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Un periodo difficile

Ciao a tutti!!! Questi per me sono giorni davvero difficili. Ho 26 anni e vivo vicino Torino. Tutto è iniziato dopo aver conseguito il Diploma di Maturità nel 2007. Mi sono diplomato col massimo dei voti come perito elettronico, poi subito dopo il diploma dissi a mio padre che volevo andare a lavorare perchè non mi sentivo portato per lo studio universitario, vista anche l’esperienza di mio fratello che appena laureato faticava a trovare lavoro e che aveva avuto diverse difficoltà durante il suo percorso, e così feci nonostante le sue resistenze. Iniziai a cercare lavoro e ho svolto numerose attività come operaio, tecnico e commesso in vari negozi. Tuttavia la foga di cercare lavoro e di “sistemarmi” il prima possibile per far contento me ma anche per dimostrare a lui che sono capace di fare qualcosa, mi ha fatto ammalare. Così a partire da Gennaio 2008 ho iniziato ad avere crisi epilettiche che sono durate per i successivi 6 mesi circa. Non sono state molte 4-5, però in un paio di queste mi sono ritrovato in ospedale e così ho dovuto iniziare ad assumere un farmaco per controllare le crisi. Il farmaco mi ha aumentato molto il senso di appetito e così ancora oggi mangio molto di più di quel che dovrei soprattutto pane e biscotti e comunque rispetto al fisico da atleta che avevo, sono notevolmente ingrassato (in 6 anni ho preso almeno 10 chili) e non mi vedo più bello come qualche anno fa. Non sono obeso sia chiaro, sono normale però mi sento peggiore rispetto a com’ero in passato e questo contribuisce a farmi soffrire. Dopo l’anno sabbatico alla ricerca di un valido contratto di lavoro (es. apprendistato, ma anche un tempo determinato che potesse portare a qualcosa di più stabile), vengo convinto dai miei che vista la mia condizione fisica conviene che abbandoni la ricerca di lavoro per il momento e che riprenda gli studi. Mi iscrivo così a Economia e dopo qualche mese di ambientamento, inizio a dare gli esami anche buoni risultati e nel frattempo continuo a cercare lavoro perchè voglio diventare dipendente economicamente e voglio permettermi quelle cose che tutti i miei coetanei hanno come automobile, cellulare nuovo, le uscite la sera senza star li a badare se spendo un po di più, vestiti, sfizi vari, che i miei purtroppo ritengono per lo più superflui, ma che penso siano determinanti per rendere migliore la vita di una persona. Così continuo a studiare e lavorare. Al secondo hanno faccio un po’ meno esami, però continuo a studiare con buoni risultati e a lavorare quando riesco, perchè purtroppo la stabilità non ce l’ho. Tuttavia con l’anno 2010, trovo uno stage universitario presso un’importante banca, dove mi verrebbero riconosciuti alcuni crediti e dove ci poteva essere una seppur minima possibilità di sistemarsi (chi non vorrebbe il figlio sistemato in banca!) e così do anima e corpo in questa avventura e non riesco a sostenere esami. Tuttavia a scadenza del contratto dopo 9 mesi, vengo lasciato a casa con tanti ringraziamenti e così riprendo a cercare lavoro e nel frattempo studio. Lo studio però non va più, mi sento svogliato perchè non mi sento di sacrificare tempo per un titolo di studio che chissà se mi porterà a livello lavorativo qualcosa di concreto. Così nel 2012 dico ai miei che vorrei interrompere. Loro la prendono malissimo, litighiamo pesantemente, alla fine però mi convincono a continuare e a cercare di impegnarmi. Io ci provo ma niente, nel frattempo faccio un’altro stage di 6 mesi e poi inizio a fare supplenze temporanee come bidello nella scuola pubblica, continuando a cercare come un matto, cerco anche di impegnarmi nello studio ma riesco a dare in 2 anni 2 esami. Risultato ho fatto 15 esami e me ne mancano 13 compresa la tesi alla Laurea. Mi sento malissimo e così in questi mesi valuto le cosiddette università telematiche. Non penso che queste siano più facili, anzi, però credo che con la loro metodologia didattica, si possa maggiormente adattare alla mia vita, che non ha stabilità. Dopo vari litigi sul fatto che in pratica faccio schifo all’università, dico loro che mi piacerebbe concludere i miei studi li, cercando almeno di provare e totalmente a mie spese (dato che ora ho un gruzzoletto da parte). Anche qui la prendono malissimo, mi dicono di lasciare gli studi, di andare a fare tutti i lavori più umili esistenti che tanto per loro sono un buono a nulla, non ho aspirazioni e diventerò un fallito. Dicono che in questi anni non ho portato a termine niente, perchè non ho né lavorato, né studiato, anche se sanno che io ho passato momenti difficili e che non sono ancora guarito, che sono una persona senza amicizie, che spesso mi capita di uscire da solo, che piango spesso perchè il mio futuro non è roseo e che loro in questo modo mi fanno sentire come se fossi stretto in una morsa. Non capiscono le difficoltà di fare tantissimi colloqui e di non essere mai considerati, di essere l’unico tra i coetanei che in classe veniva preso in giro x come si vestiva. Loro pensano solo ad avere il figlio dottore, convinti che una misera laurea triennale cambierà in meglio la mia vita, quando non è assolutamente così. Poi mio padre mi dici cose assurde come quella di emigrare in Germania così alla ceca oppure di fare domanda nelle forze armate, quando sa benissimo che basterebbe un semplice esame del sangue per essere scartato alle visite mediche. E poi non voglio allontanarmi da qui, io sto bene a Torino, 2 anni fa mi sono fidanzato, anche se lei ha pure una situazione tutta particolare in quanto ci possiamo vedere di rado e anche questo mi fa stare un po’ male. Insomma questo è il periodo che sto passando. Mi sento davvero triste, inutile, incompreso, senza speranza per il futuro, un futuro che immaginavo tanto bello e ricco di soddisfazioni anche semplici, ma che invece si sta rivelando pieno di insidie, di ostacoli, di difficoltà, forse anche peggiori di quelle del passato. Non voglio essere compatito e neanche essere accusato, volevo solo raccontare la mia storia. Ciao a tutti.

