Salta i links e vai al contenuto

Mi sento una nullità

Lettere scritte dall'autore  Empatica

Non inizio con frasi come “Ciao a tutti” perché… sinceramente, mi sembrano banali e non credo che a chi leggerà quello che scriverò interessi molto leggere sempre un saluto senza senso… che poi… non so nemmeno perché sto scrivendo questa cosa…
Ho la testa così… piena di cose… Mi sento molto confusa.
Il titolo avrebbe dovuto vedere al posto della parola “nullità” la parola “m… a”… solo che essendo una parolaccia non so quanto io possa usarla qui…
È che, sinceramente… “nullità” non è abbastanza per descrivere la sensazione che ho addosso…
È strana, e l’unica cosa che capisco è che è brutta.
… Mi sento… come se non fossi parte di nulla… come se fossi una marionetta… libera dai fili, ma pur sempre senza capacità di fare qualcosa…
Tutto quello che faccio, a cominciare dallo studio, al fare certi acquisti, al vedere certe persone, mi sembra insensato…
Studio perché lo devo fare, perché ormai ho intrapreso questa strada anche se non è esattamente quella che volevo scegliere… Però proprio perché mi è toccata questa non sento la voglia di sapere, di imparare… Ho aspettato anni di finire il liceo, perché non ne potevo più di quell’ambiente, perché mentalmente mi sentivo “avanti”… Però nel contempo rimpiango il liceo, non come struttura scolastica, ecc… ma come “periodo”… quello dell’adolescenza, in cui, anche se non ti sembra, sei più libero, vai in giro a fare cavolate, conosci gente, ti formi una mentalità, impari un po’ a vivere, sperimenti… per dirlo in una parola. Beh, io non ho avuto molto in quel frangente… L’unica cosa di cui sono fiera, è la mia testa, o per meglio dire, i valori che ho… la mentalità aperta (che purtroppo non mi fa andare molto d’accordo con i miei famigliari) , e cose del genere…
Sento come se, arrivata in università, avessi perso la possibilità di fare certe cose… come se ormai mi dovessi rassegnare… Al contempo non vedo l’ora di fare l’universitaria a tutti gli effetti… di studiare senza i tempi stupidi del liceo, di conoscere chi voglio tra le 200 persone che ho intorno e non per forza quei 20 della mia classe, di vedere un’altra città, di alzarmi e andarmene da una lezione quando mi sono stancata…
Ma non me la sto godendo… per nulla. Come ho già detto, quello che sto studiando non mi soddisfa, tanto che continuo a chiedermi se ho fatto bene a decidere per questa facoltà, anche se solo (si spera) per un anno, anziché andare a lavorare… ma chi lo trova lavoro?? e poi certi esami che darò, saranno tenuti buoni, quindi un senso in quello che faccio c’è. O almeno, c’è un senso pratico… Ma mentalmente, io vedo il vuoto.
Non provo nulla se non una cosa che sembra inadeguatezza, senso si non appartenenza…
Purtroppo per motivi banali non vivo nella città in cui studio, e devo fare la pendolare (spendendo così anche meno, e perciò anche sta cosa ha un senso… pratico) … Ma così facendo, non riesco mai a passare del tempo con le persone che ho conosciuto, che mi piacciono abbastanza direi… In questi periodi ci sono continue manifestazioni… e loro riescono a essere più partecipi… Ci sono i giorni di festeggiamenti dopo le prove, gli esami… e io non ci sono mai, perché finite le lezioni me ne torno a casa…
Quando arrivo sono stanca, e spesso non faccio nulla, se non altre cose “pratiche” e banali che devo fare… Quando ci sto dentro abbastanza, per usare termini semplici, mi tocca studiare…
Non ho voglia nemmeno di uscire con le persone che conosco da prima, con quelli della mia città…
