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“Vivere davvero”: che significa?

di kylie10

Oggi pongo un quesito un po’…astratto. Ma che in realtà vuole trovare risposte più che concrete.

Quando una persona non vive davvero, e tutti attorno a lei se ne accorgono (quindi non è l’unica)…e per “non vivere davvero” intendo che lei non c’è veramente, né con sé stessa né con gli altri, e non si prende responsabilità, non rischia, non si impegna in niente (può sembrare che raggiunga risultati, a volte anche discreti, ma fa tutto come distaccata…e quindi niente al massimo delle sue possibilità)…intendo pure che non ha coraggio…che non ha il coraggio di amarsi anzitutto…e quindi nemmeno riesce a stabilire rapporti corretti con gli altri..quand’è così…quando non succede niente nella vita di questa persona…perché lei non cerca niente, non crea niente, sta sempre in casa infatti? Che cosa, di preciso, non scatta?

E’ forse accidia? Pigrizia? Debolezza (incapacità di accettare il brutto e di “danzare lo stesso sotto alla pioggia”)? Cos’è? E cosa significa “Vivere per davvero”?

L'autore ha condiviso 12 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore kylie10.

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Categorie: - Riflessioni

38 commenti

  • 1
    Rossella -

    Per quanto mi riguarda ritengo che flessibilità del singolo dovrebbe essere sostenuta da scelte piene. Io penso che esista un bisogno, che io definisco domanda, di mettere da parte il pane per la vecchiaia. Ma non parliamo di un bisogno materiale perché una volta appagato (quando arrivano le prime gratificazioni) ci troviamo punto e a capo. Io penso che ciascuno di noi faccia una scelta, per quanto mi riguarda tengo molto alle mie abitudini e mi piacerebbe incontrare un ragazzo che ama la casa e che la concepisce nella mia stessa maniera. Il discorso lavorativo è di più facile attuazione… nel mentre cerchi di sistemarti con la casa perché a quel punto ogni giorno può essere il giorno giusto per fare un progetto. Alla mia età andrebbe bene anche una cerimonia molto sobria. Bisogna organizzarsi… un passo per volta. E’ difficile avere tutto subito… io ad esempio ho cominciato ad arredare la casa in maniera molto approssimativa. Per adesso mi trovo bene, poi si vedrà… un caro saluto!

  • 2
    ILSaggio -

    Vivere davvero significa fare quello che ti rende felice, nel bene e nel male, alle volte in modo egoista se serve.

  • 3
    Diego -

    kylie10, ma che siete tutti sponsors della ditta Affanni & Patemi? Ma godetevi la vita in pace, che non è il gran premio di Sion.

  • 4
    ets -

    Come dice un mio grande amico, la vita è fatta da attimi di felicità, per il resto è una grande noia.
    Di attimi felici io ne ricordo pochi per la verità, quando ero piccolo e in casa vi era armonia, quando feci l’ultimo esame all’università e assaporavo la laurea, per qualche attimo di felicità che le donne mi hanno regalato, gli attimi di felicità che provo quando torno a casa in auto dopo una giornata di lavoro convinto di aver fatto quanto dovevo fare.
    Ecco, in questi frangenti credo si viva per davvero.
    Il resto è purtroppo noia

  • 5
    Sofia -

    La persona apatica che descrivi in questa lettera è la perfetta descrizione di chi ne ha passate già tante nella vita…troppe….e ora non ha più la forza ne di lottare e ne di reagire! Vive…perché respira….conosco perfettamente la sensazione! Non scatta più nulla on quella persona perché dentro è morta già da tempo!…

    Vivere per davvero…. È una bellissima frase…ma non fa parte di questa vita,…questo è l’inferno e il massimo che possiamo fare è cercare di SOPPRAVVIVERE E NON AFFOGARE NELLA MERDA TOTALE IN CUI SIAMO…

    Un giorno TUTTI vivremo per davvero….

