Come posso trovare il coraggio di suicidarmi?
di
stanco84
Riferimento alla lettera:
Salve sono un ragazzo di 28anni e sono davvero stufo di vivere così... diciamo io mi sono fidanzato a 15anni e subito ci siamo presentati alle rispettive famiglie, ma dopo 5 anni tra cui anche una breve convivenza ci siamo lasciati.. ho sempre preferito stare con lei che con gli...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 29 Marzo 2012
L'autore, stanco84, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso

ha ragione luigi ascoltatelo uomini si diventa e lui sicuramente lo e’
Yogo, ok, allora aiuta me, visto che è così facile e senza sciocchezze ironiche! Io ho avuto traumi dai 5 ai 14 anni! Sii serio!
C’è una P in più per refuso. Fai conto che è Principessa. Rispondi!
Ti dico subito in breve per farti capire il senso della vita, noi viviamo in un epoca dove i nostri genitori hanno cercato di chiuderci in campane di vetro, forse o per timore o per esperienze di vita ci hanno difesi da tutto e tutti il problema è che purtroppo la vita non è sempre lineare ma ci sono situazioni che ti sconvolgono ovviamente se non si è abituati o per esperienza o per carattere noi ci troviamo a vivere tragedie insormontabili a pensiamo un po’ quei paesi dove vige la guerra vedi quei bambini quelle persone spesso raccontano storie che solo a sentire vengono i brividi e magari davanti alla televisione cenando ascoltiamo , per noi è assurdo ma purtroppo quelle cose possono accadere anche ad ognuno di noi , quindi la sofferenza non è una cosa così lontana ma ci appartiene , la vita è una dura lotta noi dobbiamo combattere quando realmente perdiamo allora è veramente finita ma se abbiamo un po’ di fiato dobbiamo lottare, mia nonna mi raccontava del nonno che essendo primogenito il padre morì sul cantiere lui aveva 10 anni la mamma gli faceva la merenda e lui con la bici ogni giorno percorreva trenta chilometri per andare a lavoro appena copi’ 18 anni fu mandato a fare la guerra in russia quando riusci’ a ritornare pieno di schegge e lesioni lui si rabbocco le maniche e continuo’ a vivere , allora mettiamoci nei panni di questi signori e riflettiamo forse ci rendiamo conto che le nostre sono soltanto utopie,saluti luigi
Piccola Principessa, rispondo! A tua completa disposizione per risolvere i tuoi traumi tra i 5 e 14 anni. Ho un metodo brevettato, il Metodo del Professore. Un severo protocollo che ti restituirà il sorriso.
Luigi, mi pare che hai scoperto un fondamento notevole: la sofferenza fa parte della vita e la dobbiamo accettare. È anche vero che è da qualche migliaio di anni che ogni tanto uno si sveglia con questa scoperta, però ciò conferma la sua verità.
L’altra cosa vera, è che qualunque cosa ci accade, possiamo SEMPRE trovare uno più sfigato che sta peggio (tipo il caso di tuo nonno) e quindi ci possiamo sentire in ogni caso fortunati; obietterai magari che esiste da qualche parte sul pianeta l’uomo più sfigato in assoluto, che quindi non puo consolarsi.
Se questo campione mondiale di sfiga si ammazza, il titolo passa a un altro che si ammazza a sua volta e si può innescare una reazione a catena cosicché umanità finirebbe con l’estinguersi.
Ma io, che son Professore, ti assicuro che quel campione non lo sa di avere il record mondiale della sfiga. Perchè?
Ma perche è sfigato, ovvio.
Grazie, Yog!
Figurati PiccolaP, per te ci sono sempre.
Al post di Yog metto “mi piace”.
Io non rispondo più perché in questo modo non stiamo facendo altro che presentarci sotto forma di vittime o dottori specialisti del conforto , piccola 78 devi capire che devi aiutarti da sola e’ inutile gridare al lupo al lupo, caccia i denti e ti dico subito non piangerti a dosso affronta la vita con spalle larghe questo è il primo passo per risolvere i primi problemi ma sappi che ci sono tanti . Intesi! Ciao
Se poi non state più che attenti, finite che gridate al pupo al pupo.
