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Cosa significa per voi essere donne?

di hope10

Ciao, mi è venuta una curiosità e vorrei sentire le risposte delle donne del forum. Cosa vi rappresenta e contraddistingue nel vostro essere donne? Cosa significa PER VOI, ossia nella vostra esperienza personale, ESSERE DONNE? Mi piacerebbe molto sentire le vostre risposte. Io mi sono resa conto di non saper rispondere ancora a questa domanda, nonostante sia vicino ai trent’anni. E se penso alle attività che di solito caratterizzano il mondo femminile (non parlo di stupidi stereotipi…parlo anche di quella maggiore propensione magari a curarsi, etc…) bè devo dire che non mi hanno mai attratta mentalmente e mai dato una profonda soddisfazione. Mi sono vestita per adeguarmi ai contesti, affinché i miei vestiti veicolassero un certo modo di vivere, delle scelte come quella di studiare, etc, ma appena ho frequentato ambienti diversi mi sono resa conto che non mi è mai interessato veramente. Così da bambina non mi attraevano le bambole e via dicendo.
Grazie a tutti!

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Categorie: - Riflessioni

39 commenti

  • 1
    Suzanne -

    È una domanda molto interessante a cui personalmente non so e non voglio dare una risposta. L’essere “donna” è un concetto determinato culturalmente, impedendo quindi al singolo individuo di genere femminile di scegliere liberamente. Forse un giorno non ci porremo più queste domande intrinsecamente fallaci, e abbandoneremo quei tristi luoghi comuni preceduti da “una VERA donna…”. La categoria di VERITÀ non è applicabile all essere donna o uomo.

  • 2
    Solnze -

    Io sono assolutamente contro la gender theory, per me uomini e donne si nasce e se sei donna ma ti senti uomo (o viceversa) hai un serio problema mentale. Il che è molto diverso dall’omosessualità che, invece, è una scelta di natura sessuale. Premesso ciò, ho parlato della natura maschile/femminile nel mio blog. Sulla natura femminile ho scritto questo:

    “Le donne sono creature misteriose, da sempre associate con l’esoterico e il mistico. Si pensi alle streghe, ad esempio.
    La donna percepisce tutto con molta più passione e intensità. Dentro di lei le emozioni risuonano con più forza, è per questo che le donne sono capaci di abnegazione totale, ma anche di vendette crudeli. Allora, la donna ha bisogno di calma e tranquillità, onde non essere subissata dal clamore dei suoi stessi sentimenti. La donna è legata alla famiglia, al proprio uomo, alla propria casa ed è statica. Quando l’uomo è lontano ma sa che a casa c’è la donna a fare da custode, lui è felice.”…

  • 3
    Solnze -

    (continua)
    “Ella rappresenta per lui un’idea di calma e di pace.
    La donna intuisce di più e più a fondo le emozioni, quindi è più brava nell’opera di assistenza e di cura delle persone intorno a lei.
    <> mi disse una mia amica, parlando di una sua collega. La donna sa immedesimarsi, comprende e percepisce sulla sua pelle il vissuto altrui. Gli uomini comprendono in maniera logica, con la testa, ma le donne percepiscono con tutto il corpo.
    Una donna serena emana pace, comprende tutti, unisce tutti e le avanza ancora energia creativa.
    Una donna bella, sensibile, dolce, fragile, materna e fantasiosa difficilmente non attirerà un uomo logico, attivo, sicuro e assertivo. Loro hanno bisogno l’uno dell’altro, per completarsi.”

    Post intero qui: https://jampeople.blogspot.com/2017/12/lenergia-maschile-cose-e-perche-attrae.html

  • 4
    Golem -

    Bè, non sono del tutto d’accordo sul concetto che non esista una “verità” su cosa significhi essere un uomo o una donna. “Essere” ha a che fare con la verità, e questo è un concetto filosofico a lungo trattato a partire da Aristotele e ha a che fare con “l’Ontos”. È chiaro che essere uomini o donne non è assoluto nel tempo se non per le caratteristiche sessuali, mentre varia in ragione della cultura nella quale si esprime, giacchè quello che era “essere” un uomo o una donna solo cento anni fa oggi ha una valenza diversa in ragione delle mutate dinamiche sociali ed economiche.
    Diciamo che quell’essenza è molto legata alla consapevolezza di sè e del proprio ruolo anche come cittadino. Cosa che non sempre è così scontata che ci sia anche quando si pensa di averla raggiunta.