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7 commenti

  1. 1
    Gaudente -

    “Al secondo hanno faccio un po’ meno esami”
    ma per la miseria chi ti ha dato la licenza elementare, altro che universita’….

  2. 2
    Luca -

    Gaudente pezzo di sfigato ma cosa ti è successo nella vita per essere così frustrato? È una lettera bella che lascia trasparire la vita di un ragazzo cento volte migliore di te, che sei capace di un intervento così scadente. Ma l’ educazione i tuoi genitori non te l’hanno mai insegnata pezzo di cretino.

  3. 3
    ivano -

    Rupert, non stare cosi giù…ti sei fidanzato e già questo è molto. Se ami la tua ragazza, fa per lei uno sforzo di non stare cosi giù di morale. Secondo me, dovresti cercare dentro di te la forza per reagire e non curarti troppo delle apparenze. Finisci di studiare se vuoi, ma serenamente, e ricorda che ognuno ha i suoi tempi. Poi programma qualcosa insieme alla tua lei, megeri ritrovi lo slancio giusto.
    Poi lei cose pensa di te? Se a lei vai bene cosi, in fin dei conti, ti puoi ritenere soddisfatto, credo. Cerca di pensare positivo, non vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma guarda anche l’altra metà piena…
    In bocca al lupo-)))

  4. 4
    Gaudente -

    Caro il mio “pezzo di Luca” quando uno che frequenta l’universita’ scrive “hanno” al posto di “anno” vuol dire o che e’ un ritardato oppure che non si e’ mai applicato seriamente nella vita.
    In ogni caso il suo posto e’ in seconda elementare oppure a zappare in un campo.
    Il tuo invece e’ all’asilo sperando stavolta che la maestra ti insegni a suon di ceffoni che non si da’ dello sfigato e del cretino a chi non conosci.

  5. 5
    Katy -

    @Gaudente

    In certe cose che scrivi mi ricordi un sacco un altro utente, che leggevo con molto piacere: era davvero intelligentissimo ma tanto tanto ironico. Si chiamava ATON.

    Non credo tu sia lui però 🙂

  6. 6
    Gaudente -

    e fai bene a non crederlo 🙂

  7. 7
    Luca -

    Preferisco mille volte un errore grammaticale di distrazione alla tua manifesta maleducazione. Non vali 4 soldi bucati professo’, ricomincia a dare lezioni di itagliano ai paviani, te lo puoi permettere

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