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La voce dentro e le differenze incolmabili tra le persone

di silvana_1980

Quando non ascolti quella voce dentro.
Quella voce che quando sai la vera nautura di una persona ti dice: ma forse non è fatta per me, siamo troppo diversi. Noi eravamo tanto diversi, io non l’ho voluto vedere come un limite.
Quante volte l’ho accantonata quella voce dentro nel nome dei sentimenti che, nelle mie idee malsane, superano tutto, sono più forti di tutto…a volte neanche i sentimenti bastano. Non bastano a superare le differenze di carattere e questo l’ho imparato a mie spese.
Non bastano gli sguardi, non bastano le coccole, i gesti affettuosi fatti con il cuore, i baci, i regali senza chiedere nulla in cambio, gli abbracci. Quelle differenze travolgono tutto, le diverse abitudini, modi di essere degli individui travolgono tutto. Specie se una persona tenta di avvicinarsi e cambiare parzialmente se stessa e le sue abitudini…ma l’altra non fa altrettanto. L’altra da per scontato che devi esser solo tu a cambiare.
L’altra vuole che tu arrivi ad annullare te stessa, per stare insieme.
Io l’ho già fatto in passato, non me la son sentita di farlo nuovamente…perchè so che non funziona…so che annullare se stessi…neppure quello basta. Sono rimasta me stessa.
C’è stato un attimo in cui ti ho sentito vicino, molto vicino. Il giorno dopo già tutto era cambiato.
Com’è andata a finire? Ti ho perso. Sebbene io abbia fatto nun tentativo di smussare gli angoli….Tu non hai smussato nulla. Tu stai bene da solo, o con una persona da manipolare totalmente.
Mi dispiace, ma anche se ti voglio bene, anche se adesso mi manchi, anche se non lo do a vedere, o forse si…non ti cercherò più.
Perchè in quell’ultimo messaggio ho capito che la tua idea è quella che mi debba andare bene qualsiasi cosa tu decida, quando e se hai voglia di deciderlo. Per me non funziona così. Ne amicizia, ne amore. Bisogna condividere, non far subire. Bisogna rispettare, ascoltare e non ferire. Bisogna spendere anche una parola in più quando serve.
Questa è la storia di un amicizia che poteva durare, ma che tu hai voluto terminare. La mia risposta non può essere altro che il silenzio, e l’assenza totale di contatti, almeno per ora.

L'autore ha condiviso 13 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore silvana_1980.

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Categorie: - Amore - Me stesso

19 commenti

  • 1
    emme -

    Ciao… la penso esattamente come te, ti capisco al 100%
    Io sto vivendo una situazione simile alla tua da circa due anni…
    E sai cosa ti dico… che sto scegliendo me…
    All’inizio vivevo in un mondo idealizzato tutto andava bene anche se,
    come dici tu, una vocina dentro mi diceva che qualcosa non andava.
    Col tempo quella vocina e’ diventato un urlo sempre piu’ forte che
    adesso e’ difficile non ascoltarlo… Sto capendo e, piano piano l’urlo
    mi sta svegliando fino a raggiungere la consapevolezza di cui parli…
    Ovvero… io sono me stesso… e scelgo me stesso…

  • 2
    arturoboschi -

    la felicità non ti cade addosso da sola ! la felicità va ricercata ! è l’unico modo che abbiamo per non voltarci alle spalle rigurdando la nostra vita e vedere solo buio !

    un abbraccio

  • 3
    Spectre -

    hm…
    dato il periodo di sfacelo totale non posso che ritrovarmi in quel che scrivi. diciamo nella linea generale.

    mi ritrovo moltissimo soprattutto in quel “bisogna rispettare, ascoltare e non ferire”. sto puntando i piedi come una belva per far valere questo principio, a costo di perdere tutto come sto facendo in tutti i settori, a costo di ripetermi varie volte malgrado io sia molto più chiaro di un tempo in quel che dico e penso. è rischioso, ma penso che prendersi dei rischi faccia bene a noi, e poi anche all’altro che o apprezzerà il coraggio, capendo, oppure potrà anche trarne giovamento in un futuro… come “insegnamento”, a volerlo cogliere. io la penso così.

    capisco benissimo la posizione in quanto si arriva proprio a quel punto in cui si deve scegliere: o io o noi, quando questa scelta è normale ci sia, ma su basi differenti. condivise, non unilaterali.

    se poi si parla d’amicizia “e basta” tra sessi opposti, devo però dire che tra uomo e donna ci possono essere grosse differenza a rendere questo rapporto decisamente complesso da gestire.