Mi sembra che tutto e tutti siano noiosi… È come se fossero tutti uguali.
Non mi sento minimamente soddisfatta di quello che faccio… ho la sensazione di passare ovunque, e non lasciare alcun segno…
Per fare un esempio banale… La mia rubrica del cellulare vede aggiungersi una voce una volta ogni morte di papa… eppure le persone che conosco in continuazione saranno 7 volte tante…
Mi sento come se respingessi volontariamente o involontariamente le persone… come se… boh, fossi sottointesa… Se ci sono ok, se non ci sono, non cambia poi un gran che alle persone che mi stanno intorno.
Tutto ciò mio provoca un grande senso di solitudine, che riesco a trascurare solo quando sto pensando o facendo le solite cose banali… (certi dicono che chi è impegnato sempre non si deprime… e capisco ora perfettamente che se è così è perché queste persone non hanno il tempo di deprimersi) …
E quando ci ragiono su mi rendo conto che questo abbattimento è da un lato… autoprovocato… Perché io, diciamocelo chiaramente, non faccio grandi sforzi per farmi piacere alla gente, per conoscere persone nuove fino a trovare chi “mi va bene”…
Da piccola ero stratimida e non oca come certe bambine (e di questo me ne vanto, per carità) e non attiravo mai l’attenzione… quando facevo le medie ero più intelligente rispetto ai miei compagni, dunque classificata automaticamente come secchiona, e (visto che non me ne fregava più di tanto) della moda e che non ero particolarmente carina o tendente a tirarmela come certe ragazze, definita sfigata. Non che mi dessero i termini più di tanto, però capitava, e faceva male, anche se non lo si dava a vedere.
Perché tu puoi essere “sfigato” quanto vuoi, ma i sentimenti li hai.
E se a te piace qualcuno, non dirlo, perché sennò ti romperanno le scatole sicuro, lo diranno al mondo, magari allo stesso che ti piace che spesso è il peggior soggetto e, ovviamente, uno che non ti calcola neanche a morire. E se tu piaci a qualcuno, e sei anche abbastanza sveglio da accorgertene, sei bloccato comunque, perché nessuno penserebbe mai che sia così, figurati. Tu? Ma a chi vuoi piacere. E poi a quell’età, la tua testa è solo un pezzo di una testa intera, le decisioni sono su scala di gruppo, non tua.
Questo era un esempio di preadolescenza da dimenticare, ovvero la mia.
E perché ne parlo tanto?… forse perché ho tempo da perdere, o forse perché ogni volta che cerco di capire come ho fatto a diventare un pezzo di roccia che cattura emozioni e non ne lascia uscire, ritorno sempre a pensare a quello.
Se dovessi scegliere un momento in cui mettere l’inizio della mia trasformazione/crollo emotivo cronico, sceglierei quello…
Ho iniziato a non fidarmi di nessuno, o quanto meno a farlo molto a fatica. Non sono capace di aver relazioni normali con le persone, ho l’impressione di distruggere tutto quello che (spesso) sono gli altri a costruire…
Perché per quanto siano pochi, coloro che danno l’impressione di volersi avvicinare sul serio a me ci sono… e io li lascio sempre scappare.
Ed è come se avessi bisogno di qualcuno che si dedichi solo e solamente a me. Perché spesso, le stesse persone che vengono da me, si allontanano non appena conoscono una persona, che magari è anche più aperta. E così mi viene il dubbio, per l’ennesima volta, di essere stata un ripiego.
Ma io non sono una ruota di scorta. Nessuno lo deve essere.
