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Una cotta mai sparita

Essendo arrivata in una nuova scuola non avevo nessun amico ma lui era li : carino, gentile, un piccolo buffone con i professori, era l’amico che tutti vorrebbero avere, insomma era passato metà anno scolastico ed io e lui avevamo legato un po’ anche se lui preferiva stare con le sue amichette che amavano sederglisi sulle gambe. Poi l’anno successivo abbiamo cominciato a legare un po’ di più nelle lezioni di musica scherzavamo e lui rideva alle mie sciocche imitazioni senza rendermene conto qualcosa dentro di me stava nascendo da come mi guardava era ovvio che lui provava soltanto una semplice amicizia ed io mi ero posta come obiettivo di non pensare più a lui, insomma, ho resistito a dargli un abbraccio quando ci siamo tutti salutati alla fine della scuola e tutte le altre sue amiche si erano avvicinate. In seguito io, cosi, per scherzare le ho suggerito di iscriversi alla scuola di mia sorella maggiore non tenendo in mente che sarei andata ad una scuola molto vicina a quella scuola, figuratevi che ero contenta del fatto che finisse la scuola perché volevo allontanarmi da lui la sua indifferenza mi faceva male. Ora lo incrocio quasi tutti i giorni sulla fermata della metropolitana e purtroppo devo subire il fatto che lui mi passi davanti senza un minimo cenno di saluto e sento che ogni volta che lo vedo quel bellissimo ma doloroso sentimento riaffiora, che posso fare?

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1 commento a

Una cotta mai sparita

  1. 1
    old man -

    aaaaaaah…15 anni….e che vuoi fare ? niente..tra 10 anni riderai della tua cotta per questo buffone…

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