  • 4
    PolvereDiStelle -

    Potrei aver scritto io questa lettera. Condivido ogni parola.

  • 5
    silvana_1980 -

    Sapete…era uno sfogo per la delusione forte, molto forte, di aver creduto nell’amicizia uomo-donna caratterialmente quasi opposti ma anche simili più di quanto si immaginava inzialmente (sulla quale sono sempre stata moolto diffidente, però ho detto…magari stavolta va dai…sempre facendo finta di non sentir la voce dentro) per un breve periodo…per poi risvegliarmi bruscamente dal sogno e vedere le cose per quello che sono. Un bluff.
    Che aldilà delle belle parole sulla maturità, il tutto finisce per una stupidata che poteva essere evitata.
    O forse per un gesto pensato con cattiveria dall’altro per levarsi me medesima dalle balle, visto che per certe cose sono inutile e non merito considerazione, ne tantomeno condivisione di momenti insieme, di persone che io conosco e che poteva conoscere anche lui. Diverse da lui…ma amici miei, che potevano diventare anche suoi.
    Nessuno lo saprà mai cosa pensa, prendo atto solo di quelle due-tre-quattro parole glaciali dell’sms messo giù nel tono anche se le parole non erano queste ma infiocchettate in un altro modo: “non ci sarò, è così, ti deve star bene così, mettitela via e comunque non ti devo nessuna motivazione”
    …fa male: anche perchè mi sembra sempre di essere stata corretta ed educata nei suoi confronti. Ma per fortuna la vita continua, anche senza le sue scuse, che conoscendolo non arriveranno mai. Da parte mia non ci sarà niente, anche perchè generalmente il dolore mi fa chiudere nel silenzio e nel no contact…per me è quasi fisiologico…come se dovessi assimilare lentamente un cibo indigesto. Che io non volevo mangiare, però.

  • 6
    Spectre -

    Silvana, scusa la domanda. forse sono rintronato sai, per cui porta pazienza, ma devo chiederti: parli d’amicizia o d’amore?

    se parli d’amore nn mi esprimo, tanto nn so nemmeno più come si scrive. ormai ricopio un pittogramma quando scrivo “amore”.

    se invece parli d’amicizia uomo-donna pura e semplice (che poi semplice nn è mai), allora è un altro paio di maniche e ti dico che dopo qualche anno nn so più sostenerla cm prima. anzi, a parte alcuni casi, la detesto, perchè soprattutto tra persone sole, spesso mi pare assuma i contorni di un surrogato dell’amore… cosa che a me fa uscire di testa ormai. nn la reggo più cm situazione, è una FARSA, ad esclusione di alcuni casi molto particolari che vivono di equilibri solidi, sempre che questi reggano per sempre. e nn venitemi a dire che prima o poi uno dei due nn deve rinunciare ai propri istinti, perchè nn ci credo neanche se muoio. è bella l’amicizia tra sessi opposti, ci si può migliorare tanto, ma prima o poi, fidatevi, uno dei due ci resta sotto e deve mandare giù qualcosa per il bene del rapporto. personalmente, se si tratta d’amore sn pronto a farlo cn un certo spirito, per amicizia invece i dubbi sn esponenziali perchè si finisce per castarsi.

    in questa epoca di merda, mi pare che ci si sia dimenticati di un sacco di cose fondamentali, forse per uno spirito “moderno” ed “aperto” che vuole farci vedere per forza le cose sotto un’altra ottica, ma che alla fine produce solo single su single, “amici” e tante tante stronzate difficili da gestire, quando spesso l’unico anello di giunzione tra tutto questo sono parole come “insicurezza” o “paura”.

