Un pene piccolo fa godere lo stesso?
di
ciabattina
Riferimento alla lettera:
Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006
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Categorie: - Sesso

Fanty. Mi hanno cassato una risposta carina come metafora, che riguardava il Jack Russel di un’amica che si è trombato una ... tre volte più grande di lui utilizzando un tavolino.
Il Jack se n’è fregato delle dimensioni, anzi, non le vede neanche. Ha pensato solo a trombarsi la bisteccona. E ce l’ha fatta.
Sbattitene. Appari intelligente abbastanza per interessare qualunque donna.
bravo golem, mi hai tolto le parole da bocca. L’ottimismo sociale di quelli come Fantasma, li portano a pensare che uno guardi le medie solo al rialzo, per consolarsi, e non al ribasso. Come hai giustamente fatto notare tu, se c’è il 3% di uomini che ha un pene da 20 cm, c’è anche il 3% di uomini che è sotto i 13. E putacaso che in quel 3% ci stiamo io e Leggenda? Non facciamo testo, solo perche’ nell’epoca della legge della maggioranza (teoria che siccome si applica alla democrazia – sistema, secondo me imperfetto – allora deve significare concetto di felicità per tutti) si tende a rassicurare tutti perche’ si ritiene che l’80% degli uomini è dentro un range di normalità? E quel 20 che non ne fa parte, con cosa si deve consolare? Che basta un dito ecc.?
Sarò anche d’accordo che il problema non è fra le gambe, ma in testa, ma questa è un’altra teoria positiva e assolutista che non risolve il problema parzialmente. Appoggio la teoria ribelle di Suzanne sul “piccolo è bello” (che per altro, passando a temi più seri, si dovrebbe davvero tornare al piccolo è bello, nella produzione, nel consumo e nella vita quotidiana se il pianeta vuol sopravvivere), ma la vedo difficile che ciò si possa applicare alla questione sessuale
… le tue colleghe di sesso che ne pensano? Tra una rassicurazione e un’altra che bisogna saperlo usare, ma poi sotto sotto si augurano di trovarne almeno uno di 16 centimetri?
roland,
Mi fraintendi spesso.
Il mio ottimismo è relativo al fatto che penso che noi siamo normali,pur ammettendo che l’ideale per le donne è diverso da noi.
La stragrande maggioranza della gente però ci reputa handicappati sessuali.
Non vedo nessun ottimismo sociale,come lo definisci tu.
Ritengo che la percentuale del 3% di peni 18-20 non sia esatta.Sono molti di più,cosi come sono molto di più i peni 10-12.
Quando anni fa,vessato e umiliato severamente in famiglia mi rivolsi dal medico per lamentarmene, questi mi visitò e mi disse testualmente:”Eeeeh!…sapessi quanti ne ho visti di quelli!”.Lui ne aveva visti tanti, ma le donne no, poichè gli uomini con piccole dimensioni non si mostrano,temono di scomparire rimpiccioliti dalle stregonesche sghignazzate.
Golem,
Purtroppo molte donne sono stupide(al pari di tanti uomini) e non apprezzano
il mio tipo di intelligenza.
La maggior parte della gente è stupida. Non si spiegherebbe diversamente l’uso e l’abuso che si fa degli stereotipi per giudicare le cose. Tendenza questa che fa comodo ai grandi demagoghi per pilotare la massa verso i loro interessi.
Non dovete avere grande rispetto del giudizio altrui, ma soprattutto non esserene condizionati.
La tranquilla sicurezza di sè, che in fondo è “accettazione” del proprio essere, è la forza attrattiva più irresistibile che esista. Se è accompagnata dall’ironia lo è ancora di più.
Forza.
ragazzi, il fatto della eventuale derisione non può essere preso come certificazione di una deficienza.
Spesso è solo l’espressione di un adeguamento a una morale comune, a un bisogno di sentirsi forti anche se non lo si è.
Credete davvero che tutte le ragazze si rendano conto di quanti cm è un pene, e sopratutto, che abbiano bisogno di tot cm per godere ?
Sapete quante di loro in realtà hanno problemi col sesso ? Quante di loro esagerano le misure del looro ragazzo solo per sentirsi ” di più ” , come con una borsetta firmata e poi il sesso neanche lo fanno ?