E così come la gente sparisce dalla mia visuale io spesso tengo a distanza chi cerca di attaccarsi a me in tutti i modi non perché sia una persona cattiva… ma semplicemente perché se non sono attratta da quella persona nel suo stesso modo, non penso abbia senso creare illusioni. Mi sentirei una sfruttatrice. E la cosa mi fa schifo.
E capita che io tenga a distanza anche chi potrebbe piacermi, ma perché? … talvolta non lo capisco nemmeno io, talvolta vedo che a bloccarmi non è la altro che la mia scarsa autostima… non mi piaccio per nulla e ci sono tanti difetti che uno può nascondere. Ecco, i miei non li libero mai… penso che il mio stupido cervello faccia il ragionamento “se mi vedrà realmente, non gli piacerò più”….
E ancora, ci sono le volte che mi rendo conto che io “non mi faccio andare bene” qualcuno letteralmente….
È come se negli anni si fosse formata in me un’immagine di perfezione (secondo quelli che sono i miei gusti) che voglio vedere nelle persone e che ovviamente non trovo… e continuo a spingere via gente, e poi mi lamento… mi sento così stupida… ma non lo faccio certo apposta.
E poi ci sono i momenti che mi pento di aver lasciato andare qualcuno, ma so bene, che se avessi una seconda occasione, farei di nuovo la stessa cosa…
E mi rendo conto che se non mi metterò in testa di fare qualcosa per me stessa, solo per piacere a me, non riuscirò mai a stare bene con le persone… Sono ragionamenti banali, lo so.
E nel frattempo capitano le volte che qualcuno mi fa capire che c’è, che mi vuole bene e che anche io sono importante… E mi rallegro, perché so che queste persone in fondo ci saranno sempre, e so anche che io sarò sempre disposta ad aiutarli e a ripagarli di tutto e di più.
Però c’è anche una parte di me che si rende conto, che io non sono certo l’unica.
Ed è normale. Però certe volte, sento come se avessi bisogno di avere qualcuno che si prenda cura di me, e me soltanto. Qualcuno che non conosca tutte le persone che conosco io, che non c’entri nulla con loro, ma solo con me…
Ma come fai? Le persone le conosci attraverso amici e attività in comune… Che dovrei fare? Andarmene?
C’è gente messa come me che lo fa, e non combina niente lo stesso.
Io ho paura di una cosa del genere.
Come fai a sacrificare alla ceca il poco che hai… per rischiare di non ottenere nulla?
… E ci vuole coraggio. Io non ce l’ho… o forse è solo che ci sono quelle cose, che mi bloccano sempre.
I genitori, i fratelli, le persone che conosco, i parenti malati, il peso che darei… facendo qualsiasi cosa con cui tutti sono in disaccordo.
E purtroppo non c’è nessuno nella mia famiglia che crede in ciò che credo io…
Se un tizio per strada non dovesse capire cosa penso, me ne fregherei al 99%… ma vedere loro… che non capiscono è… straziante.
E troppo spesso mi lamento… e li stresso… e mi odio per questo… perché anche loro hanno dei problemi, non sono certo l’unica… odio, odio fare il peso.
E così mi sono abituata con tutti…
Non parlo di me, di quello che provo, mai, mi sembra di dare fastidio, sempre, anche se mi ripetono che non è vero…
Mi sento piccola… e stupida.
E se scrivo qui, nonostante tutte le cose che ho scritto riguardo la mia incapacità di esprimermi, è perché so che tra me e chiunque leggerà questa cosa ci sarà il computer. Niente occhi da guardare, niente espressioni da interpretare, niente giudizi silenziosi che uno non esprime ma che io (purtroppo) vedo.
Sì, perché se conosco qualcuno, so già come reagirà a qualcosa che potrei dirgli… Ma se non so niente di lui, allora sono parole in libertà…
Adesso se proprio volete, potete commentare. Ma non… non niente, ho completamente scordato cosa volevo dire.