  • 5
    hope10 -

    Grazie per avermi risposto.
    Hai detto tutte cose giuste e interessanti.
    In ogni caso, io mi chiedevo oltre questo modo di pensare se ci fosse qualcosa che senti ti caratterizza nell’essere donna.
    Giusto anche per farmi un’idea di quello che ne pensiamo tra di noi. Grazie comunque.

  • 6
    maria grazia -

    Suzanne, spero di non traumatizzarti se ti dico ciò, ma tu incarni perfettamente il modello di donna VERA secondo la società convenzionale: perbenista, un pò maestrina e con la puzza sotto il naso.

  • 7
    beetlejuice -

    maria grazia non è per intromettermi, ma Suzanne tutto sembra tranne colei che potrebbe incarnare il modello di donna nella società convenzionale.. e meno male!

  • 8
    Yog -

    Comunque ci sono anche certe scuole di pensiero che suggeriscono che la donna debba partorire (con gran dolore, vorrebbe il Dio cristiano), abbia la possibilità riproduttiva a tempo limitato, guadagni mediamente il 10 % in meno e occupi poche posizioni rilevanti. Io non so se queste siano le solite balle che contano quelli di sinistra, però sono elementi su cui riflettere.

  • 9
    Suzanne -

    Ciao Hope, potrei dirti cosa provo nell’essere femmina, nell’avere una certa fisicità, nell’influenza della fase ovulatoria su corpo e psiche, nell’attrazione che provo verso un uomo. Ecco, tutti questi aspetti biologici, naturali e ineliminabili posso descriverteli dettagliatamente. Non saprei invece dire quali aspetti della mia personalità determinino il mio essere donna, ammesso che ci siano. Non credo in nessuna delle banalità riportate dall’articolo sopracitato; direi che la posizione di Aristotele dopo qualche annetto andrebbe quantomeno rivalutata in chiave critica. Ancora con questa divisione uomo-razionale e donna-emotiva? Mi scappa da ridere…
    In effetti però, I casi di isteria-paranoide femminile sono innegabili, ma non credo che possano addirittura determinare un’intera categoria culturale. Sarebbe troppo triste e limitante, non trovi?

  • 10
    maria grazia -

    Solnze, quella che tu descrivi è una donna molto servile che ha come unico scopo quello di compiacere il proprio uomo, ma non siamo mica tutte così. Anzi la donna in tempi remoti è stata sopratutto Amazzone e guerriera, poi è arrivato il patriarcato a frenarne lo slancio, per i motivi che sappiamo. Quindi è probabile che il quadro complessivo da te descritto non corrisponda alla reale natura femminile ma piuttosto ad un imprinting culturale.

  • 11
    Rossella -

    Essere una donna, per me, significa vivere una superiore ed eterna armonia spirituale platonica e cristiana che non dipende dalla gloria terrena e del tempo. Con questa fede (senza ipocrisia) si trova la forza per apprezzare il superfluo (che ci piace) e di riconoscere la volontà di amare che sostiene le cattive azioni e le buone intenzioni che generano insoddisfazione in chi riceve l’amore da qualcuno che, per motivi familiari o caratteriali, non è in grado di riconoscere che l’essere umano è limitato e che l’impossibilità di dare amore non scaturisce da una cattiva disposizione del cuore, ma da ragioni di ordine morale che dovrebbero invitare chi, a ragion veduta, sostiene di essere più intelligente ad agire con una certa etica per conservare il senso della realtà. Che dire? Di fondo si capisce che c’è una forma di bene oltre i dissapori. Questo è importante. D’altro canto tutti preferiamo pensare che possano esistere rose senza spine. Tra le rose ci sono le spine.

  • 12
    Rossella -

    In alternativa, ripeto, c’è la fede che riempie di senso (e quindi di gioia evangelica) un atteggiamento austero che fa parte del naturale modo di essere della persona. Ma nessuno vuole pontificare sulla libertà religiosa, d’altro canto la sensualità è considerata da tutti come una forma audace di espansione sia verticale che orizzontale. Le donne che restano fedeli alla loro natura di principesse guerriere non sono meno donne delle altre. Sono più femmine. Non sono mascoline. Sono il contrario di una signorina. Ma ormai siamo oltre queste categorie.