  • 6
    nevealsole -

    Si vive davvero quando si riesce ad accettare se stessi nonostante questo possa comportare solitudine, riprovazione sociale, incomprensione. Mentire a se stessi credendo che prima o poi riusciremo ad adeguarci all’immagine ideale di noi è deleterio. Quando non hai paura di portare le tue idee davanti ad un plotone schierato, quando non ti vergogni delle debolezze e della tenerezza, sei libero. Il nostro cercare a tutti i costi la relazione spesso ci deforma… Sfrondare bene l’albero delle amicizie e frequentazioni e frequentare solo chi è sulla nostra stessa lunghezza d’onda sarebbe già un buon inizio. Per tutti gli altri, resta valido il saluto, e la normale solidarietà umana; nulla più. Vivere davvero è dare il massimo consapevoli che non sempre andrà bene al primo colpo, ma restare fieri della nostra fatica e impegno. È avere una spiritualità forte e valori alti e non tradirli anche se sul momento ci sembra la cosa che ci farebbe stare meglio. È non perdere mai il controllo della nostra dignità, è essere leali, onesti, generosi senza farsi il sangue marcio. Vivere davvero è pensare al passato senza che i rimpianti offuschino il presente…

  • 7
    Diego -

    “Vivere per davvero…. È una bellissima frase…ma non fa parte di questa vita,…questo è l’inferno e il massimo che possiamo fare è cercare di SOPPRAVVIVERE E NON AFFOGARE NELLA MERDA TOTALE IN CUI SIAMO…

    Un giorno TUTTI vivremo per davvero….”

    Sofia!

    Beh, mica proprio tutti… solo quelli che avranno custodito l’Amore in sè stessi.

  • 8
    Yog -

    Boh. Per me vi fate troppi problemi. Madre Natura mi ha favorito regalandomi grosse quantità di alcoldesossidrogenasi e la mia indubbia capacità mi permette un costante approvvigionamento di narda. Queste due cose mi permettono di vivere come un sofà.

  • 9
    kylie10 -

    Non so. Oggi mi sono svegliata particolarmente egoista e non riesco a concentrarmi sulle cose che avete detto, anche se mi sembrano tutte pertinenti. Però vorrei dire la mia: secondo me vivere davvero è essere profondamente nel momento. Io spesso dall’infanzia ho coltivato la dissociazione…una profonda dissociazione da ciò che mi circondava, non so se per eccessiva debolezza o per eccessivo egoismo, peggio ancora per non voler accettare e allo stesso tempo combattere. Non lo so perché sono, e ne ho mille prove, ufficialmente un po’ debole, un po’ egoista, e poi non combatto mai. Come se sapessi che tanto niente andrà bene e quindi volessi difendermi così, non mettendo niente in campo.
    Un paio di volte ho avuto grossissime delusioni e mi sono abbandonata ancora di più. Però poi solo col tempo ho capito che avevo posto condizioni impossibili, e quindi avrei solo dovuto piangere me stessa, perché in realtà le cose che ci succedono devono avere in sé il potere di poterci succedere (esempio: inutile morire d’amore per una ferrari se non si ha un conto in banca da miliardario).
    Oggi penso che vivere davvero si applichi spesso anche a chi vive condizioni di vita molto dure in cui si sacrifica e rinuncia a sé. Però sono presenti nel momento e hanno coraggio, anzi quando stanno sereni magari sorridono pure più di te che hai tutto facile eppure sei un frustrato lo stesso.
    Ecco..”vivere nel momento”…accettare le proprie responsabilità, versare lacrime amare per non declinarle mai ma un attimo dopo ritrovarti spensierato e leggero, parte di quest’universo, come a dire…”mi sono dimenticato pure d’averci provato e fallito…io sono in ordine e va bene così”….vivere davvero è anzitutto una serenità, una forma d’amore, un darsi a sé stessi. Chi si è dato a sé stesso trova la forza di andare avanti e quindi è presente, insomma non è “rifiutante”. Non vive davvero solo chi rifiuta sé e quindi ciò che c’è fuori.
    Chiaramente penso dipenda un po’ da un’attitudine che si sviluppa. Bisogna parlare il proprio linguaggio e bisogna capirsi, comprendersi, spronarsi, bisogna possedersi tutti. Una persona che si possiede gode anche solo per il suo stesso respiro e lì si rincuora. Decisamente conosco persone che vivono davvero e hanno anche la forza per superare i momenti avversi. Si dovrebbe vivere davvero e mai per finta.