L'autore ha scritto 15 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

Condividi su Facebook: Mi sento una nullità

Lettere correlate:

Continua a leggere lettere della categoria: Me Stesso

14 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    Eagle -

    Mi hai colpito. Se sto commentando è proprio perché l’hai chiesto. Ma farei lo stesso anche senza un computer fra noi. Non c’è cosa più bella del contatto… Non contatto fisico; contatto UMANO. Non mi risparmierò, in quanto a parole. Sono famoso per i miei interminabili discorsi… E così ti dirò quello che penso. Senza schermi, cerca di guardarmi negli occhi, immaginami.

    Sei diventata l’esatto riflesso di quello che temi di più.
    Hai paura del vuoto… stai cercando di svuotarti.
    Hai paura di non ricevere… stai cercando di non ricevere più.
    Hai paura di essere considerata un PESO per la gente che ti sta intorno (credo derivi dalla tua famiglia)… e stai cercando in tutti i modi possibili di non pesare su nessuno!! Ma pesi su te stessa, e stai sprofondando. Non te ne rendi conto? No. Perché hai anche paura di farti troppi problemi… e non te li stai facendo. Ti stai lasciando andare. Ora, prenditi per mano! Guidati!
    Hai delle idee? Portale avanti con energia. A cosa credi che ti porti il tuo adagiarti, il tuo rassegnarti così? Sei una persona estremamente sensibile, analitica e diretta. Si vede da come scrivi, che in fondo vuoi lasciare UN SEGNO. Perché SEI diversa, VUOI esserlo… ma te lo impedisci… Non lasciandoti conoscere da nessuno. Non vuoi farti conoscere e allontani gli altri perché TU STESSA non ti conosci. Credi di essere l’esatto opposto di quello che sei!! No, non è così. E se l’ho capito io che ho solo letto questa lettera e non so niente di te, figurati perché mai TU non debba capirlo. Tu, che sei con te stessa da quando sei nata.

    Ascoltami… è bello ascoltare la voce delle persone. Non ti aspettare che gli altri rinuncino a tutto per essere TE. Tu sei tu. E sei bella e irrinunciabile e insostituibile per questo. Tu non potrai mai entrare nella mente di qualcuno. È un peccato…? Nessuno potrà mai entrare nella tua mente. È un vantaggio…?
    Cerca di chiederti perché le persone si comportano così diversamente da te… Hanno capito che nessuno è come un altro, che non si finisce mai di imparare, non si saziano mai della vita. Tu rinunci a priori… perché mai?! Annusa… assaggia… Hai forse paura di ingrassare di vita? Oppure che qualcuno ti dica: “basta, ne hai mangiata fin troppa”? Non te lo dirà nessuno. Non ingrasserai. LA VITA è qui per questo… è tua. TUA, e basta. Si prende cura di te, e te soltanto. Non conosce tutte le persone che conosci tu, non c’entra nulla con loro, solo con TE. Tu sei unica per la tua vita.

  2. 2
    Eagle -

    …Un po’ mi riconosco nelle tue descrizioni. Nel giudizio affrettato e superficiale che la gente può dare di te… non sapendo che è come pioggia che scava la roccia, fuoco che forgia la lama. Ma ti ricordo che la roccia può infrangere le onde. E la lama fendere il fuoco. A lungo andare, loro diventano forti. Tu no. Sei forse diventata dura e tagliente? Tu ci credi. Io, io no, non ci credo… io credo invece che tu abbia paura che qualcuno ti tocchi perché sai che potresti sgretolarti con un minimo gesto. E che potresti scioglierti se qualcuno ti stringesse fra le mani.
    Non aver paura di questo… c’è chi apprezza la fragilità. E ti ricordo anche che fragile non necessariamente vuol dire debole.

    Le altre persone fanno uno sforzo per capirti, per volerti bene. Fallo anche tu. Impara da loro. Molte volte (e lo dico anche per me) crediamo di essere sempre noi a dover insegnare agli altri. Perché sappiamo di più. Perché abbiamo sofferto di più. Ma non è così, sai. Impara dalla diversità. Certe lezioni si imparano meglio se non vengono spiegate. Impara da chi è più semplice… Ha sofferto di meno, ma è più sereno. E a te serve, serve eccome!, la serenità.
    Persino io che ora voglio “insegnarti” qualcosa sto imparando da te. Ad essere diretto, a dire quel che penso a prescindere.

