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Si chiama vita solo perché batte il cuore

di Abyss

Salve, e la prima volta che scrivo dei miei fatti personali, il fatto di essere “anonimo” mi fa vergognare di meno.
Inizio col dire che sono vicino al suicidio, adesso spiego il perché, mia madre da quando avevo 12/14 anni gioca alle macchinette dei bar, si è giocata tutto, ma proprio tutto compresa la mia liquidazione di un mio lavoro (mio padre non l’ha mai fermata anche se sapeva tutto) e il problema continua, visto che gioca ancora fregandosene di tutto, mio padre si lamenta e la insulta, ma solo quando non c’è, quando c’è si comporta da zerbino credendo alle balle che gli dice e non alle cose che gli diciamo io e mia sorella.
Adesso mi trovo senza amici, senza patente (la proverò a dare ma con tutti questi problemi addio concentrazione) senza soldi, con un “lavoro” tirocinio (senza tredicesima/malattia/infortunio) con uno sfratto, ho incominciato a bere anche se non mi piace, mi faccio dei tagli sulle braccia perché il dolore mi fa stare meglio e se non bastasse mi sono innamorato di una ragazza su una chat che sta a chilometri e chilometri di distanza. Questa non è vita!

L'autore, Abyss, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

18 commenti

  • 1
    dancan -

    scusa se mi permetto di parlarti. tu per primo sai che tua madre ha un problema. e
    a quanto sembra, pure tuo padre. il mio consiglio è questo: autodistruggerti, non
    serve a nulla. il tuo dolore, lo provi tu, non gli altri. hai bisogno di aiuto. ci sono
    posti che forniscono questo aiuto. io proverei a fare un salto dallo psicologo dell’asl.
    ( costa 30 euro 10 sedute,e aiuta. ) prima di tutto per te stesso. per tua madre, hai
    poco da fare.. le serve aiuto. aiuto vero e concreto e immediato. ci sono strutture
    apposite, per questo. la sindome patologica del gioco d’azzardo è pericolosa, come
    hai gia visto. portala in un centro. anche con la forza, se serve. ma per farlo hai
    bisogno anche di tuo padre. ti serve un aiuto, e lo sai. devi solo avere il coraggio di
    iniziare.

  • 2
    seacalf -

    A volte queste sfortune servono a qualcosa, sei giovane e puoi farcela, se i tuoi hanno scelto di vivere cosi’, tu puoi scegliere di vivere come vuoi, vai in un altra citta’, trovati un lavoro, e fai tesoro della brutta esperienza, pensa che potrai diventare cio’ che vuoi, un imprenditore, un artista, un bravo artigiano, ma smettila con le cazzate del bere e tagliarti!!hai il mondo in mano!!e ti aspetta..Ti abbraccio come se fossi mio figlio..

  • 3
    gionap982 -

    ciao, ho letto con molta attenzione il tuo ”sfogo”, se così si può chiamare. Posso solo lontanamente immaginare quello che stai passando e mi dispiace tantissimo ( anche se forse non ti può aiutare). Pensare al suicidio vuol dire che si è arrivati proprio alla frutta ( scusa il paragone). Scommetto che hai fatto di tutti per convincere tua madre a smettere di giocare, però le sole parole a volte non bastano. Il gioco, e tante altre cose, a lungo andare non è più un vizio ma una malattia, quello che ti posso dire, consiglio spassionato, è di parlarne con un medico, pscoterapeuta, lui potrà consigliarti con molta precisione! Tu invece, e qui ti sono molto vicino, cerca di affrontare le cose a ”muso duro”, anche se so che non è facile. Per la patente c’è tempo e gli amici… beh, gli amici sicuramente a volte sono utili, anche solo per parlare.. Cerca di socializzare con le persone che ti circondano, con la gente con la quale lavori ecc ecc… Non voglio sembrarti un ”sapientone” ma ho vissuto un periodo della mia vita dove non avevo nessuno con cui parlare e so come ci si sente… Il suicidio di certo non è una soluzione, per quanto la vita possa essere dura e ingiusta niente merita tutto ciò, e spero per te che un giorno tutto possa tornare alla normalità, per lo meno farti una vita tutta tua! L’amore… l’amore in chat è una delle ”relazioni” più complicate che esistano, però hai sempre qualcuno con cui sfogarti……. Non so che dirti ancora, se hai voglia di parlarne ti ascolto volentieri!
    In bocca al lupo per tutto!!!!

