Un pene piccolo fa godere lo stesso?
di
ciabattina
Riferimento alla lettera:
Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006
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Categorie: - Sesso

@ M.G. : adesso siamo d’accordo
roland,
Non ho mai detto che basta un ditino o la lingua.
Trovare delle soluzioni in base alla nostra condizione è qualcosa che io dico da anni e ho suggerito il rapporto umano tanto per iniziare,rapporto con persone vere.
bene unpic. stapperò una bottiglia di champagne per festeggiare l’ evento!
@unpic, i fatti che ho visto io devono essere diversi da quelli che hai visto tu.
@ M.G. : contraccambio la bottiglia 🙂
Io detesto il femminismo, non le donne.
@ Michele1991 : se tu vedi fatti diversi dai miei , buon per te. Se per te le donne non ritengono importante il pene, liberissimo di pensarla così.
I fatti, e non pochi, mi confermano il contrario.
@ Fantasma : il cunnilingus è una piacevole variazione del rapporto sessuale, come altre. Non può però rimpiazzare la penetrazione, che è specifica del rapporto maschio-femmina
unpic, visto l’ argomento trattato in questa lettera, forse non è il caso di parlare di bottiglie… detto ciò, io ripudio qualsiasi forma di fanatismo e di estremismo, dall’ una come dall’ altra parte. ma non mi pare proprio che noi donne non siamo in grado – SE VOGLIAMO – di difenderci da sole o di imporci. il problema è che tante donne sono addormentate perchè si fanno fregare dalle favolette sul romanticismo, sull’ uomo che deve proteggerti e provvedere per te, e tutte queste cazzate. La realtà invece è che la vita è una giungla e ogni “animale” fa per sè. L’ animale grosso ( l’ uomo ) userà sopratutto la forza fisica per cavarsela. mentre la donna avendo meno forza fisica deve usare per forza di cose la furbizia. un pò come la storia dell’ orso e della volpe 🙂
Non tanto importante quanto scrivi tu, questo posso garantirtelo.
unpic,
Lo decide la coppia se il cunnulingus deve o no rimpiazzare la penetrazione.
La penetrazione ha a che vedere anche con i gay e le lesbiche, non è specifica del rapporto maschio-femmina.
Devi capire che ognuno fa quello che gli pare senza la necessità di rispettare manuali concepiti “ad capocchiam” che hanno solo l’effetto di creare persone complessate.
manuale “ad capocchiam” è davvero mitica 😀
Un colloquio del tutto incidentale e peraltro assurdo avuto nei giorni scorsi e’ stato interessante.
La mia lei si confida con me riguardo incontri mordi e fuggi che sta avendo la sorella in un noto sito di incontri.
“le ho detto di tutto…non la riconosco piu’..passa da un letto all’altro senza un minimo di rispetto per se stessa.Trova un uomo,lo idealizza,e’ l’uomo della vita poi trova da ridire perche’ c’e’ sempre qualcosa che non va.Vuoi perche e’monotono,vuoi per altro…l’ultimo addirittura non va perche’ c’e’ l’ha piccolo”.
E per essere piu’ convincente e per mostrarmi la paradossalita’ mi fa sentire il file audio su whatsapp nel quale lei esterna la “delusione”.Pensavo fosse una cosa da forum ma sentirla a voce mi ha fatto riflettere.
Rimango abbastanza basito perche’ l’immagine che avevo di lei,madre di 2 figlie adolescenti e donna in carriera,era diversa.Il fatto e’ che dopo la separazione si e’consolata ampiamente e questo ha di fatto spostato dei paletti nei suoi criteri..
Ho fatto delle domande personali incontrando fastidio e imbarazzo e ho avuto la conferma che le donne parlano con difficolta’ dell’argomento con l’uomo(ma molto meno che tra di loro)e che le cose non sono affatto chiare o perlomeno adattate.