  • 10
    Diego -

    “E’ forse accidia? Pigrizia? Debolezza (incapacità di accettare il brutto e di “danzare lo stesso sotto alla pioggia”)? Cos’è? E cosa significa “Vivere per davvero”?”

    Ma kylie, che domande paradossali e superflue che fai… di quanti fakes hanno bisogno per credere di studiare gli utenti? Ridicoli 🙂

    Assecondiamoli ancora:

    Vivere per davvero significa la partecipa-zione totale a questa bella società a delinquere di stampo diabolico, ovviamente proni ai dettami femminini e del potere, ovvero produrre, consumare e crepare possibilmente ricchi ed inquinati davanti alla partita di calcio in Tv, regalando la stessa meravigliosa eredità ai propri figli, in modo che questa “vita” ineguagliabile si perpetui all’infinito, come desidera il signore dei dannati, tra gl’illusori godimenti compensati da lacrime, sangue e lapidi veri, il sogno di ogni realizzato ed equilibrato dottore in psicologia, il quale sulle manne appena elencate fa la sua fortuna da speculatore incallito, per potersi ubriacare di protagonismo idiota, negando l’evidenza per pura malafede.

    A riprova di quanto dico c’è la censura di alcuni miei reply molto mirati, tipico deficit del subdolo regime vigente a cui tutti si prostrano. Da fare pena.

  • 11
    kylie10 -

    Diego, sono stanca di questa negatività, è noiosa ad un certo punto.
    Qui quando si parla di sentimenti e sensazioni, e aspirazioni ideali, se ne parla al di là del bene e del male, nel senso che lo sappiamo che il mondo è crudele e oscuro e il potere i potenti cercano di mantenerselo tra di loro, ma comunque proviamo un po’ tutti a trovare una nostra soddisfazione personale anche in quel briciolo d’amore e spontaneità che resta.
    Per cui le tue considerazioni sono scontate, ti invito ad andare oltre e a cercare quello su cui ci confrontiamo anche a parte tutto lo sterco che inevitabilmente in quanto esseri umani ci riguarda.

    Detto questo aggiungo che stasera ho pensato che…vivere davvero significa conoscersi davvero e avere il coraggio di vivere momento per momento per quello che si è e non per quello che gli altri vorrebbero che noi fossimo

  • 12
    Diego -

    11
    kylie10 – 31 maggio 2016 23:43

    Bene, l’ammisione della realtà (quella che molti negano) è già il primo passo, perchè se non vuoi perderti nel surrealismo ipocrita, tanto di moda, devi partire dal contesto. Io invece sono davvero stanco dell’ipocrisia contraddittoria umana.

    Le soluzioni al problema sono due:

    1) diventi conforme allo status vigentis, partecipando nel branco con il tuo indidualismo relativista da pseudo identità-maschera, illudendoti di amare qualcuno che ti ami.

    2) ti dissoci completamente, scordandoti per sempre di condividere te stesso/a con chi non può vibrare alle tue frequenze essendo dissimile, evitando guai peggiori.

    Altre soluzioni cerebrofantascientificofilosofali per “vivere momento per momento per quello che si è e non per quello che gli altri vorrebbero che noi fossimo” non ce ne sono. Tu, che sei positiva, quale hai scelto?