Vi parlo di esperienze pratiche , non di teorie.
Ne ricordo più d’ una che mi raccontavano di misure di ragazzi che io conoscevo e regolarmente erano ingrandite, a me che non avessero ostilità :
Allora, misteriosamente il pene diventava piccolo.
Una cosa la donna perdona : il pene che non funziona, non qualche cm
Poi , quando si dicono queste cose, ti rispondono che la sessualità femminile è complessa, misteriosa, ecc :
palle, è solo più problematica.
Guardate l’attuale isteria sugli abusi sessuali , una pseudoemergenza.
Eppure sembra che l’ Italia sia la terra degli stupri.
Quando la donna è sana e vuole far sesso, non starà a misurare . Altrimenti, è…
Unpic, isteria sugli abusi sessuali? Scusa scusa? Ma che stai vaneggiando?
@ Susanne : esatto. Isteria sugli abusi sessuali.
A parte che c’è anche un libro di un grande psichiatra americano, visto che il fenomeno è comune a tutto il mondo occidentale,, ci sono i dati del ministero dell’ interno, oltre che quelli dell’ ONU.
L’ Italias è uno dei paesi del mondo più sicuri per le donne.
Se siamo uno dei paesi più sicuri per le donne significa che siamo uno dei meno peggio,non certamente uno dei meglio,anche un solo femminicidio o abuso sarebbe di troppo,purtroppo ce ne sono molti di più e a questo non ci può essere giustificazione.
Unpic, sarebbe sempre buona cosa citare le fonti perché, se ti riferisci a Richard Gardner, parla di presunti abusi su minori.
Il tuo ragionamento mi infastidisce non poco perché è molto di tendenza in questo periodo ed è misteriosamente accolto anche da molte donne, punto ancor più inquietante. Quindi, secondo le tue affermazioni, sarebbe tutta una questione di statistiche? Bene, a questo punto non ci si dovrebbe lamentare pressoché di nulla, visto che ci sono Paesi più poveri, più arretrati, più corrotti ecc…
La preoccupazione non dovrebbe riguadare i dati statistici, ma le motivazioni socio-culturali per cui una donna può essere abusata, maltrattata, torturata, uccisa, se solo prova ad esercitare la propria libertà. Per la mia sensibilità un solo caso è già troppo, se voi invece avete bisogno di GRANDI numeri ponetevi due domande.
@ Alessandro : un omicidio , e non un femminicidio ( reato che non esiste nel codice ) è sempre di troppo, ma che mi dici degli oltre 1400 morti annuali sul lavoro tutti uomini ?
Non sono troppi?
Perchè non se ne parla ?
L’ Italia è uno dei posto più sicuri per le donne in tutto il mondo, molto più, per es dei paesi scandinavi
http://www.unodc.org/gsh/en/data.html
@Suzanne : anche tu dovresti postare dei links che dimostrino questa strage che avverrebbe in Italia.
Intanto, per il codice e le leggi, il femminicidio non esiste. Esiste l’ omicidio.
Detto questo :
http://www.unodc.org/gsh/en/data.html
http://www.interno.gov.it/it/notizie/violenza-contro-donne-reati-calo-ma-non-basta.
E basta anche con questa storia del maschilismo : le donne oggi godono di innumerevoli privilegi e ne vogliono sempre di più
http://www.istat.it/it/archivio/24446
L’ Istat per la verità pubblicò anche una statistica che poi fu sbugiardata e fu alla radice dell’ allontanamento della direttrice, la femminista Sabbatini.
Seguo il problema da anni : il presunto femminicidio è una falsa emergenza
Unpic, difficile controbattere ad argomentazioni che non seguono un filo logico e sono semplicemente un “puor parler”.
Punto primo: la lingua italiana, essendo viva, è in continua evoluzione, includendo nel proprio vocabolario neologismi volti a spiegare fenomeni di rilevanza storica e/o sociale. Il termine genocidio è stato inventato nel 1944 per rivolgersi a particolari tipi di omicidi, rivolti ad una specifica categoria o razza umana, come armeni o ebrei. Se parlassimo di semplice omicidio per definire l’olocausto forse gli ebrei se ne risentirebbero un tantino, che dici?