Quello che e’ emerso avrebbe bisogno di molti post e sarei prolisso e correrei il rischio di gettare benzina nel fuoco aggiungendo anche dettagli personali intimi
In sintesi:
-un pene piccolo e’ quando e’ marcatamente tale e sono casi limite da lei mai provati .
-la donna da una valenza positiva a livello di sensazioni fisiche e di ricordi all’uomo che le ha dato piacere in senso lato.Ricorda la soddisfazione fisica molto piu’ delle misure,anzi riparametra l’uomo e la “valutazione” in base semmai al raggiungimento dell’orgasmo,vero spartiacque .Questo non solo per lei ma anche per la sorella(che in relazioni dove il problema era all’opposto era assolutamente insoddisfatta della qualita’ del rapporto e dove la grossolanita’ e la freddezza dell’uomo non faceva smuovere niente).(e lo stesso capito’ anche a lei in un altro caso).Il paradosso,ma per una donna non lo e’ affatto,e’ che se da un lato ci si lamenta per le scarse dotazioni,ci si lamenta anche per il caso opposto se non c’e’ il giusto feeling e se lui non ci sa fare.
-L’orgasmo o la soddisfazione fisica e’ data da una serie di parametri che hanno a che fare soprattutto con la capacita’ dell’uomo “di sbloccare” la donna e di farle vivere una sessualita’ matura e consapevole .Reputa di maggior qualita’ le relazioni dove quest’aspetto e’ stato evidente(nella prima ,dove madre natura era stata generosa,a una soddisfazione fisica che peraltro non nega faceva peraltro riscontro una maturita’ sessuale non ancora sviluppata)
-Questo non esclude,parole sue,che pero’ci siano sensibilita’ diverse perche’ se una donna e'”vaginale”(la sorella)e’ plausibile e quasi ovvio che ci sia l’esigenza di un pene”adeguato che stimoli certi punti che per lei ,clitoridea,non sono determinanti
maia grazia,
Tra le opzioni vi è anche la versione “uccellus canis”.
Tra ironia e feste natalizie, andate al min 2:19 e ditemi se le dimensioni non contano, caro Fantasma. Unpic, per me, ha sempre più ragione.
https://www.youtube.com/watch?v=NPSlCccAQr0
A quanto pare piacciono i “pacchi” – logicamente natalizi – piacciono abbastanza
Da notare che solo 1 dice che il pacco piccolo va bene uguale.
Mi pare una statistica confortante, che dici fantasma?
roland,
A te certamente è sfuggito quello che dice la signora a cui il pacco non piace né piccolo né grande ,bensì di qualità,come a dire che delle dimensioni non gliene frega nulla purchè funzioni bene.
Hai invece enfatizzato la ragazza che ridendo mostra il mignolo per indicare il pisello piccolo; è quello ciò che tu temi moltissimo:il rimpicciolimento della tua immagine sociale considerata alla stessa stregua delle dimensioni del pisello.
La vergogna,la ferita narcisistica indotta dalla suggestione di chi dà per scontato il proprio parere.
Quella ragazza certamente ignorava il “range” della normalità e la sua ignoranza in materia,come l’ignoranza di tante altre persone le ha fatto dare per scontato che il pisello fosse ridicolo.
Quel comportamento induce complessi,non il pene piccolo di per sé.
fantasma, potrà anche essere come dici te, ma il resto fa riflettere. Ma poi mi faccio domande sulla veridicita’ di quelle interviste…
Ho notato che quando per un periodo si smette di discutere su questa lettera, prima o poi c’è sempre la stessa persona (roland) che cerca di riattizzare il fuoco della discussione.
Lo capirei, se davvero avesse dei dubbi sul tema.
Il punto è che non ne ha, sostiene sempre la stessa posizione da anni ormai (almeno 4 per chi segue il forum).
Allora mi chiedo, dato che roland è già straconvinto di una cosa, perché cerca di continuo il modo di discuterne ancora?
Credo che il motivo sia che sa che la sua posizione è sconveniente, minoritaria e inconcludente…ma riconsiderarla gli costa più fatica che cercare conferme.
L’altra alternativa è che ha capito che ci sono persone con un pene piccolo o sottomedia che vivono benissimo la sessualità, e per dimenticarlo vuole e cerca compagnia nell’autocommiserazione.
Ciao Michele,occhio a non sollevare un vespaio..!!scherzo…
Sul problema dell’immutabilita’ delle posizioni puoi avere ragione.Pero’ non dimenticare (e questo vale per tutti)la componente della “fissazione”dei concetti:da cosa si determina?C’e’ stato un episodio o un rifiuto?Oppure sono posizioni preconcette dovute a una difficolta’ di relazionarsi?Ogni caso e’ a se e non si puo’ giudicare.Ma soprattutto secondo me l’elemento dominante e’ la necessita’ di buttare fuori l’angoscia(ed e’ per questo che il thread va avanti)Inconsciamente e’ difficile( o non si vuole) trovare una sintesi perche’ un po’ per cipiglio personale si rimane arroccati sulle proprie posizioni e un po’perche’ anche se razionalmente uno e’ convinto che l’altro ha(in parte o in tutto) ragione la parte emotiva non accetta comunque una visione dei fatti diversa.E’ questa scissione il problema di tutto perche’ la lacerazione emotiva o comunque una ferita nell’orgoglio narcisistico o una semplice percezione di una valutazione negativa” si attacca” e non e’ facile allontanarla. .Risottolineo parlo per tutti.
E comunque ho fatto caso che quando la discussione langue qualche fake birichino che si finge donna e la spara grossa ecco che tutti escono .Ormai cambiano le finte protagoniste ma il copione e’ lo stesso:continuare a parlarne sempre e comunque.Se il thread si chiudesse si andrebbe a cercare lo stesso argomento su altro forum…E comunque se un 90% dicesse una cosa e il restante 10% dicesse altro si tenderebbe a credere a quest’ultima percentuale anche se il 90% porta elementi credibili e verosimili..
Nel mio ultimo post ho voluto dare una visione femminile “vera” perche’ sentita con le mie orecchie e detta da una persona che non ama aggirare le cose.E ci sono cose che possono dare degli spunti e che pensavo potessero essere approfonditi.
E dove non c’e’ automatismo scontato tra un pene di un certo tipo e il piacere femminile perche’ se e’ vero che in teoria ci puo’ essere un plus (ed e’anche logico ) nella realta’ non e’ cosi’scontato che lo sia perche’ entrano mille altri fattori.
Io non so di preciso quanti partners sessuali prima di me abbia avuto la mia donna(secondo me le avventure si omettono o non si ricordano).Ufficialmente 5…3 storie serie e 2 flirt.Quelle che lei considera soddisfacenti (fisicamente e non)sono 3.E questo indipendentemente dalle misure del pene.E se uno dei 3 soddisfacenti era (come scritto)extra long size gli altri 2 erano nella norma..E almeno uno degli insoddisfacenti ( di cui era stata innamorata peraltro)pare non privo di dotazione generosa.Ma con lui mancava intesa,feeling,compatibilita’ .Come detto il suo spartiacque era(ed e’) l’attenzione,l’alchimia e la capacita’ di sentirsi soddisfatta ma soprattutto la capacita’ di lasciarsi andare(cosa che ha imparato strada facendo)e se raggiungeva o no l’orgasmo. .E difatti emotivamente considera piu’ forte non la prima esperienza ma quelle successive(perche’ la testa era diversa…)
Il riattizzare la discussione da parte di roland potrebbe essere semplicemente espressione di un inconsapevole disturbo ossessivo(quindi una dinamica),agganciatosi all’oggetto(pene piccolo).Tutto ciò in sovrapposizione alle reali difficoltà che si incontrano nell’approccio.