  • 4
    Abyss -

    Grazie di cuore delle parole di tutti e 3!
    Volevo solo dire una cosa a dancan,per le persone “chiuse” come me non
    si può parlare di psicologo,perché non gli diremmo mai niente,il nostro
    “psicologo” sono i siti come questo,non si sa l’aspetto,la voce,il nome
    e cognome della persona e non si parla in tempo reale.
    Tutti mi vedono felice,ma è una “maschera” che porto da circa 13 anni,
    sta diventando estremamente pesante.
    Vi confido anche che avevo un certo timore a leggere i commenti.

  • 5
    dancan -

    abyss: lo pensavo pure io. e io ero messo molto peggio di te, in fatto di
    chiusura… e le sedute dalla psicologa, sono servite a qualcosa. poi vedi, se riesci
    a scrivere qualcosa qui sopra, puoi anche iniziare a parlarne con qualcuno. ti
    consiglio una psicologa, piu che una relazione online… puo essere la salvezza,
    ma puo anche essere un’ulteriore mazzata.. pensa bene. la menata della
    maschera, tranquillo, la portiamo tutti (tranne il nostro silvio berlusconi: lui la
    mascera ce l’ha dipinta addosso e non la tira mai giu). no, il nostro psicologo,
    non sono i siti come questo. qui sopra, come in tutti i blog e forum, leggi cose,
    anche giuste e corrette,ma spesso alla c.... ( non intendo offendere nessuno,
    calmi ragazzi) .. qui sopra puoi trovare una valvola di sfogo, come penso facciamo
    tutti. ma tra sfogarsi un po e trovare un rimedio, c’è una grossa differenza. e per
    favore, non scambiare il sollievo che provi a scrivere qualcosa, come una forma di
    terapia. perchè non lo è. è solo un “cicchetto” . una persona che ha bisogno
    d’aiuto, ha bisogno d’aiuto. non solo delle pacche degli amici. fidati, 4 chiacchere
    con una psicologa non fanno male. vedila così: almeno passi qualche ora diversa
    nel pomeriggio. è un cambiamento.. è gia qualcosa… prova.

  • 6
    Veronica -

    Abyss fino ad ora neank’io ho avuto una vita facile….
    Mia madre mi odiava, dava sempre la colpa a me x ogni cosa.. Ho provato anke a parlarle ma è stato inutile perché non mi ascoltava e ignorava tutte le mie esigenze…. Mio padre comunque era d’accordo con lei su tutto quindi evitavo anke di rivolgergli la parola….
    A scuola mi trovavo abbastanza bene ma ank’io portavo una maschera..ero triste, ma non potevo certo farmi vedere in quel modo dagli altri o raccontare i miei problemi ai miei amici perché dubito che avrebbero potuto capire..
    Loro avevano tutto e io niente e comunque nonostante questo sono sempre stata socievole e pronta ad aiutare tutti;
    Ma ora t racconto il periodo più brutto: mi ero innamorata di un ragazzo..eravamo amici….ma mi piaceva perché era diverso, era simpatico e in lui vedevo un punto di riferimento, una guida, una persona su cui appoggiarmi..(e non era uno dei soliti cretini che ci prova subito)….. Era un ragazzo pieno di ideali e progetti x il futuro, non pensava all’amore,non voleva impegnarsi.. Io lo amavo e ogni volta che stavamo insieme e mi raccontava quello che avrebbe voluto fare, mi veniva da piangere perché ero certa di non avere speranze..voleva partire e non volevo perderlo.. Stavo così male che sono arrivata a tagliarmi (il dolore mi impediva di pensare)..non riuscivo a mangiare, non frequentavo più i miei amici e non avevo nessuno con cui sfogarmi.. La mia famiglia non mi parlava nemmeno..

    Con questo voglio dirti che devi andare avanti perché difficoltà ci saranno sempre.. Tua madre ha bisogno di aiuto, non ne uscirà da sola….
    Dancan una psicologa può anke aiutare ma non è detto che risolva i problemi..
    È lui che deve trovare la forza di andare avanti..

  • 7
    dancan -

    @veronica: è logico che la psicologa non ti risolve i problemi, e cha alla fine li devi
    affrontare tu. però la psicologa è una professionista. quindi è difficile che finisce che
    ti ci innamori perchè ti ascolta e ti da qualche buon consiglio. poi comunque, i
    problemi vanno affrontati.