  • 7
    silvana_1980 -

    E’ una cosa strana la nostra; nata come un flirt passeggero e trasformata poi in semplice amicizia…boh…io non ci ho mai capito un caspita, comunque ultimamente anche la sola amicizia non andava male. Ci si vedeva in compagnia, si rideva si scherzava…eppure c’era sempre sta sensazione di punto di domanda, di sto fatto che si dovesse entrare sempre nel suo mondo…ma non viceversa.
    Conoscere i suoi amici, frequentare i suoi posti, uscire coi suoi amici…anche se per me inizialmente erano degli sconosciuti e poi comunque simpatici di compagnia, eh! Si stava bene anche se molto diversi dal mio modo di essere.
    Ma quando è stato il momento del viceversa…ovvero conoscere i miei amici e condividerli…puff! Sparito con una scusa, o almeno…da quel messaggio quella è stata la sensazione sai.
    Anche perchè non ha dato nessuna motivazione, mi ha solo messo un perdonami (della serie perdonami ma non ce la faccio proprio a frequentare quella gente là). E vabbè. Pace.
    Però….Boooooh. Che menti contorte.

  • 8
    giorgio -

    Smussare i propri angoli per amore e´ segno di intelligenza. Cambiare
    se stessi per una bambina capricciosa che punta i piedi invece credo
    sia profondamente sbagliato…. o ci si rispetta per come si e´, e
    tu hai cercato a tuo modo di farlo o le cose non vanno. Credo e spero
    che la penserai come me, che si possiamo amare qualcuno a costo di
    cambiare o controllare parte del nostro carattere, ma esiste un limite
    a questo. Pena e´ arrivare a sentirsi vuoti e lontani da quanto
    siamo… con la persona davanti che magari ci deride perche´ ormai ci
    ha in pugno. Questo non e´amore, ma solo manipolazione.

    Giorgio

  • 9
    silvana_1980 -

    Eh, infatti giorgio…come dicevo in uno dei post lui secondo me sta bene o da solo, o con persone da manipolare totalmente…solo mi dispiace che non si renda conto che così si preclude delle possibilità di conoscere mondi diversi dal suo e accettare le differenze degli altri come un occasione di crescita e arricchimento personale
    a conti fatti pur nelle loro differenze, frequentando gente molto diversa da noi, si scopre che si hanno molte cose in comune e da quelle bisogna partire per far durare un amicizia
    secondo me…ma secondo altri evidentemente e sfortunatamente…no.
    E’ un peccato…pensare la vita come un recinto chiuso…ma lascialo aperto il recinto, parliamo di persone con una loro intelligenza non di animali da addestrare…se si trovano bene tornano da te comunque. Se invece chiudi le porte del tuo recinto una volta che le persone sono entrate per non farle più uscire…bhe la cosa cambia. E’ un imposizione. Se poi non osi neanche visitare l’interno delle case degli altri coi loro recinti che per te sarebbero anche aperti…perchè a parer tuo troppo distanti, troppo istruiti, troppo snob…troppo boh? non so neanche io sapete…bhe…allora vuol dire che ci si ferma solo all’apparenza e non c’è condivisione. Quindi non è amicizia.
    Ho usato il paragone del recinto (abitudini e regole personali) e delle case e del loro interno (animo vero delle persone), spero di avere reso l’idea…scusate.
    Snob…parliamone…Ho forse mai snobbato i suoi amici perchè non eran laureati o diplomati? O perchè facevano lavori umili? No: perchè li ho conosciuti, li ho accettati e voluti conoscere e ho scoperto che sono delle brave persone, oneste buone e gentili, seppur di estrazione sociale diversa. E questo fa loro onore, secondo me…certo parlando bisogna cambiar un attimo registro, avere la delicatezza di non affrontare argomenti complicati, ma non era un peso…anzi…era un apertura mentale che secondo me fa solo che bene.

