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Togliersi la vita?

Lettere scritte dall'autore  

Toc toc! Posso? Salve mi chiamo Marco, mi sono trovato per caso su questo sito e con mia somma sorpresa leggo di tantissime persone che decidono di togliersi la vita (OH! siamo in troppi!! poi ci si incontra di là e decidiamo di restituirci la vita stessa cosi siamo meno affollati!!).
Ho però notato (purtroppo anche sulla mia pelle) che chi scrive, chiede consigli, si documenta su come ammazzarsi, vuol solo mandare un allarme, potentissimo, ma solo un allarme. Insomma chi decide di suicidarsi lo fa e basta, non scribacchia su siti internet nei quali può trovare comprensione. Anche io lo ho fatto, se non avessi ricercato metodi “indolori” (che vigliacco sono, mi voglio ammazzare e cerco il modo meno doloroso!?) non avrei trovato questo sito, non avrei letto lettere di altri/e in crisi come me, (chissà perché la propria crisi è la più crisi che non si può immaginare, quella degli altri…. bazzecole!) e non avrei capito che forse un rimedio c’è. Potrà essere doloroso per alcuni, potrà essere uno sconvolgimento del proprio stile di vita ma alla fine la soluzione al problema arriva (sennò non sarebbe un problema dato che ogni problema HA una soluzione!).
Cosa occorre fare per arrivare alla soluzione? Quanto di più semplice esista! Prendere il coraggio a quattro mani ed affrontare il problema “de visu”, senza paura di ferire eventuali altri o se stessi.
Dopo ci si sente sollevati ed in paradiso (per chi ci crede) ed è come se ci fossimo “suicidati” da questa vita per un’altra forse migliore, forse peggiore, ma sicuramente diversa dall’attuale.
Ciao gente….

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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28 commenti

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  1. 1
    pimpacherry -

    Ciao Marco!
    Posso farti una domanda? Chi non riesce a sperare lo condanneresti se alla fine si toglie la vita davvero?
    Premetto che sono d’accordo con te, una soluzione c’è sempre. Ma un conto è chi la vede da fuori, un altro paio di maniche è essere coinvolti in prima persona. Sì, certo, quelli che si leggono sono enormi, dolorosissimi e sofferti gridi di aiuto. Sono gli ultimi residui di una speranza stanca e invecchiata. Credo che chi decide di scrivere è perchè ha bisogno di un pò di conforto, di non sentirsi l’unico nella situazione “Mal comune, mezzo gaudio”. Non dice più o meno così il proverbio? L’esigenza umana primordiale è quella di sentire affetto e calore intorno, ancor prima di pane, acqua e aria. La ricerca di tenerezza può diventare logorante e priva di risultati concreti nella vita reale. E quindi ci si lascia trasportare dalla voglia (più che lecita) di condivisione, ci si appella alla virtualità selezionata, dove si è certi di trovare qualche identificazione che, seppur “astratta” regala qualche emozione. Non lo so, forse parlo solo per me.
    Ti sei definito vigliacco per aver cercato la via più facile per lasciarti andare? No, questo non lo condivido. Il fine ultimo dell’uomo è essere felice. E l’istinto richiama questo scopo: quindi, ci porta ad optare per il meno dolore, quello che se non ci da felicità, per lo meno ci da meno sofferenza possibile. Non ci trovo nulla di vigliacco. Io ci ho provato una volta pensando di buttarmi dalla finestra (non ci sono ruscita), tagliandomi le vene (solo qualche taglietto superficiale) e, quella in cui ci sono andata più vicino prendendo scatole intere di farmaci chiusa in una stanza buia, che dolore è? Adesso è passato, a volte ci ripenso e mi è capitato di riprendere l’ipotesi in seria considerazione, ma credo che se mai ci dovessi riprovare sarebbe l’ultima la via che prenderei.
    Se tenti di lasciare il mondo, ti viene volgia di farlo senza stare ancora più male. Questo è quello che sentivo.
    Stefy_

  2. 2
    geko -

    Solo uno che non conosce la sofferenza interiore potrebbe pensare e scrivere una cosa del genere! Lapidario e superficiale, si vede che i problemi della gente non sono di casa. Quasi scontento che non si suicidino come dicono.

  3. 3
    Marco -

    Ciao Stefy…..
    grazie per la cortesissima risposta….non che non lo condanno, a parte il fatto che “io” non sono nessuno per poter condannare qualcuno, semmai ci penserà, se esiste davvero, chi può farlo.
    per il resto d’accordo con te…io non ne sono uscito fuori del tutto e non so se ce la farò. e quindi …chi mai potrebbe condannarmi?
    un forte abbraccio.
    eleutma@gmail.com

  4. 4
    pamela -

    Beh suicidarsi, proprio no, secondo me avere problemi da risolvere anche grandi aiuta a diventare più forti.
    Certo quando li devi affrontare e la soluzione diventa lontana, in sostanza ci sei dentro al problema, non stai bene; ma dopo quando l’hai superato, risolto, come ti senti? Un leone!
    La vita tranquilla non fa per me, ma per nessuno di noi credo!
    E non si tratta di buon umore ma di qualcosa che ti spinge ad andare avanti sempre più avanti!!!
    apam80@libero.it

  5. 5
    michele m. -

    Ci sono troppi motivi per volersi suicidare. Non si può dire codardo a qualcuno,perchè non si conosce affatto il suo punto di vista. Quello di voler morire penso sia un desiderio che prima o poi si deve aver per dichiararci esseri umani,in quanto non siamo mai contenti di quello che abbiamo. Non credo che chi scriva su internet che vuole morire in realtà non voglia farlo. C’è chi lo scrive perchè ha ancora speranza,ma c’è chi lo scrive perchè intanto che aspetta e si decide vuole un attimo sfogarsi,perchè tutti si vorrebbe morire per poi vedere ciò che avverrebbe dopo,ma non si può! concordo sul fatto che sei stato superficiale a parlarne in questo modo,ma da questo non si evince che tu sia più o meno affranto,ognuno ha il suo modo. Ciao

  6. 6
    marziav -

    Marco, la tua lettera è un forte incoraggiamento a reagire a una situazione d’impasse in cui ci siamo impantanati tanto da non vedere via d’uscita. E gli incoraggiamenti sono graditi, sempre. Soprattutto quelli ad affrontare i propri mostri, a superare le paure accettando di viverle. Si finisce per scoprire che vivi lo si è ancora, e la forza alimenta nuova forza. Basta cominciare. Già, cominciare! Ecco la vera difficoltà. Qualche suggerimento?

  7. 7
    minurta -

    Se mi voglio suicidare è ovvio che cerco la soluzione meno dolorosa, altrimenti se volessi soffrire continuerei a vivere, non ti pare?
    Non tutti i problemi hanno necessariamente una soluzione. Se così fosse l’uomo uscirebbe sempre vincitore da ogni lotta, mentre la storia e le esperienze intorno a noi ci mostrano il contrario.
    Puoi vincere qualche battaglia ma difficilmente si termina la vita senza la sensazione di essere stati schiacciati dalla vita stessa…

  8. 8
    kevin -

    ciao, sono kevin……
    rientro da una serata disastrosa c’erano delle ragazze.
    come al solito non mi smentisco sono un completo e unico fallimento.
    sono enormente angosciato.
    non so forse devo rimanere da solo.
    esaurisco molto presto quello da dire non per il solo approcio, ma anche per conosccere la persona.
    premetto che da anni vado da uno psichiatra perchè sono stato molto depresso tanto da lasciare il lavoro, rinchiudermi a casa assumere psicofarmaci e dormire tanto.
    uno dei tanti motivi è che mi sento un fallimento….e ora che scrivo ho voglia di piangere, ma sono anche stufo, sono pervaso da mille e mille stati d’animo, mi vorrei sparar e seduta stante non mi merito la vita.
    non ce la faccio, perchè…non dormirò sono brutto.
    il bello di ttto cià è che so perfettamente che ad una ragazza piace il ragazzo con carattere e carisma, e io non ce l’ho. dovrò rimanere solo. non capisco sarò refrattario. lo so sono fragilissimo, forse per difendermi dalle sofferenze passate. ma ne ho piene le palle.
    non chiedo molto, voreei essere normale.
    vorrei capire il perchè mi è cos’ difficile cercare di attirare l’attenzione, PERCHE!!
    la cosa più brutta è che me ne sono andato senza salutare alcuni amici e ne ho salutati altri ma nel tragitto sono stato zitto non di compagnia, perchè di ridere mi è passata subito voglia.
    un cappio al collo…e via
    forse è l’unica soluzione, un bel cappio fatto con lenza per i tonni, e via, non soffrirò più.
    tornare a casa a lecarmi le ferite è troppo pesante, sono un uomo inutile…pensavo di essermi sollevato da questa sorta di nonn vita, invece ci sono ricaduto…ma che cazzo, basta voglio una pistola e puntarmela alla tempia…click, addio e fate festa!
    nodo allo stomaco, il carattere, il carattere,….boh…molti sentimenti e stati d’animo, non possono combaciare, c’è chi mi dice di tirarmi su, c’è chi non vede “vittoria”, se davvero sono poco fortunato preferirei che un masso mi cada in testa….stavo bene ma basta poco per buttarmi giù..

  9. 9
    marziav -

    Kevin, parliamo un po’, ti va?
    Capisco la tua sensazione di unutilità e l’abbattimento. Ci sono momenti in cui davvero sembra di non farcela. A me la psicoterapeuta sentenziò gelidamente: “Signorina, o inizia a prendere degli psicofarmaci o accetta di convivere con la sua personalità tendente al depressivo-paranoico!”. Rimasi di ghiaccio. Vedi, Kevin, tutti noi attraversiamo fasi veramente buie, veramente tristi, in cui anche se, magari, non c’è una causa scatenante eclatante e evidente, ci sentiamo piegati e incapaci di reagire. Il consiglio che ti posso dare è quello di non isolarti con questo dolore ma di sfogarti, confidarti, confrontarti con gli altri per avere la possibilità di esorcizzarlo e ridimensionarlo. Lo so, è una lotta tutti i giorni, è tremendamente difficile essere ottimisti e spensierati. Accidenti, se lo so. Ma dentro di noi, quella forza c’è, siamo evoluzionisticamente preparati a lottare per la nostra sopravvivenza. Dobbiamo difendere il diritto più prezioso che abbiamo: quello a stare bene. Se ti va, dimmi cosa ti addolora oltre alla difficoltà a relazionarti con le ragazze. Se può valere qualcosa, io ti ascolterò molto volentieri. Ricordati anche un’altra cosa la prossima volta che incontri una tipa che t’interessa: non tutte le ragazze apprezzano l’uomo sicuro e spavaldo, c’è anche chi preferisce la dolcezza. Essere fragili significa anche essere sensibili: non è necessariamente un limite, ma anche un valore che nei rapporti attuali spesso manca. E’ una virtù rara e pregevole. Cerca solo di non chiuderti in te stesso. Un abbraccio, Marzia

  10. 10
    kevin -

    ciao, il punto critico della situazione che ha scaturito in me un senso angoscioso di invisibilità e di tristezza è il fatto di non avere nulla di cui raccontare e andare fiero.
    come dicevo non posso contare su un carattere forte e icuro che sia necessariamente spavaldo.
    mi fa stare molto male il fatto che ad un certo punto mentre parlavo semplicemtente con questa ragazza abbia esurite le cartucce a mia disposizione e lei è tornata a parlare con le sue amiche.
    al contrario un mio amico che è arrivato, ha cominciato a parlare, e si è presentato nel mentre della loro discussione, se la è portata via.
    sono rimasto pietrificato dalla mia incapacità come ragazzo e come essere vivente.
    se ci fosse una selezione naturale sarei subito tagliato fuori…
    il mio punto debole purtroopo stà nel fatto che ho pochissime occasioni di conoscere e non sempre riesco a sfruttarle, perchè non sono intraprendente.
    stando lì presumo che si sia capita la mia innaturalezza e la mia difficoltà nel rapposrtarmi.
    gli anni passano e il tempo non è a mio favore.
    adesso mi vergogno di me stesso a tal punto che non mi farei più vedere da loro, molto probabilmente avranno un pessima immagine di me.

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