Punto secondo: il termine femminicidio serve proprio per dare una valenza sociale ad un omicidio di GENERE, che nulla c entra con le morti sul lavoro o altri tipi di problematiche.
Punto terzo: 107 donne ammazzate in un anno in quanto mogli, fidanzate, amanti, ex o donne che non ne vogliono sapere mi sembra un numero GIGANTESCO. Senza contare tutte le altre forme di violenza o persecutorie, perpetuate da uomini che hanno una determinata concezione dei rapporti di potere tra i generi.
Punto quarto: non sarai certo tu ( per fortuna) a stabilire quali e quanti debbano essere i privilegi delle donne. Basterebbe partire dal rispetto che manca già da ciò che…
…scrivi, tanto per cominciare.
Ultimo punto: trovo aberrante che si contino numeri e si facciano paragoni tra diversi Stati e non ci si ponga il problema di capire cosa non va in un determinato sistema culturale. Ma comprendo che porsi dei problemi implicherebbe un tentativo di darsi risposte a volte scomode. Veramente triste.
Il femminicidio è una ciurlata piddina per cercare di raspare tre voti qua e là, inutile che linkate siti, nun c’è da documentarsi.
@Suzanne : hai avuto i link ma come tutte le femministe , ai fatti e ai dati preferisci le impressioni e le credenze .
Tristissimo.
Non contiamo i numeri, contiamo le ideologie.
Il problema me lo sono posto.
Ogni anno in Italia muoiono 1500 uomini ( maschi ) sul lavoro e nessuna donna.
Poi ci sono circa 100 donne morte per omicidio, a fronte di molti uomini morti per la stessa causa.
Che mi dici di questo sistema culturale ?
La Annibali, sfregiata con l’acido da un uomo, ha notorietà nazionale .
Di William Pezzullo ; sfregiato con l’acido da una donna, neanche si parla.
Che mi dici ?
È vero Unpic che i media pilotano le notizie per ragioni di opportunismo che con la verità ha poco a che fare, ma è anche vero che il fenomeno del femminicidio riguarda dinamiche speciali, che contengono i sentimenti, che dovrebbero essere rispettati a prescindere dal genere che li manifesta.
Nella maggior parte dei casi si tratta di donne che vogliono lasciare il partner, il quale NON accetta questa decisione, reagendo troppo spesso come sappiamo. E cioè abusando di una posizione di forza che si manifesta con la violenza, dimostrando una forma di possesso che non ha senso nei rapporti umani, a maggior ragione se vi sono state implicazioni affettive, o ritenute tali.
I “maschicidi” per quelle ragioni sono infinitamente inferiori, e raramente hanno le caratteristiche di crudeltà che osserviamo negli altri. Insomma, non è una cosa alla quale poter opporne una analoga. Non c’è paragone insomma tra i due fenomeni.
Una sola cosa è certa, ed è quella della difficoltà da parte di molti uomini di adattarsi ai cambiamenti culturali dovuti al nuovo ruolo femminile. Ma questo è un problema maschile e non delle donne.
Indietro non si torna Unpic.
Non ci saranno più le donne di una volta, ma neppure gli uomini si spera.
Io non ho mai capito cosa passa nella testa a quelli che lo fanno vedere per farsi umiliare.
Che tristezza però!
@ Nomore : si tratta di forme di eccitazione sessuale. Strane , però ci sono e non sono le uniche.
@ Golem : tutti gli omicidi sono accompagnati da sentimenti, il cosidetto femminicidio non fa eccezione. Che dire degli infanticidi ?
Eppure , c’è questa gran cassa sulle morti di circa 100 donne , come se gli uomini in toto avessero come passatempo l’ uccisione di donne.
Anche perchè in realtà, chi è che protegge le donne ?
Altri uomini.
Non e mai esistita una società in cui fosse lecito uccidere le donne. Neanche i talebani ammettono ciò.
Sarebbe anche ora di abbandonare stereotipi del tipo ” indietro non si torna ” .
