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Una spy story

  

Credo che chi legge, conosca l’episodio di cronaca sul tentativo di omicidio di una ex spia russa con un agente chimico nervino così come sostenuto dal governo inglese.

Questo Sergej Skripal, probabilmente del GRU (Servizio militare russo), fu condannato ed incarcerato in Russia come traditore doppiogiochista a favore dell’UK. Dopo 13 anni nelle patrie galere fu graziato, proprio da Putin, in occasione di uno scambio con l’Occidente di operatori dei Servizi incarcerati. Liberato, Skripal emigrò nell’Isola dove risiedeva da 17 anni.

Quindi costui era fuori dal “giro” da circa 30 anni.

Ora mi pongo una serie di domande che mi lasciano perplesso. In Particolare:

  • Per quale motivo di sicurezza nazionale il governo russo o qualche sua emanazione, dovrebbe volere la morte di un suo dipendente infedele dopo 30 anni dal tradimento e per di più dopo avergli concesso la grazia?
  • Se quel governo lo voleva morto, perché non ha provveduto nei 13 anni di quando era incarcerato in patria?
  • Dopo solo un anno che si è fuori da quel “giro” un operatore dei Servizi deve essere riaddestrato ed aggiornato sulla situazione dell’area di cui si occupava. Ora che rischio costituiva lo Skripal per l’inviolabilità dei “segreti” russi dopo 30 anni? ´Un segreto, di qualsivoglia natura, militare, politico, finanziario o scientifico non è da considerarsi più segreto dopo 30 anni.
  • Supposto che questo tentato omicidio sia stato dettato da un sentimento di pura vendetta (sentimento che non alberga in tali organizzazioni e quindi estremamente improbabile) per un lontano tradimento, perché mai organizzare un attentato così complesso, di difficile gestione e quindi costoso?
  • È possibile che i Servizi russi siano così incapaci da fallire l’esecuzione di un attentato così complesso e fantasioso, contro un singolo individuo, dopo una sicuramente lunga progettazione e pianificazione?
  • Perché il governo russo dovrebbe “firmare” un omicidio di stato, autoaccusandosi, utilizzando un’arma di cui è l’unico detentore, rischiando una certa condanna morale internazionale?
  • Lo Skripal, peraltro,  non era un oligarca e viveva modestamente alla periferia di Londra con l’appannaggio concessogli dal governo inglese per i servizi resi.

Allora perché?

Le mie domande mi hanno portato a dubitare fortemente delle accuse che Msr. May rivolge alla Russia, contro la quale ha già preso drastiche misure.

Supposto che il governo britannico sia in buona fede, potrebbe essere successo che siano stati commessi errori nello stabilire la natura della tossina che ha steso l’ex-spia, sua figlia, e, pare, anche un policeman. 

A pensar male si fa un peccato, ma a volte ci si azzecca: e se il governo britannico non fosse in buona fede?

E se l’attentato all’ex-spia, se di attentato omicida si tratta,  fosse stato organizzato proprio dai servizi segreti di Her Majesty the Queen  per creare un altro casus belli per attaccare (diplomaticamente) la Russia putiniana, nel tentativo di interferire con le prossime elezioni in quella nazione che quasi sicuramente si appresta ad essere governata per altri sei anni da Putin?

È noto l’inossidabile asse transatlantico tra USA ed UK. È altrettanto noto che gli USA stiano alzando sempre più la tensione con la Russia, come se ci fosse ancora l’USSR.

Potrebbero questi due governi operare coordinando la loro politica estera contro la Russia col fine di destabilizzare il potere attualmente in carica?

Fanta-espionage?

Forse.

O forse no.

L'autore ha scritto 19 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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1 commento a

Una spy story

  1. 1
    Yog -

    No, Guggo. Ti sei fatto un film ad uso personale. Se lo hanno avvelenato con il gas nervino un motivo c’è, ma non lo vengono a dire a te!

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