  • 13
    Solnze -

    Anche il vero uomo ha come scopo quello di compiacere la sua donna, ma i due sessi agiscono in modo diverso se lasciati ad uno stato naturale. Tutto viene fatto per il bene della famiglia. La cultura occidentale è rovinata dall’individualismo esasperato.

  • 14
    H2O -

    Essere donne significa avere la dote e la forza di pensare e fare molte attività contemporaneamente e bene, essere duttili e svolgere ruoli variegati, a volte in contrasto la propria indole, non solo per sentirsi realizzate, ma soprattutto per un profondo senso di dovere e rispetto nei confronti degli altri e della Natura. La donna è un essere coraggioso e accogliente che cerca la libertà negli oceani e allo stesso tempo un ormeggio in un porto sicuro.

  • 15
    maria grazia -

    Ragazze, ora capite perchè io non posso andare d’ accordo con la maggior parte delle donne? perchè io sono per l’ autoaffermazione personale, per l’ imporsi, per il prendersi le proprie soddisfazioni, esattamente come fanno i maschi al posto nostro e senza pensare troppo a come gli altri potrebbero giudicarmi. Qui invece vedo solo discorsi che parlano di sacrificio, di abnegazione, di dover dimostrare a tutti di essere brave buone capaci ecc.. ecc… chiaro il perchè quelle come me risultino ancora tanto scandalose. Così come è chiaro il perchè in giro ci siano tante donne frustrate e invidiose di altre.

    Poi scusatemi ma è ora di finirla con questa storia che dobbiamo fare mille cose e mostrarci sempre al top. NON SIAMO WONDER WOMAN, SIAMO ESSERI UMANI, con tutti i nostri limiti. Bisogna accettarlo serenamente. E dobbiamo fare in modo che lo accettino anche i nostri cari maschietti che invece vorrebbero essere sempre serviti e riveriti.

  • 16
    Solnze -

    Facendo come suggerisce Maria Grazia la donna perde tutto il suo fascino etereo, che tradotto in soldoni è anche il potere di fascinazione degli uomini. Questo non significa che gli uomini possono poltrire serviti e riveriti. Una grande donna vuole stare con un grande uomo che mette sul piatto tutto il suo essere e tutti i suoi sforzi. Dare per ricevere, da ambo le parti.

  • 17
    hope10 -

    @maria grazia, incredibile come io mi riveda nelle tue parole. Crescere in un ambiente maschilista significa a tratti che se torni a casa felice e sorridente ti conviene toglierti il sorriso da faccia o meglio, nascondere “l’energia positiva” che ti senti montare dentro e che ti potrebbe far conquistare il mondo (almeno il tuo di mondo) perché bisogna farsi vedere sempre donne abnegate, sacrificate, etc.
    Ma significa anche crescere sabotandoti, perché sai che non puoi permetterti di costruire per te, nel senso di TE e non te futura madre abnegata di figli. Costruire per te e quindi essere assertiva, autoconsapevole, capace di affermarti.
    Devi essere sempre priva di energia mentale, come sono le donne abnegate in climi fortemente maschilisti.
    Non devi mai avere niente da dare agli altri, sennò diventi pericolosa, potresti affermarti in società, avere accanto un uomo VERO e non un maschilista rognoso che fa la schiuma alla bocca quando vede persone felici…etc…(continua)

  • 18
    hope10 -

    (continua) potresti, in poche parole, poter essere una persona che si autogestisce e non un soprammobile.
    E’ una condizione orribile, dalla quale per emanciparsi bisogna innanzitutto andare in terapia secondo me, e non scherzo.
    Si arriva ad avere visioni della realtà irreali e non dettate dall’esperienza concreta, perché infatti per togliere alle donne la possibilità di autogestirsi di solito si limitano anche le loro uscite, le si sorveglia, tu le vedi per strada e sai che la loro è una libertà vigilata, camminano come fantasmi di loro stessi, non si possiedono per intero perché possedersi significherebbe assumere di sé la parte che ha bisogno per vivere bene di disporre di sè come si vuole per conoscere il mondo e le proprie reali inclinazioni e quindi raggiungere l’appagamento psicologico.