Non c’è un avanti e non c’è un indietro, c’è solo cambiamento.
le stragi più sanguinose sono del 20 sec ( nazismo, comunismo, tratta dei neri ecc ) non certo del medioevo , ecc.
tanto per gradire :
http://www.gulliber.it/la-bella-bestia-di-auschwitz-la-storia-agghiacciante-di-irma-grese/
la storia va a cicli e probabilmente nel futuro gli uomini rideranno di noi per le pazzie tipo l’ ipotesi gender e la misurazione del pene, così come noi ridiamo ( sbagliando ) della caccia alle streghe.
Grazie Golem per essere intervenuto; ovviamente se una donna parla di femminicidio viene subito bollata come “femminista”, termine che ciascuno riempie con qualsiasi astruso significato.
Purtroppo temo che non solo esistano molti uomini di una volta, ma anche molte donne che ancora considerano normali certi rapporti di potere tra i sessi. Il fatto che non si capisca l’ importanza di analizzare criticamente un modello culturale sotteso a certi tipi specifici di omicidio mi fa preoccupare non poco sui tristi tempi moderni che puzzano ancora di scantinato dei nonni. I link postati da Unpic dimostrano un’incapacità di analizzare i dati in un’ottica sociale e non matematica, così come il sovrapporre esempi non paragonabili. Che fatica accidenti potrare avanti confronti quantomeno razionali!
Unpic, quegli omicidi, o femminicidi, come vengono chiamati, hanno una valenza paradigmatica particolare culturalmente, che mette in luce una grave carenza nell’accettazione di una realtà che lentamente sta finalmente emergendo, e che vede le donne reclamare una parità che non dovrebbe essere messa in discussione per ovvi motivi. Questo a prescindere dalle caratteristiche precipue della donna stessa, che spesso noi uomini non capiamo se non addirittura non sopportiamo.
Quella parità, da sempre, è stata disattesa per contingenze storico economiche che hanno apparentemente favorito il maschio, mentre invece gli hanno tolto l’occasione di arricchirsi di quelle caratteristiche emotive che non riusciamo a trovare se non nelle donne, oltre a quelle che coincidono con le nostre a livello intellettuale e che ci potrebbe migliorare la vita in generale. In pratica riuscire ad essere anche amici, indipendentemente dal sesso. Ma noi uomini abbiamo sempre la necessità di mostrarci maschi, quando basterebbe essere uomini veri.
Pensa cosa succederebbe se al posto di due pirla come Trump e Kim ci fossero due donne. Non ci sarebbero le guerre, ma solo nazioni che non si parlano più.
c.... facciamo senza le donne Unpic. Le seghe. In tutti i sensi.
Ok Suzy. Era dovuto.
@ Suzanne : nessuna astruseria , il femminismo è una ideologia che persegue la supremazia della donna sull ‘uomo. Punto.
Riguardo alla tua tirata sociologica, io preferisco risponderti con i fatti e i dati che saranno forse matematici, ma sono reali.
Lo so che il femminismo la realtà è funesta , ma è così.
Rispetto agli uomini del passato, magari ce ne fossero tanti : sono quelli che che tramite la cultura e la scienza ci hanno portato qualche progresso che rischiamo , con le pazzie attuali, di rimettere in discussione perchè, come disse Manzoni, non tutto ciò che viene dopo è progresso.
Piuttosto tu rispetta i nonni, senza di loro saresti ancora a fare il bucato a mano.
Forse però tu preferisci gli zerbini femministi…
Ehhh caro Unpic, mia nonna è il mio idolo indiscusso e se avesse sposato un tipo come te, l’avrebbe conciato per le feste 🙂
Ti consiglio di leggerti qualche filosofa femminista, come Simone Weil o la de Beauvoir e poi ne riparliamo, perché la tua frase sul femminismo è incommentabile tanto è stupida. Io preferisco gli uomini intellettualmente liberi, che hanno il coraggio di essere se stessi, al di là degli stereotipi sessisti, e riconoscono la stessa autodeterminazione per la donna. Per riuscire ad essere amici, come consiglia Golem, occorre pensare che nell’altro vi siano caratteristiche ammirevoli, ma che noi non possediamo, che tradotto significa “stima” e “rispetto”. Fino a quando si ragiona per equilibri (o meglio squilibri) di potere questo non sarà possibile.
“Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità”. S. de Beauvoir