  • 13
    kylie10 -

    Surrealismo ipocrita? Diego, continuo a dire che ti sbagli! Posso farti l’esempio di molti miei coetanei e coetanee. Tutti quelli che hanno pensato negativamente come me, sono rimasti indietro nella vita, tutti quelli che hanno creduto nelle loro passioni si sono laureati (spesso lauree importanti come medicina e ingegneria), in alcuni casi anche sposati e via dicendo.
    A me cos’è rimasta della mia negatività? Solo il fegato amaro! E anche tanti amici e uscite in meno!

    Noi dobbiamo essere sinceri con noi stessi per poterci lanciare nel mondo, per questo credo che vivere davvero significhi esserci, ad ogni momento. Il mondo è pratico e spietato ma è anche colorato d’amore e di fiducia e rispetto reciproci. E questo me l’hanno insegnato tante persone che ho visto andare avanti col sorriso e vincere ad ogni istante. Persone che spesso non hanno niente e sanno che non avranno mai una casa o una famiglia eppure lottano, lottano e lottano, e combattono e sono pieni di entusiasmi e sanno darsi agli altri come pochi, pure trafitti dalla società tremenda di cui parli tu.

    Diego, l’amore lasciamolo stare, è un sentimento che non riusciamo mai veramente a chiarire con noi stessi. Ci avviciniamo agli altri per narcisismo, per godere, e invece dovremmo solo dare, perché amare significa darsi. E’ un atto di carità che non chiede nulla indietro, e invece noi ne facciamo il punto culminante del nostro egoismo. Guarda caso quando facciamo i figli poi sacrifichiamo tutto per loro, per quelle boccucce tenere e quei passetti indifesi. Dovremmo farlo anche per i partner, e invece egoisticamente lo facciamo solo per il sangue del nostro sangue.
    L’amore è difficile solo perché siamo egoisti, i figli non sono meno dissimili degli estranei eppure li amiamo e votiamo spesso a loro le nostre esistenze!!
    Diego, apriti!!!

  • 14
    Golem -

    Brava Kylie, condivido molto di quello che hai detto.
    Sei anche paziente con Diego, mentre lui è “paziente” per noi.

  • 15
    Diego -

    13
    kylie10 – 1 giugno 2016 18:09

    Vedo che il papa ha fatto molti proseliti, ma pensavo che l’unico dio infallibile del forum fosse Golem, il sacro Golem… così “paziente” per me… come lo è anche l’umanità impazzita nel suo delirio maniacale di arrivismo materiale, ovvio stupefacente surrogato dell’anima perduta nell’impresa, un vortice di negatività simile a un buco nero sociale in cui vanta la sua grande forza. :(((

    Se “voleste bene ai figli” non li gettereste in questa bolgia carnale, per cui, cara mia, il vostro concetto infernale di “amore” non può piacermi e neanche quello che definite “vivere”, essendo già morti nei vostri progetti e titoli che si esauriscono dopo molte sofferenze nella tomba; siate sempre “sorridenti” e “lanciatevi” dunque, che mi diverto a guardare. 🙂 Del resto sono millenni che vi rotolate nel fango della Terra, credendo di “vivere davvero”, peccato che vivete poco.

    La Vita è ben altro che non potete avere, e non vi chiedo nemmeno di immaginarla, figuriamoci di “aprirvi”, vista la vostra “infallibilità divina”, che se mai aveste avuto anche solo un barlume di lucidità l’avreste già ritrovata.

  • 16
    Golem -

    Professor Yog, lei pensa che Fluoxeren, Tegretol e periodici elettrochoc ad alta intensità e basso voltaggio potrebbero giovare ad attenuare, almeno, il delirio paranoico di cui ne osserviamo le manifestazioni?