    E’ brutto…è una brutta cosa.
    E molto spesso quelle che ti vogliono fare maggiormente del male sono le donne che hai attorno se queste sono depresse. E’ difficile che troverai un…

  • 19
    hope10 -

    …vero amico in una condizione del genere. Saranno pochi quelli che ti diranno la verità e ti supporteranno, forse nessuno, forse qualcuno. Si conduce una battaglia silenziosa che forse non porterà a niente, forse tutta la vita sarà condotta come appannata, oppure chissà forse un giorno se non sarà troppo tardi per vivere la vita (perchè qualcuno si libera ma quando ormai è troppo vecchio) questa battaglia si vincerà, e allora sarà la più dolce delle vittorie, perchè sarà la vittoria della bellezza sulla bruttezza, del bene sul male, della vita e della voglia di vivere che spazza via chi la vita non la ama veramente e vuole avvelenare pure quella degli altri.

  • 20
    maria grazia -

    Solnze, ma davvero nel 2018 c’è ancora chi si beve sta panzana delle donne che sono creature eteree e angelicate? se ci sono uomini che ci credono davvero beh spiace per loro, si prenderanno di quelle legnate nei denti che non scorderanno più. Mappoi dai.. ma sai che palle stare con uno che si aspetta/pretende che tu debba essere perfetta, senza macchie e senza vizi! ma piuttosto la solitudine forever! il bello dello stare con un uomo è proprio il potergli mostrare il tuo lato più oscuro. Poi chi ne rimane scioccato anzichè stimolato e divertito, non era l’ uomo per me. fine. Non occorre farsi tutti sti pippotti su come dovremmo essere. E questi uomini, allora? come dovrebbero essere? no perchè sai, anch’ io a mia volta potrei pretendere determinati requisiti, ma so da tempo che il mondo delle fiabe non esiste nella realtà e che in un modo o nell’ altro le persone mi deluderanno sempre, TUTTE. perchè è normale che sia così. se ami, superi la delusione e vai avanti, altrimenti…

  • 21
    maria grazia -

    ..altrimenti chiudi. Non c’è da farne blog, libri e poemi. Quelli lasciamoli a Dante e Leopardi, che sono senz’ altro più bravi di noi. Secondo: io non ho suggerito nulla, non sta a me dire agli altri come devono impostare la loro vita. Vengo qui solo a esprimere il mio pensiero e nulla di più. Comunque anche per me i rapporti devono essere un dare-avere, nel senso: tu non mi rompi le palle e io in cambio ti offro il meglio di me. semplice, no?

  • 22
    maria grazia -

    hope ha compreso alla perfezione quello che intendevo dire, e indirettamente si è anche ricollegata al discorso che facevo sulle amicizie femminili. il punto è che la libertà è una scelta coraggiosa, presuppone un prezzo alto da pagare, un prezzo che evidentemente sono in poche a voler/poter sorreggere. rinunciare al rassicurante status di moglie e madre, in una società come la nostra, per una donna vuol dire dover affrontare da sola millemila difficoltà e dover superare prove toste, che certamente non sono alla portata di chiunque. e oltre a tutto questo c’è il giudizio della gente, che si chiede perchè hai deciso di rimanere sola. proprio non ci arrivano che piuttosto che accasarti con un demente hai preferito così.
    ma anche quelle che a lui pensavano di amarlo davvero, che ci avevano creduto, si trovano poi incastrate in un vicolo cieco perchè non è che un matrimonio sbagliato si possa cancellare da un giorno all’ altro con un colpo di spugna, come se niente fosse, e questo..

  • 23
    maria grazia -

    .. e questo non vale solo per gli uomini.
    io ho realizzato che con il mio esempio di persona libera e indipendente da tutto, di persona che può decidere per se stessa, sbatto in faccia a queste donne tutta la triste verità della loro esistenza. e questo gli è insopportabile, probabilmente gli rimbomberà nella testa come un martellare incessante ed è per questo che mi detestano tanto.
    non parlo di quelle che hanno unioni di vecchia data e famiglie felici, ovvio. quelle stanno di sicuro meglio di me, chi lo nega!
    io ringrazio hope, che a differenza delle mie “amiche” e delle mie vicine di casa, ha l’onestà di ammettere come stanno le cose invece di chi preferisce sfogare su di me il suo disagio.

