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Thread per auto-mutuo aiuto ad attuare il No Contact

di Piccola78

Riferimento alla lettera: Come da titolo, per chi, ha lasciato o è stato lasciato e desidera un supporto emotivo e relazionale con altri utenti nella sua stessa situazione contingente: qui potete scrivere e sfogarvi ogni giorno, con l'obiettivo di fare progressi nel distacco dalla persona lesiva. Anziché scrivere a lui o a lei,...
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Data di pubblicazione: 4 Marzo 2017

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Categorie: - Amore

36 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    rossana -

    Wasabi,
    secondo me, le dinamiche narcisiste, a cui ammetti di essere stato assuefatto, hanno avuto inizio in Italia a partire dagli anni ’80, quando ha cominciato a prevalere macroscopicamente il desiderio dell’apparire rispetto alla normalità dell’essere, come di fatto avviene tuttora.

    si può voler apparire in decine di modi diversi, tutti più o meno criticabili, a seconda degli obiettivi (con ricadute sul sé o sul prossimo) e dei veri e propri inganni perpetrati, soprattuto se con volontà e consapevolezza di metterli a segno.

    di recente Crepet, uno psichiatra che stimo, ha affermato che di per sé il narcisismo ha valenza positiva, a condizione che si mantenga in limiti accettabili, come in tutte le altre qualità che, se portate all’eccesso, diventano negative. ci vorrebbe misura in ogni aspetto e in ogni contesto!

    per il resto, personalmente tendo a distinguere la corruzione dalla falsità e gli apprezzabili risultati della scienza medica dall’inganno.

    è comunque dal più al meno vero che si è tutti dal più al meno “malati”, se si viene posti sotto lenti d’ingrandimento di parte, spesso dal più al meno eccessive…

    difficile rinunciare ad avere proprie opinioni su tutto e su tutti… ma anche raro che queste siano sempre intellettualmente oneste ed equilibrate…

  • 27
    maria grazia -

    Wasabi, più che sull’ inganno in quanto tale la nostra società è basata sull’ “immagine”, sul perbenismo di facciata e sul conformismo di comodo. Quindi cercano tutti bene o male di ispirarsi a quei modelli ( perlomeno pubblicamente ) allo scopo di avere vita più facile. Inoltre la gente è restìa a “cambiare” ( anche quando la situazione richiede mutamenti epocali ). La crisi del 2008 infatti è stata il sintomo di un enorme e radicale cambiamento in atto che NESSUNO era ancora pronto e disposto ad accettare, e così la massa è stata messa brutalmente di fronte al “fatto compiuto”. Un pò come quando in una coppia il partner tradito e ingannato scopre all’ improvviso in maniera traumatica e inaspettata le tresche e gli altarini della sua “metà”. Si tratta in entrambi i casi di una “distorsione” dettata da presupposti preesistenti che rispondono al bisogno di “apparire” ma non di ESSERE.

  • 28
    Golem -

    Un narcisista nasce tale, è una sindrome antica come l’uomo, e non dagli anni ’80, altrimenti non si chiamerebbe col nome del primo narcisista della mitologia, cambia solo il modo di manifestarlo. Come ripeto il o la narcisista necessitano continuamente dell’ammirazione degli altri, e per averla c’è chi si permette l’arroganza e chi utilizza le blandizie e le manovre manipolatorie più subdole. Questi sono i più perniciosi e più difficili da smascherare perché si nascondono dietro una falsa empatia solo strumentale.

  • 29
    Wasabi -

    Ognuno vede ciò che può vedere.
    A mio avviso riesco a vedere nella misura in cui riesco a vedere me stesso.
    So di essere cresciuto in un’era narcisista. Non credo di avere uno sguardo chiaro su di me. Anche io nascondo cose di me a me stesso.
    Più scopro. Più capisco le mie false maschere più conosco quelle che ci sono fuori. Davanti a me.
    Per questo non mi fido.
    Di me.
    Ne di voi.
    Ma non per cattiveria o per mala fede. Perché con il tempo ho imparato che più scopro il mio narcisismo creato dalla mia cultura di base, più scopro cose di coloro che stanno davanti a me.

    Non è tutto compromesso. Fare di tutta un’erba un fascio è folle. Mi basta riconoscere ciò che è apparenza da ciò che non lo è.
    In tutti i campi della mia vita.
    Posso assumere un anti piretico e abbassare la febbre. Ma per me è scappare dalla malattia. Non guarisco. Elimino il sintomo. Lo nascondo. È barare il più delle volte. Il corpo ha bisogno della febbre è un potente mezzo per eliminare virus. Se la abbasso i virus prolificano. Certo come estrema ratio è utile. Ma se diventa una regola… allora si è nel regno della finzione e dell’immagine di chi deve essere sempre sano.
    Ma…
    È cosa che può capire solo chi sa. Chi ha attraversato questa esperienza. Chi non sa dice. Dice per stereotipi. Può parlare. Ma non è necessario che io lo ascolti.
    Non più.
    Mai.
    Più.
    E ne prendo la responsabilità.
    La differenza? Io prendo una posizione rispetto ad una esperienza. Chi parla per stereotipi recita a memoria un testo di altri.
    Basta saperlo e scegliere di cosa ci si vuole accontentare.
    Io la mia scelta l’ho fatta. E sono contento così.

  • 30
    Wasabi -

    Detto così sembra una teoria portata all’eccesso.
    Ma adesso mi sta bene stare su un piano del genere. Questo non mi porta necessariamente a giudicare le persone che ho davanti. Come essere umano educato al Dio dell’apparenza e dell’immagine non me la sento di etichettare chi ho di fronte. Mi basta capire se in quel momento ho davanti una persona che esprime una immagine oppure ho davanti qualcuno che cerca di essere autentico. Chissà se quello che mi sta ingannando oggi… domani magari cambia idea. E quindi giudicare diventa inutile.
    Però non posso far finta di non vedere l’inganno in atto sul momento.
    Apparire o giocare su una immagine falsa di se porta sempre a vivere una menzogna. C’è chi lo fa in modo cosciente e chi no.
    Spesso le apparenze si mettono su per compensare ferite interiori o parti di noi irrisolte.
    La cosa che valuto sul momento è “quanto costa l’apparenza” in termini umani. Se davanti alla sofferenza e al disagio di chi è sottoposto alla maschera di un altro.. chi la mette su non si ferma mai e non si chiede perché l’altro soffra… allora il costo umano è troppo.
    E di solito cambio strada.
    Ho provato mille modi per cercare di spiegare ad una narcisista quanto il suo atteggiamento faccia soffrire me e tutto tutti coloro che le stanno accanto. Senza risultato. Sembra che la maschera abbia un valore infinito. Quasi che la narcisista ne faccia un caso di vita o di morte. Se la toglie crede di morire. Quindi la tiene senza vedere quanto male fa agli altri.
    Anche chi non è narcisista a volte fa così. Azzera l’empatia e agisce per se stesso. Ma lo fa in situazioni di pericolo. E non agisce una maschera. È autentico e consapevole anche in questo.
    Per cui fa la stessa cosa. Ma in modo differente.
    È molto complesso. Ma si possono vedere queste dinamiche e dare a loro un peso diverso. E capire chi offende per reazione e in modo consapevole o chi lo fa come stile di vita in modo automatico e inconsapevole.
    Una volta capito, si…

  • 31
    rossana -

    Wasabi,
    chiari e interessanti i tuoi commenti.

    mi soffermo su:
    “Ho provato mille modi per cercare di spiegare ad una narcisista quanto il suo atteggiamento faccia soffrire me e tutto tutti coloro che le stanno accanto. Senza risultato. Sembra che la maschera abbia un valore infinito. Quasi che la narcisista ne faccia un caso di vita o di morte. Se la toglie crede di morire. Quindi la tiene senza vedere quanto male fa agli altri.”

    secondo me, può essere più o meno consapevole del male che fa agli altri ma non le è possibile cambiare rapidamente atteggiamento sulla base di soli argomenti razionalizzanti, in quanto spesso quasi esclusivamente su questo e su quanto da questo le deriva si regge il suo equilibrio d’insieme.

    solo rafforzando gradualmente altri aspetti della personalità, in modo da renderli maggiormente portanti, potrà, con il tempo, smussare l’inclinazione compensativa al narcisismo.

    quanto, invece, a:
    “Anche chi non è narcisista a volte fa così. Azzera l’empatia e agisce per se stesso. Ma lo fa in situazioni di pericolo. E non agisce una maschera. È autentico e consapevole anche in questo.”

    vero: non agisce con maschera; è sì autentico, ma secondo me NON sempre pienamente consapevole. può trattarsi sia di temponamento di un pericolo che intravede a suo danno o a danno di chi ama, sia di un’azione impulsiva in difesa del sé.

    entrambe le situazioni impongono di lasciar cadere di botto attitudini magari altruistiche per lasciar emergere il sano egoismo di preservazione della propria essenza e del proprio equilibrio interiore.

    PER ME sono quasi sempre pressanti necessità interiori a determinare le scelte SUL MOMENTO più importanti ed è sull’equilibrio d’insieme che vanno a riflettersi con diversi tempi e diverse sfumature di volontà sia le azioni ponderate che quelle prese all’improvviso, per istinto o per reazione.

    segue…

  • 32
    rossana -

    segue per Wasabi

    in ultimo:
    “È cosa che può capire solo chi sa. Chi ha attraversato questa esperienza. Chi non sa dice. Dice per stereotipi.”

    pur non sapendo esattamente a cosa ti riferisci con le suddette affermazioni, per quanto mi riguarda in linea generale le confermo al 100%.

    anche con la più sovrumana delle capacità di comprensione non ci si può MAI rendere del tutto conto di cosa vive e di cosa prova l’altro, soprattutto se si trova in situazioni che non ci hanno mai nemmeno lontanamente sfiorato. con un po’ d’esperienza diretta di eventi affini, ci si può avvicinare a intuire o percepire in parte, ma sempre tramite la propria soggettiva “cassa di risonanza”.

    rubando la frase di sintesi di un’utente che da tempo non scrive più “ognuno SA per SE'”. a volte neanche con grande sicurezza neppure in questo contesto…

    la solitudine può essere tale per tutti ma è ben difficile che si siano due individui che la vivano in fotocopia…

  • 33
    maria grazia -

    Credo che occorra fare delle distinzioni perchè sull’ argomento “inganni in coppia” c’è troppa confusione generale. E non parlo di te e delle tue idee sia chiaro, ma mi riferisco proprio alle modalità consuete con cui questo tema viene di solito affrontato. Io credo che bisogna distinguere tra quelle piccole “strategie” messe in atto all’ inizio di una conoscenza e che servono a “sondare” l’ altro e a presentarci al meglio ai suoi occhi nella speranza che si faccia una buona opinione di noi e sia meglio disposto a conoscerci più a fondo, dall’ inganno VERO E PROPRIO, messo in atto con lucida e costante macchinazione e perpetrato nel lungo termine. E’ solo in quest’ ultimo caso, secondo me, che possiamo dire di avere a che fare con un soggetto narcisista ( maschile o femminile che sia ). Il narcisista infatti è sempre lucido nelle sue malevole intenzioni mascherate dietro i modi cortesi, e se mente o omette non lo fa per “difendersi” ( come l’ individuo comune ) ma lo fa per portare avanti un piano ben preciso che mira a farlo apparire come una persona autorevole agli occhi altrui, e che quindi a fargli assumere più facilmente il controllo degli individui e delle situazioni che gli gravitano intorno. E tutto questo ovviamente, come diceva Golem, necessita di essere celato da una patina di “gradevole empatia” che ne maschera i veri intenti. Va anche detto che le persone narcisiste e manipolative non sempre si rendono conto di essere tali, anzi quelle che lo sono veramente di solito credono davvero di essere nel giusto e si autopercepiscono realmente come delle povere vittime di una società ingiusta. Questo però non cambia il fatto che siano soggetti che dissimulano tutto ciò affermano e che fanno e che la lealtà è un concetto a loro sconosciuto proprio perchè non potrebbero praticarla neanche “volendo”..

  • 34
    maria grazia -

    ..Tutta la loro esistenza e il loro essere sono incentrati nell’ APPARIRE in un certo modo in maniera da ottenere questo o quello ( in termini di vantaggi materiali, relazionali, sociali, ecc… ) e di conseguenza nulla di tutto ciò che si riceve da questi soggetti potrà avere un reale “valore”, perchè non si tratta in questo caso di DONI AUTENTICI, ma solo e unicamente di concessioni STRUMENTALI che prevedono una “contropartita”.
    Golem, grandissimo come sempre! Oltretutto gli anni ottanta sono stati il periodo più radioso della nostra storia recente e il più interessante dal punto di vista della musica leggera e della moda. Criticarli significa essere persone “grigie dentro”.

  • 35
    Tod -

    Ciao! Io ho un problema con il No-Contact. Non sono sicuro di non volerlo attuale. Mi sono comportato male con la donna che amo, nel senso che nel mentre ho distrutto completamente la sua fiducia (seppur agendo in buona fede) andando in viaggio con l’ex (che per me era un’amica ma che non riuscivo a lasciare del tutto) e lo è venuta a sapere. Quindi, tentando di aprirmi con lei, le ho parlato delle mie difficoltà ad abbandonare del tutto l’ex ed è entrata in una crisi personale vera (Attacchi di panico, ansia, psicoterapeuti, farmaci) e ha iniziato ad allontanarsi da me nel momento in cui avrei potuto vederla di più, cioè nelle feste, perché era una relazione a distanza. Io ho iniziato a provare rancore. Poi dopo un periodo di pausa è tornata ma il rapporto non era più lo stesso e quindi ancora per rancore non le ho fatto sentire l’amore che avrei dovuto, anzi. Quindi mi ha lasciato solo quando è diventata fredda e indifferente nei miei confronti. Da lì in poi sto malissimo, perché mi è ri-esploso il sentimento iniziale in modo fortissimo. Pensavo fosse per la perdita, ma evidentemente non è così, evidentemente l’avevo “perso di vista” per inesperienza e per la presenza costante dell’ex che non riuscivo a lasciare e che era dolce e devota a me e la vedevo tutti i giorni. Ora, da un lato attuerei il no-contact, dall’altro come posso sperare che torni da me quando le ho dato un’immagine negativa, attuando il no-contact? Non sarebbe meglio un contact non assillante e incentrato sul valorizzare la sua persona?

  • 36
    rossana -

    Tod,
    non vedo grandi vie d’uscita.

    secondo me, sei di fronte a un difficilissimo bivio: se non ti allontani dall’ex (ora dolce e devota amica), che vedi tutti i giorni, mi sembra improbabile che il nuovo rapporto amoroso (per di più a distanza) possa consolidarsi e progredire, indipendentemente dalla scelta della miglior tipologia di contatto o non contatto da instaurare.

    in futuro forse sarà possibile continuare a intrattenere rapporti stretti anche con una sventagliata più o meno nutrita di ex. al momento, sembrano intoppi ancora non facili da metabolizzare da parte di nessuno dei due sessi…

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