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Suicidio passato

di mk11

Riferimento alla lettera: Mi chiamo michele ed ho quasi 19 anni. Anni passati velocemente, soprattutto i 15-18 che forse me li sono dimenticati da qualche parte. A volte guardando l'uscita di un film visto o un libro, mi meraviglio rendendomi conto di quanto tempo è passato, che invece è sembrato un soffio. Ho...
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Data di pubblicazione: 22 Giugno 2009

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Categorie: - Me Stesso

46 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    toroseduto -

    IL PROFETA – GIBRAN dal capitolo -gioia e dolore. bye mario

  • 27
    pimpacherry -

    E pensare che l’ho pure letto!
    Devo riprenderlo in mano..
    Grazie
    ciao, Stefy

  • 28
    rapli -

    forse con quel gesto rischieresti di dare nuovamente ragione a tua madre, come quando da piccolo non ti sei potuto difendere e dovevi subire.
    Ora prendi n mano la tua vita e cerca di ricreare tutto quello che ti è stato tolto
    🙂

  • 29
    edns -

    ciao ragazzo di 19 anni, immagino sarai pieno di vergogna e odio per te stesso. Ho vissuto le tue stesse identiche cose. Ho 11 anni più di te. Da 4 anni faccio psicoterapia, e prima ho provato altre cose. Ora ho smesso x vari otivi,anche per provare altri approcci. Ho trovato una educatrice attraverso le arti, che lavora anche specificatamente con bambini ragazzi adulti che hanno subito maltrattamenti,anche se anni prima. Guarda,i genitori che fanno cosi, non lo facevano x mirare a te, ma è tua madre che aveva grossi problemi, e non stava bene. Non sapeva stare al mondo. Non l’ha insegnato nemmeno a te ovviamente. Io odio me stessa con tutto il profondo del mio cuore, in ogni istante. Mi sono chiusa, mi son data la tot morte, mettendo una maschera falsa, ma si vede benissimo che stò malissimo. Mi odio e mi autolesiono continuamente, o essendo falsamente indifferente a tutto l’odio che ho x me e per la vita,o anche mangiando senza aver fame in grandi quantità,o con mille latri modi compulsivi.Sono sommersa dalla vergogna. Anni fa ancora peggio,perchè nascondevo questo stando in relazioni con ragazzi stronzi,in cui mi facevo solo che trattar male,come una merce.Il gusto di trattarsi male. Quel che aiuta me,almeno ora,è sicuramente aver allontanato tutte le persone sbagliate,smetterla di perder tempo nelle relazioni sbagliate x non affrontare me. Aver cercato qualcuno che mi aiuta,ma bisogna trovar quello giusto:nn son tutti uguali ovviamente,e quando sei disperato non lo capisci.Ci vuole qualcuno che sa avere davvero atteggiamento amorevole,ma che poi non solo ti fa da terapeuta,ma anche da EDUCATORE:cioè che nn solo ti ascolti,ma che anche ti porti a farti le domande giuste: quelle sul SENSO DELLA VITA.Tua madre-da quel che tu dici-ti ha bastonato esattamente QUELLE DOMANDE.Vedo che afferrando quella dimensione,che copro di odio e la lesiono continuamente con depressione e autolesionismo e vergogna,uno spiraglio per affrontare la rabbia etc verso quel che m’han fatto.non solo i miei genitori,ma anche dopo,violenze per 5 anni da un ‘fidanzato’.Voglio dire:solo ragionando su loro,quel k m’han fatto,non ne sono uscita e non ne uscirei mai.Non sarà diventando dipendente da qualcuno che mi da una sorta di ‘amore’ che ne uscirei.I carnefici e chi abusa non ti ha negato ‘il suo amore’:ti nega ‘te stesso’, perchè in realtà il vero amore è: portarti a te stesso,rispettare te stesso,vederti davvero per ciò che sei,vivo.Il vero amore non è quella cosa dolciastra che a volte ti si rifila,che da tanto calore ma da cui ci si sente invasi:è qualcosa che ti fa sentir te stesso,ti vede davvero per ciò e come sei. Io ho fatto di recente un gran casino coi miei,gli ho sputato addosso senza paura tanta roba,e anche ad altre persone.Mi è servito,tanto,mentre prima tutto dentro apposta tenevo,proprio per fargliela pagare ancor di più(infatti si dice che chi non si arrabbia-e la mia era devastante-apertamente,è in realtà peggio degli altri,è un gran masochista)