  • 10
    Giorgio -

    Guarda che quanto dici non e´ per nulla banale… Chi fa come le
    persone che hai descritto e che ho descritto (proprio perche´ anche io
    sono stato “usato” da una persona del genere) e´a mio parere
    Profondamente ignorante e limitato. Credo che nella vita tutti abbiano
    da dirti qualcosa, anche il piu´ stronzo degli stronzi. Fare
    esperienze permette di arricchire in maniera esponenziale il proprio
    bagaglio personale. e´come diventare man mano un diamante, che si
    arricchisce ogni giorno di una faccia in piú. Chi opera cosi´ lo fa
    essenzialmente, a mio parere, perche´ incapace di individuarsi nelle
    sensazioni altrui, di considerare un punto di vista diverso dal
    proprio, egoisti all’estremo… Questo porta si a una probabile finta
    sciurezza e inattaccabilitá ma ad una contemporaneo isolamento che
    fidati non rende la vita felice. come hai ben detto hanno due
    possibilitá…. Usare le persone e manipolarle di continuo o rimanere
    soli… Vuoi mettere che schifo di vita? Secondo te sta gente e´ alla
    fine serena con se stessa?

    🙂

  • 11
    silvana_1980 -

    Sereni con loro stessi? Credo di si sai alla fin fine; perchè credo non si renda conto nemmeno di essersi comportato male e credo che verrò rimpiazzata presto con un altra persona più menefreghista sui comportamenti altrui. Le faccio tanti auguri.

  • 12
    Giorgio -

    Guarda dici bene… e´quello che da tristezza e´ La TOTALE mancanza di
    autoanalisi nel rapporto con gli altri, il capire che FORSE si sono
    comportati male. Per queste persone esiste solo un mondo, il loro, fatto
    dei loro bisogni. Non prendono nemmeno in considerazione il tuo. I
    risultati di scelte come queste si vedono alla lunga, non mi va di
    parlarne qui ma se ti va di chiaccherare scrivimi pure a
    audisoncable@hotmail.com

    saluti!!

  • 13
    Spectre -

    hm… forse andrò fuori dal seminato, ma penso che poteva andare soltanto così proprio perchè la sitazione era “strana”. “strana”, quindi nn definita, e nell’indefinito c’è spazio per qualsiasi sfumatura. TU potresti aver dato una tua impostazione alla cosa, ritenendola giusta per te, e proponibile a lui, ma a lui questa andava davvero?

    Anche io ho vissuto, e vivo pur nn desiderandolo di certo, situazioni “strane” con donne. In alcune è cambiato l’approccio di uno all’altro dopo del tempo, oppure fin dall’inizio io chiedevo una cosa, ma ne ricevevo un’altra. Da parte mia, perchè posso parlare solo per me ovviamente, ho anche cercato di vivere la cosa diversamente, ma alla fine nn ce l’ho fatta e ho rotto tutto. Magari nn via sms e basta, ma prima sempre di persona, però il punto è sempre stato COSA DESIDERAVO IO.

    Anche questa cosa di riconvertirsi in amici… sinceramente… nn la so reggere davvero quindi la guardo come un qualcosa di cui tutti parlano (spesso le donne… mi si scusi per la generalizzazione), ma che poi è tutt’altro che a portata di mano. Tipo “beh nn funziona tra noi, ma siccome siamo all’inizio della conoscenza, ci troviamo cmq bene, allora vediamo di condividere le ns vite in maniera diversa”. Sinceramente? MAH! E poi, sempre guardano la cosa nuda e cruda, non può semplicemente essere che ci si prova, bene o male che sia, e che alla fine per uno dei due non funzioni e basta quindi decide di staccarsi?

    E se forse lui ha deciso semplicemente di nn poter/voler stare in questo equilibrio, sentendo solo il bisogno di staccarsi a favore di altro più consono per lui? Mi pare tu veda la tua vicinanza a lui come un’opportunità da cogliere, ed ammetto che anche io mi sn visto come tale per altre donne, ma se fosse soltanto una visione personale di qualcosa nel quale c’entrano DUE persone? IO penso di essere un’opportunità per te, ma TU sei in grado di capirlo? Oppure, IO sono in grado di comunicare in maniera da fartelo capire per quanto testone/a tu sia? Oppure, è quello che tutti e due cercano? Possiamo discutere ore sulla “stupidità” di qualcuno, o scarsa lungimiranza nei confronti di quel che noi possiamo/vogliamo dare, ma alla fine sono SCELTE. io mi ci incazzo certo, ma allo stato attuale alzo anche le mani.

    è così che vanno le cose, e se le cose devono andare bene, quella direzione la prendono a basta. sennò no. nn è appiattirsi o darsi risposte “zen” sapete. è anche accettazione nn passiva. diciamo ricerca di una comprensione.

