vita. Quella persona e quella relazione non sono mai state tue, nel senso che non ne puoi parlare come di un oggetto, come di un patrimonio, come di una proprietà immobiliare. Non credo,a differenza di molti che le cose dell’ amore siano il frutto di sentimenti su cui non si ha alcun controllo. Credo invece che all’ inizio di una conoscenza giocano molti fattori inconsci che poi si modificano nella propria combinazione nel corso della relazione. Determinante diviene la volontà e quindi la volontà di amare e stare accanto a quella persona. Non dico che ci si riesce immancabilmente se questo fattore volitivo è presente.
    Dico però che se manca i passi del cammino da compiere insieme sono inesorabilmente molto pochi, a meno che non ci si ravveda e si inverta la rotta, non del cammino , ma del proprio atteggiamento mentale.

  5. 5
    Golem -

    Quando sento dire “sii felice per loro” per casi come il tuo mi viene l’orticaria. Sono le solite palle retoriche che si dicono in certi casi. Se si vietasse tutta la retorica sull’amore sì che saremmo felici.

    Strafregatene per loro sarebbe più onesto e vero.

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