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Lettere scritte dall'autore  Piccola78
La lettera è pubblicata a Pagina 1

L'autore ha scritto 21 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

36 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  1. 21
    Wasabi -

    Grazie Maria Grazia e a tutti gli altri.
    Ho studiato tanto per avere una visione di insieme e per descriverla. Sembra tempo perso… Ho dovuto studiare psicologia, arti marziali, economia, religione, politica e… altre cose. Per cambiare il mio punto di vista. Per ri educare mente e corpo e cambiare l’educazione al narcisismo che da noi è più o meno dal 1700 che ci viene insegnata come cultura.
    La cosa strana è che studiare è stato divertente. Libri film conferenze… difficile è stato passare alla pratica. Ma quando sai certe cose.. Non torno più in dietro.
    Ho pensato agli anni della scuola. Passati a imparare cose per la maggior parte inutili a affrontare i drammi della vita. E ho capito che studiare le cose che invece servono può essere divertente. E la voglia non ti passa mai perché vedi che servono. Che cambi davvero. Che ti danno modo di agire e di parlare diversamente.
    Recentemente ho scoperto la paura. Latente. Nel rapporto con un narcisista. È stato brutto. Era meglio la rabbia che la nascondeva. Ma accettare la paura. Dire “lei mi ha fatto, mi fa provare paura” mi ha liberato.
    La paura uccide L’amore. Si sa. E se la paura c’è sempre stata. Nascosta invisibile.allora forse era amore a non essere lì.

    Ecco. Si. Credo che ho svoltato davvero. Non dirò quanti anni mi ci sono voluti. Anche perché ognuno ha la sua velocità.

    In bocca al lupo a tutti i guerrieri della luce. Mai mollare. E cercare aiuto da chi sa farlo.
    Buona giornata.

  2. 22
    Golem -

    Wasabi, hai fatto la cosa che ogni persona intelligente dovrebbe fare per capire a fondo quello che ai più appaiono come cose scontate, e che la massa pecoreccia tende a liquidare senza riflettere sulle cause profonde che le provocano.
    I rapporti amorosi invece sono meno scontati di quello che quella massa pensa, perchè l’egoismo, l’illusione o la fantasia spesso coprono il vero volto di quel sentimento che sembra così naturale e invece non lo è affatto. Un volto che invece va cercato dietro quelle maschere che ne alterano la vera identità. A me sono serviti tre anni di ricerche per capirlo
    E questa ricerca si fa in due, perché l’amore si “fa” in due, non da soli, a “sognarlo”, come vorrebbe far credere qualche ingenua Amèlie.

  3. 23
    maria grazia -

    Wasabi, tu mi vai a toccare numerosi punti estremamente interessanti e sfaccettati e su cui ci sarebbe da disquisire per settimane intere!.. Mannaggia a te.. 🙂 Mi fai sentire come una bambina in un negozio di dolciumi: non so da dove cominciare…
    Dunque vediamo, per oggi mi soffermerò sulla questione “narcisismo”, un aspetto da cui siamo circondati, visto che le persone che rientrano in questa categoria nella nostra sfera esistenziale sono di più di quante crediamo, e spesso – come giustamente ha detto Golem – sono proprio tra quelle che inizialmente “non avresti mai detto”. Non solo le mie vicende personali e sentimentali, ma anche il frequentare spazi come questo mi ha insegnato a riconoscere il vero naricisista e a distinguerlo dagli altri. E ho notato una costante in questi personaggi, sia qui che in quelli che ho incontrato nella vita reale: l’ apparire come vittime protagoniste di una presunta ingiustizia subìta pur di riscuotere il consenso unanime e il successo nei rapporti. Partendo da questa premessa, possiamo dire che la persona narcisista è tutt’ altro che quella forte e sicura di sè, che ha sviluppato una vera e autentica consapevolezza interiore, proprio perchè sembra dipendere disperatamente dai giudizi altrui, e quindi dall’ idea che gli altri si fanno di lei/lui. E’ chiaro quindi che difficilmente la persona narcisista, uomo o donna che sia, sarà sincero e leale nei rapporti, e sopratutto coerente nel medio-lungo termine con le sue idee e affermazioni, proprio perchè il suo scopo è principalmente manipolativo e tenderà di volta ad “adattarsi” a chi ha di fronte, mettendo in atto una serie di strategie “psicologiche” pur di raggiungere il suo obiettivo principe: ovvero la fede e l’ ammirazione incondizionata delle sue prede. Se ne deduce che per riuscire in questo bisogna adottare un atteggiamento e un modo di porsi “che piacciono” alla massa, che “accarezzano” l’ ego dell’ interlocutore e ne carpiscono la fiducia…

  4. 24
    maria grazia -

    ..Ecco perchè le persone apparentemente “arroganti” e che parlano “fuori dai denti” non possono essere considerate dei veri narcisisti: perchè sono spontanei, e quindi NON sono dei manipolatori ( caratteristica principale, quest’ ultima, per ogni narcisista che si rispetti ). La persona narcisista e il manipolatore affettivo riescono a risultare stimabile e gradevole anche quando le loro affermazioni sono totalmente inconsistenti e palesemente in contrasto tra loro anche a brevissima distanza di tempo, proprio perchè queste persone fanno leva sui “punti deboli” dell’ altro, sul suo bisogno di sentirsi accolto e compreso o addirittura AMMIRATO nella sua essenza. Altre volte il narcisista adopera la sua presunta “superiorità intellettuale” e la sua forma ostentata e impostata richiamata al bon ton, per risultare credibile e attendibile. Peccato però che in questi casi, l’ ammirazione e la benevolenza che se ne ricevono, accompagnate spesso da discorsi retorici, da modi “gesuitici” e paroline consolatorie, sono tutt’ altro che autentici e spontanei ma sono invece unicamente strumentali a conseguire il loro scopo: quello di risultare graditi a tutti, in modo così da acquisire un’ assoluta autorevolezza che dovrebbe garantire di metterli al riparo da persone, argomenti e situazioni che stridono con il loro sentire. E quindi con i loro “piani”. La persona narcisista è insomma un FINTO BUONO, o un FINTO UMILE, se preferisci; che si serve della falsa indulgenza e dell’ apparenza per piegare coloro che ha di fronte ( tanti o pochi che siano ) ai propri dettami. E sono quelle stesse persone che diventano implacabili quando ti accorgi delle loro macchinazioni e smetti di assecondarne il volere. Quindi, le persone lucide e consapevoli e sicure del fatto loro, sono i maggiori nemici dei narcisisti, e di conseguenza diventano ai loro occhi coloro che vanno screditati e colpiti perchè non possano “nuocere”.

  5. 25
    Wasabi -

    Concordo con entrambi Golem e Maria Grazia. In entrambi i commenti avete spesso citato il concetto di “falso”. Ed è una parola potente che fa parte della vita di chi ha relazioni narcisistiche.
    La falsità, la maschera, in un mondo come quello di oggi sono parte della cultura e sfornano persone che si piegano ad esse. Basta osservare che ne so.. la politica o l’economia. Nel 2008 cade il sistema bancario mondiale a causa di “una bugia”. I famosi mutui sub-prime che erano carta straccia. Venduti come titoli sicuri dalle maggiori banche del mondo. E ritenuti sicuri dalle agenzie di rating. Milioni di persone ingannate.. questo solo per fare un esempio che tuttora paghiamo tutti.
    Nella religione cristiana Satana è detto “l’ingannatore” come simbolo del male. Il male, non qualcosa di simile o diverso. Il male.
    Narcisismo è inganno. Maschera. Falsità. Quindi male.
    Ci voleva poco a capirlo se… nel frattempo la cultura che ci hanno insegnato nasconde questo male. Lo fa diventare una cosa normale.
    Il falso in bilancio diventa “finanza creativa”. Gli eserciti vengono mandati a operare con armi e ad uccidere in “missioni di pace”. Molti farmaci vengono inventati per “nascondere il dolore”.
    Tutto quello che cela qualcosa di altro è di fatto ingannevole. Manipolatorio.
    Non faccio un discorso moralista. Posso comprendere tutto. Ma mi chiedo quanto di tutto ciò non ci sia passato dentro. Nel dna e alla fine noi siamo diventati assuefatti ad essere ingannati. E ad ingannare come stile di vita. Per questo almeno per me è stato difficile uscire da una dinamica narcisista.
    Ero assuefatto.
    Tutto li.

  6. 26
    rossana -

    Wasabi,
    secondo me, le dinamiche narcisiste, a cui ammetti di essere stato assuefatto, hanno avuto inizio in Italia a partire dagli anni ’80, quando ha cominciato a prevalere macroscopicamente il desiderio dell’apparire rispetto alla normalità dell’essere, come di fatto avviene tuttora.

    si può voler apparire in decine di modi diversi, tutti più o meno criticabili, a seconda degli obiettivi (con ricadute sul sé o sul prossimo) e dei veri e propri inganni perpetrati, soprattuto se con volontà e consapevolezza di metterli a segno.

    di recente Crepet, uno psichiatra che stimo, ha affermato che di per sé il narcisismo ha valenza positiva, a condizione che si mantenga in limiti accettabili, come in tutte le altre qualità che, se portate all’eccesso, diventano negative. ci vorrebbe misura in ogni aspetto e in ogni contesto!

    per il resto, personalmente tendo a distinguere la corruzione dalla falsità e gli apprezzabili risultati della scienza medica dall’inganno.

    è comunque dal più al meno vero che si è tutti dal più al meno “malati”, se si viene posti sotto lenti d’ingrandimento di parte, spesso dal più al meno eccessive…

    difficile rinunciare ad avere proprie opinioni su tutto e su tutti… ma anche raro che queste siano sempre intellettualmente oneste ed equilibrate…

  7. 27
    maria grazia -

    Wasabi, più che sull’ inganno in quanto tale la nostra società è basata sull’ “immagine”, sul perbenismo di facciata e sul conformismo di comodo. Quindi cercano tutti bene o male di ispirarsi a quei modelli ( perlomeno pubblicamente ) allo scopo di avere vita più facile. Inoltre la gente è restìa a “cambiare” ( anche quando la situazione richiede mutamenti epocali ). La crisi del 2008 infatti è stata il sintomo di un enorme e radicale cambiamento in atto che NESSUNO era ancora pronto e disposto ad accettare, e così la massa è stata messa brutalmente di fronte al “fatto compiuto”. Un pò come quando in una coppia il partner tradito e ingannato scopre all’ improvviso in maniera traumatica e inaspettata le tresche e gli altarini della sua “metà”. Si tratta in entrambi i casi di una “distorsione” dettata da presupposti preesistenti che rispondono al bisogno di “apparire” ma non di ESSERE.

  8. 28
    Golem -

    Un narcisista nasce tale, è una sindrome antica come l’uomo, e non dagli anni ’80, altrimenti non si chiamerebbe col nome del primo narcisista della mitologia, cambia solo il modo di manifestarlo. Come ripeto il o la narcisista necessitano continuamente dell’ammirazione degli altri, e per averla c’è chi si permette l’arroganza e chi utilizza le blandizie e le manovre manipolatorie più subdole. Questi sono i più perniciosi e più difficili da smascherare perché si nascondono dietro una falsa empatia solo strumentale.

  9. 29
    Wasabi -

    Ognuno vede ciò che può vedere.
    A mio avviso riesco a vedere nella misura in cui riesco a vedere me stesso.
    So di essere cresciuto in un’era narcisista. Non credo di avere uno sguardo chiaro su di me. Anche io nascondo cose di me a me stesso.
    Più scopro. Più capisco le mie false maschere più conosco quelle che ci sono fuori. Davanti a me.
    Per questo non mi fido.
    Di me.
    Ne di voi.
    Ma non per cattiveria o per mala fede. Perché con il tempo ho imparato che più scopro il mio narcisismo creato dalla mia cultura di base, più scopro cose di coloro che stanno davanti a me.

    Non è tutto compromesso. Fare di tutta un’erba un fascio è folle. Mi basta riconoscere ciò che è apparenza da ciò che non lo è.
    In tutti i campi della mia vita.
    Posso assumere un anti piretico e abbassare la febbre. Ma per me è scappare dalla malattia. Non guarisco. Elimino il sintomo. Lo nascondo. È barare il più delle volte. Il corpo ha bisogno della febbre è un potente mezzo per eliminare virus. Se la abbasso i virus prolificano. Certo come estrema ratio è utile. Ma se diventa una regola… allora si è nel regno della finzione e dell’immagine di chi deve essere sempre sano.
    Ma…
    È cosa che può capire solo chi sa. Chi ha attraversato questa esperienza. Chi non sa dice. Dice per stereotipi. Può parlare. Ma non è necessario che io lo ascolti.
    Non più.
    Mai.
    Più.
    E ne prendo la responsabilità.
    La differenza? Io prendo una posizione rispetto ad una esperienza. Chi parla per stereotipi recita a memoria un testo di altri.
    Basta saperlo e scegliere di cosa ci si vuole accontentare.
    Io la mia scelta l’ho fatta. E sono contento così.

  10. 30
    Wasabi -

    Detto così sembra una teoria portata all’eccesso.
    Ma adesso mi sta bene stare su un piano del genere. Questo non mi porta necessariamente a giudicare le persone che ho davanti. Come essere umano educato al Dio dell’apparenza e dell’immagine non me la sento di etichettare chi ho di fronte. Mi basta capire se in quel momento ho davanti una persona che esprime una immagine oppure ho davanti qualcuno che cerca di essere autentico. Chissà se quello che mi sta ingannando oggi… domani magari cambia idea. E quindi giudicare diventa inutile.
    Però non posso far finta di non vedere l’inganno in atto sul momento.
    Apparire o giocare su una immagine falsa di se porta sempre a vivere una menzogna. C’è chi lo fa in modo cosciente e chi no.
    Spesso le apparenze si mettono su per compensare ferite interiori o parti di noi irrisolte.
    La cosa che valuto sul momento è “quanto costa l’apparenza” in termini umani. Se davanti alla sofferenza e al disagio di chi è sottoposto alla maschera di un altro.. chi la mette su non si ferma mai e non si chiede perché l’altro soffra… allora il costo umano è troppo.
    E di solito cambio strada.
    Ho provato mille modi per cercare di spiegare ad una narcisista quanto il suo atteggiamento faccia soffrire me e tutto tutti coloro che le stanno accanto. Senza risultato. Sembra che la maschera abbia un valore infinito. Quasi che la narcisista ne faccia un caso di vita o di morte. Se la toglie crede di morire. Quindi la tiene senza vedere quanto male fa agli altri.
    Anche chi non è narcisista a volte fa così. Azzera l’empatia e agisce per se stesso. Ma lo fa in situazioni di pericolo. E non agisce una maschera. È autentico e consapevole anche in questo.
    Per cui fa la stessa cosa. Ma in modo differente.
    È molto complesso. Ma si possono vedere queste dinamiche e dare a loro un peso diverso. E capire chi offende per reazione e in modo consapevole o chi lo fa come stile di vita in modo automatico e inconsapevole.
    Una volta capito, si…

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