  • 30
    edns -

    I miei si son separati che avevo 8 anni,da allora vissuto con mia madre,che stava come la tua:non violenza fisica,ma psicologica pesantissima.era tot fuori,mai di uno sguardo mi ha degnata.è tot finta,cova tutto,proprio per farti sentire ancor peggio. mi ha devastata,fatta vergognare tot di me.mio padre un furbo,un gran manipolatore,mi ha fatto credere di esser tanto interessato,in realtà era stra falso,mi ha devastato il cervello per non esser smascherato:che in realtà a lui non gliene è mai fregato niente di me.infatti ho avuto relazione violenta 5 anni da adolescente. mio padre non è stato violento fisicamente con me,ma veniva da famiglia violenta. Da quando si son separati,avevo 8 anni,son entrata in un tunnel, e non ne sono piu uscita,neanche ora nonostante anni che lavoro su me.certo cose son cambiate in questi ultimi anni,ma affrontare può significare anche star peggio,e nn uscirne,se nn si trova la persona giusta che sa cosa vuol dire uscir da li,cosa c’è una volta usciti.. sono depressa da quando ho 8 anni,ovviamente in modi diversi.vivo da allora nella vergogna,nell’autolesionismo,nella finzione più totale.per anni ho messo maschere,ma ora,sempre meno le metto.ora decisamente basta,sono nella tot depressione e vergogna e panico.spero di riuscire con questa educatrice a trovar il filo verso la vera me stessa.. guarda,per anni mi son concentrata sui fatti accaduti..in realtà non li ho mai davvero AFFRONTATI perchè TROPPA era la rabbia e l’odio per me stessa.. dicevo NON SE LO MERITANO..avevo troppo RANCORE E RISENTIMENTO E VOGLIA DI FARGLIELA PESARE E PAGARE..ma cosi mi son tirata solo che la ZAPPA SUI PIEDI DA SOLA..perchè ‘non se lo meritano’..che cosa? che io NE ESCA..cioè che MI SALVI..che io veda un poco di NUOVA LUCE DI NUOVO..la vera persona che SONO ED ERO..son stata 4-5 anni rompendo OGNI COMUNICAZIONE CON LORO(proprio x dargli uno scossone,che smettessero di tacere)e poi ho iniziato la terapia(abito non nelle loro citta),poi da un anno li ho ri contattati (loro mi han cercato,ma in modi blandi..)e con ognuno di loro abbiam visto una terapeuta assieme..li ho rivisti col solito enorme senso colpa verso loro-come se ero io la responsabile dei loro mali-e dolore xk li vorrei salvare.E amore ovviamente.Ma è li che gli ho fatto delle scenate in cui gli ho scaricato addosso un pò di quel che davvero mi han fatto.Ho fatto bene,mi è servito,ma Non basta affatto,anzi:ora ci sono io da affrontare,calate un po le maschere bisogna continuare a tenerle giu,e trovare chi aiuta seriamente a riconneterti col tuo esser vivo.. Tu hai comunque una vita davanti, io mi son data la morte interiore tanti anni fa..non mi son ammazzata perchè sarebbe stato ‘banale e scontato’,non dava l’idea di come stavo.mentre dissimulare oltre ogni limite,come a dire’non ci sono gesti ne parole adatte a esprimere ciò che sento’ è stato-è il mio modo.inoltre perchè son codarda,non ho il coraggio di uccidermi.vita nn è’bella,colorata,euforia’,è più un ‘mistero’direi

  • 31
    Hope -

    Ciao, lo so non potrò mai comprendere la tua situazione perché non l’ho vissuta, ma proprio perché tu sei uscito da una storia così già dovresti essere più forte di tutti noi che ti stiamo consigliando, prendi le redini della tua vita costruisciti un futuro non so studia o trova un lavoro affitta una casa solo tua trova dei buoni amici e una ragazza la vita non va sprecata ricorda che ogni giorno ci sono persone che chiedono anche un solo giorno in più, hai solo 19 anni e di esperienze belle ce ne sono milioni. Finora non hai potuto scegliere come dovesse andare la tua vita e con chi dividerla, ma ora puoi quindi fatti coraggio e createne una delle migliori buona fortuna e se vuoi puoi contattarmi e farmi sapere come ti va JJ85@live.it stai per iniziare una grande avventura goditela e non farti abbattere da nessuno…. Un mondo di abbracci…

  • 32
    FRANCESCA -

    Scusa se mi permetto. Hai mai pensato di rivolgerti a qualcuno che ti possa aiutare, per stare meglio. Un bacione Francesca

  • 33
    mk11 -

    Adesso ho 21,e la faccenda riportata qui ormai è diventata una costante consapevolezza.. “un’amica sottopelle”. Ciao Francesca,certo che mi sono rivolto a qualcuno e sono 3 anni che prendo psicofarmaci che sono d’aiuto quanto “masticare una gomma per risolvere un problema algebrico”. Sono consapevole che non c’è niente più di questo,ed ho l’anima in pace. L’unico nemico adesso è la noia,l’insensibilità.. l’apatia. Basta considerare la propria vita come un film e assisterle in silenzio. W la vita!

  • 34
    SharonBrity -

    Ciao, mi dispiace per la tua situazione. Anche io sono in situazioni difficili , contattami su Facebook , sono Luna Love. È meglio parlare in chat.

  • 35
    mk11 -

    Aggiorno la mia situazione. Ho 22 e le cose prendono un aspetto diverso,anche se non migliorano.
    Rileggendo prendo coscienza del fatto che la mia lettera suoni veramente tragica. E il mio dolore può esserlo stato,a tratti. Ma lo è stato come quello di molti altri che non scrivono. Raccontare tutto il mio punto di vista in una volta sola,QUESTO,lo fa apparire davvero tremendo. Ma non lo è stato mai abbastanza. Devo dirlo. Continuando a citare:”non c’è anima sulla terra che porti un fardello più pesante di quello che può portare”,ed è vero. Ho scritto con la visione di una terza persona estranea al mio passato: una persona sana,logica,razionale. Quindi tramite questa “persona” ho rilevato tutto quello schifo nella mia vita. Ma io non l’ho vissuta così,nel mio privato. Io e voi ci nasciamo nello schifo,e sappiamo nuotarci benissimo. L’unico punto su cui volevo attenzione era risolvere la noia,l’apatia. Ma ci sono soltanto piccole soluzioni. Nessuna di esse alla mia portata,al momento. Questo per ringraziarti Sharon,ma non mi interessa più quest’argomento.

  • 36
    Volerai! -

    Forse hai aggiornato queste pagine con la tua “nuova” vita senza renderti conto che qualcuno ti ringrazia. Qualcuno che ha a cuore il tuo bene, che ti ricorda e si sente rincuorato nel leggerti c’è. Al di là di tutto, davvero tutto, che con queste righe riceve tutto quello che poteva sperare per te. La promessa si sta piano piano avverando, e sapere che quel ragazzo oggi ha scritto questo, emoziona, ancora una volta. Non conta nient’altro.
    Se a marzo assumevi psicofarmaci, presumibilmente a dicembre era uguale e tutt’oggi potrebbe continuare. Eppure hai la consapevolezza che non hanno alcun efficacia. Fà sì che questo ti porti ad avere la voglia di smettere. Oltre ogni logica, oltre ogni conformismo, oltre ogni parere medico, in cuor tuo sai che è l’ultimo
    gradino che ti resta. Cerca di disintossicare il tuo organismo dalla chimica artificiale, di cercare quei contatti con la natura e il tuo più profondo Essere e poi, con profonda convinzione e con un sorriso pieno di felicità di chi ti scrive….arriverai laddove ti eri commosso. Noia o no, conoscerti è stato un dono.
    Meriti molto, lotta per prendertelo. Ciao.

  • 37
    mk11 -

    Ti ringrazio tanto per ciò che hai scritto. Sono parole bellissime e apprezzo la tua empatia e la vicinanza che dimostri a me e alla mia storia.. Apprezzo molto che una persona si prenda il disturbo di ascoltare e tentare di capire,senza nessun tornaconto.. e,per questo,vorrei essere il tipo di persona a cui hai pensato di rivolgerti scrivendo questo commento,ma non lo sono. E rileggo tutto e mi dispiace. Sei tu che ti meriti tanto.. Io non sono il tipo di persona che può riflettere ciò che hai scritto. Io non credo nemmeno lontanamente di poter “volare”,ne ora ne in futuro,quando cioè dovrebbe,in teoria, cambiare tutto.. Non ho scritto di essermi risollevato,ne che lo farò,e probabilmente non ho nemmeno l’intenzione di farlo. Intendevo dire che ci si abitua a tutto,ma non nel senso che se ne sente meno il peso,che la sofferenza si attenua.. ma solamente che si soffre e si soffrirà e basta,e che parlarne,come in un sito come questo,diventa inutile.. per me e voi. Questa è la fine del mio “caso”,vorrei solo ringraziarvi tutti e capire come cancellare questa mia lettera.

  • 38
    xxx -

    Ok, proverò a dirti quello che penso. Un riassunto mal riuscito. Ho poche righe a disposizione, i contacaratteri o come si chiama corre.
    E’ passato così tanto tempo. Inevitabilmente siamo tutti un pò diversi da prima. E adesso è una situazione strana, mi sento anche fuori luogo. Ma so che quello che ritrovo, non qui, è qualcosa che resta. Per sempre. Non dipende dalla volontà, nè mia nè tua nè di nessun altro.

    Non sono arrivata qui per caso. Ho ricercato volutamente questa lettera. E c’entra pcco il fatto che a giorni, non so esattamente da cosa parta e dipenda, senta la mancanza e ti ricerchi nei pensieri e in quello schedario che è sempre rimasto lì come lo avevo lasciato. C’entra poco perchè quei giorni sono inaspettati ma non nuovi e la malinconia, la nostalgia anche se ti blocca il respiro la provi a gestire in un modo o nell’altro. C’entra che ci sono cose che ad un certo punto senti il dovere di dire, ma ti fermi a chiederti se sia giusto farlo e che conseguenze possa avere su te ma soprattutto sugli altri. Per cui per buonsenso non posso dirti tutto, ma proverò con una parte.

    Capisco che rileggere tutto questo non ti piaccia. Nemmeno a me piace rileggermi. Quant’ero sciocca! Sono stata invadente, a volte cattiva, troppo convinta, e mi dispiace. Veramente mi dispiace. Non so se ci sia un modo per cancellare questa lettera da questo sito. Potrebbe. Il punto è che non puoi cancellare quello che si registra sul testamento umano. Incidi te stesso e tutti i collegamenti che la fantasia possa attribuire a te. Per quanto riguarda me, nonostante tutto, sono felice che non possa cancellare la tua parte.

    Ecco quello che ti vorrei dire, goffamente, ma so che sarai comprensivo. Vorrei dirti che non mi sbagliavo. Sono un pò più grande di qualche anno, riguardo quei fiumi di parole, certe dinamiche erano davvero discutibili..sciocche, troppo drammatiche, troppo serie, a volte troppo pesanti a volte troppo leggere. Mettiamola così. Ma resta una parte meravigliosa, resta il grande e il genio che c’è in te. Non era a caso, volevo dirti molto di più di un modo per chiamarti. E se tu ci credessi solo un pò di quanto ci credo io…

    Sai che cos’è che non riesco ad accettare? Vedere che questo mondo malato sta provando a far ammalare i suoi gioelli. E ci riesce, riesce a convincerli di essere malati, riesce a convincerli che non valgono niente, riesce a far credere loro di “essere in pace” nella nebbia, riesce ad annientarli. Se poi, oltre a questo, ci metti un incomprensibile, sradicabile affetto che persiste al tempo e sopravvive alla mancanza,, come fai a sapere quale sia la cosa giusta da fare?

    Semplicemente provo a dirti: stai attento a quello che ti danno. Non dare per scontato che certi effetti collaterali siano “normali”. Ho capito che non posso capire, che certe cose per dirla come la dicevi tu “non sono alla mia portata”, ma non credere a loro. Ti diranno tutti la stessa cosa. Ti diranno che è necessario, che ti fa bene, che ti serve.

  • 39
    xxx -

    Sono, rappresentano, incarnano il conformismo, quello che fa e dice per adeguamento, capisci perchè lo odiavo e lo odio?
    Senti, forse hanno ragione loro. Forse c’è realmente un problema “chimico”. Ma io credo di no. Non sono un medico, non ci capisco nulla di meccanismi fisici. Ma seguo il cuore, ancora, testardamente. E no, su mille cose che mi hai insegnato, su una cosa ti sbagliavi: non si possono ridurre i sentimenti alla chimica. Che cosa assurda! E ti voglio dire: su questa tua convinzione c’è qualcuno che ci guadagna, ci specula su queste cose. Lo sentivo in quel luglio e in quell’agosto lontanti, lo sentivo per istinto, ma in questi giorni ho trovato le conferme a quello che pensavo da tempo. Come si leggeva se non ricordo male su 1984, non so se tu l’abbia letto. In ogni modo, potrebbero esserci delle alternative per quanto riguarda l’aspetto pratico. Ho paura a dirti questo, perchè temo di trasmetterti l’idea che ci sia nell’aria la solita “malsana idea di guarirti” e con lei il dubbio che anch’io creda davvero che tu abbia qualcosa di “malato”, visto che la guarigione presuppone la malattia.

    Invece è tutto l’opposto. Non sono riuscita a farelo capire, è stato questo forse il mio grande fallimento con te, non lo so. Non sei mai stato e non sei un “caso”, ecco il punto. Qualcuno ha voluto che tu te ne convincessi. Ma come fai a non capire? C’è gente che passa l’esistenza senza riuscire ad elaborare minima parte di quello che trabocca da quei fogli. E tutto questo lo riesci a fare nonostante quelle pasticche. Scusami, capiscimi se allora ti voglio dire: prova a liberartene, a fare un tentativo. Secondo me non saresti più un “piccolo” (al di là della tenerezza) genio, bensì un potenziale grande uomo del nostro povero tempo. Provaci, non sprecare il dono che il cielo ti ha fatto. Non te lo dico con presunzione, te lo dico come potrebbe dirtelo quell’amica che con mio rammarico non sono mai stata capace di essere. Sei tanto, te lo ripeto.
    So che non mi sto sbagliando e non preoccuparti che non c’è nulla al mondo che possa cambaire la mia considerazione per te, non c’è nulla al mondo che possa cancellarti, nè che possa farmi smettere di pensarti, di spearti felice qui nel silenzio del mio fiume, dalle mie passeggiate, del mio schedario, dei miei pensieri. Non c’è nulla di costruito in questo. E’ solo una condanna..agrodolce.

    Non voglio infastidirti, non mi devi nè mi aspetto niente. Vorrei solo che questo ti servisse da dubbio per informarti con chi ne sa sicuramente più di me. Ricordando che tu sei infinitamente molto di più di un’etichetta che ti hanno appiccicato addosso e che, semplicemente in nome di quell’affetto che mai e ti ripeto mai andrà via, ovunque sarò e sarai, le porte del mio cuore e della mia anima saranno sempre spalancate, qualora un giorno ti servisse saperlo per qualsiasi motivo. Adesso non sai che fartene, ma ricordalo. Solo questo. Ti abbraccio, con la stessa tenerezza.

  • 40
    gea -

    @MK11: come va? i farmaci sono palliativi, oltre che tossici ma non sarò io a dirti se prenderli o meno. Quel che mi sento di dirti è:prendi la vita nelle tue mani e fanne una cosa degna, crea una tradizione nuova di dignità e purezza e onestà: vedrai che i semi seminati daranno rose bellissime, a suo tempo..

  • 41
    gea -

    @MK11: c.que, scrivi molto bene. Potresti essere un bravo psicologo o giornalista perché
    sai penetrare nei meandri della psiche e descriverli bene

  • 42
    david -

    E’anche una questione di serotonina,una fascia forte ed intensa di serotonina.ci si sente bene,molto meglio

  • 43
    toroseduto -

    Un tuffo nel passato. Dopo 6 anni questa lettera mi è sempre stata cara. Ho conosciuto Michele e Stefy, due personaggi che tornano spesso nella mia mente.
    Non so se riceverò risposta, voglio provarci.
    Come va oggi Michele?
    Stefy, ripeto la stessa domanda a te, ti ho voluto veramente bene, ricordi? Eri la mia nipotina.

    Oggi ne ho 3 nella realtà, ed ad agosto diventeranno 4. Dio, quanto tempo è passato… fortuna che non le cancellano mai le lettere vecchie. Ciao Mario

  • 44
    Esther -

    Sì, concordo con david, la serotonina è un neurotrasmettitore fondamentale per l’equilibrio psichico dell’individuo. Livelli insufficienti di essa possono portarlo alla morte, prima psicologica e poi fisica che ne è una conseguenza logica.

  • 45
    Esther -

    Questa lettera … questa lettera serve … aiuta … soprattutto chi più che aver perso la forza si sente ferito a morte. La forza la si trova, è la ferita che a guarire ci mette un po’. Forse è amor proprio, orgoglio, eppure fa male, e la volontà è come se si rifiutasse di reagire, per punire qualcuno o qualcosa di non ben chiaro neanche a sé stessa.

    La volontà si isola, si estranea da tutto ciò che le ricorda il dolore. Con la creatività regala un mondo nuovo alla sua voglia di essere. E di quel mondo nuovo deve appropriarsi ogni giorno e sceglierlo, perché quella ferita brucia e fa male, profondamente, e non si spegne la fiamma che la macera.

    E la volontà si oppone a riaccostarsi a ciò che le ha tolto la felicità innocente con tanta ferocia inaspettata.

  • 46
    Yog -

    Esther, hai vena poetica. Butta della narda sulla ferita e vedrai che migliora di brutto, è un forte antisettico naturale.

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