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Un amore fatto di dittatura e pochi momenti dolci

Lettere scritte dall'autore  vitty79
La lettera è pubblicata a Pagina 1

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

58 commenti

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  1. 41
    vitty79 -

    ciao a tutti, questi due giorni mi sono letta alcuni libri che voi mi avete consigliato, tra cui CALCI NEL CUORE,DONNE CHE AMANO TROPPO e un’altro intitolato LA MANIPOLAZIONE AFFETTIVA….Bè devo dire che mi sono ritrovata a rivivere alcuni momenti con lui…momenti in cui mi derideva o stando con gli altri faceva del sarcasmo su di me…o semplicemente mi spintonava tra la gente perchè dovevo camminare davanti a lui per tenere tuto sotto controllo…sto cercando in tutti i modi di non pensare, ma mi sembra tutto talmente assurdo…vorrei solo dimenticare tutto e rinascere…grazie però di dare ognuno la propria idea su queste tristissime vicende che non auguro a nessuno

  2. 42
    Luna -

    VITTY: rinascerai, sicuramente 🙂
    anzi, ti ritroverai 🙂 andrai a prenderti per mano, dove ti sembra di esserti lasciata, persa, tempo addietro. Ritroverai la tua solarità, e tutte le cose belle che sai di te, e che per un periodo magari ti era parso di aver perduto, dimenticato.
    E accanto a quelle cose belle, che ci sono tutte, ancora, ne troverai di nuove, quelle, belle, ripeto, che ancora non sai di te. Perché sarai chi eri (e che sei), magari solo un po’ più cresciuta, più consapevole.

    Un abbraccione 😀

  3. 43
    emisquiz -

    Credimi Vitty, la tua vicenda è più comune di quanto non sembri. Proprio per questo non devi sentirti una mosca bianca e i libri che hai letto ti avranno senz’altro aiutato a capire tante cose…
    [vorrei solo dimenticare tutto e rinascere]: ce la farai, ne sono sicura! Per ogni ragazzo così ce ne sono altri cento che aspettano solo di conoscerti!
    Bacini xxx

  4. 44
    fl53 -

    Luna: grazie di quello che hai scritto.
    Spero che non se ne abbia a male, ma moltissime persone sono come emisquiz: non sanno di che cosa parlano perché -per fortuna- le situazioni cui ci stiamo riferendo non sono la norma (altrimenti saremmo all’inferno).
    Queste situazioni di violenza psichica sono però molto molto numerose:inferni circoscritti ed isolati, nascosti, negati dalla stessa vittima (si vergogna) torturata con accuse, baci, insulti, regali, ricatti, calunnie ecc ecc in un crescendo di comportamento doppio che devasta anima e vita e arriva a conseguenze estreme.
    Quando la vittima se nei rende conto, di solito è già incastrata: il ricatto che la inchioda non è solo su di lei, ma su persone amate (es: figli, un genitore malato, ecc). Cioè: se non stai qui a farti insultare e torturare, io comincio a farlo con loro: anzi, lo faccio già, vedi?, ma se tu non ti pieghi farò di peggio.
    Non si tratta solo di vittime-donne: anche se meno numerosi, anche gli uomini sono vittima di donne che, senza torcere un capello, risucchiano amore e vita(e soldi). E purtroppo non parlo solo di mogli e mariti: anche le madri e i padri) riescono a trasformarsi in streghe e orchi. E’ una storia vecchia come il mondo, ce ne parlano tragedie, favole, film, e libri: solo che un progresso c’è, ed ora cominciamo a rendercene conto scientificamee.

    Quando la persona disperata cerca aiuto, purtroppo trova attorno a sè tanti imparziali, scettici, ironici e superficiali emisquiz che -fortuna loro- non avendone avuto bisogno, fanno di tutte le erbe un fascio, distribuiscono salomoniche colpe al 50% a vittime e carnefici, prendono in giro gli psicologi disquisendo di cose che non conoscono con parole che purtroppo arrivano come acido su cuori spellati a vivo, feriti e prossimi a spaccarsi.
    Ci sono psicologi e psicologi: ci saranno anche furbacchioni che tirano in lungo terapie decennali inutili, ma ci sono psicologi (anche ‘fruibili’ gratis in consultori, onlus, associazioni ecc),grazie ai quali le vittime riescono a liberarsi, ed anche in breve; ed è grazie agli studi che finalmente la violenza psichica viene riconosciuta come l’essenza, il concentrato,il punto di origine e di arrivo di tutta la violenza.
    Più che estrema conseguenza della violenza psichica, la violenza fisica è una delle possibili estreme manifestazioni della violenza psichica.
    Gli amici sono importantissimi, ma è difficile che abbiano gli strumenti tecnici per aiutare una persona distrutta da una tortura di anni e anni:così come gli amici non bastano a curare una persona torturata fisicamente e gli stanno accanto confortandolo(amore),mentre fanno effetto le cure messe in atto dal medico che lo visita ogni tanto (scienza).L’anima non si vede, ma le sue ferite la possono ridurre a brandelli: togliere fiducia nell’aiuto dello psicologo è come allontanare la zattera a un naufrago che sta per afferrarla.
    La testimonianza(libri, ecc) serve, perché la vittima sappia di esserlo e cerchi aiuto

