Salta i links e vai al contenuto

Vietato calpestare le aiuole

Lettere scritte dall'autore  Mauriziocr55

Caro Direttore, come nel tempo la lingua si trasforma , così il significato di alcune frasi sembrano assumere nuove connotazioni come “Vietato calpestare le aiuole”, in passato usata per rispettare il poco verde rimasto in città dopo il boom edilizio. Ora non si incontra quasi più questa frase, ma viene rievocata e ricordata spontaneamente non più come divieto ma come consapevolezza. Non mi riferisco allo straordinario autocontrollo dei cittadini, ma bensì al memorizzato rischio di calpestare qualcosa lasciata nascosta tra il verde delle aiuole, dei bordi dei camminamenti e dei prati pubblici e degli argini . Parlo del risultato della “distrazione “ dei proprietari o accompagnatori degli animali, quelli dei cani in particolare, che non li accudiscono raccogliendo le loro deiezioni ma abbandonandole al suolo; forse perché pensano che siano invisibili e utili per concimare il verde e così risparmiano di raccoglierle e gettarle nel cestino dei rifiuti (se lo trovano). Fosse solo un accompagnatore con il cane ad avere questo pensiero sarebbe irrilevante, ma accompagnatori di cani presenti in città e in periferia sono diverse decine di migliaia e vediamo il risultato di questo “pensiero” sempre più diffuso, nonostante la legge obblighi la raccolta delle deiezioni. Tecnicamente si chiama fecalizzazione del suolo pubblico, che tra l’altro costituisce un pericolo di tipo igienico-sanitario, e chiunque può osservarla ( o se è proprio sfortunato toccarla con “mano” o scarpa) oltre a capire che è in costante aumento. Ci sono vie che hanno aiuole letteralmente seminate di queste deiezioni che permettono, addirittura, di riconoscere tutte le taglie degli animali che le frequentano. Le autorità competenti non avrebbero né il tempo né l’efficacia per far rispettare la raccolta poiché dispongono di limitate risorse dedicate e spesso viste anche con ostilità. Tutte queste distrazioni, inoltre, potrebbero trasformare la tolleranza nelle persone che non amano i cani in rifiuto e dispiacerebbe ancora di più. Cosa si potrebbe fare per riportare all’originale significato il “vietato calpestare le aiuole”? Un’idea ci potrebbe essere e sarebbe quella di rivolgere alle varie associazioni animaliste l’appello di intervenire attivamente con i loro volontari ben riconoscibili per raccoglierle, per diffondere il modo corretto di accudire gli animali con l’esempio e restituire così il decoro al verde pubblico che in qualche caso manterrà il divieto di calpestare le aiuole come ai vecchi tempi .
Cosa ne pensa?

Maurizio Crema
(non il giornalista)

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

Condividi su Facebook: Vietato calpestare le aiuole

Lettere correlate:

Continua a leggere lettere della categoria: Riflessioni

1 commento

  1. 1
    Yog -

    Mai visti volontari andare a raccogliere deiezioni. Forse sarebbe utile mandarci quelli che prendono il reddito di cittadinanza, almeno son pagati per qualcosa di utile.

Lascia un commento

(Massimo 2 commenti per lettera alla volta)


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'Informativa sulla Privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso dispositivo (da qualsiasi dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili