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Test ammissione medicina

Lettere scritte dall'autore  

Buongiorno,
io ho una figlia che frequenta il quinto anno del liceo scientifico a Prato.
Studia assiduamente, intensamente, è una ragazza responsabile, i professori mi hanno sempre parlato molto bene di lei.
Visto l’impegno e la determinazione riesce ad ottenere ottimi risultati, mantenendo una media scolastica alta.
È convinta che la sua strada sia quella di fare il medico ed è già dalla scorsa estate che si sta preparando per il famoso
“test di ammissione”. Il prossimo settembre sosterrà la prova all’Università di Medicina di Firenze.
Ma io vi chiedo:
è giusto che persone determinate, volenterose, motivate non possano avere la possibilità di studiare quello per cui si
sentono portati? Perché poi sono costretti a ripiegare ad un corso parallelo per provare ad entrare l’anno dopo,
oppure andare a studiare all’estero?
È possibile che non si possa guardare al merito?
Chi ha una media alta negli ultimi tre anni di liceo o il massimo voto alla maturità dovrebbe entrare di diritto senza fare
il test che poi fra l’altro, secondo me, non è neanche completamente pertinente alla facoltà di medicina e magari assegna
posti a persone che lo hanno superato per fortuna e che poi lasciano dopo qualche mese.
Penso che l’esaltazione del merito possa essere un vanto ed una crescita della società e del nostro Paese.
Teniamoci il futuro non ce lo lasciamo scappare.
Per me dovrebbero essere riguardati i parametri di ammissione a medicina, vista anche la previsione della mancanza di medici nei prossimi anni.

Gradirei una risposta.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    s. -

    concordo con lei sul fatto che il test di medicina sia poco pertinente a quello che poi sarà il percorso di studi. valuta la preparazione generale del candidato, ma nulla racconta sulle sue motivazioni profonde, sulla determinazione e quant’altro.
    questo è ingiusto, ma entro certi limiti comprensibile…non è semplice trovare un modo per valutare certe attitudini in modo equo e obiettivo.
    ma se è vero che sapere chi ha scritto il cinque maggio non farà di me un buon medico, è anche vero che avere ottimi voti alle superiori non garantisce nulla.
    nè il voto di maturità può essere una discriminante: non so come funzioni altrove, ma nel mio anno di corso la maggior parte delle persone arrivava da un ottimo liceo, con voti più che buoni e preparazione lodevole.
    all’inizio eravamo 130 matricole,l’anno scorso ci siamo laureati in 70. il resto ha abbandonato o è fuori corso. eppure tra chi ha rinuciato c’era senz’altro chi aveva una carriera liceale brillante.
    quindi come vede non ha senso neanche così…
    è impensabile togliere il numero chiuso a medicina,la formazione ne risentirebbe troppo; oltre al fatto che a partire dal terzo anno (almeno qui da noi funziona così) gli studenti iniziano a frequentare i reparti. si immagina 20 studenti attorno al letto di un malato?sarebbe irrispettoso.
    sulla questione carenza dei medici avrei da ridire…è vero che nei prossimi anni ci saranno dei pensionamenti, ma al momento viviamo in una contraddizione tutta italiana: negli ultimi anni hanno aumentato i posti a medicina, ma contemporaneamente ridotto quelli di specialità. perchè far laureare 10.000 medici se poi offro solo 5.000 posti in specialità?
    le cose vanno peggio di anno in anno, c’è sempre più coda e gente laureata che si vorrebbe specializzare ma non riesce a entrare. certo, una volta laureati e abilitati qualcosa si può fare:guardie mediche, sostituzioni medici di base, case di riposo, ecc
    ma l’accesso in specialistica è sempre più difficile.se togliessero il numero chiuso sarebbe una tragedia, ci sarebbero tantissimi medici a spasso.
    quindi a sua figlia toccherà la sorte di tutti noi, mettercela tutta, studiare e provare. se per sfortuna non dovesse entrare sarà la profondità della sua motivazione a determinare la scelta: c’è chi ci riprova anche due o tre volte perchè è convinto di voler fare il medico, e chi al primo tentativo fallito desiste e cambia strada (cosa che in tutta sincerità avrei fatto anch’io).
    perchè è vero che a volte gente molto brava e determinata resta fuori, ma è anche vero che alcuni iniziano poco convinti e trovano il senso strada facendo. quindi non si può dire che qualcuno abbia rubato il posto a qualcun’altro…è passato prendendo più punti in un test che sarà pure discutibile, ma al momento le cose stanno così. almeno finchè non verranno idee migliori, oggettive, e soprattutto attuabili.

  2. 2
    behvabeh -

    hai toccato uno dei miei tasti dolenti. converrai con me che il tuo tutto sembra tranne che un pensiero oggettivo. se a non aver brillato negli anni di liceo fosse stata tua figlia? ti porto in breve la mia esperienza: anno 2005, diplomato con 85/100 (praticamente un voto medio-basso). mi sposto dalla mia città fino a siena nel tentativo di aumentare la probabilità di entrare (negli anni precedenti il rapporto iscritti al test/ ammessi era stato migliore rispetto alla mia città)…per farla breve. il giorno del test ho conosciuto un ragazzo che si vantava del voto di maturità 100/100 e lode. snobbava il test, figlio di medico (primario proprio lì a siena). ebbene io sono entrato ed è inutile dirlo SENZA raccomandazione. lui no. (per la cronaca…ho abbandonato dopo due anni e nonostante 8 esami fatti, in quanto mi sono accorto che non era la mia strada). con questo voglio dirti: 1) non sempre ciò che speriamo è ciò che realmente poi ci si addice 2) la media sia quando è buona che quando non lo è…non è altro che il nulla. tua figlia sarà brava, ma rispetto a chi? 3) magari tutte le facoltà avessero un test rigido e serio come quello di medicina. tanti di noi (noi inteso come giovani) non ci ritroveremo all’università parcheggiati, in attesa di non so quale miracoloso evento che crei posto per tutti. se tornassimo a zappare la terra, forse avremo meno ansie, portafogli più pieni e più figli.
    ma poi ti invito e vi invito a pensare…ma siamo sicuro di volere una società meritocratica?? nel senso…ci lamentiamo tanto della non meritocrazia…ma siamo sicuri che noi qualche merito ce lo abbiamo?? se poi finissimo come un re che decide di tagliare la testa a chi tradisce, e muore decapitato?? scusa lo sfogo…naturalmente nulla di personale…ma se vuoi un consiglio…lascia fare al destino e non decidere tu a priori che tua figlia abbia dei meriti…finiresti solo con il rovinarla e non saresti in grado di accettare un suo fallimento.

  3. 3
    Ste -

    Cara @Ilaria, hai toccato il tasto dolente della meritocrazia all’italiana, purtoppo certe facolta’, come medicina per es. , sono a numero chiuso. Ho sempre creduto che fosse per un discorso puramnete dettato dal seguire meglio i ragazzi che intraprendono questo tipo di percorso ma purtroppo ho avuto esperinze indirette che cosi’ non e’.
    Sono sempre a contatto con ragazze nell’ambito sportivo e 2 di queste giusto l’anno scorso hanno affrontato questo “effervescente” test di ammissione, purtoppo con esito negativo.
    Ti ripeto esattamente quello che ho detto alle suddette quando mi avevo messo a conoscenza del fatto che volessero provarci, fallo, nel tuo caso asseconda tua figlia in questa scelta, le auguro vivamete di riuscirci.
    Per l’estero ho sempre avuto commenti positivi in merito, certo che ci vuole una buona flessibilitaì mentale nel cambiare abitudini, amici etc.
    Ho amici che hanno affrontato gli studi in italia per poi dirgersi all’estero, uno di questi e’ tuttora ricercatore al CERN, altri invece sono andati direttamente all’estero per poi ritornare in italia, una amica ha studiato a Londra e attulamnete e’ insegnate in Italia.
    Buona fortuna a tua figlia per il test.

  4. 4
    enù -

    Non è un problema solo di medicina, ma di tutte le altre facoltà che hanno un test di ammissione. Tali test sono poco, e molto spesso per nulla, attinenti agli argomenti che le facoltà si propongono di insegnare.
    Il liceo non prepara a questi test di ammissione e sopratutto non prepara all’università (forse di oggi, di qualche decennio fa non saprei dire)…quindi non può nemmeno contare così tanto il risultato ottenuto in esso per l’ammissione o meno in una qualche facoltà!
    Insomma, è un circolo vizioso…solite cose all’italiana, purtroppo!
    Il consiglio che posso darti, visto che l’ho vissuta io stessa pochi anni fa, è quello di provare più test! Quelli di medicina spesso li fanno lo stesso giorno nelle varie città d’Italia, ma non è detto!!
    Se siete a Prato, oltre a Firenze, tua figlia potrebbe provare il test a Pisa (dove sto io e dove l’Università non è certo inferiore a quella di Firenze, anzi!).
    E magari fare test anche di altre facoltà (Psicologia sia a Firenze che a Pisa, di cui posso darti informazioni perché l’ho frequentata; oppure Biologia; o ancora qualche professione sanitaria).
    In questo modo, non si ritroverà di certo a bocca asciutta, costretta magari (le auguro davvero di passare il test di medicina!) a dover frequentare una qualche facoltà senza test di ammissione che non le piace.

    In bocca al lupo!

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