  5. 45
    Luna -

    fl53:
    sono io che ringrazio te, infinitamente, per aver portato anche la tua voce, su questo tema.
    Su cui lanciare opinioni sommarie senza sapere no, non si può.
    Perché è come aggiungere un’altra violenza alla violenza.
    E’ come entrare con una mazza da baseball in un negozio di cristalli.
    Io mi rendo conto che chi non sa non può capire, se persino chi vive queste situazioni necessita di uno scatto di consapevolezza enorme per liberarsi. Ma se non puoi capire lascia stare.
    Perché se tutti hanno ovviamente il diritto di avere un’opinione, con certe affermazioni è come se si tappasse la bocca, senza saperlo, a chi ha il coraggio di urlare nel proprio buio. E che spesso, ad un certo livello, non sa neppure bene perché sta urlando (ed è già un miracolo che si esprima). Percepisce solo il proprio malessere, la perdita delle proprie forze, della propria identità, ma non riesce neppure a codificare tutto questo.

    @L’anima non si vede, ma le sue ferite la possono ridurre a brandelli: togliere fiducia nell’aiuto dello psicologo è come allontanare la zattera a un naufrago che sta per afferrarla.

    @disquisendo di cose che non conoscono con parole che purtroppo arrivano come acido su cuori spellati a vivo, feriti e prossimi a spaccarsi.

    …è quello che ho pensato leggendo certe parole, mettendomi nei panni di chi altro poteva leggerle.

    Non credo assolutamente di avere fatto allarmismi e terrorismo psicologico parlando di un tema che ha certamente diversi livelli, e che non rappresenta la norma, ma che esiste.
    Una persona che non ha questo problema non si convincerà di averlo.
    L’errore, mi spiace, non sta nel parlarne (sapendo di cosa si parla), è NON parlarne. Fingere che non esista, minimizzarlo.
    Riconoscere l’esistenza della violenza è anche un modo per riconoscerla, se mai ti capitasse di incontrarla.
    C’è molta gente che vive nell’aggressività e nella violenza, senza saperlo. Che chiama amore ciò che non lo è, che chiama relazione sentimentale un campo di battaglia in cui ogni giorno guadagna una ferita, persino una mutilazione morale, in cui impara a rispondere all’aggressività implodendo, aggirando gli ostacoli come può, per adattamento (ma quindi vivendo in ansia generalizzata o riducendo via via la propria libertà di movimento e di espressione, e di provare emozioni), o con altra aggressività o in stato di perenne allerta.
    Molto spesso le persone che riescono a resistere in situazioni limite per anni sono persone che hanno una soglia di resistenza allo stress enorme, e un sistema di autocompensazione che diventa la loro fregatura.
    Persone che riescono a fingere davanti agli amici e ai parenti, per anni, una serenità che non esiste. Le persone che hanno passato questi inferni, senza andare nel dettaglio, si capiscono tra loro, perché anche se le storie, le variabili, i livelli di violenza possono essere tanti, ci sono tratti comuni.

  6. 46
    Luna -

    Emisquiz: così sei una donna? pensavo che fossi un uomo. Non perché non ho fiducia nella sensibilità maschile, ma perché di solito le donne a istinto sono più empatiche su questi temi.
    Sanno leggere di più tra le righe.

    A volte le persone che minimizzano quando si parla di questi argomenti sono effettivamente persone che non sanno, altre volte, però, sono anche persone che hanno trovato la loro distanza di sicurezza con il dolore.
    Inconsciamente lo tengono lontano minimizzandolo, negandolo, schematizzandolo. Coprendolo di luoghi comuni.
    Se basta parlarne con gli amici, in fondo, il problema non può essere così grave, no?
    La vita ha troppe sfumature, gli esseri umani sono troppo complicati, e quindi andare avanti per schemi precisi precisi è un modo per mettere ordine nel disordine.

    E’ un po’ la storia della figlia che, dopo anni e anni, confessa alla madre che il suo matrimonio è infelice, doloroso, che non è come gli altri pensano. La figlia va dalla madre a confessare (in parte anche a scaricare, perché non lo regge più) il suo dolore, malessere, in una volta sola. La madre sente quel dolore, in un volta sola, e ne è sconvolta. Ma, in alcuni casi, come se scattasse un suo sistema di sicurezza, dice cose come:
    “dai, guarda che tutti i matrimoni hanno dei problemi, sai?”.
    “sì, ma il mio è un problema serio… non hai capito… ti sto dicendo che…”.
    La madre non ascolta neanche più.
    “E tu vorresti buttare tutto per aria per cosa? perché tuo marito non è perfetto? Queste cose sono normali. Tutti vivono delle crisi. E poi pensi davvero che un altro sarebbe migliore di lui, potrebbe essere anche peggio…”.
    La madre (ho fatto un esempio) ha pure l’aria rassicurante, magari, ma in realtà sta razionalizzando.
    Razionalizzando il malessere di un’altra persona, che lei non può reggere.
    E allora se davvero il problema è banale è un conto, ma se la richiesta d’aiuto era seria è un danno…
    inconsapevole, ma pur sempre un danno.

  7. 47
    emisquiz -

    @ Luna: non hai la più pallida idea di quello che è capitato a me nella vita. Di me si può dire tutto tranne che io sia una persona superficiale che non conosce il dolore di queste e di altre esperienze. Ma non mi pare carino nei confronti di Vitty occupare tutto il suo spazio per tediosi ed inutili dibattiti che riguardano storie limite che non hanno a che fare con la sua.
    Lei cerca comprensione, confronto e trova solo persone superficiali che di tutto parlano, tranne di come si sente “lei” (e non altre donne che non hanno niente a che fare con lei).
    Se vuoi possiamo anche parlare di violenza carnale, del buco dell’ozono… Ma tutto questo non aiuterà Vitty a sentirsi meno sola.

  8. 48
    Luna -

    emisquiz: meno male, allora, che ci sei tu.
    Che hai capito tutto! Grazie al Cielo, ciò è per tutti noi di grande conforto!!!

    in bocca al lupo 😉

  9. 49
    tina -

    Non so se può valere molto, cmq, volevo dire qualcosa ad emisquiz. non mi pare che luna ti abbia dato della superficiale. io ho capito che abbia detto che stai trattando quest’argomento in modo superficiale, che è ben diverso. in più ha anche cercato di individuare delle motivazioni a questa superficialità nella tua probabile non conoscenza della materia. mi sembra che nel porsi nei tuoi confronti abbia fatto i salti mortali proprio per spiegarsi senza offenderti 🙂
    inoltre, escludendo il post 47, ti assicuro che il vostro confronto è molto utile a chi legge perchè comunque foriero di spunti di riflessione. io almeno l’ho trovato tale.
    a Vitty: ti sono molto vicina e ti auguro di cuore di riuscire a lasciarti quest’uomo alle spalle. e so che, nonostante tutto quello che ti ha fatto è molto difficile. se bastasse fare l’elenco delle sue meschinità per chiudersi la porta alle spalle penso che questo sito non avrebbe quasi più motivo di esistere…
    abbi forza, abbi coraggio che, secondo me vuol dire a volte anche avere il coraggio di chiedere aiuto.
    queste parole le ho già postate altrove, ma mi sembrano scritte proprio per te:

    La nostra paura più profonda
    non è di essere inadeguati.
    La nostra paura più profonda,
    è di essere potenti oltre ogni limite.

    E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
    a spaventarci di più.
    Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ”
    In realtà chi sei tu per NON esserlo?

    Siamo figli di Dio.
    Il nostro giocare in piccolo,
    non serve al mondo.
    Non c’è nulla di illuminato
    nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
    non si sentano insicuri intorno a noi.

    Siamo tutti nati per risplendere,
    come fanno i bambini.
    Siamo nati per rendere manifesta
    la gloria di Dio che è dentro di noi.
    Non solo in alcuni di noi:
    è in ognuno di noi.

    E quando permettiamo alla nostra luce
    di risplendere, inconsapevolmente diamo
    agli altri la possibilità di fare lo stesso.
    E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
    la nostra presenza
    automaticamente libera gli altri.

    Nelson Mandela

  10. 50
    Luna -

    TINA: meravigliose le parole di Mandela, non le conoscevo e anch’io ti ringrazio per averle postate. Penso che facciano al caso di tutti 🙂
    Ho gli occhi lucidi, confesso. E credo che le ricopierò, perché mi hanno colpita moltissimo!

    E ti ringrazio, naturalmente, anche per il tuo intervento.
    Per me emisquiz, di per sè, può avere le sue opinioni, è chiaro. ma, come ho già detto, ho pensato che queste sono pagine che chiunque può leggere, anche chi davvero, in questo momento, può sentirsi di cristallo.
    Sono argomenti da maneggiare con molta cura, perché riguardano persone che si sentono di cristallo.
    Altrimenti non avrei insistito. Ma ho pensato a quelle persone.

    Un abbraccio.

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