  • 14
    Spectre -

    [… continua]
    Nn riesco a a demonizzare del tutto il suo fare sai? Nel senso che a lui va bene avere le SUE persone, con eventualmente te tra loro, ma nn vuole andare oltre perchè non interessato. Vogliamo criticarlo per scarsa apertura mentale e voglia di aprirsi a qualcosa di diverso (e nn per forza migliore)? Facciamolo, ma dov’è il confine tra il giusto per noi, e quello per l’altro (visto dalla ns. visuale)?

    la domanda che mi pongo io quando sn davanti a certe situazioni è: vogliamo educare qualcuno, o prenderlo per quello che è? tu chiedi, giustamente, condivisione pari tra te e lui. lui nn te l’ha data, mentre tu l’hai fatto. ahimè, questo porta a rottura, e tutto sommato che lui si sia staccato è un bene. almeno uno dei due l’ha fatto (in qualche maniera).

    TU, come posso fare IO per le mie cose, vedi una faccia della medaglia, ma il resto sono solo ipotesi. forse l’unica cosa per cui vale la pena impegnarsi è quella di prendere tutto questo come momento di miglioramento tuo, visto che rifletti sui fatti.

    Poteva essere un’occasione per lui di andare oltre e conoscere qualcosa di nuovo? Penso di sì, perchè no, ma lui nn ha voluto farlo? È ottuso per forza?

    Il “comportarsi male” ha tante sfumature, e nn so quanto possano essere generalizzabili. In linea di max, da quello che scrivi, pare sia stato “scorretto”, ma anche io ho “deluso” persone che “ci sono rimaste male”, peccato che non capivano che la delusione che loro avevano dato a me era pari. Dopo un’esame personale, potevo io stare dalla loro quando capivo che avrei soltanto voluto che loro stessero dalla mia? La risposta, da quel che ho scritto, credo sia ovvia.

    esempio mio personale: mezzo flirt, poi lei nn ci sta. ci si separa perchè a me l’amicizia cn una che mi piace nn va bene (ma lei sa quel che le do come persona, quindi vorrebbe). io penso a quel che cmq c’era a livello d’intesa piacevole tra noi, e torno indietro dopo dei mesi facendole capire che se vuole amicizia VERA deve essere presente. una volta, due, tre… lei nn fa altro che scusarsi perchè “manca” cm ha sempre fatto senza darmi spiegazioni vere (che io sapevo cmq perchè nn sn scemo). alla fine sego del tutto io, cn le palle ormai sfracellate. chi ha colpa per cosa? credo nessuno. è, purtroppo, andata così.

    Si farà un esame di coscienza? Forse no. Manipolerà? Boh… e se invece voi andavate così relativamente d’accordo da essere giusta una separazione? Evitiamo, per un attimo, di pensare al COME, ma vediamo la sostanza