  • 17
    Diego -

    16
    Golem – 2 giugno 2016 15:11

    E’ inutile che cerchi l’assenso del professore, qui il primario sono io, così per ricondurvi tutti sulla retta via devo usare il neutralizzatore neurologico, un po’ forte direi, ma assolutamente innocuo, efficace ed indolore, dopo il quale vi risveglierete perfetta-mente sani e puri come bambini, cioè tornerete a pensare con la vostra anima. 😉

  • 18
    kylie10 -

    Haha Golem! 🙂

    Diego, ma cosa fai nella vita? Vivi di rendite? Ti sforzi di fare una qualsiasi cosa la mattina, quando ti alzi?
    Io devo ancora fare tutto nella vita, cominciando dal laurearmi: mi rendo conto che mi mancano le forze, ma solo se ho fiducia in me stessa, nel valore imprescindibile dello studio e nel mio futuro prendo coraggio, getto gli occhi sul foglio e concentrandomi riesco ad apprendere! E così, vado avanti, ottenendo anche bei risultati.

    Mi illudo secondo te?! MAH!!! Sarà pure così, ma non è male come illusione, anche perché un esame sostenuto con sacrificio dà una soddisfazione che direi non illusoria ma terrena, molto terrena e molto reale!!! A me piace tanto!!! Anzi, tantissimo!!!

    Ti consiglierei di provarla l’esperienza universitaria…

  • 19
    Golem -

    Diego, lo abbiamo capito subito che tu eri un “Primario”, forse uno dei più preparati che si siano mai avvicendati in questa clinica.
    Non puoi immaginare quale sia per me il piacere di seguire le tue alate parole, che aprono squarci inattesi sulla conoscenza che avevamo dei disagi umani.
    E così col neutralizzatore neurologico torneremo a pensare con l’anima eh? Ma non è che l’hai sperimentato un po’ troppo su di te e adesso pensi “co’ l’anima de li …..cci tua?”

  • 20
    Diego -

    18
    kylie10 – 2 giugno 2016 21:23

    Cosa faccio? Vivo, non mi arrampico sugli specchi sperando di arrivare da qualche parte senza scivolare, non “devo” fare, penso solo ad esistere, ma
    comunque mi occupo anche di Lad, è tra le cose divertenti di questa vita, osservare come il mondo annaspa nelle sue convin-zioni collettive, che puntualmente portano l’umanità nell’inferno della disperazione materiale.

  • 21
    ildissacratore -

    Diego è come Rossella: non è altro che un bot incontrollato e immesso in rete non si sa come e non si sa da chi, appositamente per creare scompiglio e confusione. Prendere sul serio uno come lui è come prendere sul serio chi ti dice che nel tuo giardino ci sono gli gnomi nascosti tra le piante.

  • 22
    Diego -

    #
    21
    ildissacratore – 3 giugno 2016 11:23

    “Diego è come Rossella: non è altro che un bot incontrollato e immesso in rete non si sa come e non si sa da chi, appositamente per creare scompiglio e confusione. Prendere sul serio uno come lui è come prendere sul serio chi ti dice che nel tuo giardino ci sono gli gnomi nascosti tra le piante”.

    Tu dici? Invece a me piace l’ordine e la coerenza, in quanto agli gnomi… c’è anche di peggio davanti ai vostri occhi, ma non volete guardare, non volete “vivere davvero”.

  • 23
    Golem -

    Ma come vedi Dissa, c’è persino chi lo fa. La follia ha molti modi di… mostr-arsi.

  • 24
    Diego -

    #
    19
    Golem – 2 giugno 2016 22:31

    “E così col neutralizzatore neurologico torneremo a pensare con l’anima eh? Ma non è che l’hai sperimentato un po’ troppo su di te e adesso pensi “co’ l’anima de li …..cci tua?”

    Ancora con le in-sub-ordina-zioni?! Bene, se non vuoi sottopporti al trattamento neutro-neuronico sarò costretto, mio malgrado, a delegare la dire-zione sperimentale della clinica al mio esimio satellite, ovvero a lui:

    http://s14.imagestime.com/out.php/i1070680_DougJackson.png

    Non lasciarti ingannare dal suo inerme sguardo da ebete, dopo ben quarant’anni di studio della mente umana occidentale è regredito integralmente allo stadio Rhesus per contagio tossico-neurale,
    (dovresti sapere di cosa si tratta), però il dott. Fickman, Freddy Fickman, è il gotha della paleontopsicopatologia universale, che studia e ripristina le razze affette da obesità mentale, ciò mediante neuroelettrocrash multiplo, di cui è il massimo esperto, eseguendo l’intervento pure in day hospital e senza anestesia.
    A lui non potrete sfuggire nemmeno con i contor-sionismi cerebro-corticali universitari più emancipati …

    Allora?