Alberto, sei sempre impeccabile nei tuoi post. Concordo su tutto e aggiungo che il novero delle esperienze della tua donna e la relativa sua classificazione dovrebbe per te essere ulteriore motivo di “tranquillità” quando si viene alle dimensioni del pene.
Invece tornando al quadro generale, ti dico: esistono (numerosi) uomini con pene normale dal punto di vista medico sia pur statisticamente sottomedia, che vivono BENE o talvolta benissimo la propria sessualità e il rapporto con l’altro sesso. E questo è un primo punto, un dato di fatto.
Sono sicuro che in parte puntano su altro, in parte sanno compensare con la propria ars amatoria…ma ciò che veramente permette loro di viversela bene è che se ne fregano dell’eventuale giudizio negativo. Ho più di una testimonianza in merito e lo asserisco con certezza.
Fantasma, ma se nell’approccio roland già parla di pene, non credi che si ponga sua sponte in una posizione poco mascolina, insicura, suscettibile di valutazione e anzi ansioso di riceverla?
Un atteggiamento del genere anche se fosse riferito alla dimensione del naso e alle sue implicazioni psicologiche (esempio), le farebbe scappare.
Tutti veniamo valutati (e anche valutiamo) e a tutti più o meno le valutazioni fanno un certo effetto specie se negative; ma se dai a vedere a una donna che la considerazione che hai di te dipende dalla sua valutazione, le spegni ogni libido perché divieni ai suoi occhi l’esatto cobtrario del maschio alfa e contemporaneamente le conferisci apertamente un potere psicologico su di te che poi è dura ridimensionare sul serio (penso possa essere successo grosso modo ad alberto).
Michele 1991,
Certamente è come dici tu.
E’ necessario però considerare che l’atteggiamento sbagliato nell’approccio non è espressione di una modalità comportamentale concepita in modo autogeno
bensì la risultante di un imprinting che è sequenziale ad un “primum movens” esercitato dall’esterno.
I buoni propositi di agire nel modo giusto non servono a nulla a meno che non si riesca a modificare l’imprinting errato.
In passato avevo ipotizzato un qualcosa che chiamai”meccanica applicata alla psiche”,ma la teoria non fu accettata poiché necessitava di una specifica collaborazione da parte delle donne.
Anche solamente a livello di semplice teoria essa fu concepita scandalosissima, nonostante la presunta modernità delle donne di oggi.
Si trattava di forgiare un nuovo imprinting che potesse ridare al soggetto una forte autostima tramite l’innalzamento dell’emotività a cui far conseguire un esperienza di successo,in pratica,un trauma al contrario.
Potrebbe anche funzionare…ma non credi che questo trauma al contrario di cui parli, potrebbe benissimo verificarsi da solo (e quindi forse funzionerebbe anche di più) se solo semplicemente ‘ci si lanciasse’?
Capisco che siamo fatti di imprinting, di emotività e di sensazioni, ma usare la razionalità imponendosi di buttarsi, non fosse altro che per fare ulteriore esperienza delle relazioni e del mondo annesso, proprio no? Le emozioni seguirebbero esperienzalmente e con spontaneità.
Tutti a fare gli illuministi e i razionalisti quando c’è da discutere di calibri, di grossezza, di centimetri e di riempimento vaginale e sensazioni fisiche femminili, e quando poi si tratta di affrontare il ‘problema’ invece no?
Michele 1991,
Quello che asserisci è certamente il comportamento più indicato;ma se siamo qui a parlarne vuol dire che qualcosa non funziona nel momento in cui dobbiamo passare all’azione(resistenze psicologiche).
In terapia ci vogliono anni per riuscire a demolire le resistenze che non si possono abbattere con dei semplici buoni propositi.
Un tremendo conflitto interiore avviene tra razionalità ed emotività ed in questi casi è l’emotività ad imporsi,spesso in modo scaltro,
“razionalizzando”,tale da soddisfare il principio del piacere,cioè fuga da una realtà angosciante e dolorosa.