  • 24
    Solnze -

    Nessuno ha mai detto che non esistano donne felici di essere single (o indipendenti). Ma non tutte hanno questa ambizione, e non c’entra un fico secco il giudizio della società.

  • 25
    Gabriele -

    Essere donna significa forza, intelligenza e creatività. Sono questi i cardini che contraddistinguono una donna è che la rendono attraente, almeno per me. Forza, perchè la donna esprime una forza micidiale, sia quando lavora, sia quando si tratti della famiglia: partorire, è un evento naturale, ma che può capire solo la donna, l’uomo non capisce. Mentre quando lavora la forza della donna sta nel punto di vista, sempre tagliente, sincero ed affidabile. L’intelligenza: le donne sono intelligenti, sono delle manager per natura: avete idea del sacrificio che ci vuole per fare figli, riprendere la carriera, interromperla, mandare avanti la casa, onorare il proprio marito, avere cura di loro stesse? E non da ultimo la creatività: il punto di vista delle donne è fondamentale, l’uomo ha creatività, ma non col quid che invece hanno le donne.

  • 26
    hope10 -

    @maria grazia Mi trovi d’accordo, ci sono tante donne (proprio tante..più di quelle che pensiamo!) che sono state costrette a scegliere la gabbia, senza mai volerlo davvero, ossia senza aver prima capito se volevano questo o altro, e odiano a non finire chi si permette di avere sul volto qualcosa di diverso dall’abnegazione di sè. La famiglia a tante giovani donne fa terrorismo mentale da quando sono bambine, poi man mano che crescono è sempre peggio, man mano che secondo loro è arrivata “L’ora”, che io chiamo “l’ora della morte”. Certe famiglie si impegnano a farti sempre stare lontano dalla libertà materiale, fa di tutto per non farti rendere mai indipendente, a volte ci si mettono pure fratelli e sorelle. E’ brutto giungere a queste conclusioni, ma è così. In certi ambienti si ha come le gambe mozzate, e se si ha occasione di litigare con fidanzati e amici è questo che ti dicono: sembra che sei un fantasma di te, che non puoi vivere una vita normale.

  • 27
    hope10 -

    Emanciparsi richiede un prezzo pesantissimo, tante donne che in Italia vengono ammazzate avevano provato a uscire da questi contesti che le vogliono vittime e succubi, a volte è così si paga con la vita o con il maltrattamento continuo e persistente, ma si fa una scelta. Se si capisce di esser stati sfortunati, bisogna capire cosa si vuole e perseguirlo, anche se alla fine non ci si riesce. Bisogna perseguirlo perchè noi dobbiamo essere coerenti con ciò che siamo davvero per essere contenti. A volte non è questione nemmeno di avere la bella famiglia o il bel lavoro, certo quando ci sono è tutto bello, quante donne e quanti uomini sono appagati. Ma è importante che un progetto sia quello che senti dentro di te, che corrisponde al tuo io. Per questo è giusto combattere, essere diversi, sopportare da martiri. Noi dobbiamo essere noi, e nutrirci di questo, senza raccontarci le ipocrisie che vorrebbero ci raccontassimo per fare finti sorrisi davanti allo specchio!

  • 28
    hope10 -

    Gabriele, perdonami, ma spero che in futuro per te essere donne possa significare forza e intelligenza anche senza il peso dello schiavismo, dover portare la casa avanti mente il marito pensa solo a realizzarsi e a se stesso. Una situazione orribile a ben pensarci.

  • 29
    Gabriele -

    Ovviamente non intendevo solo quello, infatti ho fatto anche altri esempi, se leggi i commenti. Oltretutto, solo tu, pensi che sia schiavismo essere sposati o stare insieme. Se devo parlare di me, la mia ragazza non mi fa niente, perchè faccio tutto io, quindi lo stereotipo di donna “massaia” puoi metterlo da parte. Certamente la donna ha ruolo ben diverso dall’uomo, anche nella vita sociale e culturale. Se tu non vuoi avere relazioni va benissimo, ma non c’è bisogno di definire “orribili” situazioni che non sono orribili. Sono film tuoi.