    Dici di non prendere parte a niente, di essere distante da tutto, di non trovare un senso. Già il fatto di non trovarlo, indica che lo stai cercando!!! Non arrenderti mai. Sei tenace…
    Vivi nel silenzio esteriore, nel frastuono interiore… Ascolta bene il silenzio là fuori. È nel silenzio che nasce la vera rivoluzione. Quella che si fa strada pian piano. Che conquista le sue cose senza attirare l’attenzione, come te, e che rimane lì e lascia il segno. Tu HAI lasciato il segno.
    Non aver paura.
    Conosci gli altri… Lo meritano.
    Fatti conoscere… Lo meriti.

    Mi raccomando, non lasciarti andare!! Che spreco sarebbe… Ci conto.
    Spero di essermi reso utile…
    Ciao. Ti saluto perché credo tu ne voglia eccome, di considerazione… e credimi, anche agli altri importa il tuo saluto 😉 buona fortuna

  3. 3
    dark rose -

    Hai trascritto i miei pensieri,sai?
    E’ un periodo che mi sento così giù che ogni volta che mi suona la sveglia sbuffo pensando “ecco un’altra giornata come le altre”.Ho una vita così monotona,piatta.E’ triste. E’ triste arrivare ad un punto in cui ti chiedi cosa ci sia stato di positivo nella tua vita e a quali persone tu abbia lasciato un segno indelebile e accorgersi di essere sola e di non aver concluso niente.Ho 20 anni e da 6 anni sono entrata in una sorta di vortice dal quale non riesco (ma in realtà nemmeno ci sto provando) ad uscirne.Mi sento sola,eppure non ho neanche la forza di socializzare con le altre persone.Perchè mi sento poco interessante.Mi sento antipatica.Alla fine mi arrendo e sto sola.Prima non era così,prima delle amiche ce le avevo.Ma col passare del tempo si sono allontanate da me.O mi sono allontanata io da loro perchè volevo quella esclusività che non potevo avere.Quello che dobbiamo fare è trovare un senso a quello che facciamo.E se un senso non ce l’ha, dobbiamo darglielo noi.Dobbiamo accettarci per quello che siamo,con i nostri pregi e con i nostri difetti.Dobbiamo reagire,senza aspettare che le cose cambino da sole.Perchè che noi lo accettiamo o meno,le cose da sole non cambiano.
    Un saluto.
    Dark rose

  4. 4
    p -

    Forse non sono la persona più adatta per commentare o dare consigli ma in te vedo una gran superficialita’… Come se mordessi in sacco di mele e poi le gettassi senza arrivare al torsolo… Conosci gente ma non ti interessi al punto da instaurare una conoscenza e scambiare i numeri, vai a lezione ma esci quando ti stufi… Penso che ti debba imporre una certa disciplina, anzi, autodisciplina in tutto quello di cui lamenti gli scarsi risultati o stando nella convinzione autocostruita di essere aperta di mente e avanti non finirai che sempre più lontana dalla realtà. Spero di esserti stato utile, non volermene.

  5. 5
    colam's -

    Secondo me dovresti trovarti due o tre obbiettivi fondamentali della tua vita, e perseguirli con tenacia e ostinazione, ed essere felice di farlo.