  • 15
    silvana_1980 -

    @ Spectre, capisco i tuoi dubbi che erano anche i miei…sai io avevo anche cercato di capire che cavolo volesse dopo quello che era successo inizialmente ma appena accennato l’argomento ha dribblato e chiuso la conversazione là…io non ho insistito per non essere troppo invadente, e ho continuato il rapporto di amicizia che sinceramente andava bene ed era tranquillo ormai
    Poi, dal punto di vista che mi dici tu, come no? la vedo la sostanza…che avermi o non avermi tra i suoi amici non fa molta differenza altrimenti:
    1. mi avrebbe dato una motivazione per la sera in cui è mancato e non avrebbe detto semplicemente…non riesco a venire…oh..in un messaggio ci stanno un centinaio di caratteri e con 15 centesimi e qualche carattere in più (sto male, ho un impegno di lavoro, mi si è rotta la macchina) avrebbe salvato un rapporto di amicizia. Evidentemente volutamente non voleva farlo. E comunque se devi tirar pacco non lo fai 20 minuti prima dell’appuntamento.
    2. dato che non ho risposto all’sms pietrificata dal suo modo di fare quasi da estranei, e che comunque era pure il mio compleanno per la cronaca…il giorno dopo un “allora tutto bene?” “ieri non potevo ma magari oggi ci si vede” “ti devo dare il regalo”(sempre che si fosse preso la briga di avermelo fatto…)
    3. dato che prima ci vedevamo praticamente ogni settimana, mi chiamava, io lo chiamavo, mi invitava a casa sua coi suoi amici…e improvvisamente son sparita…”ciao come stai? tutto bene?” non è perdere del proprio e comunque anche tra amici si fa generalmente
    Boh, non so, continuo a non capire…e non lo capisce nemmeno l’unica amica che avevamo in comune, che veniva anche lei fuori in compagnia, al quale sembrava tutto normale…tanto più che la sera della festa nel quale è successo il patatrac è rimasta stupita pure lei….e non capisce neppure lei cosa abbia scaturito sto atteggiamento.
    E’ un atteggiamento che suona un pò di ripicca nei miei confronti ma onestamente non capisco per cosa.
    Comunque sai, alla fine ti do ragione: a sto punto meglio che sia andata così, se il rapporto non era stabile. Solo…umanamente…un pò mi dispiace, capiscimi ti prego
    🙂
    @ Giorgio, grazie mille sai, ma non ti tedio oltre con i miei sfoghi….anche pensando che alla fin fine finchè io sto qua ad arrovellarmi il cervello è fuori a farsi una birra con gli amici…è andata così, amen. Da fastidio adesso, il tempo sistemerà il dolore e le cose.

  • 16
    Spectre -

    Allora, da quel che hai aggiunto, direi che è PROPRIO ANDATA BENE così.

    Cerchi di parlare. Non lo fa.
    Cerchi di porti in maniera costruttiva. Se ne frega.
    Prima si fa sentire. Poi sparisce senza pensare al rispetto per te.
    Forse mette in mezzo fandonie.
    Fa il finto tonto.

    Insomma hai investito tutto tu a quanto pare, mentre questo qui invece se ne sarà fregato dall’inizio.

    Ti comprendo sì, anche io tendo a voler capire, spiegarmi, farmi spiegare e non lasciare troppe cose al caso perchè CREDO di avere a che fare sempre con persone intelligenti, perchè io presumo di esserlo, e se qualcuno si trova con me un po’ di quel che sono dovrebbe averlo preso.

    Forse pensa alla ripicca, fallo in maniera critica perchè potrebbero uscirne delle cose costruttive per te… e sennò puoi anche fregartene sinceramente. Darsi come totalmente innocenti mi pare sempre e cmq errato e da sciocchi, ma fino ad un certo punto.

    Domanda semplice: perchè tra voi non è nato nulla?
    Anzi meglio, chi ha chiuso da quel punto di vista? Se tu… direi che sa di ripicca per quello. Avrà trovato una al posto tuo e ti ha salutato senza tanti compromessi. Magari diceva di voler capire, ma fingeva e aspettava di mandarti a quel paese?

  • 17
    Streamofconsciousness -

    Silvana leggendo la tua storia anche io credo che le cose siano andate meglio così. Però
    hai sollevato un argomento importante: amicizia uomo-donna. Io non ci credo, se nasce
    come altro e uno dei due poi propone l’amicizia quello che subisce la proposta per
    quanti sforzi possa fare per accettare una situazione non voluta poi alla fine scoppia, si
    stizzisce e batte in ritirata. E forse è anche capibile anche se all’inizio aveva detto fischi e
    poi sono fiaschi. A volte invece nasce come amicizia e poi, per uno dei due, diventa
    altro. Che fare? Dichiararsi e rovinare tutto o tacere e soffrire in silenzio? Ci si dichiara e
    qualcosa si rompe, e il rapporto inevitabilmente subisce un cambiamento. L’altro/a
    magari qualcosa aveva intuito, ma per convenienza taceva. Si decide invece di non
    parlare per la paura di non essere ricambiati e di perdere quel poco che si può avere
    dall’altro, ma quando racconta che si è invaghito di quello/a sono stilettate al cuore e
    allora comunque ci si allontana per non soffrire troppo. E anche in quei rarissimi casi in
    cui un’amicizia uomo-donna dura da anni ci sono sempre delle contingenze esterne che
    impediscono ad uno dei due di spingersi oltre un certo limite e si aspetta che il tempo
    cambi le cose. Es. colleghi: lei giovane, bella, rampante e single, lui sposato con figli. Il
    rapporto di lavoro diventa rapporto di amicizia, l’amicizia diventa familiarità. E’ chiaro a
    tutti che se lui non avesse avuto moglie e figli o se avesse minimamente notato qualche
    segno di incoraggiamento da parte della collega, a quest’ora ci avrebbe provato. Ma
    passano gli anni e si trova un equilibrio e intanto la moglie dorme con un occhio aperto.