Ecco perché ritengo che prima di lanciarsi è necessario cambiare qualcosa nella mente,altrimenti si rimane bloccati.
Michele,giustissime le tue parole.
Le domande di verifica(dirette o indirette),le insicurezze e le richieste di rassicurazione sono deleterie,azzerano la libido e danno un potere alle donne perche’queste percepiscono la fragilita’ del partner ma creano un problema maggiore nel senso che viene messo in discussione il ruolo dell’identita’ maschile.La donna in questo caso DIVENTA UNA MADRE (e non una compagna)che RASSICURA le ansie non di un compagno ma di una sorta di figlio.Una compagna non puo’ fare la madre e non puo’ avere un rapporto di NATURA PREVALENTEMENTE ACCUDITIVA.O meglio lo puo’ avere ma avendo chiaro che questo puo’ rappresentare uno o piu’ momenti ma non puo’ rappresentare il cardine di un rapporto maturo uomo donna.Si puo”giocare”a rivestire un ruolo protettivo(specie all’inizio dove la donna “consola”l’uomo vittima delle ingiustizie femminili con il pensiero”dove non sono arrivate le altre ci arrivo io”).Ma dopo questo ruolo diventa insostenibile.
Se infatti si puo’ essere accuditive nelle situazioni forti di fragilita’ oggettivamente motivate(un lutto,una perdita del lavoro)non lo si puo’ essere nelle richieste di verifica di altro tipo(“ti soddisfo?l’ho grosso o piccolo”? e cosi via).Perche’ ti giochi male le tue carte e perche’ la percezione dell’identita’ maschile viene totalmente disattesa con tutti i rischi del caso..
Questo spiega perche’ alle donne da estremamente fastidio una domanda diretta del partner sul tema di cui si parla da anni..
Come si supera questa impasse?La via suggerita da Fantasma e’ interessante e anche provocatoria ma non di facile applicazione ovviamente.
C’e’ una via piu’ semplice(ma non risolutiva) e cioe’ creare un ruolo maschile piu’ spiccato facendo leva sugli aspetti cognitivi e decisionali.Io p.es.un po’ per passione e per studi fatti ho alcune tematiche sulle quali tendo,in gruppo e in coppia,ad avere un ruolo”dominante”(politica,arte,viaggi,storia..).Se si organizza un viaggio ci penso io perche’ gli altri mi delegano ritenendomi piu’ bravo e lo stesso in altri campi nei quali mi chiedono opinioni o spiegazioni e chiarimenti (mentre nel campo manuale sono carente).
Questo mi aiuta nella mia autostima senza dubbio…
La sfera emotiva pero’ e’ differente e quindi una frattura o un vulnus creato in passato e’ molto piu’ difficile da togliere.
Ci sono persone che sono decisioniste e sicure di se ma che poi hanno problemi a livello emotivo spiccati e in contraddizione con il resto(crisi di panico,disturbi fobici disparati)
E quindi le soluzioni sono piu’ complesse anche se spesso le cause sono endogene
Insisto da sempre che il vero problema sono le conseguenze di questa fragilita’ emotiva (esterna o endogena)perche’ poi ansie,insicurezze inficiano la qualita’ a livello fisico del rapporto(eiaculazione precoce,proiezioni su se stessi e non sulla compagna,il rapporto come una verifica ecc…).
fantasma, quale sarebbe la scaltrezza dell’emotivo?
A cosa ti riferisci con “razionalizzando”? Spiega meglio e nel dettaglio.
Michele 1991,
Noto che mi sono espresso male nell’attribuire all’emotività la scaltrezza.
In realtà è l’inconscio che realizza i suoi fini per fuggire dall’emotività generata dal conflitto intrapsichico e spesso lo fa in modo scaltro.
Ad esempio? Sei ancora fumoso a mio parere.