Luigi, guarda che non mi conosci bene, caro.
brava , penso che hai carattere brava, ti devi incazzare
Ma chi io? E quindi? Cosa ce ne deriva a noi da questo tuo dedurre il tuo?
Scusa secondo me sto fraintendendo fai finta di nulla ,saluti
Mi sono stretto la cintura dell’accappatoio al collo svariate volte, ho inferto tagli a casaccio e ingurgitato cocktail di medicine varie.
La paura di non morire e di rimanere invece soltanto danneggiato mi hanno sempre fatto rialzare e allentare la corda, chiudere le ferite e disinfettarle, e rigurgitare tutto.
Non voglio morire perché ho rovinato la mia vita, perché ho due genitori distruttivi e sommersi da stupidi ma enormi debiti o perché semplicemente mi scontro ogni giorno con la mia ineguatezza cerebrale.
Voglio morire perché ho rovinato la vita di un’altra persona, colei che in me sperava di trovare un compagno che dopo 13 anni insieme la facesse sentire importante. Una persona che si è ritrovata insieme ad un bambino capriccioso che ha sempre pensato solo al suo divertimento. Un bambino mentalmente immaturo che ora si trova a dover fare i conti con la propria coscienza.
E che non ce la fa a vedere la sua compagna soffrire nella sua vita triste e sola, che peggiora in ogni senso ogni giorno, che non migliora perché non gliel’ho mai permesso.
E ancora oggi mi supporta e si preoccupa per me, e io sempre tra le nuvole e goffo e maldestro e stupido.
Sono già morto da tempo ma non riesco ad uccidermi…
Intanto rilassati. Non c’è nulla di irrimediabile. Se ti può consolare, ieri ho preso l’accappatoio e non c’era la cintura. Mi sono incazzato assai, tenere i due lembi con le mani e dover risalire le innumerevoli rampe di scale di casa – grondando sapone al pino marsicano della Compagnia dell’Oniente – mi ha dato un fastidio che non posso dire. Questione di riscaldamento, immagino.
Hehe, ti sono vicino nel fastidio.
La mia compagna ha smesso di essere forte e dice che non ce la fa più, che non resiste al tempo buttato con me, al fatto che ormai gli “anni migliori” se ne sono andati senza far nulla di bello e che non desidera altro che morire.
Ma non è vero che non è forte: ha trovato il coraggio e l’ho accompagnata al CSM (centro salute mentale, si chiamano ora) e ha fatto una seduta.
La prossima è tra più di un mese… Vedremo.
Oggi mi ha chiesto: “che facciamo?”. È una bella giornata calda di primavera e io mi sono sentito sopraffatto dal mio essere inutile. Ho preso tempo, ho mugugnato e dopo un po’ ho proposto una cosa stupida.
Lei è di nuovo a terra, distrutta dalla mia inettitudine, dal mio essere un peso e per nulla di supporto.
È stanca e io sono sempre più inadeguato al mondo.
Come faccio ad andarmene? Dovrei restare e punirmi ancora? Punire lei con la mia inutile presenza?
Sono dilemmi.
ma Ugo, perché non vai al centro anche tu, fai una seduta anche tu, puoi ancora recuperare, lascia stare il passato, ormai quel che è fatto è fatto.
Se la tua compagna ti supporta ancora vuol dire che nulla è perduto, ci tiene a te, rimboccati le maniche, tira fuori la tua vera personalità e la tua forza e ricambiala.
Sostanzialmente perché sono un debole e pigro essere; alzarmi e andare a fare qualcosa non è proprio nel mio stile.
Ieri è stato il “cosa facciamo?” e oggi è insorto il “cosa mangiamo?”.
Quanto posso essere inutile alla vita è oltre ogni definizione o pronostico.
Ci tiene a me, dici? Non lo so. L’ho sempre pensato e mi sono sempre sentito più inadeguato ma oggi, dopo tredici anni, penso che semplicemente non voglia essere sola. Meglio me che niente, suppongo. Perché c’è il niente nella sua vita.
La fossa che ho scavato è molto profonda: non ho mai smesso di scavare dal 2009 e ora mi trovo così in profondità che la possibilità di uscirne mi fa quasi sorridere
Vorrei solo sedermi ed attendere. Prima o poi il tempo riuscirà a ricoprire la voragine con la polvere.
Faccio comunque e sempre la cosa sbagliata, tanto vale non fare nulla.
Ennesimo giorno, ennesima “ugata”.
Proprio non mi importa che stia male? Che stia attraversando un periodo depressivo acuto che io stesso ho in larga parte contribuito a costruire?
Evidentemente non sono solo inadeguato al mondo ma anche terribilmente inumano.
Sono capace solo di peggiorare le cose, dare testate al muro così forti da ferire me e il muro e farla esasperare.
Oggi me le ha date di santa ragione. Come biasimarla? Mi fa male ogni muscolo, soprattutto l’orgoglio. Sono proprio inutile e distruttivo.
Ormai vengo qui solo per parlare con qualcuno, forse solo con me stesso, non ho un soldo per pagare uno specialista né posso andare alla mia asl per motivi di distanza.
Ma poi, davvero, posso risolvere qualcosa? Mah.
Forse dovresti cambiare nome. Nomen Omen. Ugo è un po’ Fantozzi no?
Dai Ugo almeno l’ironia non ti manca e il fatto che ti abbia rullato di cartoni mi rende simpatica pure lei.piu di questo non posso dirti le cose girano male un po x tutti me compreso.ciao.
Magari c’entrasse la sfiga ma ahimè, forse anche con accezione positiva, la sfortuna non esiste. Non nel mio caso almeno.
Guardando indietro vedo solo danni sopraggiunti a seguito di scelte sbagliate, disattenzioni, superficialità.
Non posso cambiare nome, la legge non me lo permette senza un buon motivo.
La mia compagna ha cambiato nome ma solo perché da quando è nata l’hanno sempre chiamata in modo differente. Testimoni alla mano, corresse sé stessa all’anagrafe anni fa.
Approposito, dovrei smettere di definirla “compagna”.
c.... Ugo, ma tu sei forte. Aggregati a questa gabbia di sani e diventa un opinionista. Secondo me sei un perdente di successo e non lo sai.
Io sono il dottor Golem titolare del laboratorio di anatomopatologia laddense di questa LaD Healt Clinic. Seziono cadaveri vivi.
Prima di me c’è il Professor Yog, noto neuroscenziato nichilista nonchè unico cattedratico della nostra struttura sanitaria, e direttore del centro di riabilitazione sinaptica. Ci sarebbe anche la dottoressa Emmeggì, ma attualmente è assente perchè in prestito all Groote Shuur Hospital di Città del Capo, per specializzarsi in trapianti dell’ippocampo; le dottorese Suzanne e Acqua che formano il team di ricostruzione della struttura piriforme, cosa che io, pur essendo un buon medico di cadaveri (si può dire?) onestamente non ho mai trovato dentro i miei pazienti. Struttura che forse esiste veramente, ma per me è come il punto G per quanto riguarda la vera collocazione topologica. Infine, di imminente acquisizione, c’è il dottor Angwhy, che fa la professione intramoenia come psicolologo essenzialista. E poi ci sono i pazienti che ti presenterò più avanti.
Io credo che ti troveresti bene. E quell’Ugo, con un bel Dottor davanti è tutta un’altra cosa, diciamolo. Pensaci.
Ugo è un nome fighissimo, soprattutto se hai senso dell’umorismo, anche un po’ macabro come il tuo. Il dottor Golem è troppo magnanimo, io sono semplicemente assistente ai voli ( pindarici) o, se preferisci, co-pilota…