    E poi penso che un ragazzotto ci manca 😉

  6. 6
    anam -

    Ti capisco benissimo, sai?
    Mi ricordo un episodio che è la prova di quello che gli altri vedono. Un giorno sul treno in compagnia di 4 nuovi colleghi di lavoro, dopo circa 2 mesi che facevamo un corso insieme e viaggiavamo insieme, uno di loro descrisse gli altri e di me disse qualcosa del tipo: “a te invece… non riesco a inquadrarti!” Mentre gli altri qualcosa della loro personalità l’avevano comunicata, si erano scoperti. Io invece cerco di porre mille barriere tra me e gli altri per nascondere il vuoto che sento dentro, perchè me ne vergogno. Ma facendo così risulto anonimo e mi sento finto.
    Una volta da ragazzino davo la colpa alle compagnie sbagliate, alla sfortuna, a cause esterne, poi ho capito che il problema era in me.
    Purtroppo penso che abbia in parte ragione P quando dice che c’è una certa superficialità. Perchè, al di là della timidezza che se non è chiusura è secondo me un pregio, il problema in persone come noi è la chiusura, causata forse dalla paura, ma che alla lunga diventa cronica e parte di noi. La chiusura fa sì che nulla è interessante e alla lunga si diventa brutti. Putridi come acqua stagnante. E la cosa più dura è ammettere di essere stati sopraffatti, di essere diventati quello che avremmo voluto evitare.
    Mi sento descritto da un verso di Lee Master che dice: “dare un senso alla vita può condurre alla follia ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio, è una barca che anela al mare eppure lo teme”.
    E’ il desiderio della libertà che ci fa sentire il peso delle nostre catene. Ma queste catene le fabbrichiamo noi stessi,forse perchè la libertà ci spaventa per le responsabilità che comporta mentre è più facile fare le vittime senza dover dimostrare nulla.

  7. 7
    misterx87 -

    visto che di riflessioni psicologico-filosofiche ne sono gia’ arrivate, molto bella quella di Eagle, io mi limito a darti 1 consiglio pratico, forse utile forse inutile…hai mai pensato, dopo quest’anno di universita’, di “prenderti 1 pausa”? secondo me potrebbe esserti utile 1 viaggio per ritrovare o trovare te stessa…si fanno per es. in australia o nuova zelanda, durano 1 anno e hai 1 permesso per lavorare, e la’ lavoro si trova…intendiamoci, tirare giu’ la frutta e simili…cose semplici che ti permettono di mantenerti…

    magari 1 periodo di stacco, conoscere gente nuova e realta’ nuove, puo’ aiutarti a capire cosa vuoi davvero, a riempire quel vuoto che ora senti…attenta, io non ti sto suggerendo di scappare, ma di partire per tornare meglio di prima…poi forse non e’ 1 buon consiglio, ma penso che possa esserti utile, se pensi che la confusione che hai dentro possa trovare chiarimento in questo modo…

    comunque sia, i miei migliori auguri!

  8. 8
    Andrea -

    Sai Empatica, sotto alcuni aspetti sembri me alcuni anni fa, il che è anche plausibile perchè io ora ne ho 30 di anni e tu ne avrai una ventina, ma soprattutto mi ricordi un mio caro amico..sembri la sua versione femminile 🙂 Una cosa mi ha colpito di lui e mi colpisce di te..entrambi dite di sentirvi nullità, inferiori agli altri, però nel contempo scartate gli altri perchè non li sentite alla vostra altezza. Questo mi fa pensare che in realtà somigli molto più ai tuoi genitori di quanto tu stessa non voglia ammettere, non sei per nulla una persona aperta. Potendo descriverti con tre aggettivi direi: viziata, egocentrica e coraggiosa. Ti consideri intelligente ed aperta. Secondo me fino ad ora hai dimostrato di essere diligente e chiusa. Magari potrai anche avere un’intelligenza superiore alla media, ma è difficile scoprirlo alle superiori dove solitamente chi riesce bene non è tanto il più intelligente, ma semplicemente quello che si applica nello studio con maggior regolarità e metodo. Anche io come te credevo che fossero gli altri sbagliati..mi sentivo sbagliato perchè era il posto in cui mi trovavo ad essere sbagliato, insieme a gente conformista tutta uguale, mentre io il diverso, migliore di loro, più profondo, più intelligente..Cazzate. Negli anni ho capito che tanti arrivano alle mie stesse conclusioni,alle tue e a quelle di altri,solo che si lagnano meno.Chi perchè non ha tempo, chi perchè tanto che aspetta la risposta ha deciso di vivere. Chi mi sembrava un co...... magari scoprivo che aveva avuto alle spalle una famiglia complicata,una vita difficile e che si sentiva estraneo a tutti, ma per mancanza di coraggio (cosa che hai tu) si uniformava al pensiero comune. Chi non si pone problemi sul senso della vita, segue il noto adagio e quanto mai veritiero: “beata ignoranza”.L’ ignoranza è ciò che ci separa dagli animali che vivono perchè esistono e non si pongono il problema.L’essere umano volendo può: “perchè esisto?”.Ma non troverai mai nessuno che potrà rispondere a questa domanda.Nessuno scrittore,poeta,filosofo può dare una risposta univoca che vada bene per tutti. Se può esserti d’aiuto, una cosa però negli anni l’ho capita: non c’è gioia senza condivisione. Questo forse è il tuo più grosso limite, niente ti tocca perchè non tocchi nessuno. Vivi in modo arido senza esserlo e ne senti il disagio.