  • 8
    Abyss -

    Veronica vedo che le nostre famiglie sono simili (almeno dal lato del
    colloquio genitori/figli) quello che succede a me(noi) con le
    rispettive famiglie non lo auguro a nessuno…
    Lo sfogo della “lettera” è dovuto ad un ennesimo fatto,capitato il
    giorno prima: sono arrivato a dare l’ennesimo ultimatum ai miei,o mia
    madre smette totalmente di giocare e mio padre smette di difenderla o
    io e mia sorella(non ci importa come) ce ne andiamo di casa
    fregandocene di loro,fin qui tutto bene,loro “si si va bene non gioco
    più avete ragione… si si se non la smette la caccio fuori di
    casa”,il giorno dopo la ribeccano a giocare.
    quindi non si può dire che abbia bisogno d’aiuto,lei non vuole
    smettere è il primo passo è proprio voler smettere,ha praticamente
    detto che non glie ne frega niente di noi e mio padre non dice niente.
    vedono i tagli che ho sulle braccia,ma solo mia sorella e i miei
    colleghi chiedono il perchè,a loro non glie ne frega niente!
    Io con questo voglio dirti che accetto il fatto che ci saranno sempre
    difficoltà,ma io questa portata di difficoltà non la reggo.
    p.s. spero che almeno a te la vita stia migliorando (solo il fatto che
    mi dai come consiglio di andare avanti,fa capire che tu
    psicologicamente 6 più forte)

  • 9
    dancan -

    un vizio è un vizio, e il vizio del gioco, è molto difficile da frenare. per questo si
    chiama vizio. e a tua madre serve un’aiuto. prima che la cosa peggiori. pensaci. 😉
    noi ti siamo comunque tutti vicini.

  • 10
    Veronica -

    Dancan hai ragione però io non ci riuscirei.. sono d’accordo sul fatto che ti ascolta e dà buoni consigli ma io non ce la farei ad aprirmi completamente, cioè alla fine dipende sempre dal carattere che si ha…..
    Abyss anke i miei genitori vedevano i tagli e non dicevano niente.. era chiaro che se ne fregavano di me come se ne fregano anke adesso..
    L’unica differenza è ke io sono cambiata, non soffro più come prima, ho capito che non ne vale la pena perché tanto non cambierà mai nulla….non posso obbligare mia madre a volermi bene..
    Purtroppo la vita non è perfetta e non si sceglie dove nascere..
    Se ce l’ho fatta io puoi farcela anke tu.. devi provarci nonostante i problemi…. spero che tua madre si renda conto e smetta di giocare..

  • 11
    dancan -

    veronica… guarda che dallo psic, mica devi fare tuto e subito. non nè una cosa che si risolve in 2 sedute. ci prendi confidenza. poi se ti fidi, vuoti il saccdo, se non tii fidi, dici solo cio che ti senti di dire. è comunque un’esterno, che piu o meno sa cosa sta facendo, e ti ripeto… fattore abbastanza importante, non ci posono essere legami sentimentali. in piu, forse ti da qualche consiglio disinteressato e nella direzione giusta. 🙂 provaci, che ti costa? 30 euro 10 sedute? a me ha fatto bene, nonostante molte cose non le ho dette. è stato un’inizio. 😉 il resto l’ho fatto io. l’autodistruzione nn serve a nulla. è solo autodistruzione. vi dirò un segreto: tu devi essere importante per te stesso. non si deve pretendere che l’aiuto arrivi sempre dall’esterno. si individua un problema e si elabora una strategia per superarlo. cosi si fa. il vero male sta nel non provare e nel non affrontare le cose. certo che è difficile. se tutto fosse semplice, la vita non avrebbe molto senso. 😉 affrontate i problemi. e non vi aspetatte molta collaborazione, dato che i problemi sono personali, e ognuno sente il proprio dolore, e nn quello degli altri. iniziate dalle piccile cose. prefiggetevi degli obbiettivi raggiungibili e arrivateci. ponetevi delle sfide e superatele. e prendete una posizione. è importante. rimanere fermi, sperando che le cose migliorino, non serve a niente. agite. sempre. siate voi il cambiamento che volete nel mondo. cosi diceva ghandi. non mi pare avesse tutti i torti. 😉

  • 12
    viola -

    Ciao Abyss, sono una madre di una bimba piccola. Ha due anni. Leggendo la tua storia mi viene su una rabbia per i tuoi “genitori”. Rivolgiti ad un avvocato e tutelati da questi “signori”incoscienti e immaturi. E’ triste avere genitori che non ti amano perchè se non ti amano loro pensi che davvero non lo farà mai nessuno ma devi reagire. Una cosa buona l’hanno fatta: ti hanno dato la vita. Lo so che è dura ma almeno hai una sorella che ti vuole bene. Scappate. Può essere molto difficile abbandonare casa. Se decidete di andare via da dove vivete andate in posti dove ci sono dei centri sociali che possono accogliervi e darvi una mano. Ti do dei consigli pratici perchè per guarire le ferite dell’anima non ci sono parole che aiutino.. Ti abbraccio forte.