  • 30
    maria grazia -

    hope, non ho commentato i tuoi interventi perchè non rimane molto da aggiungere alle tue sacrosante parole. ovviamente mi trovi d’ accordo su tutto quello che hai detto.

    sottoscrivo in particolare questo passaggio:
    “è importante che un progetto sia quello che senti dentro di te, che corrisponde al tuo io. Per questo è giusto combattere, essere diversi, sopportare da martiri. Noi dobbiamo essere noi, e nutrirci di questo, senza raccontarci le ipocrisie che vorrebbero ci raccontassimo per fare finti sorrisi davanti allo specchio!”

    questo sunto dovrebbe diventare il vangelo di ogni donna.

  • 31
    Esther -

    Avere un apparato genitale atto, in teoria, all attecchimento e sviluppo del prodotto del concepimento ed a partorire nonche usare la fortezza al posto della forza per spostare i mobili in Casa.

    Se mi prestate una virgola, l’Accademia lutearia ringrazia consentito “picco LHadiamo via”.

  • 32
    Solnze -

    Hope, ma che razza di uomini frequenti che ti vorrebbero vedere senza sorriso? Mah, io tutta questa costrizione non la vedo, mi sento abbastanza libera. Adesso sto pensando di aprire un’attività mia perché ora mi gira così. In passato ho lavorato da dipendente, mi sono laureata e sono anche stata casalinga. Io non credo nei compartimenti stagni,una persona può essere poliedrica e cambiare ruoli nella vita, e non penso che gli uomini cattivi vadano ficcati in ogni frase. Io ho sempre fatto quello che mi sono sentita al momento,, sempre cercando di non ferire le
    persone intorno a me. Forse sei tu che ti fai troppe paranoie.

  • 33
    Suzanne -

    Hope, hai espresso pensieri condivisibili, ma quale pensi allora sia la tua giusta dimensione? Perché non la persegui?

  • 34
    maria grazia -

    Solnze, hope si riferisce probabilmente a quel tipo di persone ( e ce ne sono tante ) che essendo scontente della loro vita, pretendono che vada in cacca anche la tua per sentirsi “meglio”.

  • 35
    Esther -

    Per me significa essere madre spirituale di tanti ed imitare la Madonna, con scarsi risultati, ma ci provo.

  • 36
    hope10 -

    Sono economicamente succube di un sistema fortemente maschilista, a livello che anche un respiro fatto in modo soddisfatto può generare la voglia di darti addosso e farti uscire come se fossi stato picchiato. Nella vita libertà vigilata, non ho mai potuto rendermi conto bene di chi fossi e di cosa volessi, infatti ero completamente annullata in tutto e per tutto. Oggi, che sono consapevole, le condizioni di lavoro per il momento non mi permettono niente di più. Mi sto laureando finalmente, farò il possibile per aprirmi delle strade, spero di poter avere una vita normale prima possibile, e di scoprire chi sono, qualsiasi cosa io sia. Una cosa è certa, una vita asfissiante non mi è piaciuto condurla e sono molto sofferente, ma proprio tanto. Grazie a tutti per lo scambio di opinioni, e scusate se mi sono riferita a qualcosa di “cattivo”, in realtà alludevo a sistemi in cui la donna è costretta ad essere massaia e a non uscire mai di casa per scoprire il mondo in modo che non si liberi.

  • 37
    Esther -

    Hope,io in tutta onesta, non ti capisco.

  • 38
    Solnze -

    Beh Hope io fortunatamente non ho vissuto queste condizioni. Ho potuto viaggiare, anche se mai da sola ma più perché sono io ansiosa che per altro. Sicuramente i genitori sono ancora meno ansiosi con i maschi, in questo senso sono d’accordo con te. Per quanto riguarda il sistema economico, l’Italia è in crisi e con la crisi vi è un eccesso di lavoratori/lavoratrici. Penso che vadano avanti raccomandati e conoscenti e forse si, gli uomini accedono più facilmente a lavori meglio pagati. Purtroppo non vi può essere, secondo me, una vera emancipazione economica per le donne in un paese in bancarotta .

  • 39
    Viveur -

    … ma se ritornassimo alle antiche Verità?
    Una per tutte: “Chi dice donna dice danno.”

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