  • 18
    silvana_1980 -

    Non lo so perchè non è andata, forse un pò tutti e due abbiamo lasciato la cosa cadere là…lui non credo abbia voglia di una ragazza fissa, almeno per ora…io invece che son stufa di “meteore”, e che vorrei trovar qualcosa di più stabile.
    Il “siamo troppo diversi” non è una frase detta a cazzum per evadere: è realistica e sta tutto qua.
    Nessuno dei due secondo me si spiega perchè sia cominciata quella cosa tra di noi. Entrambi forse ci siamo resi conto che aldilà dell’attrazione fisica, poco altro c’era per cominciare altro. E allora poi tutto è morto là, e non è più proseguito.
    Nonostante ciò è continuata la frequentazione, è continuata l’amicizia o quella che credevo tale…solo che anche da una semplice amica che conosco non riesco ad accettare comportamenti come quello che ha avuto lui.
    Non si parla solo di amicizia uomo-donna. Avrei reagito allo stesso identico modo con una donna, con lo stesso dispiacere. E le mie amiche lo sanno, sono buonissima sono cara ma se non mi rispetti mi incazzo una volta sola, non faccio scenate, ti saluto, e buonanotte…anche perchè io nei confronti dell’altro cerco di avere sempre rispetto e non comprendo proprio perchè non ci debba essere un viceversa. Possono passare anche degli anni di totale gelo.
    Finchè non arriva la parolina magica.
    “Scusa”.
    Non “Perdonami”…come mi ha scritto nel messaggio prima del “non riesco a venire.”…Sono buona ma non sono santa come la Madonna, e non essendo divina come tale non sono incline a perdonare a priori chi non da nemmeno una motivazione ad una assenza detta all’ultimo momento.
    Una parola sola, SCUSA, che io in genere dico spesso quando mi rendo conto di essermi comportata male, e non vedo perchè altri non si debbano prendere la briga di farlo guardando, magari, la persona negli occhi esprimendo con sincerità dispiacere per un comportamento. Tutti sbagliamo. Purtroppo non tutti sanno chiedere scusa. Non è piacevole, concordo, implica la responsabilità di saper incassare anche un “NO NON TI SCUSO”, insulti (specie se le scuse arrivano dopo tanto tempo quindi un pò meno credibili) o delle critiche (comunque non campate in aria); ma qualche volta lo si deve fare, SE si tiene a salvare la situazione. E’ un rischio che bisogna correre, e generalmente la cosa viene apprezzata dalla controparte, proprio perchè rara.
    Se le scuse arriveranno allora se ne può riparlare. In caso contrario, a sto punto meglio aver perso una conoscenza travestita falsamente da amicizia

  • 19
    Giorgio -

    Silvia,

    l´analogia della tua storia mi fa quasi impressione…. anche la mia, nota che dovevo spararmi 300 km per andare da lei e 300 a tornare (questo ogni settimana + gli 800 di lavoro) si comportava nello stesso identico modo… I suoi amici, simaptici perfetti ecc ecc o meglio, mi sono sempre mostrato aperto con tutti quanti, disponibile. Ho anche invitato a casa mia una sua amica dopo che il ragazzo l´aveva lasciata…. I miei, a cuor suo, tutti stronzi o sfigati, non apriva manco bocca con loro… ma scusa che modo e´? la mia casa faceva schifo, era arredata male, non va bene come ti vesti ecc ecc
    ma che modo e´? ti giuro che ho dato tutto quello che potevo e ti assicuro capisco benissimo il dolore che provi, dato dal fatto che sta gente, nella sua ignoranza, di essersi comportata di merda non lo sapra´ mai…

    Ciao

    Giorgio

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