  • 13
    Veronica -

    Dancan l’autodistruzione non serve e non ho mai detto il contrario; è logico ke i problemi non si risolvono da soli..
    alla fine siamo noi che dobbiamo affrontare la vita ponendoci degli obbiettivi..;)

  • 14
    The Dreamer_ -

    Mi unisco a Dancan…AGIRE! Fare qualcosa!
    Di momenti difficili anch’io ne ho passati e ci ho impiegato ANNI prima di capire che l’unico rimedio ai problemi è affrontarli e non evitarli. Però è una consapevolezza che ho raggiunto da sola.
    Anch’io sono “chiusa”, riservata, ho paura dei giudizi. Eppure, se adesso vivessi situazioni che ho passato qualche anno fa, andrei dritta dallo psicologo che consiglia l’amico Dancan. In fondo, puoi provarci una, due volte..se proprio non ti ci trovi provi con un altro (magari ti sei beccato il più antipatico!!) e se nemmeno con l’altro funziona ok, cambia strategia.
    Sono giovane, sai? Sono una ragazza che non ha provato la tua stessa situazione, però anch’io so cosa sia la mancanza di dimostrazione d’amore da parte dei genitori.
    Mi unisco a Viola per le parole che ha speso per il rapporto che hai con tua sorella. NON SOTTOVALUTARLO. Siete insieme e uniti, e ti par poco?! Non sei solo, siete in due. Lo so che è difficile lasciare i genitori, ci si preoccupa per loro, comportandosi così immaturamente ti costringono a fare loro da mamma e papà invertendo i ruoli. Però credo che davvero se voi vi rivolgeste a chi vi può aiutare un giorno vi ringrazieranno per aver salvato l’intera famiglia.
    Coraggio! Siete grandi, non mollate!
    Un grandissimo abbraccio di incoraggiamento!

  • 15
    Abyss -

    grazie anche a voi dei consigli Veronica/viola/The Dreamer_ i consigli e
    le vostre parole mi fanno essere un po’ più lucido… grazie ancora

  • 16
    Veronica -

    :)di niente…. vedrai che un giorno le cose miglioreranno.
    baci….

  • 17
    ventolibero -

    Posso permettermi di ironizzare?Sì,bisogna agire,bisogna fare e se si ha tempo baciare.Bisogna farsi compagni del disagio,del malessere,delle paure altrui.Bisogna camminare per quelle strade perigliose e sempre irte di ostacoli e impedimenti,penetrare in questi cammini di agonscia e di speranza con la consapevolezza che nessuno ci può sostituire nel rischioso mestiere di vivere e forse,dico forse,qualcuno può sostenerci sulle strade più dissestate.
    Un bacio verso il cielo,a chiunque li ci sia e uno sguardo sul mondo e sulla propria storia.La vita non è un’opera d’arte,me ne accorgo col mio mestiere di psichiatra,me ne accorgo nel vedermi sgomento e impedito davanti all’urlo soffocato di chi da me aspetta un aiuto,un sostegno,un appoggio e invece scopro che tutto quello che posso dare,offrire,distribuire è uno sguardo che ancora non vuole arrendersi,che si ostina,si incazza,si esaspera,si entusiasma e si deprime.Un respiro di speranza e di impegno,questo solo posso dirti!
    Alessandro

  • 18
    El-Bi -

    Caro Abyss,
    ti sono vicino. Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia forte che nei miei momenti di difficoltà c’era e quindi posso solo lontanamente immaginare cosa stai provando.
    Tu dici “lei non vuole
    smettere è il primo passo è proprio voler smettere” e posso ben capire la tua rabbia e quella di altri che hanno commentato, ma devi convincerti /ma penso che lo sai già bene) che quella del gioco è una malattia vera e propria, anche un mio amico c’è passato e va considerata come tale, una persona non è più cosciente e agisce come sotto ipnosi, come un tossicodipendente in astinenza.
    Per aiutare qualcuno però bisogna prima stare a posto. In aereo ti insegnano (lo ho notato solo da quando ho figli) che in caso di emergenza quando scendono le maschere dell’ossigeno devi prima indossarle tu e poi farle indossare ai figli o a chi diende da te. A un genitore premuroso verrebbe naturale fare il contrario: “prima aiuto mio figlio o chi ha bisogno di me e poi mi sistemo io”. Ma questo non è corretto, perchè se perdi coscienza mentre cerchi di aiutarli non ti salvi tu e non salvi i bambini.
    Per poter aiutare qualcuno devi essere più solido e in questo momento non lo sei. Hai già fatto un grosso passo scrivendo su questo sito, ora fai il secondo, devi volerti bene, voler bene a tua sorella e parlare con qualcuno di esperto (non gli amici virtuali di questo sito) per capire come affrontare la situazione. Nessuno ti risolverà nulla, la dovrai risolvere da solo, ma ti serve qualcuno che ti faccia capire quale è la direzione giusta.
    Un abbraccio.
    Non mollare.
    Mai.

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