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Un manicomio a cielo aperto

Lettere scritte dall'autore  

Vivo a Roma dove oltre ad automobilisti rispettosi delle norme stradali che sanno guidare bene l’auto sembra che ce ne siano altri, per fortuna in minoranza, che costituiscono un pericolo per gli altri automobilisti e per i pedoni.
Si può assistere a liti per il non rispetto delle norme stradali, per il posto auto e per altro, si possono vedere alcuni automobilisti, motociclisti, personalmente ho visto anche un conducente di un autobus guardare il proprio cellulare alla guida.
Sono diversi gli incidenti a Roma e ci sono persone che vengono investite sulle strisce, tutto questo per fretta o frenesia incontrollata e per la maggior parte delle volte immotivata e comunque mai giustificata.
Fretta che può causare un incidente e a Roma prima che arrivano i vigili puoi aspettare anche un ora o più.
Gente che parcheggia ai divieti di sosta, gente che non rispetta i stop e vuole avere ragione ugualmente, gente che ti cammina attaccato alla tua auto e speri di non dover frenare all’improvviso.
Motociclisti che attraversano il semaforo con il rosso quando la strada è libera, ieri ho visto un autobus che non poteva girare perchè un auto era parcheggiata in curva.
Sono tanti gli esempi che potrei fare, ma penso che basti.
Perchè tutta questa frenesia? Perchè questo non rispetto delle norme stradali? Perchè questa inciviltà?
Alcuni di questi comportamenti stradali per me non sono affatto normali e a volte mi sembra di guidare in un manicomio a cielo aperto e ironicamente mi viene da pensare a un film di quel genio di Totò “Il medico dei pazzi” secondo il quale in sostanza i matti non stanno solo al manicomio.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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6 commenti

  1. 1
    Angwhy -

    Niente di nuovo sotto il sole Marc,per non aggiungere le solite frasi fatte ecco come la vedeva Risi nel lontano 1963,non è cambiato molto direi
    https://youtu.be/HiRibi19wdU

  2. 2
    marc -

    Angwhy non sò se sei di Roma.
    Con una differenza che prima era rarissimo che ti investivano con l’auto mentre ora la percentuale è
    notevolmente aumentata rispetto al 1963 e alcuni di
    questi sono mortali, aggiungiamo anche che qualcuno
    di questi invece di prestare soccorso, scappa.
    Penso che molto sia cambiato rispetto al passato,
    purtroppo in peggio, provo a darmi delle spiegazioni
    che mi portano a pensare che di fronte ad una realtà
    apparente di finto benessere ci siano altri tipi
    di insoddisfazione che ci portano ad essere più
    nervosi.
    Ma qui forse un sociologo, uno psicologo potrebbe
    rispondere meglio di me.

  3. 3
    CLAUDIO -

    Un altro problema da “risolvere”(????) per il sindaco v.raggi!🙄🤔
    (e fosse SOLO quello!!!😫😱).
    E con il pensiero di totò alla fine si è scoperto pure L’ACQUA CALDA!😉

  4. 4
    Yog -

    Vabbè, nel 1963 quante auto circolavano? E con quale sensoristica? Chiaro che oggi – dato che le auto hanno pure il radar, escluso quelle dei pezzentieri – chi mette sotto la vecchiaccia scappa, e te credo: una volta, nel 1963, bastava scusarsi, dire: “Non l’avevo mica vista”, si pagava un gotto di bianco dei Castelli all’erede con tante sentite scuse unite a un panino alla porchetta e saluti a’sorete. Oggi con ‘sta cippa dell’omicidio stradale aggravato dal femminicidio e tutti gli altri ammennicoli finisci filato a Rebibbia, oltre a farti 30 anni ti cavano anche 6 punti dalla patente che poi è un casino riprenderli perché tra 30 anni in Italia la lingua ufficiale sarà l’arabo, che si legge male perché scrivono al contrario anche se non bustrofedicamente.

  5. 5
    Rossella -

    Questa frenesia origina nelle nostre vite. Io penso, ad esempio, che chi non ci ha servito non meriti di partecipare alla festa. Come vedi dipende tutto da noi.

  6. 6
    Solnze -

    In una parola: sovraffollamento e mancanza di strade e parcheggi rispetto alla popolazione.

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