  9. 9
    Empatica -

    Ciao a tutti… ho letto i vostri commenti il più attentamente che ho potuto… e alcune perti non mi sono chiare… Quando scrivo, scrivo le prime cose che mi passano per la testa, senza far caso al senso che potrebbero avere in apparenza… Certe volte rileggendo le cose che scrivo mi sento persino stupida… cioè, mi dico… “ma come si fa a scrivere delle cose del genere?”… cioè, penso che il mio essere confusionario si veda abbastaza! anche se ormai non parlerò più di quello che “credo” sia il mio essere perchè, insomma, le vostre riuposte mi hanno spiazzata! Nel senso… non mi sarei mai aspettata che da quello che scrivo potesse emergere che sono superficiale… però a quanto pare è così.
    Comunque il discorso che mi fate a riguardo ha perfettamente senso… Insomma, se pure io alla fine non faccio altro che rifiutare gente sono decisamente superficiale e non ho per niente la mente aperta… (parentesi aperta solo per dire che, comunque, il mio avere la mente aperta era riferito al fatto di rispettare gli altri per quello che sono, mentre, per dirvi, nella mia famiglia c’è solo gente che “se ti vesti così sei un drogato, se sei gay sei malato, se ascolti quella musica devi avere qualcosa che non va”, ecc… mentre a me quelle cose non vanno giù, insomma, i giudizi dati così non li capisco e poi come diavolo fai a dare i termini, quando in fondo di difetti siamo tutti pieni… nulla di più)… Poi è normale che dei pregiudizi tenda ad averli anche io, come tutti… in una stanza con 200 persone, ci sarà qualcuno che ti attira di più, no? qualcuno che non vedi nemmeno? …questo dico… solo che poi quando conosco le persone non riesco a sentirne il bisogno di loro. E’ come se la mia testa li rifiutasse, sebbene siano spesso persone verso cui nutro rispetto infinito. Ma che so… Forse non si è capito che, diavolo, ho paura. Cioè, c’è sempre qualcosa di me che tanto sono convinta che non potrà mai piacere… E avete ragione, a dire che così mi chiudo e basta, eccetera eccetera… Ma che cavolo, non ci riesco. Non ce la faccio proprio… certe volte sento che avrei bisogno che qualcuno mi spiangesse a calci a fare qualcosa, a dire qualcosa… Ma capite? …Non c’è, non c’è mai stato. O io semplicemente non ho visto se e quando c’era. Puodarsi, ormai non capisco nulla di me stessa!
    Eh, una cosa che non voglio sia fraintesa da nessuno… Quando ho parlato di intelligenza, era solo riferita alla vita nelle medie… io non mi ritengo intelligente.

  10. 10
    p -

    Mi offro come ‘coach life’ ; )
    Ho anche un paio di scarponi da montagna se servisse qualche ‘incoraggiamento’ ; )

Pagine: 1 2

Lascia un commento

Massimo 2 commenti per lettera alla volta

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'Informativa sulla Privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili