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Tradito nella notte

di AlexandreDantes

Qualche anno fa ho chiuso una relazione che mi fece versare lacrime amare. Quando la conobbi mi innamorai all’istante, ma lei era fidanzata e per quansi un anno si instaurò un odiato triangolo. Poi lui la lascò e lei fu mia, ma per poco tempo dal momento che presto iniziò una seconda relazione anche mentre era con me, la scoprii, scomparvi nel nulla.

Da allora mi diedi alla ‘caccia’, ogni notte era la notte giusta per del sesso occasionale. Riconosco che più che dal desiderio il mio spirito era spinto dal bisogno di togliermi Lei dalla testa. La cosa durò tre anni e per quanto l’invidia generata dalla la mia dissolutezza fosse forte e la mia fosse considerata la ‘bella vita’ ero vuoto, un vampiro in cerca di prede ed ero triste e solo.

L’anno scorso però la mia strada ha incrociato quella di una ragazza, la cui bellezza, raffinatezza e cultura mi hanno catturato nel profondo, ci fidanzammo ufficilamente, la amavo… o almeno così era all’inizio. Ero felice dopo molto tempo e credevo che finalmente avrei potuto scacciare le mie maledizioni, ma una notte di qualche mese fa successe ciò che mi distrusse completamente… avevamo litigato quel pomeriggio, un battibecco senza importanza. Avevo deciso di passare la serata con degli amici, una birra e tante risate. Quella sera però, non ero tranquillo, chiamatelo sesto senso… ero inquieto, come se qualcosa mi stesse avvertendo di un imminente sciagura. Forse era solo suggestione, forse lo è ora a posteriori.

Quella sera spenta l’ultima sigaretta salutai gli altri e mi diressi verso casa. Anche la mia ragazza quella sera l’avrebbe passata con degli amici ma era molto tardi e così passai a casa sua per controllare che andasse tutto bene, che fosse tornata a casa ‘sana e salva’. Si trovava di strada e così non esitai. mentre passavo vidi le persiane erano aperte seppure la luce spenta. la sua finestra si trova al pian terreno così mia vviciani alla finestra giusto per vedere se fosse in casa e se fosse sveglia. in quel caso magari l’avrei salutata dalla finstra come si addice ad un gentiluomo.. ma quello che sentii mi raggelò l’anima.

Gemiti. I suoi che bene conoscevo ed altri maschili che non erano i miei. Sconvolto diedi un calcio alla finestra della sua camera e urlai: apri la finestra!- lei si rivestì in fretta e aprì. era in reggiseno, forse infilato all’ultimo momento. -che c’è?- mi chiese. Era spaventata, cercava di nasconderlo ma sapeva che avevo sentito. -esci fuori, codardo!- urlai. Nessuna risposta. La guardai e dissi. -è finita-. Me ne andai a casa mia e dopo pochi minuti mi aveva raggiunto. Piangeva e piangeva pregandomi di perdonarla. Io preparai la valigia e non le aprii la porta. Ma quando infine valigia in spalla ero pronto a partire la aprii e la vidi. il volto rigato dalle lacrime. La mia intenzione era di prendere il primo treno in partenza per chissà dove. Era proprio quello che avrei fatto se non che mi minacciò che si sarebbe suicidata se me ne fossi andato. Cominciai a camminare verso la stazione e lei dietro di me a piangere. Mi bloccai e le dissi di andarsene ma lei ancora continuava a seguirmi e a piangere supplicandomi letteralmente. Alla fine spaventato dalle sue continue allusioni alla distruzione di se stessa accettai di rimanere a parlare. Chiamò il ragazzo con cui mi aveva tradito e davanti ai miei occhi gli disse che non avrebbe mai più voluto vederlo ne sentirlo mi promise che non era successo altre volte e che era stato un errore. Sono rimasto e sono ancora con lei. L’ho perdonata, o meglio, non l’ho perdonata ma mi aggrappo a quella flebile, piccola, quasi insignificante sensazione di pace che provai le prime volte che ci vedevamo. Tuttavia ogni giorno il macigno di quel tradimento è più pesante. Ogni giorno penso che non è giusto che io e lei stiamo insieme ed ogni giorno penso che potrebbe essere quello della nostra fine.

Sono una persona piuttosto risoluta, ma tedio nel prendere la decisione che so essere quella giusta. Le sono sempre stato fedele anche dopo il suo tradimento, perchè sono un uomo e non abbandono i miei valori perchè sono stato ferito… ma sono triste e forse ancora più solo, attaccato come una crisalide al ricordo distorto di una felicità che non c’è più…

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Categorie: - Amore

14 commenti

  • 1
    colam's -

    Scritto bene – onestamente talmente bene che mi chiedo se e’ una storia vera oppure se sei uno scrittore.

    In ogni caso la mia personale opinione e’ che in questi casi o perdoni davvero (senza sognarti di ritirare fuori la storia tra 10 o 20 anni, come mi e’ capitato di sentire indirettamente) oppure e’ meglio lasciarvi.

  • 2
    Cal Ligthman -

    Beh, ti caopisco benissimo essendoci passato anch’io Sia da una parte che dall’altra, in due storie diverse. .
    Posso assicurarti due cose:
    La prima è che quasi sicuramente lei non ti tradirà mai più, dopo quello che ha passato dopo quel primo errore, perchè sicuramente non c’è giorno che i sensi di colpa non le rosicchino il cervello!

    Come seconda cosa, devi capire se la ami ancora nonostante quello che è successo, perchè ti assicuro che se non è così, volutamente o meno prima o poi verrà a galla e ti stancherai ogni giorno di più di vedela accanto a te come “Traditrice”, alla quale basta così poco per tradire. E arriverai comunque alla decisione ma soffrendo ancora di più . . quindi ti consiglio di capire bene cosa c’è dentro di te, ancora per lei! Facci sapere !

  • 3
    Cantautore -

    La tua storia d’amore, tanto travagliata e triste, mi ha colpito molto, al punto che potrebbe essere un ottimo spunto per una canzone!
    Anche perché nelle canzoni non si può sempre nemmeno parlare solo dele proprie storie d’amore, oppure solo di ragazze immaginarie e fortemente idealizzate e quindi inesistenti, alla fine.
    Se mi uscirà qualcosa di interessante e che valga la pena di essere ascolato, te lo farò sapere.
    Infine, anch’ìo ho subito due tradimenti da parte di due delle sette donne che ho avuto finora e quindi so benissimo cosa significhi; solo che io, a differenza di te, non le ho mai perdonate, e mai lo farò!
    Un caro saluto.

  • 4
    AlexandreDantes -

    Mi diletto nella scrittura da molto tempo orami… è la mia storia, tutto vero, garantisco. Il vero problema ritengo sia l’analisi del perdono. Il macigno del tradimento non smette di pesare ed anzi la gravità lo attrae sempre di più verso l’abisso. Forse dovrei lasciarla, il mio spirito me lo suggerisce. A volte ho detto a me stesso nelle notti di solitudine che tutti siamo esseri umani, tutti abbiamo diritto di errare, ma la scelta è quello che distingue l’uomo dall’animale. La possibilità di affermare io sono ciò e agisco in base ai miei valori.

    Sin qui tutto bene. Dov’è la decisione però? Ho paura di tornare preda dei demoni che mi perseguitarono negli anni passati. Mi aggrappo come ho scritto, mi aggrappo incapace di lasciare la tela di ragno a cui maldestramente sono appiccicato.

  • 5
    carnevale -

    AL di là di tutto, minacciare di uccidersi è il ricatto più subdolo che potesse farle.

  • 6
    Kid -

    La vita è fatta di momenti ed in essi capita talvolta di essere o di voler essere quello che normalmente non saremmo . L’esperienza a volte , la coscienza in altre , magari la coerenza o forse il caso impediscono che accada l’irreparabile .
    Altre volte ,invece , si cade .
    Quelle volta maledette le chiamiamo errori ma non lo sono.
    Sono spirito di antagonismo verso noi stessi e gli altri, sono sfoghi di energia negativa , abissi di irrazionalità , esplosioni di pura libertà ,bocconi di rischi consapevoli , istinti di curiosità.
    Tutto cio’ fà sentire un essere finito , perchè mortale , infinito .
    Per un momento è padrone della situazione , manipolatore di persone , dispensatore di verità ,creatore ed artefice dell’inizio e della fine . Dall’inizio fino alla fine .
    E’ solo un altro nostro essere. Giusto o sbagliato non puo’ esserlo detto in assoluto . Forse la morale comune? Ma la morale comune non vince sulla fine della vita .
    Solo le emozioni forti ne allontano il pensiero facendoci sentire vivi.
    E ne abbiamo tutti da vendere e comprare altrimenti , forti della sola razionalità , saremmo tutti suicidi .
    Non perdonarla per l’errore. Perchè non ha sbagliato per caso.
    Non pensare che oggi ti sia fedele se per amore si sarebbe tolta la vita .
    Perchè mentre rischiava di perdere il tuo amore non credeva certo di poter poi morire.
    Amala come si ama un’ amante se lo credi , ma le vostre strade di vita , lo fai intendere , si sono già divise . E anche lei se ne accorgerà.
    Forse si ricomporrano , forse no .
    Se così sarà , aspetterai fin quando avrai la tua inutile “vendetta” o passerai per una nuova e consapevole sconfitta.

  • 7
    Ninni Denko -

    Si, vi fate tutti impressionare da due passati remoti e quattro cliché ben piazzati, per quanto riguarda “lo scrittore”.
    Se invece fosse una storia vera… non si capisce bene cosa voglia fare quest’uomo.
    Impressionarci?
    Sta male?
    Vuol solo dire “guardate che storia drammatica che mi sparo io” ?

    Mille auguri a lui, se sta soffrendo. Del resto qualcosa da capire nella vostra storia, se fosse vera, c’è: vi è bastato un battibecco per precipitare la china.
    Forse vi annoiate? Forse non sapete più che dirvi?

    Di soldi nessuno parla mai. Chi paga l’affitto?

  • 8
    T.D._ -

    Non credo nei perdoni o pseudo-perdoni dei tradimenti. Forse sono limitata io, ma resto ancorata all’idea che un tradimento sia imperdonabile e insuperabile. La fisicità è relativa. Quello che non saprei spiegarmi è l’attimo in cui chi ti tradisce riesce a dimenticarsi, forse infischiarsene di te o, perlomeno, del rispetto che ti deve se non riesce ad amarti.
    Credo che l’abitudine alla tendenza fedifraga dei nostri tempi né l’inesorabile monotonia dei rapporti non giustifichino né spieghino un atto così vile. Non sono un’esperta delle relazioni, mi considero piuttosto asociale e riservata. Ma se c’è una cosa buona che sono riuscita a costruire è un rapporto solido con il ragazzo che mi immagino accanto per tutta la vita. E so quanto sia facile inciampare nel trabocchetto dei giorni tutti uguali, nella passione che a momenti si appiattisce, dei problemi che sostituiscono le gioie della quotidianità. Però non mi sognerei mai di cercare altrove quello che lui non può darmi. Perché prima di amarlo gli voglio bene e il solo pensiero di ferirlo mi uccide. E perché non sarei capace di guardarlo negli occhi e mentirgli. Ne sono incapace per costituzione, per genetica e per formazione. Altrettanto mi aspetto e credo in chi mi stà accanto, se venisse meno a questo insostituibile principio, abdicherei.
    Se non sei riuscito a superarlo, non ci riuscirai più. E credo sia giusto così, anche se fa male da morire.

  • 9
    MacB00k -

    La monogamia è una scelta “spirituale”, non la sceglie il corpo; Ho letto poco tempo fa questo intervento riguardo alla fedeltà:
    ” Se nello spirito c’è “incontro” con lo spirito di un’altra persona, probabilmente la monogamia “scenderà” nell’anima e pervaderà il corpo.
    Senza incontro spirituale, resterà un vuoto che sarà colmato da frustrazione o poligamia… è semplice ”
    Solo voi sapete cosa siete…
    Auguri

  • 10
    Zingaro22 -

    Ciao sono quel che rimane del tuo orgoglio di uomo e ti consiglio vivamente di fargli pagare duramente lo scotto e poi abbandonarla facendola sentire in colpa….vorresti vivere col peso sullo stomaco ancora per quanto??? dov’è finito il tuo amor proprio? fossi in te…

  • 11
    maximum -

    premesso che faccio anche io fatica a credere a alcuni punti della tua lettera…non tanto per il contenuto ma piú per il susseguirsi degli eventi temporali…diciamo.
    tipo “Chiamò il ragazzo con cui mi aveva tradito e davanti ai miei occhi gli disse che non avrebbe mai più voluto vederlo ne sentirlo..”
    faccio fatica a credere che subito dopo l avvenimento questa chiama l altro che subito viene e si presenta davanti a voi due…
    ma vabbe…

    il ricatto col suicidio era palesemente l’ultimo appiglio che le rimaneva per tenerti buono…in quella situazione di sgamata estrema !

    tranquillo, non si sarebbe suicidata per questo.
    é tutto un teatrino, un dramma ad arte per non perderti…lacrime comprese

    non penso neanche che con quello sia stata la prima volta…semplicemente quello é giá da un po che saltuariamente se la bomba…

    ci sono donne (piú numerose di quel che si creda..) che hanno bisogno di un ragazzo bravo e premuroso che le dia stabilitá e sicurezza emotiva ma che poi non disdicono il cosí detto “scopamico” per quelle ore fugaci e nascoste di pura passione scottante e clandestina…che le fa sentire cosí femmine…

    la situazione potrebbe esser questa…oppure l altra versione, cioé che si sia trattato veramente di un unica e del tutto inusuale “sbandata”…dovresti prima di tutto far chiarezza su questo.

    del resto devi saperlo tu…io non ci crederei troppo che lei abbia capito l’errore e che non capiterá mai piú…si, magari non capiterá per qualche tempo…ma chi te lo dice veramente ?
    si tratta di inclinazioni/deviazioni profonde, un vizio, un po come chi ama giocare d’azzardo…o un alcolizato…puó imporsi di rimandere “pulito” ma la ricadutina é sempre dietro l’angolo…soprattutto una volta vissuta l’ebbrezza….

    se tu vuoi vivere un amore da favola, basato sulla fedeltá e la fiducia é ovvio che la vedo molto male con questa ragazza…

  • 12
    AlexandreDantes -

    Vi ringrazio davvero.

  • 13
    MR X -

    bel raccontino….hai del talento….ma non credo ha una sola parola che hai scritto! Comunque sei bravino, meglio di tanti altri…

  • 14
    LUNA -

    …più che altro mi ha fatto un po’ sorridere l’espressione “codardo”.
    Se uno si diletta a scrivere a volte scrivere serve non solo per sfogarsi quanto per mettere distanza tra gli sè e gli avvenimenti, pur raccontando se stesso o qualcosa che, in qualche modo, lo ha ispirato e colpito personalmente. In realtà l’enfasi “tirata” in alcune situazioni e termini, che vorrebbe avvicinare il lettore, in qualche modo forse fa percepire una distanza. Ecco perché il lettore, forse, la sente e non ti crede, non riuscendo a entrare del tutto in una scrittura che appare poco naturale e chequi sente fuori contesto. Per quanto non sia scritto da nessuna parte che una persona non possa esprimersi anche così. Tecnica e spontaneità in chi ha una certa dimestichezza con la scrittura di solito si amalgamano, pure in una scelta di “registri”. L’avresti scritta proprio così questa storia concentrandoti meno sul “bello scrivere”? Scusa, una mia curiosità. Può darsi anche di sì, eh.

    Non so se questa storia sia vera, ma il tema del perdono di un tradimento e della caduta della fiducia è sicuramente qualcosa su cui si può riflettere, che la storia sia reale o usata come spunto.

    Quale sarebbe esattamente il demone di cui parli? la compulsione?
    Non sono gli altri a scacciare le nostre compulsioni, sono una faccenda nostra in cui guardare dentro. Una nostra modalità di “reazione”.
    Mi domando se il protagonista di questa storia, inventata o vera che sia, abbia fatto un ragionamento anche di questo tipo: anche lei ha reagito ad un battibecco con un sua irrazionale compulsione.
    Da parte mia in parte capisco (direbbe forse il protagonista) perché è accaduto anche a me.
    Tuttavia se una persona al primo battibecco o alla prima difficoltà alzasse il telefono per farsi qualcun altro, uscisse a sperperare lo stipendio al casinò, si prendesse un’ubriacatura colossale o che, mi domanderei se sono in grado di reggere questa sua insicurezza o modalità automatica di reazione al conflitto o alla frustrazione. (so già la risposta, per quanto mi riguarda: no), pur potendo ravvedere anche che si tratti di una risposta compulsiva.

    Lo avrebbe chiamato errore se tu non l’avessi mai saputo?
    Se non ci fossero state delle conseguenze palesi da pagare?
    O sarebbe stato, come dice TD, un semplice atto di giustificato egoismo?
    Sicuramente è vero che possiamo imparare dai nostri errori (anche da quelli altrui, a volte), e penso che quello che ha detto a se stessa oltre a te, rispetto al suo “errore”, ha il suo peso.

    Conosco persone che hanno perdonato un tradimento e hanno recuperato la loro fiducia nell’altro e nella storia. Non è mai una faccenda all’acqua di rose, è sempre un percorso.
    Sicuramente il protagonista di questa storia ha tutto il diritto di manifestare il proprio disagio e non il dovere di tenerlo nascosto di fronte alla minaccia che l’altra persona non possa reggere l’emotività dell’altro, anche parlando di spararsi
    un colpo in testa. Il piano è di parità

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