  • 25
    Golem -

    Peggiori di quelli del tuo giardino, ci sono sono quelli di Wall Street, Didacus.

  • 26
    kylie10 -

    Sono d’accordo con il dissacratore.
    Non c’è altra spiegazione!
    Possibile che con te, Diego, non si riesca a comunicare? Io non dico che voglio un confronto normale, ma almeno riuscire a tenerti nel discorso, invece tu cominci con le tue elucubrazioni…su alcune cose si può ben riflettere ma sei troppo assoluto, troppo “chiuso”, troppo “non vitale”. Se la pensi così perchè non te la togli questa vita che giudichi tanto inattualizzabile in questa società?

  • 27
    Diego -

    26
    kylie10 – 3 giugno 2016 19:25

    Può mai essere “vitale” chi incita me al suicidio?

    Sarò chiaro:
    E’ l’umanità che si vsta suicidando dal 1900, ma come fanno i suicidi sul cornicione non ascoltate ragioni. Sarebbe questa la vostra “apertura”?

    La vostra situazione è tragica, ma contenti voi…

  • 28
    Golem -

    Allora cosa Diego? Ma non sei stufo di farti prendere in giro? Non ti accorgi che non ti ascolta nessuno e che solo il pudore e la pietà di tanta gente impedisce a questi di risponde con ilarità ai tuoi interventi? Lo sai che persino io ho un fondo di sensibilità che mi impedisce di abusare oltre un certo limite di un soggetto come te?
    Uso tutto il mio sarcasmo più elegante e maschio per farti capire che fai la figura dello zimbello con le tue farneticazioni, ma tu niente. Sei come il palo della banda dell’Ortica che:
    “Era lì fisso che scrutava nella notte, l’ha vist ‘na gotta ma in compens la sentuu nient,
    Perché vederci non vedeva un’autobotte,
    ma per sentirci ghe sentiva un accident”.

    Rossella almeno non risponde, vive nel suo mondo e manco vuole che vi si partecipi, ma tu lo vuoi cambiare il mondo, e partendo da LaD per giunta. Ma non arriverai neanche a Voghera. Non lo capisci vero?

  • 29
    Diego -

    28
    Golem – 3 giugno 2016 23:53

    Golem, come farebbe l’umanità se non ci fossi tu? E come faresti tu se non ci fosse l’umanità che ti elegge ad Homo Vitruvianus, luce delle menti?

    Sei tu con i tuoi adepti a voler cambiare il mondo da un po’ di decenni, cambiare la natura umana poi… dovresti osservare i risultati, ti consiglio Meteosat, se le patologie mentali non ti bastano, mettiti gli occhiali però…

    Quando arrivate su Marte chiamatemi, che vi mando un po’ di patate, dovrete pur mangiare da umani, no? Se però arrivate prima al marmo potrò solo mandarvi un po’ di crisantemi per contraccambiare “il pudore e la pietà”, altro non potrò fare, ah si, potrei scrivere sulla lapide di ognuno il suo curriculum vitae, con i dovuti titoli e meriti per suscitare in voi un po’ di “ilarità” a denti stretti, dati i limiti mimici dei teschi. 🙂

    Va bene, se vuoi cambiare ascoltati questa, ve la dedico:

    https://www.youtube.com/watch?v=9do1GWUkBKw

    “Vivere davvero” secondo “sensibilità” moderna è morire davvero, non lo vedete?
    Ma come faccio a spiegarvelo se nemmeno allo specchio della follia riflessa lo capite? Però, devi dirmi perchè ti piace tanto leggermi… :))

  • 30
    Golem -

    Mi piace leggerti per vedere fino a che punto oggi può arrivare la dissociazione dalla realtà.
    Ma come ho detto comincio a provare un senso di pena che non mi è consueto.
    L’uovo vitruviano. Alla coque.

  • 31
    D-Ego -

    30
    Golem – 4 giugno 2016 14:43

    Dai… ammettilo, ti do un senso di sicurezza… ti faccio sentire “sano e normale”…
    Può darsi che il “senso di pena” ti farà finalmente vomitare e incomincerai a “vivere davvero”, noto già che ti esprimi più sobriamente, hai messo da parte la narda e gli alcolici. Coraggio figliolo.

  • 32
    Golem -

    Basta molto meno per sentirsi normali con te, Diego.
    Da adesso in poi parlerai da solo. Insieme a Sofia, che lo fa ogni tanto, sono l’unico fesso che ti risponde.

  • 33
    Sofia -

    Golem purtroppo io credo proprio che il nostro Diego sia veramente così…. Non credo che ci faccia sai? Quindi non credo capisca che nessuno riesce a stare dietro ai suoi discorsi spesse volte confusi e senza un filo logico …quindi…golem.. Prendiamolo così come viene…che dici?

  • 34
    D-Ego -

    Golem, non devi sentirti “fesso” se insieme alla Sofia hai il coraggio di rispondermi, gli altri non lo fanno solo perchè sono fakes. OK?

    Sofy, tu mi ricordi tanto uno dei miei luogotenenti alati, Sophiael, lui però mi capisce al volo. 🙂

    Se la matassa fosse semplice da sbrogliare non vi fareste tanti problemi, nemmeno avreste bisogno di un forum, ma le cose complesse sono spesso pocco chiare, se poi non c’è la volontà di capirle restano “elucubrazioni folli”. Questo è l’asso nella manica di chi manovra i fili del mondo: la compiacenza ignara e foraggiata dei più.

    Poi gentilmente spiegami cosa intendi per “confuso”, dandomi le tue dritte, non si sa mai….

  • 35
    Golem -

    È la solita storia dei “punti di vista” Sofy. Un tizio del genere “Didacus bipedis” sta percorrendo l’autostrada quando sente un annuncio di Isoradio che comunica: “Attenzione, si avvisano gli automobilisti che percorrono l’autostrada Busto Arsizio-Vertemate, che si riscontra la presenza di un’autovettura che viaggia contromano in direzione Gallarate. Si prega di prega di prestare la massima attenzione.”
    E lui: un’autovettura? Ma saranno cinquemila”.
    Capito? Sono gli altri che viaggiano contromano, vaglielo a far capire.

  • 36
    kylie10 -

    Ragazzi scusatemi ma non parteciperò più a questa discussione, penso che non stia andando avanti. Diego, in ogni caso rispetto i tuoi interventi. Più di questo non posso! Ci si vede in giro ragazzi!

  • 37
    Gaudente -

    vivere davvero e’ un privilegio riservato a noi 1% , voi 99% dovete rassegnarvi a sgobbare a testa bassa e in silenzio.

  • 38
    D-Ego -

    36
    Kylie, qui non vogliono saperne di scoprire cosa significa “vivere davvero”, sono troppo presi dalle conven-zioni di marcia stradale, pensano che le consuetudini della maggioranza siano la via, la verità e la vita, tipica tara mentale democratica, mentre la saggezza non è mai una luogo comune.

    Detto questo è inutile perdere tempo a spiegarglielo, sono già “viventi” loro, peccato solo che hanno bisogno di censurare i reply che dimostrano il contrario. 🙂 Mi spiace, ma non posso far nulla per mandare avanti la discussione, c’è il veto del “codice stradale”.

    Una cosa però posso dirla: Continuate a “vivere davvero” come sapete fare e non vi lamentate di niente, che se vi sento frignare poi mi diverto io.

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